{"id":98,"date":"2008-11-14T17:41:00","date_gmt":"2008-11-14T17:41:00","guid":{"rendered":"http:\/\/tnvblog.demo.metiswebdev.com\/?page_id=9BE32DD8-19B9-F93B-C34F5351078CFC0A"},"modified":"2008-11-14T17:41:00","modified_gmt":"2008-11-14T17:41:00","slug":"MA-ELUANA-NON-E-WELBY","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/mario-zwirner\/2008\/11\/14\/MA-ELUANA-NON-E-WELBY\/","title":{"rendered":"MA ELUANA NON E&#8217; WELBY"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><b>Arrivo ad Eluana partendo da una premessa: rivendico il diritto di poter decidere come vivere, come e fino a che punto farmi curare, come e quando morire. Trovo assurdo considerare il suicidio un reato perch&eacute; non appartengo allo Stato; la mia individualit&agrave; viene prima del contratto sociale. (Mi domando se, anche chi sente di appartenere a Dio, debba preoccuparsi di rispondere a Lui della sua vita, di ci&ograve; che ha fatto e di come ha vissuto, o di come e quando &egrave; morto). Per quanto mi riguarda sono favorevole all&#8217;eutanasia appunto perch&egrave; rivendico &ndash; anche senza particolare sofferenza fisica o psichica &#8211; il diritto di essere io a decidere della mia morte. Io. Non mio padre n&eacute; mio figlio, n&eacute; il mio medico di fiducia, n&eacute; il mio amico o la mia amica del cuore. Io e solo io.<\/p>\n<p>Ed &egrave; proprio questo il punto che non mi convince nel caso di Eluana Englaro e nella sentenza finale dei giudici della Cassazione i quali &ndash; al di l&agrave; di cavilli ed iter giuridici &ndash; di fatto hanno accolto la richiesta del pap&agrave; di poter staccare il sondino alla figlia. Quindi ha deciso Peppino, non Eluana. Si &egrave; sancito l&#8217;esatto contrario della libert&agrave; di scelta: cio&egrave; la facolt&agrave; che decida un altro al posto del diretto interessato. Quindi l&#8217;eutanasia non c&#8217;entra in nessun modo. E&#8217; sorprendente che non solo molti mezzi d&#8217;informazione, ma la stessa Chiesa, non si rendano conto di usare il termine eutanasia del tutto a sproposito. E&#8217; sorprendete che i radicali evochino il precedente di Piergiorgio Welby che &egrave;, questo s&igrave;, un caso da manuale di eutanasia: perch&egrave; lui mille volte e fino alla fine ha espresso la volont&agrave; di farla finita; non &egrave; stata sua moglie a raccontarci che Piergiorgio vent&#8217;anni prima avrebbe detto&#8230;<\/p>\n<p>Anche quando si parla di &ldquo;testamento biologico&rdquo;, altra iniziativa che condivido in pieno, si intende che sia il diretto interessato a mettere per iscritto la propria volont&agrave; in caso di malattia invalidante. Lui, con firma autenticata. Non un qualsiasi congiunto per procura e per sentito dire. Non mi sogno di discutere la completa buonafede di Peppino Englaro; ma sul piano delle regole &egrave; una follia delegare ad un&#8217;altra persona la decisione sulla propria vita e la propria morte. Si profilano infatti scenari pi&ugrave; che inquietanti: dalle autorit&agrave; sanitarie che, per questioni di bilancio, &ldquo;tagliano&rdquo; i pazienti pi&ugrave; costosi spiegandoci che lo fanno per &ldquo;lenire le loro sofferenze&rdquo;, fino ai parenti a vario titolo interessati ad &ldquo;accelerare&rdquo; il decorso dei loro congiunti&#8230;Immaginatevi, tanto per dire, i genitori di un Pietro Maso in coma a causa di un incidente auto: c&#8217;&egrave; un dubbio che il figliol prodigo, in spasmodica attesa di eredit&agrave;, avrebbe spergiurato sulla loro &ldquo;volont&agrave; di non tirare avanti da vegetali&rdquo;?&#8230;<\/p>\n<p>Solo lo Stato pu&ograve; decretare la morte di una persona, e solo in quei Paesi dove esiste la pena capitale. Se la morte viene decretata da un qualunque altro soggetto si chiama omicidio. Se passa attraverso organi dello Stato, come la magistratura, dove non esiste la pena capitale &egrave; un omicidio di Stato. In ogni caso non ci si pu&ograve; nascondere dietro l&#8217;alibi della battaglia per introdurre l&#8217;eutanasia che &egrave; e resta indissolubilmente legata alla volont&agrave; espressa dall&#8217;unico vero soggetto interessato: il morituro.<br \/>\n<\/b><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Arrivo ad Eluana partendo da una premessa: rivendico il diritto di poter decidere come vivere, come e fino a che punto farmi curare, come e quando morire. Trovo assurdo considerare il suicidio un reato perch&eacute; non appartengo allo Stato; la mia individualit&agrave; viene prima del contratto sociale. 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