18
lug 2019
AUTORE micheloni
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HELLASVINCOLATI

Passano gli anni ma il refrain non cambia: “Se non son svincolati… non li vogliamo”. Ma alla peggio ci vanno bene anche i quasi a fine contratto, ma pure i reduci da infortuni seri… e molto gradite sono sempre le vere e proprie scommesse su Tizio o Caio. Per non parlare dei prestiti secchi che accogliamo sempre a braccia spalancate. .

Un’altra frase refrain in voga in società di quest’anno è: “non abbiamo le possibilità economiche di altre società…”. Falso, gli introiti sono i medesimi (escluse le big e alcune di fascia medio-alta) di tutte le squadre neopromosse o che la scorsa stagione sono state coinvolte nella lotta per non retrocedere.

La verità è che: “Setti non ha le possibilità economiche di altri presidenti”,  e le figure da egli scelte non sanno produrre plusvalenze, da cessioni di giocatori di proprietà

Ovvio che  preferiamo i bilanci a posto, ai fallimenti in stile Bari e Palermo, ma fare impresa nel calcio professionistico di oggi con ridotti patrimoni economici della proprietà, implica, anzi impone che operino solo persone capaci ed esperte.

Riprendo quindi un concetto recentemente espresso dall’amico Gianluca Vighini, “se non hai soldi per fare calcio ad alti livelli, devi far bene attraverso figure societarie e tecniche di livello e di provata capacità, in grado di sopperire a tale gap.

Per capire ia qualità del lavoro di Tony D’Amico la scorsa stagione, si è preso come metro di misura la promozione ottenuta. Il che ci può stare, tuttavia l’esamina va completata.

Ieri cercavo sulla Gazzetta Sportiva le trattative di mercato e relativi  obiettivi di tutte le squadre di A e B.

Ebbene, non c’è una squadra tra le 43 di entrambi i tornei, interessata a un giocatore che sia uno dell’Hellas Verona. Mi dicevo, ma possibile che manco in B interessi qualcuno tra i vari Almici, Empereur, Di Gaudio, Ragusa, Marrone, Vitale?  Possibile che questi calciatori scoperti dall’ex Talent Scout, oggi DS, Tony D’Amico, (scusate se sono scurrile), “non se li caghi” letteralmente nessuno? Azz che affari eh? (Ok, vesamina finita)

Meno male che alla fine del mercato manca ancora molto tempo… e per fortuna,  lo stesso abbonda di svincolati, ex infortunati, scommesse e prestiti, ancora oggi senza maglia e quindi sotto osservazioni dal nostro DS

È la dimensione del Verona direte voi. No!  è quella di Setti.

10
lug 2019
AUTORE micheloni
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TROPPE ZAVORRE = INCAPACITÀ

Incapacità di consolidamento in A, altalena tra A e B, Diritti tv, paracadute… tutti aspetti che accomunano due realtà molto diverse tra loro (non fosse che per blasone e storia calcistica): Empoli ed Hellas Verona.

La differenza tra le due società si chiama oggi Pietro Accardi, classe ‘82, ex difensore, oggi DS dei toscani, capace di scovare calciatori che hanno prodotto in apertura di calcio mercato, la bellezza di 40 milioni di entrate dalle rispettive cessioni.

Al contrario non me ne voglia il nostro buon Tony D’Amico, noi non solo non sappiamo produrre plusvalenze milionarie, (esclusi Fares e Valoti farina di altri sacchi) ma rischiamo addirittura il primato di giocatori-zavorra sotto contratto.

Non si offendano i vari Almici, Balkovec, Empereur, Marrone, Di Gaudio, Ragusa, Tuptà, Danzi, (ma aggiungerei anche i vari Vitale, Crescenzi, Faraoni, Dawidowicz e Lee a tutt’ora grandi incognite), ma tra inadeguati, reduci da infortuni seri,  mai affermati in A, troppo acerbi o ancora oggi eterne scommesse… di fatto sono tutti giocatori a libro paga,  che poco o nulla possono dare alla causa/salvezza del Verona.

Il fatto poi che nessuno li richieda seriamente (nemmeno in B mi sa) è la prova che fare mercato oggi  è qualcosa di più che completare una rosa, nella “speranza” di rafforzarla.

Importante nel sistema calcio attuale è prendere calciatori che in campo dicano la loro ma che possibilmente  diventino delle future plusvalenze.

Specialmente quando le risorse arrivano quasi completamente da entrate esterne (Lega, Diritti Tv, Sponsor, ecc.), e nulla dalla proprietà,  è importante investire bene e andare il più possibile sul sicuro. Non sono ammessi dubbi, nè perplessità, men che meno speranze, o peggio ancora, scommesse.

In attesa che l’asse con l’Atalanta dia i suoi frutti (stiamo ancora aspettando quelli dell’asse con Lotito, ma alle prese per il culo ci siamo abituati) e la paventata “amicizia” con la Juve porti qualche buon giocatore (credeghe…), noi si aspetta il grande colpo promesso da Setti. Sicuramente un fine carriera di gran nome, tra la  speranza di un nuovo Luca Toni e il terrore di un altro Rafa Marquez.

Per il resto immagino D’Amico a spulciare l’elenco dei fine contratto o dei possibili saldi di fine mercato, cercando nel frattempo di sistemare altrove e con il minor danno, i suoi tanti flop della scorsa stagione, tutti super svalutati a dismisura dall’ottimo lavoro del suo amico Fabio Grosso.

Manca tuttavia un mese e mezzo alla fine del calciomercato… magari arriva un’altra botta di culo (dopo quello di Alfredo Aglietti per dare un’idea, arriva qualche crack)… perché diciamocelo… è ormai di botte di culo che da qualche anno si va  avanti.

16
giu 2019
AUTORE micheloni
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Il MONDO PARALLELO

Chiudete gli occhi… rilassatevi e………. benvenuti nel mondo parallelo dell’Hellas Verona.

Un mondo effimero, affascinante dove il concetto di colpa non esiste e tanto meno il sentimento della vergogna. È tutto bellissimo. Se le cose vanno male le responsabilità sono sempre di altri, se vanno bene gli osanna autoreferenziali sono pari alla santificazione di nuovi beati in Vaticano.

Io da questo mondo non voglio uscire. Si sta troppo bene. Pensate, il Verona di Grosso gioca un calcio di altissimo livello, Marrone centrale difensivo, Dawidowicz centrocampista, Empereur e Bianchetti terzini e Faraoni interno di centrocampo sono stati presi ad esempio al corso allenatori di Coverciano. Qui nel mondo parallelo il rischio di non centrare i playoff pensate che è dovuto ad una serie di “intoppi” capitati durante la stagione. Avete capito maldicenti? Se lo dice D’Amico è vangelo.

C’è chi come il presidente ha intuito che Aglietti non ha affatto compiuto un miracolo, perché il merito è tutto di Grosso e del suo calcio ad altissimo livello che egli ha solo saputo indirizzare nel modo giusto. Non è una scoperta straordinaria? Poverino Alfredo, e dire che pensava di essere confermato. Ma in che mondo vive?

È bellissimo scoprire da Barresi che chi ama il Verona sono i 25mila della finale col Cittadella e non coloro che hanno mangiato merda per tutta la stagione, sobbarcandosi trasferte da incubo per assistere a prestazioni da schifo. Per non parlare di coloro che si nascondono dietro tastiere e blog e attaccano per tornaconto personale. Ma come si permettono. Il “tornaconto personale è roba da mondo parallelo. Restino in quello reale dove i tifosi pagano e basta e non solo soldi ma anche fegato spappolato per ansia e stress.

Qui, nel mondo parallelo, non solo non paga nessuno, ma chi sbaglia pensate viene addirittura premiato…Non è fantastico?

Questo  mondo è l’apoteosi della gioia… dove il Verona vale 100 milioni in quanto dotato di Stadio di proprietà, Centro Sportivo ultra moderno e un modello Borussia che non solo  abbiamo copiato ma pure superato con un consolidamento in Serie A secondo il nuovo stile lanciato da Setti dell’altalena (A-B-A-B e così via).

Il marchio dell’Hellas Verona fa concorrenza al Biscione interista, alla J bianconera e al Diavolo rossonero nei mercati di mezzo mondo.

Il merchandising va a gonfie vele e a breve saranno aperti altri Hellas Store visto il pienone a tutte le ore del giorno che si registra nell’unico attualmente aperto.

Io sto bene qui… in mezzo ad una marea di crack che affollano la rosa gialloblù. Almici, Balkovec, Di Gaudio, Lee, Marrone, Empereur, Vitale, Tuptà, Kumbulla, Cissè, Henderson, Danzi, sono al centro delle più importanti trattative di mercato con grandi club italiani ed europei interessati a loro. Esploderanno le plusvalenze grazie a D’Amico, non vi sembra fantastico tutto questo? Altro che mondo reale, dove si offende un grandissimo allenatore che farà sicuramente una splendida carriera nonostante i due fallimenti su due stagioni. Dove si attaccano volantini contro il grande presidente che ci ha regalato tutto questo. Ingrati.

 

Il mondo parallelo è davvero fantastico. Peccato solo che esista nella mente di poche persone, per l’esattezza tre.

La vita è un’altra cosa. La verità è un’altra cosa. L’amore per l’Hellas Verona è un’altra cosa. NOI SIAMO UN’ALTRA COSA.

12
giu 2019
AUTORE micheloni
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IL GRAZIE DI UN TIFOSO ANONIMO AD ALFREDO AGLIETTI.

RICEVO DA UN AMICO SU UN GRUPPO WHATSAPP QUESTA STUPENDA LETTERA APERTA DI UN TIFOSO DELL’HELLAS AD ALFREDO AGLIETTI… TROPPO BELLA E TROPPO VERA PER LASCIARLA ALLA SOLA VIRALITÀ DEI SOCIAL. HO QUINDI DECISO DI CONCEDERE IL MIO BLOG PER DIVENTARE SE POSSIBILE  IL GRAZIE DI TUTTO IL POPOLO GIALLOBLÙ AD UN UOMO CHE IN UN SOLO MESE HA SCRITTO UNA DELLE PAGINE PIÙ BELLE DELLA STORIA DEL VERONA.

NON CONOSCO IL NOME DELL’AUTORE, DESIDERO TUTTAVIA RINGRAZIARLO PER AVER ESPRESSO IN QUESTO SCRITTO TUTTO L’AMORE E IL SENTIMENTO CHE ALBERGA NEL CUORE DI OGNI TIFOSO GIALLOBLÙ.

Caro Mister Aglietti,

non prendertela, ma guarda il lato positivo: lasci il Verona da profeta in Patria, avendo compiuto un miracolo sportivo in un solo mese, avendo raggiunto il massimo, l’impensabile.

E sei costretto a lasciarlo.

Vantando l’amore e la riconoscenza della tifoseria, di una piazza che prima del tuo arrivo era sfiancata e costretta alla disaffezione, pur covando amore sotto la cenere.

Una passione che hai fatto ritornare fiamma e poi incendio.

Lasci senza esserti macchiato, da vittorioso, dal punto più in alto.

Senza rovinarti con gli insuccessi che potranno arrivare l’anno prossimo, senza contaminarti con probabili giochi e scelte impopolari a cui  questa società ci ha abituato.

Lo avrai ben capito: a questa dirigenza non piacciono i capipopolo, non può permettersi di avere in seno emblemi amati dalla tifoseria, che teme possano rappresentare incudini di verità in troppa frequente saccenteria ed un dito puntato dinanzi ad errori a ripetizione.

Da quando sono arrivati si sono preoccupati di eliminare ogni potenziale bandiera gialloblù o riferimento forte e fidato per il popolo scaligero, ad ogni livello ed in ogni settore.

Salvo confermare chi è inviso alla piazza e ribadire stima per quei mozzi improvvisatisi capitani che avevano abbandonato la nave durante la bufera per approdare in porti più sicuri.

Poi puntualmente falliscono, ma in fondo sono pure immeritatamente baciati dalla buona sorte.

Paradossalmente ritieniti fortunato, dai. Ed amato.

Non preoccuparti se si prenderanno i meriti della promozione tentando di far cadere l’oblio sull’ennesimo anno di plurimi errori ed affronti alla tifoseria.

Noi sappiamo che la A, tanto miracolosa quanto per lungo tempo poco meritata, è legata al tuo nome non ai loro, che è arrivata solo grazie a te.

E lo ricorderemo non per “18 o 180 minuti”, non dal 02 Maggio al 02 Giugno, non per “ulteriori 48 ore”… ma sempre!

E, parafrasando chi ti ha silurato, “lascialo fare”: noi, la nostra memoria, la nostra Storia, le nostre vittorie e le nostre battaglie rimarremo; e con noi, nei nostri cuori, chi ha combattuto e si è reso protagonista.

Lor signori prima o poi scompariranno nel dimenticatoio di un grigio bilancio di depressione, apatia ed assenza di passione.

E ancora GRAZIE DI CUORE, ALFREDO AGLIETTI!!!

12
giu 2019
AUTORE micheloni
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IN DIREZIONE OPPOSTA… E CONTRARIA

A due settimane dal trionfo col Cittadella il Verona ha il suo allenatore, ma non quell’Alfredo Aglietti che il miracolo (perché di questo si è trattato, senza se e senza ma) lo ha fatto, ma quel Juric che vanta una promozione in A col Crotone e una salvezza col Genoa, ma pure la bellezza di tre esoneri da parte del Genoa di Preziosi.

Setti non si è smentito e per l’ennesima volta è andato dritto per la sua strada, ovviamente in direzione opposta a quella auspicata dai tifosi (senza i quali ha detto, non sarebbe stata possibile l’impresa promozione).

Aglietti avrebbe meritato una chances, in fin dei conti se siamo in Serie A e siamo qui a dire che la rosa gialloblù non era poi così male, è solo ed esclusivamente merito suo. D’Amico al proposito dovrebbe essergli riconoscente visto che senza il buon Alfredo, noi saremmo in B e lui a spasso.

Nella scelta deve aver pesato l’inesperienza di Aglietti nella massima categoria. C’è stato un contatto anche con Beppe Iachini e, udite udite, pure Guidolin ha dichiarato nei giorni scorsi di essere stimolato all’idea di tornare a Verona come allenatore dopo 8 anni di carriera da giocatore.

E invece no… la coppia Setti-D’Amico ha partorito l’ennesimo torto nei confronti dell’intera tifoseria. In questo non c’è dubbio, la coerenza societaria è impeccabile.

Non amo i processi alle intenzioni e quindi non dirò alcunchè  sul nuovo allenatore prima di averlo visto all’opera, al quale comunque auguro sin d’ora un buon lavoro.

Mi sorge tuttavia spontanea una domanda: Setti ha cannato (per non dire peggio) gli ultimi due allenatori, prima con la collaborazione di Fusco poi di D’Amico. Ora con quest’ultimo lui sceglie Juric pur con due ex gialloblù graditi alla piazza e un altro che sarebbe stato un sogno per tutti (Guidolin).

Ma dico. Se la vita dimostra che una cosa non la sanno fare perché si ostinano da megalomani a considerarsi degli esperti? Ha preso e difeso Pecchia e siamo andati in B, ha preso e difeso Grosso e poco ci mancava che ci restassimo. Quante prove la vita dovrà dar loro  prima di capire la propria  totale inadeguatezza?

Una mia idea tuttavia me la sono fatta: se sei un uomo per bene e con dei valori, se come tecnico rispetti i tifosi e hai pure nel cuore l’Hellas Verona, non sarai mai preso in considerazione da questa Società, che non perde occasione per andare puntualmente in direzione opposta (che già è grave) ma pure contraria (visto che fanno errori su errori che penalizzano l’aspetto sportivo). Una direzione che porta puntualmente dritti al baratro, evitato quest’anno solo grazie ad un grande uomo come Alfredo Aglietti, che il Verona l’ha preso per i capelli e ha di fatto salvato il culo a tutti (tranne il suo visto che fatta l’impresa si è visto preferire un tecnico più esperto… “di esoneri” peró).

Un po’ però Setti lo capisco… quando nel bel mezzo del trionfo con il Cittadella, tra un festeggiamento e l’altro dentro un Bentegodi traboccante di entusiasmo, in un clima di inebriante ed euforica gioia collettiva, in 20 mila all’unisono ti mandano a gran voce affan… ops “a quel paese”… che fa… conferma Aglietti, o  prende Iachini?

 

03
giu 2019
AUTORE micheloni
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VINCITORI E VINTI

La Serie A conquistata con il Cittadella è in assoluto la vittoria di Alfredo Aglietti e contemporaneamente la sconfitta della triade: Maurizio Setti, Tony D’Amico e Fabio Grosso.

Quest’ultimo ha fatto danni incalcolabili sia tecnici che motivazionali e ahimè continuerà purtroppo a farli altrove. Marrone centrale di difesa, Dawidowicz centrocampista. Empereur terzino, Bianchetti terzino e Faraoni centrocampista, resteranno negli annali come le più grandi castronerie che un tecnico abbia mai compiuto. Aggiungiamo i molti zombi rinati con Aglietti, e si ha la dimensione della scarsità di Grosso come allenatore

Il DS proverà invece a dire che i giocatori da lui scelti, alla fine hanno centrato la promozione. Niente affatto. L’aver preso alla guida tecnica Fabio Grosso e l’averlo difeso sin quasi alla fine della sua avventura in gialloblù, è errore imperdonabile che non cancella affatto e semmai esalta i suoi molti limiti e la sua inadeguatezza al ruolo.

E veniamo a Setti, anche lui vanterà il risultato sportivo dell’ennesimo ritorno in A dopo una retrocessione. Niente di più falso. La sua gestione da ormai 4 anni è colma di errori ed umiliazioni, affronti e supponenza

Detto questo… spazio alla gioia. Almeno per qualche giorno godiamoci questa cavalcata vincente, questa totale metamorfosi, questo mix di emozioni che tra delusioni e stress ci ha fatto perdere qualche giorno di vita, ma chi sene frega, ne è valsa comunque la pena.

Infine grazie ai Playoff che mai come quest’anno hanno puntualmente, quanto inesorabilmente,  ribaltato i pronostici della vigilia. Regalando lacrime ai favoriti e il Paradiso ai quasi destinati  all’inferno.

Prima di chiudere, un grazie infinito ad Alfredo Aglietti. Anche nella vittoria della promozione non ha sbagliato nulla. Bianchetti ha giocato da titolare dando molta più sicurezza di Empereur. Zaccagni è rientrato al momento giusto, segno che la sua ripresa dall’infortunio è stata gestita bene. Di Carmine titolare ha avuto un senso in quanto adatto a restare in campo per tutta la partita e pronto a chiuderla in coppia con Pazzini, tenuta fisica che il Pazzo non avrebbe potuto garantire per 94’. E

da “ mai una gioia” a “finalmente una gioia”… se Setti volesse poi renderla unica ed indimenticabile sa benissimo cosa il tifo gialloblù si aspetta da lui…

 

 

 

 

 

01
giu 2019
AUTORE micheloni
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1.337

CARISSIMO PLAYOFF…

Caro Playoff, mancano poche ore alla tua partita della verità. Il Bentegodi con i 20 mila tifosi gialloblù sarà una bolgia nella quale consumare i tuoi ultimi 90’ più recupero.

Finora caro Playoff, il tuo mini torneo è stato all’insegna di un trend che hai evidente ben congegnato, ovvero l’aver deciso che l’essere i favoriti della vigilia rappresenti più uno svantaggio che un vantaggio.

Ti riassumo i numeri: Iniziamo con i tuoi due preliminari dove lo Spezia gioca in casa la partita secca contro il Cittadella e parte favorito anche per i 4 punti in più in classifica che valgono il giocare per due  risultati utili su tre. 1-2 per il Cittadella. Lo Spezia favorito fuori dai playoff.

Veniamo alle tue semifinali. Andata a vantaggio di Benevento e Pescara, con la prima che sbanca Cittadella (1-2) e la seconda che porta a casa dal Bentegodi un ottimo pareggio in vista del ritorno.

A Benevento e Pescara sono dunque pronti a far festa. Entrambe hanno infatti a disposizione due risultati utili su tre ed entrambe giocano in casa. Ad entrambe basta un pareggio per andare in finale. Entrambe sono insomma super favorite. Com’è andata è storia recente: 0-3 del Cittadella e 0-1 del Verona. Le favorite della vigilia, Benevento e Pescara sono fuori.

E siamo arrivati alla gara di andata della tua finale: al Tombolato è il Verona ad avere due risultati utili su tre, e a cui bastano due pareggi per andare in A, grazie al miglior piazzamento in campionato.  I Gialloblù sono favoriti, ma siccome i favoriti non ti piacciono, beccano prima un palo, poi una traversa, quindi creano diverse occasioni gol,  ma è il Cittadella a far suo l’incontro con un 2-0 che ipoteca seriamente la A.

Siamo all’oggi:  2 Giugno 2019,  ore 21,15 è di scena allo stadio Bentegodi, Hellas Verona- Cittadella.

Favorito stavolta è il Cittadella che ha a disposizione due risultati utili su tre, a cui basta un pareggio o anche una sconfitta con un solo gol di scarto per festeggiare una storica promozione in Serie A.

Caro “playoff”, abbiamo capito che i favoriti della vigilia ti stanno enormemente sul cazzo… quindi vedi di essere coerente sino in fondo nel confermare la regola anche per quest’ultimo tuo incontro.

Non deludermi… mi raccomando.

Firmato: Mauro Micheloni

 

 

 

 

 

31
mag 2019
AUTORE micheloni
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LA NORMALITÀ NON BASTA

E mó si fa dura…

E non solo per i due gol da recuperare al Bentegodi, o perché il Cittadella ha dimostrato fuori casa di essere micidiale.

Aglietti ha rimesso a posto le cose certo, ma sembra eccessivamente ancorato agli 11 che giocano ininterrottamente da 5 partite (dal Foggia al Cittadella). Quasi che il Verona fosse finito lì e non contemplasse scelte diverse.

Ieri il Cittadella vantava quattro innesti rispetto a Benevento (addirittura Proia che rientrava da squalifica era in panchina) ed è rimasto il Cittadella… il Verona è invece lo stesso dal preliminare col Perugia ma con 360’ in più nelle gambe In 14 giorni.

Del resto non deve essere facile per Aglietti “cambiare”, a fronte di risultanze oggettive che parlano chiaro:

Di Gaudio (per altro recuperato da un infortunio) è risultato più incisivo quando subentrato dalla panchina, che quando partito titolare. Lee, che ha spaccato i cardini difensivi di più di qualche difesa, sembra oggi l’ombra di se stesso. Idem Matos che non crea, non salta l’uomo, insomma non è il valore aggiunto che prima dell’infortunio ha dimostrato di poter essere, e se aggiungiamo che dovrebbe aiutare la fase difensiva  ma non lo fa… beh, la sua intoccabilità lascia alquanto perplessi.  Danzi (candidato a sostituire lo squalificato Colombatto) è acerbo per la B, figuriamoci per una finale da “garra” e tecnica quale sarà quella del ritorno al Bentegodi.  Empereur e Dawidowicz alternano prove convincenti ad altre imbarazzanti, ma restano preferiti dal tecnico a Bianchetti.

Aglietti ha dimostrato di saper mettere a posto le cose, ma aggiungo io, dopo Grosso e le sue  strampalate formazioni, applicare un minimo di buon senso  non era impresa da Pep Guardiola.

Il difficile arriva adesso… il tecnico  è chiamato infatti a dimostrare di avere qualcosa in più della “normalità”, ovvero l’intuito delle scelte più giuste per ridare gamba e l’alchimia o l’intuizione per tentare il miracolo di scardinare due volte in più, la seconda miglior difesa della B.

Nel Cittadella rientreranno pure  i due assenti ieri sera per squalifica tra cui Panico che sfreccia che è un piacere.  Giocheranno per noi  i soliti noti con il solo sostituto di Colombatto come novità? Se così, io la vedo molto dura, anzi di più.

Il tifo domenica sera farà la sua parte… i giocatori in quanto ad impegno non ho dubbi faranno la loro… ma difficilmente basterà… o forse sì… riconsegnando semplicemente le chiavi del Verona al suo “Capitano” Giampaolo Pazzini.

Serve l’intuito e la grinta del campione. Ora o mai più.

 

 

21
mag 2019
AUTORE micheloni
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NO… MA, ANCHE SI

La domanda che aleggia da giorni tra i tifosi gialloblù è: “ ma ci crediamo davvero di poter vincere i playoff?”.

Me lo sono chiesto anch’io e la risposta è stata: “ No…ma… anche Si”.

Mi spiego: se penso all’intera stagione sprecata a perfezionare un gioco statico, fatto di possesso palla sterile, senza mai una base di titolari da cui partire, mentre le dirette concorrenti giocano sempre più a memoria con equilibri consolidati, mi viene da dire “NO”.

Se penso poi a certe criticità oramai croniche legate a una difesa tutt’altro che impeccabile, un centrocampo poco propenso alla “garra”, ed esterni che non segnano manco di carambola,  inevitabile sentir nascere dentro un altro inequivocabile NO.

Ma… poi… penso che qualcosa nel spogliatoio è cambiato, c’è meno negatività, o forse semplicemente “più normalità”. Penso che l’aria si è fatta più leggera. I musi lunghi si sono addolciti ed è nata una consapevolezza nuova.

I playoff si vincono certamene  con il bel gioco, dinamismo, forza atletica e carattere… e su queste basi ritengo ci sia chi ha decisamente più chances di noi.

Ma quando la posta è altissima e le partite si sviluppano in una sorta di equilibrio, a fare la differenza sono spesso i giocatori di caratura superiore. Non che nel Verona abbondino, ma ce n’è quanto basta per pensare positivo.

Verona-Perugia ne è un esempio… 40 minuti di un ottimo Perugia che spreca diverse occasioni e noi nemmeno un tiro in porta che sia uno…  ma alla prima occasione… Di Carmine insacca con una girata da attaccante di razza. Ad un Perugia più pericoloso dei gialloblù è stata la qualità del singolo a sbloccare l’incontro.

Ecco, se saranno playoff giocati alla pari, avere dalla nostra due attaccanti come Pazzini e Di Carmine, può far pendere l’ago della bilancia dalla nostra parte.

Se poi (ma con i “se” in A non ci arrivi), dovesse accadere che i vari Laribi, Matos e Lee riscoprono la via del gol, allora nessun sogno sarebbe precluso.

Per il momento, accontentiamoci di un ritrovato trasporto dei tifosi verso colori e squadra,  che, com’è giusto che sia, deve andare oltre l’idiosincrasia e il rifiuto di una piazza intera verso una Società che ad oggi ha fatto di tutto per allontanarli.

Può sembrare poca cosa. Ma è il segno che la brace è accesa e il fuoco solo assopito, pronto a divampare in un incendio di passione il giorno stesso in cui Setti lascerà il Verona.

15
mag 2019
AUTORE micheloni
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ITALIA… PBF

Per  prima cosa voglio ringraziare il caro amico Cesare, che in un post di gruppo,  mi ha indirettamente suggerito titolo e oggetto del presente post.

In viaggio in Sudamerica egli stava infatti spiegando ad un appassionato di calcio del posto, il gran casino che sta investendo la nostra Serie B… e la risposta del tipo è stata un sorriso e tre lettere: RBF… acronimo di  REPUBLICA BANANERA DE FUTEBOL (quando si dice “capacità di sintesi”).

la Repubblica Calcistica delle Banane… e come dargli torto.

Ogni anno penalizzazioni a gogó, puntualmente riviste dalla giustizia sportiva a campionato in corso e il più delle volte sotto finale di campionato, con conseguenti modifiche dell’ultima ora alla classifica.

Retrocessioni a tavolino, con relativi ricorsi al TAR  e  tornei a squadre in numero dispari, con il ritorno dopo decenni al famigerato “turno di riposo”.

Una Covisoc che non scopre mai niente… e quando succede, il danno è già fatto e spesso letale.

Per non parlare della giustizia sportiva che ci mette mesi per indagare, mesi a decidere e quando lo fa, è sempre in finale di torneo, quando il campo ha emesso il proprio verdetto, ma soprattutto senza i tempi necessari a garantire un giudizio plurimo come previsto dalla nostra Costituzione.

“Nessuno è colpevole sino al terzo grado di giudizio” non sembra infatti valere per il mondo del calcio che, incapace di decidere in tempi brevi (in questo in perfetta linea con la Giistizia Ordinaria) applica le sanzioni emesse in primo grado e chi se ne fotte degli altri due.

I consueti proclami di cause milionarie a Lega & Co. non hanno tuttavia mai avuto seguito. Vi siete mai chiesti il perché? Perché il Palazzo è intoccabile e al di là di ogni ragionevole motivazione, diritto, o peggio, ingiustizia, non si discute, si accetta e basta. Sempre e comunque.

Perché stupirsi… il calcio e i suoi giochi di potere, di servilismo, di interessi economici milionari, di ipocrisie e subdola accettazione, altro non è che lo specchio di ciò che è diventata la nostra povera Italia… il PDB, il Paese delle Banane.