09
ago 2019
AUTORE micheloni
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SIAMO O NO TIFOSI RAZZISTI?

www.areanapoli.it/varie/tutino-al-verona-i-tifosi-dell-hellas-attaccano-non-vogliamo-napoletani-in-squadra_

Questo il post che sta girando in rete diffuso da “areanapoli.it” e che sono certo sarà da stimolo di discussione ai  lettori mi seguono.

Il tema è il seguente: i tifosi dell’Hellas Verona sono davvero razzisti?

La mia risposta è: “SI! … nè più nè meno di quanto lo sono i tifosi di tutte le squadre italiane, che negli stadi “odiano per motivi territoriali” e sfottono con cori, canti e striscioni messi recentemente al bando della Lega Calcio e di conseguenza puniti con multe salatissime, diffide, squalifiche di settori, sino alla chiusura totale dello stadio e relative partire a porte chiuse o in campo neutro.

La campagna diffamatoria nei confronti del tifo gialloblù ha origini antiche. Ricordo a metà degli anni ‘80 (erano i tempi del mio trascorso televisivo),  l’incontro a Fiumicino, con una troupe della redazione sportiva Rai, come me in procinto di imbarcarsi per Verona Villafranca.

“Andate a Verona per la partita?” Fu la mia domanda. “No… per quello c’è  già la squadra Rai di Venezia. No, noi andiamo per beccare cori, striscioni o altro di razzista per farne un servizio per i tg e i programmi sportivi” fu la loro risposta. La partita in questione era Hellas Verona – Napoli.

Che merde… non tanto loro che in quanto dipendenti, stavano rispettando delle consegne,  quanto i capo-redattori che ce li avevano mandati.

Ogni occasione era allora ed è buona oggi per dar contro al tifo gialloblù… (non che il tifo faccia tuttavia  mancare materiale al riguardo), ma chissà perché gli stessi cori in altri stadi non hanno mai avuto la stessa risonanza mediatica di quelli fatti al Bentegodi.

Quel “soli contro tutti” è d’altronde emblematico di come siamo restii ad apparentamenti di alcun genere. E se Fiorentina, Samp e Triestina a parte, sportivamente parlando  “noi odiamo tutti”, vorrà ben dire qualcosa no?

Quindi sì, noi siamo “razzisti” nei confronti dei napoletani esattamente quanto i napoletani lo sono nei nostri. Un “odio sportivo” che per me finisce con la partita… per altri vive anche al di fuori dello sport. Ognuno d’altronde risponde per sè.

Il tema del razzismo è argomento delicato, quello all’interno degli stadi ancor di più, perché intriso di quell’ironia, offese e sfottò che arriva ai peggiori livelli, da parte di tutti nei confronti di tutti.

Ma è in gran parte un razzismo di facciata, se  pensiamo che quegli stessi tifosi definiti “razzisti”, amano, se meritevoli sul campo per impegno e dedizione, i loro giocatori a prescindere dal luogo di nascita. Prova ne sono alcuni indimenticabili gialloblù, quali Galderisi o Sacchetti, o per andare a tempi più recenti, Mimmo Maietta. Tutti “terroni” amati oggi e per sempre dai tifosi gialloblù.

Stia quindi tranquillo Tutino, napoletano doc. Onori l’impegno, sputi sangue e sudore per la gloriosa maglia che indossa e sarà rispettato, incitato e osannato quando (ci contiamo) la metterà dentro la porta avversaria.

Sono certo che al pari dei tanti “terroni” o “negri” che hanno vestito in passato i colori gialloblù, se rispetterà maglia e tifosi, non potrà che dire, quando lascerà Verona, ciò che tutta l’Italia sportiva ci riconosce, ovvero l’essere una tra le tifoserie più calde, più belle e più “uniche” d’Europa.

P.S.  Qualora qualcuno trovi offensivo il termine “negri”, consiglio un approfondito studio sulle razze umane. Scoprirà che solo le società “politically correct” considerano questa parola un’ingiuria.

Nei paesi e continenti dove invece i “negri” vivono a milioni, questi non si incazzano se li definisci negri ma se li chiami “neri” o peggio ancora “di colore”.

Nel rispetto della verità “io sono e sempre sarò, tanto rispettoso di tutto e di tutti… quanto “politicamente scorretto”

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15 risposte a “SIAMO O NO TIFOSI RAZZISTI?”

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  1. Fenomeno scrive:

    Noi siamo razzisti a parole, gli altri con i fatti…provate ad aprire una pizzeria “bella Verona” a Napoli….e poi mi direte…ops, ma quello è folclore…

    1. bardamu scrive:

      Perfettamente d’accordo.
      Napoli è una delle mie città preferite e conosco molti napoletani ( che del resto a Verona abbondano ) coi quali ho rapporti assai cordiali. Ma “odio” il Napoli squadra di calcio e i napoletani in quanto tifosi.
      Quanto del resto vicentini, livornesi, pisani, milanisti, e l’elenco potrebbe continuare a lungo.
      Meno, infinitamente meno, degli juventini.
      La rubentus è il Male assoluto.
      Ho, purtroppo, molti amici juventini, ma evito accuratamente l’argomento calcistico con loro perché la discussione potrebbe degenerare letteralmente sul piano fisico.
      La contrapposizione tra tifosi negli stadi assume sempre toni volgari e gli insulti devono per forza di cose essere “sanguinosi”.
      Agli udinesi e agli irpini si deve dare dei terremotati, perché si cerca di colpire dove fa più male, come in un incontro di pugilato, o come in una banale lite di strada.
      Due automobilisti che litigano non si diranno certo “maleducato!” o “scostumato!”.
      I tifosi veronesi sono assurti al rango di maestri di questo tipo di invettiva perché l’hanno condita con un’arma letale: l’ironia.
      Altro che “Giulietta è ‘na zoccola”, che fa ridere solo i bambini delle elementari ( ma quelli delle prime classi ). La vera bomba fu “Benvenuti in Italia” rivolto ai napoletani.
      Quella fu la madre di tutti gli insulti più urticanti.
      E quello fu il motivo che fece scatenare contro di noi una campagna mediatica roboante.
      Detto questo sarebbe ipocrita non ammettere che negli stadi, in tutti gli stadi, avvengono manifestazioni di reale razzismo, così come del resto anche nella vita di tutti i giorni.
      Ma questo è tutto un altro discorso, e non mi sembra questa la sede per affrontarlo.

      • ciccio2 scrive:

        a me la città di Napoli non piace, per vari motivi. Posso dirlo senza esser considerato “razzista”? Perché il diritto di opinione deve essere tutelato in entrambi i sensi.

      1. Master Monky scrive:

        nel post Mauro forza hellas

        1. mir/=\ko scrive:

          per me il signor Tutino è il BENVENUTO nella città di Verona e "nella sua storica squadra di calcio" che risponde al nome di HELLAS VERONA!! delle sue origini Partenopee e della sua fede calcistica, ovviamente legata al Calcio Napoli non mi interessa nulla di nulla… Se è un professionista serio e capace come rivelano le sue referenze, onorera' la maglia gialloblu a vantaggio suo, del Verona e del popolo di fede gialloblu! BENVENUTO TUTINO

          1. MAURO MICHELONI scrive:

            ONORATO DI OSPITARVI IN QUESTO MIO BLOG.
            LA QUALITÀ, LO SPESSORE CULTURALE E LA PASSIONE INCONDIZIONATA DEI VOSTRI POST, NON HANNO PREZZO.
            Grazie e Avanti Blu

            1. Simone scrive:

              Allo stadio il razzismo in linea di massima mi pare da sempre un teatrino messo in piedi per esaltare le rivalità, concetto di cui si nutre il tifo stesso. Quindi da un certo punto di vista indispensabile per non avere stadi modello Sassuolo. Che dentro questo contesto poi possano nascere e svilupparsi gruppetti di razzisti reali è indubbio. Come nascono e si sviluppano in molti altri contesti. Il punto di partenza è questo teatrino, il percorso poi ognuno lo fa a seconda di ciò che è diventato (in realtà dovremmo semplicemente diventare ciò che siamo: https://www.youtube.com/watch?v=VD721XyMAJA), in base a ciò che percepisce (e come), che fa e in base a ciò che si nutre anche nella vita privata, il tutto correlato alla reazione di questi stimoli. Se dovessi definire il razzismo vero, direi questo: la capacità di saper distinguere le differenze tra una razza e l’altra, ma avere la tendenza definita a considerare un individuo non più una persona ma ”qualcos’altro” in base a queste differenze. E – nella storia il nazismo lo ha mostrato senza veli ma mi fanno più riflettere gli esempi ufficialmente non nazisti che si susseguono (gli americani in ciò sono maestri, probabilmente i numeri uno al mondo) – quando si arriva a percepire una persona o un gruppo di persone se non popoli o etnie intere come ”non esseri umani” ma altro, inevitabilmente nei loro confronti può succedere qualsiasi cosa. Questo tipo di razzismo, che è quello reale, mi pare un discorso molto più ampio rispetto a ciò che vediamo in uno stadio.

              1. Cesare Settore Superiore scrive:

                Belle parole caro K, e ottima la tua ricerca.
                Ma questo e’ un blog di tifosi, in cui tutti dicono la propria opinione in merito a uno o piu’ argomenti.
                I copia e incolla da wikipedia li sanno fare tutti quanti.
                Quale sarebbe il tuo pensiero riguardo ai tifosi Veronesi, razzisti o no? Per me quanto asseriva (per di piu’ erroneamente) un ecologista inglese nel secolo XIXmo non solo non e’ attuale, ma e’ anche fuorviante. Darwin e’ mai stato al Bentegodi? No.
                E tu invece?

                1. wallace scrive:

                  e difficile disquisire
                  sull argomento, in modo esauriente qui sotto e stato gia detto tutto. Posso dire che c e una enorme differenza tra razzismo e campanilismo. Il primo riguarda evidentemente la razza, per cui in ambito calcistico, se io fischio o
                  inveisco contro un calciatore di colore, solo xche più abbronzato di me, xche credo di essere superiore come razza ,quello è, per quel che mi riguarda, il tifo piu becero e ignorante ci possa essere. Ma se inveisco contro un napoletano, è campanilismo, la difesa del .proprio campanile, della propria identita. Cesare del resto lo ha riassunto in maniera perfetta. Per me esiste solo l uomo, e i suoi comportamenti, altro non c e. Noi siamo come tifo sempre sotto i riflettori. Da questo punto di vista, esiste una sorta di razzismo istituzionale x cui se a san siro buttano giu i motorini, o fischiano uno di colore, dopo due giorni e finita lì..qui invece ci scassano la min..chia x anni, ma le istituzioni applicano sempre il loro razzismo traditore sulla gente, il popolo x capirci

                  1. Damiano Salgaro scrive:

                    Certo che dare dei razzisti ai veronesi da gente che offende la moglie di Malcuit per il suo peso e colore della pelle fa un po’ ridere,meglio che pensino alla loro squadra che giocando il più bel calcio d’Europa non vince na sega

                    1. Cesare Settore Superiore scrive:

                      Da molti anni ormai il termine razzista viene utilizzato a sproposito, e non solo in ambito calcistico, ma anzi sempre più in senso esteso ad ogni livello della società.
                      Personalmente il concetto di razzismo lo definirei un voler o saper distinguere caratteristiche somatiche, comportamentali, culturali, religiose, culinarie, etniche ecc. tra diversi elementi tutti facenti parte di un medesimo ceppo chiamato genere umano, senza tuttavia voler far prevalere le proprie doti o caratteristiche su quelle altrui.
                      Solo se si fa un distinguo ma nel contempo si puntualizza la propria “superiorità” si è razzisti.
                      Il distinguo è una prerogativa comune a tutti. Nello sport non esistono campioni di nuoto negri, ma nel basket moderno solo gli atleti di ceppo camitico arrivano ad altissimi livelli, i bianchi quasi per nulla. Nel mezzofondo nessuno riesce a battere gli Etiopi, nello sci non mi ricordo di nessun atleta alti livelli avente la pelle di color tendente all’abbronzato (ne tantomeno creolo). Idem dicasi nella ginnastica ritmica, ma chi li batte i negri nello scatto e nella velocità? Sono dati di fatto, non idee personali tendenti al razzismo.
                      In Italia il fenomeno del distinguo è territoriale è presente dai tempi pre-medievali, e da sempre ogni ceppo presente nel territorio ha fatto il possibile per prevalere sugli altri. Dunque non solo i tifosi, magli abitanti ed i popolani in genere, da sempre in Italia siamo tutti razzisti. Tuttavia non dimentichiamoci che se a un qualsiasi francese vai a chiedere cosa pensa dei belgi, la risposta è sempre la stessa: sono stupidi. I tedeschi del nord non si sentono ne austriaci ne bavaresi e viceversa. Non parliamo delle diversità nei Balcani oppure della storica guerra in atto tra le diverse etnie in Africa.
                      in ogni contesto si può trovare un distinguo, che – secondo me – NON è assolutamente da confondere con il razzismo.
                      Per lavoro frequento spesso il sud, in cui ho anche tanti amici. Nessun calabrese, nessun siciliano, nessun pugliese vuole essere paragonato ad un napoletano. Peggio ancora, guai a confondere uno di Salerno o di Avellino con un napoletano, si offendono in maniera inimmaginabile.
                      Tutti razzisti, dunque? Si, se pensiamo di essere meglio degli altri.
                      E che dire della pizza napoletana, del caffè napoletano, della sceneggiata napoletana, della canzone napoletana? Se parli con un partenopeo, ti dirà che nessuno sa fare la pizza, il caffè o la sceneggiata meglio di loro. Pertanto visto che tutti gli altri sono meno capaci di loro, loro sono i primi razzisti.
                      In ogni modo le teste di cazzo esistono a Verona come a Napoli, o a Palermo o ad Aosta. Il mio vicino di casa, Veronese e tifoso della Curva Sud non mi saluta mai, e nemmeno sua moglie. Non so se sia razzista, ma di certo è uno stronzo, mentre la famiglia di origine napoletana che abita in fondo alla via manifesta una educazione encomiabile.
                      Se questo Gennaro Tutino onorerà la maglia, non farà cazzate, si impegnerà e magari contribuirà a suon di gol alla salvezza del mio Hellas, lo considero benvenuto anche se è e sempre sarà un napoletano e mai un Veronese. proprio come Nanu Galderisi, Veronese solo di adozione ma Salernitano sempre e comunque.
                      Sono razzista? Beh, me ne frego della definizione che la gente mi può affibbiare per questo mio voler puntualizzare che uno di Napoli è diverso da me. Come diverso da me è un Ghanese, un Esquimese, un Nepalese, un Brasiliano, un Moldavo, un WCentino oppure un discendente cimbro proveniente da Giazza. Diverso non significa migliore o peggiore.
                      Solo se associato al concetto di diversità si fonde il concetto di “noi siamo migliori” si è davvero razzisti.
                      E i tifosi dell’Hellas Verona, secondo me, sono tutti razzisti perchè noi siamo i miglior. Da sempre!!

                      • stefano 50/60 scrive:

                        che Walalla Odino ed il Signore Gesù Cristo possa elevare le Tue parole a dottrina nelle scuole Cesarone…….ps, in quelle di carpi però la vedo dura visto l’ intelletto assente dei nativi di quel luogo ed in particolare uno ed i suoi discendenti…

                      1. katanaman scrive:

                        i butei qua sotto hanno già detto quasi tutto…dove vivo non posso permettermi di dire in qualsiasi ambiente di essere un sostenitore del Verona.La campagna mediatica in 30 anni è stata troppo pesante e in maniera o nell'altra ha il suo peso.Certo..creare un possibile nemico, aiuta i malintenzionati a speculazioni a loro volta divisive è fuorvianti.Fa parte di un certo tipo di politica.Il capro espiatorio è utile e in molte società (o apparati) è funzionale al potere.

                        1. k scrive:

                          come in ogni disquisizione che si rispetti,meglio citare i migliori.

                          -Darwin si opponeva infatti ai numerosi sostenitori della teoria secondo cui le razze umane fossero già state create separate e fosse quindi naturale che una razza avesse il predominio sulle altre. Darwin al contrario pensava che tutti gli esseri umani appartenessero alla stessa specie e che le razze erano solo delle “varianti”.

                          - Come hanno dimostrato nel 1972 due studi separati, condotti dai genetisti e biologi Lewontin e Nei e Roychoudhury, solo il 15% della diversità genetica è dovuto alla “razza” mentre il restante 85% è dovuto al gruppo all’interno del quale l’individuo si è riprodotto. E’ molto più probabile quindi che due persone siano differenti non perché appartengono a “razze” diverse ma perché appartengono alla stessa popolazione.

                          Sia la genetica come la paleontologia hanno confermato quello che Darwin ipotizzava. La nostra specie ha un’unica origine, precisamente nell’Africa subsahariana. Le più antiche tracce di Homo sapiens sono state trovate infatti in Etiopia e risalgono a circa 200 mila anni fa. In un periodo compreso tra i 120 e i 100 mila anni fa alcuni gruppi attraversano lo stretto di Bab el-Mandeb uscendo così dal continente africano. Da allora la nostra specie si diffonde in tutto il Pianeta dando così origine a centinaia di popoli e culture differenti. Dato che siamo una specie molto “giovane” e molto mobile non abbiamo avuto né il tempo né il modo per separarci in razze.

                          Perché allora alcuni continuano a pensare che gruppi umani dalla pelle scura e con labbra più carnose appartengano ad una razza differente con caratteristiche “scimmiesche”? Lo scimpanzè, il primate a noi più vicino e con cui condividiamo oltre il 98% del nostro patrimonio genico, non ha certo la pelle scura e labbra carnose. Anzi ha una pelle chiara coperta da una folta peluria e labbra sottili. Siete così sicuri voi, probabilmente di “razza mediterranea” dalle pelle bianca e un pò irsuti, di potervi permettere “buu” scimmieschi?

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