14
set 2018
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Par tirar tardi

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THE DARK SIDE OF WEB

Ho appena letto un articolo di giornale su quel ragazzo milanese morto durante un video “gioco” (?!?) che – pare – si chiami “Pass Out Challenge” o “Choking Game”.

Un “gioco” (?!?) che sfida le capacità di andare in “ipossia cerebrale” (riduzione dell’ossigeno nel cervello) per un tot di tempo e poi “rinascere”.

Mi occorre un po’ di tempo per riflettere, ma non so se arriverò ad una qualche conclusione, se mai esiste una “conclusione” a questo tipo di eventi, che sembrano confermare sempre più la difficoltà, specie nei giovani, a sostenere un’esistenza normale, complessa e difficile, ma normale.

Igor Maj aveva 14 anni.

Sto tentando, con immensa fatica, di ricordarmi cosa pensavo a quell’età.

Ricordo tuttavia che negli anno ’70 o ’80 esisteva, anche senza il “dark web”, un gioco (??) che consisteva nel mettersi un sacchetto di plastica attorno alla testa e consumare l’ossigeno fino a quando “l’ipossia” arrivava a stordirti.

Qualcuno morì anche allora, ma la “cosa”, una riflessione, almeno una, non entrò nelle nostre “amene menate” di quei tempi.

Non credo si possa continuare come allora.

Per ora posso solo dichiarare il mio sgomento e la mia impotenza.

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42 risposte a “THE DARK SIDE OF WEB”

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  1. do minus gazza scrive:

    Ho delle idee, ma non sono quelle di cui voglio scrivere.
    Sono andato ad una mostra interessante dove l’Artista ha rappresentato ricalcandole su carta, e poi rappresentate sul cemento, le crepe di varie strade e luoghi d’Italia, su un percorso di 100 kilometri da lui fatto in un anno.
    Intuendo qualcosa sul “senso” dell’opera, gli ho chiesto dei chiarimenti.
    Interessante, molto.
    Ho assistito ad una conferenza sui “Neanderthaliani”, di cui avevo buone nozioni che ho potuto approfondire.
    Sono anche intervenuto a proposito del (dato di fatto) volume del loro cervello, praticamente uguale al nostro, azzardando che la sola volumetria, in (probabile) assenza di un linguaggio più completo come quello dei “Sapiens”, impediva (forse) un’attivita sinaptica (connesione tra neuroni e cellule) più completa e “utile” al perpetuarsi della specie.
    Poi magari si estinsero per altre ragioni, o magari non si sono estinti affatto e si sono “ibridati” (!?!?) con altre specie.
    Hai visto mai che la razza umana “pura” non è mai esistita.
    Poi ho fatto la spese settimanali.
    Qualche “visitina”.
    Comunque ho ancora il certificato “di esistenza in vita”.

    ****************
    IL PROSSIMO TOPIC SARA’ PUBBLICATO TRA Mercoledì 17 e Giovedì 18 OTTOBRE
    (E vi garantisco che non mi risulta semplice scriverlo)
    ****************

    >> https://www.youtube.com/watch?v=GHjeuRwnSJY
    >> https://www.youtube.com/watch?v=y9g5cPHNT9M
    qui niente è “a caso”…

    1. Gazza scrive:

      Ci sono dei giorni e delle lune.
      Talora delle ragioni.

      >> https://www.youtube.com/watch?v=DluynRKEBjc

      1. paperinik scrive:

        Data la leziosità per il New topic dovuta alla tenera età del Gazza…..considerando che oggi è ancora lunes,
        ALTRO che U2 azzzzzzzz.

        I thought I was mistaken, I thought I heard your words
        Tell me how do I feel
        Tell me now, how do I feel……

        https://www.youtube.com/watch?v=LQaehcfXvK0

        1. figliodiPreben scrive:

          “l’idea che sia pericoloso entrare in una relazione perché si rischia di soffrire, di venir traditi oppure di entrare in contatto con il proprio desiderare che è invasivo” (cit.: http://blog.iodonna.it/umberta-telfener/2014/10/19/il-bisogno-di-conferme/?refresh_ce-cp)

          Caro Gazza, mistu pisco e questo é: “Ah!” (otra cit.: https://www.youtube.com/watch?v=cUVcBvWSeew) perché poco provoca in me nonos tante la tenera età.

          E quindi respiro, ma mai in una borsa di plastica!

          Stai sereno! ;)

          1. Gazza scrive:

            Andati per sempre, invidio, non solo in questo caso ovviamente, coloro che credono nella “resurrectio”
            >> https://www.youtube.com/watch?v=Y1fiOJDXA-E

                1. Gazza scrive:

                  Oggi è arrivato per posta il libro che avevo ordinato.
                  Machissenefrega, così come il mago disse alla strega, anche voi potreste farlo nei miei confronti, non sarebbe carino, ma me ne farei una ragione.
                  Cosa che non sono riuscito a fare vedendo un Sssottosegretario alla difesa che ha voluto provare l’emozione (?!?) di indossare una tuta mimetica, con tanto di mitragliatore, “per capire (verbo assai improprio per il soggetto) cosa si prova ad indossarla.
                  Proprio come i bimbi, che però non fanno i Sssottosegretari.
                  Il libro, autorevolmente scritto da un ricercatore della Normale di Pisa è una ricerca etimologica su UNA parola molto comune nel Veneto.
                  E l’etimologia, specie dialettale, è un mio passatempo.
                  Comunque la “peto”, la “moco” qui e vedremo cosa salta fuori per il prossimo Topic.
                  Perchè uno – magari – non si è mai posto l’origine del nome di uno che si chiama Salvatore di Salvatore, oggi esimio studioso, ma in origine, al 99%, con i propri avi sicuramente NN.
                  Come gli Esposito, i Salvadei e i Diotallevi.

                  >> https://www.youtube.com/watch?v=IR1UgrT0jyU
                  >> https://www.youtube.com/watch?v=v24A0RsFSyk

                  Pazientate, se potete.

                  1. Gazza scrive:

                    Per quelli che sanno… è giusto che sappiano… affinchè non dicano non lo seppi…

                    >> https://www.youtube.com/watch?v=Cl7uC1FS7dw

                      1. do minus gazza scrive:

                        Scusate causa problemino (diciamo “tecnico”) il nuovo Topic è rinviato.

                        PS
                        Ieri ho rivisto ennesimamente “Philadelphia” e rimane, ‘azzo se rimane, un ottimo film con uno dei finali più belli del cinema da me visto, per non parlare del “endinf theme” ( mia ossessione… e prima o dopo capirò il perchè)

                        >> https://www.youtube.com/watch?v=3Gb1HG_J5-E

                        1. do minus gazza scrive:

                          Ci sarebbe un Topic come naturale proseguimento di un confronto con opinioni diverse, com’è naturale, ma lo tengo per una prossima occasione.
                          Onestamente è un po’ complesso, tuttavia potrà riguardare anche cinema, musica e letteratura.
                          Mi aspettavo qualche opinione in più, tra utilizzatori scolastici seriali e qualche genitore.
                          A parte il prof. Aristogitone, che denota una non giovanissima età o una grande curiosità “enciclopedica”, non vi sono state altre opinioni di insegnanti.
                          Visto che fanno parte della mia “compagnia di giro” ho chiesto a loro.
                          Diciamo che sono soddisfatto che siano stati valutati con interesse due suggerimenti che ho offerto: uno balmente semplice che prevede la rinuncia a cinque minuti di lezione (specie alla quarta o quinta ora);
                          l’altro, mutuato dalla trasmissione radiofonica “6 Gradi di Separazione”, su argomenti di Letteratura, Storia e Filosofia (una cosa impegnativa, anche per il docente, che si può svolgere in classe o a casa, con voto finale), proponibile anche da uno studente.
                          >> https://www.youtube.com/watch?v=FG3rqW_nPh4
                          >> https://www.youtube.com/watch?v=B4FM5pUndO8

                          • profe scrive:

                            Trovo un po’ discutibile quella della rinuncia a cinque minuti di lezione.
                            Quella dei Sei Gradi di Separazione sarebbe (è) teoricamente interessante e può diventare una cosa complessa in alcune materie, quindi più dell’uso del cellulare la vedo meglio come un’ esercitazione a casa, con il computer come sostegno didattico e ovviamente con un voto di valutazione.
                            Ma così mi rendo conto che il “deterrente” per un uso scolastico dello smartphone svanisce.
                            Vedrò.

                          1. prof.Aristogitone scrive:

                            Insegno da 25 anni in una scuola superiore, Nino Gazzini sa chi sono.
                            Leggendo “acqua” e la sua PIA “stellare?” FACONDIA, non nego di aver provato un po di allegra tenerezza.
                            Schelling, Fichte, Hegel, Spinoza e Kant sui cellulari degli studenti?
                            Ditemi che è uno scherzo ( e quando non lo è si tratta di uno su trenta).

                            1. do minus gazza scrive:

                              Si tratta di una notizia di nicchia e non so se apparirà sui giornali o sulla TV.
                              Un Liceo piacentino ha obbligato gli studenti ad inserire il proprio cellulare in un contenitore magnetico per tutta la durata dell’orario scolastico.
                              Quello della città emiliana si tratta del primo esperimento in Italia.
                              Quasi alla fine dell’orario scolastico è stato permesso ad una troupe televisiva di intervistare alcuni studenti.
                              Un paio di loro hanno risposto: “… no cioè… ecco… non so… ma IO MI SENTIVO FUORI DAL MONDO…”.
                              Credo che le “cose” che stanno a cuore a molti di noi (spero…) siano destinate a complicarsi.

                              P.S.
                              Magari tra le lezioni della mattinata ce n’era una di Storia e una di Filosofia.
                              Cose “fuori dal mondo”
                              >> https://www.youtube.com/watch?v=qs35t2xFqdU
                              Ecco, al di là del muro, la “libertà” è un cellulare sempre connesso.
                              Con chi?

                              • Acqua scrive:

                                Concordo.. coi ragazzi: un’ingiustizia.
                                Perché io a lavoro posso usare il telefono e a scuola non possono? In fondo, se invece di distrarmi col telefono faccio disegnini sui libri, parlo col compagno di banco è lo stesso. Al massimo, il telefono va vietato ad elementari e medie a scopo sociale, non nei licei a scopo didattico

                                Evitare di usarlo quando non serve (e in particolare quando un prof sta spiegando) è una questione di rispetto. Il mio capo non si incazza se sono al telefono, e sopporta un po’ di facebook nei tempi morti se quando serve lo uso bene.. anzi, me ne hanno dato addirittura uno aziendale!

                                A mio avviso, non risolve nulla vietare il cellulare. Bisogna insegnare ad usarlo bene, piuttosto.
                                E più in generale, va rivisitato un sistema scolastico dove a farla da padrone devono essere le capacità, e non le conoscenze. Con in mano un telefono, sono più bravo di te non se so di più, ma se sono più abile a ricercare le fonti giuste, e trasformarle in conoscenza(chiedete alle prof di latino quanto sia facile individuare chi la versione l’ha fatta e chi invece l’ha copiata online..). Oggi nel mondo del lavoro, non sono più bravo di un altro perché conosco di piu, ma perché risolvo i problemi con elasticità, idee innovative e in tempi ristretti.

                                • do minus gazza scrive:

                                  Caro Acqua, nel tuo post, specie per quanto riguarda la Scuola, intesa come luogo dove esistono le possibilità dell’apprendimento e (teoricamente) di un primo step per una parte della formazione della personalità, ci sono due cose, una che condivido in pieno, e una che non ho capito.
                                  CONDIVIDO che la prima virtù di un bravo insegnante sia la capacità DIDATTICA di individuare bene le priorità (e il “focus”) di ciò che si sta insegnando.
                                  Infatti puoi essere uno uscito con 110 e lode da una facoltà, avere una conoscenza vasta, ma non riuscire a trasmetterla agli allievi la tua conoscenza.
                                  I grandi professori che ho incontrato, dalle Medie all’Università erano quelli che avevano una tale conoscenza delle cose che spiegavano da riuscire a sintetizzarle e focalizzarle senza farle diventare banalmente ovvie o astruse (per lo studente…).
                                  Quello che NON HO CAPITO è quali sarebbero i momenti scolastici nei quali vietare l’uso del cellulare “quando non serve…”, facendo intendere che il cellulare potrebbe essere un supporto didattico.
                                  Se così fosse DEVE avvenire solo su autorizzazione del docente, altri usi “autonomi” da parte dello studente sono cazzeggio “chattico” inaccettabile.

                                  Ho fatto in tempo ad essere un “Capo” agli albori della diffusione dei cellulari (non degli smart phone…).
                                  Su un’ottantina di impiegati, circa una decina avevano il cellulare, la maggior parte di loro informava la mia (brava) segretaria che durante la giornata avevano l’esigenza di contattare casa.
                                  Se poi, invece, spostavano l’appuntamento con l’amante non mi è dato saperlo.
                                  Poichè le “pause” caffè erano convenzionalmente due al mattino e due al pomeriggio, invitavo i possessori di cellulare ad usare quei tempi per le loro chiamate (avrei episodi gustosi da raccontare, ma non è il momento).
                                  Comunque, riportando all’oggi quello che hai scritto, e se io fossi il tuo “Capo”, non passeresti giornate molto divertenti.
                                  Vale per i “Capi” quello che vale per gli insegnanti.
                                  Il tuo è sicuramente bravissimo.

                                  • Acqua scrive:

                                    Ho qualche anno in meno, parlo perché conosco il mondo aziendale e universitario di oggi, non quello dei primi cellulari

                                    Se sei pagato per obiettivi e non per ore lavorate, conviene alla produttività gestirsi autonomamente in base alla conoscenza di sé. Io stesso da capo vorrei che a fine giornata i miei avessero prodotto tot, non lavorato tot ore. Il modello delle ore lavorative è certamente a perire. Ti dirò di più, se vuoi un dipendente creativo, non permettergli di divertirsi anche sul luogo di lavoro (est modus in rebus, ci mancherebbe) è una bestemmia gestionale

                                    E certo che il telefono può essere utile a lezione. Se durante la lezione di Schelling esce una citazione di Hegel, col telefono la rintraccio subito e sviluppo collegamenti. Non mi ricorderò mnemonicamente il dettaglio di cosa ha pensato Spinoza, forse, ma poter fare un immediato confronto sviluppa ragionamenti, quindi nuove idee. Chi usa il telefono per whatsapp invece che per la citazione di Kant, gioca a tris con il compagno di banco invece di ascoltare il professore che parla.

                                    Lo “Scusi prof, posso guardare sul telefono” è un’altra cazzata pazzesca.. Se “aspetto la pausa” quell’idea me la sono bella che dimenticata. Quello che a me può essere utile a far passare un concetto, all’altro è tempo perso, o peggio, spezza un momento di forte concentrazione.
                                    Se mentre un prof spiega, in 20 guardano il telefono la colpa potrebbe non essere solo dei 20 studenti. In università, classi di 200 persone non hanno obblighi di frequenza e di telefono, chissà come fanno a stare concentrati e passare gli esami!

                                    • Cesare Settore Superiore scrive:

                                      Caro acqua, ma quanto siamo diversi tu ed io?
                                      A parte che io non mi sognerei mai di usare un nick come il tuo (acqua? birra o vino, caso mai…), io mi limito a un piccolo e magari insignificante ragionamento. Sono un piccolo imprenditore. Oltre che fare di professione il rappresentante internazionale di ricambistica speciale (con annesso cellulare lavorativo acceso 20 ore al giorno), ho creato in uno scantinato una piccola officina meccanica per le riparazioni urgenti e le lavorazioni inerenti alla mia occupazione.
                                      Ho un solo dipendente, ed è mio figlio di 24 anni.
                                      Nelle ore lavorative, sia in visita ai Clienti e sia in officina meccanica a forare col trapano, anche il suo cellulare è sempre acceso. E se riceve una chiamata è naturalmente autorizzato a rispondere. Ma abbiamo fatto dei patti chiarissimi, durante le ore lavorative il cellulare deve restare in tasca oppure sulla mensola. Non deve nemmeno sognarsi di cercare gli amici, di giocarci, di scrivere cazzate su whatsapp oppure di anche solo di fare ricerche via internet.
                                      Quando si lavora ci si concentra. E così dovrebbe essere – secondo me – quando si studia oppure si assiste ad una lezione.
                                      Il padrone di casa di codesto blog, che ho la fortuna di conoscere, una sera venne nel mio modesto rifugio per una visitina con annessa cena insieme ad amici comuni. Chiedi conferma anche a lui quale fu la sola ed unica regola a cui chiesi cortesemente di attenersi ai miei commensali: niente cellulari durante la cena.
                                      C’è stato un tempo in cui anche io ho insegnato (disegno tecnico industriale presso alcuni istituti serali). All’epoca – fortunatamente – non esistevano i cellulari, altrimenti li avrei tranquillamente requisiti all’inizio della mia lezione.
                                      Credo saprai certamente chi sono gli unici giapponesi esentati dall’inchinarsi dinanzi all’imperatore. Sono gli insegnanti, considerati più importanti e più meritevoli dell’imperatore stesso.
                                      E tu vorresti che una ventina di piccoli boriosi sbarbatelli si facessero beffe di uno o più di loro solo per aver avuto la bella pensata di sparare una citazione di Hegel letta qualche secondo prima su internet anzichè seguire la sua lezione?
                                      Beh caro acqua non meravigliamoci se poi dalle scuole escono disadattati e maleducati, imbelli e buoni a nulla. Finchè glielo permettiamo noi…

                                    • do minus gazza scrive:

                                      Scuola e lavoro.
                                      Sono due realtà che credo di conoscere abbastanza bene.
                                      La scuola da studente fino all’università, poi da insegnante.
                                      Trovavo più interessante il lavoro “operativo” e quindi lasciai l’insegnamento, pur restando sempre in contatto con la scuola.
                                      Ho concluso una decina e un tot d’anni fa il lavoro da dirigente.

                                      Avevo già specificato che il cellulare, come il tablet, possa essere un buon strumento didattico anche in classe, ma la valutazione sul suo uso e il “quando” , va o andrebbe (ti va meglio il condizionale?) lasciata alla valutazione del/della docente che varrebbe per TUTTA la classe, senza fare la fila per l’autorizzazione.
                                      Credo anche che esista una bella differenza tra lezione scolastica e universitaria, dove, in quest’ultima è ammesso anche l’uso del portatile o “laptop” (almeno così mi pare).

                                      Lavoro.
                                      Mica tutti i lavori hanno come asse portante la “creatività”, credo anzi che siano minoritari, nè, dove esiste una “filiera”, puoi usare uno strumento lavorativo “a progetto”.
                                      Negli otto uffici che componevano il Servizio che dirigevo solo tre potei organizzarli “a progetto”, pur con qualche perplessita dell’alta dirigenza.
                                      Ebbi ragione, ma solo per il tempo che restai in azienda.
                                      Quando me ne andai, dopo uno o due anni, chi mi sostituì torno al “vecchio” sistema.
                                      Un suo indiscutibile diritto.

                                  • buon senso scrive:

                                    Post ineccepibile dominus

                              • buon senso scrive:

                                Penso che alfa abbia fatto bene a non usare quel “ai miei tempi”, per molte ragioni, ma la SCUOLA è diventata la sQuola o la scola?
                                Mi chiedo come un insegnante possa mettere la propria conoscenza a disposizione degli allievi sapendo, vedendo o sentendo i cellulari “vibrare” durante la propria lezione.
                                Se l’esperimento di Piacenza si allargasse, o meglio, molto meglio, se uscisse una disposizione ministeriale (!) che ne vietasse rigorosamente l’uso durante le lezioni, aspetto la notizia dei primi “bulli paterni” che arrivano a scuola a contestare “vibratamente” per la negazione di una delle “libertà fondamentali” del proprio pargolo.
                                Una battaglia insomma per il diritto all’ignoranza.

                              • alfa scrive:

                                Caro Gazzini, ho fatto leggere il tuo post a mio figlio, studente di 16 anni.
                                Il suo primo commento è stato “è un’ingiustizia”.
                                La “chiaccherata” è andata fortunatamente avanti, credo di aver usato argomenti elementari e mai il tombale “ai miei tempi…”.
                                Il risultato parziale è stato un accettabile (per ora) pareggio, nel senso che “però nell’intervallo potremmo usarlo…”, al che gli ho spiegato che era tecnicamente impossibile (aprire e richiudere i contenitori magnetici).
                                Quindi ha spostato l’attenzione sul tuo link musicale con il commento “bello il pezzo, ma è vecchio”.
                                Conosco , correggo, forse conosco abbastanza mio figlio, era in difficoltà sull’argomento in sè e ha voluto svicolare per prendere tempo.
                                Stiamo a vedere (e ascoltare).
                                Cordiali saluti

                                • do minus gazza scrive:

                                  Caro Alfa bentornato.
                                  Vecchio il pezzo dei Pink?
                                  Eh certo, ha quasi quarant’anni.
                                  Per fortuna che non ha curiosato sul link del Chivers, con l’ancora ottima “Fuori dal Mondo”, che ha già superato il mezzo secolo.
                                  Scherzi a parte, credo che tu sia uno dei “fortunati”

                              • chivers scrive:

                                Scusa… ma sono abbastanza distaccato….. (ho sentito alla radio, ieri, la notizie, alcune interviste…)
                                Però ho una chicca di 50 anni fa che ricordavo abbastanza bene!!!!
                                https://www.youtube.com/watch?v=u7h0geEjwZs

                              1. Gatón scrive:

                                A proposito di lato oscuro del web, stamattina ho ricevuto questa e-mail.
                                Premesso che non ho mai visitato siti porno, ed il mio pc non è dotato di webcam, mi chiedo quante persone avranno ricevuto questo messaggio, e quante ruberie vengano perpetrate tramite la rete.
                                Penso che mi rivolgerò alla Polizia Postale.

                                Salve!

                                Come avrai già indovinato, il tuo account ******************** è stato hackerato, perché è da lì che ho inviato questo messaggio. :(

                                Io rappresento un gruppo internazionale famoso di hacker.
                                Nel periodo dal 22.07.2018 al 14.09.2018, su uno dei siti per adulti che hai visitato, hai preso un virus che avevamo creato noi.
                                In questo momento noi abbiamo accesso a tutta la tua corrispondenza, reti sociali, messenger.
                                Anzi, abbiamo i dump completi di questo tipo di informazioni.

                                Siamo al corrente di tutti i tuoi “piccoli e grossi segreti”, sì sì… Sembra che tu abbia tutta una vita segreta.
                                Abbiamo visto e registrato come ti sei divertito visitando siti per adulti… Dio mio, che gusti, che passioni tu hai… :)

                                Ma la cosa ancora più interessante è che periodicamente ti abbiamo registrato con la web cam del tuo dispositivo, sincronizzando la registrazione con quello che stavi guardando!
                                Non credo che tu voglia che tutti i tuoi segreti vedano i tuoi amici, la tua famiglia e soprattutto la tua persona più vicina.

                                Trasferischi 300$ sul nostro portafoglio di criptovaluta Bitcoin: 1LXxZyP7CKybaXA6jELu5YJ6UQzbdZz8RP
                                Garantisco che subito dopo provvederemo a eliminare tutti i tuoi segreti!
                                Dal momento in cui hai letto questo messaggio partirà un timer.
                                Avrai 48 ore per trasferire la somma indicata sopra.

                                Appena l’importo viene versato sul nostro conto tutti i tuoi dati saranno eliminati!
                                Se invece il pagamento non arriva, tutta la tua corrispondenza e i video che abbiamo registrato automaticamente saranno inviati a tutti i contatti che erano presenti sul tuo dispositivo nel momento di contagio!

                                Mi dispiace, ma bisogna pensare alla propria sicurezza!
                                Speriamo che questa storia ti insegni a nascondere i tuoi segreti in una maniera adeguata!
                                Stammi bene!

                                1. do minus gazza scrive:

                                  Domani si cambia Topic che, tuttavia, sarà una sorta di completamento “tematico”, ma non risolutivo.

                                  1. do minus gazza scrive:

                                    > Syd, purtroppo non manca neanche una virgola che possa inficiare quello che hai scritto.

                                    > Paper, “nomi e cognomi” degli autori di quei “giochi”?
                                    Un amico, informatico puro (e padre), mi ha guardato di traverso dicendomi “difficile, quasi impossibile, fanno cose da criminali ma non sono talmente esibizionisti da farsi scoprire”.

                                    • tasti scrive:

                                      Gazza, vorresti dirmi che quei farabutti hanno l’abilita degli hackers?
                                      Non ci credo, se volessero davvero trovarli li troverebbero.
                                      Ciao

                                    1. sydblu scrive:

                                      Su un recente post, si era già discusso dello scabroso tema del suicidio.
                                      Qui mi sembra che la riflessione sia un po’ diversa, e trasli in un altro campo.
                                      Da ragazzi frequentavamo altri giovani, i nostri genitori sapevano (più o meno) chi fossero, quali erano “brai butei”, quali “meochetelolassistar”. Pertanto c’era un controllo sulle frequentazioni e una sorta di tutela dallo seguire chi non era adatto alla nostra età (e al limitato giudizio che per ovvie ragioni ha un ragazzino).
                                      Oggi siamo genitori, continuiamo a controllare gli amici dei nostri figli (più o meno), mentre tralasciamo le amicizie per noi virtuali (tanto non sono veri amici).
                                      Qui sta l’errore, ciò che per noi è distinto, per i giovanissimi coincide.
                                      Dentro a questo mondo (per noi) falso, i peggiori dei peggiori insinuano idee aberranti ai nostri ragazzi, e noi miopi releghiamo il tutto al “virtuale”.
                                      L’errore è nostro. Lasciamo giovani senza strumenti per difendersi in mezzo a un mondo (web) che essendo immenso , obbligatoriamente ha dentro a se tutte le persone, uomini degni e stimabili ma altri senza leggi e morale.
                                      Nessun pastore lascerebbe una pecora in mezzo ai lupi.

                                      • paperinik scrive:

                                        Per me c’è molta verità sulla considerazione “snob” che si ha tra adulti delle amicizie da social etc. dei ragazzi. Un cambio generazionale indotto nei sistemi che purtroppo si fa fatica a capire, accettare e contestualizzare. Vale anche per me. Ma dietro queste belle e sane “invenzioni” ci sono spesso uomini con nomi e cognomi.Ehhhh si

                                        1. Rizieri scrive:

                                          Gazza prova ad immaginare d’essere un padre che vuole esserlo davvero.
                                          Provi a spiegare, nel corso del tempo e senza eccessive coercizioni, cosa si può fare e cosa non si può.
                                          Metti grande attenzione e grande ascolto specie su quelle che spieghi i motivi per i quali non si possono fare.
                                          Ma di fronte all’esistenza di un videogioco come quello cosa puoi fare?
                                          Pietà

                                          1. Pino scrive:

                                            Caro Gazzini, so che scrivendo questo topic eri ben conscio che non ci sarebbero stati commenti, ma solo (spero) condivisioni.

                                            ps
                                            Parecchi anni fa ho lavorato con te in staff con altri colleghi su un progetto che non potevi conoscere, ma che ti avevavo affidato come Capo Progetto perchè eri scomodo e volevano “liberarsi” di te.
                                            Un’esperienza indimenticabile e utile alla mia carriera e alla fine vincente.
                                            Un saluto non formale

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