03
giu 2019
AUTORE micheloni
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VINCITORI E VINTI

La Serie A conquistata con il Cittadella è in assoluto la vittoria di Alfredo Aglietti e contemporaneamente la sconfitta della triade: Maurizio Setti, Tony D’Amico e Fabio Grosso.

Quest’ultimo ha fatto danni incalcolabili sia tecnici che motivazionali e ahimè continuerà purtroppo a farli altrove. Marrone centrale di difesa, Dawidowicz centrocampista. Empereur terzino, Bianchetti terzino e Faraoni centrocampista, resteranno negli annali come le più grandi castronerie che un tecnico abbia mai compiuto. Aggiungiamo i molti zombi rinati con Aglietti, e si ha la dimensione della scarsità di Grosso come allenatore

Il DS proverà invece a dire che i giocatori da lui scelti, alla fine hanno centrato la promozione. Niente affatto. L’aver preso alla guida tecnica Fabio Grosso e l’averlo difeso sin quasi alla fine della sua avventura in gialloblù, è errore imperdonabile che non cancella affatto e semmai esalta i suoi molti limiti e la sua inadeguatezza al ruolo.

E veniamo a Setti, anche lui vanterà il risultato sportivo dell’ennesimo ritorno in A dopo una retrocessione. Niente di più falso. La sua gestione da ormai 4 anni è colma di errori ed umiliazioni, affronti e supponenza

Detto questo… spazio alla gioia. Almeno per qualche giorno godiamoci questa cavalcata vincente, questa totale metamorfosi, questo mix di emozioni che tra delusioni e stress ci ha fatto perdere qualche giorno di vita, ma chi sene frega, ne è valsa comunque la pena.

Infine grazie ai Playoff che mai come quest’anno hanno puntualmente, quanto inesorabilmente,  ribaltato i pronostici della vigilia. Regalando lacrime ai favoriti e il Paradiso ai quasi destinati  all’inferno.

Prima di chiudere, un grazie infinito ad Alfredo Aglietti. Anche nella vittoria della promozione non ha sbagliato nulla. Bianchetti ha giocato da titolare dando molta più sicurezza di Empereur. Zaccagni è rientrato al momento giusto, segno che la sua ripresa dall’infortunio è stata gestita bene. Di Carmine titolare ha avuto un senso in quanto adatto a restare in campo per tutta la partita e pronto a chiuderla in coppia con Pazzini, tenuta fisica che il Pazzo non avrebbe potuto garantire per 94’. E

da “ mai una gioia” a “finalmente una gioia”… se Setti volesse poi renderla unica ed indimenticabile sa benissimo cosa il tifo gialloblù si aspetta da lui…

 

 

 

 

 

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11 risposte a “VINCITORI E VINTI”

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  1. k scrive:

    caro mauro temo che fra i vinti ci siano pure i tuoi colleghi di telenuovo/tggialloblu che,a 19 ore dall’intervista di setti (ME…A) su TELEARENA,fanno finta che nulla sia successo,poichè quello che non capita sull’emittente
    più padovana che veronese è come se non fosse successo.
    Ottimo metodo di fare giornalismo!
    Grande la redazione!

    1. saon scrive:

      siete senza vergogna. setti buffone, voi molto peggio.

      1. Luca scrive:

        CURVA SUD MARCHE

        @Bruno riesci a contattarmi in privato magari tramite qualche altro utente del blog? sarebbe meglio

        1. Bruno scrive:

          off topic per Luca dalle Marche: non leggo da molto tempo il buon Marcus… spero tutto bene.

          1. Bruno scrive:

            Quanto poco ci è voluto per tornare a sentire il ruggito del Bentegodi… un allenatore umile, dei giocatori motivati e finalmente affamati, un’impresa all’inizio quasi impossibile e poi, minuto dopo minuto, sempre più concreta, tanta passione gialloblu sugli spalti e tanta sofferenza davanti alle televisioni…
            Poi che sia andata bene siamo tutti strafelici, ma la domanda resta… ci voleva tanto a capire come sono i veronesi?

            1. Peter scrive:

              Mauro parole vere le tue , Setti male assoluto della nostra storia .
              Vattene rubagalline !

              Forza Hellas

              1. Maxhellas scrive:

                Avere Setti come presidente, dà la sgradevole sensazione di dover scindere testa e cuore: da un lato ami il Verona, perché l’hai sempre amato. Dall’altro sai che ogni centesimo sborsato per il Verona finirà nelle tasche del peggiore tra presidenti della nostra storia. E ogni volta che il Verona gioca, ti devi rintanare davanti a un video, rinunciando ad un rito che hai seguito puntualmente da quando eri bambino (avevo 12 anni la prima volta…ne ho 52). Garantisco che si soffre parecchio. Però sei convinto che sia il modo giusto di spingere Setti lontano dal tuo Verona. E lo fai.

                Ieri però, sempre in birreria, ho gioito, urlato e goduto, come mi capita da quando in panca è arrivato Aglietti, che mi ha ridato il Verona che conoscevo e che da 3 anni non avevo più visto. Grazie, Aglio! Spero tu rimanga, perché te lo meriti.

                1. enzo scrive:

                  Io mi aspetto e spero che il tizio si tolga dalle scatole

                  1. Master Monky scrive:

                    micheloni compra l'hellas

                    1. Simone scrive:

                      Dissento in parte con alcuni punti della prima parte della tua disamina. Dawidowidz dietro ha lasciato spesso abbastanza a desiderare, empereur preferito a bianchetti anche da Aglietti (errore metterlo a cittadella, evidentemente non ancora pronto), bianchetti anche quest’anno non ha mostrato la necessaria continuità, indipendentemente dal ruolo. Faraoni in quella zona fu una intuizione importante che ci risolse determinate partite. Laribi determinante ma nello stesso ruolo sostanzialmente. Credo che a livello tattico non abbia mostrato grosse cose, di testa invece ha lavorato molto bene. Poi chiaro che non aver incontrato Palermo e Benevento ai playoff ha aiutato. Detto questo, playoff vinto meritatamente.

                      • Simone scrive:

                        Su D’Amico si può criticare forse d’aver portato Grosso, la squadra però che ha costruito con un discreto budget per la b (e i conti in ordine) mi è sempre sembrata all’altezza tecnica e non solo per provare a salire, e giustamente per espressioni ed alcuni atteggiamenti che un dirigente non dovrebbe usare (anche se pure gli abbottonati fino in fondo sarebbero da criticare allora), ma non di averlo difeso oltre il limite se è vero quello che fonti riportate anche da un giornalista di questo sito ha scritto, ovvero che per lui Grosso e staff sarebbero dovuti andare proprio subito dopo il famoso sfogo. Mettiamoci d’accordo su quella che è la verità.

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