{"id":3172,"date":"2021-06-07T17:40:46","date_gmt":"2021-06-07T15:40:46","guid":{"rendered":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/martina-moscato\/?p=3172"},"modified":"2021-06-07T17:55:24","modified_gmt":"2021-06-07T15:55:24","slug":"le-imprese-quelle-belle-sempre-fuori-casa","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/martina-moscato\/2021\/06\/07\/le-imprese-quelle-belle-sempre-fuori-casa\/","title":{"rendered":"LE IMPRESE, QUELLE BELLE, SEMPRE FUORI CASA"},"content":{"rendered":"<p>Ci ho messo un po&#8217; a riordinare le idee. Mi sono guardata e riguardata gli highlights della partita tra Padova e Avellino un sacco di volte. E sono andata a rivedermi anche un episodio che, nella sintesi della gara, non \u00e8 stato inserito ovvero la gomitata di Dossena su Della Latta che poteva cambiare il corso della partita in favore del Padova se fosse stato sanzionato a dovere. Staremmo parlando di un&#8217;altra partita anche se fosse stato dato ai biancoscudati il rigore (netto) su Chiric\u00f2. A velocit\u00e0 normale e a velocit\u00e0 rallentata il risultato non cambia: Tito \u00e8 in ritardo netto sull&#8217;esterno di Mesagne che gli sta sgusciando via e lo spinge di brutto. Se per l&#8217;arbitro Cosso di Reggio Calabria era rigore quello concesso per la manata pi\u00f9 plateale che cattiva di Della Latta su Maniero allora il metro di valutazione doveva essere lo stesso anche nell&#8217;episodio di sponda Padova.<\/p>\n<p>Inutile girarci tanto attorno: per me, lo dico chiaramente e lo sottoscrivo, il Padova ha fatto una grande partita. I giocatori hanno disputato un grandissimo primo tempo, portandosi meritatamente in vantaggio, e solo un rigore pi\u00f9 che dubbio ha piegato la loro resistenza. Momentaneamente peraltro perch\u00e9 poi, nel finale di secondo tempo, quando la stanchezza e i crampi la stavano facendo da padroni, \u00e8 stato di Ronaldo e compagni il sussulto d&#8217;orgoglio finale con 4 calci d&#8217;angolo battuti consecutivamente e due occasioni nitide non realizzate per una questione di pochi centimetri.<\/p>\n<p>Il direttore di gara non \u00e8 stato assolutamente all&#8217;altezza della situazione: va detto che ha permesso agli irpini di fare esattamente la partita che volevano fare, buttandola sulla provocazione e sulla fisicit\u00e0 spinta. Gi\u00e0 non doveva permetterlo in partita questo tipo di atteggiamento l&#8217;arbitro, figuriamoci quando, a fine primo tempo, le provocazioni sono continuate mentre il Padova guadagnava il tunnel degli spogliatoi: proprio in quella circostanza ci siamo resi conto che sarebbe stata davvero durissima avere la meglio. Mercoled\u00ec ci vorr\u00e0 molto pi\u00f9 polso e molta pi\u00f9 personalit\u00e0 per dirigere la semifinale di ritorno: il Padova non merita di uscire di scena ancora una volta per torti esterni che, come il fallo di mano di Gomez a Trieste, non c&#8217;entrano nulla con le prestazioni e i gol non fatti sul campo.<\/p>\n<p>Ci\u00f2 premesso (e scusate ma era davvero doverosa questa premessa, quando ci vuole ci vuole), il Padova \u00e8 chiamato ancora una volta nella sua storia ad essere pi\u00f9 forte di tutto e di tutti. E&#8217; perfettamente in grado di andare ad Avellino a vincere, fosse anche all&#8217;ultimo calcio di rigore, e dovr\u00e0 fare di tutto per riuscirci. Quella stessa sua storia peraltro in questo momento rema assolutamente dalla sua parte e insegna che le imprese pi\u00f9 epiche questa squadra le ha fatte proprio in spareggi all&#8217;ultimo sangue e sempre fuori casa.<\/p>\n<p>Nel 2009, dopo due pareggi casalinghi contro il Ravenna in semifinale e la Pro Patria in finale, il Padova \u00e8 andato a vincere sia al &#8220;Benelli&#8221; che allo &#8220;Speroni&#8221;: e nella finalissima che ha vinto grazie alla doppietta di Di Nardo \u00e8 rimasto in dieci alla fine del primo tempo per l&#8217;espulsione di Di Venanzio da parte dell&#8217;arbitro Nasca di Bari. Nel 2010 ai playout, dopo lo 0-0 all&#8217;Euganeo, \u00e8 andato a vincere 3-0 a Trieste con i gol di Vantaggiato, Cuffa e Bonaventura. Se poi andiamo indietro nel tempo agli anni Novanta lo spareggio per andare in A lo ha vinto sul neutro di Cremona contro il Cesena nel 1994 e l&#8217;anno dopo si \u00e8 salvato contro il Genoa a Firenze.<\/p>\n<p>Stavolta la meta designata \u00e8 Avellino e siamo di fronte alla semifinale: ci sarebbe un ulteriore scoglio da superare poi. Ma fermiamoci per un momento qui: gi\u00e0 fare l&#8217;impresa in un campo difficile e un ambiente caldissimo come quello del Partenio riscriverebbe la storia di questa maledetta stagione.<\/p>\n<p>E&#8217; nelle situazioni pi\u00f9 ardue che la squadra che pi\u00f9 amiamo \u00e8 in grado di tirare fuori risorse insperate. Incredibili. Inesauribili. Sar\u00e0 cos\u00ec anche stavolta. Ne sono pi\u00f9 che sicura.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Ci ho messo un po&#8217; a riordinare le idee. Mi sono guardata e riguardata gli highlights della partita tra Padova e Avellino un sacco di volte. 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