20
mag 2019
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Par tirar tardi

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BEN ALA’, I TE CIAVA DE POCO…

La traduzione, per chi non conoscesse il dialetto, suona più o meno così: Va bene lo stesso, infine mi fregano di poco…

Si tratta di un’espressione dialettale molto vecchia, sicuramente di oltre un secolo fa e, a mio sindacabilissimo parere, è piena di “filosofia esistenziale” per coloro che abbiano superato la settantina.

Per gli altri potrebbe esserci ancora qualche lume di progettualità futura.

Nonostante le mie origini e frequentazioni molto popolane, non l’avevo mai sentita.

Ero al telefono con un amico mio coetaneo e, come capita spesso a questa età, ci si chiede “com’ela” (come va), ma più che una richiesta generica viene riferita a vecchie e nuove  “magagne” (acciacchi, nuove malattie e dintorni).

Io stavo dicendo al mio amico che, a causa delle vecchie e nuove “magagne”, i medici mi hanno (invano) consigliato di non fare il mio prossimo e imminente viaggio in Africa.

“Ti puoi figurare, dico all’amico, ho fatto un mutuo bancario che m’impicca per costruire una piccola fattoria nel paese di mia moglie e per il suo futuro, non la vedo da un anno e, fosse l’ultima cosa che faccio, IO PARTO!

Non sono un eroe idiota e sconsiderato, ho fatto fino a poco tempo fa una vita piena di soddisfazioni professionali, sentimentali, nei miei viaggi in Europa e in Africa ho avuto incontri, conosciuto e frequentato personaggi che starebbero benissimo in molti romanzi seri, ho “assorbito” e talora praticato il meglio di quelli che ho considerato insegnamenti da parte di qualche straordinario amico che non c’è più, non ho nesuno da accudire se non me stesso e mia moglie (a 6.000 Km. di distanza…), e IO PARTO.

La risposta del mio amico interlocutore è stata: “… eh Gasen (lui mi chiama così), per me hai ragione, tanto con tutto quello che ti sei goduto, in mezzo a qualche malaugurata disgrazia (la morte di mio figlio), BEN ALA’ I TE CIAVA DE POCO…”.

Quel “I TE CIAVA” è una sorta di metafora rispettosa per indicare “La Grande Sorella di tutti” (la Morte).

Di fronte alla mia sorpresa per una frase così densa di significati (chi vuol capire capisca e per gli altri mi dispiace per loro), l’amico vuole precisare che il “concetto” non è suo ma di sua nonna ottantenne, Sanzenata, defunta da quarant’anni, la quale l’aveva appresa dalla sua di nonna.

Fatti due calcoli l’espressione “filosofica” ha minimo un secolo e mezzo.

Ora tentare di interpretarne il contenuto che può essere fatalistico-negativo o serenamente-fatalistico (e varianti), è una cosa molto complessa per come lo sento io, quindi, poichè ho un appuntamento assolutamente ineludibile se voglio partire, il resto lo troverete nel prossimo Topic di stasera, massimo domani.

Nel frattempo, chi vuol cimentarsi con qualche riflessione, faccia pure.

P.S.

Poichè nella vita non esistono solo quella bufala del sovranismo, lo sforamento del 3%, i neGri che ci inquinano la “razza”, i mitra o i lanciagranate portatili per difendere le nostre abitazioni e i rosari da baciare alla fine di un comizio POLITICO (!) che ricorda molto la Madonna Pellegrina delle elezioni del 1948…

Per “par condicio” non parlo dei “figli delle stelle” perchè mi pare che da quelle parti esista un vuoto pneumatico.

Ecco, appunto, poichè c’è ANCHE un’esistenza personale, più o meno densa di significati, chi considerasse liberamente il presente Topic una “stronzata”, si sta guardando allo specchio.

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38 risposte a “BEN ALA’, I TE CIAVA DE POCO…”

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  1. Gazza scrive:

    ______________________________________________
    Guardate che il titolo sembra UGUALE, MA E’ IL SEGUITO_________________________________________

    1. Gazza scrive:

      In fin dei conti anche il sig,Setti da Carpi el n’à ciavà de poco.
      Basta qualche mesetto a Boario (fegato centenario) e sCemo a posto.

      1. Gazza scrive:

        Nel preparare la valigia, alla voce”MEDICINE”, tutte distese sul tavolo, mi è venuto da sorridere pensando di chiamare VIAGGIO quello che mi accingo a fare e mi son chiesto: “chissà come lo preparano gli altri “vecioti”.
        Poi mi son detto che probabilmente non vanno dove vado io e mi è venuta la voglia di completare il Topic con la seconda parte.
        Niente di speciale intendiamoci, ma le scrivo lo stesso, anche per il “tiepidissimo Norberto”.

        1. dub scrive:

          Gazza, ma sei proprio sicuro che qua nel Bel Paese, formaggio insulso tra l’altro, i ne staga ciavando de poco???

          1. Gazza Godot scrive:

            Lo so, sono in ritardo sul completamento del Topic.
            Il problema è che per la prima volta in 30 anni di viaggi al sud del Kenya, moderatamente attrezzato, ma attrezzato, sia come ospedali, supermercati, con temperatura costante, carente solo come dotazione di medicinali, questa volta vado in una piccola fattoria di collina isolata un po’ da tutto e le valige che sto preprando, oltre a contenere più farmaci essenziali di una farmacia di media grandezza, deve contenere anche alimenti idonei alle mie “diseases”.
            A Mombasa con 5/10 Euro passavi con un kalashnikov, a Nairobi non siamo, noi bianchi, molto simpatici e per far passare alla dogana alimenti semplici e sigillati, oltre ai molti farmaci (anche per mia moglie), non so se sia solo questione di “mancia” più elevata, col rischio che per “finta moralità” ti incolpino di corruzione per alzare il prezzo.
            Un casino insomma, ma quando una cosa s’ha da fare si fa, che “ti freghino di poco o di molto” sulla tua “tranquilla esistenza” di vecchio bocciofilo ha poca importanza.
            Per capirci e chiudo, io PARTO PER TORNARE, e là RITORNARE più avanti.
            Per un “suicidio”, a volendo, c’è sempre un po’ di tempo (forse) :)
            Portate ancora un po’ di pazienza.
            Grazie.

            1. fioldePreben scrive:

              se rivemo secondi, i ne ciava de poco.

              1. brunetto scrive:

                Io devo molto a Nino, è stato il mio capo per quattro anni e in quarant’anni non ne ho mai avuto uno come lui.
                Era uno che alcuni chiamavano “figlio di puttana”, aggiungendo subito dopo che averne almeno tre o quattro come lui l’azienda sarebbe stata una vera azienda.
                Per alcuni di noi era “eroico”: si assumeva sempre la responsabilità di tutti gli errori nei quali non c’entrava nulla, per tutelarci, ma poi la sua chiamata a rapporto nel suo ufficio, rigorosamente fuori dall’orario di lavoro con la mitica espressione: bel giovane non vorrai mica prendere lo straordinario per le puttanate che combini e che adesso ti spiegherò.
                Ci vediamo poco ma mi ha concesso di diventare suo amico e confidente, un vero onore per i pochi che oggi lui considera tali.
                Io so perchè, nonostante tutto, partirà per l’Africa.
                Pur essendo affettivamente preoccupato anch’io, ho capito che questo è un viaggio diverso dagli altri, più rischioso, ma mi ha sempre detto che quando vai in Africa non da turista, e con problemi di salute, o hai un jet sempre pronto a decollare per te, o sono cazzi comunque (scusate la parola) e io non tiro gli ultimi in un ospedale africano.
                Questo è un viaggio che DEVE fare e non può rimandarlo perchè potrebbe essere peggio.Poi ha aggiunto che ha già avuto una vita piena e molto soddisfacente e che non lascia debiti a nessuno perchè vive da solo e per sua moglie.
                Ha concluso con la frase del titolo aggiungendo che al massimo lascerà per qualche giorno o forse una settimana un po’ di dolore per quelli che gli hanno voluto bene.
                Ha aggiunto molte altre valutazioni per me stupefacenti, ma non sono autorizzato a parlarne.
                Buon viaggio Nino e la prima cena al tuo ritorno deve essere a casa mia

                1. Norberto scrive:

                  Egregio Dott.Gazzini, non posso vantare alcun titolo di amicizia nei suoi confronti, ma se fossi un suo amico, oltre a ricordare qualche simpatico aforisma della nonna, Le direi che fare un viaggio come quello che si appresta a fare, è una sciocca manifestazione di imprudenza. E’ vero che la pelle è sua, ma questa sua scelta, secondo me, non ha niente di eroico e niente di cui vantarsi. Però, contento lei….
                  Un suo lettore assiduo e un partecipante al blog molto tiepido.

                  • Gazza scrive:

                    Gentile Dott.Norberto, la prima cosa che sento il dovere di fare è quella quella di “sanare” una piccola bugia che ho scritto nel Topic introduttivo.
                    Non è vero che l’amico, mio interlocutore telefonico – quello che mi chiama “Gasen” per intenderci – mi abbia dato il suo parere sul mio viaggio usando il vecchio motto che è nel titolo, come ha fatto di solito, e fa, da quasi mezzo secolo, quando non concorda sulle questioni molto personali, è rimasto in silenzio.
                    Normalmente manifesta così il suo dissenso.
                    D’altra parte, sempre su problemi di natura personale, “fatica” a rispondere anche dietro espressa richiesta.
                    In cinquant’anni di amicizia “da tappa di montagna”, ma sincera e leale, io gli ho chiesto DUE/TRE pareri SERI e lui mi fece solo UNA “dichiarazione d’intenti”, che non si avverò, ma questo non comportò alcuna “rottura”.
                    Il motto del titolo, che devo ancora completare (questo e per l’educata Pitima Gentile”), mi fu detto in altra circostanza e mi colpì molto.
                    Lo si vede chiaramente.
                    Mi scusi per questa prolissa introduzione e vengo subito alle Sue osservazioni.
                    In nessuna parte delle mie risposte o affermazioni esiste UN SOLO passaggio che manifesti “eroismo”, roba seria, o peggio VANTO!
                    Se mai si può intravedere qualcosa che ha, in parte modesta, governato la mia vita sino ad ora: un po’ di coraggio, una parte d’incoscienza, una fiducia (alterna) nei miei mezzi, la pianificazione del possibile, il tutto ben shakerato.
                    Il nome di questo cocktai è: PAGO SOLO IO.
                    Colei che mi attende da un anno con ansia è ovviamente all’oscuro dei possibili rischi, lo saprà solo guardandoci negli occhi.
                    So bene che questo rischio “calcolato” vale solo in certe condizioni, esattamente le mie.
                    Lei magari ha una moglie, un figlio, dei nipoti, qualche PROGETTO di accompagnamento che forse li riguarda, è una situazione diversa.
                    Io ho solo una moglie lontana che mi aspetta e un progetto che ho costruito con enorme sacrificio e visto solo in foto.
                    Non mi basta.
                    La ringrazio sinceramente delle sue osservazioni e La saluto cordialmente.

                    P.S.
                    Chiudo parlando ancora del mio amico e di una cosa che fatico a perdonargli, ma forse l’ho già fatto.
                    Quando gli ho parlato e riparlato negli anni di mia MOGLIE, l’ultima volta, lui mi ha risposto con veemenza più o meno così: “… e basta chiamarla moglie, è una sorta d’invenzione che vive solo nella tua testa per giustificarti…”.
                    Chissà se la vita è bella.
                    Passati i settant’anni senza giocare a bocce o a briscola (amatissima) e tresette.

                  1. Eltano scrive:

                    A mi el me la disea me nono, a quasi 90 ani, qualche ano prima de morir. L’era al ricovero e el ma dito “veto mia a comprarme en paqueto de sigarete?” E mi go risposto: ” ma nonno, lo sai che i dottori ti hanno detto di non fumare”. E lú´el ma dito “bah, tanto i me ciava de poco….”. El gavea razón lu, no i dotori… E da li ho empará tante robe. Filosofia genuina e fatta in casa
                    Buona permanenza!

                    1. mariino scrive:

                      Caro Gaton fa buon viaggio,spero che farai un buon raccolto.La forse non grandina come qui da noi.

                      1. pitima gentile scrive:

                        Caro dott.Gazzini, non le farò tutti i complimenti che merita per i contenuti e per come gestisce il suo blog e i lettori, tuttavia lei ha scritto di yna SECONDA parte del topic e sinceramente io starei aspettandola, viste le riflessioni che che lei e alcuni lettori mi hanno fatto fare.
                        Grazie.

                        1. Cesare Settore Superiore scrive:

                          Si ala’ magari, caro Gaton, magari…
                          In realta’ (Gazza lo sa bene) fabbrico cortei e armi da taglio
                          artigianalmente.
                          E regalo tutte le me creazioni, tutte quante, ma solo ai veri amici.
                          Come e’ giusto, come si conviene.
                          Me sa che al Gazza me tocara’ farghe un machete prima o dopo

                          1. Gazza scrive:

                            POST RECUPERATO
                            Ultimo commento da MARIO il 19 maggio 2019 alle 13:10

                            19 maggio 2019 alle 13:10

                            Caro Gazza,
                            confermo quanto scrivi. Ho insegnato, per mantenermi all’università, due cose mi hanno stupito in negativo, nei ragazzi:
                            - la mancanza del concetto di “fatica”. Nessuna propensione a “faticare” per arrivare al risultato.
                            - Scarsissime basi in matematica (es: “100 g di latte intero hanno il 3,5% di grassi, quale percentuale di grassi hanno 200 g di latte?”, Risposta: “il 7%”)
                            Per non parlare di “Wikipedia”: una vera porcheria (nessun controllo sugli autori, io posso scrivere di essere un ballerino classico…) che è diventata la loro prima fonte di informazione. Al confronto, il nostro “manuale delle giovani marmotte” era la treccani. TUTTO E’ SUPERFICIALE. Questo stupisce e spaventa, perché renderà i nostri giovani persone facilmente manipolabili.

                            1. Gazza scrive:

                              ATTENZIONE!

                              Ho recuperato dall’archivio alcuni post che non erano usciti.

                              La cosa funziona così.
                              1) se siete al primo post in assoluto, dovrebbe arrivarvi sul cellulare un link da clikkare per conferma
                              2) Se tenete aperta troppo a lungo la pagina sulla quale state scrivendo al 99% il post non esce (capita anche a me!!)
                              3) quindi SALVATE sempre il post prima di inviarlo
                              4) potrebbe succedere che dopo il copia e incolla esca un messaggio con scritto: PARE CHE ESISTA GIA’ UN POST UGUALE AL VOSTRO, ma voi non potete accedervi perchè è nel mio archivio…
                              CHE FARE?
                              SEMPLICE!!!!
                              Dopo aver fatto il copia-incolla un’altra volta, E’ SUFFICIENTE
                              a) mettere tre puntini di sospensione in qualche parte
                              b) spostare due virgole di un inciso e sostituirle con le due lineette
                              c) togliere un punto
                              d) usare un sinonimo di una parola che avete già scritto

                              Alcuni post li ho recuperati io (ciao Gianni e grazie) e anche il “vaffaSubcomandante”
                              CE n’è pure uno del topic precedente e vedo se posso recuperarlo.
                              Come dici?
                              Che tengo troppo ai miei lettori anche per dei semplici post?
                              Sì.

                              1. Cesare Settore Superiore scrive:

                                Riusciranno i nostri eroi a ritrovare l’amico misteriosamente scomparso in Africa?
                                Lo “sciamano bianco” era Nino Manfredi

                                1. pinkhellas scrive:

                                  Ciao gazza, anch'io da 10 anni a sta parte gli dico a mia madre(oggi quasi 93enne),bè alà, te te ciavi de poco… Ho girato anch'io un po' l'africa, trovato africani normali e qualcuno meno…. Ecco, buon viaggio e goditi tanto!!!

                                  • Gazza scrive:

                                    Caro PinkHellas ciao e grazie.
                                    A proposito, in particolare di QUESTI tempi, qui da noi ne trovi molti di “normali”, io sempre meno.

                                  1. Alejandro scrive:

                                    Ciao Nino,
                                    io la banalizzo molto più terra-terra in un “hai poco da perdere”; se così fosse (ma è solo una mia interpretazione), si tratterebbe di errore madornale in qualsiasi contesto, ancor più nel tuo. Sì, perché proprio il tuo inarrestabile desiderio di tornarci dimostra quanto sia ancora alta la posta in palio, e per quanto a lungo lo sarà ancora; altro che “i te ciava de poco”.
                                    Fai buon viaggio; non ci sono mai stato e credo che mai ci andrò (anche se mai dire mai); mi sono riempito dei racconti di mia mamma che a Mombasa c’è stata 17 volte, ed è convinta che il “mal d’Africa” sia quanto di più reale. Potesse, ci tornerebbe ancora, ma i suoi 94 anni la frenano, sebbene la voglia e la capacità glielo consentirebbero. D’altronde l’ultima volta è stata non più di 7/8 anni fa; ma anche lì ora forse i tempi sono cambiati, rispetto a tanti anni fa, e non ci sono più gli amici con cui condividere il viaggio… Pensa che lì conobbe Albino Buticchi, ex presidente rossonero, cieco perché si era sparato, senza essere riuscito a realizzare l’insano gesto…

                                    • Gazza scrive:

                                      Carissimo Ale il “contabilista” (bisogna conoscere la splendida interpretazione di Bernard Blier in un film con Sordi per capire… chissà se qualcuno indovina?), non è così semplice “la cosa”.
                                      E il significato del titolo, che spiegherò più avanti, vale soprattutto per coloro che si trovano in una situazione, direi serena, come la mia,.
                                      Ho completato tutti i progetti della mia vita, devo solo accompagnare con qualche solido suggerimento la vita di mia moglie, 33 anni!, che ha un futuro da gestire, tutto nelle sue mani perchè io ho messo tutte le premesse, anche quelle che non potevo , per darle questa possibilità.
                                      Il mio non è nè pessimismo nè nihilismo, è una constatazione meditata a lungo.
                                      Ti ricordo sempre con sincera simpatie e… pensa, non c’è più nessuna che mi chiama per SPOSTARE UN ARMADIO… :D … è proprio la fine di una “carriera” di trasportatore.
                                      Ciao

                                    1. Subcomandante scrive:

                                      Ciao Gazza mamma mia, ogni tanto, quasi per caso, butti lì delle immagini che tagliano le gambe! Mi fai pensare a quanto la nostra vita sia costernata di eventi belli e di quegli altri. Mi ripeto sempre: oggi non sarei l’uomo che sono senza il dolore che ho affrontato. Per carità, è vero, ma vaffanculo! Magari sarei diverso, ma vaffanculo, non necessariamente un uomo peggiore. E anche se fossi un uomo peggiore beh, credo che un altro vaffanculo ci starebbe benissimo. Avere un progetto, un affetto, non abbiamo bisogno di altro, davvero, e che i se ciava!
                                      Un abbraccio

                                      1. Gianni scrive:

                                        Caro Nino,

                                        ogni tanto ti leggo ma non riesco mai a commentare, questa volta però lo faccio.
                                        Mi hai commosso, non sapevo avessi perso un figlio (immagino il dolore…mi dispiace tantissimo) e non sapevo che fosse così tanto tempo che non vedevi tua moglie.
                                        Perchè non portarla in Italia? immagino già la risposta… “a Verona?…anca no!”
                                        Buon viaggio!
                                        Gianni

                                        1. Ricc scrive:

                                          interpreterei dicendo
                                          'nella vita il più è fatto, i bilanci già tirati; tutto ciò che ne verrà non cambierà nulla nella sostanza'
                                          Però mi meraviglio che (h)Ella(s) sua sia imbattuto così tardi in questo detto de veronesassi de soca.
                                          ci scriva da hic sunt leones.

                                          • Gazza scrive:

                                            Caro Ricc, benvenuto.
                                            Ammirevole sintesi interpretativa la tua.
                                            La mia sarà più articolata, ma il succo sta in ciò che hai scritto, con qualche variante.
                                            Hai ragione, DOVREI saperla quell’espressione e probabilmente la sapevo, ma è nel deposito dell’Es (inconscio).
                                            E se non mi veniva/viene in mente è perchè, probabilmente, la usava la carissima povera Carla, mia madre, per rimproverarmi, giustamente, di trascurarla.
                                            Diciamo che l’inconscio ha funzionato per quello a cui serve, LA RIMOZIONE delle cose dolenti che tuttavia non si cancellano mai.
                                            Vanno “collocate”, ad un equo/alto prezzo.
                                            Resta con noi.

                                            p.s.
                                            per la prima volta non potrò scrivere le mie “Cronache Africane”, nella piccola fattoria che ho costruito la corrente elettrica è a cellule solari.
                                            Credo che la potenza erogata non superi 1.5 Kw e l’unico Internet Point (??) è a 20 Km. dalla fattoria (strada sterrata, mezzo di trasporto il Boda-Boda, un ragazzo che ti viene a prendere con la moto e ti riporta a casa al modico prezzo di 4 Euro (2+2) e quando ovviamente non piove).

                                            • senex scrive:

                                              Non conosco il dialetto, ma voglio sinceramente complimentarmi con lei per il suo sintetico, sincero, doloroso post, anche se ha riaperto anche a me la stessa ferita morale.
                                              Con stima.

                                          1. chivers scrive:

                                            Però… lo so che è la solita mia peluminaggine, che a te Gazza piace tanto, però – dicevo – vorrei capire il perché nel titolo, dialettale, e nella traduzione in italiano cambia qualcosa di sostanziale:
                                            “i te ciava…” (terza persona plurale) viene tradotto ” mi fregano…” (prima persona singolare) anzichè con un più logico ed esatto “ti fregano…” (seconda persona singolare).
                                            Musicalmente la spiegazione ci sarebbe… questa… https://www.youtube.com/watch?v=DGEX_7IqaC4

                                            Va ben.. volevo timbrare la presenza nel topic…

                                            • Gazza scrive:

                                              Hai ragione era un “TI fregano di poco…”, ma è un lapsus perchè… stavo pensando a me stesso.

                                              Poi col tuo classico pungiglione posti il grande pezzo “FOOL ON THE HILL” (Lo sciocco/matto sulla collina).
                                              E visto che la mia modestissima farm è sulla collina di Kambusu… non è difficile trarre una conclusione.
                                              :)

                                            1. Cesare Settore Superiore scrive:

                                              Caro Nino, te fo i me meio auguri par to viaggetto. Spero che un giorno o l’altro se possa rivederse. Nel frattempo, se non te dispiase, te la scrivo anca mi una chicca Veronesassa vecia come el cuco.

                                              La vita? Le’ tutto un parar szo e un parar su.

                                              Tanto son sicuro che te la conossei sza. Ciao Nino, godete!

                                              • Gazza scrive:

                                                Caro Cesare, date le varie condizioni, personali et non, visto che da Mombasa mi sono trasferito a 70 Km da Nairobi, su una collina isolata…
                                                Credo che i problemi da risolvere inizieranno (lo dico per esperienza) già all’aereoporto di Nairobi, anzi specialmente a Nairobi, dove, tendenzialmente, gli addetti allo svolgimento delle varie funzioni, specie di controllo, non sono tenerissimi con i bianchi.
                                                Siamo nella capitale, criminalità pesante, ma sono anche più colti, leggono i quotidiani, sanno cos’è il razzismo e sanno anche che non è più un “fatto isolato” dalle nostre parti.
                                                Se a qualcuno di loro gli gira storto mi controllano i bagagli fino in fondo e, con tutte le medicine che ho in valigia e qualche alimento (come l’olio) indispensabile per la mia dieta, sono capaci di considerarmi un “trafficante”, specie di medicinali (perchè ci sono!) e possono crearmi problemi seri.
                                                Mi sono attrezzato con documenti ufficiali, ma problemi ve ne saranno lo stesso.
                                                Comunque mai paura.
                                                Ciao

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