11
mag 2019
AUTORE Francesco Barana
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Sport

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AGLIETTI, IL SOGNO DELL’AGGIUSTATORE INQUIETO

Se i riflessi di D’Amico sul mercato sono quelli di quando chiede scusa, allora capiamo bene il fallimentare campionato del Verona, concluso in regular season con un sesto posto deludente ma giusto. D’Amico con tempismo da moviola si accorge con tre mesi di ritardo di essere andato fuori dal seminato nei riguardi di Giovanni Vitacchio. Meglio tardi (tardissimo) che mai. A D’Amico perlomeno do atto che lui da mesi chiedeva a Setti di allontanare Grosso. La squadra un po’ “sgarrupata” la addebitiamo a lui, non certo l’esonero tardivo dell’allenatore. Il ds ha puntato fortemente su Aglietti, amico di Fusco e Paratici (che lo avrebbero voluto sulla panchina della Juventus B la scorsa estate), e la sua ritrovata verve (come l’uscita dai radar precedente) molto si spiega con l’avvicendamento dell’ex tecnico. “Ora sfruttiamo l’entusiasmo” ha detto Tony. Magari però non scambiamolo per arroganza, ecco. Si sa, il confine a volte è labile e carico di effetti boomerang.

Aglietti, a cui vogliamo bene per il suo glorioso passato nel Verona di Prandelli, ha riportato semplicemente il buon senso in campo. “A me il possesso palla per andare indietro non piace, deve essere funzionale a smarcare il compagno” ha detto poche ore fa. Parole finalmente che sanno di calcio (quindi normali) dopo due anni passati ad ascoltare conferenze stampa che parevano sedute di psicanalisi auto-motivazionali con supercazzole prematurate alla Amici Miei.  E se dovevamo aspettare Aglietti, che non è certo un drago della panchina ma un onesto mestierante, per tornare alla normalità, capiamo bene il surreale filone narrativo delle ultime stagioni.

Già Aglietti, lungagnone tra il dinoccolato e lo sgraziato in campo, ma con il piede dolce. Ora da allenatore e uomo di mezza età quelle occhiaie sofferenti, le rughe inquiete, il look scapigliato e lo sguardo irregolare ce lo rendono ancora più simpatico. Riuscirà il nostro “aggiustatore” (io lo chiamo così, questo lui sta cercando di fare) a portarci in serie A con i play off? E’ il suo sogno, dice. Aspettando di conoscere le avversarie (il calcio italiano è sconfortante, è mai possibile dover aspettare sentenze decisive a campionato finito?) possiamo dire che il Verona – che ha faticato pure con il Foggia (ok l’entusiasmo ma non possiamo perdere il senso dell’analisi) – ha poche chances di farcela.

Ma noi, in un’annata così povera di spunti tecnici e romantici, noi bisognosi di nutrirci di qualche emozione, siamo curiosi di seguire il sogno di Aglietti, che a 49 anni ha l’occasione della vita. Ora ci è rimasto lui, l’aggiustatore di San Giovanni Valdarno, terra di vetrai, con il suo sguardo consumato e i modi gentili e spicci.

Dopo, comunque vada, Setti dovrà tornare a fare calcio seriamente, oppure pensare di passare la mano. Ma se ne riparla a fine stagione.

 

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17 risposte a “AGLIETTI, IL SOGNO DELL’AGGIUSTATORE INQUIETO”

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  1. die980 scrive:

    Abbiamo novità in termini di potenziali acquirenti della società? In quest’ottica cosa cambiarebbe tra un’eventuale promozione in A e la permanenza in B?

    Diego

    • Bigoloto scrive:

      die980 io la mia idea me la sono fatta.. In caso remoto di A tra diritti TV e ulteriore paracadute vista l’ovvia retrocessione, il buffone avrebbe altri soldi da mangiare.. Restando in B, dato che i paracaduti sono finiti e lui stesso ha ammesso che non tirerà fuori più un euro, credo sia obbligato a vendere nel breve termine.

      • Maxhellas scrive:

        La pensavo anch’io come te, fino a quando è arrivata la notizia del nuovo stadio, con la materializzazione del sodalizio tra Setti, Sboarina e il messicano. Il mutandaro starà qui altri 20 anni purtroppo, se il progetto stadio va avanti. Non ci vuole molto per capirlo: Nuova Arena e Verona condividono in pratica la sede sociale ed il progetto x il nuovo stadio è andato avanti grazie alla firma, avvenuta il giorno prima del termine ultimo, di un accordo tra il Verona e la Nuova Arena.
        Con tutto il giro di quattrini che ne verrà fuori, ci sarà da mangiare per tutti: politici, costruttori e ovviamente Setti. Mettiamocela via.

    1. enzo scrive:

      aspetto solo che questi figuri si tolgano dalle palle. di questi playoff fotte nulla

      1. wallace scrive:

        caro Francesco
        guarda che setti lo sta facendo seriamente il calcio. In un calcio che mediamente e fatto di plusvalenze e di soldi che non sai dove vanno a finire, vedi parma di ghirardi, salvo essere dopo due minuti ancora in sella, piu forti di prima, lui è il maestro. Setti è il re del paracadute, re delle scatole cinesi, re nell ammaliare sindaco curva autorità varie e gdf..e chi lo manda più via da questo eden chiamato verona?

        1. SETTI VATTENE scrive:

          Scusa Francesco, ma "Setti" e "fare calcio seriamente" nella stessa frase non si può sentire.

          1. Zilli37100 scrive:

            Bellissimo articolo complimenti.

            1. stefano 50/60 scrive:

              Francesco buongiorno…sentire ieri le demenze di quelli dell athesis è stata l ulteriore prova, se ce n era bisogno, che a Verona il marcio esiste….per fortuna non in tutti e non dappertutto…..sempre e solo forza Hellas, per quanto riguarda proprietà e suoi accoliti buca profonda e mlta molta molta calce viva par de sora…..

              1. bomber scrive:

                Dopo le scuse del CAPITANO, dopo le scuse del direttore ( tempestive ) mi aspetto le scuse presidente, seguite da un HARAKIRI magari in diretta TV nazionale a reti unificate. Così il SOGNO ( di noi TIFOSI ) sarà FINALMENTE ESAUDITO.

                1. Danielr scrive:

                  In questo momento 15% di probabilità di promozione….. il resto è fuffa

                  1. RobyVR scrive:

                    Come disea…. ghe ol poco par farse voler ben a Verona… Anca na partia misera dove se ciapaine altri du gol no l’èra mia no scandalo. Seti nol l’ha ancora capio.

                    • Martino scrive:

                      Come dire che siamo lieti e avvezzi a nuotare in un lago di merda. Non chiediamo funi e scialuppe di salvataggio, a noi bastano gli occhialini. Io, sinceramente, dopo tanti anni gradirei starmene in crociera sulla nave pilotata da un comandante che ci conduca verso porti sicuri. Born to tribular…but not to morir affogando.

                    1. Simone scrive:

                      Io credo che Aglietti, uno che ci è nato con le occhiaie, le rughe inquiete, il look scapigliato e lo sguardo irregolare, abbia semmai ri-portato il buon senso in campo, ma dopo l’errore tattico in partenza fatto da lui stesso sul campo di Cittadella. Il modulo a due punte, buttato giù senza ovviamente poterci manco lavorare sopra, non aveva convinto. Oggi, anche per via di un Pazzini a rischio e quindi non messo in campo, ha optato per il vecchio modulo e credo le cose siano andate meglio, soprattutto perché Di Carmine ha fatto la Partita e Laribi ha imbeccato la giornata migliore. Tatticamente ha detto due cose, non di più, ma senza entrare nel dettaglio in realtà. Quella sul possesso palla, dicendo una cosa abbastanza normale (che il possesso palla debba essere funzionale, tra le altre cose, a smarcare il compagno, è cosa ovvia, voglio dire che non c’è un allenatore che direbbe il contrario, casomai è il riuscirci meglio o peggio che fa la differenza, e questo Verona deve assolutamente riuscirci meglio di quanto visto fin’ora), e quella sulla fase difensiva, che è tutt’ora da sistemare, perché oggi abbiamo rischiato ancora, eccome (sui 4 dietro, l’unica cosa che si è capita è che non abbiamo un solo giocatore davvero bravo a difendere, dato che praticamente pure lui ha deciso guarda caso di girarli quasi tutti nelle due partite che ha avuto a disposizione, ad eccezione di Empereur, quindi torna ad essere fondamentale il centrocampo a mio avviso, che deve essere molto più bravo a far filtro, e ne ha a mio avviso le qualità). Il tempo a disposizione che ha è e resta poco per lavorare su questi aspetti. La cosa più interessante che ha detto è stata quella ”psicologica” però: vedi l’esempio di quelli che soffrono d’ansia con annessi. Ora credo non si tratti di crederci o meno razionalmente, perché razionalmente sfido chiunque ad essere ottimisti. Ora da parte nostra non resta che decidere se tifare, sperando di riuscirci a prescindere da tutto, oppure se, presi da dei calcoli legittimi anche se non propriamente da “tifosi de ‘na olta”, non tifare e sperare di restare in B.

                      1. Denis scrive:

                        Ne parlavo con un amico tornando dallo stadio… difficile dare un giudizio sulle sue doti da allenatore, impossibile forse per lui compiere quello che sarebbe un autentico miracolo…
                        ma finalmente dopo quasi 3 anni abbiamo uno in panchina che parla di calcio pane al pane vino al vino, e non con frasi fatte imparate e recitate a memoria

                        1. Fabio scrive:

                          Sottoscrivo…..

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