19
apr 2017
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FANALINO DI CODA

Cari lettori, trattandosi di ”Cronache Kenyane” avrei dovuto fare almeno un cenno alla storia recente (15 anni) di questo paese, come il dominio tirannico e megalomaniaco di Arap Moi per oltre vent’anni, il suo forzato ritiro (pressioni internazionali-n.d.g.), le brevi speranze per l’elezione di Moi Kibaki, professore d’economia stimato a livello europeo, presentatosi come ”campione della lotta alla corruzione” (nel 2003!).
Avrei dovuto accennare alla commissione d’inchiesta internazionale, sotto la pressione della Gran Bretagna (2005/2006) che porto’ alla ”decimazione” di meta’ dei ministry per PALESE corruzione.
Dei DUEMILA morti nel conflitto post-elettorale del 2007 ho gia’ scritto ampiamente l’anno scorso , della affannosa ricerca di trovare ospitalita’ parentale nei propri village d’origine per fuggire dalle grandi citta’ in previsione delle prossime elezioni del 7 Agosto, ho gia’ fatto cenno (ma badate che e’ un DATO disperante).
Oggi cambio registro e lo focalizzo su una cosa apparentemente poco rilevante, ma non lo e’ dal momento che per numero di morti accertate supera quello della malaria.
Parto da quella che puo’ apparirire una cosa ”curiosa” che notai nel 1991 e che continua ancora oggi.
Percorrevo di sera la strada che da Watamu porta a Malindi dove volevo tentare la fortuna al Casino’.
Solo chi resta chiuso nei propri resort non conosce il BUIO d’Africa nelle sere e notti nelle quali non c’e’ la luna piena: e’ affascinante ed inquietante nello stesso tempo, se chiudi ed apri gli occhi hai una sensazione ”placentare”, la paura puo’arrivare solo da un rumore sconosciuto, anche se non ti trovi nella jungle e puoi sentire lo strisciare di un serpente.
”Apri I fari John!”, grido al driver del taxi alle mie spalle, e vedo a pochi metri da me un grosso serpente che attraversa la strada per rituffarsi nella foresta.
”E’ innucuo” mi tranquillizza John ”ma adesso sali perche’ dove ci sono quelli non si si puo’ escludere che ci sia qualche Mamba Verde (velenosissimo e ”nervoso” se disturbato)”.
Percorsi alcuni chilometri vedo un grosso ramo pieno di foglie sul bordo della strada, dopo una ventina di metri un ramo piu’ piccolo e il taxi rallenta: ”…c’e’ un incidente mi dice John…”.
Infatti dopo una cinquantina di metri vediamo un piccolo autocarro con due gomme bucate, appoggiato sui mozzi.
L’autista lo supera rallentando e via verso Malindi.
Cos’erano quei rami distanziati?
”Elementare Watson!”, erano il loro artigianale triangolo d’avviso di incidente.
Era il 1991.
Voi penserete che in venticinque anni la COSA sia cambiata.
Nisba.
In una decina d’incidenti che ho visto in questi anni, di triangoli regolamentari ne ho visti DUE, il resto ancora e sempre ramaglia e il buio d’Africa non e’ cambiato.
L’illuminazione pubblica (…) a quello che mi risulta si vede solo sul Nyali Bridge, che collega l’isola di Mombasa (si’ Mombasa e’un’isola) alla terraferma, invece per andare a Sud (verso la Tanzania) c’e’ un servizio di traghetti.
Anche la Moi (il tiranno) Avenue, la grande arteria che passa per il centro di Mombasa ha l’illuminazione pubblica.
Veniamo ai due ”focus” di questo lungo (e ultimo) Topic.
PRIMO ”FOCUS”
Chi parte dal proprio resort per andare al Moi (il tiranno) Airport viaggia normalmente in comodi bus-navetta e non fa quasi mai caso al percorso, chiacchera o e’ appisolato.
Io no, ho sempre gli occhi sbarrati verso la strada per tutto il tempo, nonostante il fatto che non bado a spese per avere un buon taxi e un buon driver.
Perche’?
Beh ho visto cose che voi umani…
Tipo: camion con rimorchio che delle normali 6/8 luci di segnalazione, ne ha…ZERO!
Talora una, per non dire delle frecce direzionali o luci di stop, autentici optionals per la stragrande maggioranza dei veicoli da lunghe distanze di questo paese.
E la polizia, la polizia che fa?
Ammesso, ma non concesso, che a tarda sera/notte ci sia, e che riesca ad intercettarli, dipende da quanto l’autista e’ disponibile a spendere per la ”SODA” (che sarebbe una bevanda), ma che qui, da decenni, ha assunto un significato facilmente intuibile.
Tralascio che l’unica strada che collega Mombasa a Nairobi (600Km.), percorsa da veicoli di ogni tipo, in quelle condizioni, dovendo attraversare l’enorme Tsavo Park (paradise kenyano per I safari), impatti con regolare frequenza elefanti o mandrie di zebre.
Dell’impatto con altri veicoli vi rimando al numero di morti che ho citato all’inizio.
SECONDO ”FOCUS”
Poiche’ I morti dovuti a quanto sopra non sono sembrati sufficienti, La Suprema Corte ha emesso una sentenza carina liberando un paio di detenuti per GRAVE stato di ubriachezza alla guida, comprovata dal ”blow acool test”, perche’ l’arresto non e’ previsto dal TRAFFIC ACT (Codice della Strada), invitando nel contempo la polizia stradale urbana ed extra urbana di occuparsi (disarmata…) del controllo di altri crimini ”piu’ importanti”.
Un ennesimo esempio di follia e di distacco di quell’importante organismo giuridico dalla realta’ del loro paese.
In fin dei conti I morti per incidenti stradali NON vengono CONTEGGIATI nelle statistiche della mortalita’ criminale.
Cosi’ l’apparenza di paese, tutto sommato, ”sicuro” e’ salva.
Mungu proteggi I kenyani!

Hi guys…

10
apr 2017
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UN NANO NELLA JUNGLA

Il nano sono io.
La jungle e’ tutto cio’ che di incomprensibile o assurdo mi circonda.
Quando il ”Pontefice Massimo” di Telenuovo mi chiese, senza alcun obbligo, se potevo fare qualche cronaca dall’Africa, dissi di si’.
La prima occasione fu quando lo informai da qui che avevo visto Totti e la Blasi nella piu’ bella spiaggia della Contea di Mombasa e di tutto il Kenya (Diani Beach, a 30 Km dalla citta’).
Mi diede carta bianca per fargli una semplice intervista ”delle mie”.
Li rividi il giorno dopo, a distanza di sicurezza (per loro) e lasciai perdere, mentendo spudoratamente (?) all’Editore con una scusa banale.
Capii in quel momento che mi trovavo in Kenya per altre cose: volevo conoscere cio’ che non conoscevo dopo anni di frequentazione di questo paese.
Sapevo di non essere piu’ un turista da tempo e cominciai a fare qualche cronaca che qualcuno di voi che segue il Blog da tempo conosce.
E oggi mi sento un nano impotente, dopo aver conosciuto e ”percepito” le follie di questo paese.
Badate bene che il Kenya non e’ il Congo, la Nigeria o il Sudan, dove e’ impossibile non cogliere la tragedia di quei paesi,’ VEDIBILE ad ogni due passi.
Al turista che arriva qui e viene traslocato in un resort o in un Hotel (minimo quattro stelle), il Kenya appare un paese ”normale” (se mai esiste la normalita’ nel Continente Africano).
Ho il mio block-notes pieno di appunti, ma nulla mi sembrava particolarmente interessante finche’…
Sabato sera NTV, la rete di cui ho sbeffeggiato il Tg nel precedente Topic, decide di laciare le notizie nel ”pastone” finale e attacca un servizio di MEZZORA (!!) dal titolo:
SCHOOLS MISERY.
Se il titolo del servizio non ha alcun bisogno di traduzione, ancora meno lo avevano le le immagini che il servizio mandava in onda.
Io continuavo a sussurrare tra me e me ”…ma no, e’ un servizio forzato, ma dai la lavagna di cartone, un’altra un pezzo di legno scuro, niente sedili per gli student ma pezzi di pietra levigata…, niente banchi su cui appoggiare I quaderni o assi di legno maltagliato o perfino un TRONCO d’albero ancora con la corteccia?!?!…”.
Ma il peggio, se mai puo’ esistere un peggio a cio’ che ho scritto, doveva ancora arrivare.
”Scuole” elementari (o primary school) costruite con fango e bambu’, ”soffitti” in makuti con larghi buchi dove non piove dentro perche’ li’ non piove quasi mai.
E le latrine?
Non faccio nemmeno in tempo a finire la domanda che il servizio le mostra:
uno spazio quadrato di circa dieci metri per dieci, protetto (?) da canne di bambu’, a cielo aperto e uso promiscuo (!!).
Poi ecco finalmente qualcosa in muratura, ma quando la telecamera si avvicina ed entra nella ”cosa”, manca completamente il tetto e il muro di fondo.
Potrei continuare con questo museo degli orrori dai quali qualcuno si salva alla fine degli otto anni per la carita’ di qualche parente ricco e prosegue gli studi.
Viene citata una statistica dalla quale risulta che gli studenti fortunati che escono da quelle miserabili ”scuole DA Guerra”, alle scuole superiori o all’universita’, si collocano nella fascia medio-alta di merito.
Stavo dimenticando di scrivere che quelle proto-scuole sono…GOVERNATIVE!!!
E sono tutte collocate nei pressi dei villaggi di Kikambala, Majengo e Vipingo, Contea di Kilifi, citta’ costiera di una certa rilevanza, nota per il turismo residenziale (molti europei hanno una loro abitazione qui).
Il bravo giornalista conclude il servizio cosi’: per domani mattina alle 10 ho invitato Uhuru e Ruto (non li ha chiamati ne’ Presidente ne’ Vice Presidente) per fornire spiegazioni su quella ”intolerable situation”.

P.s.:
Il Vostro povero cronista non si e’ svegliato alle 10 :( e comunque sarei stato senza la mia preziosa ed amabile traduttrice uscita per il suo modesto ma faticoso lavoro al porto di Mombasa.

P.p.s.s.:
Sicuramente nel Tg della sera ci sara’ un servizio dell’incontro o dell’eventuale folle assenza dei DUE…in prossimita’ delle elezioni.

05
apr 2017
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A BAD POLLUTION BLOWING

Sta tirando una brutta aria.
Ed e’ solo un inizio, visto che le elezioni presidenziali saranno il prossimo 7Agosto, e ricordo per inciso che il Kenya e’ una Repubblica Presidenziale (senza premierato).
Sono solo cinque giorni che sono qui, ascolto telegiornali che molto maldestramente tentano di imitare lo stile inglese:danno la nuda e cruda notizia, che non venga commentate mi sta anche bene, ma che non dicano se esistano note ufficiali su un grave, gravissimo, accadimento, se siano in corso indagini, e’ francamente ridicolo.
Il grottesco arriva il giorno dopo: del gravissimo accadimento, ripetuto (non sempre!) solo nella nuda cronaca, ed e’ tutto un pestar acqua nel mortaio.
Tre esempi.
Sabato, NTV, la televisione nazionale piu’ importante, apre con le immagini dirette(!), senza filtri o avvisi, di un’ESECUZIONE, in pieno giorno, in mezzo ad una strada con centinaia di persone: un poliziotto in abiti civili, dopo una brevissima collutazione, butta a terra un uomo che alza le mani, agitandole con il significato esplicito di resa, il poliziotto, dalle immagini non si capisce, se con la sua pistol o con quella (in tasca?) dell’uomo a terra, gli pianta un piede sullo stomaco, due colpi alla testa, e via.
Nota: sui tetti delle case che davano sulla strada c’erano tre poliziotti, due col mitra e uno con fucile di precisione.
Chi era?
Un criminale ricercato?
E chi lo sa, visto che nei giorni seguenti non viene dato alcun particolare, ma nel frattempo la rete televisiva lancia un sondaggio che piu’ o meno recita: e’ GIUSTO(!) o sbagliato l’operato della polizia?
Note ufficiali sull’accaduto: ZERO.
Domenica, servizio d’apertura: due ventenni, in villaggi differenti, vengono uccisi dalla polizia.
PUNTO.
Notizia non ripresa nei giorni seguenti.
Chi erano? Cosa avevano fatto?
Nessun particolare viene fornito.
Comunicato da fonti ufficiali: ZERO.
Lunedi: dopo le immagini su un comizio di uno ”noto leader” ai lettori assidui del Blog (ma sulla ”politica” faro’ un Topic apposito), la notizia che la polizia HA (il condizionale pare non esistere) massacrato una mandria di MILLE tra mucche e vitelli nel territorio dei Samburu.
Perche’?
Era davvero la polizia, visto che qui procurarsi una divisa e una decina di fucili automatici serve solo ”la grana”?
E chi lo sa?
Servizi esplicativi per un fatto che a me pare assurdo: ZERO.
Comunicato da fonti ufficiali: ZERO.

Potrei anche aggiungere di un servizio in cui una bambina di otto anni, rapita tredici anni fa, e’ tornata a casa.
Rapita da chi? Tornata a casa come?
E chi lo sa.
Il servizio prosegue con le immagini della madre piangente (e ci mancherebbe altro).
Il commento?
Si, questa volta c’e', lo fa un cugggino della rapita che all’epoca del rapimento avra’ avuto 14/15 anni.

Sono solo all’inizio.

02
apr 2017
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IL FUNERALE

Si chiamava Rukia, aveva 29 anni e due figli.
Bella molto, gentile.
Salutava, in un quartiere dove il saluto praticamente non esiste o e’ sguaiato e ammiccante.

Aveva alcune attivita’ commerciali e un ristorante in societa’ col marito, un ”black american” come dicono qui, che viveva tra gli USA e il Kenya, molto rispettato (la conquista del rispetto, senza essere un malavitoso, da queste parti e’ merce rara).

Una decina di giorni fa Rukia viene affrontata nella strada principale da due donne, che risulteranno essere la suocera e la cognata, venute dall’America, che le si rivolgono, con tono rude, cosi’: ”…stai sprecando i soldi di mio figlio…vedrai molto presto cosa ti succedera’…”.

In questo caso le numerose testimonianze, stranamente, coincidono, Rukia le guarda per alcuni secondi e si accascia a terra.

Non e’ svenuta, e’ morta.

Fin qui la cronaca.

Cio’ che segue e’ una cosa che non avevo mai visto, in nessun posto.

In questa polverosa strada dove vivo, che neanche nel Far-West, vengono eretti tre enormi tendoni bianchi ”a cuspide” dove fino a ieri, giorno della sepoltura di Rukia, migliaia e migliaia di persone, in prevalenza ”coast people”, eufemismo educato per non dire il nome della etnia di

appartenenza di Rukia (Giriama), per una settimana intera sono venute a portare il loro omaggio e condoglianze ad alcuni parenti di Rukia, in rappresentanza della famiglia e al marito, arrivato dagli Usa con una ventina di amici, molti dei quali bianchi.

Rukia era una mussulmana che si era ”cristianizzata” per potersi sposare.

Ebbene, tra quelle migliaia e migliaia di persone, in una fila enorme,per una settimana, da mattina a sera, sotto un sole africano, molte erano mussulmane.

Non so se sia una particolare rispettosa tolleranza , interreligiosa, esistente tra I ”coast people”, quella che ha fatto scavalcare minareti e campanili con la croce, per rendere omaggio alla morte di una di loro, diciamo che mi piace pensarlo.

Perche’ penso anche di sapere che l’Umanita’ ha almeno due significati contrapposti, uno bestiale ed uno nobile.

 

 

 

26
mar 2017
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IL BLOG RIAPRE IL 2/3 APRILE, PERO’…C’è SPAZIO LIBERO

Possibile che in una settimana nessuno si senta di suggerire un film, vecchio o nuovo, magari con un link di Youtube (è una cosa elementare!), suggerire un buon articolo di giornale, sintetizzare e proporre un libro, proporre musica di qualcsiasi genera con una riga di commento del perchè della scelta…
Se qualcuno non sapesse fare un link, qualcuno lo faccia al suo posto dopo aver letto il post.
In civile e cordiale Amicizia da Piasseta.

A presto.

25
mar 2017
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POCA ROBA E TOPIC DA BANCARELLA

Non sono in grado di gestire il Blog alla solita maniera, le ragioni le sanno in molti.
Vediamo cosa è accaduto nel continente africano, cosa accade e cosa potrebbe accadere.
Non ho timori per me, ma non sono tranquillo come al solito.
Le elezioni sono prossime, non leggo niente di buono.

24
mar 2017
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UN SOLO “PUGNO” A 12 ANNI E ME NE VERGOGNO ANCORA

Stavamo giocando a calcio sui Bastioni e uno zigarello ci rubò il pallone.
Lo rincorsi lo buttai a terra e gli sferrai quello che assomigliava ad un pugno.
Ho la scena ancora vividissima e penosa.
Ma a quell’ “primario”(??) ortopedico di Milano che ha rotto un femore ad un’anziana di oltre settantanni “per esercitarsi” (!!) glielo darei forte e dritto.
Dei degli umani, ma può essere “così banale il male”, come disse Hannah Arendt
al processo di Eichmann, il boia dei campi di concentramento per lo sterminio degli ebrei.
No basta, ne so abbastanza per essere sempre sorpreso e depresso dal male.
—————————————————–

Il Topic originale riguardava quanto sono belli tutti i PamPini di ogni colore, ma che rompono tutti molto i cowlions.
Un episodo significativo di bassa cronaca quotidiana, accadutomi ieri in un supermercato affollato da persone (e PamPini) di diverse nazionalità.
Sono stato investito (e gettato a terra) da un paio di mocciosetti, nazionalità non riscontrabile, che usavano un carrello della spesa come fosse un autoscontro.
La madre?
Si limitava ad urlare loro frasi.
Frasi?
Sì frasi.
In un’altra corsia un bambino nero veniva trascinato, urlante, da genitori, indifferenti alle sue urla (stile africano verificato, quando sarà senza voce la smetterà), presumibilmente per non avergli comperato una cosa inutile.
Mi allontano il più possibile verso l’ultima corsia che sentivo silente.
Vedo una madre italiana col suo bambino sul carrello a mo’ di carrozzina.
Azzardo un complimento per la gestione della cosa e la tranquillità del mocciosetto, ma la risposta è stata fulminante: “…no il mio non era molto diverso da quelli che ho visto, ma dopo che ne ha combinata una grossa un mese fa buttando a terra parecchi prodotti, si è preso due “pappine” e da da allora sta qui sul carrello, faccia a faccia con me…”.
La memoria è corsa subito a Benjamin Spock, famoso pediatra e teorico del permissivismo anti-autoritario nei confronti dei figli e dei pampini in particolare.
Nel tempo B.Spock rivisitò le sue teorie con qualche correzione (marginale).
Ma il “popolo” non ci mise molto a coniare la celebre frase, per altro mai teorizzata dallo scienziato: “…e come disse, in seguito, Spock… QUANDO CE VO’(ck) CE VO’ (ck)…”.
La pappina (suggerico, meglio sul copìn).
Io ne presi in numero adeguato, anche quando ero innocente, ma ricordavo di non averne prese quando le meritavo.
Il pari e patta fu educativo.

23
mar 2017
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COME SONO BELLI I PAMPINI DI TUTTI I COLORI…

…ma rompono veramente i COWLIONS!

NOTA
Il testo lo scrivo e non posso farlo sul cellulare
Scusate.

23
mar 2017
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DESPERADO

Causa acciacchi vari mi vedo costretto a portare in viaggio cibi NON COMPETITIVI con l’economia locale e parecchi farmaci.
La valigia NON si chiude!
Non c’è un’anima pia che ha un trolley leggero e di dimensioni ridotte da usare come bagaglio a mano (8kg di carico)?
Lo so, non è corretto fare questo tipo di appello sul Blog, e me ne scuso con un po’ di vergogna.
Ma “L’inviato esteri” di Telenuovo è così ridotto.
Grazie anche e solo di perdere un po’ di tempo per verificare una possibilità di soluzione.

22
mar 2017
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CI AVEVO UNA CASETTA PICCOLINA A BARASSO (Longobardia)…

Ci avevo la vasca coi pesci rossi e i nanetti in gesso.
No tanti fiori di lillà quelli no.
Son Giuan Longopadan, mi presento perchè il mio papà mi ha detto l’educasione inansi tuto
I capi ci avevano promesso che se ci LIGAvamo tutti insieme, noi della Longobar-dia e quelli della Pada-nia, ci avremmo spessato le ossa a mezzo mondo (per stare bassi e defilati), e soprattutto all’Europa ci avremo fatto un masso così.
Quello che mi domando l’è el parchè nessuno ci ha mai spiegato chi è sta Europa.
Dal nome l’è na femena, e magari a farci il masso ci stavo pure io, si sa mai.
Forse è meio che contatto i Capi per mettermi in lista.