Di nuovo stadio a Verona ne sentiamo parlare da quasi mezzo secolo. Nell’ultimo anno, complice Euro 2032 (anche) in Italia, il sindaco Tommasi e la nuova proprietà americana del Verona hanno rilanciato il tema. Ma, a ben vedere, è tutta fuffa: non c’è un reale proponente, né un piano economico-finanziario, né una bozza di progetto, né una sede precisa (sorgerà nel sedime del Bentegodi o altrove?). Quindi nulla.
Del resto si gira a vuoto finché non si sa chi ci metterà i soldi (un nuovo impianto costa dai 200 ai 300 milioni di euro). Fermo restando che – da quanto si apprende – la proprietà rimarrebbe comunale, risulta abbastanza improbabile chiedere (peraltro a mezzo stampa come ha fatto il sindaco) un contributo al Ministero delle Infrastrutture o a quello dello Sport, oppure ai privati. A memoria, non ho ricordi di stadi finanziati direttamente dallo Stato. Quanto ai privati, l’unica strada è che il nuovo stadio sia strettamente collegato alla proprietà dell’Hellas Verona, anche rimanendo formalmente comunale (come a Udine, dove l’Udinese ha acquisito un diritto di superficie e gestione di 99 anni). Altre soluzioni francamente non ne vedo.
Ma il nodo vero è che a Verona non abbiamo mai avuto, e non abbiamo oggi, una proprietà dell’Hellas forte e capace di sostenere certi investimenti. Quindi di cosa parliamo, se manca il presupposto fondamentale? Di niente, appunto. Epperò discuterne distrae l’opinione pubblica, riempie i giornali e ci fa un po’ sognare in grande, mica male in questi tempi bui.
Intanto qui vicino – Vicenza e Padova – procedono a piccole ma riuscite ristrutturazioni. Mi chiedo: è così difficile mettere in piedi un piano finanziario, più sostenibile, di semplice ristrutturazione dell’attuale Bentegodi? Il vecchio progetto (del 2012, non secoli fa) di abbassare le tribune e mantenere l’ovale e i pannelli fotovoltaici è carta straccia? La butto lì, costerebbe 40-50 milioni, il Comune e un pool di 3-4 industriali potrebbe accollarselo tranquillamente. Ma forse, come diceva Freak Antoni degli Skiantos, “non c’è gusto in Italia a essere intelligenti”.


A – a Torin, UNICO STADIO DE PROPRIETA, l amministrazione fassinocleptomane ha regalato l area del vecchio delle alpi per il nuovo stadium ai filantropi elkanagnellati…..B – a udine i gà lo stadio peep come le abitasioni, dopo 99 anni se vedarà ma CI SON GIA DEI BEI CONTENZIOSI IN ATTO.. – C – a berghem iè i unici che ì gà messo schei parchè ì ghè là..facile ah….D – TUTTE LE ALTRE piccole e grandi hanno casini perchè ???? perchè i comuni i vol far spendar quei altri e lori incassar e basta come a Verona ove la giunta riccioli grisi shirley templetommasino col so amigo bertuccello chel ne vol tanto ben i gà da pagar i gropi de tommasino in Lessinia e non solo e dopo quei che sa paga sboromen da carpi lassandone in mudande, bellissimo il comunicato da paiasso barbieri che le anca li pien de projeti ma i fa i fenoci col cul dei altri…….PS Barana per favore, sono totalmente d accordo con una ristrutturazione del Bente ma due cose 1 – con la ristrutturasion ghè poco da magnar par i soliti noti, oDDio che ì sè incassa i usa se ghe digo cosa iè e cossa penso de lori ?, e 2 – TOGLIETE LA PISTA D ATLETICA CHE ROMPE SOLO I COGLIONI E SE VEDE DA CANI…..A VERONA SOLO HELLAS….grazie dell ospitalità….
Ciao Francesco concordo pienamente con la tua analisi, meglio evitare voli pindarici e fare il possibile per risistemare il Bentegodi e nei limiti del possibile renderlo un pò più moderno, che poi a me sta storia degli stadi mi sembra uno specchietto per le allodole per sviare dai veri problemi di una società di calcio che vorrei ricordare dovrebbero riguardare solo quello che succede sul rettangolo di gioco……