{"id":581,"date":"2014-02-13T11:43:42","date_gmt":"2014-02-13T10:43:42","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/?p=581"},"modified":"2014-02-13T11:43:42","modified_gmt":"2014-02-13T10:43:42","slug":"la-differenza-tra-noi-e-la-svizzera","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/2014\/02\/13\/la-differenza-tra-noi-e-la-svizzera\/","title":{"rendered":"LA DIFFERENZA TRA NOI E LA SVIZZERA"},"content":{"rendered":"<p>Le tante discussioni sull&#8217;esito del referendum svizzero sull&#8217;immigrazione, mi pare abbiano trascurato di sottolineare la differenza abissale che ci separa da questo Paese.<br \/>\nNella Confederazione elvetica c&#8217;\u00e8 stato uno scontro all&#8217;ultimo voto sugli effetti economici delle frontiere aperte.<br \/>\nMagari sbagliando hanno prevalso di un soffio quelli che ritengono pi\u00f9 conveniente una progressiva limitazione degli accessi. Magari sbagliando, perch\u00e8 una serie di dati stanno a dimostrare che la Svizzera ci ha guadagnato dai trattati sottoscritti con la Ue sulla libera circolazione: dal 2002 al 2012 ci sono stati 600 mila nuovi posti di lavoro, 250 mila ad appannaggio dei cittadini svizzeri; il tasso di occupazione degli autoctoni \u00e8 aumentato dell&#8217;1%; i lavoratori stranieri non hanno depredato il welfar perch\u00e8 versano il 22% dei contributi e ricevono il 16% delle rendite.<br \/>\nConfindustria svizzera \u00e8 contro le quote perch\u00e8 le aziende cercano manodopera qualificata e il 90% dei lavoratori stranieri ha un diploma professionale o di scuola superiore. Quindi la scelta protezionistica sarebbe sbagliata. Fatto sta che solo su questo si \u00e8 discusso e votato: l&#8217;incidenza degli immigrati sull&#8217;economia, sui posti di lavoro.<br \/>\nE arriviamo alla differenza abissale. Si facesse mai un referendum del genere in Italia, verterebbe su un&#8217;equazione completamente diversa: l&#8217;incidenza degli immigrati sull&#8217;ordine pubblico. Chi da noi invoca la chiusura delle frontiere lo fa anzitutto in nome della sicurezza.<br \/>\nLa Svizzera ha il 23% di stranieri: 1 milione e 700 mila su otto milioni di abitanti. Il triplo della percentuale presente da noi, il doppio di Germania e Francia. Nessun Paese europeo ha una percentuale paragonabile. Eppure non c&#8217;\u00e8 un solo svizzero che viva, e quindi che si ponga il problema del rapporto tra stranieri e degrado delle loro citt\u00e0, tra stranieri e furti nei negozi e nelle abitazioni, tra stranieri e bande di predoni.<br \/>\nIl che, per chi voglia capirlo, \u00e8 l&#8217;ennesima dimostrazione che il problema non sono gli stranieri ma noi. Noi che, qualunque fosse il colore del governo, abbiamo governato al peggio il fenomeno dell&#8217;immigrazione. Al punto, come ha denunciato il sindaco renziano di Ravenna Fabrizio Matteucci, di aver ridotto \u201cle nostre citt\u00e0 ad una polveriera\u201d.<br \/>\nProblema che per gli svizzeri, capace di governare i flussi e incutere deterrenza, non esiste assolutamente. Loro discutono, votano e si domandano solo se gli immigrati siano un vantaggio o uno svantaggio per il proprio tenore di vita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Le tante discussioni sull&#8217;esito del referendum svizzero sull&#8217;immigrazione, mi pare abbiano trascurato di sottolineare la differenza abissale che ci separa da questo Paese. Nella Confederazione elvetica c&#8217;\u00e8 stato uno scontro all&#8217;ultimo voto sugli effetti economici delle frontiere aperte. 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