{"id":473,"date":"2013-04-18T16:30:02","date_gmt":"2013-04-18T14:30:02","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/?p=473"},"modified":"2013-04-18T16:30:02","modified_gmt":"2013-04-18T14:30:02","slug":"al-colle-rodota-lindipendente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/2013\/04\/18\/al-colle-rodota-lindipendente\/","title":{"rendered":"AL COLLE RODOTA&#8217;, L&#8217;INDIPENDENTE"},"content":{"rendered":"<p>La prima votazione per il Colle \u00e8 andata da cani per il povero Franco Marini, finito nel tritacarne del suo partito. E&#8217; andata bene invece per Stefano Rodot\u00e0, che ha raccolto pi\u00f9 voti del previsto: non solo quelli del 5 Stelle e di Sel, che apertamente lo sostenevano, ma anche una trentina in pi\u00f9 di franchi tiratori democratici.<br \/>\nC&#8217;\u00e8 un particolare, un po&#8217; trascurato, nella biografia di Rodot\u00e0 che ci aiuta a comprendere meglio la sua personalit\u00e0. Tutti sanno che \u00e8 un giurista insigne, che insegna alla sapienza, che \u00e8 stato il primo presidente dell&#8217;Autorit\u00e0 per la privacy.<br \/>\nPer\u00f2 forse gli stessi grillini, che gli hanno dato la terza preferenza (dopo Gabanelli e Strada), ignorano un dato che oggi rischia di essere infamante o quasi. Stefano Rodot\u00e0 \u00e8 stato anche in Parlamento, e non per una sola legislatura, ma per ben 15 anni: dal 1979 al 1994. E c&#8217;\u00e8 entrato \u2013 siamo al dettaglio rivelatore &#8211; \u201celetto nelle liste del Pci come indipendente di sinistra\u201d.<br \/>\nQuesta degli \u201cindipendenti\u201d (di sinistra o meno) \u00e8 una anomalia tutta italiana, inventata per vellicare certi nostri intellettuali da salotto.<br \/>\nL&#8217;indipendenza, quella vera, \u00e8 infatti sancita dal famoso articolo della Costituzione che fissa il \u201csenza vincolo di mandato\u201d per ogni membro del Parlamento; proprio perch\u00e8 debba rispondere solo ai suoi elettori e alla sua coscienza e non essere un burattino dei partiti. Ma, allora, se sei gi\u00e0 indipendente nei fatti, che senso ha metterlo anche sul biglietto da visita precisando che ti fai eleggere da un partito per\u00f2 come \u201cindipendente\u201d?<br \/>\nServe a mascherare la realt\u00e0 opposta. Il Pci infatti esigeva una rigida disciplina (solo la Dc allora aveva franchi tiratori) e, se non la rispettavi, non ti eleggeva pi\u00f9 la volta successiva. Quindi eri ligio, ben poco indipendente, salvo nel biglietto da visita da \u201cindipendente di sinistra\u201d.<br \/>\nAggiungiamoci la puzza sotto il naso degli intellettuali inebriati di autostima. Il cittadino normale poteva aderire anima e corpo ad un partito. Ma loro no, loro erano troppo superiori, potevano s\u00ec offrire la propria robusta personalita (in cambio di stipendio e vitalizio), pero solo da \u201cindipendenti\u201d&#8230;<br \/>\nRibadisco che questa ridicola qualifica esiste(va) solo in Italia. In qualsiasi altro partito europeo, di sinistra o di destra, o aderisci o non aderisci. E, se pretendi di farlo da \u201cindipendente\u201d (con posto garantito in Parlamento), semplicemente ti mandano a scopare il mare.<br \/>\nIn conclusione non c&#8217;\u00e8 dubbio che Stefano Rodot\u00e0, con questa sua storia cos\u00ec austera, e cos\u00ec indipendente, sia l&#8217;uomo giusto per garantire tutti dall&#8217;alto del Colle.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La prima votazione per il Colle \u00e8 andata da cani per il povero Franco Marini, finito nel tritacarne del suo partito. 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