{"id":97,"date":"2011-04-18T18:10:00","date_gmt":"2011-04-18T18:10:00","guid":{"rendered":"http:\/\/tnvblog.demo.metiswebdev.com\/?page_id=69632205-5056-8F05-E41315AF45946CF2"},"modified":"2011-04-18T18:10:00","modified_gmt":"2011-04-18T18:10:00","slug":"IMMIGRATI-TUNISINI-E-AUSTRIACI","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/2011\/04\/18\/IMMIGRATI-TUNISINI-E-AUSTRIACI\/","title":{"rendered":"IMMIGRATI TUNISINI E AUSTRIACI"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>&nbsp;Ci sono i tunisini e anche gli austriaci, dei quali parleremo tra un attimo.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Ma cominciamo dai tunisini che tanto allarme stanno suscitando con il loro arrivo in Veneto. E dire che ne arrivano ben pochi, paragonati a quelli che vivono stabilmente a Mazara del Vallo. Infatti in questa cittadine di 60 mila abitanti della Sicilia Occidentale (dove sono stato lo scorso fine settimana), che &egrave; il primo porto peschereccio del Mediterraneo, ce ne sono 6 mila. Che diventano 10 mila contando gli altri stranieri provenienti dall&#8217;area del Maghreb.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Come possibile che 6 mila tunisini a Mazara non creino neppure lontanamente l&#8217;allarme e l&#8217;apprensione che creano qualche centinaia di loro in tutto il Veneto? Anzitutto perch&egrave; l&agrave; non si sentono, nel senso che non sono protagonisti nel mondo della criminalit&agrave;. Non che non ci siano spacciatori anche a Mazara; ma la larghissima maggioranza dei tunisini lavorano sui pescherecci, abitano la casbah nel cuore della citt&agrave;. Sanno che se dovessero rubare o stuprare incorrerebbero in una &ldquo;giustizia&rdquo; molto pi&ugrave; celere e rigorosa di quella dei tribunali italiani.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>C&#8217;&egrave; un ferreo controllo sociale. Non possiamo dire che lo garantisce la mafia. E quindi diciamo che lo garantisce la societ&agrave; siciliana&#8230;<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Ma non &egrave; neppure questo l&#8217;aspetto decisivo. Dicevo che i tunisini abitano nella casbah. E tutti a Mazara la chiamano cos&igrave;, la casbah. Mentre da noi un simile epiteto, usato per indicare il quartiere degli immigrati, verrebbe tacciato di razzismo.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>A Mazara no, perch&egrave; la casbah esiste da secoli, come ad Algeri, come a Tunisi. Ed &egrave; questa la differenza fondamentale (rispetto al Veneto): che i rapporti di Mazara (e della Sicilia in genere) con il mondo arabo sono rapporti secolari; divenuti stili di vita, se non proprio condivisi, certo ben conosciuti. Non c&#8217;&egrave; stato un impatto con il &ldquo;diverso&rdquo;, con l&#8217;ondata dell&#8217;immigrazione, perch&egrave; tunisini e maghrebini ci sono da sempre. E da sempre i mazaresi sanno come usarli e come fronteggiarli.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Mazara &egrave; una citt&agrave; viva, con luci suoni e voci che ti accompagnano per tutta la notte. Mi raccontano che d&#8217;estate si addormenta all&#8217;alba. Non come Mauterndorf, la cittadina vicino a Salisburgo dove sono andato in vacanza anni fa. La prima sera stavo chiacchierando con alcuni amici in un bar, poco dopo le 21: siamo stati interrotti dalla polizia, chiamata dagli austriaci che abitavano di fronte al bar, e accusati di disturbare la quiete pubblica&#8230;<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Vogliamo far conoscere anche ai mazaresi l&#8217;impatto con l&#8217;immigrazione? lo scontro di civilt&agrave;? Le difficolt&agrave; della convivenza? Basta mandargli non dico 6 mila austriaci, ne bastano seicento o forse anche sessanta! Proprio come bastano 60 tunisini ad allarmarci, mentre 6 mila austriaci a Verona o a Padova nemmeno ci accorgeremmo se ci fossero.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Perch&egrave; noi abbiamo rapporti secolari con il mondo germanico, lo conosciamo e lo sentiamo &ldquo;nostro&rdquo;. Come i piemontesi con quello francese, i pugliesi con l&#8217;Albania e la Sicilia Occidentale, appunto, con il mondo arabo.<\/b><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify; margin-bottom: 0cm\"><span style=\"font-size: small\"><b>Pi&ugrave; che domandarsi come facciano a convivere nello stesso Paese realt&agrave; storiche, culturali, civili tutte rispettabili eppure diversissime. Pi&ugrave; che domandarci questo, dovremmo smettere di credere alla barzelletta che possa avvenire applicando in ogni territorio le stesse leggi, le stesse regole, gli stessi ordinamenti. Perch&egrave; la sola cosa certa ed evidente &egrave; questa: la Legge di Mazara non &egrave; quella di Padova n&eacute; quella di Verona.<\/b><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp;Ci sono i tunisini e anche gli austriaci, dei quali parleremo tra un attimo. Ma cominciamo dai tunisini che tanto allarme stanno suscitando con il loro arrivo in Veneto. 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