{"id":430,"date":"2012-11-09T13:57:51","date_gmt":"2012-11-09T12:57:51","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/?p=430"},"modified":"2012-11-09T13:57:51","modified_gmt":"2012-11-09T12:57:51","slug":"inno-obbligatorio-preghiere-anche","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/2012\/11\/09\/inno-obbligatorio-preghiere-anche\/","title":{"rendered":"INNO OBBLIGATORIO, PREGHIERE ANCHE"},"content":{"rendered":"<p>E&#8217; un provvedimento parziale questo varato dal governo Monti con l&#8217;obbligo di recitare l&#8217;Inno di Mameli all&#8217;inizio delle lezioni. Per completarlo, in nome del Concordato, l&#8217;obbligo andrebbe esteso alla recita delle preghiere: si entra in classe e, dopo aver ricordato per quanti secoli siamo stati \u201ccalpesti e derisi\u201d, si prosegue recitando tre Pater, Ave e Gloria&#8230;<br \/>\nChiaro che le preghiere obbligatorie non bastono per affollare le chiese, per tornare ad essere cattolici praticanti. E cos\u00ec non basta cantare l&#8217;inno nazionale per diventare \u201citaliani praticanti\u201d. Proprio come non serve intonare \u201cDio salvi la mia casta!\u201d perch\u00e8 questa sia nei fatti l&#8217;unica appartenenza, l&#8217;unica \u201cPatria\u201d che riconosciamo e per cui ci battiamo: per preservare i piccoli o grandi privilegi della casta dei politici, dei giornalisti, dei magistrati, dei geometri, dei pubblici dipendenti, dei sindacalisti con distacco, di medici e avvocati, dei bancari etc., etc.<br \/>\nQueste imposizioni ridicole, da Tot\u00f2 a Palazzo Chigi, nessuno si sognerebbe di attuarle coi francesci, gli inglesi, gli americani o gli svizzeri: il loro inno lo cantano gi\u00e0 perch\u00e8 ci credono, perch\u00e8 hanno l&#8217;orgoglio di appartenere alla propria Patria o Nazione che dir si voglia.<br \/>\nNoi no. Solo l&#8217;Italia post unitaria ha cercato in tutti i modi di radicare questo sentimento: con la celebrazione del Risorgimento, con    l&#8217;insegnamento nelle scuole, con i  monumenti nelle piazze di ogni citt\u00e0, con poeti come Carducci e Pascoli. Gi\u00e0 col fascimo \u00e8 tornata la frammentazione: con il varo, appunto, delle corporazioni \u2013 lascito perpetuo del Regime alla repubblica italiana \u2013 col fatto che non contava essere cittadini italiani ma i diritti derivavano anzitutto dall&#8217;iscrizione al Partito nazionale fascista.<br \/>\nPoi &#8211;  coerentemente &#8211; \u00e8 seguita la stagione dell&#8217;inno alle ideologie: eravamo prima democristiani o comunisti o socialisti; la nostra patria sono stati i partiti non l&#8217;Italia.<br \/>\nL&#8217;amministratore delegato dell&#8217;Eni Scaroni raccontava di un sindaco francese che aveva accettato di ospitare nella sua citt\u00e0 un rigasifficatore, non ostante fossero modesti i benefici occupazionali e tante le critiche per l&#8217;impatto ambientale. Alla domanda sul chi glielo avesse fatto fare ad accogliere ugualmente l&#8217;impianto, quale sindaco rispose: perch\u00e8 me lo ha chiesto il mio Paese.<br \/>\nSe e quando saremo disposti a fare qualcosa per l&#8217;Italia, contro il nostro interesse personale e di casta, allora s\u00ec che avremo cantato &#8211; nei fatti \u2013 l&#8217;inno di Mameli. Senza bisogno di aprire la bocca e di imporre pagliacciate ai nostri ragazzi (che magari canteranno anche ma poi, i pi\u00f9 bravi, scapperanno via da questo paese senza Patria e senza futuro). <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E&#8217; un provvedimento parziale questo varato dal governo Monti con l&#8217;obbligo di recitare l&#8217;Inno di Mameli all&#8217;inizio delle lezioni. 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