10
dic 2018
AUTORE micheloni
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COLPO DI CODA HELLAS…

Qualcuno penserà che la presa di posizione mia e di altri colleghi (blogger intendo) nel mitigare gli entusiasmi post-vittoria di Benevento, sia frutto di un gioco di squadra o peggio di una linea editoriale  pregiudizialmente “contro” il Verona di Setti. Niente di più sbagliato.

Il calcio è sport umorale e in quanto tale soggetto al mero risultato.

Se vinci, le critiche scemano anche di fronte a una prestazione negativa.

Se perdi, magari per sfiga, una partita che avresti meritato di vincere, gli applausi lasciano spazio ai mugugni.

È così da sempre e forse è anche il bello di questo sport in cui spesso i meriti e la qualità, si inchinano di fronte al centimetro che separa un palo pieno da un palo-interno-gol.

Chi scrive di calcio, blogger o giornalista che sia, ha (o avrebbe) l’obbligo di guardare le cose in modo imparziale (difficile quando si è anche tifosi), scevro quindi da condizionamenti di qualsiasi genere, contestazione alla proprietà compresa.

Ci proviamo.

Il Verona a Benevento ha disputato tutto sommato una buona gara. Buon primo tempo con il solito sterile tiki-taka a due tocchi e sistematico retro passaggio  ai difensori,  e una ripresa di sofferenza pur in superiorità numerica.

Ha creato due nitidissime occasioni gol, purtroppo entrambe clamorosamente fallite.

Ha dominato nel palleggio e messo la giusta grinta in campo. Non ha preso gol.

Sin qui le note positive.

Veniamo a quelle negative

Il gol vittoria è in chiara posizione di fuorigioco di ben due giocatori e quindi andava annullato.

È stato graziato nel rigore-cucchiaio di Coda, che si è creduto Totti nella serata sbagliata e con il portiere sbagliato.

La squadra ha sofferto l’assalto dei giallorossi pur con un uomo in più.

Di tre sostituzioni Grosso ne ha “cannate” ben due.

Se pur in 11 contro 10, si viene schiacciati nella propria area dal forcing avversario e Danzi (sparito già a metà del primo tempo) sbaglia tre disimpegni di seguito, non si può non sostituirlo “subito” (e non dopo 10 minuti da questi segnali) con un giocatore di corsa e gamba per andare in pressing sui portatori di palla avversari e ripartire in contropiede. Pensi a Henderson e lui ti mette chi? Laribi, l’unico che abbia ad oggi sistematicamente  deluso ogni qualvolta chiamato a fare il centrocampista puro (infatti è un buon trequartista in una squadra che per modulo non prevede il trequartista). Uno che non ha nelle sue corde nè l’interdizione, né la fisicità, né la cattiveria.

Ditemi, a parte il cambio obbligato con Empereur per l’espulso Balcovec, quanto hanno inciso gli innesti di Ragusa e Laribi. Zero!

Il Verona non ha rubato nulla sia chiaro. Ma di certo i campani hanno fatto di tutto e di più per perdere il match.

Cambierà qualcosa? NO!

Essere rientrati in zona playoff non accende facili sogni di gloria, è infatti il minimo sindacale.

La strada è ancora lunga e aperta in egual misura a delusioni o entusiasmi (con lo stato d’animo che, ahimè, propende più per le  prime).

La gara-bivio col Pescara ci dirà quale di queste vie avremo intrapreso (nella speranza di altri nuovi positivi “colpi di Coda”)

 

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39 risposte a “COLPO DI CODA HELLAS…”

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  1. Tomhv scrive:

    Solito comunicato del ca..o !! Invece de star fora do tre quattro partie de fila ci si piega al padrone.. db

    • Bruno scrive:

      qui nessuno ha voglia di piegarsi al padrone.
      Io mi ritrovo nello spirito del comunicato, è giusto quello che è stato scritto.
      E comunque fare quadrato significa essere uniti e compatti, se le modalità della contestazione ci possono sembrare non sufficienti, diamo una mano e sosteniamo comunque la Curva Sud.
      Non serve a niente dire “io avrei fatto meglio”.
      Facciamo ognuno la nostra parte, chi dentro e chi fuori dallo stadio.
      Io la penso così.

    1. maurizio scrive:

      Mauro micheloni! hanno deciso di entrare e contestare "da dentro". Visto come mi avevi trattato perché dissi che contro il Palermo ero entrato e, nel silenzio, ho potuto insultare il Presidente, spero che ora tu abbia il medesimo parere di quelli che hanno deciso di fare quello che ho fatto io nel recente passato.

      • MAURO MICHELONI scrive:

        LA CURVA SUD DECIDE LA LINEA… VISTA LA SITUAZIONE E SOLO PERCHE’ ARRIVATI ALL’ESASPERAZIONE, CHI AMA L’HELLAS LA SEGUE.
        D’ALTRONDE SE E’ VERO CHE “AL DI FUOR DI QUESTE MURA” NESSUNO SI E’ ACCORTO DELLO SCIOPERO DEI TIFOSI, E’ ALTRETTANTO VERO CHE A VERONA NON SI SONO ACCORTI DI QUELLI CHE SONO ENTRATI.

      • bardamu scrive:

        Per coerenza, visto che la curva ha deciso di entrare, dovresti restare fuori.

      • IL SAGGIO DICE scrive:

        La Curva ha deciso di entrare solamente per proteggerti dai tre stewards e per evitarti una raucedine da eccesso di coro in solitario. Un gesto di grande saggitismo.

      1. Cesare Settore Superiore scrive:

        Personalmente preferisco non entrare nel merito della polemica. Giusto andar dentro o star fora? Proprio come 4 mesi fa’: giusto abbonarse o meo restar fora? Ogniuno si arrangi come meglio crede. Ma stavolta, almeno stavolta, qualche segnale la Curva lo ha dato. Nessuno si lamenti, un giorno, di non avere ricevuto indicazioni.
        Piccola nota a margine, che fa capire quanti danni abbia fatto il titolare presunto del mantova. Mio nipote ha 6 anni. Gli ho detto che sabato ricevera’ un dono dal nonno, una maglietta con stemmi e colori del Settore Superiore. Con la scala 3 pioli, il simbolo dell’Hellas Verona. Ma nonno, l’Hellas Verona fa schifo, nessuno ha una maglietta cosi’ in classe mia!
        Se me lo avessero giurato come un fatto davvero successo all’epoca di Giovanni Martinelli, non ci avrei mai creduto.
        Per fortuna sabato sera mio nipote indossera’ la maglietta, il regalo del nonno. Non perche’ l’Hellas e’ forte, oppure perche’ va di moda, oppure perche’ tanti altri suoi amici hanno quella maglietta. No.
        Mi e’ bastato dire a mio nipote di 6 anni, sai Cristian, anche il nonno sabato sera ne indossera’ una uguale, solo leggermente piu’ grande della tua. Ma identica.
        Anche per questo motivo non avro’ pace finche’ il presunto proprietario del mantova non stara’ guardando crescere l’erba dalla parte delle radici…

        • stefano 50/60 scrive:

          che gli Dèi dell olimpo Ti diano ascolto e agiscano in modo belluino Cesarone mio….

        • Simone scrive:

          Condivido sul segnale, Cesare, e indipendentemente dal fatto che si possa essere d’accordo o meno, pienamente o meno con lo stesso, se non altro c’è stato. Ora però voglio vedere SE e COME continuerà, indipendentemente dai risultati, questa presa di posizione. E le motivazioni ben precise. Se coincideranno con quelle che penso io bene, in caso contrario o nel caso alcune cose non le condivida e altre sì le leggerò comunque con attenzione e valuterò, come sempre, in maniera indipendente.
          Sull’altro discorso, ti riporterò, come piace a te, a mo’ di racconto una storia autobiografica.
          La squadra della mia città, che veniva da un ventennio che la rese una realtà celebre e rispettata, sia sul campo che sugli spalti, in tutto il Paese, era retrocessa nella serie inferiore e si trovava in difficoltà economiche tanto che si diceva fosse sull’orlo del fallimento. Il padre del bambino seguiva quella realtà e l’aveva seguita nel suo periodo d’oro, che era ed è tutt’ora rappresentato da quel ventennio, suddiviso in due parti di cui la seconda addirittura leggendaria. Il bambino allora aveva 8 anni e mezzo e si era avvicinato al calcio tramite i suoi racconti e le partite della nazionale del suo Paese, che giocava i campionati mondiali proprio nel suo suolo allora. Il bambino venne subito rapito dal potere di quello sport, ma vedeva di essere diverso da altri bambini. In classe era circondato da coetanei che lo guardavano in modo strano, e così fu per anni, perché seguire, entusiasmarsi, entrare in classe col berrettino o la sciarpa, e conoscere tutto di una squadra che vinceva poco, perdeva molto e non era più nella storia del calcio ma una realtà mediocre rispetto a quelle che seguivano loro… beh, era considerato originale. Ma era un’originalità che coinvolgeva poco. Qualche coraggioso c’era, e ogni tanto si faceva avanti con quel bambino chiedendogli di poter venire allo stadio con lui a vedere quella realtà tanto mediocre. Quei bambini non divennero mai tifosi di quei colori tanto belli che richiamavano il sole e il cielo, ma per quel bambino, che vedevano sempre in modo strano, cominciavano a provare un certo distaccato rispetto. E se prima lo prendevano in giro, da allora lo difendevano loro stessi se qualcuno ci provava. “Pochi ma buoni” diceva un po’ sconsolato e un po’ orgoglioso il papà.
          Ora la storia, il racconto è terminato. Ma continua tutt’ora. Dopo la partita contro il Brescia, non so bene perché, ma mi è venuto l’istinto di prendere la bandiera del Verona e attaccarla per tre giorni sul balcone della mia casa. Mi è capitato in quel periodo di incontrare un mio ex compagno di scuola, tipo simpatico a suo modo, un juventino che al tempo delle elementari era del Milan, perché, si sa, la moda è cosa da vincenti. Uno di quelli che un po’ mi prendevano in giro quasi trent’anni fa, uno di quelli a cui mai è venuto in mente di venire con me allo stadio a vedere quella squadra che anche allora era tanto mediocre. Mi fa: “Parché eto meso la bandiera del Verona sul pogiolo? Arda che sti in B st’ano.” Lì ho capito perché l’avevo messa quel vessillo. Non perché me piase le bire, non perché tifo el Verona per la compagnia, non perché ho sviluppato chissà quali conoscenze nell’ambito, e di sicuro non perché la mia squadra è vincente. No. La risposta che mi sono dato è: perché sono un ribelle.

          • Bruno scrive:

            A volte vale la pena leggere questi blog per trovare belle storie come quella che hai scritto tu.

          • stefano 50/60 scrive:

            FATTO VERO EH…al supermarcà Simone, qualche tempo fa ì mà dito che con 50 cent ogni 50 de spesa gavarea avù un pandoro…….quando la commessa la mà dà el scatoloto ho molà in tera (pian pianin) le sacche co la spesa de la stimana e con una coa de la madocina gò dito che quel pandoro lì la podea darghelo a qualche prete falso, a qualche tifoso de le strisiade, o a qualche ( parole testuali) stradelà de bastardo traditor magnamerda..evidentemente ghè lo dito massa serio e catìo come la peste parchè la sà spaentà e la gente li intorno no la buffava anca parchè se qualchedun se permetea de dirma qualcosa lo fulminava……ho chiuso la question con un sorriso e disendoghe de nò farlo mai più……da quela olta i sà de mì……con tutto ciò e con tutti sti momenti bui indosso sempre, quando son de laori de casa, i stemmi della fede e al laoro mio porto sempre con mi una vecia agenda ormai a tochetini col stema dei dù mastini…….insegnarghe a un bocia l amor, la fede, el rispeto e el farse rispetar iè valori……..insegnarghe a tegnarghe solo a a chi vinse o a chi pianzota metendotelo nel cul lè rovinar un fior che sta sbociando..tuto li…..W EL VERONA E SANTA LUCIA…..

            • Simone scrive:

              Mah, te dirò, secondo mi l’è importante el fatto de averghe un papà che te insegna determinati valori e passioni. Ma in realtà credo el sia davvero determinante quel che te si ti. Te fo un esempio: a parte Verona, prova a far finta de esser quel che te si è essar nato a Torino. E te ghè to papà juventin. E da una certa età el comincia a portarte allo stadio eccetera. Bon. Me e te domando: col tempo rimarresito juventin o da una certa età el ti istinto cominciareselo a metterte degli strani dubbi fasendote magari passar dalla parte granata? Questo l’è par mi el punto focale. P.S. Assolutamente sì. Viva santa Lucia e forza Verona!

              • stefano 50/60 scrive:

                mah Tè dirò Simo….essar iuventin e essar proietà verso una vita da infelice lecacul lè un destin certo e par gnente invidiabile…..e passar al toro a a qualche altra squadra dovarea essar una salvessa e un dover……far el percorso incontrario invesse lè star da la parte de chi vinse…..se i gobi de merda nò ì fusse questi qua col pifaro che ì le tifaria o ì saria 4 teroni e gnente più……nò tè fasso esempi de cì è passa a la diga parchè cascaria nel volgare pesante…..anca parchè quei bissi da luamar lì iè meio averli persi che troarli…

          • Cesare Settore Superiore scrive:

            Simone, eto capido adesso perche’ ti te si uno dei pochi utenti ad averghe el me numero de cellulare?
            Ciao ribelle

        1. andrea scrive:

          bardamu
          se questi per noi sono un punto di riferimento allora semo proprio alle asse..le bg lo erano, non certo questi quattro servi che hanno aspettato tutto il girone d andata x stare fuori una giornata..e l anno scorso muti..ora tu dirai..e io cosa ho fatto di diverso da loro??? io non mi sono abbonato e quindi il mio segnale come tanti l ho dato..a parte che dare soldi a questa società vuol dire ingrassare el mascio che l e sa grasso par conto suo, e non darli per il verona, ma x dubbi traffici e scatole cinesi, quindi finche c e questo personaggio i miei soldi non li vedrannno mai!!!

          1. andrea scrive:

            l unico segnale
            che la curva ha dato e quello di essere asservita al padrone. Tornare dentro vuol dire smentirsi su quello che e stato fatto col palermo, cioe una mera operazione di facciata. Detto questo, ognuno faccia quello che vuole, comtinuo a sostenere che la curva non rappresenta il tifo qui a verona. Quanto a discorsi nostalgici, non portano a niente. Il misero essere col paltò a quadri questi discorsi li incarta e li butta nel cesso..nessuno si merita niente..tanto meno noi ci meritiamo questo, pero i fatti dicono che la situazione non si puo cambiare..siamo noi deboli???? certo, e cosa dovremmo fare?? io qualche idea l avevo scritta, ma è polvere nel deserto..e allora che se ciava el mondo, aspetteremo tempi migliori!

            • bardamu scrive:

              Se la curva non rappresenta il tifo a Verona chi è che lo rappresenta? Per quanto non sia la migliore curva degli ultimi 30 anni, decimata dai daspo, rimane pur sempre l’unico vero e disinteressato punto di riferimento per il tifo.
              Non vedo alternative. Poi ognuno è libero di vivere la partecipazione alle vicende dei tifosi come meglio crede, anche scegliendo di non venire allo stadio fino a quando ci sarà setti.
              Ma per quelli, come me, che hanno deciso di continuare a sostenere il Verona dagli spalti del Bentegodi, almeno per la grande maggioranza, la curva rimane il solo punto di riferimento.

            1. maurizio scrive:

              non "di quelli" ma "per quelli"

              1. andrea scrive:

                cesare
                gia il fatto che non indossi la maglia della rubentus o quella della diga è gia comunque consolante. Purtroppo il discorso e ormai scontato…basterebbe un altra societa, un ds come gibellini x es. e un allenatore come guidolin se accettasse a fronte di una programmazione seria, e tanti bambini qui indosserebbero di nuovo la maglia del Verona..noto, ed io non sono escluso da questa considerazione, che purtroppo a certi livelli niente si muove..tutto è fermo tranne il nostro disprezzo per questa società

                1. maurizio scrive:

                  Lunedi? fuori dal Binti o la vittoria cancella tutto? Io, che contro il Palermo sono entrato, sono stato "insultato"; ora sono proprio curioso di vedere cosa deciderà la curva e da quanti sarà seguita!

                  • Marco scrive:

                    Scusa sai ma mi ricordi quel compagno di classe seduto in prima fila che appena entrava il professore alzava la mano per ricordargli che era giorno di interrogazione…..contento te…

                  1. Maxx scrive:

                    Centrato il punto.
                    Purtroppo gli umori vanno di partita in partita, dimenticando il leitmotif: ormai, non saranno le vittorie, anche fossero tante, a determinare il senso di quel che abbiamo visto e sentito fino ad adesso.
                    Persa l’identità e l’amore, potrebbero rimanere i punti ed è esattamente quel che rinfacciamo alle strisciate. Serie B a vita, ma preferisco riconoscermi nel gialloblu che diventare uno strisciato.

                    • Simone scrive:

                      Maxx, diciamoci la verità, nel calcio moderno il ”problema identitario” riguarda solo noi o più o meno tutte le squadre italiane ed europee? In Inghilterra alcuni gruppi di tifosi (sempre esigue minoranze comunque) ne hanno talmente piene le balle che hanno disertato la loro squadre (il Manchester United è il caso più eclatante, ma non unico, http://zonacesarini.net/2015/12/28/fc-united-of-manchester/) e creato loro stessi una squadra capace di rispecchiare i valori originari del club. Pagheranno e stanno pagando questo con assenza di risultati (per come erano abituati, e loro erano abituati molto bene) ma si stanno godendo un calcio poco più che dilettantesco (la dimensione non può che essere quella perché non puoi competere a livello di risultati con la ”grande finanza” e il sistema calcio odierno – e infatti qualcosa stanno già pagando https://www.ilfoglio.it/sport/2015/12/13/news/perche-il-sogno-del-fc-united-of-manchester-inizia-a-traballare-90534/) per l’idea che hanno e hanno avuto il coraggio di perseguire. E’ evidente qui come altrove (sottolineo) come non ci si ritrovi più coi valori della squadra (a partire dalle maglie Nike – altro problema comune a molte squadre -, ora per fortuna scomparse, ma abbiamo capito che è lo sponsor tecnico a decidere i colori, non la storia del club), che sono quelli ”messi in piedi” dalla società, che sono dettati del sistema calcio attuale. Tutte le tifoserie sono scontente di questa tendenza, solo che alcune stanno più o meno ancora in piedi perché tenute così dai risultati della loro squadra (ma certo se si riguardano gli immagini gli stadi di trent’anni fa e li si confronta con gli attuali viene il magone). Qui come quasi ovunque (no, ribadisco, non siamo l’eccezione). Poi bisognerebbe accordarsi su quali sono davvero questi valori,e come possono stare in piedi nel calcio moderno. Darwin secondo me direbbe che una tifoseria sta in piedi adeguandosi al sistema ma al contempo riuscendo a dettarne dei limiti ben precisi. La verità è che mi sembra qui tutto stia morendo da questo punto di vista, e ho l’impressione sempre più netta che non si riesca a trovare un’alternativa a questo destino. Un giorno Setti se ne andrà, come tutti, ma il sistema calcio sarà ancora in piedi allora (per quanto non saprei), e detterà ancora le sue regole. Come quello che un tempo si chiamava ”popolo gialloblù” saprà reagire e sopravvivere a questo francamente non lo so. Io temo che il punto di non ritorno sia stato superato.

                      • Maxx scrive:

                        Stefano, con il linguaggio colorito che lo contraddistingue, ha dato una SUA versione che condivido solo in parte.
                        Le “fedi” fanno parte di una sfera mistica di cui l’uomo ha necessità per identificarsi in qualcosa di superiore. Io sento “fratello” chiunque vedo indossare un simbolo uguale al mio, anche quando l’Hellas non gioca. Hellas Verona significa Veronesità e per questo detesto chi segue la squadretta in auge quando quella che rappresentava la Veronesità era in difficoltà.

                        Sparirà l’Hellas? Non voglio nemmeno pensarci, ma se sparisse la Veronesità, la nostra empatia, ciò che fa da collante ai nostri simboli di qualsiasi tipo esso sia, sarebbe peggio. Ed è a questo che questo figuro, con la sprovincializzazione e l’internazionalizzazione del brand, ci sta portando.

                        Io ricordo perfettamente la lacerazione interiore che sentivo nel 2013/14, quando a fronte di una Verona “vincente” c’era una Verona che perdeva in identità. Non riuscivo a comprendere quel retrogusto amaro che accompagnava anche le vittorie, pur essendo entusiasta delle vittorie. E non ho compreso fino in fondo una frase che io stesso ho scritto, a risposta di un post di Mister (“Mi toccherà cambiare avatar” – il suo avatar era uno scudetto tricolore con un orgoglioso 1) e che recitava più o meno “Se vincessimo un altro scudetto, quasi quasi mi dispiacerebbe: per ciò che ha significato lo scudetto dell’84″.
                        Barattare qualche punto con l’orgoglio dell’appartenenza è tristissimo. Nel modo,poi, che questo figuro ce lo fa fare è più triste ancora.

                        • Simone scrive:

                          Mondiale dell’Italia dell’82 o del 2006? Ai romanisti è rimasto più nel cuore lo scudetto dell’83 o del 2001? Ai laziali quelli con Chinaglia o del 2000? Ai milanisti l’epoca sacchiana o le vittorie degli anni duemila? Emotivamente il milanista gioisce più per l’ultima champions league vinta col Liverpool o quella persa due anni prima sempre coi reds? Eccetera eccetera… Io ci vedo un filo comune allargando lo sguardo… La decralizzazione del rito consente emozioni forti solo quando queste mancano da molto o sono inaspettate. Sotto sotto ho l’impressione che ci sia una sorta di godimento inconfessabile dentro questa decadenza percepita. E in fondo ci si speri. Come un atto di volontà, non sempre così pulita.

                      • stefano 50/60 scrive:

                        se mi conosci per uno immediato e diretto Simone, leggendo il Tuo post mi son venute le rughe anche dentro il cervello…….è da quando è arrivata, o poco dopo, questa merda fetente qua a Verona che i dubbi mi assalgono sempre più spesso ed in particolare da quando ho deciso di autosospendermi dal frequentare lo stadio ( in casa e fuori )……quando se ne andra a fare in culo, magari a mantua non ha importanza alcuna, io tornerò ma debbo ammettere che le tue parole toccano in modo apparentemente lieve il problema principe, apparentemente perchè lo fanno emergere in modo assai crudo…..se le cifre che girano nella champions, anche senza vincerla, son quelle pubblicate dai media le partite che non son di quel torneo valgono poco meno che un cazzo……la B e la C, per non dire delle altre categorie, varranno si e no per lanciar giovani ( e non sarebbe un male anzi ) ma il calcio che conta conterà pochi eletti…gli altri torneranno nel semiprofessionismo o dilettantismo perchè per iscriversi al ballo della marchesa ci vorranno montagne di denaro, peso politico, abitudine a tacere magari gioire mentre ti sodomizzano, e proprietari tipo il nostro che però, visto il suo livello intellettuale pari a un preservativo bucato, verranno spazzati via dagli agnelli dai cinesi dai russi etcectetc………il senso di appartenenza darà un ricordo, io ce l ho ed è bellissimo, non averlo è come essere uno della diga cioè una nullità totale, e l amore per la maglia la fede ectcetcetc saranno riposti nel baule ove ogni tanto, alzando il cofano, verranno fuori con il profumo un pò stantio del passato…….ho inteso giusto il senso del Tuo post ? attendo Tue…..grazie….ps, non sono ironico eh ma talmente sincero che infatti sto cominciando a pormi domande sul dopo…….che mi tocca sul serio diventare un turista calcistico a madrid barcellona o chissà dove ? beh se fusione sarà lo sarò nello stesso istante, i ricordi sono struggenti e molto altro ma l incesto o i figli morganatici li lascio a quei scarti che galleggiano sull acqua dopo lungadige attiraglio….

                        • Simone scrive:

                          Guarda, Stefano, che il calcio da anni sia sotto il controllo del sistema televisivo (e ora pure internettaro) non ci sono dubbi. Ieri c’erano Milan Torino e soprattutto la finale di copa libertadores. Entrambe visibili in tutto il mondo. Chi vuoi che si metta a guardare Benevento Verona se non un numero poco sensato (ai fini di un tornaconto economico e di immagine) dì tifosi? Chiaro che solo l’idea ti schiaccia inevitabilmente. Se si vanno a guardare le cifre che negli ultimi 3 anni circa costi di cartellini ed ingaggi, si capisce che a certi livelli sono tutti lievitati a livelli indecenti. Per l’entrata di nuovi capitali esteri, per i diritti TV eccetera. Questo è il sistema calcio odierno. E capisci bene che questo ha cambiato molto, se non tutto. Ciò che mi preme però, da qualche anno e ultimamente pure di più, è il capire come il tifoso in generale, e quello del Verona in particolare, stiano vivendo e reagendo a tutto questo. Io ho la fortuna di seguire piuttosto da vicino anche io calcio inglese, anche attraverso una squadra, e ad ora mi sento di dire che qui sono riusciti a desacralizzare maggiormente questo splendido rito. Nonostante ce ne sia da dire anche sul calcio/tifo inglese in realtà. Solo ho l’impressione che là, come forse ancor meglio in Germania (sistema più autarchico però per certi versi), a livello di tifoserie ci siano risposte meno confuse e più chiare rispetto a qua. Qui respiro, scusa il termine forte, un maggiore “senso di morte”. Coerentemente con l’Italia e l’italiano, non a caso. Che mi lascia molto perplesso non solo sul presente, ma sul futuro.

                    • Maxx scrive:

                      Era una risposta a “Maxhellas il 10 dicembre 2018 alle 13:03″; è finita come post e non come risposta ma va bene lo stesso.

                      • Maxhellas scrive:

                        Identità e amore non li ho mai persi e mai li perderò.
                        L’odio profondo verso il pagliaccio che ci prende per il culo da quando è arrivato nemmeno.
                        Esulto e bestemmio per il mio Verona da sempre.
                        Ed esulterò di certo quando questo fetente se ne andrà, esultando doppiamente se finirà 3 metri sotto terra.
                        Questo tanto per essere chiaro.
                        Per il resto, anche in risposta a Simone, il quale propone un ragionamento condivisibile, mi permetto di dire che, anche nel calcio moderno, con tutte le storture che ha, c’è posto per le piccole e medie realtà e c’è posto per chi ha voglia di fare calcio senza perderci, magari guadagnando anche, ma nel rispetto della storia e delle tradizioni. Abbiamo esempi anche non lontani geograficamente da noi.
                        Nessuno sano di mente pretende di aggiungere uno scudetto a quello dell’85. Ma andare allo stadio a vedere la propria squadra che gioca per vincere (e magari invece perde) si.
                        Credo che il Verona di Setti sia attualmente l’unica squadra italiana che negli ultimi 3 anni (e questo sarà certamente il quarto) ha partecipato ai tornei di A e di B UNICAMENTE per raccattare i paracadute, destinati poi ai soli scopi personali del gioppino carpigiano. Ed infatti siamo in questo particolare sport primatisti assoluti, con 50 milioni incassati finora, che diventeranno 60 alla fine di questo torneo.

                        • Simone scrive:

                          Le piccole medie realtà ci sono e ci saranno sempre finché ci sarà il calcio, perché indispensabili (o fanno un mega campionato europeo – ma che sarebbe fatto su misura per spettatori non tifosi e per un pubblico televisivo vasto – oppure i campionati per come sono concepiti da sempre non possono essere formati solo da grandi realtà). Io vedo l’origine dello storpiamento un po’ ovunque: a Udine contestano Pozzo perché da anni ha disinvestito a Udine (tra l’altro il sistema calcio-Pozzo l’è talmente anti identitario che el se commenta da solo), mantenendola su livelli inferiori ad recente passato ma non è questo il punto, investendo in Inghilterra, vedi Watford, dove gli interessi sono maggiori. A Bergamo un paio di anni fa la Nike ha proposto una maglia indecente. A Bologna nonostante un presidente multimiliardario non riescono a fare una stagione decente (date le potenzialità), a Genova sponda Samp hanno un pagliaccio probabilmente prestanome (di chi?) come presidente, sponda Genoa Preziosi non lo possono più vedere da quando non hanno nemmeno potuto giocare l’Europa League per debiti esagerati (fatto gravissimo in un Paese normale). Chievo e ancor di più il Sassuolo da quel punto de vista manco li considero.
                          Negli ultimi anni, guardando ai nostri risultati, abbiamo avuto una retrocessione dopo la quale si è scoperto non si pagavano gli stipendi da gennaio (mese usato per fare cassa) a maggio, una promozione che forse dovrebbe essere invece valutata meglio, un’altra retrocessione a mio avviso prevedibile già da agosto (in A una squadra dalla B che spende zero, non dà nemmeno all’allenatore uno staff degno di tale nome – fattore molto importante ma mai nemmeno accennato, il punto è molto più complesso de ”l’alenador” -, prende giocatori a zero facendo ”la carità” e che tendono a rompersi perché ”il presidente non vuole metterci una lira per salvaguardare i bilanci”, a gennaio fa mercato praticamente solo in uscita, e non tenta nemmeno un cambio di panchina – probabilmente inutile ma almeno fai vedere che ci provi – dopo la partita col Crotone) e un campionato che probabilmente ci vedrà restare in B dopo i playoff. Poi però, se vogliamo fare un discorso completo, se mi guardo intorno scopro pure, va detto, che l’effetto paracadute c’entra poco con le promozioni, qui come altrove. Lo scorso anno il Palermo perse la finale di playoff e salì solo l’Empoli delle retrocesse, due anni fa solo il Verona, nella B inglese le squadre retrocesse degli ultimi anni hanno spesso deluso (addirittura il Sunderland retrocesso come ultimo l’anno scorso). Mi no credo che no se va su e se va zo per raccattar el paracadute (a meno che la situazione di bilancio non sia particolarmente negativa, ma ora non sembra questo il nostro caso), se ghe va perché el campo l’ha dito quela, no gh’è sta investimenti giusti e/o sufficienti, e aggiungo che avere un ambiente che mette una certa pressione a averghene uno stile Chievo, in determinate situazioni storiche la cambia. Su quest’anno, ad ora, ribadisco che par mi la squadra per raggiungere almeno i playoff con una certa tranquillità la ghe sarea. Questo no vol dir che sen più forti o meno. Vol dir che ghe vedo sufficiente qualità per arrivarghe. Al di là delle disamine tattiche e del tipo di gioco (di cui personalmente mi importa da sempre poco quando se tratta del Verona – viceversa se g’ho da guardar una partita dell’Atletico Madrid o del Manchester City, vo sul City -, par mi l’importante l’è che el sia fruttuoso nei limiti del possibile, e in linea con quel che me aspetto) però me chiedo: fermo restando che una squadra nuova la g’ha davvero bisogno de tempo, perché alcuni giocatori che gli scorsi e lo scorso anno i avea fato ben, quest’anno no i sta fasendo altrettanto? Dawidzovicz, per esempio, perché a Palermo anche a centrocampo l’aveva fato ben e qua no? Balkovec e Henderson (giocatore che me piase a sé), perché con lo stesso allenatore e in parte stesso staff, lo scorso anno i aveva fatto ben e quest’anno i deve ancora ingranar e anzi lo scozzese l’è calà de rendimento? Perché Ragusa no l’ingrana (anche se lì va detto che anche le ultime stagioni no l’ha mia fatto ben, seppur in A)? Perché Colombatto dopo un inizio incoraggiante l’è anca lu calà così tanto? Perché una squadra che la g’ha un centrocampo col difetto de una certa lentezza ma che ha giocatori capaci di difendere e anche di attaccare i fa così fadiga a far filtro, quando Grosso stesso l’aveva parlà de squadra che dovrà subire poco?

                    1. london scrive:

                      Partita mediocre, con un gol che in A con la VAR ti sarebbe stato annullato, bravo Silvestri a non buttarsi sul cucchiaio.
                      quindi le ultime due vittorie sono arrivate grazie ai due rigori parati da Silvestri, altrimenti non me avremmo vinta neanche una.
                      e qualcuno vede ancora positivo?
                      lasciano perdere il discorso societario, a me questa squadra, allenatore, gioco , danno zero emozioni.niente di niente.il nulla.potrei guardare Verona-Pescara come stessi guardando Ascoli-Carpi, identico distacco.

                      1. Bruno scrive:

                        E’ pazzesco vedere il nostro allenatore fare i cambi per indebolire il nostro centrocampo proprio quando dovevamo subire la veemente reazione del Benevento. Una volta entrati Ragusa e Laribi (incredibilmente evanescenti in tutte le loro apparizioni dalla panchina) ci siamo abbassati troppo e invece di amministrare la superiorità numerica abbiamo rischiato troppo un avversario in serata negativa. Salvo solo la prima parte del primo tempo, in cui ho visto almeno un buon agonismo e anche (finalmente!) una sufficiente velocità.
                        Non siamo degli ebeti, la valutazione sulle capacità dell’allenatore si possono fare anche nei giorni di vittoria, io oggi Grosso lo esonererei anche di più che dopo la partita col Palermo, perché ha messo a repentaglio un successo che andava amministrato con più esperienza.
                        Di Carmine visto ieri per me non vale una cicca, giochiamo senza attaccanti praticamente.

                        1. Cesare Settore Superiore scrive:

                          Beh, Butei, me dispiase ma par na volta non son proprio daccordo con tutte le vostre critiche e el vostro mancoltento.
                          Mi stavolta vo controcorrente.
                          Ho visto na bella squadra, ben messa in campo, quadrata, efficace, cinica e adatta per il ritorno in Serie A da prima classificata.
                          Me dispiase par voialtri, ma forse non ve ne siete accorti.
                          Siamo in crescita!

                          1. Tomhv scrive:

                            Beh sul rubato niente non direi … a parti invertite cosa avremmo detto noi? Se avessimo pareggiato? Per me vittoria solo per dea bendata.. se fossimo stati una squadra quadrata contro un modestissimo Benevento avremmo dovuto segnare due tre gol in più.. se Matos le imprescindibile e fa la differenza vuol dire che sto campionato le proprio scarso.. meditate gente meditate!!

                            1. Jack scrive:

                              Ciao Mauro concordo sull’analisi della partita, e sulle tue conclusioni.
                              Anche ieri abbiamo sofferto eccessivamente, pur vincendo, e ormai sono stanco di soffrire, come te e tutti i fratelli gialloblu e e da tre anni e mezzo.
                              E quindi?
                              L’analisi è presto fatta: dobbiamo sperare che questa squadra assuma un’identità, vinca, convinca e lo faccia con costanza.
                              Ora il dilemma è se entrare o no allo stadio con il Pescara, ossia se continuare la contestazione o vanificare quella di due settimane fa, partendo dal presupposto che a S. frega niente di noi e della protesta. Però non può pretendere che una vittoria come quella di ieri possa cambiare le cose, almeno per me.
                              Mi meraviglio solo che la squadra abbia voluto salvare l’allenatore, e sarebbe interessante capire come mai.

                              1. celtico scrive:

                                bella Maxhellas!!da striscione!

                                1. Maxhellas scrive:

                                  CHE SI VINCA O CHE SI PERDA,
                                  GROSSO SERVO E SETTI MERDA!

                                  1. die980 scrive:

                                    Buondì

                                    partita a mio avviso di una pochezza disarmante. Nostro gol in fuorigioco e per loto un paio di stoccate fuori mira di poco (rigore a parte ovviamente). Tutto qua. Tutto frutto del caso, come sempre in questa squadra. Centrocampo abulico, Zaccagni a parte. Ogni lancio lungo del Benvento era un potenziale pericolo per noi…non abbiamo preso gol, ribadisco, per caso. Chiedere a Marrone ad esempio con un paio di buchi incredibili e a Balkovec la cui funzione è ancora un mistero. E’ andata bene tutto qui. Non un colpo di coda ma bensì un colpo di culo.

                                    E da Benevento è tutto

                                    Buona settimana

                                    Diego

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