{"id":124,"date":"2009-10-18T00:53:00","date_gmt":"2009-10-18T00:53:00","guid":{"rendered":"http:\/\/tnvblog.demo.metiswebdev.com\/?page_id=64E3D960-5056-8F05-E4F28138146EF371"},"modified":"2009-10-18T00:53:00","modified_gmt":"2009-10-18T00:53:00","slug":"SI-SIAMO-DA-PLAYOFF","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/martina-moscato\/2009\/10\/18\/SI-SIAMO-DA-PLAYOFF\/","title":{"rendered":"SI&#8217;, SIAMO DA PLAYOFF"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-family: Arial\"><span style=\"font-size: small\">Mi sento come un fiume in piena. E non vedevo l&#8217;ora di tornare da Grosseto per aprire l&#8217;argine e convogliare qui&nbsp;il groviglio di&nbsp;pensieri che ho dentro.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial\"><span style=\"font-size: small\">Per tutto il viaggio di ritorno dalla Toscana, tra una curva e l&#8217;altra dell&#8217;autostrada che attraversa l&#8217;Appennino, mi &egrave; rimbombata in testa l&#8217;ultima frase della conferenza stampa tenuta da Carlo Sabatini allo stadio &quot;Zecchini&quot;. Il tecnico del Padova ci ha provato fino alla fine a non discostarsi dal copione degli ultimi giorni, in cui il massimo cui si era lasciato andare era: &quot;Devono essere i ragazzi a farmi capire dove vogliono arrivare, finch&egrave; andiamo avanti cos&igrave; non &egrave; giusto porsi limiti&quot; e, di fronte all&#8217;incalzare delle domande poste anche dai giornalisti di Grosseto, incapaci&nbsp;anche solo di pensare che una squadra che li ha costretti al pari dopo che erano avanti di&nbsp;due gol possa accontentarsi di una semplice salvezza,&nbsp;ha&nbsp;trasformato questa frase in &quot;Abbiamo dimostrato di&nbsp;poterci arrivare ai playoff, anche se questo, lo chiarisco, non &egrave; il nostro obiettivo&quot;.&nbsp;<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial\"><span style=\"font-size: small\">Oggi pi&ugrave; che mai sono convinta che un posto nella griglia degli spareggi per la promozione in&nbsp;A non sia una chimera. Anzi, tutt&#8217;altro. Perch&egrave; una squadra che rimonta due gol come &egrave; riuscito a fare il Padova oggi, &egrave; una grande squadra.&nbsp;Andare sotto di&nbsp;due reti, rischiare di prenderne altre due, sbagliare&nbsp;il rigore che ti pu&ograve; riaprire il risultato e riequilibrare il tutto in soli 30 minuti nella ripresa,&nbsp;rischiando addirittura di andare a vincere nel finale &egrave; impresa che solo un gruppo eccezionale sotto tutti i punti di vista pu&ograve; compiere. Sabatini ha peraltro aggiunto un altro particolare che arricchisce di&nbsp;ancor pi&ugrave; sapore l&#8217;ennesimo gustosissimo&nbsp;pomeriggio della recente storia biancocudata. Ha infatti confidato, rispondendo alla domanda di chi gli chiedeva cosa avesse mai detto tra primo e secondo tempo ai giocatori per provocare una reazione cos&igrave; veemente,&nbsp;di aver semplicemente raccomandato a&nbsp; tutti di stare tranquilli &quot;e fare le cose che sappiamo. Ma tanto non ce n&#8217;era bisogno perch&egrave; questi ragazzi ce l&#8217;hanno dentro la voglia di stupire, di dare il meglio di s&egrave;. Non c&#8217;&egrave; bisogno che glielo suggerisca qualcuno di farlo&quot;.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial\"><span style=\"font-size: small\">Touch&egrave;. E&#8217; proprio da quando c&#8217;&egrave; questo spirito che il Padova ha smesso di inanellare una figuraccia dietro l&#8217;altra. E&#8217; arrivata una sconfitta a Crotone, ci sono stati due pareggi consecutivi in casa per 0-0 con Piacenza e Gallipoli che hanno lasciato parecchio amaro in bocca, eppure nessun tifoso si &egrave; nemmeno lontanamente preoccupato, perch&egrave; &egrave; l&#8217;atteggiamento a fare la differenza, indipendentemente dal risultato finale. E&#8217; questo spirito che mi fa dire oggi che il Padova pu&ograve; farsi pi&ugrave; ambizioso.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial\"><span style=\"font-size: small\">Chiudo con alcune menzioni speciali. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial\"><span style=\"font-size: small\">Primo: ANDREA CANO. Portiere titolare nella cavalcata verso la serie B, sempre in panchina nelle prime nove giornate di questo campionato, conquistato anche grazie alle sue prodezze. Quando all&#8217;8&#8242; della ripresa Sabatini ha avuto bisogno di lui perch&egrave; Agliardi (protagonista fin l&igrave; di una partita straordinaria!) si &egrave; infortunato, Andrea ha risposto presente. E alla grande. Il suo mettersi&nbsp;a disposizione umilmente e serenamente e&nbsp;il suo dare&nbsp;sempre una mano ai compagni, dentro e&nbsp;fuori dal campo,&nbsp;nonostante stare fuori&nbsp;sia un&#8217;immane sofferenza, siano&nbsp;l&#8217;esempio pi&ugrave; lampante ed efficace del fatto che davvero ci&nbsp;sar&agrave; posto per tutti e si potranno ottenere ottimi risultati se si&nbsp;rema tutti dalla stessa parte. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial\"><span style=\"font-size: small\">Secondo:&nbsp;ANDREA SONCIN. A differenza di Cano, non ha vissuto qui con la vecchia guardia il percorso di crescita e&nbsp;maturazione umana&nbsp;avviato nelle ultime partite della scorsa stagione, ma ha dimostrato oggi&nbsp;di&nbsp;essersi calato&nbsp;alla perfezione nella realt&agrave; biancoscudata. Da giocatore vero e importante qual &egrave;, &egrave; entrato in partita in pochi secondi, infilando&nbsp;nella porta di Acerbis un&nbsp;gol pesantissimo. Il Padova ne ha&nbsp;ricavato un punto, sicuramente&nbsp;il morale e la continuit&agrave;&nbsp;di rendimento dell&#8217;attaccante di Vigevano&nbsp;ne trarranno ulteriore&nbsp;linfa per proseguire sempre meglio in quest&#8217;avventura.&nbsp;<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Arial\"><span style=\"font-size: small\">Terzo: ANDREA RABITO. Mi ritrovo ancora una volta a difenderlo, ma non&nbsp;&egrave; un atteggiamento precostituito il mio. Anzi, ho gi&agrave; avuto&nbsp;modo di dire che in&nbsp;passato&nbsp;con Roger mi sono scontrata e anche aspramente per un suo atteggiamento che non condividevo ma che poi ho scoperto che ero io a fraintendere. Il&nbsp;punto &egrave; che quando i numeri e i fatti supportano c&#8217;&egrave; poco da contestare. Rabito &egrave; a Padova dall&#8217;estate del&nbsp;2007. Quello iniziato dieci&nbsp;giornate fa &egrave; dunque il&nbsp;suo terzo anno all&#8217;ombra delle cupole del Santo. Ebbene, in due campionati e &quot;un pezzo&quot;&nbsp;Andrea ha&nbsp;tirato la bellezza di&nbsp;undici rigori. Sapete quanti ne ha sbagliati? Tre,&nbsp;precisamente contro la Paganese all&#8217;Euganeo&nbsp;nel 2007-2008 (ma sul conseguente corner il&nbsp;Padova segn&ograve; immediatamente dopo e poi&nbsp;vinse 2-0!), contro la Pro Patria nella finale playoff di andata dello scorso&nbsp;giugno e oggi a Grosseto.&nbsp;Ecco perch&egrave; io dico che&nbsp;non &egrave; stata una follia farglielo tirare anche stavolta.&nbsp;<\/span><\/span><span style=\"font-family: Arial\"><span style=\"font-size: small\">&nbsp;&nbsp;<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Mi sento come un fiume in piena. E non vedevo l&#8217;ora di tornare da Grosseto per aprire l&#8217;argine e convogliare qui&nbsp;il groviglio di&nbsp;pensieri che ho dentro. 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