13
apr 2017
AUTORE Mario Zwirner
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SOLDI AI POVERI CHE POVERI RESTANO

Lo chiamano reddito di inclusione. Tradotto in parole povere e comprensibili sono soldi ai poveri: da 300 a 500 euro al mese a 600 mila famiglie povere. La misura decisa dal governo Pd di Gentiloni non convince per almeno tre motivi.
Cominciamo dal più banale, quasi ridicolo per non dire autolesionistico. Questo tentativo di rincorrere il reddito di cittadinanza patrocinato dai 5 Stelle, non tiene conto di un fattore determinante: la copia non vale mai l’originale. Quindi è un’illusione quella del Pd di incassare (comprare?) il voto dei poveri. In prima fila c’è già Beppe Grillo ed è impossibile per chiunque scalzarlo, tentare il sorpasso populista.
C’è poi la questione fondamentale che è, dovrebbe essere, la serietà: qualunque misura prenda un governo è tenuto a spiegare ai cittadini dove trova le risorse per finanziarla. Gentiloni già si è rimangiato la promessa di tagliare l’Irpef, perchè abbiamo una spesa pubblica e un debito pubblico fuori controllo. Per non parlare di una pressione fiscale da record europeo. E l’unico modo per finanziare il reddito di inclusione sarà un ulteriore aumento delle tasse.
Minimo va comunicato agli interessati, cioè ai contribuenti. Dopo di che chiamiamola, se vogliamo, giustizia sociale o redistribuzione della ricchezza: prendiamo ai ricchi (ma sono tutti ricchi quelli che pagano le tasse?) e diamo ai poveri. Peccato che la carità – sia privata che di stato – aiuti solo il povero a restare povero. Cioè a dargli l’illusione di tirare a campare senza lavorare.
Ed in questo senso è deleteria anche la carità privata.
Peggio ancora quella pubblica (specie in un Paese dove i furbetti del welfare già dilagano…) Quando l’impegno di un governo serio dovrebbe muoversi in una doppia direzione. Da un lato creare più opportunità di lavoro, abbattendo la pressione fiscale non inasprendola. Dall’altro educando i cittadini a vivere col lavoro. (Come recita la premessa della “Costituzione più bella del mondo”…)
Può starci, certo, un aiuto alle famiglie più povere. Ma ben delimitato nel tempo e pretendendo in cambio un qualche lavoretto socialmente utile. A puro scopo educativo.
Mentre se elargisci assistenza gratuita, a tempo indeterminato e senza contropartita, diseduchi i nostri poveri. Esattamente come stiamo già facendo con ottimi risultati verso i migranti…

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39 risposte a “SOLDI AI POVERI CHE POVERI RESTANO”

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  1. Gatón scrive:

    The Tax System Explained in Beer
    Suppose that every day, ten men go out for beer and the bill for all ten comes to $100… If they paid their bill the way we pay our taxes, it would go something like this:
    - The first four men (the poorest) would pay nothing.
    - The fifth would pay $1.
    - The sixth would pay $3.
    - The seventh would pay $7.
    - The eighth would pay $12.
    - The ninth would pay $18.
    - The tenth man (the richest) would pay $59.
    So, that’s what they decided to do.
    The ten men drank in the bar every day and seemed quite happy with the arrangement, until one day, the owner threw them a curve ball. “Since you are all such good customers,” he said, “I’m going to reduce the cost of your daily beer by $20″. Drinks for the ten men would now cost just $80.
    The group still wanted to pay their bill the way we pay our taxes, so the first four men were unaffected. They would still drink for free. But what about the other six men? How could they divide the $20 windfall so that everyone would get his fair share?
    They realized that $20 divided by six is $3.33. But if they subtracted that from everybody’s share, then the fifth man and the sixth man would each end up being paid to drink his beer.
    So, the bar owner suggested that it would be fair to reduce each man’s bill by a higher percentage the poorer he was, to follow the principle of the tax system they had been using, and he proceeded to work out the amounts he suggested that each should now pay.
    And so the fifth man, like the first four, now paid nothing (100% saving).
    The sixth now paid $2 instead of $3… (33% saving).
    The seventh now paid $5 instead of $7… (28% saving).
    The eighth now paid $9 instead of $12… (25% saving).
    The ninth now paid $14 instead of $18… (22% saving).
    The tenth now paid $49 instead of $59… (16% saving).
    Each of the six was better off than before. And the first four continued to drink for free.
    But, once outside the bar, the men began to compare their savings.
    “I only got a dollar out of the $20 saving,” declared the sixth man. He pointed to the tenth man, “but he got $10!”
    “Yeah, that’s right,” exclaimed the fifth man. “I only saved a dollar too. It’s unfair that he received ten times more benefit than me!”
    “That’s true!” shouted the seventh man. “Why should he get $10 back, when I got only $2? The wealthy get all the breaks!”
    “Wait a minute,” yelled the first four men in unison, “We didn’t get anything at all. This new tax system exploits the poor!”
    The nine men surrounded the tenth man and beat him up.
    The next night the tenth man didn’t show up for drinks, so the nine sat down and had their beers without him. But when it came time to pay the bill, they discovered something important. They didn’t have enough money between all of them for even half of the bill!
    And that, boys and girls, journalists and government ministers, is how our tax system works. The people who already pay the highest taxes will naturally get the most benefit from a tax reduction.
    Tax them too much, attack them for being wealthy, and they just may not show up anymore. In fact, they might start drinking overseas, where the atmosphere is somewhat friendlier.
    David R. Kamerschen, Ph.D.
    Professor of Economics.
    For those who understand, no explanation is needed.
    For those who do not understand, no explanation is possible.

    1. Gatón scrive:

      Nel bordello Europa della maîtresse Angela ora France ha il suo macrò.

      1. Silvestro scrive:

        Diogene: io ho parlato di prospettive di lavoro.
        Se gli italiani intendono competere con extracomunitari o comunitari dell’est o cinesi sul lavoro manuale e con scarso contenuto tecnico, hanno perso in partenza su ogni fronte. E intendo ritmi di lavoro, orari, turni, festività/riposi, retribuzione. Chi investe in attività produttive, non lo fa per creare a casa propria lavori di manovalanza o di basso profilo; per questo sono molto più convenienti i Paesi dell’est. Ma è un fenomeno mondiale; è la globalizzazione che ti gratifica con prodotti e servizi a costi contenuti.
        Mi fa sorridere chi esulta per il nazionalismo di Trump. USA è lo stato più imperialista del globo: da sempre sfrutta il lavoro nei paesi a basso costo di lavoro. Se gli iphone o le nike fossero realizzati negli USA costerebbero una cifra.
        Cosa succederebbe se cominciassimo tutti a mettere dazi e barriere.

        Sui migranti il problema è e resta la differenza economica. L’Europa ha un PPA (parità potere di acquisto) che oscilla tra 35mila e i 45 mila dollari pro capite.
        I Paesi di provenienza dei migranti hanno un PPA massimo di 2500 dollari pro capite con minimi di 800. Le nostre paure, diciamocelo, sono quelle di non poter mantenere questo standard di vita. Ma a ben guardare con queste differenze, non ci sono barriere, ostacoli o confini che possano impedire ai disperati di cercare altrove migliori condizioni di vita. E’ la storia stessa dell’uomo.

        • diogene scrive:

          ti dò buona al 100% la tua ANALISI

          ma, appunto, solo di ANALISI si parla
          vale il detto “del senno di poi sono piene le fosse”

          Il problema è: i bianchi ricchi (NOI) che NATURALMENTE ambiscono a mantenere il tenore di vita attuale se non ad aumentarlo, cosa devono fare ?

          Trump, Le Pen, Salvini hanno una proposta. Anch’io penso che sia sbagliata, ma resta il fatto che hanno una proposta.
          Gli altri al momento NON HANNO PROPOSTE.

          Sei d’accordo ?

          Su questo percorso, possiamo proseguire a confrontarci.
          Altrimenti non resta che “ognuno per sè, Dio per tutti”

          Al primo posto nella cultura di tutti, va posto il principio che la vita è una conquista e non un dono di Dio.
          Non possiamo continuare a dire “come si fa a non salvare vite umane”, bisogna cominciare ad impedire che ci siano tante vite umane.
          La produzione dei beni materiali la possono fare i robot. Quando i bianchi ricchi avranno irobot, non avranno bisogno dei cinesi e dei subsahariani.

          Occorre dire chiaro e tondo ai “poveri neri” che la smettano di fare figli per farli soffrire e basta (affrontare le terribili traversate del deserto, la permanenza in Libia, l’azzardo del mare).
          E’ difficile ? Certo che è difficile. Però, non c’è ancora nessuno che lo dice.

          • Silvestro scrive:

            Hai affrontato diversi argomenti. “del senno di poi…”. è vero, ma è anche vero che in molti casi stiamo ancora subendo le conseguenze di scelte sbagliate del passato. Bisognerebbe ricordarselo. Cerco di fare un discorso generale che non riguarda solo noi.

            La differenza tra ricchi e poveri sul pianeta non è una novità ed è anche ben documentata. Ma andava bene finché si poteva sfruttare il lavoro a basso costo, favorito anche dalla globalizzazione. Ma con l’immigrazione questo condizione è diventata un problema ed allora “aiutiamoli a casa loro..” “facciamo il blocco navale…” “ripristiniamo le frontiere ed il filo spinato” etc.
            Idem con la guerra il Siria. Finché rimaneva confinata in quelle zone (per ben due anni) la cosa non ci riguardava, l’indifferenza era tipo “lascia che si scannino tra loro”. Ma poi quando sono cominciati gli attentati in Europa, la sicurezza, l’ISIS, l’islam radicale è diventato il primo problema dell’intero continente.

            Questo per dire che fino ad ora era comodo ignorare qualsiasi evento finché questo non toccava le tue sicurezze. Ora non è più possibile perché le differenze economiche aumentano, ma anche la popolazione aumenta e la tecnologia amplifica la percezione delle differenze sociali. (internet consente anche ai più poveri di vedere come vivono i più ricchi).
            E’ sempre più urgente un approccio diverso ai problemi che magari affronteremo successivamente.

            Trump, Le Pen, Salvini più che proposte hanno lanciato degli slogan: che non possono affrontare da soli (neanche Trump); che non tengono conto delle situazioni in atto; che trascurano i costi. Le prime esperienze pratiche dicono già molto (Grecia, GB), ma siamo solo all’inizio.

        1. Silvestro scrive:

          02/05/17 – LAVORO CREARLO O SABOTARLO

          Tutti pronti a lagnarsi. Ma ultimamente su questo blog vedo molti silenzi.
          Se non ci fosse Zwirner che tiene alto lo standard del piagnisteo, sarebbe una noia.
          Per stare su primo maggio, credo che Mattarella nel suo discorso abbia toccato i punti principali del problema. Estrapolando, trovo significativo:

          “..una nuova stagione di crescita inclusiva può avvenire se si accorciano i divari presenti nelle conoscenze, nelle tecnologie, nella formazione, nelle infrastrutture.”
          “La velocità e le caratteristiche del mercato globale ci mostrano, ogni giorno di più, come la partita del lavoro e dello sviluppo sostenibile assuma sempre di più una dimensione continentale.”
          “Il lavoro è dentro i grandi cambiamenti epocali. Mutano le forme, le domande, i modi di organizzare il tempo del lavoro e la vita oltre il lavoro. Nuove tecnologie, sviluppo digitale, automazione, robotica stanno producendo professionalità inedite”
          “Non è accettabile che molti nostri giovani vengano esclusi proprio quando le loro attitudini e i loro linguaggi sono più congeniali alle nuove competenze tecniche…”
          “… automazione e sviluppo digitale si estendono in ogni ambito economico e sociale, ben oltre il settore manifatturiero. …. c’è un enorme spazio di crescita nel quale i giovani possono diventare protagonisti…”

          Si può dedurre facilmente che:
          Affermare che gli immigrati ci portano via il lavoro è una grande fesseria. La competizione professionale non la fai con loro.
          Il reddito di cittadinanza / inclusione, da solo, non è la soluzione.
          Per ottenere un lavoro qualificato e diffuso è necessario un grande cambiamento sociale, nelle aspettative, nell’educazione, nel sistema scolastico.

          In pratica serve tempo, molto tempo, ma sopratutto idee chiare. Populisti e semplicisti se ne facciano una ragione.

          • diogene scrive:

            temo che tu abbia torto
            non c’è tempo per aspettare i tempi dell’ “education”,modello 1900

            la bomba migranti scoppia prima e la sinistra è troppo in ritardo , bloccata dai suoi teoremi

            la razionalità di obama ha perso di fronte all’impetuosità di trump
            non voglio certo dire che è un bene, dico che sta succedendo questo, piaccia o non piaccia

            sui migranti, stanti così le cose, prima o