Ranucci su Nordio ne ha dette di tutti i colori, poi si è scusato. Direi che non bastano le scuse.
Il problema di fondo è che noi giornalisti siamo tutti, o quasi, schierati.
Schierarsi è il mestiere, il dovere, dei politici. Noi giornalisti dovremmo essere equidistanti, imparziali, impegnati a dare spazio a tutte le opinioni, partendo da quelle che più ci fanno orrore.
Ma trovarne uno di conduttore del talk che non sia schierato a destra o a sinistra è impossibile.
Basta guardare ogni giorno le testate che non si limitano a riferire l’intervento della premier, tutte schierate pro o contro Meloni.
Se vogliamo consolarci è così in ogni Paese: dall’America con Trump, alla Francia, la Spagna, la Germania, la Gran Bretagna.
C’è una soluzione? Non c’è.
Pensare che basti una scuola di giornalismo è come credere che bastino le scuole per indurre i ragazzi a non essere violenti.

