10
dic 2018
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Sport

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IL PAGELLONE DI BENEVENTO-H.VERONA

SILVESTRI 6,5. Attento ed efficace, in particolare sulle conclusioni da fuori di Bandinelli e sul rigore da “Scherzi a parte” di Coda.

CRESCENZI 6-. Un’unica vera incursione in cui si mangia il 2-0 davanti a Montipò. Molto poco aggressivo in fase difensiva.

MARRONE 6-. Torna dietro senza che se ne capisca il senso. Un paio di volte fuori posizione, non preciso con la linea. E’ andata bene aver trovato di fronte due avversari che hanno fatto poco per metterlo in difficoltà.

DAWIDOWICZ 6. Più a suo agio da difensore che da centrocampista; non sempre preciso, utile di testa. Approfitta anche lui della serata no di Coda e Asencio.

BALKOVEC 5. Non spingendo dovrebbe pensare solo alla fase difensiva, ma soffre Improta prima e Ricci poi. La cosa migliore la punizione da cui scaturisce il gol, imperdonabile la trattenuta (dopo essersi fatto saltare) a cinquanta metri dalla porta che gli costa il secondo giallo e che rivitalizza il Benevento.

GUSTAFSON 5. Poco filtro, poco peso, mai pericoloso. Non aggiunge niente ad un centrocampo che ha subito Tello e Bandinelli.

DANZI 5. La mossa a sorpresa della settimana di Grosso che anziché confermare Marrone lo ha chiamato al debutto. Ha provato a rendersi utile e a mettere un po’ di ordine del giro palla (all’indietro) ma passati i primi venti minuti è sparito dal gioco.

dall’80’ Laribi s.v. Pochi minuti e l’occasione per chiudere la gara, sciupata con un appoggio al portiere.

ZACCAGNI 7. L’eccezione ad un centrocampo piatto e statico. Se non ci prova palla al piede (sua l’iniziativa che porta alla punizione da cui scaturisce il gol e l’espulsione di Costa), manda in porta Matos con una verticalità improvvisa. E pensare che dopo 16 minuti in uno scontro di gioco gli si era girata la caviglia…

MATOS 6,5. L’unico che punta e che salta l’uomo. Consegna su un vassoio d’argento il gol del vantaggio a Di Carmine, che sbaglia clamorosamente a un metro dalla porta. Bravo nel tap in decisivo, un po’ meno quando passa a Montipò il pallone del 2-0. Comunque l’unico esterno che fa l’esterno.

dal 79’ Ragusa s.v.

DI CARMINE 5. Due errori sottoporta che non si possono concedere, specie se si fa la prima punta in una squadra che ambisce alla promozione: prima sull’occasione creata da Matos (errore tecnico) e poi sulla punizione respinta del gol, perché il primo tap in davanti a Montipò è il suo e non fa gol nemmeno li. Buon per lui che Coda abbia calciato un rigore ridicolo.

LEE 5.5. Intraprendente, tanta corsa, ma sempre eccessivamente frenetico e mai concreto. Gioca solo quando ha la palla, inesistente la fase difensiva, ingenuità pesante sul rigore.

dall’87 Empereur s.v.

GROSSO 5,5. Ennesimo cambio di formazione, centrocampo statico, stucchevole giro palla all’indietro, ritmi lenti, difesa che concede sempre qualcosa (anche con l’uomo in più), scarsa aggressività e Di Carmine che sottoporta continua a non essere Pazzini (rigorosamente in panchina). Tralasciando, nell’occasione, anche il regalo di Natale in gentile anticipo di Coda… Rispetto ad altre è cambiato il risultato; e non è poco. Ma se si tratta del prolungarsi di una lenta agonia o di un qualcosa da cui poter ripartire (qualora questa squadra sia mai partita…) lo diranno solo le prossime. L’impressione però è che per vincere il campionato serva ben altro.

PICCININI 5. Qualche dubbio sul gol di Matos che ha fatto infuriare il Benevento, pochi sull’espulsione di Costa e Balkovec. Aiutato dai collaboratori (ma a sbagliare) su tre o quattro fuorigioco che hanno penalizzato entrambe le contendenti. In linea con la pochezza della partita.

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2 risposte a “IL PAGELLONE DI BENEVENTO-H.VERONA”

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  1. maurizio scrive:

    allenatore mezzo punto in meno perchè non ha sostituito Balkovec già ammonito e in palese difficoltà sulla sinistra

    1. Maxhellas scrive:

      Partita di una noia mortale.
      Pochissime le accelerazioni del Verona, che continua a giocare all’indietro.
      In 11 contro 10 il Benevento ci ha incollati nella nostra metà campo.
      Squadra molle, che non ha mai dato l’impressione di “mordere” il terreno per vincere. I ritmi sembravano da allenamento.
      Comunque il tutto in linea con l’obiettivo: rimanere in B e incassare i rimanenti 10 milioni. Fino ad ora nessuna sorpresa, incluso il trattamento riservato a Pazzini, al quale si preferisce uno che non la butta dentro nemmeno a porta vuota….

      1. RobyVR scrive:

        Grecchia 2, le so interviste je infin più odiose de quele de Pechia (e ghe ne ol èra?)

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