OLIMPIADI, GUARDARLE O ANCHE NO

Più belle sono sicuramente quelle estive, con la gara dei cento metri pilastro di tutte le competizioni. E poi questi atleti che blaterano di politica: contro gli agenti Ice e Trump, contro Meloni o contro Schlein. Pensassero a fare gli atleti che di comizi ce ne sono già a sufficienza.
Atleti spesso sconosciuti o quasi, non paragonabili ai calciatori che, per fortuna, di politica blaterano meno.
Poi orgogliosi di aver organizzato queste Olimpiadi. Molto meno di aver affrontato i problemi drammatici del nostro Paese: dalle spese, alla sicurezza, ai rapporti internazionali di un’Europa sempre più divisa e inutile.
Sarebbe assai bello poter assegnare la medaglia d’oro a politici e magistrati, prima ancora che agli atleti olimpici.

 

FASCISTA E’ L’INSULTO QUOTIDIANO

Insulto che ha fatto irruzione anche nel referendum sulla giustizia: “Chi vota sì è fascista”.Cerasa il direttore del Foglio ha spiegato che se mai è il contrario. Essendo le corporazioni la vera pesante eredità del fascismo, il sì al referendum diventa antifascista nel senso che mira a ridimensionare almeno un po’ il potere della corporazione dei magistrati.

Resta il fatto su cui concordo in pieno che tutte le corporazioni andrebbero abolite, semplicemente in nome della libertà di esercitare, nel pieno rispetto delle leggi, la propria professione senza avere biusogno di una corporazione-badante.

Tornando agli insulti ce ne sono a iosa, in politica e non solo, ma rimane incontenibile il desiderio di dare anzitutto del fascista.

Andrà a finire che, anche se semplicemente uno parcheggia al mio posto, gli dirò: “Sei un vero autista fascista!”

VENEZUELA COME ITALIA E EUROPA

Trump non ha escluso di occuparsi per anni del Venezuela. Come stanno facendo gli Usa, con qualunque presidente, di noi e dell’Europa dal 1945.

Certo, hanno liberato l’Italia dalla dittatura come il Venezuela. Ma restiamo una loro colonia, noi e tutta la UE. Se n’è accorto, sdegnato, perfino Macron.

C’è una soluzione per uscirne? Arduo.

Magari, prima ancora di Palestina libera, dovremmo provare a gridare “Italia libera!”

Peccato che le urla servano poco.

RESPONSABILITA’ DEI GENITORI IGNORATA

Sulla tragedia in Svizzera si punta il dito solo sui gestori della discoteca: Quando, per altro, la prima colpa è del comune che non ha effettuato i controlli sull’agibilità del locale.

Ma si ignora completamente la responsabilità dei genitori dei ragazzi morti e feriti.

Genitori che hanno lasciato andare figli adolescenti, di 15-16 anni, fino in Svizzera in una locale molto chic. Senza, non dico accompagnarli, ma nemmeno informarsi su eventuali rischi e pericoli risultati poi fatali.

E adesso? I genitori piangono sulla tragedia accaduta. Piangessero sulle proprie colpe.

Si invoca giustizia. Che è dovuta, non ai parenti delle vittime, ma ai figli morti per la totale inadempienza dei loro genitori al proprio ruolo.

Questo ovviamente vale per tutti i genitori di ragazzi morti e gravemente feriti anche di altri Paesi oltre al nostro.

Informazione silente sulle vere responsabilità. Forse erano anche loro tutti in discoteca…

RATZINGER E LA CUPA PROFEZIA SULL’EUROPA

Prima della disperata profezia di Papa Leone su una pace che non arriverà mai, è molto interessante ciò che scrisse Papa Ratzinger sull’Europa.

Partiamo dalla cultura. Definì l’ideologia progressista/woke, “per i suo multiculturalismo suicida un odio di se dell’Occidente”. Un pensiero unico che sancì come “dittatura del relativismo”.

Ratzinger parlò poi di “governi di minoranza instabili, molti dei quali calpestano i principi fondamentali della democrazia per reprimere l’opposizione”.

Aggiungo che accusò anche tali governi di tradire i popoli che vogliono la pace con “la sovversione dei processi democratici”

A mio modesto parere Papa Ratzinger, oltre che un grande Pontefice, fu un formidabile analista dell’abisso in cui stava auto-sprofondandosi l’Europa.

LA COESIONE SOCIALE C’E’ O NO

Nel discorso di fine anno Mattarella ha parlato di tempi difficili però ha aggiunto: “la nostra vera forza è la coesione sociale”.

Non ha detto sarebbe, ha detto è, convinto cioè che la coesione sociale sia una realtà.

Quindi:

Nord, centro e sud Italia sono coesi

Chi vota a destra, chi a sinistra, chi non va alle urne, sono comunque cittadini coesi

I ricchi, il ceto medio, i nullatenenti, sono coesione economica

I cattolici e gli immigrati islamici, coesione religiosa

I genitori che lasciano i loro bimbi scorazzare sui social, sono una famiglia coesa.

Tutti coesi i politici, da Meloni a Conte, nel lodare il discorso di Mattarella. Né una critica né un minimo distinguo.

Voi del social cosa pensate dell’affermazione di Mattarella: la coesione sociale in Italia è una realtà o un pio desiderio?

 

I PROTAGONISTI DELL’ANNO

Chi eleggere?

In politica interna: Meloni, Schlein, Conte, Salvini, Renzi, Calenda, Bonelli?

In politica estera: Trump, Putin, Zelensky, il premier cinese, Macron?

In ambito religioso: Papa Leone o gli imam islamici?

Personalmente non ho dubbi: protagoniste assolute le guerre.

Mai sentita barzelletta più oscena delle trattative di pace. Più facile credere ai 5 Stelle che dicevano di aver sconfitto la povertà che alla pace in arrivo.

Se poi volete divertirvi date anche un voto da 1 a 10 ai vari protagonisti.

Ultima certezza: ci aspetta un 2026 peggiore del 2025.

GUERRE SENZA FINE

 

Papa Leone ha detto che chi parla di pace viene trattato da deficiente. Ma purtroppo bisogna prendere atto di una tragica realtà: le guerre ci sono sempre state e sempre ci saranno.

Se non con le armi, guerre economiche, commerciali, che fanno spesso più danni e morti delle guerre reali.

Voltando la focaccia, le guerre sono anche la competizione tra Stati, che li rende vitali. In questo senso l’Unione europea è sbagliata: altrochè regole comuni, serve, servirebbe, la competizione tra Paesi europei.

Tornando al dunque, al di là degli Stati, non è che l’uomo sia pacifico: violenza, aggressività sono quotidiane. Insulti anche per come parcheggi l’auto, e poi tutto il resto: personale sanitario, vicini di casa e avanti tutta.

La realtà, piaccia o no, è questa: nemmeno se andassimo a messa tutte le domeniche diventeremmo pacifici.

Restiamo piuttosto “deficienti”…

BASTA REGALI A GIORGIA

Chi ama la democrazia vorrebbe un’opposizione efficiente che sia vera alternativa al governo. Invece la nostra opposizione rischia di fare solo regali alla Meloni. La conferma è venuto dalla festa dei Fratelli d’Italia a cui Conte ha partecipato e la Schlein no, confermando così che il campo largo è largamente diviso.

Un regalo enorme a Giorgia è poi arrivato dalla sentenza che ha liberato l’imam di Torino che inneggia al terrorismo islamico dell’Isis. La prima a condannare la sentenza avrebbe dovuto essere l’opposizione proprio per fermare il regalone elettorale; invece ha protestato per l’ingerenza del governo nell’operato della magistratura.

Risultato: doppio regalone alla Meloni in vista delle elezioni politiche e del referendum sulla riforma della Giustizia.

Purtroppo una vera opposizione, efficace, unita e intraprendente, non si intravvede nel nostro Paese.

TUTTO COME PREVISTO

Non serviva certo una cartomante per sapere come sarebbero andate le elezioni nel nostro Veneto. Scontati anche i maggiori consensi per la Lega che ha un radicamento territoriale con tanti sindaci; mentre il voto ai Fratelli è un voto a Giorgia Meloni che, ovviamente, non era candidata in Veneto…

Se vogliamo è sorprendente che Stefani abbia doppiato Manildo e la Lega i Fratelli d’Italia.

Ma in tutte le regioni conta la storia politica decennale per non dire secolare. Tant’è che in Campania ha vinto anche un esponente di un partito in caduta libera di consensi, il 5 Stelle Fico. In Veneto, al di là delle giusta lode riservata da Meloni a Stefani (“E’ un professionista che fa politica da quando aveva 15 anni come me”), poteva essere candidato chiunque e il centrodestra avrebbe vinto.

Poi cambia qualcosa negli equilibri politici nazionali? Direi di no. Il centrosinistra sia pure col campo largo dovrà trovare contenuti più efficaci da contrapporre al governo Meloni.

Infine ci aspetta un appuntamento elettorale più importante delle regionali: il referendum sulla giustizia a primavera.