10
dic 2018
AUTORE micheloni
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351

COLPO DI CODA HELLAS…

Qualcuno penserà che la presa di posizione mia e di altri colleghi (blogger intendo) nel mitigare gli entusiasmi post-vittoria di Benevento, sia frutto di un gioco di squadra o peggio di una linea editoriale  pregiudizialmente “contro” il Verona di Setti. Niente di più sbagliato.

Il calcio è sport umorale e in quanto tale soggetto al mero risultato.

Se vinci, le critiche scemano anche di fronte a una prestazione negativa.

Se perdi, magari per sfiga, una partita che avresti meritato di vincere, gli applausi lasciano spazio ai mugugni.

È così da sempre e forse è anche il bello di questo sport in cui spesso i meriti e la qualità, si inchinano di fronte al centimetro che separa un palo pieno da un palo-interno-gol.

Chi scrive di calcio, blogger o giornalista che sia, ha (o avrebbe) l’obbligo di guardare le cose in modo imparziale (difficile quando si è anche tifosi), scevro quindi da condizionamenti di qualsiasi genere, contestazione alla proprietà compresa.

Ci proviamo.

Il Verona a Benevento ha disputato tutto sommato una buona gara. Buon primo tempo con il solito sterile tiki-taka a due tocchi e sistematico retro passaggio  ai difensori,  e una ripresa di sofferenza pur in superiorità numerica.

Ha creato due nitidissime occasioni gol, purtroppo entrambe clamorosamente fallite.

Ha dominato nel palleggio e messo la giusta grinta in campo. Non ha preso gol.

Sin qui le note positive.

Veniamo a quelle negative

Il gol vittoria è in chiara posizione di fuorigioco di ben due giocatori e quindi andava annullato.

È stato graziato nel rigore-cucchiaio di Coda, che si è creduto Totti nella serata sbagliata e con il portiere sbagliato.

La squadra ha sofferto l’assalto dei giallorossi pur con un uomo in più.

Di tre sostituzioni Grosso ne ha “cannate” ben due.

Se pur in 11 contro 10, si viene schiacciati nella propria area dal forcing avversario e Danzi (sparito già a metà del primo tempo) sbaglia tre disimpegni di seguito, non si può non sostituirlo “subito” (e non dopo 10 minuti da questi segnali) con un giocatore di corsa e gamba per andare in pressing sui portatori di palla avversari e ripartire in contropiede. Pensi a Henderson e lui ti mette chi? Laribi, l’unico che abbia ad oggi sistematicamente  deluso ogni qualvolta chiamato a fare il centrocampista puro (infatti è un buon trequartista in una squadra che per modulo non prevede il trequartista). Uno che non ha nelle sue corde nè l’interdizione, né la fisicità, né la cattiveria.

Ditemi, a parte il cambio obbligato con Empereur per l’espulso Balcovec, quanto hanno inciso gli innesti di Ragusa e Laribi. Zero!

Il Verona non ha rubato nulla sia chiaro. Ma di certo i campani hanno fatto di tutto e di più per perdere il match.

Cambierà qualcosa? NO!

Essere rientrati in zona playoff non accende facili sogni di gloria, è infatti il minimo sindacale.

La strada è ancora lunga e aperta in egual misura a delusioni o entusiasmi (con lo stato d’animo che, ahimè, propende più per le  prime).

La gara-bivio col Pescara ci dirà quale di queste vie avremo intrapreso (nella speranza di altri nuovi positivi “colpi di Coda”)

 

02
dic 2018
AUTORE micheloni
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2.518

FINIRÀ… SI FINIRÀ! (se non molliamo)

Mi chiedo dove saremmo senza i tre punti dello 0-3 a tavolino di Cosenza.

Non c’è ovviamente riprova che si sarebbe perso, ma probabilmente per come stavamo in quel periodo, nemmeno vinto.

E questo pone in una posizione di classifica anonima e avvilente una squadra costruita per dominare e sprofondata invece in una mediocrità tecnica e agonistica che si rispecchia in tutto e per tutto in quella societaria.

Il cielo intorno al Verona è cupo

Cupo è il presidente. cupi i dirigenti, cupo l’allenatore e cupi i volti dei giocatori.

Cupo è anche il Bentegodi sempre più vuoto e intriso di negatività. Cupi (e molto incazzati) sono i tifosi, che hanno finalmente sentenziato la fine di ogni linea di credito verso una proprietà che ritengono non abbia sposato una nobile storia sportiva ma solo i proventi che è in grado di generare.

Finirà… si, l’avventura di Setti a Verona finirà… e a mio avviso molto prima di quanto pensiamo.

Il paradosso è che allo stato attuale di odio e disaffezione verso Setti, pur di toglierselo di torno, molti sono disposti a tutto.

Chi a fallire e ricominciare dalla Serie D. O senza cadere così in basso a rinunciare a qualsiasi sogno di promozione per questa stagione per riprovarci il prossimo anno.

C’è chi è pronto a mangiar riso per gli anni a venire se arrivassero i cinesi, e chi a convertirsi all’Islam nel caso di un Emiro o un Sultano Arabo.

Perché solo stranieri dite? Perché conoscendo l’immobilismo atavico degli imprenditori veronesi e la cifra di persone poco raccomandabili che gravitano attorno al mondo del calcio, credetemi,  è meglio così.

Siamo noni in classifica. Fuori addirittura dai playoff e con una trasferta delicatissima come quella di Benevento che potrebbe in caso di sconfitta aprire a scenari pericolosi.

Non facciamoci film inutili. Non speriamo in nulla perché nulla cambierà. Nemmeno una vittoria cambierà il destino del Verona.

Maurizio Setti pensa già al futuro dell’Hellas Verona (senza di lui naturalmente).

A quale prezzo, per noi tifosi, lo scopriremo solo vivendo.

 

29
nov 2018
AUTORE micheloni
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2.129

TIFOSI CONTRO SETTI… E IL SINDACO DI VERONA?

Lo sciopero in blocco della tifoseria Gialloblù nel Black Friday col Palermo va in archivio, tra i vergognosi silenzi dei media nazionali e le spallucce di Setti, il quale evidentemente soddisfatto della prestazione della squadra, va avanti senza cambiare nulla di nulla.

Grosso è oramai indifendibile e la dichiarazione “abbiamo fatto meglio delle altre retrocesse”, da la misura della sua inadeguatezza e della sua megalomania. Uno che guarda a chi sta peggio anziché chi lo sopravanza (e sono tante squadre) è esempio di mediocrità umana ancor più che tecnica.

E ora? Come dar seguito alla contestazione giunta ad un punto di non ritorno?

Tutti i tifosi Gialloblù chiedono alla Curva Sud di non fermarsi e dettare le linee guida della protesta contro Setti.

Diciamo subito che le idee espresse dai tifosi in questo e altri blog non sono mancate.

Dalla “CALSETADA”, ovvero lo sventolio di calzini in ogni ordine di posti dello stadio, accompagnata da cori e slogan anti-Setti…  al ”TUTTI FUORI” nelle partite casalinghe da qui alla fine del torneo… a tante altre iniziative che non sto qui ad elencare ma tutte intese a far capire al presidente-padrone, che il popolo gialloblù è, ora e sempre, contro di lui.

Nessuno può cacciare Setti, ma egli deve capire che la sua avventura in gialloblù è destinata a consumarsi in un clima perennemente teso, fatto di interminabili contestazioni, nonché di una crescente disaffezione che già inizia a presentare il conto (vedasi lo stato in cui versa l’Hellas Verona Store, desolatamente vuoto anche nelle ore di punta, per la gioia della Macron ecc.)

In tutto questo manca tuttavia un attore rimasto sino ad oggi defilato, disinteressato, immobile.

Sto parlando del primo cittadino di Verona, il Sindaco Federico Sboarina.

Hai voglia a dire che l’Hellas Verona è patrimonio della città, simbolo di 115 anni di storia sportiva e fede calcistica per intere generazioni, passate, presenti e future.

Un patrimonio relegato da qualche anno nel limbo della mediocrità e senza uno straccio di progetto per il futuro.

All’appello di chi ha detto basta, manca solo la “citta” nella figura dell’Amministrazione Comunale.

Chi meglio del Sindaco può convocare Maurizio Setti e chieder lui conto di una situazione destinata solo a peggiorare?

Credo gli convenga farlo, e in fretta anche,  prima che il popolo gialloblù interpreti il suo immobilismo come una sorta di sua complicità con il patron del Verona.

In attesa di conoscere le direttive della Sud, restiamo uniti… Benevento sarà con tutta probabilità il capolinea dei sogni.

 

26
nov 2018
AUTORE micheloni
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2.256

LETTERA APERTA AI DIRETTORI “NON VEDENTI”

Gentili Direttori dei maggiori quotidiani sportivi nazionali,

Vi pongo una semplice domanda: Cosa sarebbe successo di fronte a un San Siro completamente vuoto e i tifosi di Inter o Milan fuori a contestare civilmente proprietà e dirigenza? E ad un Olimpico vuoto con i tifosi di Lazio o Roma fuori o a casa per protesta? Ma basterebbe anche un Marassi lasciato vuoto dai tifosi di Genoa e Samp.

Ve lo dico io: Titolone in prima pagina con foto gigante dello stadio deserto.

Se però la protesta, per quanto inedita ed eclatante è di una squadra meno blasonata o come si dice “di provincia”  (benché con 115 anni di storia e un titolo tricolore) bastano due righe e chi si è visto si è visto.

No Signori Direttori. Non è questo il modo corretto di fare il bene del calcio.

Voi (inteso come testate),  sempre probi ad esaltare i valori dello sport, l’etica sportiva, la non violenza negli stadi,  la difesa del gioco del calcio da tutte quelle storture che il business televisivo e non, ha prodotto… voi che che da anni assistete inermi alla sparizione di club (e quindi tifosi, città, tradizioni e storia), cancellati da gestioni di proprietà scellerate… il tutto nell’indifferenza di organi quali la Covisoc che incapace di prevenire attraverso i controlli, si limita a  dare l’estrema unzione quando ormai non c’è più nulla da fare, e sempre Voi, che come un medico legale, ne comunicate pubblicamente il decesso… COME POTETE VOI IGNORARE UNA PROTESTA FORTE E DECISA E PER DI PIÙ CIVILE DI UN’INTERA TIFOSERIA?

Era forse meglio una bella guerriglia con tanto di scontri e feriti?

Serve un rigurgito di dignità e di onestà intellettuale a prescindere dalla fama  e notorietà degli attori in campo, non l’atteggiamento delle 3 scimmiette (non vedo, non sento, non parlo).

Per la prima volta Signori Direttori si è consumato uno sciopero collettivo di un’intera  tifoseria (e non come accaduto in passato di una curva di ultrà). Ve ne siete forse accorti? Non era forse da sottolineare come evento senza precedenti?

Col vostro silenzio vi siete aggiunti allo schifo della Rai che ha inquadrato gli spalti  vuoti e lo striscione di protesta giusto un paio di volte in quasi due ore di diretta, andando  sui quattro gatti presenti pur di non parlare della contestazione.

Sono deluso, cari Direttori, perché avete perso un’occasione d’oro per testimoniare al Paese che il tifoso non è  solo folclore e passione o peggio violenza e odio… il tifoso non è un burattino, e la sua dignità non è calpestabile, da nessuno, men che meno da chi ha creato una disaffezione e una sfiducia mai vista il oltre un secolo di storia calcistica

NOSSIGNORI… Se amate davvero il calcio, avete il dovere di “vedere” e “capire” e  smettere di stare sempre e solo da una parte, quella del Sistema.

Ignorare le proteste civili ed eclatanti dando voce a quelle violente (dite, se poi ci scappa il morto sai come schizzano le vendite?), non è affatto cosa buona.

SE UNO STADIO DESERTO NON FA RUMORE… È SOLO COLPA VOSTRA E DEL VOSTRO COLPEVOLE SILENZIO.

 

 

24
nov 2018
AUTORE micheloni
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2.140

BLACK FRIDAY GIALLOBLÙ

La serata tipicamente invernale è stata un preludio al Venerdì nero dell’Hellas Verona.

La protesta del popolo gialloblù al presidente-padrone Maurizio Setti può dirsi riuscita nonostante  quattro sfigati che hanno scelto di entrare comunque, pur sapendo l’importanza di restarsene fuori.

Persone alle quali evidentemente nulla importa del futuro del Verona e dovrebbero vergognarsi per aver anteposto i loro diritti in quanto abbonati, al dovere di dire “basta” a colui che ha saputo farsi odiare come mai nessuno prima in 115 anni di storia. Non hanno capito? Non hanno voluto? Non cambia nulla. Sono dei poverini, indegni di indossare un qualsiasi vessillo gialloblù.

Il popolo gialloblù tutto, ha invece vinto. E mi schifa la stampa intera nazionale e locale che poco risalto ha dato ad una forma di protesta di cui non ho memoria nel calcio italiano. Non è rimasta a casa una curva o i soliti ultrà, ma uno stadio intero.

Mi schifa la Rai, per non aver dato il giusto risalto alla protesta, non inquadrando quasi mai lo striscione “Questo è il tuo bilancio” esposto nella Sud contro Setti.

Si è giocata una partita? Davvero? Non è cambiato nulla e nulla cambierà… quindi a che serve parlarne.

Ora è necessario non mollare. Setti deve lasciare Verona perché Verona non lo vuole.

Il Black Friday gialloblù va in archivio. La contestazione invece è solo all’inizio.

Setti è all’angolo (e non solo per la contestazione), e con il suo immobilismo sembra preferire affondare con la nave piuttosto che provare a salvarla.

Sa che è finita. Che si è passato il punto di non ritorno. Sa che è solo.

Inviso da città e tifosi, braccato da processi che rischiano di minare in modo irreparabile il patrimonio personale.

Squadra alla deriva che scivola lentamente nella mediocrità di un campionato che aveva l’obbligo di dominare.

È l’inizio della fine.

 

 

20
nov 2018
AUTORE micheloni
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2.008

“DI QUESTA PARTITA NON CE NE FREGA UN CAZZO”

Tutto avrei pensato tranne che di trovarmi io stesso a ribadire il leitmotiv di un coro che ho sentito (per fortuna non spesso), in Curva Sud, in occasione di disfatte casalinghe con tanto di goelada avversaria. La stupenda autoironia dei Butei che girando le spalle al terreno di gioco intonavano saltellando “di questa partita non ce ne frega un cazzo”.

Ebbene sì. Verona-Palermo appare ai miei occhi un ingrediente necessario per il solo ed unico vero fine: La contestazione più forte e ridondante possibile al presidente Maurizio Setti da parte di tutta la tifoseria.

Chiaro che l’obiettivo è un Bentegodi deserto con i cronisti di DAZN e Rai Sport a sottolineare la rottura tra piazza e Società. staremo a vedere.

Dovessi scommettere sul risultato firmerei per una super partita dei gialloblù, perché chissà mai per quale strana alchimia, a Verona ogni qualvolta l’allenatore è all’ultima spiaggia, la squadra sfodera prestazioni maiuscole che fanno ricredere gli scettici. Illusione che purtroppo dura lo spazio di una sola settimana, visto che già al match successivo segue puntualmente il ritorno alla mediocrità più assoluta. Così accadde un anno fa con Pecchia, non mi stupirei accadesse venerdì sera con Grosso.

Setti in settimana ha tampinato da vicino la squadra nel bunker di Peschiera. Vuole vincere a tutti i costi con il Palermo. Battere la capolista significherebbe (per lui) confermare la qualità di organico e conduzione tecnica.

Non sa che un’eventuale vittoria farebbe ancora di più incazzare i tifosi, stanchi di atteggiamenti indecifrabili e irrispettosi per chi va allo stadio, ancor più per chi si sobbarca viaggi sfiancanti per seguire la squadra in trasferta.

So che i tifosi (che che ne dicano) hanno il cuore diviso a metà

Una parte vorrebbe la vittoria perché è nel dna del tifoso stesso. Un’altra si augura l’ennesima umiliazione per vedere Setti con le spalle al muro.

Io non mi pongo il problema.

Venerdì sera uscirò con la mia famiglia al fischio di inizio. Giusto il tempo per vedere la portata della contestazione misurabile dalle presenze sugli spalti e ascoltare i commenti dei cronisti.

Sia quel che sia. Ciò che conta ora è dare un segno che il tifo gialloblù, osannato, invidiato, copiato e temuto, non è solo sostegno, trasferte, cori e canti.

Ne sa qualcosa Pastorello. Quando la fiducia è violata il rapporto è segnato e qualsiasi obiettivo della squadra  senza la colonna vertebrale dei suoi tifosi è sostanzialmente precluso.

Setti lo sa. Per questo per lui sarà forse la partita della vita.

Per noi va bene tutto,  perché il risultato non arriverà al triplice fischio di chiusura ma al fischio di inizio: Verona-Palermo = La festa è finita.

14
nov 2018
AUTORE micheloni
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2.909

COL PALERMO TUTTI FUORI… CONTRO SETTI

Finalmente è arrivata l’attesissima risposta della Curva Sud all’ennesimo atto “contro” tutto e tutti del presidente Setti: COL PALERMO… BENTEGODI DESERTO.

L’idea di un Bentegodi semivuoto in diretta non solo su DAZN ma anche su RAI SPORT è quanto di meglio per dar voce al disappunto e la rabbia del popolo gialloblù nei confronti di presidente e Società

A questo punto il risultato sportivo dell’incontro con il Palermo è del tutto secondario.

Vincere o perdere non cambia le cose.

Non andremo in Serie A? Ce ne faremo una ragione.

MA DI UMILIAZIONI ORA BASTA.

Setti non è solo un imprenditore scaltro… è un uomo senza scrupoli.

Non si spiega altrimenti il saper incassare la rabbia più incazzosa dei tifosi e per tutta risposta lanciare l’ennesima provocazione, confermando l’indifendibile Mister Grosso, anche dopo l’ennesima indegna sconfitta e numeri che raccontano di una disfatta totale.

Non c’è offesa, nè provocazione alcuna che scalfisca il suo atteggiamento… sempre all’insegna della supponenza e con il sapore acre della sfida.

Servono le minacce? Assolutamente No!

Per due semplici motivi.  Primo: la contestazione deve sempre rimanere civile e avulsa da qualsiasi forma di violenza. Secondo: ne ha già ricevute (i bodyguard che lo seguono non si spiegano altrimenti), ma semplicemente “se ne fotte”.

La battaglia è solo all’inizio e non cesserà sino al giorno in cui Setti lascerà il Verona.

Ora più che mai però serve unità. Una sola voce “Contro Setti”

Lo dobbiamo a 115 anni di storia, agli eroi dello scudetto, alle migliaia di tifosi che “stanno su nel ciel”, ai nostri ragazzi che tifano Hellas, a noi stessi.

CHI AMA L’HELLAS VERONA, VENERDÌ 23 COL PALERMO RESTA FUORI DAL BENTEGODI

E QUESTO VALE ANCHE PER I TANTI CALCIO CLUB CHE SINO AD ORA HANNO ASSISTITO COLPEVOLMENTE INERMI AL SACCHEGGIO DELLA LORO FEDE CALCISTICA.

CHIUNQUE  ENTRI ALLO STADIO COL PALERMO  DIVENTERÀ COMPLICE DI QUESTO SACCHEGGIO.

AVANTI BLÙ… QUESTO SCEMPIO DEVE FINIRE.

 

 

 

 

 

13
nov 2018
AUTORE micheloni
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855

È NOVEMBRE… IL MESE DEI MANCATI ESONERI E DELLE MEZZE VERITÀ

Ora è ufficiale: Grosso avrà un’altra chance per rimanere sulla panchina del Verona. Si giocherà tutto alla ripresa del torneo in casa con la capolista Palermo.

Il pensiero di tutti è che abbiamo perso l’occasione buona per dare ad un nuovo tecnico due settimane di lavoro per conoscere giocatori e imporre il proprio gioco.

Il timore di molti è che come accaduto lo scorso anno con Pecchia, ci si ritrovi con una prestazione “da Verona” e di conseguenza la conferma del tecnico, salvo ripiombare nel baratro della mediocrità già la partita successiva.

Qualcuno ipotizza che non vi fosse il tempo necessario per ingaggiare un valido sostituto di Grosso. Cazzate.

La verità è che il copione societario è tremendamente sempre lo stesso da ben quattro anni.

Novembre di quattro anni fa: Mandorlini ultimo in classifica, con una manciata di punti. Pausa Nazionale ideale per un cambio di guida tecnica, ma viene confermato. Sostituito poi da Del Neri. Sarà comunque retrocessione.

Novembre di due anni fa: Serie B. Dopo un avvio esaltante Pecchia inizia un declino preoccupante e viene messo in discussione… confermato porterà comunque il Verona in A.

Novembre dello scorso anno, sempre in concomitanza con la pausa per la Nazionale, Pecchia è penultimo in classifica… esonero e nuovo allenatore? Sia mai. Fusco lo protegge e Setti lo conferma. Sarà ancora retrocessione.

Quest’anno tocca a Grosso il ruolo di protagonista destinato all’esonero di Novembre (guarda caso sempre in pausa Nazionale)  ma per l’ennesima volta arriva la conferma.

Ora… se hai sbagliato tre volte facendo sempre lo stesso errore  e non hai ancora capito la lezione…  i casi sono due: o si è stupidi o in malafede. Ce lo dica lo stesso Setti da che parte si pone.

Non resta quindi che aspettare la gara col Palermo, consapevoli che Grosso non guarirà il Verona.

E non tanto per incapacità, per quella sua grinta da peluche, il carisma da medioman e la determinazione di un marshmallow…. quanto per la sua mancata verità.

Mi riferisco alle parole riportate da un organo di stampa (il cui articolo sta girando sul web) in cui a caldo, nel dopo partita della disfatta di Brescia, ha dichiarato: LA COLPA NON È DEL MODULO, NÈ DEI GIOCATORI”.

Qual’è quindi il motivo vero per cui la squadra ha smesso di giocare, ha smesso di lottare, è confusa, apatica, senza attributi, passiva, quasi rassegnata? Perché certi giocatori sono l’ombra di ciò che erano?

QUALE AMARA VERITÀ SI NASCONDE DIETRO TANTO SQUALLORE? Aspettiamo una risposta gentile Mister Grosso.

È Novembre. Il mese dei mancati esoneri in casa Hellas Verona… e sono pronto a scommettere, delle mancate verità.

 

 

13
nov 2018
AUTORE micheloni
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1.347

… MA LIBERACI DAL MALE…

1) Grosso resta. Così ha deciso Setti. È incredibile come l’essere umano non accetti i propri limiti, tanto meno le proprie incapacità. Come possa infatti un Campione del Mondo non accettare  il proprio  fallimento e resti in nome del dio Denaro (biennale) è patetico e alquanto (per lui in quanto uomo) non  dignitoso.

2) Setti in tribuna a Brescia si copre la testa con “la bareta de lana” ma a Novembre porta le scarpe ”sensa calseti“. Eh si, è importante coprire bene la parte pensante. Un bel paio di calze in pile sarebbero perfette.

3) ”Baroni non convince”? Ma che  cazzate.  Per fare meglio di Grosso basterebbe Mister Olindo (senza offesa)  ma anche Purgato farebbe meno danni (il che per uno che ha difeso Pecchia è tutto dire)… ma volendo esagerare, anche Porta sarebbe meglio!

4) Palermo”ultima chance“ per Grosso… nossignori! Palermo l’ennesima presa per il culo ai tifosi. Anche  lo scorso anno alla prova “esonero” il Verona si riprendeva , salvo tornare mediocre, anzi terribilmente scarso, la partita successiva.  Solo gli stupidi e gli inetti non imparano dai propri errori.

5) Cosa si inventerà  mai Grosso in questi 15 giorni per migliorare la squadra? Ho un suggerimento: imiti Giampiero Ventura!

6) Qualcuno ha detto a D’Amico che tutto questo è principalmente merito suo?  Gli allenatori si scelgono per meriti non per amicizia! E comunque come debutto da DS non poteva andar meglio… difficilmente il mondo del calcio lo prenderà mai in considerazione e ciò lo considero una fortuna.

7) Cosa dichiarerà Grosso il prossimo anno quando sarà l’ennesimo tecnico a spasso? Provo a indovinare: “ con quella squadra era impossibile andare in A”. (Pecchia docet)

8) Si può far pena più di così? Far regredire ancor più giocatori sino a ieri capaci? Creare più equivoci tecnico-tattici più di quanti già ve ne siano?  Possiamo insomma fallire anche i play off, così da garantire a Setti altri 10 bei milioncini “non suoi” in regalo dalla Lega? Si che si può! È semplicissimo! BASTA CONFERMARE GROSSO!

9) Pensate che Setti tenga in considerazione gli ultimatum in ordine al prendere decisioni drastiche  espressi sui social dai capi ultrà della Curva Sud?  Ha confermato Grosso! Serve altro per capire che se ne fotte di tutti, capi ultrà compresi?

10) Carissimo “Angelo della Divina Giustizia”… possibile che quando servi non ci sei mai? Liberaci in fretta dal male. Ma fallo, cazzo… fallo! (ocio che passo a Buddha)

Speriamo tuttavia che la conferma di Grosso sia solo temporanea ovvero sino a che non si avrà il si di un nuovo tecnico.

 

P.S.

Per eventuali querele:

Mauro Micheloni-  Rua Cajueiro, Touros – RN, 59584-000, Brasil

03
nov 2018
AUTORE micheloni
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3.846

NON NE VALE LA PENA… NON COSÌ. IO MI FERMO QUI.

Ci sono momenti nella vita in cui si ha il dovere di guardarsi dentro e se ciò che appare è in totale distonia con la propria coscienza, se si è uomini e non burattini, ci si ferma; quel tanto che basta per capire se valga ancora la pena andare avanti.

E così quando la partita, gli aspetti tecnici e tattici, diventano paradossalmente secondari… quando tenere alta l’attenzione su colui che tutti considerano il vero male del Verona, ti porta solo rogne… e per assurdo nel momento in cui cerchi di smuovere le coscienze semi-addormentate, diventi addirittura il bersaglio da colpire… beh, forse è davvero il momento di riflettere… e bene anche.

Sono sinceramente stanco di attaccare allenatori totalmente inadeguati, schiavi della Società, che anziché ambire a diventare grandi si accontentano del contrattino annuale o biennale… e obbediscono ”, anche a costo di appiattire con la loro mediocrità una rosa non eccelsa ma da tutti riconosciuta tutt’altro che mediocre.

Quante parole abbiamo sprecato ad esempio, a criticare l’ex Fabio Pecchia, un quaquraquà che ha recitato la parte, salvo dichiarare in tv di recente: “con quella squadra fatta a costo zero era impossibile salvarsi”.

E quante parole stiamo sprecando per Fabio Grosso, l’ennesima terza scelta asservita alle logiche aziendali. Uno che per zittire chi lo critica per lasciare Pazzini in panca, in panca ci manda anche Di Carmine, mandando in campo un ragazzino della Primavera. A uno così che gli vuoi più dire? Primo: sei scarso. Secondo: fatti vedere da un bravo analista. Questo gli puoi dire.

Persino chiedere ai tifosi di unirsi in una protesta collettiva forte si è trasformata in “lesa maestà”… e dall’alto dei miei prossimi 60 anni vissuti con il massimo rispetto e la massima dignità, mi spiace ma non accetto lezioni da nessuno.

Un coro con tutta la rabbia e il risentimento contro Setti da parte di tutto il Bentegodi vale i mille post di tre ardui “Don Chisciotte” che scrivono su un blog.

I cronisti non potrebbero ignorarlo nè in diretta TV nè sulla carta stampata.

Un coro dall’effetto deflagrante, perché la “voce” di chi ama il Verona che si fa sentire.

Aspettando quel coro, costante nella sconfitta come nella vittoria, io mi fermo… mi siedo… guardo il mulino a vento che dovrei combattere (Maurizio Setti) e mi rendo conto che si, mollare è sbagliato, ma continuare non serve a niente. Non così.

Le battaglie si fanno tutti insieme in nome di un’unica fede.

Mi rialzerò quindi solo quando scoprirò di avere al mio fianco un vero esercito, quello che, piaccia o no, ora non esiste.

Ne godrà Maurizio Setti che avrà un accanito detrattore in meno che puntualmente lo attacca, ma non canti vittoria… tornerò più forte di sempre.

Staranno sereni anche coloro che pensano più ad attaccare chi attacca Setti che non il contrario. Una vittoria di Pirro. Contenti loro.

Sono stati mesi bellissimi quelli vissuti sentendomi tifoso tra i tifosi. Prendendomi critiche e parole… ma anche tante, tantissime condivisioni e sostegno morale.

Mesi anche difficili perché vissuti all’insegna del “mai una gioia”, ma tant’è, troppo comodo scendere in campo per “vincere facile”.

Mi vanto di non aver mai e ripeto mai “bannato” nessuno. Mai!

Sono fiero di aver dato voce a chi ama davvero l’Hellas Verona, tra i quali un gruppo di fedelissimi che ho scoperto persone meravigliose dalla passione smisurata. .

Il mio post migliore? La lettera di un Butel da Lassù nel Ciel, ispiratami dal Fuss, ragazzo che conoscevo e ho visto spegnersi circondato dall’effetto dei so amici Butei, in una stanzetta di ospedale piena di sciarpe e bandiere gialloblù.

Il più visitato? Quello completamente vuoto. Post querela di Setti. Nessun titolo e all’interno una pagina bianca: oltre 10mila visualizzazioni e migliaia di persone che sono entrate per riempirla di passione, di amore, di Gialloblù.

Grazie amici gialloblù.

Grazie Butei.

È stato bello… davvero.

 

 

a presto… io… io non mollo… mai!