GOSSIP, BULLSHIT e CASSADE (non siciliane, peraltro ottime)

Anche se non l’ho mai amato tantissimo e praticato ancor meno, ho una nostalgia, una delle rarissime.
“El petegolesso del tempo che fu”.
Viaggiava per via orale, sottovoce anche quando non c’era anima viva nel raggio di kilometri (su questo si potrebbe fare uno studio…).
Il più delle volte “malevolo”, talora neutro, raramente benevolo.
Avevo una decina d’anni, ma ricordo ancora perfettamente la Sig. Paola G., co-inquilina, fare tre piani di scale di corsa per verire a riferire a mia madre il “gran petegolesso” del mese, se non dell’anno.
Il rituale era quello che io dovevo essere allontanato (ti puoi immaginare, avevo punti d’ascolto in tutta l’enorme casa).
Poi la “rivelazione”: ” Carla, hai presente la Teresa C., quella biondona sempre benvestita anche se non era ricca…, beh l’è scapada da so marì (marito) col rappresentante dei corredi, quel bel omo che l’andava nele case dele butele da maridar (da sposare) par preparar i coredi…”.
E la cosa andava per le lunghe con particolari, veri o falsi, che non potevano essere che il frutto della catena di Sant’Antonio del petegolesso.
E la cosa durava per mesi, anche se in casa mia la cosa veniva attutita perchè anni prima anche mia zia Letizia, femminista ante litteram, mia favorita, aveva abbandonato il marito e se n’era andata a Roma con un uomo (per me divenne “zio Pino” e venivo redarguito ogni volta che lo chiamavo così), molto più anziano di lei.
All’epoca doveva essere stato un petegolesso della stessa fattura, ma io ero piccino.
Della cosa non se ne parlava mai in casa se non per cenni tra mia madre, mio padre e la sorella della “svergognata”.
Questo era un esempio di petegolesso.
Provate a confrontarlo con ciò che avviene oggi sui giornali e su Internet!!
Non c’è partita.
A favore del passato, dove il petegolesso diventava pure esperienza indiretta e pertanto “cultura” (senso lato).
Con questo Blog vi sfido a trovare i petegolessi più sapidi o più stupidi.
Comincio io.
Leggo che tale Loredana Lecciso, convivente di Al Bano “terme”, è molto amareggiata perchè è stata annunciata l’ennesima riconciliazione tra l’Al Bano e la Romina, con la motivazione:
“…Potevano aspettare qualche settimana così avrei potuto spiegarlo ai bambini…”.
Già i bambini, povere anime, non è che per caso potessero essere più turbati dalle scosciate, “s-tettate”, deliranti esibizioni della madre in TV?
No era…

Si badi bene che è mia opinione di sociologo d’accatto che il petegolesso sia la forma PRIMARIA UNIVERSALE di contatto sociale, farlo faccia a faccia è diventato probabilmente residuale (anche se non ne sono del tutto convinto), tramite Internet è probabilmente non misurabile.
Avanti.

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48 risposte a “GOSSIP, BULLSHIT e CASSADE (non siciliane, peraltro ottime)”

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  1. Gazza scrive:

    Ancora qualche giorno di pazienza e poi torno al “lavoro”
    >> https://www.youtube.com/watch?v=NfJClCBEk-w

    1. figliodiPreben scrive:

      https://exemplore.com/misc/Jayne-Mansfield-Bombshell-Old-Hollywood-Actress-and-Satanist

      qui sotto in uno dei suoi più famosi atteggiamenti satanici:

      https://goo.gl/images/ipHohn

      buonanotte

      • Gazza scrive:

        Mbah, sul “satanismo” della povera Jane non saprei che dire perchè le bullshits esistono da sempre, oggi sono super-amplificate da Internet.
        Come attrice era assai modesta, ma come “stigacristiani e miscredenti” ci sapeva fare, anche da muta…

      1. do minus gazza scrive:

        La notizia che appare su Telenuovo, e cioè che “setti-mo non rubare”(complimenti a HV…) prendera comunque 25 miGlioni anche se crolla la diga, ha tolto anche quella “consolazione” (comunque magrissima) per le infinite miserie cui abbiamo assistito quest’anno.
        I giornalisti continuano a dire che “QUESTO E’ IL CALCIO”, ma il nostro era tutto un altro sport (sport??).
        Amen

        • niktv scrive:

          Amen, purgatorio e… cassade. Colgo l’occasione di questi termini qui usati per esporre una personalissima e poco seria tesi (partendo certo da considerazioni forse banali e poco corroborate da un solido background filosofico ed antropologico purtroppo a me mancante), che avrà lo scopo, almeno nel suo intento, di disegnare una correlazione atavica fra le religioni precristiane (e, per certi versi, predruidiche), fra il punto d’intersecazione iniziale all’interno della nascita della tragedia greca vista come momento “ludico” (e contemporaneamente religioso, almeno agli inizi appunto) e fra la definizione attuale di religione laica del gioco del calcio. Come si evince facilmente da questa premessa, non prenderò in considerazione gli stereotipi a cui ci hanno abituato in questi anni derivanti dalle associazioni di idee più immediate e basiche relative al connubio fra calciatori e gladiatori romani. Non mi interessa quindi parlare (è già abbastanza chiaro) delle assonanze tra lo stadio e l’arena, tra il combattimento incruento e il reale scontro fisico atto ad offendere se non proprio ad uccidere, e via discorrendo. Preferisco quindi risalire agli archetipi in cui vedo appunto assonanze sia antropologiche, filosofiche/religiose, sia strutturali.
          La considerazione “strutturale” parte, gioco forza, dalle prime forme europee di religione predruidiche (toh, il calcio moderno si dice sia nato in Inghilterra), di cui abbiamo appunto solo reperti fisici simboleggiati in primis dai megaliti conosciuti come menhir e dolmen. Proviamo quindi ad entrare nel merito e facciamo una comparazione precisa. Oggi per celebrare il rituale “laico” del calcio, abbiamo bisogno di uno stadio tanto quanto queste popolazioni necessitavano, per i loro riti, di un cromlech. Lo stadio, in fase di costruzione necessita di piloni infossati su cui appoggiare, trasversalmente, altre lastre di cemento per supportare il pubblico (vero, non era lo scopo originario delle antiche religioni) e per costruire i punti di ingresso ad esso: le porte d’ingresso, o per dirla calcisticamente, i cancelli, e quindi, i dolmen. Ma il cromlech non è finito, al suo immediato esterno sorgono i piloni atti a sostenere i riflettori, antichi fari a forma di obelisco: i menhir (anche se, devo ammetterlo, più alti di quest’ultimi). Ed ecco, all’interno, il rettangolo dove si svolgerà il moderno rituale. Tale rettangolo, detto oggi campo di gioco, è perimetrato, oltre dalle linee di demarcazione in gesso (alcune fondamentali, altre meno importanti, ma che ricordano comunque i cerchi magici dei riti pagani), da ulteriori menhir (i paletti dei corner) e da altri dolmen (ancora più importanti di quelli esterni) e cioè le due “porte” contrapposte. Non possiamo inoltre esimerci dalle implicazioni di natura logistica attribuite alla struttura. Le curve (sede dei tifosi/fedeli più accaniti e, come spiegherò più tardi, sede anche del Coro di estrazione tragico/ellenistica) vengono giustappunto rivolte perlopiù sull’asse nord/sud. Il sud è dove troviamo il sole (divinità arcaica da sempre ricorrente) a mezzogiorno, e m’immagino i suoi raggi, ad esempio, penetrare dalla porta centrale della nostra curva sud (il dolmen spiritualmente più importante) nel momento esatto in cui l’arbitro fischia l’inizio gara. Il nord invece come terra dedicata all’oscurità. Ma potrebbero essere benissimo disposte sull’asse est/ovest, e lascio a voi le congetture del caso. Sono però sicuro di non aver mai sentito parlare dei tifosi della curva nord/est…
          La struttura è quindi completa, abbiamo adesso bisogno degli officianti. Per primi arrivano i fedeli (chiamati appunto tifosi), i quali dovranno sistemarsi sugli spalti non prima però di avere eseguito alcuni atti di purificazione. Essi cioè devono oltrepassare la porta del novello tempio (fatta dal dolmen esterno) tramite atto di purificazione e di trasformazione. La purificazione consiste nella prosaica perquisizione atta a non far entrare oggetti contundenti (e quindi ovviamente impuri) abbinata all’ulteriore controllo del documento che attesti la tua fede (il biglietto e/o la tessera del tifoso); la trasformazione invece consiste nel passaggio fisico/esoterico sotto il dolmen, non solo visto come passaggio nel mondo dell’aldilà, ma anche (come sostengono alcuni) come rito iniziatico riservato ad un ristretto ambiente societario. Una trasformazione per certi versi reale, in quanto nessuno, una volta entrato allo stadio (con ovvie differenze), può negare il fatto di non avere subito una immediata mutazione almeno dal punto di vista emozionale. Tali tifosi assurgono poi differenti caratteristiche (come dicevamo prima). Sugli spalti “normali” ecco i tifosi/fedeli più moderati, capaci di momenti infervoranti, ma, bene o male, condizionati da comportamenti più apollinei che dionisiaci (è il concetto ripreso più volte dalle considerazioni inattuali di Nietzsche nel suo celeberrimo “Nascita della tragedia” che prende forma in queste situazioni borderline). Il dionisiaco è invece riservato alla curva, che assume un doppio ruolo (non presente, a dire il vero, nella realtà classica) nel rituale/tragedia che andranno ad assistere: il primo come spettatori (anche se, mai appunto apollinei), il secondo nelle vesti di veri propri attori/sacerdotali. In pratica sono il coro della tragedia greca (mannaggia, in questo caso si trova sopra il palcoscenico e non infossata come nelle prime tragedie) definita appunto dionisiaca per antonomasia. Essi, non direttamente ma solo istintivamente consapevoli della natura dionisiaca a cui hanno aderito, accettano quasi con soddisfazione il probabile fato avverso che li porterà alla finale delusione (almeno per chi professa la fede laica dell’Hellas) e, nel frattempo intonano i primi ditirambi atti allo svolgimento del “tragico” rituale.
          E’ ora che lo spettacolo/rito abbia inizio. Ecco quindi entrare in campo i grandi sacerdoti (gli arbitri), che vestiti con i loro paramenti (le divise) portano al centro dell’agone la raffigurazione fisica del dio: il pallone. Poi seguono le rappresentazioni iconografiche degli antichi semidei greci (i calciatori normali) e, assieme a loro, e per loro gentile concessione, i veri profeti biblici (i calciatori più forti o magari simbolo della squadra, leggi per noi Zigoni). In taluni casi (stadi) si possono ammirare e quindi idolatrare anche veri e propri avatar del livello (chiedo scusa per l’accostamento sacrilego) di Gesù o del Buddha nelle figure più terrene ad esempio di Messi e Ronaldo. Non possono mancare altre divinità del pantheon greco, e quindi ecco Hermes (i giornalisti) che divulga in tempo reale le sorti dei contendenti, non tanto grazie alle calzature alate, ma tramite il più laico internet e tramite l’etere (anch’egli guarda caso appartenente alle divinità greche di prima storia); ecco entrare dominante la mitica Atalanta che incita alla corsa (ed ha ispirato, guarda caso, il nome della squadra di Bergamo) e, per finire, ecco apparire Nike in persona (ops, già sentito anche questo nome sotto “vesti” diverse e più contemporanee) per celebrare i vincitori alla conclusione del rito stesso. Al di sopra di tutto aleggia, nel nostro caso, l’Hellas, la Grecia antica, vero simulacro spiritual filosofico.
          In panchina (triste trono) vanno gli allenatori, Re druidici che rischiano di essere sacrificati (secondo alcune teorie) durante la festa di Beltane con un colpo alla testa e una incisione mortale alla gola se i raccolti non fossero stati abbondanti nella stagione precedente (nessuna esecuzione per fortuna per loro, ma solo esonero).
          Il rituale è semplice e coinvolgente allo stesso tempo. Il pallone (iconografia del dio di turno) deve essere scagliato nella porta (dolem fisico) dei fedeli avversari al fine di far prevalere una religione e quindi un idolo nei confronti dell’altro. Assurgere quindi a nuovo livello spirituale elevato (la classifica) tramite la ripetizione nel tempo del sacrificio inflitto al portiere avversario. Nel frattempo (nel corso cioè della partita) ecco le invocazioni da parte dei fedeli/tifosi (non sempre benevole, per la verità) alle proprie divinità, atte ad ottenere benefici tramite vaticini e “scongiuri” molto simili anche alle modalità di stampo sciamanico.
          Il coro scandisce l’azione della tragedia; ha, come già sottolineato, caratteristiche prettamente dionisiache (basta vedere quanta birra scorre) e talvolta distruttive e autodistruttive, mantenendo intatta, al di là del risultato finale, la consapevolezza del fine ultimo tragico. Aspetto ben rappresentato dal nostro famoso motto: “born to tribular”.
          Non dimentichiamo il nuovo VAR, emulazione perfetta del Deus ex machina della tarda tragedia che scende dall’alto per districare le situazioni più spinose e complicate.
          I tempi tragici sono rispettati sia per l’unità di tempo (massimo un giorno), di luogo (lo stadio/tempio) e di azione (una partita di calcio) anche se altre considerazioni inattuali esposte a suo tempo da Dario Fò non la interpretavano proprio così (no, tranquilli…. non vi tedierò ulteriormente esponendone la tesi). L’apollineo, cosi come preconizzato da Nietzsche per capire le origini filosofiche della tragedia greca, trova in questo rito la sua fusione perfetta col dionisiaco; le antiche religioni risorgono come metamorfosi laica delle speranze e della spiritualizzazione all’interno di quel concetto che continuiamo a chiamare, in modo farisaico, gioco del calcio.

          • Cesare Settore Superiore scrive:

            Grandiosa e assai realistica la tua assonanza, con una sola imprecisione. In panchina sedevano i re druidici che rischiavano davvero di essere sacrificati durante la festa di Beltane con un colpo alla testa e una incisione mortale alla gola se i raccolti non fossero stati abbondanti nella stagione precedente.
            Nel sacro Tempio di piazzale Olimpia, invece, nessuna esecuzione ma nemmeno nessun esonero. E dopo le nuove lungimiranti profezie di oggi, il profeta stronzo che guida la compagine dovrebbe essere sacrificato all’istante. Nella maniera di un re druidico che si rispetti..

            • Gazza scrive:

              Ma no dai caro Cesenric, penso basterebbe un’intervista, l’ultima, a setti-mo non rubare col sistema dell’Ordalia… :D
              Senza dubbio la preparazione dello strunento spetta a te senza discussioni!
              :)

              P.S.:
              Per “ordalia” vedi wiki o un buon dizionario…

          • do minus gazza scrive:

            Dopo aver letto la dottissima e gustosa “tesina” del Nik, mi rallegro che lo stesso non si sia documentato anche sul canale History di Sky tv.
            Infatti detto canale la smena, più o meno mensilmente, che Stonehenge sarebbe uno dei tanti campi d’atterraggio degli ALIENI.
            Poi, riflettendo meglio, mi vien da pensare che il Bentegodhenge lo possa anche essere.
            Uè, tutti quelli che son venuti a “pugnar” con noi quest’anno parevano…MARZIANI!
            :(

          • bardamu scrive:

            Notevole. degno di essere pubblicato su rivista ( sportiva o letteraria ? Ma forse non ha senso distinguere le categorie ).

            • paperinik scrive:

              Mi associo Nik TV eye. C’è del visionario e non solo, che mi piace. E tra l’ altro secondo me si presta a una sequenza di atti da performance teatrale. Se non ti dispiace copio incollo e spedisco a un buon amico.Salutoni.

        • bardamu scrive:

          Giara ha spiegato perfettamente come stanno le cose. Comunque la stagione per me, a questo punto, potrebbe avere un senso solo se i tristi ci accompagnassero in purgatorio. Sarei curioso di vedere quanti spettatori assisterebbero alle esibizioni della loro squadra in serie b.

        • El Giara scrive:

          Le 25 cocuzze sono sicure, ma se crolla la diga o se affondasse il Cagliari (cosa peraltro abbastanza probabile) al posto della Spal, il violentatore di comandamenti dovrebbe rinunciare ad altri 15 bruscolini nel caso l’anno successivo non risalisse nella massima serie.
          Questo perché il malloppo è di 60 palanche e si suddivide così:
          25 mil. per le società che hanno fatto almeno 3 anni di serie A negli ultimi 4
          15 mil. per le società che hanno fatto 2 anni di serie A
          10 mil. per le società che hanno fatto 1 anno di serie A
          Confermato il Benevento (10 mil.) e il nostro Hellas (25 mil.) se scende la Spal (10 mil) rimane un tesoretto di 15 mil. a disposizione del Verona qualora il prossimo campionato non riuscisse nell’impresa di risalire subito. Se invece riuscisse nell’impresa, la cifra verrebbe ripartita tra le squadre di serie A.
          Se invece scendesse una tra il Cagliari o i digaioli, il malloppo si esaurisce e non resta nulla per l’anno successivo.

        1. Dagoberto Sparagna scrive:

          TEST CALCISTICO

          Oggi ci sono masochisti sereni, quasi felici.
          Di chi si tratta?

          • Maxx scrive:

            Non sono masochisti.
            E’ gente che ha una dignità e non la baratta con la serie A. Purché il rubentino da carpi se ne vada, (ovviamente dopo aver rapinato l’ennesimo paracadute!) e la smetta di prenderci per il qlo, non han problemi a seguire l’Hellas in serie B.
            Quei “masochisti” lì c’erano anche in legapro, non è la serie A che li rende sereni, non è la categoria che li umilia.
            Certa gente dovrebbe avere almeno un decimo di quella dignità: probabilmente eviterebbe di dire cazzate; in alternativa può sempre tifare squadre che la dignità non sanno neppure cosa sia ma che rimangono stabilmente in massima serie.

            • Paperinik scrive:

              La cosa che più mi rammarica al momento è la prospettiva di non avere una squadra che si batta con un minimo di orgoglio neanche nel prossimo futuro. Come presidente sogno un giapponese con nonno reduce di quelli pescati sulle isole del pacifico a vent’ anni dalla fine della guerra.

              • Maxx scrive:

                Prossimo futuro?
                Non c’è futuro, solo un posticipo del pessimo presente.

                • HV scrive:

                  Gazza ciao.
                  Che la diga scenda in serie B può essere una “consolazione SOLO se offre un paracadute SBUSO a setti-mo non rubare.
                  Per il resto solo miserie.

                • Hellas Forever scrive:

                  Il quiz proposto dal simpatico Gazza sembra fatto apposta per me.
                  Dunque:
                  masochismo: si ieri allo stadio, guardando le incredibili miserie della Mia Squadra, mi son sentito un po’ masochista, ma sono rimasto fino in fondo.
                  felice: proprio felice non direi, ma sperando che anche la “diga” crolli, potrebbe significare meno soldi per quel baruca, giocatore di tre carte di setti.
                  Non può rendermi felice, ma leggermente consolato si.
                  Ciao Gaz
                  Alè Hellas!

          1. do minus gazza scrive:

            PETTEGOLEZZO

            Ho ospiti da rispettare e curare.
            Non ho un’idea su un fronte accettabile nella tradizione (?) del Blog.
            Il mio segno zodiacale è il Bradipo…
            Fate un po’ voi.

            • Cesare Settore Superiore scrive:

              Ciao Gazza. Anche faccio parte di quei fetenti nati sotto il segno del bradipo (mi tra l’altro con ascendente bogon).
              Mentre una marea di gente si affanna a spostarsi forzatamente per il ponte (credo piu’ per raccontare agli amici e conoscenti le loro ultime peripezie di viaggio che per reale voglia di vacanza), io lavoro il mattino e mi stravacco nel dopodesinare. Lascio agli altri il compito di inventarsi il modo piu’ trendy per trascorrere queste giornate.
              Potrebbe andare come spunto per il prossimo argomento di discussione?

            1. do minus gazza scrive:

              Una notizia un po’ “così” che pare un pettegolezzo.
              Dice il Salvini: “Italia ostaggio della telenovela PD e 5s…”.
              Ohibò!
              I 5s e il centrodestra hanno “telenovellato per 50 giorni!
              Questi lo fanno da 4/5…
              Salvini, ci vuole una bella cotenna per un’affermazione così.

              P.S.:
              Per correttezza confermo che il “dialogo (?)” PD e 5s non è esattamente di mio gradimento.
              Ma la cosa Kunta Kinte (no conta un cass).

              1. do minus gazza scrive:

                Pettegolezzo

                Anni fa portai la Signora alle Cascate di Molina su suggerimento di Vighini.
                La mia esperienza fu guardare le reazioni della Signora di fronte a quel paesaggio.
                Per tre ore fu QUASI in trance ripetendo “this is my countri”.
                Una connesione fra DNA e sinapsi?
                Ieri l’ho portata a Pante di Veja, non ci andavo da sessant’anni.
                La sua reazione è stata soddisfatta, ma non più di tanto.
                Alla mi domanda “why”, la risposta è atata “we have natural stone bridge more big…”.
                Resto perplesso e aspetto docunantazione fotografica.
                E’ certo che milioni di anni fa l’Africa ebbe movimenti tellurici tra i più grandi, ma io penso che il Ponte di Veja sia unico e il più coivolto ero io.
                Prossima tappa Bolca, vediamo un po’, temo che i reperti fosili unici di Bolca non la stupiranno, in Kenya sono pochissimi e non straordinari.

                1. Tano scrive:

                  Caro Gazza essendo un tuo estimatore, sono rimasto un po’ sorpreso dal tuo topic.
                  Non è possibile che uno da sempre attento alla fenomenologia sociale non si sia accorto che, tranne nei meeting specialistici dove la conoscenza è basilare, il restante 99 per cento delle rimanenti attività sociali, politica compresa, sono chiacchere, ciacolesso e trash variegato.
                  Ciao.

                  • do minus gazza scrive:

                    Confesso sinceramente di essre un po’ deluso per la prima volta.
                    Ero, e rimango, convinto che il tema sul pettegolesso e le sue varianti fosse oggi un tema di rilevante importanza sociale.
                    Forse VI siete abituati, assuefatti e non ci fate più caso.
                    Sinceramente SBAGLIATE, sta iniziando la fine della CONOSCENZA e qualsiasi baluba, o brava persona, che ha il cervello nella pancia, diventerà dominante.
                    Anche Einstein sarebbe contestato da uno dei parenti degli studenti del “uno vale uno”.
                    Fortunatamente, data la mia età, la sofferenza sarà a tempo.
                    Augh!

                  1. do minus gazza scrive:

                    Forse, e dico forse, anche nel petegolesso ciacòlado di mezzo secolo fa c’era qualche forzatura, ma la sostenza comunicativa era più “umana”, autenticamente “social” e meno tecnologica (bufalica:neologismo).

                    1. Maxx scrive:

                      La gente, quella di adesso, ha bisogno del gossip. Non ha più tempo e voglia per vivere la propria vita; per sapere com’è ha necessità di collegarsi ad un tv ed assistere a come vive la “gente vera”, quella che non fa un catzo dalla mattina alla sera e viene invitata ai “reality show” (reality???).

                      E puoi anche assistere a due che seminascosti fanno pompelmi (diventando gli idoli dei voujeuristi che vivono pigramente sofanati) e a liti da pollaio tra stressati che non prendono la “dolce euchessina” da giorni. L’importante, nel garantista mondo di oggi, è che non si dica “mannaggia”.
                      Un realistico quadro del mondo d’oggi.

                      • Maxx scrive:

                        Il post di thorn, (qui sotto, sopra, in parte…) capita a fagioli e cotiche.
                        L’idea che avevo quando avevo incominciato a scrivere questo post era del tutto diversa, poi non so perché io abbia svicolato così tanto.
                        Assomigliava più o meno a questa:
                        Una volta il pettegolesso era, come detto da Gazza, un’«esperienza indiretta e pertanto “cultura”», un bacchettare costumi scostumati, una specie d’insegnamento sui generis sul ciò che non si doveva/dovrebbe fare. Almeno questo è quello che io ne ricavavo.
                        Ora il gossip, pettegolesso di massa, assomiglia molto di più ad uno sdoganamento di tutto ciò che gli altri, quelli in vista, fanno e che quindi anch’io posso fare.

                        o———————-o

                        - Per thorn – Ricollegandosi a temi già toccati qui sopra, i ragazzi sono, a mio avviso, confusi da stimoli contrastanti: il ciò che è lecito ed il ciò che è vietato usa gli stessi canali informativi e spesso si accavalla. E se i “fighi” possono sfangarsela, fregarsene delle regole ed abbatterle a proprio piacimento, appropriarsi del “comando”, qual è il modo per esser “fighi” se non sottomettere l’aio che rappresenta l’antico retaggio culturale?
                        Per di più con genitori deficienti che si mettono SEMPRE a difendere figli cui non han trasmesso alcuna educazione e/o rispetto per gli altri, a maggior ragione se più “grandi” (vedi ciò che sta succedendo anche nelle case di riposo o il bullismo nei confronti di altri ragazzi “deboli”).

                      1. thorn scrive:

                        Gazza io sono un tuo sincero ammiratore, ma come puoi pretendere che si commenti la caterva di cazzate che sto paese produce ogni giorno.
                        Invece ancora una volta hai anticipato, come fai spesso, un tema scottante: la scuola.
                        Gli ultimi episodi sono deliranti e giurerei che quegli studenti sono figli dei malpancisti incazzati e imitano i loro padri.
                        Vanno bocciati, sono indegni di ogni scuola, tranne quella dei carceri minorili.

                        • Maxx scrive:

                          ?

                          Come si può pretendere che, togliendo le regole, le regole valgano ancora?
                          Abbiamo creato un’aborto di società e pretendiamo che i virgulti vengano su con valori che abbiamo contribuito ad affondare? I ragazzi sono svegli, han capito che qua non paga mai nessuno!

                        1. bardamu scrive:

                          Stavolta del tuo titolo mi intrigano solo le cassade, ma quelle siciliane; però temo che si aprirebbe un’altra disputa culinaria e, come sai, non tollero che la mia competenza in materia venga messa in discussione da chicchessia. ;-)

                          • do minus gazza scrive:

                            Caro Bardo, sarò anche un conversatore debordante (leggi: ciacolòn), ma no mona.
                            Sono anche un ascoltatore e MAI mi permetterei di contrartasti sul piano eno-culinario.
                            Hai praticamente cenato nei migliori ristoranti d’Italia da trent’anni…
                            Te par che me ghe meto?
                            :D

                            • do minus gazza scrive:

                              Dimenticavo.
                              Che il titolo e il tema non ti attizzino lo posso anche capire, ma che un “coltivato” come sei tu non abbia capito che il titolo è la base della “”cultura”" odierna, mi lascia un tot perplesso.

                              • bardamu scrive:

                                Si purtroppo l’ho capito, e confermo che l’argomento mi interessa poco.
                                Però anca ti. L’altra olta te me’ definio un “alto borghese” ( ma gheto idea de ci sia i alto borghesi? ), staolta te disi che son sta’ nei mejo ristoranti d’Italia ( in qualcun ghe son ‘nda’, ma ‘na olta sola e spesso ospite ). Qua i me ciapa par un riccastro, un setti qualunque… diaolocan!

                                • Cesare Settore Superiore scrive:

                                  Scusa Bardamu, ti che te si un ricco imprenditore possito mia comprar el Verona?
                                  Con quel mirabolante organico attualmente presente, con la grandissima organizzazione societaria, il decantato patrimonio immobiliare e il super richiesto brand universalmente conosciuto e valorizzato ai massimi storici dall’amatissimo presidente, secondo mi te te la cavi con poco, manco che comprar un baracchin da patataro da piazzar sulla Gardesana tra le signorine nigeriane.
                                  Se proprio contribuisco anca mi, da qualche parte dovarea averghe ancora un vecio libretto della cassa de risparmio de Verona WCenza e Belluno con insima 10-12 euri…

                                • Gazza scrive:

                                  A dir il vero mi ero fatto quell’idea lì…
                                  :D :D

                          1. neurone scrive:

                            La sfida lanciata dal Dominus sul pettegolezzo ai tempi di internet, comparato con il solito bel topic “letterario” e autobiografico, è praticamente impossibile.
                            Bisognerebbe che i visitors del blog fossero dei lettori quotidiani dei giornali online per cavarne fuori qualcosa di “sociologico”, perchè, a mio giudizio quasi tutti gli ultimi topic hanno quella caratteristica nascosta.
                            Siccome sono un frequentatore della prima ora, provo a chiedere a Mr.Gazza la conferma di una cosa che scrisse qualche anno fa e che mi stupì non poco: “…..Vittorio Sgarbi è un genio….”.
                            Ho letto ieri che il suddetto Sgarbi è all’eterna ricerca di una qualsiasi occasione per avviare una “polemica”.
                            Una sorta di malattia autocoercitiva senza la quale pare che il “genio” non possa vivere.
                            Chiedo al Dominus se, ancora oggi, è in grado di confermare quella che appare una sorta di “pettegolezzo” sulla genialità del Vittorio S.
                            Cordiali saluti a tutti.

                            • do minus gazza scrive:

                              Caro Neurone, se non ricordo male scrissi che la “genialità” di Sgarbi mi fu convalidata da persona di ASSOLUTO valore (capogruppo della Commissione Cultura della Camera per otto anni, ma ascoltata e consultata un po’ da tutti), oltre a titoli accademici che non sto qui ad enumerare.
                              Essendo tale “fonte” totalmente opposta come personalità a quella di Sgarbi, me lo feci confermare anche con esempi.
                              L’ho ricontattata dopo il tuo post, non ha cambiato idea in “valore assoluto” sulla PERSONA, mentre sul “personaggio” che è andato sempre più a crearsi, mi ha evidenziato alcune perplessità.
                              “…Vittorio vive in un SUO mondo unico che non vuole imporre a nessuno, ma è convinto di non sbagliare (quasi) mai. Poi in privato sa dare valutazioni positive su persone che “bistratta” in pubblico…”.
                              Personaggi così sono già esistiti, ma forse non avevano timore di sembrare ANCHE educati.

                              • bardamu scrive:

                                Di Sgarbi posso dire solo una cosa.
                                Anni fa assistetti a una sua conferenza su un argomento non politico ( molto probabilmente per l’inaugurazione di una mostra o qualcosa di simile ).
                                La cosa che mi colpì moltissimo fu la sua capacità di eloquio. Senza essere pomposo o inutilmente forbito parlava un italiano meraviglioso, che avrebbe potuto essere trascritto senza fare nemmeno una piccola correzione.
                                Non è una dote da poco.
                                Provate a seguire con attenzione qualcuno che ritenete parli bene e a trascrivere mentalmente il suo dire. Ne verrà fuori un periodo traballante. Lingua scritta e lingua parlata sono solitamente piuttosto diverse.
                                Ricordo l’esempio di Indro Montanelli, uno che scriveva in un italiano fluentissimo: quando parlava era un mezzo disastro.
                                Il caso opposto è quello di Giorgio Almirante, un oratore riconosciuto anche dai suoi avversari come formidabile ( e bravo anche nella scrittura ). Se aveste provato a trascrivere un suo discorso ne sarebbe uscito un periodare molto poco elegante.
                                Per quanto riguarda tutto il resto, parlo di Sgarbi, preferisco sorvolare.
                                Sgarbi non mi piace per nulla, anche se qualche sua uscita talora mi diverte.
                                E’ eccessivo, arrogante, aggressivo in modo selvaggio e anche un po’ infingardo.
                                Un buon esempio di italiano da stereotipo o da macchietta; con l’aggravante dell’intelligenza e della cultura ( entrambi non comuni ).

                              1. Gigolò scrive:

                                Il “compagno” Claudio Amendola, da sempre collocato all’estrema sinistra, tenta un “rialloccomento” (sarebbe riallocamento) vista l’aria che tira, dichiarando: “Salvini è il miglior politico che l’Italia abbia avuto negli ultimi vent’anni, anzi trenta”.
                                Ora che Salvini abbia dimostrato con spregiudicatezza di “saperci fare” lo dicono i numeri.
                                Forse Amendola a forza di sentirsi MEMBRO MEMBRO MEMBRO (di 365.it) gli è andato alla testa.

                                ps
                                Credo che il “membro” e Salvini abbiano litigato duro anni fa, quindi:
                                https://www.youtube.com/watch?v=QFddM6pbIlA

                                1. chivers scrive:

                                  … a parte che MIta Medici mi piaceva un sacco… ecco qua una canzone “perfetta” per il tuo racconto; per me doppiamente in “tema”
                                  https://www.youtube.com/watch?v=afQ-8zxy7v0

                                  Per il resto, beh ghe penso su…

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