{"id":623,"date":"2014-06-09T14:38:36","date_gmt":"2014-06-09T12:38:36","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/?p=623"},"modified":"2014-06-09T14:38:36","modified_gmt":"2014-06-09T12:38:36","slug":"bitonci-tosi-renzi-fine-dei-partiti","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/2014\/06\/09\/bitonci-tosi-renzi-fine-dei-partiti\/","title":{"rendered":"BITONCI TOSI RENZI: FINE DEI PARTITI"},"content":{"rendered":"<p>Un dato \u00e8 emerso netto dai ballottaggi di ieri: la fine dei partiti, la fine del radicamento dei partiti nel loro territorio storico. Ora contano solo gli uomini: da Massimo Bitonci, che ha trionfato a Padova, a Flavio Tosi il primo precedente a Verona, fino a Matteo Renzi.<br \/>\nRenzi ieri non era in campo e, quindici giorni dopo, si dissolve lo strepitoso 41% del Pd. I democratici, senza Renzi, tornano a zoppicare a diventano macchie di leopardo: vincono a Bergamo e Pavia, perdono a Padova, a Perugia, a Livorno. Perdono, per giunta, in queste tre ultime citt\u00e0 roccaforti (Padova compresa) del centrosinistra. Citt\u00e0 rosse. Mentre vincono nelle prime due, citt\u00e0 tradizionalmente di centrodestra.<br \/>\nBitonci, il leghista, trionfa nella Padova di Zanonato dove la Lega aveva fin&#8217;ora raccolto bricciole. Trionfa lasciando nell&#8217;armadio il simbolo del suo partito e dei partiti in genere. Trionfa come uomo delle liste civiche e batte Ivo Rossi anche nelle sezioni, nei quartieri padovani considerati rossi.<br \/>\nIl precedente storico, il suo modello, \u00e8 il suo avversario nella corsa alla segreteria regionale della Lega, Flavio Tosi che gi\u00e0 nel 2007 conquista Verona ( e la riconquista nel 2012) con la sua lista civica primo partito della citt\u00e0 scaligera.<br \/>\nEntrambi raccolgono anche voti a sinistra. Cos\u00ec come Renzi li raccoglie al centrodestra e in area moderata.<br \/>\nCos&#8217;\u00e8 la destra, cos&#8217;\u00e8 la sinistra? Si chiedeva Gaber vent&#8217;anni fa. Oggi sono un ricordo del passato, non pi\u00f9 l&#8217;appartenenza dirimente del presente.<br \/>\nSe vogliamo aumenta anche il divario tra politiche nazionali e locali. Renzi parla di Europa da cambiare, di economia da rilanciare. Bitonci vince battendo sul tema della sicurezza (come Tosi). \u201cRipuliremo Padova\u201d \u00e8 stato il suo slogan vincente. Di lavoro ha parlato poco, di Europa nulla. Per Renzi il tema sicurezza \u00e8 \u201cdesaparecido\u201d dal suo programma, come i clandestini in arrivo montante: la sua matrice cattolica lo rende accogliente. Potrebbe essere il suo tallone d&#8217;Achille.<br \/>\nMa intanto conta lui, conta Bitonci, contano gli uomini. Va a finire che i partiti diventano un handicap. Loro che, col proprio simbolo, erano erano la certezza fuori dalla quale non esisteva speranza per alcun candidato.<br \/>\nL&#8217;anno prossimo, per cercare la riconferma alla guida del Veneto, Luca Zaia non potr\u00e0 che seguire il modello Tosi-Bitonci: si presenter\u00e0 come il presidente dei cittadini e delle liste civiche, non certo della Lega. Al momento il suo competitor pare Alessandra Moretti, non certo donna del Pd, ma \u201cpremi\u00e9re dame\u201d veneta di Matteo Renzi.<br \/>\nIeri si sono celebrati i funerali dei vecchi, gi\u00e0 tanto cari e amati, partiti politici italiani.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un dato \u00e8 emerso netto dai ballottaggi di ieri: la fine dei partiti, la fine del radicamento dei partiti nel loro territorio storico. Ora contano solo gli uomini: da Massimo Bitonci, che ha trionfato a Padova, a Flavio Tosi il primo precedente a Verona, fino a Matteo Renzi. 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