{"id":324,"date":"2011-07-12T16:35:00","date_gmt":"2011-07-12T16:35:00","guid":{"rendered":"http:\/\/tnvblog.demo.metiswebdev.com\/?page_id=1EC9F1B6-5056-8F05-E4E4FFE807F65CE8"},"modified":"2011-07-12T16:35:00","modified_gmt":"2011-07-12T16:35:00","slug":"UN-MARCHIONNE-PER-SALVARCI","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/2011\/07\/12\/UN-MARCHIONNE-PER-SALVARCI\/","title":{"rendered":"UN MARCHIONNE PER SALVARCI"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\">&nbsp;<span style=\"font-size: small\"><b>Non c&#8217;&egrave; dubbio che la speculazione internazionale ha messo l&#8217;Italia nel mirino. Pu&ograve; darsi che il tutto sia orchestrato dagli Usa e che l&#8217;obbiettivo finale sia l&#8217;intera Ue, cio&egrave; l&#8217;euro da eliminare perch&egrave; concorrente del dollaro. Ma anche fosse cos&igrave;, &egrave; un fatto che l&#8217;assalto all&#8217;Europa comincia da uno dei suoi anelli pi&ugrave; deboli: noi.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Quindi dobbiamo guardare anzitutto alle nostre debolezze. Sono debolezze derivanti dalla scarsa credibilit&agrave; di un premier dedito al bunga bunga piuttosto che di un ministro delle finanze ospite non pagante dell&#8217;ex finanziere Milanese? Tutto questo certo non aiuta; ma sono debolezze contingenti: magari bastasse mandare a casa Silvio e Giulio per diventare un Paese serio, cio&egrave; capace di creare ricchezza e non abile anzitutto a sperperare spesa pubblica&#8230;<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Purtroppo le nostre debolezze sono strutturali, cio&egrave; frutto di una (sotto) cultura politica stratificatasi nei decenni con l&#8217;apporto e il consenso di ogni schieramento politico. E&#8217; la sotto cultura politica da Paese dell&#8217;Europa dell&#8217;Est venuta a gala in modo emblematico nel trattamento riservato a Sergio Marchionne.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Ogni Paese serio, che metta cio&egrave; in cima alla graduatoria la creazione della ricchezza e dei posti di lavoro, lo avrebbe trattato come un eroe e un benefattore. E cos&igrave; ha fatto l&#8217;America di Obama: inni di lode al salvatore della Chrysler. Noi invece trattiamo come un delinquente, uno sfruttatore degli operai , chi ha salvato la Fiat trasformandola &ndash; da decotta che era a carico della fiscalit&agrave; generale &ndash; in azenda viva che compete, che investe, che mantiene e magari aumenta i posti di lavoro.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>A Marchionne dovremmo intitolare le strade, erigere monumenti nelle piazze mettendo la sua statua al posto di quelle di Cavour e Garibaldi. Invece passano le parole d&#8217;ordine di Landini e della Fiom: &egrave; il ricco che vuole arricchirsi ancor pi&ugrave; sulla pelle degli operai.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Il trattamento riservato a Marchionne &egrave; l&#8217;emblema della sotto cultura dominante. Ma ogni imprenditore, ogni artigiano, ogni partita iva che abbia guadagnato col proprio lavoro, con l&#8217;inventiva, con il rischio e la passione, viene trattato allo stesso modo: come un ladro, come un malfattore da braccare mettendogli alle calcagna branchi di burocrati incaricati di rendergli la vita (produttiva) impossibile, di azzannarlo con lacci e balzelli.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Se lui si compra il suv va messo il superbollo, se ha la casa di propriet&agrave; avanti con la patrimoniale, se prende i bot dagli alle rendite finanziarie. Ma &egrave; lui il ladro o il ladro &egrave; chi va in ufficio e, anche se non combina una beata minchia, a fine mese incassa lo stipendio?<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Siamo &ndash; da sempre, quando Silvio ancora cantava in nave &ndash; il Paese delle &ldquo;stangate&rdquo;. Conviti cio&egrave; che la soluzione sia quella di aumentare le entrate fiscali. Ma &egrave; inutile aggiungere acqua in una cisterna traforata che la perde da tutte le parti. Anzi: pi&ugrave; acqua ci butti pi&ugrave; ne viene dispersa. Fosse combattuta fino all&#8217;estinzione l&#8217;evasione fiscale, servirebbe solo a triplicare le assunzioni nel pubblico impiego, cio&egrave; a portare la spesa pubblica (improduttiva) all&#8217;80% del pil!<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Ci impegneremo mai a tappare anzitutto i buchi? A favorire gli investimenti dei ricchi tanto vituperati, invece che disincentivarli con tasse, regolamenti e burocrazie varie? Se mai lo faremo, vedremo anche al centro delle piazze delle nostre citt&agrave; la statua di Marchionne con la dedica &ldquo;al ministro dell&#8217;economia che salv&ograve; l&#8217;Italia dal fallimento e la riport&ograve; in Occidente&rdquo;<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;Non c&#8217;&egrave; dubbio che la speculazione internazionale ha messo l&#8217;Italia nel mirino. Pu&ograve; darsi che il tutto sia orchestrato dagli Usa e che l&#8217;obbiettivo finale sia l&#8217;intera Ue, cio&egrave; l&#8217;euro da eliminare perch&egrave; concorrente del dollaro. 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