{"id":320,"date":"2011-06-22T11:59:00","date_gmt":"2011-06-22T11:59:00","guid":{"rendered":"http:\/\/tnvblog.demo.metiswebdev.com\/?page_id=B6CB5A0D-5056-8F05-E4FB006801EF2AF2"},"modified":"2011-06-22T11:59:00","modified_gmt":"2011-06-22T11:59:00","slug":"SOLDI-IN-TASCA-AL-CITTADINO","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/2011\/06\/22\/SOLDI-IN-TASCA-AL-CITTADINO\/","title":{"rendered":"SOLDI IN TASCA AL CITTADINO"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">\n&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Se Silvio Berlusconi fosse uno statista liberale ( e non quel pacioso post democristiano che &egrave;) al posto della stitica riformetta fiscale di cui si ciancia, attuerebbe la stessa rivoluzione del welfare che sta attuando in Gran Bretagna il premier David Cameron.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Una rivoluzione quella di Cameron talmente lontana dalla cultura politica italiana (ultimo Paese, il nostro, dove il socialismo reale &egrave; spravvissuto al crollo dell&#8217;Unione sovietica) che i media nemmeno riescono a raccontarcela. E s&igrave; che il cardine, il perno della rivoluzione &egrave; semplicissimo: rimettere i soldi in tasca al cittadino, invece che costringerlo a versarli nella casse pubbliche.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Si ottengono cos&igrave; due effetti precisi: si rida potere e dignit&agrave; al cittadino, che non &egrave; pi&ugrave; in balia dei cosiddetti &ldquo;servitori dello Stato&rdquo; che trattano lui, il cittadino, come un servo; e si migliora la qualit&agrave; dei servizi, che devono migliorarsi nella competizione se vogliono che il cittadino li compri e li paghi.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Per quanto ci sforziamo di non comprenderlo (lo rifiutiamo, abbiamo il rigetto, essendo un corpo estraneo alla nostra tradizione cattolica e comunista) il meccanismo &egrave; elementare: non &egrave; pi&ugrave; il pubblico che spende le cifre enormi prelevate con le tasse, dicendo che cos&igrave; garantisce &ldquo;gratis&rdquo; al cittadino la scuola, la mutua, la sanit&agrave; e l&#8217;assistenza; il pubblico restituisce i soldi al privato cittadino che ci pensa lui a spenderli per ottenere le stesse cose dove trova pi&ugrave; conveniente spenderli.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Perch&egrave;, se andiamo in un ottima pensione a Rimini, ci costa massimo 50 euro al giorno e veniamo trattati con mille attenzioni? Perch&egrave; il proprietario guadagna sulla nostra presenza ed ha tutto l&#8217;interesse a far s&igrave; che ritorniamo anche l&#8217;estate prossima. Perch&egrave; se andiamo in ospedale costiamo &ndash; di pura retta alberghiera, esclusa ogni prestazione sanitaria &ndash; 300 euro al giorno, alloggiati in camerate da 6-8 letti e rischiando di morire per quello che ci danno da mangiare? Perch&egrave; tutti gli addetti del servizio sanitario nazionale sono pagati a prescindere e non gliene frega niente che torniamo o meno a ricoverarci.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Perch&egrave; per un semplice prelievo di sangue aspettiamo minimo un oretta, mentre se entriamo in un negozio si precipitano subito ad offrirci le scarpe piuttosto che il televisore? Perch&egrave; nel primo caso siamo utenti, nel secondo clienti.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Non si tratta di criminalizzare i pubblici dipendenti, perch&egrave; &egrave; il meccanismo che rende quasi tutti irresponsabili e menefreghisti: se il propritario della pensione di Rimini fosse pagato a prescindere, si comporterebbe esattamente come i direttori dei ristoranti e degli alberghi pubblici della Croazia ai tempi di Tito.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Ce lo riordiamo o no che cessi erano quei pubblici esercizi statali dell&#8217;ex Juguslavia? E perch&egrave; le nostre scuole pubbliche, i nostri ospedali, le case di riposo dovrebbero essere qualcosa di diverso?<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>L&#8217;unico sistema per costringere il pubblico a migliorarsi &egrave; metterlo in concorrenza con gli stessi servizi offerti dal privato. Ma questo pu&ograve; avvenire solo se c&#8217;&egrave; il cittadino, con in soldi in tasca, che decide dove andare a spenderli in base al rapporto qualit&agrave;\\prezzo pi&ugrave; vantaggioso.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>L&#8217;ultima ridotta della resistenza statalista consiste nel sostenere che certi beni sono troppo preziosi &ndash; la scuola, la sanit&agrave;, l&#8217;acqua &ndash; per consentire che vadano in mano ai privati. Non si vuol capire che la regola &egrave; esattamente la stessa che si tratti di jeans, di salute, di salami, di istruzione o di alberghi: sono comunque prodotti, e il privato li confeziona meglio e a costi inferiori rispetto al pubblico.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Il bene che molti di noi considerano il pi&ugrave; prezioso di tutti, l&#8217;automobile, ci interessa forse che sia italiana o tedesca o francese o prodotta da un&#8217;azienda statale? Assolutamente no: compriamo quella che riteniamo pi&ugrave; consona e vantaggiosa per le nostre esigenze. Facessimo lo stesso ragionamento che per l&#8217;acqua, gireremmo tutti in Alfa sud&#8230;<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Tornando a Cameron, sia chiaro che per noi guardare alla sua rivoluzione &egrave; pura utopia: nell&#8217;ultimo Paese del socialismo reale tutto proseguir&agrave; come sempre continuando a peggiorare gradualmente: sempre pi&ugrave; tasse, servizi pubblici sempre pi&ugrave; scadenti, finch&egrave; tutto salter&agrave; in aria&#8230;<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b><br \/>\n<\/b><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; Se Silvio Berlusconi fosse uno statista liberale ( e non quel pacioso post democristiano che &egrave;) al posto della stitica riformetta fiscale di cui si ciancia, attuerebbe la stessa rivoluzione del welfare che sta attuando in Gran Bretagna il premier David Cameron. 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