{"id":117,"date":"2009-09-04T13:25:00","date_gmt":"2009-09-04T13:25:00","guid":{"rendered":"http:\/\/tnvblog.demo.metiswebdev.com\/?page_id=84CE80E3-5056-8F05-E46863C52D1CF694"},"modified":"2009-09-04T13:25:00","modified_gmt":"2009-09-04T13:25:00","slug":"IL-CASO-VARRICCHIO","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/martina-moscato\/2009\/09\/04\/IL-CASO-VARRICCHIO\/","title":{"rendered":"IL CASO VARRICCHIO"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify\"><font size=\"3\"><span style=\"font-family: Arial\">La prima volta&nbsp;che ho visto&nbsp;Massimiliano Varricchio se&nbsp;non l&#8217;ho&nbsp;odiato poco ci &egrave; mancato. Era l&#8217;ultima giornata di andata del campionato&nbsp;2005-2006 e si giocava Spezia&ndash;Padova. Risultato finale: 1-0 per gli aquilotti spezzini e&nbsp;gol&nbsp;di&nbsp;Varricchio. Quando ha segnato e l&#8217;ho visto allargare le braccia facendo il gesto del volo, andando&nbsp;a muso duro verso i compagni ho subito pensato: &quot;Mamma mia, che fenomeno! Cosa serve tutta &#8216;sta scena!&quot;. Chiaro che sul mio giudizio di allora pes&ograve; inevitabilmente il fatto che giocava contro la mia squadra del cuore. Non mi fece comunque nel complesso una buona impressione.<\/span><span style=\"font-family: Arial; font-size: 9pt\"><o:p><\/o:p><\/span><\/font><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: Arial\"><font size=\"3\">Un giorno, due anni dopo,&nbsp;succede che il Padova me lo compra. In panchina c&#8217;&egrave; Ezio Rossi. L&#8217;inizio non &egrave; male: in Padova&ndash;Monza segna il 2-0, riscattando con quel gol un errore&nbsp;dal dischetto. Viene in sala stampa e gli stringo la&nbsp;mano per la prima volta.&nbsp;La stretta &egrave; vigorosa e gi&agrave; questo mi&nbsp;colpisce positivamente. Poi&nbsp;esordisce dicendo: &quot;Mi dispiace per il rigore sbagliato, mi sarei tirato da solo un calcio nel sedere per come l&#8217;ho calciato!&quot;. E l&igrave; penso: &quot;Be&#8217;, ma allora &egrave; uno che sa anche ironizzare sui suoi errori&quot;. Poi finisce in panchina&nbsp;per via di Roberto&nbsp;Muzzi.&nbsp;Viene gettato nella mischia nel secondo tempo di Foligno&ndash;Padova e segna&nbsp;la rete dell&#8217;1-1. Viene in sala stampa e dice chiaro e tondo che la panchina non la gradisce per niente. Onesto e sincero. Di l&igrave; in poi diventa un perno insostituibile del Padova (passando anche per una squalifica dovuta ad una &ldquo;rispostaccia&rdquo; al pubblico a Sesto San Giovanni nel momento in cui stava per entrare in campo proprio di fronte al commissario di campo appostato a bordocampo!), arrivando in due campionati a segnare 28 gol (18 il primo, e non &egrave; poco visto che, appunto, erano molte le partite dei girone d&rsquo;andata in cui non aveva giocato titolare per via di Muzzi, e 10 il secondo, compresa la rete playoff contro il Ravenna), ma in un paio di occasioni entra in polemica con i giornalisti, evitando la sala stampa nonostante vi fosse stato espressamente chiamato. Arriviamo alla stretta attualit&agrave;: durante il calciomercato si parla di una sua possibile cessione in cambio dell&rsquo;arrivo di Bruno dal Modena. Si dice che la Reggiana e il Verona lo vogliano e che De Franceschi e Sottovia tentino fino all&rsquo;ultimo di darlo via. L&rsquo;affare per&ograve; non si concretizza e Varricchio rimane, mostrando per&ograve; una punta di risentimento verso la societ&agrave; che ha tentato di venderlo e di nuovo nei confronti della stampa con cui rifiuta ora come ora ogni colloquio. <o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: Arial\"><font size=\"3\">Tutta questa premessa per mettere in evidenza una cosa fondamentale che &egrave; sotto gli occhi di tutti: l&rsquo;Airone ha un carattere molto forte. E&rsquo; uno di quelli che non ha mezze misure. Che non riesce a fare buon viso a cattiva sorte. Che se gli girano i cosiddetti, non si preoccupa di nasconderlo, anzi (vi ricordate a San Benedetto del Tronto che augur&ograve; a fine gara alla Samb di retrocedere e fallire?). Tutto questo pu&ograve; sembrare solo un difetto quando magari diventa eccessivo (come l&rsquo;altra sera alla presentazione in piazza della Frutta: magari io al posto suo avrei evitato il muso lungo, se non altro perch&eacute; di fronte c&rsquo;erano i tifosi, mica solo la societ&agrave; e i giornalisti!) ma &egrave; anche un pregio se lo si guarda a 360 gradi: credo che Varricchio sia uno di quelli che non te le manda a dire, che non mormora le cose alle spalle, che non crea tensioni sotterranee, e questo, secondo il mio punto di vista, &egrave; anche un pregio quando lavori in gruppo perch&eacute; sai che quello che vedi &egrave; quello che &egrave; e perch&eacute; hai la certezza che non ti arriver&agrave; mai una pugnalata alla schiena. <o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-family: Arial\"><font size=\"3\">Se poi si guarda il suo rendimento sul campo si vede chiaramente che la mancanza di mezze misure si riflette, pi&ugrave; in positivo che in negativo, anche sulle prestazioni: sotto porta &egrave; infallibile e non l&rsquo;ho mai visto una volta tirare indietro il piedino. Insomma, &egrave; un generoso: uno che d&agrave; forza fisica, crea spazi e si fa anche randellare magari anche solo per creare spazi per gli altri compagni. E poi, quando penso a lui, mi torna sempre in mente il gol che ha fatto a Venezia nella prima partita di Sabatini dopo l&rsquo;esonero di Tesser: la corsa verso la panchina, l&rsquo;abbraccio con tutti i compagni, la ricerca disperata di Sabatini in mezzo a tutti per dargli una sentita pacca sulla spalla e poi la dedica a Guerrino Gasparello che gli aveva fatto l&rsquo;assist. &ldquo;E&rsquo; tuo &egrave; tuo&rdquo; continuava ad urlare l&rsquo;Airone al compagno indicandolo con l&rsquo;indice. E&rsquo; questo il Varricchio giocatore, c&rsquo;&egrave; poco da fare.<o:p><\/o:p><\/font><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><font size=\"3\"><span style=\"font-family: Arial\">Concludo qui il mio panegirico, scusandomi se mi sono dilungata in tanti particolari che non ritengo affatto superflui per inquadrare il personaggio in tutte le sue sfaccettature. Il succo &egrave; che Massimiliano Varricchio deve tornare ad essere uno dei perni di questo Padova. Quando ha avuto la fiducia di societ&agrave;, allenatore e tifosi ha dato il massimo ed &egrave; riuscito a fare cose straordinarie, trascinando la squadra ai playoff. Occorre farlo tornare a quel livello di motivazione. Farlo sentire importante. Non so quante partite giocher&agrave;, ma so che, se sar&agrave; il Varricchio di sempre, sapr&agrave; lasciare il segno.&nbsp;Penso che la citt&agrave; gli debba&nbsp;un grande abbraccio collettivo&nbsp;per il contributo fondamentale che ha dato alla conquista della serie B. <span style=\"mso-spacerun: yes\">&nbsp;<\/span>&nbsp;&nbsp;<\/span><span style=\"font-family: Arial; font-size: 9pt\"><o:p><\/o:p><\/span><\/font><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt\" class=\"MsoNormal\"><o:p><font size=\"3\" face=\"Times New Roman\">&nbsp;<\/font><\/o:p><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La prima volta&nbsp;che ho visto&nbsp;Massimiliano Varricchio se&nbsp;non l&#8217;ho&nbsp;odiato poco ci &egrave; mancato. Era l&#8217;ultima giornata di andata del campionato&nbsp;2005-2006 e si giocava Spezia&ndash;Padova. Risultato finale: 1-0 per gli aquilotti spezzini e&nbsp;gol&nbsp;di&nbsp;Varricchio. Quando ha segnato e l&#8217;ho visto allargare le braccia facendo il gesto del volo, andando&nbsp;a muso duro verso i compagni ho subito pensato: &quot;Mamma&#8230;  <a class=\"excerpt-read-more\" href=\"https:\/\/blog.telenuovo.it\/martina-moscato\/2009\/09\/04\/IL-CASO-VARRICCHIO\/\" title=\"Read IL CASO VARRICCHIO\">Leggi tutto &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/martina-moscato\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/117"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/martina-moscato\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/martina-moscato\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/martina-moscato\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/martina-moscato\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=117"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/martina-moscato\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/117\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/martina-moscato\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=117"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/martina-moscato\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=117"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/martina-moscato\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=117"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}