{"id":360,"date":"2012-05-21T12:25:28","date_gmt":"2012-05-21T10:25:28","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.telenuovo.it\/martina-moscato\/?p=360"},"modified":"2012-05-21T12:25:28","modified_gmt":"2012-05-21T10:25:28","slug":"fuori-meritatamente","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/martina-moscato\/2012\/05\/21\/fuori-meritatamente\/","title":{"rendered":"FUORI. MERITATAMENTE"},"content":{"rendered":"<p>Comincio con i complimenti: al Torino, ma soprattutto al Pescara di Zeman, tornato in serie A dopo aver entusiasmato tutti per tutto l&#8217;anno con un calcio bellissimo, spettacolare e sempre col piede sull&#8217;acceleratore. Mi sembra doveroso anche complimentarsi con chi, ai playoff, ci \u00e8 arrivato, o dimostrando pi\u00f9 regolarit\u00e0 nel rendimento stagionale (vedi Verona, Sassuolo e pure Varese, da un certo momento in poi) o sfruttando, come ha fatto il Padova l&#8217;anno scorso, la spinta positiva della rimonta (Sampdoria).<\/p>\n<p>Passiamo al Padova. Dire che a Nocera \u00e8 andata in scena una disfatta \u00e8 dire poco. Io la partita intera non l&#8217;ho vista, ma mi \u00e8 bastato vedere la modalit\u00e0 con cui sono stati presi i tre gol per capire che i giocatori sono scesi in campo senza alcuna voglia di fare l&#8217;impresa. Senza testa. Senza cuore. Senza voglia. Senza attributi. A buttare benzina sulla rabbia per il mancato traguardo (e bastava davvero il minimo sforzo per raggiungerlo, mica bisognava andare a piedi sulla luna!) gli altri risultati: eravamo tutti convinti che il problema fosse che il Varese non avrebbe mai perso a Verona e il Pescara non avrebbe mai espugnato il campo della Sampdoria. Balle: le dirette concorrenti hanno spianato la strada al Padova, \u00e8 stato proprio il Padova a mancare di brutto l&#8217;appuntamento con il recupero della propria dignit\u00e0 di squadra.<\/p>\n<p>Di chi \u00e8 la colpa? Di tutti. Nessuno escluso. Seppur con percentuali e posizioni differenti. Provo ad entrare nel dettaglio.<\/p>\n<p>1) <strong>MARCELLO CESTARO.<\/strong> Il presidente \u00e8 quello che ha meno colpe di tutti. Perch\u00e9 ha speso milioni di euro e ha sempre cercato di fare &#8220;di tutto e di pi\u00f9&#8221; per il suo Padova. L&#8217;unica azione di cui, secondo me, non ha valutato fino in fondo le conseguenze \u00e8 stato l&#8217;inserimento di Luca Baraldi a gennaio in societ\u00e0. Non fraintendetemi: il presidente ha tutto il diritto di affidarsi ad una persona che lo aiuti a ridimensionare i costi di una societ\u00e0 che finora gli ha chiesto immensi sacrifici restituendogli, in proporzione, pochissime soddisfazioni. Solo che se inserisci questa figura a campionato in corso devi anche valutare se si integra perfettamente con il resto del gruppo di lavoro. Cosa che non \u00e8 successa con Rino Foschi, che non ha gradito le ingerenze &#8220;tecniche&#8221; di Baraldi sia nel mercato di gennaio sia quando Baraldi si \u00e8 messo a cercare un altro allenatore per sostituire Dal Canto all&#8217;indomani della sconfitta casalinga col Pescara per 6-0. Si \u00e8 venuto a creare un clima che, alla squadra, non ha fatto bene. E si \u00e8 diffusa, sempre nella squadra, l&#8217;idea di una &#8220;smobilitazione&#8221; in corso. Cosa che, a rigor di logica, avrebbe dovuto spingere i giocatori, specie quelli in scadenza, a dare il centodieci per cento per meritare la riconferma e che, invece, ha sortito l&#8217;effetto contrario.<\/p>\n<p>2) <strong>RINO FOSCHI.<\/strong> La rosa che il direttore sportivo ha messo a disposizione di Dal Canto \u00e8 senz&#8217;altro di prim&#8217;ordine. Giocatori come Cacia, Lazarevic, Milanetto, Marcolini e Schiavi, tanto per fare qualche esempio, la scorsa estate ce li hanno invidiati tutti. Tant&#8217;\u00e8 che nelle classifiche stese dai quotidiani e dalle tv nazionali il Padova era ai primi posti. Di sicuro ai playoff con questo gruppo ci si doveva arrivare. Si tratta per\u00f2 di una rosa sbilanciata e piena di doppioni: ci siamo resi conto ben presto che Lazarevic non era El Shaarawy, che Drame non era El Shaarawy e che avevamo un problema sulla corsia esterna di sinistra dell&#8217;attacco. Esterno di destra inoltre c&#8217;era il solo Cutolo: quando Aniello ha attraversato un momento di flessione (ed era normale che succedesse, mica uno pu\u00f2 fare 42 partite tutte da 10 e lode!) Dal Canto si \u00e8 ritrovato, suo malgrado, a dover cambiare modulo, provando ad adattare un po&#8217; di gente a fare il finto trequartista. L\u00ec il gioco si \u00e8 inceppato e non si \u00e8 pi\u00f9 ripreso. A gennaio, a mio modo di vedere, c&#8217;era bisogno di ingaggiare un difensore di carattere innanzitutto ma anche di un esterno d&#8217;attacco per proseguire nel 4-3-3 che era il vestito ideale per questa squadra. Invece Foschi ha portato a casa Bentivoglio, ovvero un giocatore in un ruolo in cui il Padova era pi\u00f9 che coperto tra Italiano, Milanetto e, volendo, pure Marcolini. Ci siamo ritrovati con un sacco di centrocampisti e, non dimentichiamocelo, con 4 punte centrali 4. Questo ha creato non pochi problemi di gestione a Dal Canto.<\/p>\n<p>3) <strong>ALESSANDRO DAL CANTO.<\/strong> Arrivo al tanto attaccato e criticato mister. L&#8217;ho difeso fino all&#8217;ultimo a spada tratta e, insieme a me, lo ha fatto la maggior parte della stampa padovana. Non ci siamo messi d&#8217;accordo, ve lo posso assicurare, semplicemente abbiamo fatto tutti lo stesso pensiero. Ci siamo detti: proviamo per una stagione a dare fiducia dall&#8217;inizio alla fine allo stesso tecnico, a creare un progetto vincente, a farlo lavorare nella massima serenit\u00e0, permettendogli anche di sbagliare, visto che \u00e8 giovane e deve farsi le ossa. In fin dei conti ne sono passati di allenatori per Padova che poi altrove hanno fatto bene e qui abbiamo bocciato, cerchiamo di non avere fretta. Purtroppo l&#8217;atteggiamento compatto della stampa non ha portato ai risultati sperati. Ci sono cose in cui ho difeso e continuer\u00f2 a difendere Dal Canto: si \u00e8 ritrovato a gestire una rosa abbondante in certi ruoli e carente in altri e a gennaio non \u00e8 stato posto rimedio a questa situazione: ecco perch\u00e9 ha dovuto cambiare spesso formazione e non sempre \u00e8 stato facile prendere la decisione giusta. Ce ne sono altre di fronte alle quali invece sono rimasta male tanto quanto i tifosi: ho sempre ammirato il carattere di Dal Canto, schietto, diretto, non ipocrita, coerente. Nell&#8217;ultimo periodo per\u00f2 questa parte della sua personalit\u00e0 gli ha preso a tal punto la mano che si \u00e8 trasformata in profonda antipatia. Sono convinta che non era nelle sue intenzioni rendersi antipatico, eppure ci \u00e8 riuscito benissimo. Chiudersi nelle sue certezze lo ha messo nella situazione di commettere errori di valutazione e di pronunciare frasi che gli hanno scavato la fossa ancora di pi\u00f9 agli occhi del pubblico, tipo quella alla vigilia della partita della vita di Nocera: &#8220;non dobbiamo avere fretta, il gol partita pu\u00f2 arrivare anche all&#8217;ultimo minuto&#8221;. No, mister, cavolo! Dovevi scendere in campo con sette punte e dire che contro la Nocerina, squadra in lotta per evitare la retrocessione e con 30 punti meno di te in classifica, si doveva archiviare la pratica subito. Si doveva subito far capire alla squadra avversaria che a comandare saremmo stati noi.<\/p>\n<p>4) <strong>I GIOCATORI<\/strong>: in campo ci vanno sempre e comunque loro. Se un minimo di orgoglio lo avevano ieri lo tiravano fuori. Punto e stop. Certo poi possono raccontare la storia che se il mister non ti motiva al punto giusto loro questi sono. Ma \u00e8 difficile credere che preferiscano perdere la faccia come \u00e8 successo ieri piuttosto che ritrovare da soli dentro di s\u00e8 un po&#8217; di mordente. Visto che sono dei professionisti.<\/p>\n<p>Aggiungo, infine, che il cacio sui maccheroni di questa situazione \u00e8 stata la faccenda del calcioscommesse. Che ha influito eccome sugli umori e sugli equilibri dello spogliatoio. Fin dal giorno in cui \u00e8 apparso il primo articolo sul giornale riguardante l&#8217;argomento.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Comincio con i complimenti: al Torino, ma soprattutto al Pescara di Zeman, tornato in serie A dopo aver entusiasmato tutti per tutto l&#8217;anno con un calcio bellissimo, spettacolare e sempre col piede sull&#8217;acceleratore. 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