{"id":200,"date":"2010-11-14T00:02:00","date_gmt":"2010-11-14T00:02:00","guid":{"rendered":"http:\/\/tnvblog.demo.metiswebdev.com\/?page_id=47A0C8FE-5056-8F05-E468A48063D5E09A"},"modified":"2010-11-14T00:02:00","modified_gmt":"2010-11-14T00:02:00","slug":"UN-GRUPPO-CHE-STA-DIVENTANDO-SQUADRA","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/martina-moscato\/2010\/11\/14\/UN-GRUPPO-CHE-STA-DIVENTANDO-SQUADRA\/","title":{"rendered":"UN GRUPPO CHE STA DIVENTANDO SQUADRA"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-size: medium; \"><span style=\"font-family: Arial; \">So che molti di voi non condivideranno quello che sto per scrivere. O meglio: pur condividendolo, mi diranno che sono la solita sentimentale, che &quot;el baeon l&#8217;&egrave; n&#8217;altra roba&quot;, che sarebbe il caso di sottolineare come il Padova non sia ancora continuo come dovrebbe perch&eacute; fuori casa non &egrave; come in casa, che bisogna ancora migliorare nella fase difensiva eccetera eccetera eccetera. Ma io sono fatta cos&igrave;, probabilmente male ma sono fatta cos&igrave;. E allora eccovi servito un bel polpettone sentimental-calcistico!<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium; \"><span style=\"font-family: Arial; \">Della giornata odierna mi hanno colpito fondamentalmente tre cose.<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium; \"><span style=\"font-family: Arial; \">1) <u>La confidenza di Alessandro Calori in sala stampa<\/u> quando ha detto che, se Rabito avesse segnato nel finale il 4-1 e Sicignano non gli avesse fatto quel mezzo miracolo, sarebbe entrato in campo per festeggiarlo. &quot;Sarei andato ad abbracciarlo, anche a costo di rischiare l&#8217;espulsione. Se l&#8217;arbitro mi avesse poi buttato fuori non me ne sarebbe importato nulla. Roger &egrave; un ragazzo sensibile che vive lo spogliatoio in maniera forte. Quel gol se lo meritava proprio&quot;. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium; \"><span style=\"font-family: Arial; \">2) <u>L&#8217;atteggiamento e la prestazione di Vincenzo Italiano<\/u>. C&#8217;&egrave; chi sostiene che il centrocampista siciliano &egrave; un gran rompi palle. Che quando non gioca il suo malumore si sente eccome. Che &egrave; uno che poi pi&ugrave; di tanto la differenza non la fa se bisogna tirare fuori quel qualcosa in pi&ugrave;. Lascio a chi pensa questo la sua opinione. Dico solo che, se tutto ci&ograve; &egrave; vero, allora c&#8217;&egrave; da essere doppiamente contenti di quel che si &egrave; visto oggi in campo. Un giocatore della sua esperienza che, dopo due partite in panchina senza giocare nemmeno un minuto, si fa trovare pronto e con il giusto approccio psicologico alla partita ha capito esattamente il contesto in cui si inserisce. Ha compreso alla grande che che c&#8217;&egrave; un gruppo che viene prima di ogni singolo. Dunque magari qualche muso pu&ograve; averlo anche piantato, ma non pu&ograve; essere cos&igrave; rompi palle come lo dipingono, no? Lo aveva detto in settimana in intervista. &quot;Se il Padova va bene allora Vincenzo Italiano &egrave; contento&quot;. Oggi il capitano ha trasformato quelle parole in fatti. E la standing ovation che ha accompagnato la sua sostituzione a pochi minuti dalla fine del match &egrave; stata pi&ugrave; che toccante. La gente lo ha applaudito ma anche lui ha applaudito la gente, perch&eacute; si &egrave; sentito apprezzato e capito. <\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium; \"><span style=\"font-family: Arial; \">3)<\/span><u><span style=\"font-family: Arial; \"> Le parole di Davide Succi.&nbsp;<\/span><\/u><span style=\"font-family: Arial; \">Il bomber non finisce mai di stupirmi. Ha fatto 14 gol in 14 partite e sono 6 incontri di fila che segna. Eppure mai una parola sopra le righe, mai nemmeno l&#8217;ombra di un &quot;sono proprio bravo!&quot;, neanche con giri di parole. Prima di tutto c&#8217;&egrave; sempre la squadra nella sua testa e nelle sue parole. In settimana diversi compagni hanno indicato in Davide un giocatore cui affidarsi e chiedere consigli ma lui ha minimizzato. &quot;Li ringrazio ma io mi sento parte del gruppo e vivo il gruppo esattamente come loro&quot;. All&#8217;ultima domanda che gli ho posto (&quot;Non &egrave; che con tutti questi gol a gennaio diventerai sensibile alle sirene della serie A?&quot;) Succi ha poi risposto cos&igrave;: &quot;Quando sono venuto a Padova ho fatto una scommessa con me stesso. E&#8217; ancora lunga la strada per riuscire a vincerla&quot;. Chiaro, no?<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium; \"><span style=\"font-family: Arial; \">Tutto&nbsp;quello&nbsp;che&nbsp;ho&nbsp;raccontato&nbsp;potr&agrave;&nbsp;anche&nbsp;non&nbsp;avere&nbsp;valore&nbsp;tecnico-tattico.&nbsp;<\/span><\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-size: medium; \"><span style=\"font-family: Arial; \">Ma si tratta di sintomi importanti. Segnali di un gruppo che sta diventando squadra. A pensarci bene, &egrave; proprio questo spirito che l&#8217;anno scorso ad un certo punto si &egrave; smarrito. I giocatori buoni c&#8217;erano anche nella passata stagione, ma quando si &egrave; perso questo tipo di &#8216;sensibilit&agrave;&#8217; si &egrave; entrati in un tunnel da cui si &egrave; usciti solo al termine della partita di ritorno dei playout. Con questa coesione, la mentalit&agrave; di Calori in panchina e un Succi in pi&ugrave; nel motore sai quanta strada si pu&ograve; fare in pi&ugrave;&#8230;&nbsp;<\/span><\/span><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>So che molti di voi non condivideranno quello che sto per scrivere. 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