21
nov 2017
AUTORE micheloni
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CARO SETTI… L’ALCHIMISTA NON ESISTE!

Facile sparare su allenatore e squadra quando giochi male, o non giochi affatto, quando sei sulle gambe e non lotti sino all’ultimo come i tifosi gialloblù pretendono.
Più difficile farlo quando giochi forse la miglior partita dall’inizio del campionato e assapori per due volte il vantaggio, salvo dilapidarlo in due minuti e archiviare Verona-Bologna come l’ennesima occasione di riscatto terminata con l’ennesima sconfitta della stagione.
I due gol-pareggio del Bologna vedono una chiara partecipazione della difesa gialloblù, errori di reparto più che individuali stavolta, che vanno però a braccetto con quelli dei difensori rosso blu in occasione delle nostre due reti.
A parità di difese mediocri, a fare la differenza alla fine è stato solo il gol di Donsah, senza il quale si parlerebbe oggi di occasione sprecata e di un pareggio addirittura stretto rispetto alla prestazione.
Si spengono per ora i sogni di aggancio alla zona salvezza e quel che è peggio l’autostima, già ai minimi storici, subirà un altro pesante colpo.
E pensare che il 4-4-2 iniziale era quanto i tifosi chiedevano, con un Pazzini meno solo in attacco e Cerci dentro il progetto offensivo come mai si era visto prima.
Trovo le scelte di Pecchia quindi le più logiche e opportune possibili.
La squadra ha dato tutto. Ha giocato alta. Non si è barricata, ha pressato, ha lottato. Non è bastato.
E la sfortuna non c’entra.
Come per il Benevento, se anche al massimo nulla ti gira a favore, significa che nel suo insieme la squadra ha tanti, troppi limiti per ambire a rimanere nella massima serie.
Mai come dopo questa sconfitta col Bologna, abbiamo la prova che giocatori (non tutti ma molti) e tecnico hanno come peccato originale l’essere stati chiamati a giocare in serie A senza esserne all’altezza.
Qualcuno li ha scelti. Li ha voluti. Li ha presi.
E quel qualcuno non può non aver visto che anche senza errori tecnici e individuali la squadra al suo massimo potenziale è decisamente mediocre per non dire scarsa.
Setti e Fusco non hanno più alibi.
I tifosi vogliono una testa e forse la avranno. Ma rassegnamoci. Nemmeno un mago sarebbe in grado di migliorare giocatori per lo più mediocri. Quindi piano a gioire se salta Pecchia.
Servirebbe in ogni caso un allenatore di carattere prima ancora che un guru della tattica. Uno a cui fare un biennale sapendo che andrà bene anche in caso di retrocessione per cercare di risalire subito.
E l’unico nome che mi sovviene con queste caratteristiche è quello di Beppe Iachini.
Più che un allenatore però ora al Verona servirebbe un alchimista in grado di trasformare il piombo in oro. Giocatori mediocri in buoni giocatori.
Ma l’alchinista è figura retorica che purtroppo non appartiene al mondo reale.
L’alchimista non esiste.
Iachini SI!

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