23
dic 2018
AUTORE micheloni
CATEGORIA

Uncategorized

COMMENTI 28 Commenti
VISUALIZZAZIONI

1.631

BUON NATALE A…

BUON NATALE…

Ai fiduciosi e ai rassegnati

A chi ha scelto di non abbonarsi per dire basta a Setti

A chi si è abbonato perché “cambieranno i giocatori, il presidente l’allenator…”

A chi continua A crederci… nonostante la Società

A chi invece non vuole illudersi

A chi è disposto a ricominciare dalla D pur di non veder più l’attuale proprietà.

A chi “è in trattativa” per comprare il Verona (ma non si deve sapere).

A chi è stato querelato da Setti ma nonostante tutto non molla

A chi segue il Verona da casa perché “daspato” ma soffre come chi sta allo stadio

A chi ha l’obbligo di firma durante le partite e “ghe toca andar in caserma”

A chi parte all’alba per seguire la squadra in trasferta in ogni dove

A chi canta tutta la partita

A chi impreca tutta la partita

Alla Curva Sud e tutti i settori caldi del Bentegodi

Ai Butei de na olta… e a quei de ancó

Ai Buteleti che crescono con la fede dei papà tifosi

Ai papà tifosi che diffondono ai loro figli l’amore per l’Hellas

A coloro che non compreranno mai nulla all’Hellas Store

Alla massa che affolla a tutte le ore del giorno l’Hellas Store

Agli infiltrati che scrivono sul blog (che tapini)

Ai desaparecidos dei “ruba simboli e colori” che provocavano sul blog

Ai giocatori che sono innanzitutto uomini e daranno l’anima per conquistare la promozione.

Ai Blu che sta su in ciel

A chi non crede che Babbo Natale esiste

A chi tornerebbe a crederci se solo portasse in dono “Setti via da Verona”.

A chi spera che il 2019 sia migliore

A chi sa già che con Setti se possibile sarà anche peggiore.

A chi non ha altro che il suo Hellas

A chi non riesce a non amarlo

Ai disillusi

Ai disamorati

Ai delusi

Agli amici “veri e sinceri” che questo blog mi ha regalato.

Ai positivi perché la notte passa… sempre.

 

BON NADAL  (e me raccomando el pandoro rigorosamente Melegatti)

(Uno di voi)

22
dic 2018
AUTORE micheloni
CATEGORIA

Uncategorized

COMMENTI 2 Commenti
VISUALIZZAZIONI

780

UN PUNTO E UN PASSO INDIETRO…

Quando aspetti con ansia il triplice fischio, dopo almeno un quarto d’ora di catenaccio nella nostra area a difendere un tristissimo 0-0 contro l’ultima in classifica, c’è poco da stare allegri.

L’infortunio dei due centrali ha certamente inciso sulle scelte di Grosso di inserire forze fresche,  ma ciò non giustifica che due interi reparti come centrocampo e attacco abbiano sofferto tanto e finito in riserva di ossigeno e muscoli.

Siamo tornati in un certo senso al pre Benevento, zero tiri in porta e tiki taka neutralizzato al minimo accenno di pressing avversario.

Basta poi che Matos e Zaccagni siano in giornata no e le potenzialità dei gialloblù scendono al minimo.

Buon per noi che Diamanti a parte, il Livorno è formazione davvero mediocre, altrimenti non avremmo portato a casa nemmeno il punticino che “fa classifica”.

 

Cosa ci ha detto Livorno? Innanzitutto che se si esclude Crescenzi, i terzini in forza al Verona sono, non scarsi, di più. Sia Balkovec che Almici hanno dimostrato passo lento e difesa precaria.

Se Grosso ha preferito loro Empereur che è un centrale, ci sarà pure un motivo.

Rifletta il buon D’Amico in vista dell’imminente mercato invernale. Non ci sono soldi? Tranquillo. Baratti. Chiunque arrivi sarà sicuramente meglio dei due su citati.

Anche il mirabolante “centrocampo” autore delle due vittorie consecutive, si è sgonfiato di fronte al pressing amaranto.

Manca un piano B al tiki taka esasperante che nel gioco del tecnico, sfocia improvvisamente in verticalizzazioni per la prima punta.

Non c’è un sistema di gioco alternativo a questo, proponibile solo contro formazioni che se la giocano a viso aperto e che di conseguenza lasciano giocare.

Grosso non è un fenomeno e questo lo si sapeva, ma urge trovare e presto una soluzione al problema di un “sistema  monomodulo”, più croce che delizia di questa squadra.

 

Nulla è ancora compromesso certo. C’è un mercato per migliorare la rosa e sostituire i molti infortunati gravi. A costo zero si sa. Come sempre del resto.

 

Setti nel frattempo festeggia. Il “suo” Mantova ha vinto.

Soldi dal Verona, successi dal Mantova… chiamatelo fesso.

18
dic 2018
AUTORE micheloni
CATEGORIA

Uncategorized

COMMENTI 20 Commenti
VISUALIZZAZIONI

2.087

CARO INVIATO, SE NON SAI… ZITTO !

Nell’Italia delle incongruenze non poteva non entrare il giornale sportivo per eccellenza, la mitica Gazzetta dello Sport, la quale pur contando su un giornalista locale, Matteo Fontana, autore di gran parte degli articoli sui gialloblù, invia l’autorevole Nicola Binda per raccontare del posticipo interno con il Pescara.

Che c’è di male direte voi. Mandano chi gli pare. Giusto. Se lo mandano per scrivere della partita facciano come gli pare… ma se entra in ambiti che riguardano la contestazione a Setti, avesse almeno la decenza (o più semplicemente la professionalità) di informarsi prima e sapere di cosa sta parlando.

Scrivere infatti del successo sugli abruzzesi: “Soltanto una vittoria così avrebbe potuto smorzare la pesante contestazione di Verona”, significa non aver capito una mazza,  ignorare completamente gli antefatti che trovano radici non tanto nel campionato sin qui sottotono della compagine di Grosso, quanto in anni di mancata trasparenza, assenza totale di empatia, sfida costante alla tifoseria, introiti milionari a fronte di investimenti spesso insufficienti (per non dire ridicoli)  e inadeguati.

Certo una brutta prestazione o peggio una sconfitta avrebbe esasperato gli animi, ma sappia il gentile giornalista Binda che la contestazione andrà avanti eccome. Senza se e senza ma e a prescindere dai risultati sportivi.

I tifosi sono da sempre vicini alla squadra e, sciopero col Palermo a parte, hanno sempre sostenuto i giocatori (a patto di vederli lottare sul campo) e continueranno a farlo. Come continueranno a contestare il presidente sino a quando questi non lascerà Verona.

Scrive ancora su Grosso: “ ha zittito tutti perché la sua squadra ha vinto ancora”.

No gentile Binda… ha semplicemente fatto il suo dovere (visto il potenziale della squadra) dopo una serie di partite inguardabili, errori ed equivoci tecnico-tattici madornali (di cui egli per primo per certi versi ha preso atto). Nessuna rivincita quindi da parte di Grosso. Dawidowicz a centrocampo, Laribi interno, Zaccagni e Lee fuori per quasi tutto l’inizio stagione non lo hanno deciso certo i tifosi.

Nota positiva invece nell’articolo della Gazza, le due belle foto della contestazione della Sud a Setti,  anche se avremmo gradito molto di più veder pubblicata a suo tempo quella del Bentegodi deserto nel Black Friday col Palermo. (ma siamo certi che quando mai a farlo sarà una big le sarà riservata la prima di copertina)

E se ne faccia una ragione il gentile Signor Binda… nessuna vittoria e nessun obiettivo per quanto positivo fermerà la contestazione.

Ma d’altronde lui che ne sa di 45 milioni di paracadute incassati in due anni, 30 e rotti di diritti dalla A, delle decine di giocatori venduti che hanno portato decine di milioni nelle casse del Verona. Delle tante promesse non mantenute  anzi disattese. Dei progetti mai realizzati, e dell’attuale assenza di qualsiasi progetto. Che ne sa di due retrocessioni indegne (per come maturate) di campagne acquisti inesistenti, prepotenze, delle intimidazioni a suon di querele legali e provocazioni verbali ad un intera tifoseria, delle cause civili in atto tra società riconducibili al presidente del Verona e quello dello Spezia.

Già… che ne sa Binda di tutto questo? Un cazzo!

 

 

 

 

 

 

 

10
dic 2018
AUTORE micheloni
CATEGORIA

Uncategorized

COMMENTI 39 Commenti
VISUALIZZAZIONI

2.733

COLPO DI CODA HELLAS…

Qualcuno penserà che la presa di posizione mia e di altri colleghi (blogger intendo) nel mitigare gli entusiasmi post-vittoria di Benevento, sia frutto di un gioco di squadra o peggio di una linea editoriale  pregiudizialmente “contro” il Verona di Setti. Niente di più sbagliato.

Il calcio è sport umorale e in quanto tale soggetto al mero risultato.

Se vinci, le critiche scemano anche di fronte a una prestazione negativa.

Se perdi, magari per sfiga, una partita che avresti meritato di vincere, gli applausi lasciano spazio ai mugugni.

È così da sempre e forse è anche il bello di questo sport in cui spesso i meriti e la qualità, si inchinano di fronte al centimetro che separa un palo pieno da un palo-interno-gol.

Chi scrive di calcio, blogger o giornalista che sia, ha (o avrebbe) l’obbligo di guardare le cose in modo imparziale (difficile quando si è anche tifosi), scevro quindi da condizionamenti di qualsiasi genere, contestazione alla proprietà compresa.

Ci proviamo.

Il Verona a Benevento ha disputato tutto sommato una buona gara. Buon primo tempo con il solito sterile tiki-taka a due tocchi e sistematico retro passaggio  ai difensori,  e una ripresa di sofferenza pur in superiorità numerica.

Ha creato due nitidissime occasioni gol, purtroppo entrambe clamorosamente fallite.

Ha dominato nel palleggio e messo la giusta grinta in campo. Non ha preso gol.

Sin qui le note positive.

Veniamo a quelle negative

Il gol vittoria è in chiara posizione di fuorigioco di ben due giocatori e quindi andava annullato.

È stato graziato nel rigore-cucchiaio di Coda, che si è creduto Totti nella serata sbagliata e con il portiere sbagliato.

La squadra ha sofferto l’assalto dei giallorossi pur con un uomo in più.

Di tre sostituzioni Grosso ne ha “cannate” ben due.

Se pur in 11 contro 10, si viene schiacciati nella propria area dal forcing avversario e Danzi (sparito già a metà del primo tempo) sbaglia tre disimpegni di seguito, non si può non sostituirlo “subito” (e non dopo 10 minuti da questi segnali) con un giocatore di corsa e gamba per andare in pressing sui portatori di palla avversari e ripartire in contropiede. Pensi a Henderson e lui ti mette chi? Laribi, l’unico che abbia ad oggi sistematicamente  deluso ogni qualvolta chiamato a fare il centrocampista puro (infatti è un buon trequartista in una squadra che per modulo non prevede il trequartista). Uno che non ha nelle sue corde nè l’interdizione, né la fisicità, né la cattiveria.

Ditemi, a parte il cambio obbligato con Empereur per l’espulso Balcovec, quanto hanno inciso gli innesti di Ragusa e Laribi. Zero!

Il Verona non ha rubato nulla sia chiaro. Ma di certo i campani hanno fatto di tutto e di più per perdere il match.

Cambierà qualcosa? NO!

Essere rientrati in zona playoff non accende facili sogni di gloria, è infatti il minimo sindacale.

La strada è ancora lunga e aperta in egual misura a delusioni o entusiasmi (con lo stato d’animo che, ahimè, propende più per le  prime).

La gara-bivio col Pescara ci dirà quale di queste vie avremo intrapreso (nella speranza di altri nuovi positivi “colpi di Coda”)

 

02
dic 2018
AUTORE micheloni
CATEGORIA

Uncategorized

COMMENTI 35 Commenti
VISUALIZZAZIONI

2.761

FINIRÀ… SI FINIRÀ! (se non molliamo)

Mi chiedo dove saremmo senza i tre punti dello 0-3 a tavolino di Cosenza.

Non c’è ovviamente riprova che si sarebbe perso, ma probabilmente per come stavamo in quel periodo, nemmeno vinto.

E questo pone in una posizione di classifica anonima e avvilente una squadra costruita per dominare e sprofondata invece in una mediocrità tecnica e agonistica che si rispecchia in tutto e per tutto in quella societaria.

Il cielo intorno al Verona è cupo

Cupo è il presidente. cupi i dirigenti, cupo l’allenatore e cupi i volti dei giocatori.

Cupo è anche il Bentegodi sempre più vuoto e intriso di negatività. Cupi (e molto incazzati) sono i tifosi, che hanno finalmente sentenziato la fine di ogni linea di credito verso una proprietà che ritengono non abbia sposato una nobile storia sportiva ma solo i proventi che è in grado di generare.

Finirà… si, l’avventura di Setti a Verona finirà… e a mio avviso molto prima di quanto pensiamo.

Il paradosso è che allo stato attuale di odio e disaffezione verso Setti, pur di toglierselo di torno, molti sono disposti a tutto.

Chi a fallire e ricominciare dalla Serie D. O senza cadere così in basso a rinunciare a qualsiasi sogno di promozione per questa stagione per riprovarci il prossimo anno.

C’è chi è pronto a mangiar riso per gli anni a venire se arrivassero i cinesi, e chi a convertirsi all’Islam nel caso di un Emiro o un Sultano Arabo.

Perché solo stranieri dite? Perché conoscendo l’immobilismo atavico degli imprenditori veronesi e la cifra di persone poco raccomandabili che gravitano attorno al mondo del calcio, credetemi,  è meglio così.

Siamo noni in classifica. Fuori addirittura dai playoff e con una trasferta delicatissima come quella di Benevento che potrebbe in caso di sconfitta aprire a scenari pericolosi.

Non facciamoci film inutili. Non speriamo in nulla perché nulla cambierà. Nemmeno una vittoria cambierà il destino del Verona.

Maurizio Setti pensa già al futuro dell’Hellas Verona (senza di lui naturalmente).

A quale prezzo, per noi tifosi, lo scopriremo solo vivendo.

 

29
nov 2018
AUTORE micheloni
CATEGORIA

Uncategorized

COMMENTI 57 Commenti
VISUALIZZAZIONI

2.463

TIFOSI CONTRO SETTI… E IL SINDACO DI VERONA?

Lo sciopero in blocco della tifoseria Gialloblù nel Black Friday col Palermo va in archivio, tra i vergognosi silenzi dei media nazionali e le spallucce di Setti, il quale evidentemente soddisfatto della prestazione della squadra, va avanti senza cambiare nulla di nulla.

Grosso è oramai indifendibile e la dichiarazione “abbiamo fatto meglio delle altre retrocesse”, da la misura della sua inadeguatezza e della sua megalomania. Uno che guarda a chi sta peggio anziché chi lo sopravanza (e sono tante squadre) è esempio di mediocrità umana ancor più che tecnica.

E ora? Come dar seguito alla contestazione giunta ad un punto di non ritorno?

Tutti i tifosi Gialloblù chiedono alla Curva Sud di non fermarsi e dettare le linee guida della protesta contro Setti.

Diciamo subito che le idee espresse dai tifosi in questo e altri blog non sono mancate.

Dalla “CALSETADA”, ovvero lo sventolio di calzini in ogni ordine di posti dello stadio, accompagnata da cori e slogan anti-Setti…  al ”TUTTI FUORI” nelle partite casalinghe da qui alla fine del torneo… a tante altre iniziative che non sto qui ad elencare ma tutte intese a far capire al presidente-padrone, che il popolo gialloblù è, ora e sempre, contro di lui.

Nessuno può cacciare Setti, ma egli deve capire che la sua avventura in gialloblù è destinata a consumarsi in un clima perennemente teso, fatto di interminabili contestazioni, nonché di una crescente disaffezione che già inizia a presentare il conto (vedasi lo stato in cui versa l’Hellas Verona Store, desolatamente vuoto anche nelle ore di punta, per la gioia della Macron ecc.)

In tutto questo manca tuttavia un attore rimasto sino ad oggi defilato, disinteressato, immobile.

Sto parlando del primo cittadino di Verona, il Sindaco Federico Sboarina.

Hai voglia a dire che l’Hellas Verona è patrimonio della città, simbolo di 115 anni di storia sportiva e fede calcistica per intere generazioni, passate, presenti e future.

Un patrimonio relegato da qualche anno nel limbo della mediocrità e senza uno straccio di progetto per il futuro.

All’appello di chi ha detto basta, manca solo la “citta” nella figura dell’Amministrazione Comunale.

Chi meglio del Sindaco può convocare Maurizio Setti e chieder lui conto di una situazione destinata solo a peggiorare?

Credo gli convenga farlo, e in fretta anche,  prima che il popolo gialloblù interpreti il suo immobilismo come una sorta di sua complicità con il patron del Verona.

In attesa di conoscere le direttive della Sud, restiamo uniti… Benevento sarà con tutta probabilità il capolinea dei sogni.

 

26
nov 2018
AUTORE micheloni
CATEGORIA

Uncategorized

COMMENTI 42 Commenti
VISUALIZZAZIONI

2.534

LETTERA APERTA AI DIRETTORI “NON VEDENTI”

Gentili Direttori dei maggiori quotidiani sportivi nazionali,

Vi pongo una semplice domanda: Cosa sarebbe successo di fronte a un San Siro completamente vuoto e i tifosi di Inter o Milan fuori a contestare civilmente proprietà e dirigenza? E ad un Olimpico vuoto con i tifosi di Lazio o Roma fuori o a casa per protesta? Ma basterebbe anche un Marassi lasciato vuoto dai tifosi di Genoa e Samp.

Ve lo dico io: Titolone in prima pagina con foto gigante dello stadio deserto.

Se però la protesta, per quanto inedita ed eclatante è di una squadra meno blasonata o come si dice “di provincia”  (benché con 115 anni di storia e un titolo tricolore) bastano due righe e chi si è visto si è visto.

No Signori Direttori. Non è questo il modo corretto di fare il bene del calcio.

Voi (inteso come testate),  sempre probi ad esaltare i valori dello sport, l’etica sportiva, la non violenza negli stadi,  la difesa del gioco del calcio da tutte quelle storture che il business televisivo e non, ha prodotto… voi che che da anni assistete inermi alla sparizione di club (e quindi tifosi, città, tradizioni e storia), cancellati da gestioni di proprietà scellerate… il tutto nell’indifferenza di organi quali la Covisoc che incapace di prevenire attraverso i controlli, si limita a  dare l’estrema unzione quando ormai non c’è più nulla da fare, e sempre Voi, che come un medico legale, ne comunicate pubblicamente il decesso… COME POTETE VOI IGNORARE UNA PROTESTA FORTE E DECISA E PER DI PIÙ CIVILE DI UN’INTERA TIFOSERIA?

Era forse meglio una bella guerriglia con tanto di scontri e feriti?

Serve un rigurgito di dignità e di onestà intellettuale a prescindere dalla fama  e notorietà degli attori in campo, non l’atteggiamento delle 3 scimmiette (non vedo, non sento, non parlo).

Per la prima volta Signori Direttori si è consumato uno sciopero collettivo di un’intera  tifoseria (e non come accaduto in passato di una curva di ultrà). Ve ne siete forse accorti? Non era forse da sottolineare come evento senza precedenti?

Col vostro silenzio vi siete aggiunti allo schifo della Rai che ha inquadrato gli spalti  vuoti e lo striscione di protesta giusto un paio di volte in quasi due ore di diretta, andando  sui quattro gatti presenti pur di non parlare della contestazione.

Sono deluso, cari Direttori, perché avete perso un’occasione d’oro per testimoniare al Paese che il tifoso non è  solo folclore e passione o peggio violenza e odio… il tifoso non è un burattino, e la sua dignità non è calpestabile, da nessuno, men che meno da chi ha creato una disaffezione e una sfiducia mai vista il oltre un secolo di storia calcistica

NOSSIGNORI… Se amate davvero il calcio, avete il dovere di “vedere” e “capire” e  smettere di stare sempre e solo da una parte, quella del Sistema.

Ignorare le proteste civili ed eclatanti dando voce a quelle violente (dite, se poi ci scappa il morto sai come schizzano le vendite?), non è affatto cosa buona.

SE UNO STADIO DESERTO NON FA RUMORE… È SOLO COLPA VOSTRA E DEL VOSTRO COLPEVOLE SILENZIO.

 

 

24
nov 2018
AUTORE micheloni
CATEGORIA

Uncategorized

COMMENTI 56 Commenti
VISUALIZZAZIONI

2.298

BLACK FRIDAY GIALLOBLÙ

La serata tipicamente invernale è stata un preludio al Venerdì nero dell’Hellas Verona.

La protesta del popolo gialloblù al presidente-padrone Maurizio Setti può dirsi riuscita nonostante  quattro sfigati che hanno scelto di entrare comunque, pur sapendo l’importanza di restarsene fuori.

Persone alle quali evidentemente nulla importa del futuro del Verona e dovrebbero vergognarsi per aver anteposto i loro diritti in quanto abbonati, al dovere di dire “basta” a colui che ha saputo farsi odiare come mai nessuno prima in 115 anni di storia. Non hanno capito? Non hanno voluto? Non cambia nulla. Sono dei poverini, indegni di indossare un qualsiasi vessillo gialloblù.

Il popolo gialloblù tutto, ha invece vinto. E mi schifa la stampa intera nazionale e locale che poco risalto ha dato ad una forma di protesta di cui non ho memoria nel calcio italiano. Non è rimasta a casa una curva o i soliti ultrà, ma uno stadio intero.

Mi schifa la Rai, per non aver dato il giusto risalto alla protesta, non inquadrando quasi mai lo striscione “Questo è il tuo bilancio” esposto nella Sud contro Setti.

Si è giocata una partita? Davvero? Non è cambiato nulla e nulla cambierà… quindi a che serve parlarne.

Ora è necessario non mollare. Setti deve lasciare Verona perché Verona non lo vuole.

Il Black Friday gialloblù va in archivio. La contestazione invece è solo all’inizio.

Setti è all’angolo (e non solo per la contestazione), e con il suo immobilismo sembra preferire affondare con la nave piuttosto che provare a salvarla.

Sa che è finita. Che si è passato il punto di non ritorno. Sa che è solo.

Inviso da città e tifosi, braccato da processi che rischiano di minare in modo irreparabile il patrimonio personale.

Squadra alla deriva che scivola lentamente nella mediocrità di un campionato che aveva l’obbligo di dominare.

È l’inizio della fine.

 

 

20
nov 2018
AUTORE micheloni
CATEGORIA

Uncategorized

COMMENTI 40 Commenti
VISUALIZZAZIONI

2.132

“DI QUESTA PARTITA NON CE NE FREGA UN CAZZO”

Tutto avrei pensato tranne che di trovarmi io stesso a ribadire il leitmotiv di un coro che ho sentito (per fortuna non spesso), in Curva Sud, in occasione di disfatte casalinghe con tanto di goelada avversaria. La stupenda autoironia dei Butei che girando le spalle al terreno di gioco intonavano saltellando “di questa partita non ce ne frega un cazzo”.

Ebbene sì. Verona-Palermo appare ai miei occhi un ingrediente necessario per il solo ed unico vero fine: La contestazione più forte e ridondante possibile al presidente Maurizio Setti da parte di tutta la tifoseria.

Chiaro che l’obiettivo è un Bentegodi deserto con i cronisti di DAZN e Rai Sport a sottolineare la rottura tra piazza e Società. staremo a vedere.

Dovessi scommettere sul risultato firmerei per una super partita dei gialloblù, perché chissà mai per quale strana alchimia, a Verona ogni qualvolta l’allenatore è all’ultima spiaggia, la squadra sfodera prestazioni maiuscole che fanno ricredere gli scettici. Illusione che purtroppo dura lo spazio di una sola settimana, visto che già al match successivo segue puntualmente il ritorno alla mediocrità più assoluta. Così accadde un anno fa con Pecchia, non mi stupirei accadesse venerdì sera con Grosso.

Setti in settimana ha tampinato da vicino la squadra nel bunker di Peschiera. Vuole vincere a tutti i costi con il Palermo. Battere la capolista significherebbe (per lui) confermare la qualità di organico e conduzione tecnica.

Non sa che un’eventuale vittoria farebbe ancora di più incazzare i tifosi, stanchi di atteggiamenti indecifrabili e irrispettosi per chi va allo stadio, ancor più per chi si sobbarca viaggi sfiancanti per seguire la squadra in trasferta.

So che i tifosi (che che ne dicano) hanno il cuore diviso a metà

Una parte vorrebbe la vittoria perché è nel dna del tifoso stesso. Un’altra si augura l’ennesima umiliazione per vedere Setti con le spalle al muro.

Io non mi pongo il problema.

Venerdì sera uscirò con la mia famiglia al fischio di inizio. Giusto il tempo per vedere la portata della contestazione misurabile dalle presenze sugli spalti e ascoltare i commenti dei cronisti.

Sia quel che sia. Ciò che conta ora è dare un segno che il tifo gialloblù, osannato, invidiato, copiato e temuto, non è solo sostegno, trasferte, cori e canti.

Ne sa qualcosa Pastorello. Quando la fiducia è violata il rapporto è segnato e qualsiasi obiettivo della squadra  senza la colonna vertebrale dei suoi tifosi è sostanzialmente precluso.

Setti lo sa. Per questo per lui sarà forse la partita della vita.

Per noi va bene tutto,  perché il risultato non arriverà al triplice fischio di chiusura ma al fischio di inizio: Verona-Palermo = La festa è finita.

14
nov 2018
AUTORE micheloni
CATEGORIA

Uncategorized

COMMENTI 30 Commenti
VISUALIZZAZIONI

3.041

COL PALERMO TUTTI FUORI… CONTRO SETTI

Finalmente è arrivata l’attesissima risposta della Curva Sud all’ennesimo atto “contro” tutto e tutti del presidente Setti: COL PALERMO… BENTEGODI DESERTO.

L’idea di un Bentegodi semivuoto in diretta non solo su DAZN ma anche su RAI SPORT è quanto di meglio per dar voce al disappunto e la rabbia del popolo gialloblù nei confronti di presidente e Società

A questo punto il risultato sportivo dell’incontro con il Palermo è del tutto secondario.

Vincere o perdere non cambia le cose.

Non andremo in Serie A? Ce ne faremo una ragione.

MA DI UMILIAZIONI ORA BASTA.

Setti non è solo un imprenditore scaltro… è un uomo senza scrupoli.

Non si spiega altrimenti il saper incassare la rabbia più incazzosa dei tifosi e per tutta risposta lanciare l’ennesima provocazione, confermando l’indifendibile Mister Grosso, anche dopo l’ennesima indegna sconfitta e numeri che raccontano di una disfatta totale.

Non c’è offesa, nè provocazione alcuna che scalfisca il suo atteggiamento… sempre all’insegna della supponenza e con il sapore acre della sfida.

Servono le minacce? Assolutamente No!

Per due semplici motivi.  Primo: la contestazione deve sempre rimanere civile e avulsa da qualsiasi forma di violenza. Secondo: ne ha già ricevute (i bodyguard che lo seguono non si spiegano altrimenti), ma semplicemente “se ne fotte”.

La battaglia è solo all’inizio e non cesserà sino al giorno in cui Setti lascerà il Verona.

Ora più che mai però serve unità. Una sola voce “Contro Setti”

Lo dobbiamo a 115 anni di storia, agli eroi dello scudetto, alle migliaia di tifosi che “stanno su nel ciel”, ai nostri ragazzi che tifano Hellas, a noi stessi.

CHI AMA L’HELLAS VERONA, VENERDÌ 23 COL PALERMO RESTA FUORI DAL BENTEGODI

E QUESTO VALE ANCHE PER I TANTI CALCIO CLUB CHE SINO AD ORA HANNO ASSISTITO COLPEVOLMENTE INERMI AL SACCHEGGIO DELLA LORO FEDE CALCISTICA.

CHIUNQUE  ENTRI ALLO STADIO COL PALERMO  DIVENTERÀ COMPLICE DI QUESTO SACCHEGGIO.

AVANTI BLÙ… QUESTO SCEMPIO DEVE FINIRE.