{"id":394,"date":"2012-06-15T15:49:23","date_gmt":"2012-06-15T13:49:23","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/?p=394"},"modified":"2012-06-15T15:49:23","modified_gmt":"2012-06-15T13:49:23","slug":"bastasse-riesumare-mameli","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/2012\/06\/15\/bastasse-riesumare-mameli\/","title":{"rendered":"BASTASSE RIESUMARE MAMELI&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>Quand&#8217;ero alle elementari (oltre mezzo secolo fa) entrava in classe la maestra, noi uscivamo in piedi fuori dai banchi, e si iniziava la mattina a scuola recitando le preghiere. Era una prassi naturale rispetto alla religiosit\u00e0 diffusa e sentita di quel tempo (andato). Dubito assai che oggi, riprendendo la consuetudine delle preghiere (ammesso che le maestre accettino di farle recitare), riusciremmo nuovamente a riempire le chiese e gli oratori&#8230;<br \/>\nAllo stesso modo non basta riesumare Mameli per riesumare un amor di Patria italiana che forse non \u00e8 mai nato e che, se \u00e8 nato, \u00e8 morto assieme al fascismo. (Ce lo ricordiamo che, per decenni, solo quei neofascisti del Msi di Almirante cantavano l&#8217;Inno e sventolavano il tricolore? E che solo l&#8217;avvento della Lega secessionista \u00e8 servito a farci riscoprire l&#8217;amor di patria unita?&#8230;)<br \/>\nIl fatto che la commissione cultura della Camera deliberi di far studiare nelle scuole l&#8217;Inno di Mameli \u00e8 utile unicamente a farci capire quanto male siamo messi, quanto sconosciuto sia l&#8217;orgoglio per l&#8217;appartenenza al nostro Paese. Vi pare che in Germania o negli Usa serva ordinare di studiare l&#8217;inno nelle scuole? Non serve perch\u00e8 tutti gi\u00e0 lo conoscono, perch\u00e8 amano il loro Paese e sono fieri di farne parte. Farne parte: che significa conoscere e condividere la storia, la cultura, le tradizioni.<br \/>\nBreve parentesi comica. La commissione cultura esenta dall&#8217;obbligo i soli altoatesini che, con tutti i benefici che gli abbiamo elargito (impensabili se fossero rimasti austriaci) sono tra i pochi ad avere ottimi motivi per gridare a squarciagola \u201cviva l&#8217;Italia!\u201d&#8230;<br \/>\nIl quotidiano Italia Oggi si schiera a favore dalla cittadinanza per gli stranieri nati in Italia. Lo fa anche con il racconto di un bambinetto negro di pochi anni che: \u201cIndossa la maglia azzurra con, in bell&#8217;evidenza, la parola Italia. Parla con i genitori (che si esprimono in un italiano incerto) in un italiano perfetto, con addirittura un pizzico di intonazione locale\u201d<br \/>\n\u201cIl negretto \u2013 prosegue il racconto di Italia Oggi \u2013 diventer\u00e0 un calciatore? Un carabiniere? O un chirurgo? Una cosa \u00e8 certa. E&#8217; gi\u00e0 pi\u00f9 italiano di molti nostri figli. Orgoglioso di vivere qui. Che non \u00e8 il suo paese d&#8217;adozione ma il suo paese\u201d.<br \/>\nNe vediamo ogni giorno, nelle nostre citt\u00e0, figli di stranieri che sono esattamente come questo negretto. La cosa sorprendente, o se vogliamo tragica, \u00e8 appunto che sono \u201cgi\u00e0 pi\u00f9 italiani di molti nostri figli\u201d. Anche i bambini turchi in Germania si sentono tedeschi, ma non pi\u00f9 dei figli dei tedeschi. Anche i bambini messicani negli Usa si sentono americani, ma non pi\u00f9 dei figli degli yenkee.<br \/>\nTedeschi e americani amano il loro paese, sentono un&#8217;appartenenza di cui vanno orgogliosi. Noi no. A noi succede di essere superati dai figli degli stranieri che sono pi\u00f9 italiani di noi! Per loro, i nuovi italiani, non serve imparare l&#8217;Inno di Mameli. Per noi non basta.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Quand&#8217;ero alle elementari (oltre mezzo secolo fa) entrava in classe la maestra, noi uscivamo in piedi fuori dai banchi, e si iniziava la mattina a scuola recitando le preghiere. Era una prassi naturale rispetto alla religiosit\u00e0 diffusa e sentita di quel tempo (andato). 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