19
mag 2018
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Sport

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L’ULTIMO PAGELLONE

SETTI 2. Una volta c’era la P&P di Pastorello, che portava a Verona solo giocatori della propria scuderia. Oggi c’è quella di Setti – nella poco edificante versione Plusvalenze&Paracadute. Scommesse perse, scelte sbagliate, confusione a tutti i livelli comunicativi. Mercati non all’altezza, con l’impresa al contrario di gennaio, dove si è peggiorata la peggior squadra mai vista in serie A a Verona. L’importante è il bilancio, la sua parola d’ordine, ma era il risultato sportivo a garantire maggiori introiti dai diritti. Colpa di Sogliano, un’altra perla. Quello che portò Iturbe, Sala, Ionita, Gollini, che reinventa Toni e porta Cacia in serie B. Quello dei 46 punti (allenatore Mandorlini), vendendo Jorginho a gennaio. E non una parola sulle gestioni Bigon, Gardini (che ha lasciato in eredità Barresi), Fusco, che ha lavorato benissimo, ma che ha prodotto i 25 miseri punti di questo avvilente campionato. E poi Pecchia tenuto fino alla fine contro tutto e contro tutti. Parafulmine ideale ma la peggior scelta a livello sportivo e di ambiente. Un mistero superiore ai segreti di Fatima.
Il vero problema? Ripartire con le stesse idee e con le stesse teste che hanno prodotto la peggior stagione di sempre della (gloriosa) storia dell’Hellas Verona.

FUSCO 2. Da Cassano a Cerci, al caso Pazzini, passato in un’estate da punto fermo a problema. A quel mercato fatto al risparmio raccontato con la presunzione di chi la sa più di te, al voler negare l’evidenza di giocatori non all’altezza e non da categoria. Buchel, Souprayen (che raccontava come affidabile persino da difensore centrale), Nicolas, Hertaux fino a Petkovic e Matos le tante scommesse perse di una stagione fallimentare, conclusa prima del fischio e dei fischi finali; che andavano condivisi e non dimissionati.

BARRESI 2. Direttore operativo con la mantella magica di Harry Potter, quella che rende invisibili anche in assenza di pari grado in società. Non un’assunzione di responsabilità, non una dichiarazione di peso, a parte le innumerevoli inaugurazioni dell’antistadio. Dirigente dietro le quinte anche quando davanti non c’era più Fusco e la società abbisognava di rumorose presenze, non di silenziose assenze.

STAFF MEDICO 2. Non si era mai visto un giocatore che sulla tv ufficiale lamentasse di essere stato curato male da un infortunio muscolare. Incolpando i medici per la lunghezza dei tempi di recupero. E’ capitato quest’anno: fonte attendibile Alessio Cerci. A cui si aggiunge l’altrettanto poco edificante caso Albertazzi.

PECCHIA – STAFF TECNICO 2. Parlano i risultati: 27 sconfitte in 38 partite, 13 partite perse (su 19) al Bentegodi, 30 gol fatti (penultimo attacco) e 78 subiti (seconda peggior difesa), 25 punti… meno di 3 al mese, una decina in meno del Crotone o della Spal. Aveva la peggior squadra del campionato, ulteriormente peggiorata a gennaio. Uno staff inesperto come lui; ma ha avallato tutto. Rendendosi complice (non responsabile principale) di una distruzione sportiva senza precedenti, con giovani mandati allo sbaraglio o che restano da costruire anche dopo 30 e più presenze in serie A, difensori diventati improvvisamente attaccanti, moduli e ruoli cambiati con la stessa frequenza del tempo a Londra. Una gestione che per la disaffezione che ha provocato, rischia di pesare anche nei mesi a venire.

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23 risposte a “L’ULTIMO PAGELLONE”

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  1. Angelo scrive:

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    1. AR scrive:

      più che giornalisti… giornalai

      1. Matteo scrive:

        Propongo el pagellone alla società anca quando finirà el “mercato estivo”. E quel invernale.

        1. stefano 50/60 scrive:

          el sè sistema ì sò gròpi coi schei de volpi e del Verona…voto a chi non lo dice zero….

          1. Flower scrive:

            Parlate di Sogliano e mettete Mandorlini tra parentesi come se fosse stata una comparsa.
            I grandi nomi che voi fate:
            Iturbe: disperso in Messico.
            Sala: solo 7 partite da titolare quest’anno.
            Ionita: discreto giocatore da bassa serie A.
            Gollini: portiere di riserva Atalanta.
            Toni: andato via Mandorlini ha perso la sintonia prima con il nuovo allenatore poi anche con la società.
            Cacia: quell’anno sua migliore stagione di sempre.
            Capisco che vi roda dover ammettere che di calcio ci capite zero, visto come osannavate Pecchia e il suo calcio champagne, ma ricordatevi che Mandorlini è stato l’unico allenatore non scelto da Setti.

            1. Simone scrive:

              Stefano, Toni era finito a prescindere, le gare che aveva fatto le fece capire (solo due buone, con Chievo e Juventus al ritorno). Pazzini spero si sia capito che fu un acquisto semplicemente sbagliato (quest’anno non ha fatto nulla, sia qui che in Spagna, dove ha fatto più panchina che qui). Viviani mi g ho ancora da capir se l’e da A. Quello che accadde in quel campionato è lo specchio e l’origine di quel che sarebbe successo dopo.

              • stefano 50/60 scrive:

                ciao…….toni avrebbe chiuso la carriera con qualche gol in più, magari non molti come gli anni prima, se a bg non l avessero azzoppato…il pazzo pure anche se son d accordo che non era più quello di prima…viviani ? lo specchio della proprietà, ladra ed incapace…ps, ero a racines in ritiro peraltro e c erano 9 diconsi 9 giocatori zoppi…..in ogni caso ormai la situazione è quella attuale, cioè due campionati di b e poi le chiavi al sindaco….speriamo qualcuno si faccia vivo perchè con questo lestofante finiamo a picco in max due anni…25 + 15 e adieu…..chiaro ?

                • Simone scrive:

                  La carriera e i numeri del pazzo degli ultimi anni parlano da soli, la mia opinione sta nei fatti. E Toni secondo me avrebbe semplicemente dovuto decidere di finire la carriera un anno prima. Qua più che romanticismi ghe vol una società in grado di rilanciare seriamente un progetto. Ovunque questo succede, prima o poi i risultati arrivano. Questo è il mio semplice grande auspicio.

                  • stefano 50/60 scrive:

                    anca el mio ma con sto sbrufon ladro de galine qua la vedo dura…della serie finchè ghè schei resto e dopo ve molo nel luamar…….che da le so parte iè numerosi…

              1. Flower scrive:

                Grazie Nessuna Resa!
                Basta rileggersi cosa scriveva Vighini lo scorso campionato:
                FUSCO IN VAL PADANA

                Il Verona è figlio di Filippo Fusco. Grazie a questo ds colto e visionario possiamo oggi assistere all’inizio di un nuovo ciclo. Fusco è un aristocratico. Avvocato e appassionato di calcio, ha una sensibilità e un’etica che oggi come oggi sembra perduta nel calcio. Non gli interessano i soldi. Arriva da una famiglia ricca, evidentemente il denaro è un mezzo. Viaggia con uno zainetto smart, prende il treno. Parla sommessamente, non urla mai. Al telefono devi alzare il volume per seguirlo.

                I suoi concetti sono sempre raffinati. Apparentemente è un diplomatico. In realtà è un decisionista. Pugno di ferro in guanto di velluto. Pensa che la cosa più bella del calcio sia la gente, il pubblico, gli spettatori. E’ fermamente convinto dell’azione sociale che ha il calcio sulle masse. Come missione si è imposto di divertire la gente. Questo, dice, deve fare il pallone. La vera magia sta sugli spalti. Il campo deve servire a stimolare questo divertimento. Ecco perchè ha voluto Pecchia. E’ amico di Zeman, che considera la più grande incompiuta del calcio. Un genio che ha estremizzato il concetto, restando vittima dell’ideologia che ha creato. Gli zemaniani, spiega Fusco, sono stati i nemici principali di Zeman. Per lui Pecchia è destinato a fare grandissime cose. Lo accompagna con intelligenza, tra loro c’è un confronto che si può immaginare di altissimo livello. Pecchia ha appena iniziato la carriera, ha il furore del neofita dentro, l’intelligenza del grande allenatore, una sensibilità spiccata. Fusco si interfaccia con lui, insieme ragionano calcio, analizzano dati e partite. Fusco sa che cosa piace a Pecchia e Pecchia sa cosa piace al suo ds. Vogliono lo spettacolo. Vogliono divertire.

                Il progetto di Fusco è appena all’inizio. Ha lavorato su macerie gestionali e tecniche ha preso precise strade. Mi colpì quando prese la parola con Setti e si assunse in prima persona la responsabilità. Ponzio Pilato Bigon è lontano. Fusco ci ha restituito una dimensione ludica e filosofica che da anni non si vedeva. Ha un’idea, la persegue, sa che questa è un’occasione unica anche per lui, finalmente per poter emergere. Spero e lo dico oggi, 30 ottobre 2016, che venga lasciato lavorare. Spero che non ci sia nessun tecnocrate che rovini il suo lavoro. O qualche procuratore avido che voglia mettere le mani sul Verona. Spero, infine, che il presidente Setti, bravo nell’aver restituito il Verona in mani capaci dopo le sciagurate scelte della scorsa stagione, abbia imparato la lezione.

                1. Nessuna Resa! scrive:

                  Concordo su tutto Flower ed aggiungo la vergognosa campagna mediatica contro Mandorlini durata due anni e condotta lancia in resta da questa testata (che all’epoca osannava la società) e che ha contribuito non poco a creare quell’ambiente negativo e a dividere la tifoseria in un momento in cui ancora le cose giravano! Stendiamo un velo pietoso poi sui commenti entusiastici a Pecchia-Fusco dello scorso anno e difesi nonostante tutto fino a 2-3 mesi fa nel confronto farsa in studio. Coerenza ghè n’è!

                  • stefano 50/60 scrive:

                    assoluta verità questa NessunaResa….mi complimento…finalmente vien fòra la VERITA’

                  • Simone scrive:

                    A dire il vero allo stadio non c’era un clima negativo nei confronti della squadra e dell’allenatore allora. Toni non funzionava più nemmeno con lui, Sala non ha fatto né più né meno altrove, Gollini ha giocato solo con Delneri, Ionita è stato titolare fisso solo con Delneri e Iturbe dopo come allenatori ha avuto Spalletti, Mihajlovic e a boinemouth il miglior tecnico della storia di quel club (quindi evidente che il problema era di testa, e l’ambiente romano di sicuro non ha aiutato). Finché non capiamo che è la società che fa la differenza, difficile fare analisi lucide.

                    • stefano 50/60 scrive:

                      toni nol funsionava più parchè a bergamo stendardo e paletta da assassini ì là roto…..par la cronaca…e pazzo el la roto felipe merda..par la cronaca…..e viviani i la comprà roto..par la cronaca….

                  1. Peter scrive:

                    Stefano finalmente sono uscite le parole , non quelle del giornalista , ma quelle della verità , di quello che tutti sanno e tutti pensano .
                    Mi ghe daria però un voto anca al sindaco ….

                    1. Oste scrive:

                      Pecchia 2??? Esagerato come al solito

                      1. RobyVR scrive:

                        Telenuovo: 4, meo dela società ma mola, mollisima con Pechia e Seti. Interviste farsa e Purgato come parafulmine a elogiar Pechia solo quando el ghe l’ha davanti. Barana zitito quando l’èra l’unico che el fasea domande. L’è inutile che Vighini el faga le scenegiate come ancò e quando l’è ora anca lù domande scomode zero.

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