29
apr 2018
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3.220

IL PAGELLONE DI H.VERONA-SPAL

NICOLAS 6. Copre il palo su un colpo di testa di Mattiello nel primo tempo e si oppone in uscita ad Antenucci. Ma quando non è lui a sbagliare ha davanti difensori che guardano gli avversari stoppare e tirare, così si spiegano tanti dei 71 gol presi in campionato (media di 2 a partita).

FERRARI 5. Bloccato dietro, ha contribuito a dare solidità nel primo tempo. Nella ripresa non pervenuto come tutti gli altri.

CARACCIOLO 4. Basso e schiacciato, rinuncia ad uscire per affrontare chiunque gli sia davanti. Fa la bella statuina in area sul gol di Felipe. Per qualche partita ha dimostrato di poterci stare, ma il bilancio finale è decisamente negativo.

VUKOVIC 4. Il terzo di Kurtic è il tipico gol preso dal Verona in questo campionato: attaccante che gioca, centrali che guardano. Tiro dal limite, gol. E buca il pallone che finisce addosso a Fares per l’1-1 che fa risorgere la Spal.

FARES 4. Facile dargli addosso perché non sa difendere o perché si fa sorprendere da un pallone in area che causa l’autorete più goffa della stagione. O perché quando fa una cosa buona (la ripartenza di inizio ripresa che spacca in due la Spal) poi la rovina quando arriva al limite dell’area (porta via la palla a Cerci meglio piazzato per il tiro). Il problema è più di chi considera crescita la presenza: far giocare un giovane in più ruoli, senza dargli un’esatta collocazione e gli strumenti giusti per stare in una determinata zona di campo. Ed esponendolo partita dopo partita a brutte figure.

CALVANO 5. Uno dei pochi a dare equilibrio, con umiltà e consapevolezza dei propri mezzi e dei propri compiti. Contribuisce alla solidità mostrata dal Verona del primo tempo con un preziosismo d’esterno che mette Cerci davanti a Gomis. Nel secondo tempo un fantasma.

dal 27’ s.t. Lee 5. Parentesi senza spunti ed episodi concreti. Simulazione tanto inutile quanto ingenua.

VALOTI 6. Gol a parte, uno dei migliori del primo tempo. Poi si è fatto male, come in un film già visto.

dal 4’ s.t. Fossati 5. In campo nella metà di partita non giocata dal Verona.

ROMULO 4. L’uno a uno nasce dalla solita sfilza di errori, che iniziano dal suo caricare a testa bassa con le gambe che viaggiano più veloci delle idee e da quel pallone buttato a vanvera nell’area della Spal, che poteva essere controllato e gestito in maniera molto più opportuna.

PETKOVIC 5. Un bell’assist per Valoti in occasione del gol. E poi?

MATOS 5. Mai pericoloso, nonostante nella prima frazione si sia dato anche un po’ da fare.

dal 17’ s.t. Verde 5. Si è visto appena entrato, col solito doppio passo e un fallo dal limite non fischiato da Banti e subito dopo con un tiro da fuori distante dalla porta. Poi basta.

CERCI 5. Sovrastato dall’agonismo (spesso eccessivo) dei difensori spallini. Una conclusione, un rigore non visto da Banti, ma poca cosa.

PECCHIA 4-. Finisce col Verona in balìa di una Spal più che mediocre, che fallisce l’ennesimo scontro diretto – senza lottare. Partita che certifica non solo il fallimento sportivo, ma anche quello tecnico. E l’inutilità di tante conferenze stampa pre e post gara.

BANTI 4. Var o non var la conferma che dopo la mancata di espulsione di Pjanic in Inter-Juve siamo tornati al “bon tutto”. Non fischia falli, nel primo tempo non ammonisce in almeno tre o quattro occasioni, non vede il rigore su Cerci e uno su Mattiello nel secondo tempo. Fosse stata una partita decisiva ci sarebbe molto da discutere, ma molto.

p.s. SETTI 4-. Tutti seri, tutti bravi, tutti onesti (e ci mancherebbe), i conti sono a posto (e ci mancherebbe, vista l’inadeguatezza tecnica della squadra costruita e dei mercati estivi e di gennaio), tutti con la coscienza a posto, Fusco è stato importante, Pecchia ha lavorato bene… Ma perché allora il Verona retrocede? Senza combattere e perdendo tutti gli scontri diretti nel girone di ritorno?
Difficile se non impossibile per un tifoso del Verona riconoscersi in questa squadra e in questa gestione: il calcio è passione e risultati sportivi (che fanno anche i bilanci); non solo plusvalenze o paracadute.

24
apr 2018
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3.051

IL PAGELLONE DI GENOA-H.VERONA

NICOLAS 6. Una parata a freddo su Medeiros e un miracolo su Laxalt, stavolta non sbaglia lui. Difficile fare il portiere se i centrali difensivi si girano davanti all’uomo che calcia o non lo affrontano dentro l’area di rigore.

BEARZOTTI 5. Ripescato non si sa da dove, visto che dopo qualche prestazione dignitosa nel girone di andata è finito completamente fuori dai radar. Molto timido, poca gamba, poca spinta ma in un contesto di confusione tattica che in questo momento penalizzerebbe gente molto più esperta e pronta di lui.

dal 34’ s.t. Lee 5. Ha voglia; ma fa tanta confusione e spesso è inutilmente frenetico.

CARACCIOLO 4. Non esce e si gira davanti a Medeiros che calcia in porta il pallone dell’1-0 nel primo tempo, si gira ancora davanti a Laxalt che impegna Nicolas nel secondo, non ha il coraggio di calciare in porta davanti a Perin nell’ultima ripartenza della ripartita. Gli errori più gravi sono ovviamente quelli difensivi.

VUKOVIC 4,5. Nel primo tempo tiene botta; con qualche chiusura, con un minimo di attenzione. Nel secondo molla; e il gol finale di Pandev, dove indietreggia senza affrontare l’avversario palla al piede e consentendogli lo scavino ne è la conferma.

SOUPRAYEN 5. Ci prova, con i limiti di sempre.

dal 12’ s.t. Verde 5. Combina poco o nulla.

ROMULO 5. Corre di qua e di la come al solito senza un minimo di equilibrio tattico, a volte facendo, più spesso disfando, come nell’occasione avuta alla fine del primo tempo, avviata con un recupero palla e ripartenza e conclusa nel peggiore dei modi, con un colpo di testa a porta vuota finito alto sulla traversa. Segna il rigore che si procura Cerci ed è l’unica cosa concreta della partita.

DANZI 5,5. Poco in fase propositiva, anche perché il Verona cercava solo di ripartire, apprezzabile invece il tentativo di dare ordine al disordine difensivo, mantenendo (almeno lui) la zona di competenza. La sua seconda da titolare una delle pochissime note positive di questo imbarazzante finale di campionato.

VALOTI 5. Ha provato a tappare qualche buco, a fare un po’ di interdizione ma la sua partita è finita lì, perché non ha mai dato appoggio alle punte o si è fatto vedere dentro l’area di rigore.

MATOS 4. Calcia l’aria a un metro dalla porta dopo 2’, a Perin battuto. Serve altro?

dal 18’ s.t. Petkovic 5. Con l’attuale rosa e nonostante in serie A dopo una quarantina di presenze non abbia ancora segnato, in un 4-3-3 rappresenta l’unica scelta logica al centro dell’attacco. Poi la pericolosità offensiva resta quella che è. Almeno stavolta ha provato a fare qualcosa.

CERCI 6-. Non ha i movimenti della punta centrale e opera in un contesto di gioco difficile perché il Verona attacca poco e male la porta avversaria (9 gol nel girone di ritorno, di cui 2 su rigore e 4 a Firenze), ma è l’unico che continua a dare sempre l’impressione di poter creare qualcosa. Si procura il rigore, ruba il tempo a Perin in area (ma nessuno ne approfitta), mette due palloni importanti per Matos e Valoti, non sfruttati. Finalmente in campo tutta la partita.

FARES 4,5. Non più attaccante centrale, ma esterno offensivo. Per tornare poi esterno basso nella girandola dei cambi del secondo tempo. Solita buona volontà, tanta corsa, qualche ripartenza, l’assist iniziale a Matos ma zero efficacia. Un risultato però più frutto delle elucubrazioni di Pecchia che di demeriti propri.

PECCHIA 4. Ribadito che non è colpa sua se è ancora l’allenatore del Verona, per favore pietà.

Arbitro Gavillucci 6. Non incide sul risultato.

19
apr 2018
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2.903

IL PAGELLONE DI H.VERONA-SASSUOLO

NICOLAS 4. Errore inconcepibile, che costa la partita e azzera almeno tre parate salva risultato. Però alla fine ci mette la faccia al posto della società (presidente – direttore operativo).

ROMULO 4. Un paio di sgroppate, due palloni messi dentro giusto per timbrare il cartellino, zero leadership; eppure è il capitano, che in una stagione del genere si è pure permesso l’esultanza polemica dopo il rigore col Cagliari. Vederlo come un possibile trascinatore o come l’elemento in grado di fare la differenza uno degli errori più grandi.

FERRARI 4. Salva un gol dopo 2’, prova a metterci qualche toppa e assiste impotente alla sciagurata uscita di Nicolas che mette sui piedi di Lemos il gol partita. Il suo “non so cosa fare, non so a chi darla” al minuto 39 di una inqualificabile ripresa l’emblema della resa.

VUKOVIC 4. Potrebbe, ma non fa. Nè da difensore e ancor meno quando gli viene chiesto di fare l’attaccante. Graziato da Guida per una sbracciata su Politano.

SOUPRAYEN 4. Ancora una volta fa quel che può.

F.ZUCULINI 4. Un po’ di verve, l’unica conclusione pericolosa ma anche due-tre palloni sanguinosi persi e una condizione fisica che non gli consente di essere un salvagente a cui abbracciarsi.

dal 8’ s.t. Matos 4. Sinistra, destra, centro: nel casino disorganizzato del Verona gioca ovunque e da nessuna parte.

DANZI 6. Lotta e lascia intravedere personalità e visione di gioco. Ha più senso vedere in campo lui che altri.

VALOTI 4. Uno dei più propositivi fino al gol-regalo di Nicolas. Restare a galla nel secondo tempo sarebbe stato impossibile per chiunque.

CERCI 4. Partita finita alla seconda volta che ha difeso dentro la propria area di rigore e ha provato a ripartire. Evanescente sia da esterno che da punta centrale. Potrebbe fare molto di più ma andrebbe utilizzato anche molto meglio.

dal 25’ s.t. Petkovic 4. Attaccante che anche questa volta non tira e non tiene un pallone.

FARES 4. Il terzino sinistro titolare che diventa di punto in bianco l’attaccante titolare è la fotografia del caos tattico del Verona. Non fa salire la squadra, non difende un pallone, non ha le caratteristiche per giocare spalle alla porta. Ininfluente anche da attaccante esterno, irritante quando gioca di tacco.

VERDE 4. Un altro che dovrebbe lasciare tacchi, doppi passi e colpi di suola in spogliatoio, pensando a cose più concrete. Nel primo tempo non è nemmeno dispiaciuto, ma la ripresa non ha fatto prigionieri.

dal 20’ s.t. Lee 4. A volte entra e porta un po’ scompiglio, altre non capisci perché e per cosa l’abbiano preso. Stavolta è buona la seconda.

PECCHIA 4. Peggio di Benevento, nell’ennesimo scontro diretto perso senza nemmeno lottare. Imbarazzante pochezza tecnica della rosa messa a disposizione dalla società a cui si aggiunge una non meno imbarazzante pochezza tattica. Però non è colpa sua se è ancora l’allenatore del Verona.

Arbitro Guida 5,5. Non ha dubbi sull’abbraccio di Acerbi a Cerci del finale di primo tempo che forse poteva essere da Var.

15
apr 2018
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3.157

IL PAGELLONE DI BOLOGNA-H.VERONA

NICOLAS 6. Il solito film già visto altre volte: tre parate importanti (su Dzemaili e Pulgar nel primo tempo, ancora Dzemaili nella ripresa) che tengono a galla il Verona nell’attesa che avvenga quel qualcosa che poi non avviene. Molto meno bene sulla punizione di Verdi; calciata benissimo… ma sul palo del portiere.

FERRARI 5. La girandola delle scelte volute da Pecchia lo fa tornare esterno di difesa dopo la parentesi da centrale. Subisce Palacio, spinge pochissimo. Una brutta caduta dopo 30’ che un po’ ne condizione la prestazione.

CARACCIOLO 5. Torna titolare confermando l’involuzione del post-derby: poco aggressivo, sempre distante dall’uomo, anche in area di rigore, spesso in ritardo (come l’intervento su Destro, al 17’, costato l’amminizione)

VUKOVIC 5. Un paio di buone chiusure all’inizio, poi qualche errore disarmante per uno della sua esperienza. Si fa fregare da Destro nell’azione del 2-0 di Nagy ma sembrava fallo.

FELICIOLI 6-. Ordinato, anche se timido. Discreto dietro (contro l’avversario più pericoloso, Verdi), poca spinta ma almeno non fa danni. Però tecnicamente regge la categoria.

ROMULO 4. Vaga per il campo senza costrutto, mangiandosi al 7’ del s.t. la palla arrivatagli per caso che poteva valere il pareggio (solo davanti a Mirante non prende nemmeno la porta) e quasi regalando al Bologna il 2-0 mezzora prima del gol di Nagy (palla persa in uscita al 17’ s.t.). Disarmante.

dal 22’ s.t. Lee 6+. Un paio di spunti e un tiro (la prima parata di Mirante al minuto 88) che almeno hanno dato un po’ di vivacità alla solita partita piatta e abulica del Verona. In pochi minuti è stato più utile di Romulo, Aarons e Petkovic messi insieme.

FOSSATI 5. Troppo timido e poco dentro il gioco, poteva fare molto di più. Fuori causa alla mezzora dopo una brutta caduta sulla spalla.

dal 38’ s.t. Matos s.v. Una palla d’oro – l’apertura a sinistra con i giri giusti al 45’, messa purtroppo sui piedi sbagliati.

VALOTI 6. Non una prestazione da ricordare, ma almeno un po’ di aggressività, un paio di palloni sradicati agli avversari, un barlume di idea.

CERCI 5,5. Cerca quello spunto personale che non gli viene, anche per una condizione molto aprossimativa da post-infortunio. Ma è di gran lunga l’unico mai banale davanti, che ha nelle corde e nei piedi la giocata per creare qualche pericolo nello sterile e spuntato attacco del Verona. Per questo – anche pensando ad una chiave di gestione dell’impegno infrasettimanale – non si capisce proprio perché sia stato il primo ad uscire.

dal 15’ s.t. Petkovic 4,5. Dopo aver litigato con la palla e sbagliato quelle due situazioni in cui era stato coinvolto (continuando a dar ragione a chi l’ha ceduto e non a chi l’ha preso), Matos gli ha confezionato un cioccolatino che era solo da scartare alle spalle di Mirante… Ma anche li si è incartato.

FARES 5. Confermato punta centrale (dopo essere stato per mesi il terzino sinistro titolare e nonostante gli acquisti nel parco attaccanti del mercato di gennaio), ha corso, è rientrato, non si è risparmiato muovendosi su tutto il fronte d’attacco senza dare punti di riferimento… Ma non ne ha dati nemmeno ai propri compagni. Perché attaccante centrale in serie A non lo si diventa… Si prende quando è il momento. E questa, ovviamente, non è una sua colpa.

AARONS 4. Non dà nulla. Ma proprio nulla. E non è la prima volta.

PECCHIA 4. Appena dignitoso l’impegno, non il gioco e l’atteggiamento rinunciatario di una squadra che sta bassa e subisce dentro la propria area di rigore. Rotazioni a parte, scelte disarmanti a partita in corso.

Arbitro Abisso 5. Un paio di interventi da giallo ignorati, uno in particolare di Palacio in ritardo su Fossati. E l’impressione che su Vukovic fosse fallo nell’azione del 2-0 finale.

P.S.

SETTI 4. Se questo è combattere…

08
apr 2018
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3.583

IL PAGELLONE DI H.VERONA-CAGLIARI

NICOLAS 7. Una parata salva risultato su Faragò da due metri, puntuale nel gioco aereo.

FERRARI 6-. Primo tempo timido, poca spinta e qualche grattacapo sugli inserimenti degli esterni. Nel secondo, anche col cambio di modulo, ha pensato solo a difendere.

BIANCHETTI 6,5. Poche sbavature, buona copertura dei due centrali davanti alla difesa, buon feeling con Vukovic. Un buon rientro.

VUKOVIC 6,5. Come per Bianchetti lo schermo dei due centrali di centrocampo ha aiutato, lui ha fatto il resto. Deciso, puntale nell’attaccare alto, poche sbavature.

SOUPRAYEN 5,5. Tanta buona volontà ma anche tanti limiti tecnici in una categoria dove il piede non è un optional.

FOSSATI 7. Personalità, palleggio, schermo davanti alla difesa. E all’occorrenza difesa dentro l’area di rigore. La sua gestione da “dimenticato” in panchina è uno dei misteri della stagione.

F.ZUCULINI 7. Capitano senza fascia, è la forza propositiva, l’esempio che trascina, la leadership. L’applauso spontaneo di un pubblico giustamente arrabbiato dopo l’indegna prova di Benevento è la dimostrazione di cosa si apprezza a Verona.

dal 32’ s.t. Tupta 6. Altro misteriosamente sparito dai radar dopo gennaio (nonostante l’assenza di attaccanti veri in rosa…) che di colpo ricompare; rendendosi utile nel far salire la squadra con qualche ripartenza nel finale.

CERCI 5,5. Fuori dal gioco, timido nell’attacco all’area e nell’uno contro uno; non ancora pronto fisicamente.

dal 14’ s.t. Valoti 6. Dà una mano alla squadra nonostante lo sballottamento di ruoli continuo (dopo l’interno di centrocampo e il trequartista, oggi sull’esterno al posto di Cerci).

ROMULO 6. A tutto campo, in un ruolo dove può permettersi anarchie tattiche e corse nel vuoto. Rigore pesante, ma l’esultanza con il dito alla bocca a mo’ di state zitti dopo l’indecorosa non-prova di Benevento anche no.

AARONS 5. Dentro perché a Pecchia servivano gamba e resistenza. Mah…

dal 24’ s.t. Caracciolo s.v. Entra per difendere il risultato e alzare lo scudo difensivo che per una volta regge fino alla fine.

FARES 7. L’altroieri terzino (che presuppone dei compiti specifici, soprattutto difensivi), ieri esterno sinistro di centrocampo (che presuppone l’attenzione ad altre cose), oggi punta centrale (che richiede doti completamente diverse dai due precedenti): nonostante questo (che per qualcuno è far crescere un giocatore) ce la mette sempre, tanto da finire stremato ma uno dei migliori . Con un numero d’attaccante vero e destro addosso a Cragno al 14’ della ripresa e una diagonale difensiva lunghissima dentro la propria area di rigore a salvare su Ionita nel recupero del primo tempo.

PECCHIA 6. Scelte forti, non tutte convincenti, ma che danno un segnale diverso rispetto al passato (centrerà l’addio di Fusco?). Visti oggi diventa ancora più inspiegabile l’assenza dal campo nelle ultime settimane di Fossati e F.Zuculini (per un Buchel mai convincente).

VALERI 6,5. Agevolato dai ritmi bassi. Aiutato dal var sul rigore decisivo e su un altro paio di situazioni delicate.

04
apr 2018
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3.805

IL PAGELLONE DI BENEVENTO-H.VERONA

SILVESTRI 8. Nove, dieci parate decisive: non salva il risultato, ma la faccia sì.

FERRARI 4. Sovrastato da Letizia, irriconoscibile.

CARACCIOLO 4-. Non esce mai, marca a cinque metri, e sul gol di Letizia si gira pure di spalle.

VUKOVIC 4. Conferma l’involuzione, personale oltre che della squadra.

SOUPRAYEN 4. Fa sempre quel che può, che nell’inciso non è peggio di quanto fanno compagni tecnicamente più blasonati.

ROMULO 4-. Utile quanto i suoi (inutili) colpi di tacco.

BUCHEL 4-. Zero schermo difensivo e tanti errori. Il più grande considerarlo un titolare.

CALVANO 4. Sovrastato come il resto della squadra nella mezzora in campo.

dal 26’ s.t. Felicioli 4. L’unico che, almeno, ha tirato tre scarpate ad avversari che per 90’ sono andati a velocità doppia.

VERDE 4-. Inconsistente. E come Romulo si industria in giochetti insopportabili che non portano, e soprattutto non dimostrano, niente.

VALOTI 4. Fuori partita; sia da (presunta) spalla di Cerci, sia da centrocampista centrale.

dal 1’ s.t. Petkovic 4-. Corre meno di Cerci al rientro da un infortunio. E il peso offensivo è tutto nei gol segnati nelle 36 presenze in serie A (0).

CERCI 4. Non gli si poteva chiedere molto, ma il minino sindacale sì. Sempre in fuorigioco e nell’unica vera occasione sbaglia un assist facile per Valoti.

dal 21’ s.t. Fossati 4. Il meno colpevole perché l’ultimo ad entrare.

PECCHIA 4-. Lezione di calcio e 19 tiri a 1 dall’ultima in classifica.

DOVERI 6,5. Azzecca le decisioni più importanti. L’atteggiamento remissivo del Verona gli rende la vita facilissima.

31
mar 2018
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2.583

lL PAGELLONE DI INTER-H.VERONA

NICOLAS 4. Regala una chanches a Silvestri autoescludendosi dal match-salvezza di Benevento, il tutto per impedire un 4-0 a poche briciole dalla fine.

FERRARI 4. Mai visto così in confusione: buggerato da Rafinha già prima del gol di Perisic, dove non tiene la linea ed è pure in ritardo. Perde palla nell’azione del terzo gol. Partita da dimenticare, e pure in fretta…

dal 12’ s.t. Bianchetti 5. Positivo solo il rientro, dopo mesi. Fuori ruolo, non tiene l’uno contro uno né con Candreva, né con Perisic, che gli vanno via sempre. Un sussulto nell’azione che porta al palo di Fares.

CARACCIOLO 5. Affonda come il resto di una linea difensiva in difficoltà su ogni palla in verticale.

VUKOVIC 4. Il peggio di sé in una partita: errore da principiante dopo 37’’, si intorcola in area anche sull’azione del 3-0, perché potrebbe arrivare prima di Icardi. Ora torni quello di prima.

SOUPRAYEN 4,5. Fa quel che può.

ROMULO 5. Qualche accellerazione, ma la cosa più importante la fa da portiere impedendo il 4-0 a B.Valero. Ed è tutto dire…

BUCHEL 4,5. Sovrastato; e un giallo inutile dopo 4’.

CALVANO 5. Distruttore che non riesce a distruggere. Pericoloso con una bella conclusione che meritava miglior sorte.

FARES 5. E’ l’esterno difensivo titolare a sinistra; ma gioca in attacco. Corre per tre, gira come una trottola e prende pure un palo. Ma anche un’ammonizione, evitabilissima, che lo toglie dai convocati per il Benevento. Nel nulla cosmico, almeno ci ha provato.

AARONS 4,5. Sballottato prima a destra, poi a sinistra, poi centrale, non trova mai una posizione e un perchè. Unico guizzo una girata in area che sfiora il palo.

dal 20’ s.t. Verde 5. Si allinea alla pochezza generale mostrata dal Verona.

PETKOVIC 4. Prende una punizione all’inizio e poi comincia a girare, e girare, e girare ancora in tutti i ruoli dell’attacco senza un briciolo di costrutto.

dal 33’ s.t. Cerci s.v. Ha fatto quello che doveva: una sgambata in vista di Benevento.

PECCHIA 4. Scelte discutibili (è crescita cambiare un’altra volta ruolo a Fares?), approccio imbarazzante (gol dopo 37 secondi su rimessa laterale), squadra molle e disorganizzata, sempre in ritardo; ed è tornata l’improvvisazione, con moduli cambiati e rotazioni degli attaccanti che hanno portato solo tanta confusione. E caso mai ci fosse stata volontà di gestire, tre gol e due squalificati per mercoledì non sono un buon risultato. Per salvarsi serve più lucidità e più determinazione.

ROCCHI 6. Vede bene sul contrasto D’Ambrosio-Petkovic, forse sorvola su un mani poco chiaro in area dell’Inter, grazia Souprayen per un abbraccio in area su Eder. Nicolas gli da poco scelta. La dimostrazione che si può arbitrare anche senza il var.

18
mar 2018
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3.022

IL PAGELLONE DI H.VERONA-ATALANTA

NICOLAS 6. Bene sulle palle alte, letture appropriate e un paio di interventi, uno alla Garella su Ilicic, che hanno evitato un passivo ancora più imbarazzante.

FERRARI 4,5. In difficoltà su Spinazzola, in tilt nel finale del primo tempo, quando sbaglia e risbaglia su Gomez, prendendosi anche l’ammonizione. Nella ripresa ha salvato un gol fatto con un’intervento alla disperata dentro l’area di rigore ma non ha dato certezze.

CARACCIOLO 5. Un intervento decisivo alla prima delle numerose palle in area arrivate dal lato di Fares. Contro una squadra che forzava molto sugli esterni sono andati in difficoltà più i difensori laterali dei centrali, ma qualcosa meglio si poteva comunque fare.

VUKOVIC 5. Nonostante le condizioni fisiche non ottimali ha cercato di restare a galla, tenendo la linea, con qualche fuorigioco, l’unico a reggere di fisico in qualche contrasto. Ma con cinque gol sul groppone è affondato anche lui.

FARES 4. Superficiale, inadeguato nel difendere, un rigore regalato: una follia lasciarlo solo contro Ilicic (che difatti lo ha scherzato per tutta la partita). E davanti ha preso un minimo di coraggio dopo lo 0-3.

ROMULO 4. Fuori partita sia da esterno che da interno di centrocampo. Non garantisce nemmeno il minimo sindacale nel contropiede. E sì che dovrebbe essere l’elemento di maggiore qualità della squadra. Dovrebbe, appunto…

CALVANO 5. Ci ha messo la gamba, con i suoi ritmi e le sue possibilità. Ma l’Atalanta è andata ad una velocità decisamente diversa.

BUCHEL 4. Almeno Calvano ci ha provato…

dal 1’ s.t. Valoti 4,5. Stavolta inconsistente, ma non era nemmeno la partita che poteva essere ribaltata da un singolo.

VERDE 4,5. L’unica azione importante della partita del Verona porta la sua firma (la ripartenza e il pallone stampato sul palo da Matos nel primo tempo). Ma è stata anche l’unica cosa per la quale lo si è notato in campo.

dal 10’ s.t. Aarons 4,5. Evascenente, ancora una volta.

MATOS 5. Regala a Cristante il gol dopo un minuto e mezzo. Attaccante che non attacca quasi mai la porta, nell’unica occasione ha preso un palo che rappresenta tutto il potenziale offensivo espresso dal Verona nella partita. Nell’inconsistenza cronica dell’attacco, ha cercato almeno di portar su qualche pallone.

PETKOVIC 4. Segnare non è il suo mestiere, e lo abbiamo capito. Ma se non lotta, non corre, non porta pressione e non tiene su un pallone, che sia uno, cosa ci sta a fare in campo?

dal 24’ s.t. Felicioli s.v. Pecchia lo mette sullo 0-4 per contenere i danni. Forse era meglio metterlo dall’inizio per tentare di contenere Ilicic…

PECCHIA 4. Prepara la partita col 4-4-2 ma dopo 20’ minuti passa al 4-3-3, senza che cambino le cose. Col rientro di Romulo (per l’ennesima volta inconsistente, anche dopo il cambio di modulo e di posizione in campo) archivia la scelta vincente del derby: quella di mettere un giocatore di copertura ed equilibrio davanti a Fares, totalmente inefficace nella difesa su Ilicic. D’accordo la forza dell’Atalanta ma è inaccettabile il crollo del secondo tempo (anche la Juventus doveva essere fuori portata per la Spal…).

Arbitro Di Bello 6. Ammonisce quando deve, aiutato dal Var sul gol annullato a Gomez e sul rigore causato dall’ingenuità di Fares.

11
mar 2018
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3.557

IL PAGELLONE DI H.VERONA-CHIEVO

NICOLAS 6,5. Da brivido un rinvio regalato a Birsa ma anche e soprattutto la parata su Castro salva risultato nel finire del primo tempo. Poi un’adeguata ordinaria amministrazione.

FERRARI 7. Partita importante: ha attaccato e difeso per novanta minuti, spendendo moltissimo ma rimanendo lucido e in partita sino alla fine. Uno dei migliori.

CARACCIOLO 7. Annulla con il gol partita un paio di pericolose sbavature (una in particolare sul colpo di testa di Bani da azione d’angolo che Meggiorini per poco non ribadisce in rete). Un gesto tecnico da attaccante vero che regala al Verona derby e una più concreta speranza di salvezza.

VUKOVIC 7. Errore tattico sull’occasione di Castro; l’unico di una partita per il resto quasi perfetta.

FARES 6,5. Meno propositivo del solito ma anche molto meno in difficoltà, grazie anche al grande lavoro svolto da Felicioli davanti a lui.

VERDE 6,5. Partita di grande sacrificio e determinazione. A lui si può chiedere un po’ di qualità in più, specie al cross, ma sotto il piano dell’impegno e dell’attenzione tanta roba.

dal 19’ s.t. F.Zuculini 6,5. E’ entrato con lo spirito del guerriero che va in battaglia buttandosi nel mezzo della mischia, laddove serve la “garra”. Ed è stato un ottimo innesto in un momento delicato della partita.

CALVANO 7. Lottatore, distruttore di gioco, l’incontrista di personalità che mancava (e che incomprensibilmente per mesi è rimasto fuori lista, tranne poi, dopo le cessioni di gennaio, diventare centrale nella rincorsa alla salvezza). Sempre posizionato bene, ha annullato con una partita di grande sostanza e attenzione tattica la superiorità numerica che aveva il Chievo centralmente. Protagonista.

dal 43’ s.t. Fossati s.v. Spiccioli di partita mettendosi a disposizione della squadra.

BUCHEL 6,5. Non sempre pulito, non sempre efficace, ma con Calvano ha vinto il confronto contro avversari che presi singolarmente sembravano una spalla sopra. Sempre in partita, si è gestito bene l’ammonizione (evitabile, per proteste) presa dopo 28’, ha provato anche a farsi “sentire” con un paio di tiri da fuori.

FELICIOLI 6,5. La mossa vincente di Pecchia che in un colpo solo ha trovato un sostituto molto ordinato e attento al dare equilibrio alla squadra di Romulo e la copertura ideale per Fares, molto meno in difficoltà del solito a livello difensivo. Ma ha anche cercato di proporsi in fase offensiva, arrivando due o tre volte a chiudere fin dentro l’area di rigore. La sorpresa della giornata.

dal 39’ s.t. Aarons 6. Ingenuo il fallo che ha regalato al Chievo l’ultima occasione della partita; ma prima si è messo a disposizione facendo quello che doveva per aiutare la squadra a rifiatare.

MATOS 7. La fotografia della sua partita è la giocata con cui dopo 88’ minuti giocati senza risparmio e correndo moltissimo, ha lasciato Cacciatore sul posto costringendolo al fallo. Partita di grande spessore, per come ha cercato di essere pericoloso a livello offensivo (pur non avendo caratteristiche da uomo d’area di rigore) e per come si è sbattuto in un lavoro di copertura continuo e costante (come Petkovic) che ha molto migliorato il modo di difendere di squadra.

PETKOVIC 7. Partita da applausi nonostante non abbia nemmeno provato a concludere verso la porta. Ha corso per 90’, portato pressione con un’intensità ammirevole, preso un sacco di botte e (soprattutto nella parte finale quando Pecchia è passato a tre a centrocampo e lo ha alzato a fare la punta centrale), facendo pure ammonire mezzo Chievo. Ha cercato di cucire gioco ma sempre con grande attenzione alla fase difensiva. Non è un finalizzatore, l’attaccante che continua a mancare come il pane; ma se gioca con questa intensità e determinazione può dare una grossa mano.

PECCHIA 7. La partita perfetta, nonostante assenze pesanti per una rosa già al limite. Partita in cui ha azzeccato tutto: nella preparazione della gara, nelle scelte iniziali, nello sfruttare al momento giusto quel poco che c’era dalla panchina. Un Verona solido, determinato, finalmente aggressivo, che lotta. A cui manca qualità in area di rigore, ma compatto ed equilibrato (adesso sì) nel difendersi; e con una proposta di gioco superiore ad un avversario che resta superiore dal punto di vista tecnico. Sorprendente e vincente la mossa di Felicioli: ma avrebbe giocato anche se fosse stato disponibile Romulo? E se Kean non si fosse fatto male all’ultimo? Quello che conta, è comunque la vittoria. E l’aver allungato la corsa alla salvezza.

ARBITRO DAMATO 5. Fa a gara con mezzo Chievo per il ruolo di peggiore in campo. Ignora un paio di interventi da giallo di Bani (uno dei migliori dei suoi), che salta sempre col gomito alto e di Hetemaj, che calpesta Petkovic. Poi ammonisce Matos per la sciocchezza di una distanza e nel primo tempo Buchel per proteste. Grazia anche Dainelli nel finale, per un doppio intervento su Aarons. Ne ammonisce tanti ma non dà l’impressione di avere in pugno la partita.

25
feb 2018
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Sport

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IL PAGELLONE DI H.VERONA-TORINO

NICOLAS 6+. Non grandi interventi ma un lavoro continuo e proficuo di pulizia dell’area in particolare sulle palle alte. Partita attenta e positiva.

FERRARI 6,5. Continuo e costante nell’attenzione alla fase difensiva, contiene bene la pericolosità di Niang aggiungendo qualche intelligente puntata offensiva.

CARACCIOLO 5,5. Primo tempo non all’altezza: svagato, tal volta non posizionato bene, in difficoltà sui tagli di Belotti. Un po’ meglio nella ripresa, a parte il disastro collettivo dell’azione del pareggio del Torino; prestazione nel complesso poco brillante.

VUKOVIC 7+. Fisico e con molto mestiere. Anche lui un po’ in difficoltà nel primo tempo nelle uscite e nel due contro uno su Belotti, che nei tagli ha messo in difficoltà entrambi i centrali. Ma era stato prezioso nell’azione del gol del vantaggio, con l’assist di testa per Valoti. Dominante, invece, nella ripresa; specie quando c’era da ribattere all’assalto finale del Toro.

FARES 6. Primo tempo sorprendente, soprattutto a livello tattico: attento nelle chiusure, posizionato bene, un paio di diagonali da difensore, perfetto negli anticipi, qualche sortita offensiva senza mai andare in affanno contro un avversario tostissimo come Iago Falque. Secondo tempo, invece, di segno opposto;  in sofferenza. Soprattutto dopo il gol del pareggio (che ha tolto un po’ di fiducia non solo a lui ma a tutta la squadra) e in particolare in quell’ultimo quarto d’ora di assalto del Toro, che ha martellato dalla sua parte facendo emergere un po’ di fisiologica  stanchezza ma anche riemergere i limiti difensivi di sempre.

CALVANO 7. La vera sopresa della giornata. Tanta umiltà e determinazione nella prima da titolare: dinamico, fisico, duro nei contrasti, senza la paura di portare pressione ad avversari di spessore e grande attenzione a non sbagliare nel palleggio. Il feeling immediato con Valoti ha fatto la differenza. Esce esausto, merita la riconferma. Da applausi.

dal 30’ s.t. Fossati 6. Entra bene e porta bene perché subito dopo il Verona trova il gol partita. Prezioso e al servizio della squadra nella gestione dei minuti finali. Un bene sia rientrato nel radar di Pecchia dopo settimane di incomprensibile assenza.

VALOTI 8. L’Mvp della partita. Ispirato sin dalle prime battute, si è trovato bene da subito con Calvano andando in fiducia dopo il primo gol e sorprendendo per l’interpretazione del ruolo, sia da un punto di vista tattico sia da un punto di vista fisico. Continuo, attento negli anticipi, solido, determinato nel portar pressione e nel recupero di palla anche nella ripresa; dove ha trovato la perla del gol vittoria concludendo con merito e precisione una bella giocata di Petkovic. Se trova continuità (ma solo se trova continuità di prestazioni) può diventare un fattore in chiave salvezza.

ROMULO 5,5. Il difetto di sempre: di voler fare troppo tutto da solo e di andare a proporsi di qua e di la per il campo in nome di una voglia di mettersi in mostra che (nel suo caso) non è mai sinonimo di equilibrio (di squadra). Voglia di strafare che lo porta a commettere un errore sciagurato alla fine del primo tempo in una zona non di sua competenza, rimediato con il cartellino giallo che gli farà saltare il match chiave di Benevento.

dal 13’ s.t. Matos 6-. Come Romulo a volte un po’ troppo innamorato del pallone. Lotta, si mette a disposizione, poca lucidità nelle scelte. Ma dalla panchina è uno che ha i colpi per cambiare le partite.

PETKOVIC 6+. A livello di sacrificio, nei rientri, nel fare da collante, nell’aiuto alla squadra, discreto già nel primo tempo, dove però è stato praticamente nullo in fase offensiva. Un po’ più di qualità nella ripresa; e un paio di giocate (una girata all’inizio disinnescata da un bell’intervento di Sirigu e l’azione che porta al 2-1 di Valoti) che gli fanno lasciare la firma sulla partita.

VERDE 6. Tanta disponibilità al sacrificio, rientri lunghi, attenzione alla fase difensiva, ma pochi spunti degni di nota. Può fare di più.

dal 20’ s.t. F.Zuculini 6,5. Micidiale per la vigoria che ha portato, per la carica, la voglia di andare senza paura addosso all’avversario. E’ stato anche impreciso, ma i classici 25 minuti fatti bene che possono pesare sulla storia di una partita.

KEAN 6+. Gli è mancata la stoccata, ma tanto lavoro oscuro e una personalità sommata ad una presenza in partita diversa rispetto al girone di andata.

PECCHIA 6+. Partita molto sorprendente, visto i disastri delle ultime uscite. Successo legittimo, figlio di una prestazione questa volta sì convincente; anche alla luce di quel secondo tempo dove la solita ripartenza non assorbita e una catena di errori sciagurati sembravano aver compromesso un buonissimo primo tempo. Scelte iniziali azzeccate (da capire quanto “forzate” dalle squalifiche), Calvano ha fatto bene esaltando anche le caratteristiche di Valoti, Matos dalla panchina poteva essere un fattore, cambi puntuali. Ma perché tutto questo non sia solo pura illusione (e questo successo non sia figlio del caso – come è successo per il 4-1 di Firenze) serve continuità. Continuità di risultati, ancor prima che di prestazioni.

Arbitro Massa 5. Tra punizioni non date, girate, falli una volta da giallo, la volta dopo no… il solito Massa. Almeno però questa volta nessun errore che è costato la partita.