{"id":43,"date":"2008-07-01T23:22:00","date_gmt":"2008-07-01T23:22:00","guid":{"rendered":"http:\/\/tnvblog.demo.metiswebdev.com\/?page_id=E085EAF7-19B9-F93B-C3EB0121224FA09C"},"modified":"2008-07-01T23:22:00","modified_gmt":"2008-07-01T23:22:00","slug":"BENTORNATO-PEJO","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/martina-moscato\/2008\/07\/01\/BENTORNATO-PEJO\/","title":{"rendered":"BENTORNATO &#8220;PEJO&#8221;!"},"content":{"rendered":"<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: Arial\">Tardiva (ma sicura!) voglio esprimere tutta la gioia che sento per il ritorno in biancoscudato di Emanuele Pellizzaro che vestir&agrave; l&#8217;anno prossimo i panni del viceallenatore di Carlo Sabatini. Ho sperato a lungo in questi anni che &quot;Pejo&quot; (questo il suo storico soprannome, a dispetto della realt&agrave; perch&egrave; lui &egrave; sempre stato uno dei &quot;meglio&quot;) tornasse a casa. O meglio, mi son spesso detta che il Padova, dopo aver aperto le porte dirigenziali a &ldquo;Checchi&rdquo; De Franceschi costretto a lasciare il campo per un problema cardiaco, avrebbe dovuto offrire la medesima opportunit&agrave; anche a uno come Pellizzaro perch&eacute; ci avrebbe sol che guadagnato. <br \/>\n<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: Arial\">Il motivo di questo mio desiderio &egrave; semplicissimo e, per farvelo capire appieno, salgo per un attimo sulla macchina del tempo. Seguo il Padova, come giornalista, dal 1999. Cio&egrave; da quando &egrave; precipitato nell&rsquo;inferno e nello stesso tempo nell&rsquo;anonimato della C2. Per motivi ovviamente anagrafici, della gloriosa squadra del &ldquo;par&ograve;n&rdquo; Nereo Rocco che scrisse la pagina padovana in serie A ho purtroppo solo sentito parlare dalla viva voce e dagli aneddoti di Aurelio &ldquo;Lello&rdquo; Scagnellato e letto la storia nei libri e negli almanacchi, cercando di respirarla a pieni polmoni ogni volta che mi soffermo, nei corridoi dello stadio Euganeo, a guardare le gigantesche fotografie in bianco e nero (praticamente delle riproduzioni a grandezza naturale) che sono appese sui muri. Quando vedo quei murales, quando incontro il mitico Lello che, con il sorriso dei grandi sulle labbra e un bastone per camminare che mai potr&agrave; impedirgli di stare vicino al &ldquo;suo&rdquo; Padova, provo dentro un&rsquo;idea di calcio lontanissima da quella attuale. Mi rappresento cio&egrave;&nbsp;in testa un pallone&nbsp;neanche lontano parente di quello che mi ritrovo a vivere, da cronista, attualmente. Un calcio &ldquo;passione&rdquo;, &ldquo;sacrificio&rdquo;, &ldquo;genio&rdquo;, &ldquo;costanza&rdquo;, &ldquo;tenacia&rdquo;, un po&rsquo; come quando penso al calzolaio che da cinquant&rsquo;anni ha la bottega a pochi metri da casa mia e ogni mattina la apre e aggiusta le scarpe con lo stesso &ldquo;attaccamento alla maglia&rdquo; di mezzo secolo fa. Ed &egrave; una delle rarissime occasioni in cui rimpiango di non essere nata prima.<br \/>\n<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: Arial\">Torno allora al 1999. E a Pellizzaro. Ecco Pellizzaro (e non solo lui: come dimenticare il mitico Felice Centofanti, o Renzo Tasso, Andrea Bergamo e Alex Ferronato, tanto per citarne altri?) rappresenta per me la parentesi di questo Padova precipitato nell&rsquo;anonimato che pi&ugrave; si avvicina a quel groviglio di sensazioni che provo ogni volta che Lello mi racconta di quando Rocco urlava a lui e ai suoi compagni&nbsp;con l&rsquo;inconfondibile cadenza triestina: &ldquo;N<i>o stas&igrave; fare i&nbsp;mona!<\/i>&rdquo;. Oltre a essere stato protagonista della storica promozione in A del 1994, Pejo &egrave; infatti stato anche il perno dell&rsquo;ultima formazione biancoscudata che ha raggiunto i playoff, nel 2003. L&rsquo;ultima formazione che mi ha dato l&rsquo;impressione di avere dei valori davvero cementati, forti, a prova di qualunque terremoto. Quando all&rsquo;epoca andavo al campo di allenamento, le interviste si trasformavano spesso in chiacchierate costruttive, le critiche in occasione per conoscersi meglio, le litigate in sale di un rapporto che evolveva e faceva crescere entrambe le parti. Non c&rsquo;era critica o pagella sotto il 6 che potesse rompere quelle solide fondamenta. Mi piace dunque pensare che il ritorno di Emanuele rappresenti la forza (insieme alla &ldquo;grinta&rdquo; innata di mister Sabatini) in grado di dare al Padova di adesso una decisa spruzzata del Padova di allora. Perch&eacute; oltre ad essere gladiatore d&rsquo;altri tempi, l&rsquo;ex trottolino di fascia destra &egrave; pure padovano di nascita (&egrave; nato a Cadoneghe il 26 luglio del 1970): conosce quindi alla perfezione lo stato d&rsquo;animo ferito della piazza perch&eacute; &egrave; il suo stato d&rsquo;animo. <br \/>\n<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: Arial\">Che errore fu, a giugno del 2003, smantellare quasi per intero quella squadra e disperdere i suoi valori pi&ugrave; importanti. Meno male che, almeno stavolta, la societ&agrave; ha dimostrato di saper imparare dai suoi errori ed &egrave; andata a recuperare uno dei TESORI&nbsp;pi&ugrave; preziosi che si era lasciata sfuggire.<\/span><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify\"><span style=\"font-size: small\"><span style=\"font-family: Arial\">BENTORNATO PEJO!<br \/>\n<\/span><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; Tardiva (ma sicura!) voglio esprimere tutta la gioia che sento per il ritorno in biancoscudato di Emanuele Pellizzaro che vestir&agrave; l&#8217;anno prossimo i panni del viceallenatore di Carlo Sabatini. Ho sperato a lungo in questi anni che &quot;Pejo&quot; (questo il suo storico soprannome, a dispetto della realt&agrave; perch&egrave; lui &egrave; sempre stato uno dei&#8230;  <a class=\"excerpt-read-more\" href=\"https:\/\/blog.telenuovo.it\/martina-moscato\/2008\/07\/01\/BENTORNATO-PEJO\/\" title=\"Read BENTORNATO &#8220;PEJO&#8221;!\">Leggi tutto &raquo;<\/a><\/p>\n","protected":false},"author":5,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":[],"categories":[],"tags":[],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/martina-moscato\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43"}],"collection":[{"href":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/martina-moscato\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/martina-moscato\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/martina-moscato\/wp-json\/wp\/v2\/users\/5"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/martina-moscato\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=43"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/martina-moscato\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/43\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/martina-moscato\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=43"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/martina-moscato\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=43"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/blog.telenuovo.it\/martina-moscato\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=43"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}