{"id":3685,"date":"2026-10-19T13:53:03","date_gmt":"2026-10-19T11:53:03","guid":{"rendered":"http:\/\/blog.telenuovo.it\/martina-moscato\/?p=3685"},"modified":"2026-10-19T14:07:37","modified_gmt":"2026-10-19T12:07:37","slug":"padova-ora-reagisci","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/martina-moscato\/2026\/10\/19\/padova-ora-reagisci\/","title":{"rendered":"PADOVA, ORA REAGISCI!"},"content":{"rendered":"\n<p>Gi\u00e0 contro la Carrarese i segnali erano stati preoccupanti. Ma spegnerli sul nascere non era stato poi cos\u00ec difficile, visto che si era trattato della prima sconfitta stagionale maturata \u201cin quel modo\u201d. Con la squadra incapace di reagire dopo il primo gol dell\u2019avversario, sgonfia, sottotono. A Cremona la reazione, dopo aver preso non uno ma due gol nei primi cinque minuti, c\u2019era stata e il gol di Pompetti arrivato prima del riposo aveva fatto rientrare in partita il Padova. A Palermo poi non ne parliamo: il vantaggio biancoscudato era stato meritato, si era perfino sfiorato il raddoppio. La sconfitta finale aveva avuto il sapore dell\u2019epilogo sfortunato, immeritato.<br>Con gli apuani invece \u00e8 stato arduo fin da subito trovare una spiegazione. Un perch\u00e9. L\u2019involuzione \u00e8 stata immediatamente evidente agli occhi dei tifosi che, guardando il calendario dopo la sosta di tre settimane, si erano ingolositi pensando che due partite consecutive in casa potessero coincidere con \u201c6 punti sicuri\u201d. Si \u00e8 cercato di archiviare al pi\u00f9 presto lo stop inatteso, di lasciarsi alle spalle le sgradevoli sensazioni, e di puntare sulla sfida contro la Virtus Entella per il pronto riscatto.<br>Purtroppo l\u2019incubo, invece che interrompersi, si \u00e8 prolungato. Il Padova non \u00e8 riuscito a risvegliarsi. E contro la Virtus Entella \u00e8 andata perfino peggio. Non dal punto di vista della stretta prestazione (il Padova si era pure portato in vantaggio, qualcosa in pi\u00f9 ha messo in campo) ma della mancata reazione al pari e al sorpasso dei liguri. Anche in questa partita si \u00e8 spenta la luce.<br>E non \u00e8 stato dunque possibile passare oltre senza fermarsi a riflettere. Non \u00e8 stato possibile non prendere atto che con la Carrarese non si era trattato affatto di una giornata storta, bens\u00ec dei primi sintomi di un malessere che \u00e8 poi esploso in tutta la sua gravit\u00e0 nella gara successiva.<br>Inevitabile il confronto tra propriet\u00e0 e responsabile dell\u2019area tecnica. Altrettanto inevitabile che Antonio Calabro, l\u2019allenatore, sia stato messo in discussione. Che siano calati dei dubbi sulla sua gestione fino a questo momento, vista l\u2019involuzione del gruppo. Tutto legittimo. E\u2019 stato per\u00f2 ragionevole che il titolare della panchina non sia stato sollevato dall\u2019incarico cos\u00ec in fretta. Senza avere l\u2019opportunit\u00e0 di dare seguito (e concretezza) alle dichiarazioni con cui si \u00e8 presentato sabato in sala stampa, chiedendo ai suoi giocatori il \u201csangue agli occhi\u201d e l\u2019essere \u201ccazzuti\u201d. L\u2019esonero alla settima giornata avrebbe avuto il retrogusto amaro della scelta fatta con troppo petto e troppa poca testa. Calabro rester\u00e0 al suo posto dunque, almeno fino alla sfida di sabato prossimo ad Avellino. Dove, pi\u00f9 che alla vittoria (che, comunque, dovesse arrivare, sarebbe ben gradita!), il Padova sar\u00e0 chiamato a rialzarsi dal punto di vista morale e mentale. Facendo s\u00ec che lo smarrimento di questi ultimi 180 minuti lasci il posto a nuove certezze. A nuove basi, il pi\u00f9 possibile solide.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Gi\u00e0 contro la Carrarese i segnali erano stati preoccupanti. 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