31
ott 2018
AUTORE micheloni
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3.639

IL POST PIÙ PERICOLOSO… e forse ultimo!

Un Vero Presidente dopo la soporifera, impalpabile, partita di Ascoli, “meritatamente” persa (quando non fai nulla per vincere meriti di perdere), contro una modestissima squadra, si sarebbe presentato alla stampa chiedendo umilmente scusa.

Un Vero Presidente, ad un allenatore che nel post partita dichiara “il pareggio era risultato giusto” “siamo venuti per vincere”, direbbe “ma che cazzo dici?” “Stai zitto che è meglio”.

Ma un Vero Presidente potrebbe farlo solo se “libero” di farlo.

Se Grosso è frutto della sua strategia low cost (DS che porta il Mister, Mister che porta svincolati da fallimento societario) diventi complice di tale mediocrità. Sei un presidente furbo, scaltro, non disonesto (sino a prova contraria) ma straordinariamente “mediocre”

Un Vero Presidente si sarebbe già mangiato un allenatore che si permette di lasciar marcire in panchina un giocatore come Pazzini (soprattutto alla luce dei venti fuorigioco di Di Carmine a cui va la scusante di un 4-3-3 che lo abbandona davanti a far reparto da solo che è l’ultima delle sue caratteristiche).

E un Vero Presidente che in passato ha urlato per acquisti costosi poco utilizzati (Saviola remember?) non  puó accettare che un giocatore da oltre un  1 milione di euro netti a stagione (con contratto sino al 2020) sia messo ai margini. A meno che (ed è quello che i più pensano) non sia cosa voluta per ragioni immaginabili ma non sostenibili senza prove (sennò giù querele).

Un Vero Presidente, di fronte a una tifoseria “totalmente contro”, una città che non lo ama (ricambiasemplicemente iL medesimo sentimento) penserebbe seriamente a mettere in vendita la Società al giusto prezzo (e non sparando milioni a cazzo).

Un Vero Presidente non si nasconde. non si trincera dietro interminabili silenzi (salvo esternare in video-mega-sermoni non credibili e terribilmente noiosi).

Un Vero Presidente prende il suo DS e lo manda in tv a dire qualcosa di più intelligente di quanto esternato dal suo allenatore, ma soprattutto a prendersi le proprie responsabilità. (D’Amico del suo mentore Fusco ha preso tutto tranne l’unico pregio che gli abbiamo sempre riconosciuto: l’averci messo la faccia nei momenti peggiori).

Gentile presidente (il minuscolo è non solo voluto ma meritato), lei stesso ha ammesso (solo a retrocessione avvenuta) che aver difeso Pecchia non avendo capito la situazione è stato il suo grande errore della scorsa stagione (a mio avviso è il minore, di responsabilità ne ha di enormi e lo sa).

Ora, alla luce di prestazioni patetiche come Padova, Salerno, Lecce, Venezia, Ascoli, prestazioni convincenti contro Carpi, Spezia e Crotone e tre punti presi a tavolino, un attacco super sulla carta che non segna, un gioco sempre uguale e sempre più noioso,  pensa ancora che Fabio Grosso sia l’allenatore giusto per centrare l’obiettivo promozione? (per altro mai pronunciata nè da lei nè dal mister).

presidente… ascolti me, lasci perdere i poveri mortali come noi blogger tifosi… e si concentri a fare il Presidente, ma un Vero Presidente… ne guadagneremmo tutti.

Lasci perdere le querele come atto di intimidazione , più che tutela della sua persona, che a Verona mi creda,  è compromessa da tempo anche senza bisogno dei nostri post.

(A proposito, glielo anticipo… un’eventuale sua prossima querela nei miei confronti sarebbe un bel casino per il carabiniere di turno chiamato a notificarmela, dal momento che io sarò presto dall’altra parte del mondo).

 

Ed ora la parte più pericolosa del post, dalla quale dipenderà il mio proseguo o meno in questa difficile quanto stimolante esperienza da blogger dell’Hellas Verona.

 

APPELLO ALLA CURVA SUD E A TUTTI I TIFOSO GIALLOBLÙ.

Personalmente mi sono rotto il cazzo di vedere che a rischiare il culo contestando e mettendoci la faccia (in questo caso la firma) siamo sempre i soliti noti (io, Vighini, Barana & C.).

NON BASTA CANTARE… È ORA DI SCHIERARSI… NEMICI O COMPLICI.

Perché non si discute la passione e il sostegno sempre e comunque, in casa e fuori, di cui siamo riconosciuti maestri in Italia e in Europa, ma è troppo comodo limitarsi al “coretto contro” a partita e lasciare i cazzi di avvocati e tribunali agli altri.

“Fuori i coglioni” di tanto in tanto nella vita è bene urlarlo anche a se stessi.

 

 

 

 

 

 

 

 

29
ott 2018
AUTORE micheloni
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PREOCCUPANTE INVOLUZIONE…

Dopo 9 giornate il Verona è lì, a giocarsi la promozione diretta con alcune delle solite note della cadetteria e l’immancabile sorpresa del torneo che ad oggi sembra essere il Pescara.

Vista così, cioè dall’alto del secondo posto, si stenta a comprendere la mole di critiche a squadra e allenatore.

E invece ci sono aspetti e casi irrisolti che iniziano a pesare sulla squadra, tanto da accusare  un’involuzione generale a dir poco preoccupante.

A partire dal “Caso Pazzini”, che da solo meriterebbe un serio e definitivo approfondimento.

Ma serio,  non la settimanale presa in giro. Non la beve nessuno che “è uno dei tanti”, che “tornerà utile prima o poi”, che “ci sono molti validi giocatori tra cui scegliere”. Puttanate. La verità è ben altra. Non ce la vogliono dire? È un loro diritto. Ma noi tifosi non siamo dei “coglionazzi” (per dirla alla Fantozzi), e quindi quanto meno: “basta puttanate please”.

Altro aspetto preoccupante è l’involuzione in serie di molto giocatori che dopo un inizio convincente, stanno di partita in partita scadendo in una mediocrità inspiegabile quanto inaccettabile.

Prendiamo ad esempio Laribi. Qualità, tecnica e disponibilità non si discutono ma il tunisino non incide più nè da esterno nel tridente (dove aveva sin qui fatto buone cose), tanto meno da interno di centrocampo (dove a dire il vero al contrario non ha mai convinto). È fuori condizione? Non sembra a vederlo correre. E poi dopo solo due mesi è già in riserva? O piuttosto egli ama giostrare dietro le punte e nel modulo di Grosso non può farlo?

Anche Colombatto sembra aver perso brillantezza, concretezza  e fantasia. Le 5 ammonizioni denotano ch, nonostante non sia un gigante, è l’incontrista più cazzuto che abbiamo. Ma questo non dovrebbe farlo un altro al suo posto, liberandone concretezza, geometrie, estro e tiro?

E che dire di Ragusa che ancora non ha espresso un decimo delle potenzialità che lo hanno portato all’approdo della Serie A. Col Perugia persino imbarazzante. Ma come può accadere?

Un’ultima riflessione riguarda la totale e costante incapacità di cambiare il corso della  partita da parte di chi subentra dalla panchina.

Anzi peggio. Non solo nessuna delle riserve entrate ha mai modificato alcunché,  ma l’atteggiamento è addirittura spesso e volentieri indisponente. Passeggiano benché freschi e la garra non sanno nemmeno cosa sia. Penso a gente in panchina come Iachini o Zenga… se li mangerebbero vivi. Ma per Grosso non sembra essere un problema  Contento lui

Se il Verona ha inizialmente espresso un buon calcio ed ora ne è la brutta copia, se con due attaccanti del calibro di Di Carmine e Pazzini, segna con il contagocce. Se Laribi, Colombatto, Gustafson, Lee, sembrano la fotocopia di ciò che erano solo un mese e mezzo fa. Se tutti vedono Marrone in difficoltà dietro e Dawidowicz in difficoltà in mezzo ed è lesa maestà anche solo pensare di rimettere le cose a posto, beh la colpa di tutto questo non può essere certo dei tifosi. Quindi?

 

Quindi sotto con l’Ascoli.

Se nel segno dell’evoluzione o dell’involuzione lo scopriremo al triplice fischio finale.

 

 

 

 

 

28
ott 2018
AUTORE micheloni
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1.161

È DOMENICA… ANDIAMO ALLA MESSA GIALLOBLÙ

In nome dell’Hellas, del Verona e del Silvestri Santo.

 

(In piè)

Il Verona ha vinto… Halleluja

Di Carmine ha segnato… Halleluja

Silvestri “monstre”… Halleluja

 

PARABOLA DEL GIORNO “Dal Vangelo secondo Grosso”

“In quel tempo il Signore (inteso come Mister) predicava ai fedeli che non serviva un vecchio apostolo da 178 gol in carriera, 4 gol e 15 partecipazioni in Champions League e convocazioni in Nazionale Azzurra, per entrare in paradiso. Ma i discepoli che egli aveva scelto non sembravano all’altezza del vecchio campione-saggio e il popolo rumoreggiava. Venne però il “giorno della rivalsa. Il prescelto segnò finalmente il suo primo gol in gialloblù, mentre l’anziano saggio rodeva su una panchina insieme ad altri esclusi. Il Signore (sempre Mister) alzò quindi la mano al cielo e lasciando intravedere un terzo dito, rivolto agli uomini (tifosi) di poca fede esclamò: “Tiè”.

(Sentà)

OMELIA ( a cura del sottoscritto Padre… di mio figlio tifoso dell’Hellas”.

Cari fratelli e sorelle (cugini no) “E venne quindi il giorno della vendetta del Signore (Mister sempre). Accettiamolo fratelli. È tornato in pó di sereno nella casa gialloblù. E ciò è cosa buona. La strada è lastricata di difficoltà e percorrere il cammino accompagnati dal maligno che ripete che il purgatorio (Serie B) non è alla fine poi così male come sembra, non è affatto semplice. NO cari fratelli. Il paradiso esiste… basta solo cacciare il maligno. Dio è buono e giusto. Abbiate fede, un modo… a modo suo lo troverà”.

CORO: “ Io Credo Risorgerò…”

 

ATTO DI DOLORE:

Dawidowicz imbarazzante… Signore Pietà.

Tuptà zero tocchi palla… Signore Pietà.

Gustafson semplicemente inutile… Signore Pietà.

 

Ricordiamo ora i nostri fratelli che non sono più con noi.

CORO (braccia in alto): “…e quando i blu, saranno in ciel”

 

ATTO DI SPERANZA (in piè, sentà, come volì…)

La vittoria corrobora lo spirito e l’anima… “Sia lodato il Signore”.

Grosso con i cambi è innegabilmente scarso… “Padre perdonalo, non sa quello che fa”.

 

MISTERO DELLA FEDE

“Dio, liberaci dal male”… (tu sai…)

 

ATTO DI FEDE: CORO: “Hellas, Hellas quando in campo scenderai…

” SCAMBIO DEL SEGNO DI PACE: Grosso cerca Pazzini…. Pazzini… Pazzini… ma ndo stà?

 

Alla fine comunque resta la vittoria.

Ringraziamo quindi il Signore (Mister) per il ritrovato successo e con lui osanniamo insieme:

Santa Fortuna… “Osanna”

Santa Curva Sud… “Osanna in casa e fuori”

San Guisuga… Osanna nell’alto dei conti.

 

La messa (gialloblù) è finita andate in pace ” (ovvero al bar a bèar lo spritz”)

 

P.S. Mi scuso con i puristi della fede per aver osato oltraggiare il rito della Santa Messa in chiave ironica. Vorrei dire che andrò a confessarmi per il carattere pseudo blasfemo del post, ma essendo la confessione, sacramento istituito dall’uomo (Papa Bonifacio VIII) e mai citato sia nella Bibbia che nel Vangelo. preferisco chiedere perdono in privato direttamente all’unico e solo Mega Presidente Universale che io riconosca: DIO.

28
ott 2018
AUTORE micheloni
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22
ott 2018
AUTORE micheloni
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IL GRANDE MALE

Difficile parlare di una partita che doveva essere quella del riscatto, giocata in condizioni climatiche difficili.

Quando la manovra del Verona si esprime al meglio è talvolta anche buon calcio, peccato accada troppo poco e quel che preoccupa, sempre meno.

Difficile anche non tirare in ballo per l’ennesima volta l’allenatore Grosso, non tanto per la formazione iniziale, quanto per le solite discutibili sostituzioni ma soprattutto, per un aspetto che ritengo fondamentale e persino superiore a qualsiasi valutazione tecnico-tattica.

La personalità. Il carattere. O per dirla tutta… i coglioni.

Era persino imbarazzante vedere l’enorme differenza in panchina tra Zenga e Grosso.

Il primo che mordeva l’erba, si incazzava col quarto uomo, si mangiava i suoi quando non facevano bene e li caricava nelle cose buone. Il secondo che si sbracciava predicando nel deserto, anzi visto il tempo, nella tempesta.

Uno che creava attenzione e patos tra i suoi e il secondo che quasi nemmeno se lo inc… ops filavano.

Questione di caratteri si dirà. Certo ci mancherebbe.

Solo che ti puoi permettere in panchina un carattere alla Zeman solo quando insegni calcio, o alla Ranieri quando ottieni comunque dei grandi risultati.

In serie B servono condottieri, abili, bravi e credibili. Ma soprattutto cazzuti.

Gente che non guarda in faccia nessuno e se ne fotte dei diktat societari facendo solo ciò che è bene per la squadra.

Grosso non ne sta azzeccando una e quel che è peggio non sa far svoltare le partite.

Nè con le sostituzioni, tanto meno con la sua personalità e il suo carattere ( e come potrebbe… persino il massaggiatore mi sa che ha più carisma)

Dopo il vantaggio non ha trasmesso la voglia dello squalo di finire la sua preda.

Ha visto il Venezia rialzare la coda e nonostante i pericoli per Silvestri aumentassero di minuto in  minuto, non ha morso alle palle nessuno dei suoi affinchè cambiasse l’atteggiamento in campo.

Nel secondo tempo, gol mangiato da Di Carmine a parte, è stato un monologo Neroverde e dopo il pareggio del Venezia,  sentire Zenga che urlava ai suoi “dai che la vinciamo” mi ha fatto capire lo spessore imparagonabile con Grosso, a cui evidentemente in quel preciso momento premeva (come poi ammesso in sala stampa) portare a casa il punticino.

È Grosso a non aver trovato ancora oggi il modo per far emergere la superiorità del Verona.

Di Carmine a Perugia aveva il coreano Han ad aprirgli spazi, e non ha mai giocato da unica punta.  E lui che si inventa? Di sbatterlo in mezzo a due centrali a far reparto da solo.

Le involuzioni di Laribi e Ragusa a cosa si devono Mister Grosso? Solo colpa loro?

L’equivoco Marrone-Dawidowicz finirà prima o poi?

E Perché il polacco a proteggere la difesa solo a gol preso e non prima?

Lo sa che i cambi li può fare quando vuole lei?

Lo sa che un allenatore con le palle se ne fotte se un giocatore si offende se sostituito prima del 20’ del secondo tempo?

Mi dica, Mister Grosso, cosa pensa di un giocatore, Cissè,  che appena entrato sbaglia il 100% dei passaggi e dei dribbling? Ci rende partecipi di questo suo innamoramento per Karamoko Cissè, una onesta carriera in B senza mai esplodere?

 

Come può mai pensare poi che il “punticino” possa essere da squadra che ha beneficiato di 20 milioni di paracadute  e ne ha incassati altrettanti in cessioni?

L’Hellas Verona non è il Bari… il primo ha le casse sfondate di entrate extra patrimonio personale della proprietà,  il secondo è fallito per debiti.

Mi chiedo tuttavia se sia giusto prendersela sempre con Grosso, preso da un DS al suo debutto, a sua volta scelto da un presidente che Verona non vuole.

E torniamo quindi sempre lì.  A Maurizio Setti,  il GRANDE MALE del Verona.

Che come lo scorso anno aspetterà troppo per prendere provvedimenti  o apporre correttivi… o non li prenderà affatto,  perché conscio che Verona, altro non è che una parentesi rosa (e molto  remunerativa) della sua vita professionale.

 

 

15
ott 2018
AUTORE micheloni
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1.667

GIOVANNI MARTINELLI… QUANDO IL RICORDO NON BASTA.

Sono passati 5 anni dal giorno della scomparsa, prematura, dolorosa, quanto profondamente ingiusta del compianto Presidente dell’Hellas Verona, Giovanni Martinelli. Eppure sembra una vita.

L’eredità che ci ha lasciato è a mio avviso quanto di peggio potesse essere, ma credo che nemmeno lui immaginasse il danno enorme e incalcolabile che il suo successore avrebbe perpetrato nei confronti del nostro e suo (di Martinelli intendo) Hellas Verona.

Non mi riferisco tanto ai risultati, ottimi all’inizio quanto disastrosi nelle ultime stagioni, ma allo scollamento, alla sfiducia, alla disaffezione che questa proprietà ha creato nella tifoseria e che come una cellula malata distrugge giorno dopo giorno, la fede di migliaia di persone, che mai avrebbero pensato prima d’ora di arrivare a dire: “sino a che resta Setti, del Verona non voglio più saperne”.

La conseguenza più evidente è nel numero di abbonati di molto inferiore allo scorso anno, quella invisibile è invece rappresentata dal clima surreale che si respira al Bentegodi, dagli occhi senza luce dei tifosi gialloblù, dalla rassegnazione e dalla “vergogna” che i nostri figli provano di fronte a “questo” Verona. Gli stessi che non più tardi di 8-9 anni fa, (non venti o trenta), tifavano orgogliosamente Hellas, pur con la squadra nei bassifondi della Lega Pro.

Ci manchi caro Giovanni, ci mancano i tuoi modi genuini, i tuoi sogni nel cassetto come il nuovo stadio, ci manchi nel tuo tentativo mal riuscito di nascondere a chi ti voleva bene la grande   sofferenza che provavi e che ti segnava corpo e anima. Ci manca la tua voce, sia quella pacata e dalla veronesità genuina, che quella roca e affaticata del  dopo operazione, comunque piena di amore per il tuo Verona e i tuoi tifosi.

Siamo migliaia Giovanni… decine di migliaia di tifosi del tuo Verona… e ti vogliamo bene, ma un bene grande grande.

E io te ne voglio a tal punto da rifiutare la retorica idea che “nessuno muore finchè resta nei pensieri chi di vive”… perché anche chi vive prima o poi se ne andrà… e con lui il ricordo di chi lo ha preceduto.

No caro Giovanni, tu non devi essere dimenticato.

Per questo chiedo a tutti i tifosi, ai capi ultrà, a chiunque ami i colori gialloblù  di pensare a come legare in eterno il nome di Giovanni Martinelli alla gloriosa storia dell’Hellas Verona.

Una statua, un settore del Bentegodi, una bandiera con il suo volto… decidete voi, ma fatelo vi prego.

Glielo dobbiamo!

Perché lui ci ha salvati dal fallimento, ci ha ascoltati rifiutando una fusione già programmata, ha amato il Verona sino all’ultimo respiro della sua breve vita.

Grazie per sempre Giovanni… uno di noi.

 

09
ott 2018
AUTORE micheloni
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IL CALCIO È UN GIOCO SEMPLICE

Prendo volentieri spunto dallo stimolante post di Luca Fioravanti per dire la mia sull’argomento formazione e rotazione della rosa.

In linea generale concordo appieno con il fatto che una squadra deve avere una sua identità e questa viene a mancare se i leader oggi ci sono e domani chissà.

Già parlare di leader al Verona è dura, in quanto è dai tempi di Toni e Moras che non abbiamo veri uomini capaci in campo di essere il nerbo, la foga, la non arrendevolezza della squadra.

Nemmeno Pazzini che per carriera e risultati potrebbe essere leader a mio avviso non lo è.

Vuoi perché condottieri si nasce, non si diventa, vuoi perché per essere tali vale una regola: non essere mai sfiduciati davanti a tutti. E sappiamo in tal senso quanto Fusco-Pecchia prima e D’Amico-Grosso ora, non abbiano perso occasione per declassare la leadership del Pazzo sino alle più bieche umiliazioni (preferirgli un Primavera è l’ultima della serie).

Detto questo, ogni squadra non può prescindere da un’ossatura che, infortuni a parte, deve essere in campo, sempre.

Prendiamo Caracciolo; “mi ha dato la sua disponibilità a giocare ma l’ho voluto risparmiare” dichiara Grosso nel post partita col Lecce.

Ma cristo santo, grazie alla sosta ci sono due settimane per gestire i giocatori e far riposare i più stanchi e lui lascia fuori il centrale più affidabile che abbiamo e per giunta contro una squadra che segna a valanga? Non serve un corso allenatori di coverciano per arrivarci… è semplice buon senso.

Ecco è questo che rende inconcepibile e inaccettabile la scelta di Grosso di schierare Empereur al fianco di Marrone.

E a proposito di Marrone mi trovo in disaccordo con Fioravanti.

Per giocare da centrale non bastano i piedi buoni. Serve cattiveria, mestiere, trucchi acquisiti in anni e anni di ruolo, senso della posizione, diagonali, gestione del reparto sulle palle inattive. Non ci si inventa difensori superati i trent’anni perché è troppo dura reggere i ritmi partita da centrocampista. Troppo comodo caro Marrone.

Abbiamo acquistato un vero centrale di ruolo, Dawidowiz… che d’accordo ha giocato altrove anche davanti alla difesa ma probabilmente in squadre meno votate all’attacco e di conseguenza meno esposte ai contropiede avversari sui quali il polacco si è dimostrato di una lentezza disarmante.

Grosso, chieda lumi al grande Osvaldo Bagnoli, che sosteneva: ”el tersin e ga de far el tersin e l’ala, l’ala”.

Sono cambiati i tempi direte. Nossignori.

Un terzino può spingere bene come un esterno alto ma non avrà mai nè il dribbling nè il senso del gol che una punta, per quanto esterna, deve avere.

Tanto quanto un esterno alto può anche arretrare a esterno basso,ma non fermerà mai l’avversario come lo sa fermare un marcatore di ruolo.  (esistono certo delle eccezioni, ma in quanto tali, non sono appunto la regola)

Il calcio di oggi prevede la duttilità dei calciatori a svolgere ruoli e compiti diversi.

Ciò non toglie che ogni giocatore esprime il massimo delle sue potenzialità solo se messo nelle condizioni di farlo, ovvero rispettandone le caratteristiche. Chiedere adattamenti vari e forzature, non solo toglie alla squadra le reali potenzialità di quel giocatore ma ne mina l’autostima, il che spesso equivale a perderlo per strada (e a Verona di casi del degenere negli ultimi anni ne abbiamo visti eccome).

Mister Grosso, il calcio è un gioco semplice, sosteneva il grande Gianni Brera… è tanto chiederle di non renderlo complicato?

 

06
ott 2018
AUTORE micheloni
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3.143

ECCHECCAZZO…

ECHECCAZO… MISTER GROSSO

 

Da difensore Campione del Mondo, mi dica, dove cazzo lo vede Marrone difensore centrale?

Eccheccazzo… Caracciolo, Empereur, Dawidowicz… e lei punta su Marrone? Ma anche Gigi Fresco della Virtus Borgo Venezia non lo metterebbe mai e poi mai in quel ruolo.

E mi dica… nei moltissimi contropiede che subiamo ad ogni partita non la vede la cazzo di velocità da bradipo nei rientri di Dawidowicz? Non serve un genio per capire che se soffri i contropiede hai bisogno di velocità in mezzo. Eccheccazzo… anche Porta della Primavera lo capirebbe (dopo essere retrocesso ma lo capirebbe).

E con Colombatto dai piedi buoni lei mette il polacco in cabina di regia? Eccheccazzo, ma anche Perotti capisce che è una emerita stronzata.

Ma non è finita… Cissè che subentra a  Matos infortunato come cazzo le è venuto in mente?

Non lo vede che non ha il passo? Non dribbla, non tira, non fa l’attaccante, non cambia la partita. Un cambio inutile che fa male al ragazzo e conferma la sua testardaggine. Eccheccazzo,  ma nemmeno Veneranda sarebbe stato così cocciuto.

Echeccazzo… lo capisce poi anche un allenatore dei pulcini che uscito Matos andava alzato esterno alto Laribi e inserito Zaccagni. Tutti lo avrebbero  capito… anche Pecchia,  lo avrebbe capito (dopo anni e continui corsi di recupero con l’insegnante di sostegno, ma lo avrebbe capito).

E se si riguarda le partite non vede che il più in forma e il solo dei centrocampisti che salta l’uomo è Zaccagni? Il quale ha talmente fatto bene col Carpi, da essere da lei premiato con ben due panchine. Questa si che è vera meritocrazia… eccheccazzo. Lo capirebbe anche Salvioni.

Laribi a centrocampo lo aveva schierato nella penosa partita col Padova e lei che fa? Lo ripropone a centrocampo. Misteeeeer … eccheccazzo, ma anche Cagni avrebbe capito che Laribi non è un incontrista, nè un macina chilometri… ma che dico Cagni… ma anche Giannini avrebbe capito che il suo ruolo è libero di svariate dietro le punte.

E che dire di Pazzini… anche Colomba capirebbe che deve giocare sempre.

E se oltre a Pazzini avesse anche Di Carmine, non solo Colomba ma addirittura Remondina li farebbe giocare insieme..

 

Anche a lei quindi Mister Grosso andrebbe una bella porzione del piattino di merda che vivendo in Salento dovrò mangiare questa settimana per la sconfitta casalinga con il Lecce, che lei chiaramente addebiterà all’arbitro della partita  (un Massa in erba e ho detto tutto) o alla sfortuna.

Ah, con l’occasione gliene mando una fetta in più per l’emerito presidente Setti, che solo avesse una minima competenza calcistica dovrebbe cazziarla minimo come Lotito ha trattato Inzaghi alla Lazio settimane fa.

 

P.S.

Dite che è un post troppo scurrile? Come? Ho scritto troppe volte “cazzo”? Avete ragione cazzo. Ma io non sono un giornalista e da tifoso parlo come cazzo mi pare… eccheccazzo!

 

02
ott 2018
AUTORE micheloni
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SATIRIKHELLASALERNITANA

Salernitana-H. Verona: Dopo mezz’ora di riscaldamento Pazzini ha chiesto il cambio.

Tuptà, ringrazia il preparatore atletico per i guai muscolari a rotazione di tutti gli attaccanti, in ordine cronologico di infortunio, Cissè, Di Carmine e Pazzini.

Previsione del  Divino Otelma sulle parole che Mister Grosso pronuncerà nella prossima conferenza stampa pre-incontro: “Con il Lecce sarà una partita difficile”.

Silvestri sul gol di Jallow: “l’avevo detto a Caracciolo di non giocare più a “mia, tua,”.

Silvestri 2: “certo che le farfalle di Salerno sono bellissime”.

La delusione di Lee: “non è che per me era meglio non vincere i Giochi Asiatici e fare la naja in Corea? Tornato da Campione d’Asia nell’Hellas non conto più un 형사 “.

Marrone-Dawidowicz: alla base dei nuovi ruoli c’è il famoso detto: “l’erba del vicino è sempre più verde”.

Ragusa tra sè e sè: “indovina indovinello… sto a Salerno perché son bello”.

Tifosi scesi a Salerno: “meno mal che gh’era le mossarele de bufala da portar a casa se no l’era un viajo fato par gnente”.

Pazzini scoperto in panchina con una margherita: “entro… non entro… entro… non entro… ENTROOOO! OPS…(Triplice fischio finale)

Verona sconfitto in trasferta:  “ non è che Setti è andato a Salerno?“.

 

 

 

 

 

 

 

30
set 2018
AUTORE micheloni
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1.424

UN ORRIBILE DEJA VÙ

Scrivi…. cancella… riscrivi…. ricancella…

E così per innumerevoli volte.

Non che ci fosse da dire chissà che sulla prima sconfitta in campionato dell’Hellas, o almeno nulla che non sia stato ampiamente e prontamente rimarcato dai miei illustri colleghi nei loro post.

Il fatto è che mentre scrivevo, vivevo una sorta di “deja vu”, mi rendevo conto cioè di ribadire concetti espressi mille volte in passato.

Scelte di formazione improbabili, giocatori fuori ruolo, esclusioni eccellenti, sostituzioni tardive..

Mi ricordava qualcosa… anzi qualcuno… Nooo, mi sono detto, è la maledizione di Pecchia che mi perseguita…

Peccato che in panchina stavolta ci fosse un nuovo allenatore, Fabio Grosso, che per altro ad oggi ha a mio avviso fatto anche bene.

Spiace dirlo, ma la sconfitta di Salerno è per me principalmente opera sua.

E spiego i perché:

Se presenti un 11 iniziale spuntato significa che giochi per il punto e questo non è da squadra vincente (e infatti ha perso)

Se Ragusa non è pronto lo si lascia a casa ad allenarsi anche il Sabato… se lo convochi può valere la forma di un Cissè, (che solo tre giorni fa corricchiava in campo non dimentichiamolo).

Se Pazzini non è pronto… non è pronto, punto! Non lo metti in campo a 4+recupero dalla fine a risultato compromesso.

Vista la difficoltà dall’inizio del secondo tempo, non aumentare il peso offensivo che poteva far arretrare il baricentro avversario, ha comportato un ulteriore aumento di fiducia nella squadra di casa.

Se come terzo cambio era pronto ad entrare Lee, e beccato il gol egli ripiega su Pazzini, vuol dire che nella sua testa, sia lui che Ragusa non erano previsti in campo all’Arechi. E questo è a dir poco sconcertante.

Se due nitide occasioni per il Verona lo spingono a posticipare il cambio, vuol dire che non ritiene il Pazzo nè un “risolutore”, nè un cecchino d’area (si riguardi allora la sua carriera e capirà).

Se lasci in campo Tuptà dopo che a 3 metri dalla porta cincischia col pallone tra un “tiro… no la passo…” ,  vanificando tutto con una mesta uscita della palla sul fondo..  significa non aver capito che il ragazzino è in tilt (psicologicamente parlando).

Se il finale di partita con Pazzini, Laribi e Zaccagni ha di fatto espresso  l’enorme differenza tra il Verona e la Salernitana, che partita sarebbe stata con in campo dal primo minuto una formazione più competitiva?

Ecco… se dopo tutto questo, il mister non prende atto che la sconfitta di Salerno è per gran parte colpa sua ( in collaborazione col papocchio difensivo Sivestri, Caracciolo, Crescenzi)… il problema si fa davvero serio, perché a Verona di guru sapientoni per i quali è sempre colpa degli altri, ne abbiamo piene le scatole.

Può succedere, ci mancherebbe, che un allenatore sbagli partita… ma proprio per questo mi aspetto che Grosso per primo lo riconosca e lo avesse fatto non avrei avuto bisogno di scrivere questo post.

Del giovane calciatore che solo 12 anni fa impavidamente tirava il calcio di rigore decisivo nella finale che ha consacrato l’Italia Campione del Mondo, ho ammirato soprattutto il coraggio e l’incoscienza… le ritrovi presto Mister Grosso, insieme magari ad un pizzico di buon senso e di umiltà.

Ne abbiamo bisogno… a partire da Venerdì.