23
mag 2019
AUTORE Francesco Barana
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Sport

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SOGLIANAMENTE OUTSIDER (E AGLIETTI LO SA)

Aglietti sa. Aglietti ha capito. Nel gioco di specchi delle dichiarazioni ufficiali, per cui spesso vale il contrario di quello che si dice, il nostro allenatore ha srotolato il manifesto del gregario perfetto: “Il Pescara è stato fortunato”. Ovviamente non è vero, la squadra di Pillon se l’è giocata a viso aperto e nel computo delle occasioni è stata pure più pericolosa. Ma Aglietti – che era intelligente in campo e lo è come uomo – si muove “soglianamente” da outsider e sa che deve rincuorare e motivare i suoi, enfatizzandone i meriti e minimizzando quelli degli avversari. Arrivati a questo punto, giusto così: tecnicamente poco si può fare, meglio  dare al Verona la consapevolezza psicologica che domenica è possibile ribaltare le sorti della semifinale.

Nel gioco di specchi della normale (e funzionale) ipocrisia si è inserito perfettamente anche Pillon: “Il Verona è una grande squadra. Aver due risultati su tre a Pescara non è un vantaggio”. Due bugie è meglio di una, verrebbe da dire parafrasando un vecchio spot. Ovviamente non è vera nessuna delle due affermazioni: l’Hellas in questa B è una buona squadra, ma non grande e lo si vede pure ora che abbiamo un allenatore non geniale ma di buon senso. Anche ieri sera troppi errori di impostazione e di rifinitura. Matos stringi stringi non determina, Laribi è sempre nel mezzo della sua incompiuta, Danzi per ora è solo un onesto pedatore. Il Pescara è squadra più profonda, vivace, con due ali verticali e concrete, un centravanti nel pieno delle forze e un tecnico come Pillon che ha vinto in tutte le categorie.

Aglietti lo sa, dicevamo. Ieri ha voluto giocarsela, ma senza forzare del tutto, vedi la staffetta Di Carmine e Pazzini, che invece avrebbero potuto essere schierati assieme per una mezz’ora. Ma la partita è sui 180 minuti e Aglietti ha preferito ragionare sul lungo e non sul breve. A Pescara il Verona è sfavorito, perché nel complesso un filo inferiore, per il gol da recuperare e per il fattore campo. Eppure è possibile fare risultato, ricordando anche che il Pescara in casa quest’anno ha lasciato inopinatamente molti punti per strada.

Postilla finale: sento dire che con Aglietti dall’inizio, o comunque ingaggiato prima, non ci saremmo ridotti in questa situazione. Vero in parte, anche lui sarebbe stato da verificare sul lungo periodo e non in questa giostra da dentro e fuori, che è un mondo a parte. Per dire, anche D’Anna ha salvato il Chievo in tre partite e poi ha fallito. Ho letto pure che qualcuno vorrebbe la conferma di Aglietti comunque vada. Calma, ragionare sull’emozione e aprioristicamente è sempre sbagliato. Più che altro al Verona servirebbe un progetto societario e di conseguenza tecnico che da troppi anni manca e ancora non si vede all’orizzonte. Comunque vada.

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15 risposte a “SOGLIANAMENTE OUTSIDER (E AGLIETTI LO SA)”

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  1. bruce scrive:

    Non servono genialate, serve normalità e buon senso, quello che portò Mandorlini all’epoca e quello che sarebbe servito quest’anno e invece avanti con i novelli Guardiola geni della tattica che il calcio lo hanno inventato loro

    • Simone scrive:

      Quest’anno (ma non solo) a livello europeo le migliori figure le hanno fatto squadre con un gioco intenso e certamente non “pane e salame”. In B le prime due sono state squadre certamente con un gioco non da “pane e salame”. In A la Juve ha vinto il campionato cambiando 38 formazioni, il Napoli secondo idem, l’Atalanta terza con il gioco più europeo d’Italia, due anni fa il Verona è salito mostrando probabilmente il gioco migliore della cadetteria (più normalizzato dopo gennaio ma come gioco tra noi e il Frosinone c’era un abisso). Pillon col Verona e il suo calcio “pane e salame” ha meritato sempre di perdere, pure quando ha pareggiato, tranne forse la penultima in casa. Questa retorica del calcio pane e salame francamente è fuori dalla realtà.

    1. maurizio scrive:

      D' accordo con "…. GRAZ" E aggiungerei che il Verona aveva 120 minuti in piú nelle gambe. Il Verona deve temere i suoi errori non l' avversario.

      • Viceremo a Graz! scrive:

        E a quanto pare non mi sono sbagliato…. speriamo che questo porti bene per il derby veneto di finale,
        Ma sono propenso a credere che il buon Aglietti fara’ tesoro della partita di appena 15 gg fa e non ripetera’ certo gli stessi errori tattici. Prevedo altre due gare equilibrate e ce la possiamo fare.
        Ora stiamo vedendo quindi una squadra nuova, Se un difetto puo’ essere trovato e’ la poca concretizzazione sotto porta, Ma “ci stiamo lavorando”.

      1. bruce scrive:

        Mah, io resto dell’avviso che Grosso=Giannini, con la differenza che nove anni fa il cambio venne fatto a Novembre mentre quest’anno a Maggio. Mi torna inoltre alla memoria l’addio di Remondina e l’avvento di Vavassori tra l’altro proprio alla vigilia dei play off del 2010 persi proprio contro il Pescara, entrambe sostituzioni tardive. Dire che la rosa del Pescara è meglio della nostra è erroneo, semplicemente è stata meglio allenata durante l’anno, per chi ha visto le partite la differenza tra il Verona di Grosso e quello di Aglietti è come tra il giorno e la notte.

        • Simone scrive:

          Secondo trasfermarkt, che è da prendere per quello che è per carità, mette le rose di Verona e Pescara più o meno allo stesso livello per valore di mercato. Quest’anno non so, ma lo scorso anno tra l’altro il Pescara aveva pure un monte ingaggi più alto di quello del Verona di quest’anno. Ad onor del vero, poi, delle tre partite viste quest’anno contro il Pescara, squadra che non mi ha fatto chissà quale impressione con buona pace di Pillon, quella di ieri è quella che meno avremmo meritato di vincere. Due squadre speculari che rispondevano colpo su colpo, e si consideri che il Verona avrebbe dovuto vincere (anche se il pareggio non lo butto del tutto, sia chiaro). Aglietti credo abbia lavorato piuttosto bene sulle teste dei giocatori e se vogliamo anche sull’ambiente (vedi interviste). Forse si sta intravvedendo pure qualcosina di meglio nella fase difensiva (ma si può fare meglio, certo il tempo a disposizione è quello che è, e glielo concedo). Ma devo ancora vederci qualcosa di geniale. E a Pescara quel qualcosa probabilmente servirebbe.

          • bruce scrive:

            Non servono genialate, serve normalità e buon senso, quello che portò Mandorlini all’epoca e quello che sarebbe servito quest’anno e invece avanti con i novelli Guardiola geni della tattica che il calcio lo hanno inventato loro.

            • Simone scrive:

              Siamo sinceri. Ripeto: delle 3 partite disputate finora contro il Pescara, l’ultima è quella che meno avremmo meritato di vincere.

        1. Viceremo a Graz! scrive:

          Un filino inferiore direi di no, visto che i tre scontri diretti sinora disputati parlano di una vittoria per noi e due pareggi.
          E che il Pescara “nel computo delle e nel computo delle occasioni è stata pure più pericolosa” neanche, perche’ tolto il palo e un paio di tiri mediamente pericolosi, al cospetto ci sono ameno 4 occasioni madornali, in cui il loro portiere ha fatto un miracolo. Dicendola tutta la partita doveva finire con almeno due gol di scarto.
          Su Mancuso “nel pieno delle forze” ricordo fino a ieri solo campionati di lega pro, cmq quest’anno
          ha fatto 19 gol in 36 presenze da titolare, Pazzini 13 in 23 da riserva, spesso giocando pochi minuti.
          E visto il netto miglioramento nelle ultime gare di uomini chiave quali Di Carmine e lo stesso Laribi non penso che la nostra rosa sia inferiore.
          Di sicuro sara’ altra partita vera e stavolta Pillon l’ha azzeccata. 50 e 50.
          Poi se mi sbaglio amen, ma resta il dubbio di non aver esonerato prima uno dei piu’ scarsi allenatori mai visti da queste parti. Persino Pecchia e’ riuscito a far rimpiangere.

          1. Antonio scrive:

            Certo che se il candidato numero uno alla nostra panchina il prossimo anno è Pippo Inzaghi come diceva Vighini in studio ieri sera, mi tengo Aglietti anche l'anno prossimo…

            1. Lona scrive:

              giusto paragone tra aglietti e d'anna, ma non è giusto il paragone tra le loro rispettive squadre nelle loro rispettive categorie.

              1. Oste Chri scrive:

                Con questa società, Aglio lo riconfermerei anche con il ragionamento dettato del cuore e attaccamento; almeno uno che prova a far giocare un minimo la squadra della città che ama (a detta del buon Alfredo).

                1. Fabio scrive:

                  Aglietti meritava qualche giornata in più x essere possibilmente determinante, una cosa bella che ho visto ieri è che in qualche occasione siamo arrivati con palla a terra partendo dal portiere e con pochi passaggi sino all'area avversaria, già quello un sogno sino a qualche partita fa

                  1. Marangon scrive:

                    Aglietti ci ha dato un barlume di orgoglio nel nostro Verona e grazie per questo. Mi sembra però un allenatore più adatto a squadre che devono salvarsi o comunque che fanno dell'agonismo la loro arma principale. Per un Verona che punta ad arrivare in serie A (o a rimanerci) ci servirebbe qualcuno di più scafato con squadre che impongono il loro gioco.

                    1. Tia scrive:

                      Aglietti ha un grande merito comunque vada. Ha ridato speranza ed entusiasmo alla piazza. Questo perchè non vuole atteggiarsi come grande filosofo e studioso di calcio ma come UOMO. Verona apprezza l’uomo operaio. Vedi Mandorlini per citarne uno.

                      Come andrà, andrà.

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