{"id":318,"date":"2011-06-13T17:52:00","date_gmt":"2011-06-13T17:52:00","guid":{"rendered":"http:\/\/tnvblog.demo.metiswebdev.com\/?page_id=89B5EBE5-5056-8F05-E4882F10D8920547"},"modified":"2011-06-13T17:52:00","modified_gmt":"2011-06-13T17:52:00","slug":"MARONI-E-LE-RIFORME-IMPOSSIBILI","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/2011\/06\/13\/MARONI-E-LE-RIFORME-IMPOSSIBILI\/","title":{"rendered":"MARONI E LE RIFORME IMPOSSIBILI"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">\n&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Nel giorno in cui il centrodestra &egrave; riuscito nell&#8217;impresa di riesumare anche l&#8217;istituto referendario (che da tempo immemorabile falliva il quorum), aggiungendo cos&igrave; un&#8217;altra cocente sconfitta a quella appena maturata alle amministrative, il ministro Maroni ha lanciato attraverso il Corriere un ultimatum a Berlusconi. O il governo ottiene quattro obiettivi precisi, oppure &egrave; meglio andare subito ad elezioni anticipate perch&egrave; &ndash; ha spiegato l&#8217;esponente leghista &#8211; &ldquo;tirare a campare equivale a tirare le cuoia&rdquo; .<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>L&#8217;assunto di Maroni &egrave; indiscutibile: se non combini nulla gli elettori ti mandano a casa a calci nelle urne. Ma si tratta di vedere se sono realisticamente raggiungibili i quattro punti dell&#8217;ultimatum<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>In politica estera chiede che l&#8217;Italia cessi di bombardare la Libia e che le navi Nato blocchino l&#8217;esodo dei profughi dalle coste libiche stesse. Richieste sacrosante. Ma, se solo Berlusconi osasse avanzarle al tavolo degli alleati, otterrebbe un unico effetto: gli aerei Nato, oltre a continuare a dare la caccia a Gheddafi, metterebbero anche lui nel mirino cominciando a bombardare Palazzo Grazioli e villa San Martino&#8230;Meglio lasciar perdere.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Maroni invoca poi una drastica riforma fiscale che abbassi la pressione e garantisca il quoziente famigliare. Riforma tanto sacrosanta quanto fondamentale. Ma qui entra in ballo quello che domenica, sempre sul Corriere, ha scritto Galli della Loggia: che tanto la destra quanto la sinistra da vent&#8217;anni parlano di riforme; parlano, parlano e non riescono ad attuarne nemmeno una perch&egrave; vengono blaccate dai &ldquo;tre pilastri dell&#8217;immobilismo&rdquo; che sono &ldquo;il privilegio, il corporativismo, la demagogia&rdquo;.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>&ldquo;In Italia &ndash; scrive Galli della Loggia &ndash; qualunque individuo cos&igrave; come qualunque istituzione, qualunque impresa capitalista, non sopporta n&eacute; il merito n&eacute; la concorrenza n&eacute; controlli indipendenti. Qualunque categoria, qualunque organismo non sogna altro che monopoli, numeri chiusi, carriere assicurate, condoni, esenzioni, ope legis, proroghe, trattamenti speciali, pensioni ad hoc, comunque condizioni di favore&rdquo;.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Inutile, insomma, prendersela con i politici come se fossero gli unici a godere dei privilegi. Di fatto abbiamo la somma di tutti i privilegi delle varie corporazione che fanno la maggioranza degli italiani. Una maggioranza conservatrice, che non vuole le riforme, per continuare ad avere privilegi e a &ldquo;saccheggiare le casse pubbliche&rdquo;<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Un saccheggio &ndash; spiega sempre Galli della Loggia, che avviene &ndash; ecco la demagogia &ndash; in nome de &ldquo;i diritti, la democrazia, la solidariet&agrave;: parole d&#8217;ordine, discorsi che, agitando ogni volta la bandiera del bene, sono serviti unicamente a promuovere il pi&ugrave; spietato particolarismo&rdquo;.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Ci vorrebbe &ndash; conclude l&#8217;editorialista del Corriere &#8211; &ldquo;la pi&ugrave; difficile tra le rivoluzioni: quella culturale&rdquo;. Solo cos&igrave;, dopo la rivoluzione culturale che introduca merito concorrenza vera e controlli, le riforme tornerebbero ad essere un obiettivo concreto e non una vuota chiacchera.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Nell&#8217;attesa anche Roberto Maroni &egrave; solo l&#8217;ultimo dei tanti che continuano a parlare di riforme, &ldquo;il grande mito della politica italiana&rdquo;. <\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b><br \/>\n<\/b><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; Nel giorno in cui il centrodestra &egrave; riuscito nell&#8217;impresa di riesumare anche l&#8217;istituto referendario (che da tempo immemorabile falliva il quorum), aggiungendo cos&igrave; un&#8217;altra cocente sconfitta a quella appena maturata alle amministrative, il ministro Maroni ha lanciato attraverso il Corriere un ultimatum a Berlusconi. 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