LA LEGA DI STEFANI E IL CICLONE VANNACCI

Ha avuto un grande risalto il precongresso della Lega in Fiera sabato a Padova: Telenuovo ha fatto la diretta, ne hanno scritto molto anche i quotidiani sia locali che nazionali.

C’è stata l’incoronazione di Alberto Stefani, non solo la conferma a segretario regionale ma anche di fratto la nomina a candidato presidente per le elezioni in Veneto.

Cosa pensare di lui? E’ legato al territorio? Rappresenta la Lega dei tanti amministratori locali che ha nella nostra regione? Alla domanda se è democristiano ha risposto di ritenerlo un onore.

Stefani erede di quei democristiani dorotei che anche loro decenni fa volevano l’autonomia del Veneto?

Poi si è parlato molto anche del generale Vannacci che ha un grande patrimonio personale di voti. Salvini ha detto che deve anzitutto iscriversi alla Lega. Cosa farà il generale? Il Foglio ha scritto che “Cercasi un Vannacci non estremista per dare un futuro alla Lega”.

Ma è credibile che il generale non sia un estremista? Sembra arduo se pensiamo alle sue posizioni, cominciando dalla parità di genere non proprio da lui promossa…

In ogni caso il precongresso in Fiera a Padova ha fatto da preludio al congresso di Firenze dove, non c’è dubbio, che Salvini verrà confermato alla guida del partito.

ESERCITO O FISCO EUROPEO

Secondo la Von Der Leyen dovremmo avere un esercito europeo, spesa 800 miliardi di euro. Averlo entro 4 anni. Par di capire che con l’attuale guerra non c’entri: speriamo che finisca prima di 4 anni. Forse la presidente della commissione europea teme che la Russia invada l’Europa e quindi pensa all’esercito con questa spesa enorme. Ipotesi semplicemente ridicola.

Ma veniamo al punto. L’Ue, oltre all’Euro, non ha mai costruito qualcosa di comune per i 27 Paesi: solo risse e contrasti tra di loro. Non solo: ha concesso la cosa più vergognosa, i paradisi fiscali dove alcuni Paesi ci guadagnano offrendo i lauti vantaggi della residenza fiscale e altri vengono danneggiati.

Mi sembra quindi ovvio che il primo dovere delle Von Der Leyen sarebbe quello di promuove un fisco europeo comune per tutti i Paesi, altro che un esercito, che poi pretenderebbe fosse finanziato dai Paesi danneggiati dai paradisi fiscali.

In fine ammesso che serva un esercito europeo basterebbe mettere assieme gli eserciti che già ci sono dei 27 Paesi, senza bisogno di crearne uno nuovo.

E per concludere sarebbe ora di spendere per la sanità, l’istruzione, le bollette, il carrello della spesa invece che per le armi. Armi che portano solo alla guerra, non certo alla pace.

TRUMP: ZELENSKY E’ UN DITTATORE

Trump è stato categorico. Alcuni fatti parlano chiaro: Zelensky ha abolito 13 partiti, in Ucraina non esiste la libertà di opinione. Rifiuta le elezioni. Anche Putin è un dittatore, ma democratico: nel senso che è stato confermato non so quante volte a furor di popolo dagli elettori russi.

Putin ha detto che se andasse al voto Zelensky prenderebbe forse il 4%. In effetti è difficile pensare che gli ucraini, con un milione di morti, siano entusiasti di chi poteva evitare le guerra solo concedendo un referendum autonomistico ai russofili del Donbass

E’ vergognoso che tutti i Paesi europei, Italia compresa, abbiano inviato armi all’Ucraina, armi utili non alla pace ma a continuare il massacro della guerra.

Vergognosi anche quei baci-abbracci di tanti leader occidentali, Meloni compresa, al dittatore Zelensky neanche fosse un campione di pace e democrazia.

Ha ragione Trump. Se Zelensky non ha scatenato la guerra poteva evitare che continuasse. Invece, sospetto più che fondato, l’ha continuata per garantire la continuità del suo potere a danno enorme dei suoi cittadini ucraini, cui è negato anche il diritto democratico di andare al voto.

FINE VITA, FINE CIVILTA’

La Toscana per prima ha approvato la legge sul fine vita, a ruota verrà anche il Veneto di Zaia. Oggi vige la libertà di scegliere cosa fare della propria vita. Contro una civiltà secolare che sanciva: la vita appartiene a Dio o allo Stato. Come dire che, prima dei tuoi diritti, ha dei doveri: verso le regole religiose o, da laico, verso la comunità cui appartieni.

Va detto che sono pochissimi a scegliere il suicidio assistito. La larga maggioranza dei malati terminali preferisce tirare a campare. Senza dire che oggi la medicina ti garantisce dei sedativi che, se non cancellano, leniscono di molto il dolore.

Appartengo anch’io a questa maggioranza. Mai opterò per il fine vita. Tirare a campare consente varie cose: continuare ad avere rapporti affettivi con i tuoi cari che, vedendoti malridotto, si sentono in dovere di starti vicino; magari occuparti anche dei tuoi interessi; e, soprattutto, rimandare il vero terrore del nulla che ti attende con la morte.

Oggi trovarne uno che crede nell’aldilà, nella vita eterna dopo la morte.

La chiesa è fermamente contraria al fine vita, i vescovi hanno subito condannato la legge toscana. Il Papa non si è espresso, era anzitutto impegnato ad intervenire a Sanremo. La sua priorità.

Su Sanremo concordo in pieno con il Fatto Quotidiano che ha scritto: “Sanremo è lo specchio, del nulla”.

 

MORETTI FURTI E SPECULAZIONI

Ladri anche a casa dell’eurodeputato Pd Alessandra Moretti che, prima ancora del furto, si è preoccupata che non ci siano speculazioni dicendo che non si conosce l’identità dei ladri. Magari doveva chiedere anzitutto che li becchino.

Non mancano i ladri anche italiani ma il dato statistico del ministero degli Interni certifica che il 65% dei reati, non solo furti, li compiono gli stranieri.

La prima preoccupazione di tutti i cittadini è tornare a casa e trovarla devastata dai ladri. Danno enorme non solo alla proprietà ma anche all’intimità della nostra vita privata.

Non ne veniamo fuori. Non riusciamo ad imporre sicurezza e legalità agli italiani, figuriamoci agli stranieri. Non parliamo dei tanti bravi stranieri integrati che lavorano, meno che mai i clandestini.

Non si vedono passi in avanti; né il governo Meloni né quelli precedenti hanno ottenuto risultati significativi.

Non meravigliamoci che crescono i cittadini che pensano all’autodifesa armandosi. Scelta tra l’altro assai pericolosa.

VATICANO, UNA FORTEZZA MISTERIOSA

Le esternazioni di Papa Francesco sono quotidiane: dice cosa succede in Italia e nel mondo e cosa bisognerebbe fare.

Personalmente ho trovato vergognosa l’affermazione che servirebbe un’inchiesta per appurare se a Gaza c’è un genocidio. Antisemitismo inaccettabile: è Hamas che dichiara di volere lo sterminio di tutti gli ebrei, mentre Israele non l’ha mai detto dei palestinesi. Anche se ovviamente resta criticabile l’eccesso della sua risposta bellica all’attacco subito.

Ma il punto è che Papa Francesco non parla mai di cos’è e cosa succede, non a Gaza, ma in Vaticano. Che resta una fortezza misteriosa. L’unica cosa evidente è che si tratta di una Sede Santa e Respingente: di migrante non ne entra uno che sia uno. Trump deve aver imparato dal Vaticano come si sbarrano i confini…

Il Papa ha dichiarato solo che c’è una lobby gay. Ma che tra i sacerdoti sia più diffusa l’omosessualità dell’eterosessualità è cosa nota e che non c’entra.

Si vorrebbe conoscere cosa succede, che regole ci sono in questa fortezza misteriosa del Vaticano. Di certo non vige la democrazia, mai state delle elezioni. E’ una monarchia o un’oligarchia? Chi comanda? Che regole in vigore? Diritti civili rispettati o no? Le suore devono portare il velo? Sono libere o sottomesse come nel mondo islamico?

Tante cosa conosciamo di tutti gli altri Paesi. Di questo Stato, ospitato nel territorio italiano, poco nulla. Ospitiamo una fortezza misteriosa.

Direi che il Papa oltre che parlare di Gaza almeno qualcosa dovrebbe dirci di come funziona casa sua. O può restare silente?…

GOVERNO O GIUDICI, DA CHE PARTE STARE

La risposta dovrebbe essere ovvia: stai dalla parte della Costituzione che è molto chiara: c’è il potere politico, sancito dalla sovranità popolare cioè dai parlamentari eletti dagli elettori: Mentre i vincitori di un concorso in magistratura non hanno alcuna sovranità popolare. Quindi dovrebbe essere ovvio: il parlamento legifera e i magistrati applicano le leggi.

La ci sono le correnti: Magistratura democratica, la giudice che ha rimpatriato i migranti dall’Albania è la presidente nazionale di Magistratura democratica e appartiene a questa corrente anche la toga che postato “Meloni più pericolosa di Berlusconi”

La giustizia dovrebbero amministrarla in nome del popolo, non per le proprie convinzioni politiche e gli interessi di casta:

Volendo c’è una buona tendenza: sempre meno i magistrati che si iscrivono alle correnti. Così come sono sempre meno i lavoratori che si iscrivono ad u qualsiasi sindacato. Non vuoi essere un birillo manovrato dai vertici, ma una persone che prende le sue decisioni.

Dopo di che tutta Europa è a favore dei centri migranti fuori dalla Ue per controllare gli ingressi, quindi è fuori dal mondo occidentale la decisione della toga romana. Cui Meloni provvederà con un decreto leggi sui Paesi sicuri.

Dopo di che questa assurda vicenda insegna che la riforma più ungente è (sarebbe) quella della giustizia.

L’ALBANIA E’ DETERRENZA

Su questo accordo che Meloni ha sottoscritto con il premier albanese per l’accoglienza dei migranti in questo Paese va sottolineato anzitutto una questione cruciale: l’Albania è deterrenza per i migranti che vogliono arrivare in Occidente.

Mentre da noi puoi tranquillamente delinquere, come concesso anzitutto agli italiani. Parentesi: ti possono ammazzare anche se rifiuti di consegnare una cuffia da 15 euro… Ci rendiamo conto: qualunque cosa ti chiedano meglio dargliela senza discutere che altrimenti rischi la vita…

In Albania non è così: se non righi dritto minimo ti pestano. E i migranti lo sanno. Quindi per loro c’è la forte preoccupazione di finire in quel Paese e non nel bengodi italiano.

Dopo di che i migranti servono: per il crollo della nostra natalità per i tanti lavori dove manca la manodopera.

Ma tutti i Paesi europei sostengono a ragione che è indispensabile la selezione: migranti con formazione e indotti a comportamenti legittimi.

Non può esserci, appunto, il bengodi italiano. Né per loro e nemmeno ovviamente per noi.

7 OTTOBRE DA NON DIMENTICARE

Ricorrenza del 7 ottobre che non va dimenticato.

Non va dimenticato che questa guerra atroce, che sta causando una valanga di morti, non l’ha scatenata Israele. L’ha scatenata l’attacco terroristico di Hamas contro gli israeliani, uccidendone migliaia e rapendo gli ostaggi.

Ogni volta le tante guerre sono state iniziate dai palestinesi e dai Paesi arabi. Israele ha sempre risposto (e, non dimentichiamolo, ha sempre vinto…)

Certo è discutibile che alla fine della seconda guerra mondiale i Paesi occidentali abbiano scelto la Palestina per insediare lo stato di Israele. Potevano scegliere l’Unione europea o gli Usa…

Ma aggiungiamo che per i palestinesi vivere in Israele non è un dramma ma una garanzia: uno stato democratico, dove vige la libertà e la possibilità di puntare al benessere. Cosa garantita al contrario nei paesi mussulmani e in quella Palestina di Hams che loro stessi hanno votato.

Indecente che i manifestanti di Roma abbiano ignorato questo dato di fatto e abbiano inneggiato ai terroristi. Per giunta aggredendo i nostri poliziotto, con 34 feriti, nemmeno fossero israeliani…

Due popoli, due stati che l’Occidente invoca, Israele lo accetta, i palestinesi di Hamas no, loro predicano solo la distruzione di Israele.

Che, per fortuna, come sempre, la guerra la vincerà sconfiggendo i terroristi e i teocrati islamici.

PAPA “ESPLOSIVO” SULL’ABORTO

Viene da definire “esplosiva” questa dichiarazione del Papa sull’aborto.

Definire i medici che lo praticano dei sicari è peggio che dare loro degli assassini.

Tante le considerazioni su un tema tanto delicato e complesso.

Intanto Bergoglio è in linea con la dottrina della Chiesa che ordina di tutelare la vita dai morti in mare ai nascituri.

Non si può parlare di interferenza perché il Papa non chiede al governo di intervenire sull’aborto, ma esprime solo la valutazione cattolica su un tema, ripeto, tanto delicato e controverso.

Fin’ora venivano accusati i medici obiettori di coscienza di violare il diritto delle donne all’aborto.

Ma è così, oppure intervenire sul feto crea dubbi, incertezze, perplessità morali? Ricordo che anche alcuni laici, come il giornalista Giuliano Ferrara, da sempre sono contrari al libero aborto.

Poi è innegabile il rapporto tra crollo della natalità e diffusione dell’aborto. Per contrastare questo tragico fenomeno epocale puntiamo sugli aiuti economici o sulla limitazione (non dico sul dico sul divieto) del ricorso all’aborto.

In fine è un tema del quale non si discute da noi. Ma ricordo che l’aborto è al centro della campagna elettorale negli Stati Uniti: Trump ha una linea più severa rispetto a Kamala Harris; diversi Stati Usa lo vietano.

Da noi invece non se ne parla. Direi che sarebbe utile se questa esplosiva dichiarazione di Papa Bergoglio almeno riaccendesse qualche considerazione, qualche seria analisi anche in Italia.

Ovviamente non accadrà.