09
ago 2019
AUTORE micheloni
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2.259

SIAMO O NO TIFOSI RAZZISTI?

www.areanapoli.it/varie/tutino-al-verona-i-tifosi-dell-hellas-attaccano-non-vogliamo-napoletani-in-squadra_

Questo il post che sta girando in rete diffuso da “areanapoli.it” e che sono certo sarà da stimolo di discussione ai  lettori mi seguono.

Il tema è il seguente: i tifosi dell’Hellas Verona sono davvero razzisti?

La mia risposta è: “SI! … nè più nè meno di quanto lo sono i tifosi di tutte le squadre italiane, che negli stadi “odiano per motivi territoriali” e sfottono con cori, canti e striscioni messi recentemente al bando della Lega Calcio e di conseguenza puniti con multe salatissime, diffide, squalifiche di settori, sino alla chiusura totale dello stadio e relative partire a porte chiuse o in campo neutro.

La campagna diffamatoria nei confronti del tifo gialloblù ha origini antiche. Ricordo a metà degli anni ‘80 (erano i tempi del mio trascorso televisivo),  l’incontro a Fiumicino, con una troupe della redazione sportiva Rai, come me in procinto di imbarcarsi per Verona Villafranca.

“Andate a Verona per la partita?” Fu la mia domanda. “No… per quello c’è  già la squadra Rai di Venezia. No, noi andiamo per beccare cori, striscioni o altro di razzista per farne un servizio per i tg e i programmi sportivi” fu la loro risposta. La partita in questione era Hellas Verona – Napoli.

Che merde… non tanto loro che in quanto dipendenti, stavano rispettando delle consegne,  quanto i capo-redattori che ce li avevano mandati.

Ogni occasione era allora ed è buona oggi per dar contro al tifo gialloblù… (non che il tifo faccia tuttavia  mancare materiale al riguardo), ma chissà perché gli stessi cori in altri stadi non hanno mai avuto la stessa risonanza mediatica di quelli fatti al Bentegodi.

Quel “soli contro tutti” è d’altronde emblematico di come siamo restii ad apparentamenti di alcun genere. E se Fiorentina, Samp e Triestina a parte, sportivamente parlando  “noi odiamo tutti”, vorrà ben dire qualcosa no?

Quindi sì, noi siamo “razzisti” nei confronti dei napoletani esattamente quanto i napoletani lo sono nei nostri. Un “odio sportivo” che per me finisce con la partita… per altri vive anche al di fuori dello sport. Ognuno d’altronde risponde per sè.

Il tema del razzismo è argomento delicato, quello all’interno degli stadi ancor di più, perché intriso di quell’ironia, offese e sfottò che arriva ai peggiori livelli, da parte di tutti nei confronti di tutti.

Ma è in gran parte un razzismo di facciata, se  pensiamo che quegli stessi tifosi definiti “razzisti”, amano, se meritevoli sul campo per impegno e dedizione, i loro giocatori a prescindere dal luogo di nascita. Prova ne sono alcuni indimenticabili gialloblù, quali Galderisi o Sacchetti, o per andare a tempi più recenti, Mimmo Maietta. Tutti “terroni” amati oggi e per sempre dai tifosi gialloblù.

Stia quindi tranquillo Tutino, napoletano doc. Onori l’impegno, sputi sangue e sudore per la gloriosa maglia che indossa e sarà rispettato, incitato e osannato quando (ci contiamo) la metterà dentro la porta avversaria.

Sono certo che al pari dei tanti “terroni” o “negri” che hanno vestito in passato i colori gialloblù, se rispetterà maglia e tifosi, non potrà che dire, quando lascerà Verona, ciò che tutta l’Italia sportiva ci riconosce, ovvero l’essere una tra le tifoserie più calde, più belle e più “uniche” d’Europa.

P.S.  Qualora qualcuno trovi offensivo il termine “negri”, consiglio un approfondito studio sulle razze umane. Scoprirà che solo le società “politically correct” considerano questa parola un’ingiuria.

Nei paesi e continenti dove invece i “negri” vivono a milioni, questi non si incazzano se li definisci negri ma se li chiami “neri” o peggio ancora “di colore”.

Nel rispetto della verità “io sono e sempre sarò, tanto rispettoso di tutto e di tutti… quanto “politicamente scorretto”

04
ago 2019
AUTORE micheloni
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UNA PALLOTTOLA SPUNTATA

Mentre tiene banco tra i tifosi la (fake?) news dell’interesse del Verona per Mario Balotelli, i gialloblù di Juric portano a casa contro la Spal, l’ennesimo pareggio a reti inviolate.

La buona notizia è che la porta di Silvestri, rispetto al passato, sembra un po’ più protetta dal nuovo modulo, e considerando che ancora non si sono visti Bocchetti e Gunter, il reparto difensivo non dovrebbe che migliorare.

La brutta è che non facciamo gol, nè diamo l’impressione di poterlo fare.

Le occasioni non sono molte d’accordo e qui, il feeling tra centrocampo e attacco, fra trequartisti e attaccanti, deve essere migliorato e di molto.

La sensazione tuttavia è che il Verona abbia in carica una pallottola spuntata.

Pazzini alla soglia dei 35, Di Carmine e Tutino (dato ormai per certo il suo arrivo) debuttanti in Serie A, non sembrano infatti dare le giuste garanzie in zona gol, senza le quali è impensabile pensare alla salvezza.

La boutade Balotelli si sgonfierà probabilmente con la stessa velocità con cui è apparsa, ma il rammarico di non poter puntare su un bomber di razza inizia a preoccupare.

Aspettiamo ancora quindi. Qualcosa di meglio rispetto al passato sembra essere stato fatto, sappiamo però che un’incompiuta difficilmente raggiunge la meta… e Balotelli o non Balotelli, qualcosa in più di Tutino andava fatto e va fatto.

01
ago 2019
AUTORE micheloni
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1.545

FARE PRESTO, PER PARTIRE BENE.

Partire bene in campionato per chi ha come obiettivo la salvezza è spesso determinante, vuoi per creare nell’ambiente entusiasmo ed autostima, vuoi per non trovarsi da subito a inseguire.

Sulle partenze brucianti ha ad esempio costruito moltissime salvezze il Chievo, che metteva in classifica punti preziosi, salvo rilassarsi e regalare gironi di ritorno alquanto discutibili per impegno e determinazione.

Partire bene per una neopromossa tuttavia non è semplice, anche per i calendari che propongono  spesso e volentieri alle prime giornate, scontri contro le big del campionato.

Capita a volte che ciò si riveli paradossalmente un vantaggio, laddove alcune di queste big siano ancora in fase di rodaggio.

Ebbene, il destino ha voluto che per il prossimo torneo 2019-20,  il Verona iniziasse con un trittico tutt’altro che proibitivo.

Bologna e Milan in casa, con in mezzo la trasferta a Lecce, sono infatti match non facilissimi ma non certo da barattare con Juve, Napoli, Inter, Roma e Lazio per intenderci.

Il Bologna si è rinforzato, ma è pur sempre formazione di classifica medio bassa, che  ha vissuto per altro un ritiro precampionato molto travagliato a causa della grave malattia che ha colpito il tecnico rossoblù Mihailovic.

La trasferta di Lecce è subito match salvezza, importante in chiave “scontri diretti” nel caso di arrivo a pari punti. Lo scorso anno son stati dolori, d’obbligo provarci

La gara più complicata è certamente la terza con il Milan, laddove il fattore Bentegodi e una tradizione da “ammazza-diavolo” possono tuttavia giocare a nostro favore.

Per ben sperare occorre tuttavia che il Verona arrivi al debutto con il Bologna già in palla fisicamente e con un organico competitivo. Cosa questa che cozza con la filosofia del duo Setti-D’Amico per cui i migliori affari si fanno in chiusura di mercato.

Sono dati per certi gli arrivi di Lazovic (ennesimo svincolato) e Verre (ennesimo prestito). Manca ancora un terzo attaccane e qualcuno che possa garantire un certo numero di gol in stagione giocando da seconda punta piuttosto che da esterno offensivo. Senza contare il “colpo” che dovrebbe far sognare i tifosi, promesso da Setti.

Quello che preoccupa maggiormente è che quei giocatori zavorra, ovvero a busta paga dell’Hellas ma inadeguati alla Serie A, sono ancora tutti qua ed è palese che prima di comprare sia necessario sfoltire la rosa ed alleggerire  il monte ingaggi

Siamo ad agosto… il 25 è vicino… Juric sta aspettando. Tutti stiamo aspettando.

 

30
lug 2019
AUTORE micheloni
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1.497

TONI,BEPI E L’ARTE DE MANDARSE IN MONA

B: Toni eto savùo che è morta la Carla?

T: Ci? La magasiniera storica del Verona?

B: Tasi alà, me dispiasesto da morir.

T: Na bràa dona dal bon. Sinquant’ani a lavar majete, braghete e calseti dei zugadori gialloblù… ghe un mestier più belo de questo?

B: pensa Toni… l’ha sentì el sudór dei Pissaballa, Nani, Sirena, Batistoni, Bui, Traspedini, Sega, Clerici, Zigo-gol e anca de Garela, Fontolan, Preben, Briegel e el Nanu.

T: eh si… na vita in gialo-blu… RIP CARLA.

 

B: ghè ciàcole de novi arivi dai to informatori, Toni ?

T: Tutino

B: Ostión tuti no?… gnanca uno che gavesse na bona nova?

T: Tutino t’ho dito… Bepi

B: no sta a rabiarte Toni, ghe credo… se i t’ha dito “tuti no” me fido.

T: ma va in mona Bepi.

B: ma elo vera che el Verona l’ha tolto un nero?

T: Si, Badu

B: ma come casso parlito Toni… come i africani?

T: No… lu l’è Badu

B: Sacranon Toni te me preocupi… elo el caldo? Eto tolto la pastiglieta dela presión?

T: Parchè?

B: Sibàdu… Nolulèbàdu. te pararà mia de parlar ciàro era?

T: Bepi…

B: ho capìo… vó in mona!

 

T: èto leto Bepi, el Capo de la Comunicassión del Verona l’è nda via.

B: ma se i l’ha assunto un par de giorni fa…

T: se te si del mestier basta un par de ore par capir ndó te si nà a finir…

 

B: ma elo vera Toni che Setti l’ha parlà con Balotelli par portarlo al Verona?

T: così i ha scritto… però lu l’ha dito de no.

B: bastava darghe un fraco de schei e magari el vegnèa

T: ma se no ghemo gnanca i schei par Ciano.

B: pecà… me ricordo  col Milan al debutto in A de l’era Setti come tuto el Binti el sigava  el so nome prima de la partìa… Mario, Mario, Mario..: e dopo emo vinto con du gol del sgiandón…come se ciamaelo?

T: Toni

B: no come te te ciami ti, come se ciamàa el sgiandón

T: Toni

B: bisogna che ghè lo diga a to mojèr che te scominsi a non sentir un casso e  che la te fassa metar i afarini nele recie par sentir meio.

T: Ciao Bepi se vendemo doman alà.. e comunque el sgiandón el se ciamàva Toni

B: dal bon? Toni proprio come ti?

T: ohhh l’eto capìo finalmente.

B: e scolteme… e de cognome come faseelo?

T: el cognome l’era Toni… insemenìo.

B: Toni Insemenìo? Mah sito sicuro che l’ha segnà lu i du gol al Milan? Mi me ricordo che tuto el Binti ala fine el sigàva “Luca, Luca…” quindi el sarà stà casomai Toni Luca ma mi Toni Insemenìo dal bon nol me dise gnente…

T: te ghe resón… l’era Toni Luca… l’era l’altro che el se chiamava Bepi Insemenìo…

B: Bepi? Proprio come mi el se ciamava? Bepi Insemenìo e Toni Luca… ma pensa ti se i avesse zugà insieme che deghèio che i metèa su.

T: Note Bepi

B: Note Toni… e ricordete che te voi ben anca se te capissi na roba par nantra.

T: anca mi te voi ben Bepi, ma no sta dismentegarte

B: De far che?

T: De nar in mona.

 

 

 

 

 

 

 

 

18
lug 2019
AUTORE micheloni
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3.832

HELLASVINCOLATI

Passano gli anni ma il refrain non cambia: “Se non son svincolati… non li vogliamo”. Ma alla peggio ci vanno bene anche i quasi a fine contratto, ma pure i reduci da infortuni seri… e molto gradite sono sempre le vere e proprie scommesse su Tizio o Caio. Per non parlare dei prestiti secchi che accogliamo sempre a braccia spalancate. .

Un’altra frase refrain in voga in società di quest’anno è: “non abbiamo le possibilità economiche di altre società…”. Falso, gli introiti sono i medesimi (escluse le big e alcune di fascia medio-alta) di tutte le squadre neopromosse o che la scorsa stagione sono state coinvolte nella lotta per non retrocedere.

La verità è che: “Setti non ha le possibilità economiche di altri presidenti”,  e le figure da egli scelte non sanno produrre plusvalenze, da cessioni di giocatori di proprietà

Ovvio che  preferiamo i bilanci a posto, ai fallimenti in stile Bari e Palermo, ma fare impresa nel calcio professionistico di oggi con ridotti patrimoni economici della proprietà, implica, anzi impone che operino solo persone capaci ed esperte.

Riprendo quindi un concetto recentemente espresso dall’amico Gianluca Vighini, “se non hai soldi per fare calcio ad alti livelli, devi far bene attraverso figure societarie e tecniche di livello e di provata capacità, in grado di sopperire a tale gap.

Per capire ia qualità del lavoro di Tony D’Amico la scorsa stagione, si è preso come metro di misura la promozione ottenuta. Il che ci può stare, tuttavia l’esamina va completata.

Ieri cercavo sulla Gazzetta Sportiva le trattative di mercato e relativi  obiettivi di tutte le squadre di A e B.

Ebbene, non c’è una squadra tra le 43 di entrambi i tornei, interessata a un giocatore che sia uno dell’Hellas Verona. Mi dicevo, ma possibile che manco in B interessi qualcuno tra i vari Almici, Empereur, Di Gaudio, Ragusa, Marrone, Vitale?  Possibile che questi calciatori scoperti dall’ex Talent Scout, oggi DS, Tony D’Amico, (scusate se sono scurrile), “non se li caghi” letteralmente nessuno? Azz che affari eh? (Ok, vesamina finita)

Meno male che alla fine del mercato manca ancora molto tempo… e per fortuna,  lo stesso abbonda di svincolati, ex infortunati, scommesse e prestiti, ancora oggi senza maglia e quindi sotto osservazioni dal nostro DS

È la dimensione del Verona direte voi. No!  è quella di Setti.

10
lug 2019
AUTORE micheloni
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2.528

TROPPE ZAVORRE = INCAPACITÀ

Incapacità di consolidamento in A, altalena tra A e B, Diritti tv, paracadute… tutti aspetti che accomunano due realtà molto diverse tra loro (non fosse che per blasone e storia calcistica): Empoli ed Hellas Verona.

La differenza tra le due società si chiama oggi Pietro Accardi, classe ‘82, ex difensore, oggi DS dei toscani, capace di scovare calciatori che hanno prodotto in apertura di calcio mercato, la bellezza di 40 milioni di entrate dalle rispettive cessioni.

Al contrario non me ne voglia il nostro buon Tony D’Amico, noi non solo non sappiamo produrre plusvalenze milionarie, (esclusi Fares e Valoti farina di altri sacchi) ma rischiamo addirittura il primato di giocatori-zavorra sotto contratto.

Non si offendano i vari Almici, Balkovec, Empereur, Marrone, Di Gaudio, Ragusa, Tuptà, Danzi, (ma aggiungerei anche i vari Vitale, Crescenzi, Faraoni, Dawidowicz e Lee a tutt’ora grandi incognite), ma tra inadeguati, reduci da infortuni seri,  mai affermati in A, troppo acerbi o ancora oggi eterne scommesse… di fatto sono tutti giocatori a libro paga,  che poco o nulla possono dare alla causa/salvezza del Verona.

Il fatto poi che nessuno li richieda seriamente (nemmeno in B mi sa) è la prova che fare mercato oggi  è qualcosa di più che completare una rosa, nella “speranza” di rafforzarla.

Importante nel sistema calcio attuale è prendere calciatori che in campo dicano la loro ma che possibilmente  diventino delle future plusvalenze.

Specialmente quando le risorse arrivano quasi completamente da entrate esterne (Lega, Diritti Tv, Sponsor, ecc.), e nulla dalla proprietà,  è importante investire bene e andare il più possibile sul sicuro. Non sono ammessi dubbi, nè perplessità, men che meno speranze, o peggio ancora, scommesse.

In attesa che l’asse con l’Atalanta dia i suoi frutti (stiamo ancora aspettando quelli dell’asse con Lotito, ma alle prese per il culo ci siamo abituati) e la paventata “amicizia” con la Juve porti qualche buon giocatore (credeghe…), noi si aspetta il grande colpo promesso da Setti. Sicuramente un fine carriera di gran nome, tra la  speranza di un nuovo Luca Toni e il terrore di un altro Rafa Marquez.

Per il resto immagino D’Amico a spulciare l’elenco dei fine contratto o dei possibili saldi di fine mercato, cercando nel frattempo di sistemare altrove e con il minor danno, i suoi tanti flop della scorsa stagione, tutti super svalutati a dismisura dall’ottimo lavoro del suo amico Fabio Grosso.

Manca tuttavia un mese e mezzo alla fine del calciomercato… magari arriva un’altra botta di culo (dopo quello di Alfredo Aglietti per dare un’idea, arriva qualche crack)… perché diciamocelo… è ormai di botte di culo che da qualche anno si va  avanti.

16
giu 2019
AUTORE micheloni
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3.507

Il MONDO PARALLELO

Chiudete gli occhi… rilassatevi e………. benvenuti nel mondo parallelo dell’Hellas Verona.

Un mondo effimero, affascinante dove il concetto di colpa non esiste e tanto meno il sentimento della vergogna. È tutto bellissimo. Se le cose vanno male le responsabilità sono sempre di altri, se vanno bene gli osanna autoreferenziali sono pari alla santificazione di nuovi beati in Vaticano.

Io da questo mondo non voglio uscire. Si sta troppo bene. Pensate, il Verona di Grosso gioca un calcio di altissimo livello, Marrone centrale difensivo, Dawidowicz centrocampista, Empereur e Bianchetti terzini e Faraoni interno di centrocampo sono stati presi ad esempio al corso allenatori di Coverciano. Qui nel mondo parallelo il rischio di non centrare i playoff pensate che è dovuto ad una serie di “intoppi” capitati durante la stagione. Avete capito maldicenti? Se lo dice D’Amico è vangelo.

C’è chi come il presidente ha intuito che Aglietti non ha affatto compiuto un miracolo, perché il merito è tutto di Grosso e del suo calcio ad altissimo livello che egli ha solo saputo indirizzare nel modo giusto. Non è una scoperta straordinaria? Poverino Alfredo, e dire che pensava di essere confermato. Ma in che mondo vive?

È bellissimo scoprire da Barresi che chi ama il Verona sono i 25mila della finale col Cittadella e non coloro che hanno mangiato merda per tutta la stagione, sobbarcandosi trasferte da incubo per assistere a prestazioni da schifo. Per non parlare di coloro che si nascondono dietro tastiere e blog e attaccano per tornaconto personale. Ma come si permettono. Il “tornaconto personale è roba da mondo parallelo. Restino in quello reale dove i tifosi pagano e basta e non solo soldi ma anche fegato spappolato per ansia e stress.

Qui, nel mondo parallelo, non solo non paga nessuno, ma chi sbaglia pensate viene addirittura premiato…Non è fantastico?

Questo  mondo è l’apoteosi della gioia… dove il Verona vale 100 milioni in quanto dotato di Stadio di proprietà, Centro Sportivo ultra moderno e un modello Borussia che non solo  abbiamo copiato ma pure superato con un consolidamento in Serie A secondo il nuovo stile lanciato da Setti dell’altalena (A-B-A-B e così via).

Il marchio dell’Hellas Verona fa concorrenza al Biscione interista, alla J bianconera e al Diavolo rossonero nei mercati di mezzo mondo.

Il merchandising va a gonfie vele e a breve saranno aperti altri Hellas Store visto il pienone a tutte le ore del giorno che si registra nell’unico attualmente aperto.

Io sto bene qui… in mezzo ad una marea di crack che affollano la rosa gialloblù. Almici, Balkovec, Di Gaudio, Lee, Marrone, Empereur, Vitale, Tuptà, Kumbulla, Cissè, Henderson, Danzi, sono al centro delle più importanti trattative di mercato con grandi club italiani ed europei interessati a loro. Esploderanno le plusvalenze grazie a D’Amico, non vi sembra fantastico tutto questo? Altro che mondo reale, dove si offende un grandissimo allenatore che farà sicuramente una splendida carriera nonostante i due fallimenti su due stagioni. Dove si attaccano volantini contro il grande presidente che ci ha regalato tutto questo. Ingrati.

 

Il mondo parallelo è davvero fantastico. Peccato solo che esista nella mente di poche persone, per l’esattezza tre.

La vita è un’altra cosa. La verità è un’altra cosa. L’amore per l’Hellas Verona è un’altra cosa. NOI SIAMO UN’ALTRA COSA.

12
giu 2019
AUTORE micheloni
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2.725

IL GRAZIE DI UN TIFOSO ANONIMO AD ALFREDO AGLIETTI.

RICEVO DA UN AMICO SU UN GRUPPO WHATSAPP QUESTA STUPENDA LETTERA APERTA DI UN TIFOSO DELL’HELLAS AD ALFREDO AGLIETTI… TROPPO BELLA E TROPPO VERA PER LASCIARLA ALLA SOLA VIRALITÀ DEI SOCIAL. HO QUINDI DECISO DI CONCEDERE IL MIO BLOG PER DIVENTARE SE POSSIBILE  IL GRAZIE DI TUTTO IL POPOLO GIALLOBLÙ AD UN UOMO CHE IN UN SOLO MESE HA SCRITTO UNA DELLE PAGINE PIÙ BELLE DELLA STORIA DEL VERONA.

NON CONOSCO IL NOME DELL’AUTORE, DESIDERO TUTTAVIA RINGRAZIARLO PER AVER ESPRESSO IN QUESTO SCRITTO TUTTO L’AMORE E IL SENTIMENTO CHE ALBERGA NEL CUORE DI OGNI TIFOSO GIALLOBLÙ.

Caro Mister Aglietti,

non prendertela, ma guarda il lato positivo: lasci il Verona da profeta in Patria, avendo compiuto un miracolo sportivo in un solo mese, avendo raggiunto il massimo, l’impensabile.

E sei costretto a lasciarlo.

Vantando l’amore e la riconoscenza della tifoseria, di una piazza che prima del tuo arrivo era sfiancata e costretta alla disaffezione, pur covando amore sotto la cenere.

Una passione che hai fatto ritornare fiamma e poi incendio.

Lasci senza esserti macchiato, da vittorioso, dal punto più in alto.

Senza rovinarti con gli insuccessi che potranno arrivare l’anno prossimo, senza contaminarti con probabili giochi e scelte impopolari a cui  questa società ci ha abituato.

Lo avrai ben capito: a questa dirigenza non piacciono i capipopolo, non può permettersi di avere in seno emblemi amati dalla tifoseria, che teme possano rappresentare incudini di verità in troppa frequente saccenteria ed un dito puntato dinanzi ad errori a ripetizione.

Da quando sono arrivati si sono preoccupati di eliminare ogni potenziale bandiera gialloblù o riferimento forte e fidato per il popolo scaligero, ad ogni livello ed in ogni settore.

Salvo confermare chi è inviso alla piazza e ribadire stima per quei mozzi improvvisatisi capitani che avevano abbandonato la nave durante la bufera per approdare in porti più sicuri.

Poi puntualmente falliscono, ma in fondo sono pure immeritatamente baciati dalla buona sorte.

Paradossalmente ritieniti fortunato, dai. Ed amato.

Non preoccuparti se si prenderanno i meriti della promozione tentando di far cadere l’oblio sull’ennesimo anno di plurimi errori ed affronti alla tifoseria.

Noi sappiamo che la A, tanto miracolosa quanto per lungo tempo poco meritata, è legata al tuo nome non ai loro, che è arrivata solo grazie a te.

E lo ricorderemo non per “18 o 180 minuti”, non dal 02 Maggio al 02 Giugno, non per “ulteriori 48 ore”… ma sempre!

E, parafrasando chi ti ha silurato, “lascialo fare”: noi, la nostra memoria, la nostra Storia, le nostre vittorie e le nostre battaglie rimarremo; e con noi, nei nostri cuori, chi ha combattuto e si è reso protagonista.

Lor signori prima o poi scompariranno nel dimenticatoio di un grigio bilancio di depressione, apatia ed assenza di passione.

E ancora GRAZIE DI CUORE, ALFREDO AGLIETTI!!!

12
giu 2019
AUTORE micheloni
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1.112

IN DIREZIONE OPPOSTA… E CONTRARIA

A due settimane dal trionfo col Cittadella il Verona ha il suo allenatore, ma non quell’Alfredo Aglietti che il miracolo (perché di questo si è trattato, senza se e senza ma) lo ha fatto, ma quel Juric che vanta una promozione in A col Crotone e una salvezza col Genoa, ma pure la bellezza di tre esoneri da parte del Genoa di Preziosi.

Setti non si è smentito e per l’ennesima volta è andato dritto per la sua strada, ovviamente in direzione opposta a quella auspicata dai tifosi (senza i quali ha detto, non sarebbe stata possibile l’impresa promozione).

Aglietti avrebbe meritato una chances, in fin dei conti se siamo in Serie A e siamo qui a dire che la rosa gialloblù non era poi così male, è solo ed esclusivamente merito suo. D’Amico al proposito dovrebbe essergli riconoscente visto che senza il buon Alfredo, noi saremmo in B e lui a spasso.

Nella scelta deve aver pesato l’inesperienza di Aglietti nella massima categoria. C’è stato un contatto anche con Beppe Iachini e, udite udite, pure Guidolin ha dichiarato nei giorni scorsi di essere stimolato all’idea di tornare a Verona come allenatore dopo 8 anni di carriera da giocatore.

E invece no… la coppia Setti-D’Amico ha partorito l’ennesimo torto nei confronti dell’intera tifoseria. In questo non c’è dubbio, la coerenza societaria è impeccabile.

Non amo i processi alle intenzioni e quindi non dirò alcunchè  sul nuovo allenatore prima di averlo visto all’opera, al quale comunque auguro sin d’ora un buon lavoro.

Mi sorge tuttavia spontanea una domanda: Setti ha cannato (per non dire peggio) gli ultimi due allenatori, prima con la collaborazione di Fusco poi di D’Amico. Ora con quest’ultimo lui sceglie Juric pur con due ex gialloblù graditi alla piazza e un altro che sarebbe stato un sogno per tutti (Guidolin).

Ma dico. Se la vita dimostra che una cosa non la sanno fare perché si ostinano da megalomani a considerarsi degli esperti? Ha preso e difeso Pecchia e siamo andati in B, ha preso e difeso Grosso e poco ci mancava che ci restassimo. Quante prove la vita dovrà dar loro  prima di capire la propria  totale inadeguatezza?

Una mia idea tuttavia me la sono fatta: se sei un uomo per bene e con dei valori, se come tecnico rispetti i tifosi e hai pure nel cuore l’Hellas Verona, non sarai mai preso in considerazione da questa Società, che non perde occasione per andare puntualmente in direzione opposta (che già è grave) ma pure contraria (visto che fanno errori su errori che penalizzano l’aspetto sportivo). Una direzione che porta puntualmente dritti al baratro, evitato quest’anno solo grazie ad un grande uomo come Alfredo Aglietti, che il Verona l’ha preso per i capelli e ha di fatto salvato il culo a tutti (tranne il suo visto che fatta l’impresa si è visto preferire un tecnico più esperto… “di esoneri” peró).

Un po’ però Setti lo capisco… quando nel bel mezzo del trionfo con il Cittadella, tra un festeggiamento e l’altro dentro un Bentegodi traboccante di entusiasmo, in un clima di inebriante ed euforica gioia collettiva, in 20 mila all’unisono ti mandano a gran voce affan… ops “a quel paese”… che fa… conferma Aglietti, o  prende Iachini?

 

03
giu 2019
AUTORE micheloni
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4.357

VINCITORI E VINTI

La Serie A conquistata con il Cittadella è in assoluto la vittoria di Alfredo Aglietti e contemporaneamente la sconfitta della triade: Maurizio Setti, Tony D’Amico e Fabio Grosso.

Quest’ultimo ha fatto danni incalcolabili sia tecnici che motivazionali e ahimè continuerà purtroppo a farli altrove. Marrone centrale di difesa, Dawidowicz centrocampista. Empereur terzino, Bianchetti terzino e Faraoni centrocampista, resteranno negli annali come le più grandi castronerie che un tecnico abbia mai compiuto. Aggiungiamo i molti zombi rinati con Aglietti, e si ha la dimensione della scarsità di Grosso come allenatore

Il DS proverà invece a dire che i giocatori da lui scelti, alla fine hanno centrato la promozione. Niente affatto. L’aver preso alla guida tecnica Fabio Grosso e l’averlo difeso sin quasi alla fine della sua avventura in gialloblù, è errore imperdonabile che non cancella affatto e semmai esalta i suoi molti limiti e la sua inadeguatezza al ruolo.

E veniamo a Setti, anche lui vanterà il risultato sportivo dell’ennesimo ritorno in A dopo una retrocessione. Niente di più falso. La sua gestione da ormai 4 anni è colma di errori ed umiliazioni, affronti e supponenza

Detto questo… spazio alla gioia. Almeno per qualche giorno godiamoci questa cavalcata vincente, questa totale metamorfosi, questo mix di emozioni che tra delusioni e stress ci ha fatto perdere qualche giorno di vita, ma chi sene frega, ne è valsa comunque la pena.

Infine grazie ai Playoff che mai come quest’anno hanno puntualmente, quanto inesorabilmente,  ribaltato i pronostici della vigilia. Regalando lacrime ai favoriti e il Paradiso ai quasi destinati  all’inferno.

Prima di chiudere, un grazie infinito ad Alfredo Aglietti. Anche nella vittoria della promozione non ha sbagliato nulla. Bianchetti ha giocato da titolare dando molta più sicurezza di Empereur. Zaccagni è rientrato al momento giusto, segno che la sua ripresa dall’infortunio è stata gestita bene. Di Carmine titolare ha avuto un senso in quanto adatto a restare in campo per tutta la partita e pronto a chiuderla in coppia con Pazzini, tenuta fisica che il Pazzo non avrebbe potuto garantire per 94’. E

da “ mai una gioia” a “finalmente una gioia”… se Setti volesse poi renderla unica ed indimenticabile sa benissimo cosa il tifo gialloblù si aspetta da lui…