Torna al blog

IL PAGELLONE DI PADOVA-VERONA

Altro tassello importante per il Padova: dopo aver sbancato Pisa, i biancoscudati conquistano un prezioso punto nel derby con il Verona e salgono a quota quattro. Avanti grazie al colpo di testa di Carissoni deviato da Edmundsson, nella ripresa la squadra di Calabro viene raggiunta soltanto dal rigore trasformato da Sarr. Ecco tutti i voti di Padova-Verona.

SORRENTINO 6,5 In queste prime due partite lo stuzzicano soprattutto dalla media e dalla lunga distanza: lui ringrazia i compagni della difesa e si fa sempre trovare pronto. Capitola solo dal dischetto. Nella stessa porta dove fermò Russo del Pescara, intuisce anche il rigore di Sarr: stavolta, però, non ci arriva.
DELLAVALLE 6 Altra gara da mazzate, che prende e che dà. Sulla destra Sarr è un brutto cliente, Bradaric ancor di più, tanto da limitarne il raggio d’azione. Con il pallone tra i piedi è meno preciso e incisivo, ma dietro la prova resta solida.
LOVATO 7 Il capitano torna e al centro della difesa si prende la scena. Riduce Mulattieri al minimo sindacale. Usa il fisico: intercetta, recupera, respinge. 15 contributi difensivi, 11 chiusure, nessun dribbling subito. Il migliore in campo per la redazione del TgBiancoscudato
PASTINA 6 Un giallo (evitabile) dopo 24 minuti non condiziona la prova. Vince la maggior parte dei duelli a terra, di testa toglie qualche pensiero ai compagni di reparto. Preciso quando gioca semplice nella propria metà campo, meno quando deve verticalizzare.
CARISSONI 6,5 Destra, sinistra, su, giù, centro: trova il gol con un perfetto inserimento. La Lega B glielo toglie dal tabellino – autogol di Edmundsson – ma di certo non la soddisfazione. Trotta e spinge, non sempre con continuità e lucidità, ma quando si accende son guai per gli avversari.
FUSI 6,5 Un’ora di intensità e qualità. Non soltanto contrasti e recuperi: accompagna l’azione, rompe le linee e prova anche a creare. È dentro entrambe le fasi, ormai caratteristica imprescindibile del suo calcio. Tre passaggi chiave impreziosiscono la prova (dal 14′ s.t. GIUNTI 6 Si adopera per tenere vivo il Padova, anche con le cattive: arriva la seconda ammonizione in due partite).
ZUELLI 6 Un tiro da metà campo che fa saltare l’Euganeo: sfiora un gol che avrebbero visto pure a Tonga, citando Maurizio Compagnoni. Per il resto partita complessa, che l’ex Carrarese affronta con ordine. Fa circolare il pallone senza forzare, ma incide poco in verticale e soffre quando viene puntato.
POMPETTI 5,5 Ha bisogno di tempo per incidere, e tempo gli verrà concesso. Stavolta sul giudizio pesa soprattutto la grande occasione fallita davanti a Leali: è il pallone che avrebbe potuto cambiare la partita. Buona presenza nei duelli, meno efficace nella rifinitura (dal 27′ s.t. DI MARIANO s.v. Il jolly che stavolta non cambia le carte in tavola).
COCCHI 6 Beata e complicata gioventù. Inizia con nerbo e fa ammattire Zappa e Slosager, poi cala alla distanza e commette l’ingenuo fallo su Compagnon che costa il rigore. Pacca sulla spalla e via: gli errori fanno parte del percorso, soprattutto quando davanti hai una Serie B intera per crescere (dal 25′ s.t. CAPELLI 6 Primi minuti nel nuovo campionato di Serie B – bentornato! – all’insegna della concretezza).
CAPRARI 6,5 Lotta e rifinisce, sostiene e strappa. È un Caprari inedito, lì tra le linee: un dieci che… fa da otto, cercando continuamente sia di sostenere sia di accendere il Padova. Lo fermano soprattutto con le cattive. Peccato non riesca mai ad arrivare al tiro (dal 14′ s.t. LASAGNA 5,5 Un ex Verona che sostituisce un ex Verona: il cambio non produce l’effetto che Calabro sperava).
MORO 6 Se la condizione corrispondesse già alla voglia, staremmo forse commentando una sua doppietta. Si sbatte, battaglia e non si risparmia, ma vince pochi duelli aerei e perde qualche pallone di troppo. Poco servito, ma anche poco dentro la partita (dal 25′ s.t. BORTOLUSSI 6 Dentro nel momento più complicato, tocca pochi palloni. Una sponda per Lasagna che meritava miglior sorte).
CALABRO 6,5 Il primo quarto di gara è da stropicciarsi gli occhi: il classico alieno appena sceso sulla Terra avrebbe faticato a distinguere quale, tra Padova e Verona, fosse la squadra reduce da una decade di Serie A. Poi patisce i cambi di Baroni e trova poca verve dalla propria panchina. L’1-1 alla fine ci sta, ma soprattutto racconta di un Padova che dopo Pisa supera anche il secondo esame. Quattro punti in due partite: la crescita è appena cominciata.
VERONA (4-2-3-1): Leali 6; Zappa 5,5 (dal 34′ st Calabrese sv), Slotsager 5 (dal 1′ st Korac 6), Edmundsson 6, Bradaric 6,5; Bernede 5,5, Le Borgne 6; Compagnon 6,5 (dal 34′ st Cerbone sv), Harroui 5 (dal 20′ st Livramento 6,5), Sarr 6,5 (dal 34′ st Kastanos sv); Mulattieri 5.
ARBITRO Maresca di Napoli 5,5 Tutto ruota attorno al fallo di Slotsager su Caprari: per distanza, direzione e controllo appare situazione da DOGSO (negata al padovano una evidente azione da rete) e quindi rosso per il veronese. Il fischietto partenopeo però non la va a rivedere nemmeno al VAR. Per il resto, dirige con piglio e evita che il derby si surriscaldi. 

Nessun commento - Commenta

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *