{"id":3473,"date":"2024-05-27T15:28:08","date_gmt":"2024-05-27T13:28:08","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.telenuovo.it\/martina-moscato\/?p=3473"},"modified":"2024-05-27T15:28:09","modified_gmt":"2024-05-27T13:28:09","slug":"ancora-lacrime-e-serie-c","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/martina-moscato\/2024\/05\/27\/ancora-lacrime-e-serie-c\/","title":{"rendered":"ANCORA LACRIME E&#8230; SERIE C"},"content":{"rendered":"\n<p>E\u2019 finita cos\u00ec, tra le lacrime di chi voleva pi\u00f9 di ogni altra cosa raggiungere la serie B con la maglia biancoscudata perch\u00e9 la ama visceralmente, tra la comprensibile rabbia dei tifosi che ancora una volta ci hanno creduto fino alla fine, cantando, incitando, sventolando bandiere ed esibendo sciarpate. Per il quinto anno consecutivo il Padova non \u00e8 riuscito a conquistare la serie B, fermandosi ai quarti di finale contro il Vicenza. Fa male, fa tanto male, perch\u00e9 l\u2019avversario era il Vicenza e ha vinto in entrambe le sfide, perch\u00e9 dopo un intero girone d\u2019andata senza conoscere sconfitta e dopo una rincorsa al Mantova tenuta viva fino a met\u00e0 del girone di ritorno le aspettative erano ben diverse. I sogni avevano giustamente iniziato a decollare. Cosa sia successo poi \u00e8 sotto gli occhi di tutti: lo 0-5 contro il Mantova, il mercato di gennaio che ha in qualche modo intaccato un equilibrio che era stato raggiunto dall\u2019allenatore con duro lavoro e particolare attenzione ai dettagli, il cammino in Coppa Italia che si \u00e8 sovrapposto al campionato, con la doppia finale col Catania finita male, sia per l\u2019invasione di campo di alcuni supporters etnei con lancio di fumogeni contro i tifosi del Padova all\u2019andata all\u2019Euganeo che ha freddato la tifoseria, sia per la sconfitta al \u201cMassimino\u201d del ritorno con i due gol decisivi degli etnei segnati a un soffio dal novantesimo e a ridosso della fine dei supplementari. Infine, ultimo ma non ultimo, il cambio del tecnico a tre giornate dalla fine, con l\u2019esonero di Vincenzo Torrente e l\u2019arrivo, per la seconda volta dopo la parentesi di due anni fa, di Massimo Oddo.<\/p>\n\n\n\n<p>Ancora una volta la piazza \u00e8 chiamata a raccogliere i cocci di una disfatta e a cercare in fondo al sacco della propria anima l\u2019ultimo rimasuglio di passione e di attaccamento. Tenendo staccato l\u2019amore per il Padova che mai si spegner\u00e0 (nonostante la troppa serie C degli ultimi 30 anni e nonostante uno stadio incapace di risvegliare qualunque tipo di sussulto emotivo positivo) dal risentimento che \u00e8 maturato in questi mesi nei confronti della societ\u00e0. Societ\u00e0 che, di fronte all\u2019ennesimo fallimento, ha precise responsabilit\u00e0: son capaci tutti di fare 13 al Totocalcio con la Gazzetta del luned\u00ec in mano e del senno di poi sono piene le fosse, \u00e8 vero, ma i dirigenti e il direttore sportivo non possono non mettersi a questo punto una mano sulla coscienza. Perch\u00e9 non pu\u00f2 pi\u00f9 reggere, da sola, la storia che nel 2021 col Perugia in campionato e ad Alessandria in finale abbiamo avuto solo sfortuna, che due anni fa abbiamo beccato il SudTirol dei miracoli e dei soli 9 gol presi in campionato, che l\u2019anno scorso non ci hanno dato un rigore, seppur sacrosanto, contro la Virtus Verona nel secondo turno preliminare e che quest\u2019anno il Mantova non doveva nemmeno essere in C perch\u00e9 retrocesso e riammesso solo all\u2019ultimo e ha fatto un campionato strepitoso contro ogni previsione.<\/p>\n\n\n\n<p>La fortuna uno se la deve anche andare a cercare e una societ\u00e0 deve imparare a programmare, evitando di dover intervenire sempre strada facendo. L\u2019esonero di Torrente a tre giornate dalla fine non ha avuto alcun senso. Comprare 5 giocatori a gennaio, con caratteristiche diverse da quelle che servivano per dare continuit\u00e0 al lavoro fatto fino a quel momento, \u00e8 servito ancora meno perch\u00e9 hanno costretto l\u2019allenatore a cambiare il modulo e a privarsi di chi, fino a quel momento, ce lo aveva portato il Padova al secondo posto in classifica.<\/p>\n\n\n\n<p>Gli equilibri all\u2019interno di uno spogliatoio sono delicati: ci vogliono mesi per crearli, basta una singola azione sbagliata per far crollare tutto. Il filo \u00e8 sottile, sottilissimo. Dopo di che, appena visto l\u2019avversario dei quarti, la sensazione \u00e8 stata subito quella che sarebbe stata durissima pi\u00f9 che con l\u2019Avellino e il Catania. Il Vicenza era in fiducia e con le due vittorie dei quarti ha raggiunto i 20 risultati utili consecutivi, uno in pi\u00f9 del Padova di Torrente nel girone d\u2019andata. Ci voleva la perfezione assoluta per battere un avversario del genere, non il Padova visto al Menti, reduce peraltro da 24 giorni passati in isolamento assoluto e non a respirare la citt\u00e0 per caricarsi in vista del rush finale.<\/p>\n\n\n\n<p>Direttore se ci sei batti un colpo. Nel frattempo ai tifosi non resta che continuare ad amare la maglia in modo da farla sembrare l\u2019immagine del bambino che c\u2019\u00e8 il loro. E\u2019 l\u2019unico modo umano per sopravvivere in una categoria che da troppi anni ci sta stretta ma rappresenta purtroppo la triste realt\u00e0 del presente.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>E\u2019 finita cos\u00ec, tra le lacrime di chi voleva pi\u00f9 di ogni altra cosa raggiungere la serie B con la maglia biancoscudata perch\u00e9 la ama visceralmente, tra la comprensibile rabbia dei tifosi che ancora una volta ci hanno creduto fino alla fine, cantando, incitando, sventolando bandiere ed esibendo sciarpate. 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