13
lug 2018
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Sport

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SALTO NEL VUOTO (NONOSTANTE I PARACADUTE)

Decifrare l’indecifrabile è impresa impossibile. Per questo l’ultimo campionato del Verona anche a mesi di distanza non ha spiegazioni logiche. Una stagione miserrima dal punto di vista del risultato sportivo, la peggiore di sempre. Risultati che hanno allontanato i tifosi, prestazioni che hanno fatto perdere la passione a molti irriducibili; come si evince dall’andamento della nuova campagna abbonamenti.

Ma anche sotto il profilo economico è stato un autentico disastro. Setti ha più volte ricordato come non ci fosse nessun vantaggio nel retrocedere perché le entrate per i diritti sportivi in serie A erano di gran lunga superiori allo scandaloso paracadute (giusto per precisare… scandaloso perché il calcio ha introdotto nello sport qualcosa di inconcepibile: il premio a perdere…) poi entrato nelle casse del Verona. Ma allora ancora oggi ci si chiede il perché di tante cose viste lo scorso anno: perché tenere Pecchia contro tutto e contro tutti, perché non essersi giocati quell’ultima carta del cambio di allenatore, perché quel mercato di gennaio, che ha indebolito una squadra già debole e spenta, perché far fuori in quella maniera Pazzini; per prendere due giocatori non adeguati ad una squadra in cui serviva la punta per far gol e vincere le partite.

Ma se non aveva una spiegazione logica quella stagione, ancor meno – almeno in questo momento, siamo al 13 di luglio – meno ancora sembra averne questa appena partita. Il paracadute (il secondo in tre anni) avrebbe dovuto portare alla società un grande vantaggio: non tanto quello di far quadrare bilanci che ci dicono con fermezza essere lindi da tempo (e se non ci sono motivi per sostenere il contrario, non ci sono nemmeno motivi del perchè non dovrebbero esserlo), ma quello di poter fare il mercato scegliendo, comandando; dall’alto di una forza economica data non dalle possibilità personali dei presidenti, ma proprio da quegli introiti derivanti dalla retrocessione, che le altre squadre di B non possono avere.

E invece di colpi, di giocatori che potessero risollevare l’entusiasmo, dare prospettive (sempre per il momento) non se n’è visto neanche uno. Dopo non aver cambiato un allenatore perdente mesi prima della retrocessione forse anche per non buttar via inutili denari (?), il Verona ha preso – pagandone una clausola liberatoria – non un vincente o un tecnico esperto della categoria con promozioni alle spalle, ma l’ennesima scommessa, l’amico dell’amico. Un tecnico giovane, con la voglia di emergere (com’era Pecchia peraltro), ma che ha fallito l’anno scorso con un Bari che nella rosa, nei contratti, nell’esperienza dei giocatori più importanti, era sicuramente più avanti della squadra che allenerà quest’anno.

Dal Bari il paracadute avrebbe permesso di prendere Galano o Anderson o Sabelli, i veri uomini mercato di quella squadra. Quelli che hanno portato Grosso e il Bari ai playoff… invece è arrivato l’ennesimo comprimario, Cissè, la cui storia – anche recente – non è quella di un titolare vincente ma di un buon gregario. La speranza è che Cissè inverta la rotta e faccia a Verona dieci gol e il miglior campionato di sempre, ma perché sempre scommesse?

Altra cosa che stride è l’aver confermato quella linea che ha prodotto il campionato peggiore di sempre. Non è un caso se il direttore sportivo precedente, elogiato da Setti nonostante il disastroso bilancio sportivo e i 25 punti dello scorso anno, sia stato sostituito con il suo più stretto e fidato collaboratore. Ripercorrendo alcuni profili già sentiti e seguiti e la linea dei prestiti secchi (?) o dei parametri zero (p.s. il milione e spiccioli che arriveranno dalla cessione di Jorginho al Chelsea non è frutto di lungimiranza o capacità particolari, ma del contributo di solidarietà previsto dal regolamento Fifa).

E poi c’è il resto: l’affare Mantova (qualcuno dovrebbe spiegare quali vantaggi ha il Verona, società di B con ambizioni di tornare nella massima serie, a far crescere i propri giovani tra i dilettanti), la clamorosa levata di scudi di Setti contro il taglio al paracadute (sostenuta anche da taluni sui social), come se 20 milioni anziché 25 fossero il male dell’Hellas o la scusa per non essere competitivo sin da subito per la promozione. Che non può che essere l’unico obiettivo. Levata di scudi mai vista con gli stessi toni quando lo scorso anno il Verona retrocedeva vergognosamente in serie B, dopo mercati al ribasso, partite da cavare il fiato e parole (tante, troppe…) nel vuoto.

A Grosso e ai suoi (nuovi) collaboratori, ai giocatori in cerca di riscatto, quelli che sono retrocessi, quelli arrivati e che arriveranno, il più sincero in bocca al lupo sperando che davanti a tutto ci sia come sempre dovrebbe essere IL Verona. E il peso di un’impresa sportiva che non dovrebbe poi essere tale, perché le possibilità di manovra paiono ampissime. E se non è così, qualcuno spieghi allora perché squadre tanto deboli e mediocri sul campo siano costate a tal punto dall’annullare paracadute e plusvalenze, che a Verona sembrano servire sempre per coprire le gestioni precedenti e mai per impostare un futuro vincente.

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11 risposte a “SALTO NEL VUOTO (NONOSTANTE I PARACADUTE)”

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  1. Zacatariano scrive:

    Non fa una piega.
    La risposta la sappiamo bene tutti suvvia…

    1. Andrea scrive:

      Caro Stefano, faccio la stessa domanda anche a te che ho fatto anche a Barana, e a cui non mi ha risposto totalmente… Quanto costano all'anno ingaggi giocatori, stipendi collaboratori, trasferte, ritiri, cioè i cosiddetti costi di gestione? Se setti non mette un becco di un quattrino di tasca sua, diritti tv e/o paracadute finiscono lì e x il mercato non rimangono mai soldi

      1. Papo scrive:

        2.5 milioni per un trentenne. …ma se drogheli?

        • Marco scrive:

          Se trovano chi gli prende Pazzini pagandogli l’ingaggio che ha, hanno trovato lo stesso spacciatore.

        • Stefano scrive:

          Infatti nol vien mia. E anca se el vien, l’è perché i ha catà ci ghe tol Pazzini. Che con l’ingaggio che el g ha l’è un’impresa un tantin ardua.

        1. RobyVR scrive:

          Dacordo su tuto via de na roba: el novo alenador del Verona el se ciama Fabio Grecchia,

          1. ste scrive:

            concordo al 100%

            1. Caniggia scrive:

              D'accordo su tutto

                1. Roby scrive:

                  d'accordo su tutto Rasu.. però sia voi che i tifosi dovete fare qualcosa per farvi sentire, qualcosa in più che scrivere su un blog. spero che cesare stia organizzando qualcosa al più presto, penso che ne vedremo delle belle quest'anno

                  1. Mattia scrive:

                    Jorginho al city

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