Torna al blog

IL PAGELLONE DI PALERMO-PADOVA

Amara trasferta a Palermo per il Padova che si fa rimontare l’iniziale vantaggio siglato da Pastina da una doppietta di Vavassori. Zero punti in classifica, rimane quantomeno una prestazione gagliarda che racconta di identità e di una condizione comunque in crescita. Ecco tutti i voti di Palermo-Padova.

SORRENTINO 6,5 Cinque parate, quattro dall’interno dell’area: quando il Palermo arriva dalle sue parti risponde presente. Non deve indossare il mantello da supereroe visto contro l’Ascoli, ma trasmette sempre sicurezza e non concede nulla di semplice. Meno preciso quando deve giocarla con i piedi, soprattutto sul lungo. Nessuna responsabilità sui gol. Splendido duello a distanza con l’ex Fortin: Palermo-Padova racconta anche come nella rosa della passata stagione il Biancoscudo avesse due portieri di livello. 
DELLAVALLE 6 Ringhia che è un piacere, anche se paga dazio di fronte a uno straripante Johnsen: gli scappa due volte e due volte il norvegese confeziona l’assist per Vavassori. Una macchia pesante dentro una partita altrimenti solida. E quando sale può far male: non con i cross, ma di testa. Al 75′ costringe Fortin alla parata di piede, un minuto dopo manda alto di poco.
LOVATO 5,5 I numeri raccontano parecchio lavoro sporco, la cronaca del match lo esalta per una deviazione provvidenziale sul mancino di Vavassori al 64′. Con Pastina monta guardia feroce su Pohjanpalo, sostanzialmente annullato. Paga però l’incerto posizionamento sul gol del pari rosanero e le sbandate nella parte finale del match che costano la remuntada. 
PASTINA 6 Partenza da urlo: una verticalizzazione che manda in porta Seghetti dopo un minuto di gioco e poi il gol, da predone d’area, che vale l’1-0 per il Padova. Poi indossa l’elmetto e ingaggia battaglie inseguendo Pohjanpalo pure negli spogliatoi. Vavassori invece gli scappa, e più di qualche volta: indemoniato, l’ex Atalanta U23, lo salta di netto nell’azione del gol che per il Palermo vale tre punti. 
CAPELLI 6 In campo dal 1′ dopo le buone sensazioni lasciate durante Padova-Ascoli: tutto confermato, è il solito Capelli da moto perpetuo. Spinge, si propone e prova continuamente a dare un’uscita al Padova sulla catena di destra: proprio lì dove gli avversari sono più competitivi. Non bene nell’azione che si sviluppa e porta al vantaggio dei padroni di casa.  
GIUNTI 6,5 A sorpresa titolare, ma solo alla lettura delle formazioni. Perché già dai primi minuti si nota il suo peso a centrocampo: tra contrasti e passaggi schermati manda in tilt la mediana rosanero. Cresce di personalità col passare del tempo: pure troppo quando a metà ripresa, invece che servire Capelli libero in area, tira forte da posizione defilata. Sul finire del primo tempo invece costringe Fortin all’intervento più difficile. Migliore in campo per la redazione del TgBiancoscudato (dal 41′ st GALAZZI s.v. Contro l’Ascoli fu match winner dalla panchina, questa volta ha davvero troppi pochi minuti per incidere).
ZUELLI 6 Cuce e detta, da solida eminenza grigia: pochi guizzi, molta geometria. E se va in affanno lui – tipo nei palloni persi, una dozzina – il Padova sbanda. Tutto sommato esce da vincitore nel confronto tra i play impegnati sulla mediana. E dopo tre minuti sfiora il gol: se solo non ci fosse stato Bani sulla traiettoria… (dal 41′ st BORTOLUSSI sv Al Barbera gli vengono concessi soltanto gli ultimi minuti. Fa un po’ male vedere uno dei protagonisti della passata stagione ridotto a uno scampolo di partita). 
FUSI 6,5 Consueta prova di quantità a cui associa lampi di qualità: a volte gli si chiederebbe di osare anche qualcosa in più, di anticipare il pensiero e quindi la giocata. Nerbo del Padova arrembante della prima mezz’ora, al Barbera si segnala pure perché mette sulla testa di Giunti il pallone che potrebbe riportare avanti il Padova. Paga nel finale, quando la benzina scarseggia, ma chiude la gara del Barbera senza ammonizioni e giocando 34 palloni su 37 senza sbagliare, producendo pure tre passaggi chiave. 
COCCHI 6,5 Sin da subito manda ai matti Pierozzi, sostituito all’intervallo per evidente mal di testa: ara profondamente la fascia sinistra, in combutta con Seghetti. Da un suo tiro (sbilenco) nasce il vantaggio di Pastina, poi al 16′ disegna il pallone che manda Moro davanti a Fortin. E nel recupero del primo tempo si sostituisce a Sorrentino salvando sulla linea il colpo di testa di Segre. Non sempre pulitissimo nella gestione, guadagna un giallo che lo costringe all’uscita anticipata: peccato (dal 24′ st CARISSONI 5 Entra per dare nuova spinta alla fascia, ma lascia poche tracce positive. Poi stende Vavassori lanciato a rete: rosso forse eccessivo, ma che sostanzialmente chiude la partita del Padova).
SEGHETTI 6 Dopo ventotto minuti complessivi giocati in quattro partite, il Barbera appare palcoscenico sorprendente. E invece parte forte, interpretando bene il piano di Calabro: dopo due minuti attacca subito la profondità, poco dopo mette in mezzo il pallone che porta alla conclusione di Zuelli. Poi il Palermo gli prende progressivamente le misure e lui si ostina a cercare la giocata, che però non arriva (dall’8′ s.t. DI MARIANO 5,5 Un tempo in campo ma produce poco, se non qualche strappo che il pubblico del Barbera ricordava più ficcante)
MORO 5 Chissà che per lui non valga la metafora del ketchup, che all’inizio non esce e poi improvvisamente scende tutto insieme. Perché il 9 scudato appare ingolfato, come quando davanti a Fortin può portare il Padova sullo 0-2, ma aspetta un tempo di troppo e si fa rimontare. È l’occasione che pesa sulla sua partita e, alla fine, anche su quella del Padova. Lavora, prova a legare il gioco, ma davanti serve altro. Il gol continua a mancare, stavolta anche quando l’occasione arriva (dal 24′ st LASAGNA 5,5 Non trova mai lo spazio per concludere, ma prova almeno ad alzare ritmo e pressione… anche provando a mordere le ripartenze dal basso dei rosanero). 
CALABRO 6 La prepara bene, forse molto bene. Sorprende nelle scelte, imbriglia il Palermo e il suo Padova passa in vantaggio, costruendo anche più possibilità per uno 0-2. Nella ripresa, però, la partita cambia e lui tarda a cambiarla: le ultime due sostituzioni arrivano a risultato compromesso, o quasi. Restano una prestazione coraggiosa e una squadra riconoscibile, capace di 20 tiri e 11 corner accumulati al Barbera. Mica male. Però, stavolta il piano iniziale convince più della gestione in corsa.

PALERMO: Fortin 7; Pierozzi 5 (dal 1′ st Cassandro 6), Bani 5,5 (dal 1′ st Magnani 7), Ceccaroni 6, Augello 5,5; Palumbo 6, Ranocchia 6 (dal 22′ st’ Estevez 6), Segre 5,5 (dal 37′ st’ Gomes s.v.); Vavassori 8, Pohjanpalo 5,5 (dal 34′ Gabrielloni s.v.), Johnsen 8. All. Inzaghi 6,5

Nessun commento - Commenta

Leave a Reply

Your email address will not be published. Required fields are marked *