{"id":88,"date":"2008-10-10T18:10:00","date_gmt":"2008-10-10T18:10:00","guid":{"rendered":"http:\/\/tnvblog.demo.metiswebdev.com\/?page_id=E78779D9-19B9-F93B-C3C34F01FB3BAACB"},"modified":"2008-10-10T18:10:00","modified_gmt":"2008-10-10T18:10:00","slug":"SE-LA-CRISI-FACESSE-IL-MIRACOLO","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/2008\/10\/10\/SE-LA-CRISI-FACESSE-IL-MIRACOLO\/","title":{"rendered":"SE LA CRISI FACESSE IL MIRACOLO&#8230;"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm\">\n&nbsp;<\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>E se la crisi economica alla fine facesse il miracolo? Se questa catastrofe, che di ora in ora si fa pi&ugrave; minacciosa ed incombente, avesse in seno anche un risvolto positivo? Se il patarac delle finanze pubbliche e private servisse a farci ritornare un Paese serio? Il Paese che eravamo nel dopo guerra e per tutti gli anni Cinquanta: gente che lavorava e il lavoro andava a cercarselo in giro per il mondo, un Paese dove il pubblico latrocinio era davvero l&#8217;eccezzione, un Paese capace di ricostruirsi (alla friulana, non all&#8217;irpina&#8230;), un Paese senza assistenzialismo per il semplice motivo che non ce n&#8217;era per nessuno. E per lo stesso motivo i pubblici dipendenti erano un decimo degli attuali.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>Di fronte al tran tran, all&#8217;inerzia, all&#8217;accidia di un Paese incapace di riformarsi, che ha trovato perfino il compromesso geografico Calderoli-Fitto sul federalismo fiscale del nulla, di fronte a tutto questo vien da pensare che solo un evento esplosivo, altamente traumatico, riesca a risvegliare un popolo; a fargli ritrovare la dignit&agrave; e la seriet&agrave; perdute. Cos&igrave; come fu terribile la seconda guerra mondiale con la miseria, la paura, la preoccupazione quotidiana per la sopravvivenza: non c&#8217;era spazio per le pugnette, per gli aiuti statali, ognuno doveva darsi da fare e sfangarsela. E questo spirito abbiamo conservato per almeno quindici anni finch&egrave; lo statalismo e l&#8217;assistenzialismo catto-comunista congiunti non hanno cominciato a corromperci.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>Oggi come ne esci dall&#8217;apatia, dall&#8217;accidia, dal latrocinio diffuso di chi ruba direttamente il denaro pubblico e di chi lo ruba indirettamente intascando lo stipendio senza lavorare? Bisogna che nuovamente non ce ne sia per nessuno. Bisogna che la crisi economica mondiale metta in ginocchio le finanze pubbliche e anche quelle private.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>Perch&egrave; il Nord accetta da decenni di finanziare il Sud con il frutto del proprio lavoro, e lo accetta sostanzialmente senza battare ciglio (salvo qualche fremito elettorale leghista)? Perch&egrave; produce ricchezza in eccesso. Perch&egrave; il tenore di vita medio resta molto elevato, resta svizzero, non ostante il continuo salasso di risorse a favore del Sud. Bisogna che l&#8217;acqua salga fino al sedere e poi fino alla gola, e allora anche il Nord sar&agrave; costretto a svegliarsi per non affogare&#8230; Uno Stato alla bancarotta non potr&agrave; pi&ugrave; pagare milioni di pubblici dipendenti senza mai una verifica di produttivit&agrave; e di competenza. Non ce ne sar&agrave; nemmeno per i nostri amministratori locali del Veneto che oggi si permettono di finanziare tutte le sagre, di dare una sede a tutte le associazioni, di mantenere protezioni civili incapaci di proteggerci anche dalle zanzare.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>Tutti torneranno a svolgere qualsiasi lavoro, senza pi&ugrave; lasciare quelli sgraditi ai &ldquo;negri&rdquo; cio&egrave; agli immigrati (questo, se mai, &egrave; il vero razzismo&#8230;). I meridionali, senza pi&ugrave; risorse pubbliche per assisterli, torneranno a fare quel che facevano fino agli anni Sessanta: andranno a cercare il lavoro dove c&#8217;&egrave;, o impareranno a crearselo sotto casa come hanno fatto i veneti. Ma vi pare possibile un Paese che ha il 30% di disoccupazione al Sud e la piena occupazione al Nord, non grazie alla migrazione interna, ma grazie a lavoratori stranieri che arrivano dall&#8217;Africa o dall&#8217;Europa centrale, mentre i &ldquo;lavoratori&rdquo; meridionali sono fermi al paesello ad inveire contro uno Stato che non fa abbastanza per aiutarli?&#8230;.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"margin-bottom: 0cm; text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>Che arrivi la crisi economica e che faccia tabula rasa. Forse &egrave; l&#8217;ultima speranza di rifondare una Nazione. <\/b><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; &nbsp; E se la crisi economica alla fine facesse il miracolo? Se questa catastrofe, che di ora in ora si fa pi&ugrave; minacciosa ed incombente, avesse in seno anche un risvolto positivo? Se il patarac delle finanze pubbliche e private servisse a farci ritornare un Paese serio? 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