{"id":3231,"date":"2021-11-04T16:36:09","date_gmt":"2021-11-04T15:36:09","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.telenuovo.it\/martina-moscato\/?p=3231"},"modified":"2021-11-04T16:36:10","modified_gmt":"2021-11-04T15:36:10","slug":"i-famosi-segnali","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/martina-moscato\/2021\/11\/04\/i-famosi-segnali\/","title":{"rendered":"I FAMOSI SEGNALI"},"content":{"rendered":"\n<p>La vittoria contro l&#8217;AlbinoLeffe in campionato, seguita dal successo in Coppa Italia contro l&#8217;Entella, ha restituito al Padova la serenit\u00e0 che aveva perduto dopo il mezzo passo falso di Sesto San Giovanni e il passo falso intero di Sal\u00f2. Non sono solo i 3 punti ad aver rimesso i biancoscudati in riga dopo il primo sbandamento di stagione, quanto l&#8217;atteggiamento. I famosi segnali positivi che tutti volevano vedere ed in effetti hanno visto. A me personalmente ha colpito la corsa di Cosimo Chiric\u00f2 verso la panchina a braccia allargate subito dopo che aveva incastonato la prima perla di giornata sotto l&#8217;incrocio dei pali: l&#8217;esterno brindisino ha voluto dimostrare che la voglia di essere gruppo, di fare la corsa in pi\u00f9 per il compagno, di sacrificarsi, di correre c&#8217;\u00e8 in lui come in tutti gli altri e che tutta la squadra \u00e8 in sintonia con il suo allenatore. <br>Gi\u00e0, Massimo Pavanel. Non deve aver dormito molte ore nelle due settimane che hanno preceduto la sfida all&#8217;AlbinoLeffe. Gli \u00e8 cascata addosso la prima crisi da gestire (ed \u00e8 normale che capiti, nell&#8217;arco di un campionato lungo 38 giornate, un momento no, anzi pure pi\u00f9 di uno) ma non solo quella: l&#8217;allenatore del Padova si \u00e8 ritrovato a dover gestire anche la negativit\u00e0 e le critiche della piazza ancora figlie dell&#8217;amaro epilogo della passata stagione pi\u00f9 che del momento attuale. Devo dire che questo primo esame l&#8217;ha superato bene, ritrovando immediatamente l&#8217;equilibrio e la coerenza che di lui ci hanno colpito fin dal suo primo giorno all&#8217;ombra del Santo. <br>&#8220;Io vivo il mio lavoro con passione &#8211; ha detto &#8211; pi\u00f9 che andare a letto pensando al Padova e risvegliarmi pensando al Padova non so cosa potrei fare&#8221;. Un messaggio che rasenta la dichiarazione d&#8217;amore, direi. Ecco, questo mi piacerebbe che la Padova del pallone lo recepisse, scrollandosi di dosso i fantasmi della passata stagione che ancora aleggiano. Questo allenatore e questi giocatori davvero ci stanno mettendo anima e cuore perch\u00e9 loro per primi vogliono cancellare dalla memoria e dal cuore quello che \u00e8 successo l&#8217;anno scorso e raggiungere il traguardo della serie B mancato per ben due volte.<br>Capiter\u00e0 ancora che sbagliamo una partita, che ne leggiamo male un&#8217;altra, che Pavanel fa giocare uno piuttosto che un altro, magari in quel momento pi\u00f9 in forma, che pareggiamo invece che vincere, che perdiamo invece che pareggiare. Ma non dobbiamo commettere l&#8217;errore di arrivare subito alle conclusioni pi\u00f9 affrettate, chiedendo decisioni drastiche e improvvisi cambi di rotta della societ\u00e0. Non adesso perlomeno. E&#8217; ancora tempo di lasciare tempo. E serenit\u00e0 soprattutto a chi sta lavorando per raggiungere l&#8217;obiettivo massimo. <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La vittoria contro l&#8217;AlbinoLeffe in campionato, seguita dal successo in Coppa Italia contro l&#8217;Entella, ha restituito al Padova la serenit\u00e0 che aveva perduto dopo il mezzo passo falso di Sesto San Giovanni e il passo falso intero di Sal\u00f2. 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