Giovane, ambizioso, cresciuto in società: e se fosse Paolo Sammarco l’allenatore giusto per guidare il Verona anche nella prossima stagione? La gara con il Bologna può anche essere una rondine che non fa primavera, ma sicuramente ci ha fatto capire che Sammarco non è uno sprovveduto e che, nonostante immani difficoltà, sa dove mettere le mani. E’ vero: non è empatico ed è un “freddo” ma sinceramente questi sono discorsi che lasciano il tempo che trovano. L’importante è che sia coinvolto nelle vicende della squadra e che senta “suo” il Verona. E poi a contare sono sempre i risultati e il campo. Sammarco ha svolto un ottimo lavoro con la squadra Primavera, ha lavorato di fino e fatto crescere mille ragazzi interessanti. L’enorme plusvalenza creata con Cissè porta anche la sua firma. Catapultato in prima squadra ha “sbandato” alle prime gare. L’impatto non è stato ottimale. E’ apparso uno di passaggio, il classico traghettatore scaraventato in una situazione non sua. Nelle prime interviste e conferenze stampa non era a suo agio. Come se la cosa non lo riguardasse e che non vedesse l’ora che Sogliano lo rimettesse in Primavera, la sua comfort zone. Poi di gara in gara lo abbiamo visto sempre più dentro. Basta vedere come si agita a bordo campo, come si incazza per un passaggio sbagliato, come si confronta con l’arbitro quando il Verona subisce un torto. E poi c’è il lavoro sul campo. Evidente. Alcune mosse sono apparse perfette. La fiducia a Oyegoke, ad esempio, inserito in un contesto di ordine e disciplina (si chiama organizzazione) che ha semplificato il compito al ragazzo. C’è una strategia di gara e vari modi di dipanarla. A Bologna prima si è andati con la palla lunga su Bowie, poi con la palla a terra e le verticalizzazioni di Harroui e Orban e questo ha creato scompiglio nello scacchiere di Italiano. In questo momento il Verona è “sospeso” tra presente e futuro. Dieci gare in cui coltivare la speranza attraverso l’impegno per onorare la maglia e il futuro che dovrà segnare un nuovo inizio. In questa dimensione la scelta del tecnico sarà cruciale. Nomi ne sono già stati fatti, da Juric a Inzaghi passando per Gilardino. Ma a vincere questa gara potrebbe essere l’outsider (parola che piace a Sogliano) Sammarco? Il mister del presente ha dieci partite e un’occasione straordinaria di prendersi il Verona e dimostrare di essere l’uomo del futuro.
Gianluca Vighini

Gianluca Vighini inizia giovanissimo a perseguire la sua grande passione: il giornalismo. Già a 16 anni collabora con Tele Valpolicella dove si occupa di sport e conduce varie trasmissioni sportive.
Dopo la maturità classica si iscrive a Scienze politiche e inizia a collaborare con il Gazzettino e la Gazzetta dello Sport. A 21 anni, dopo essere diventato giornalista pubblicista, viene assunto dal gruppo Telenuovo dove inizialmente è redattore al settimanale Nuovo Veronese. Qui cura le pagine sportive e di cronaca bianca. Nel 1987 inizia anche a collaborare con la televisione. Nel 1988 entra nella redazione di Telenuovo dove diventa giornalista professionista a 25 anni. Si occupa di cronaca nera seguendo, tra l’altro, il rapimento di Patrizia Tacchella.
Nel 1991 partecipa alla nascita del Nuovo Veronese quotidiano di cui diventa il responsabile delle pagine sportive seguendo come inviato l’Hellas Verona.
Nel 1998 diventa caporedattore di RTL Venezia, costola regionale di RTL 102.5. Dopo una breve esperienza a Roma dove dirige le pagine sportive di Liberazione, torna a Telenuovo dove inizia a condurre varie trasmissioni sportive e in coppia con Luca Fioravanti, vara il tg sportivo Tg Gialloblu. Su indicazione dell’azienda fonda anche Tggialloblu.it, il primo sito sportivo veronese.
Dirige e conduce la popolare trasmissione Alé Verona e ha ideato la trasmissione Supermercato. Da aprile 2021 è il direttore delle testate online di Telenuovo.
E’ anche un grande appassionato di cucina.

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Beh aspettiamo un momento. La primissima a Parma l’ha cannata di brutto, la sconfitta è stata in parte responsabilità proprio di Sammarco che ha sbagliato i cambi (oltre che la porcata di Pairetto e il fatto di rimettere Montipo’ che ha fatto la sua come al solito). Però certo, era la prima, adesso è migliorato e si vede qualcosa di buono. Quello che non capisco però è perchè insista pervicacemente su Montipo’ che anche ieri ha fatto UNA(UNA) buonissima parata, e però si è fatto infilare da un tiro non irresistibile. Un “portiere” che ci è già costato almeno 10-11 punti, come dici tu Vigo, Sammarco ha “restaurato” Montipò, rimettendo in panca un Perilli non eccezionale ma sicuramente meglio, più completo e diciamo anche più serio di Montipo’. Come si fa a insistere su un portiere che statisticamente becca due gol ogni 3 tiri? A Firenze e Bologna ci hanno fatto due tiri in porta, un gol, il resto li hanno mandati fuori per errori degli attaccanti avversari, ma altrimenti non le vincevamo mica quelle partite. Ed è sempre così.
Mi scusi Vighini ma ieri in trasmissione dice che non le piace la scelta di Sammarco di far giocare Oyegoke…adesso dopo la vittoria di la scelta di Oyegoke si chiama “organizzazione”…mi sfugge qualcosa…
Entusiasmo alle stelle….nuovo blog…
Questo auspicato aggiornamento del blog propone spunti di riflessione interessanti.
Evitiamo di puntare il fucile ad ogni affermazione, meglio ad ogni ipotesi, che in qualche modo possa contraddire altre in precedenza.
Nel calcio verità assolute non esistono.
Le incoerenze non riguardano le opinioni.
E poi Vighini ha ammesso che il suo giudizio iniziale sulla formazione era stato frettoloso, soprattutto nei confronti di Oyegoke.
Viviamo con serenità le 10 che mancano. Sono un’ occasione per dimostrare la nostra dignità e soprattutto per capire il futuro, incluso alla possibilità che sia Sammarco ad esserlo.
Presto x giudicare ma le sensazioni di pancia prima del napoli erano x la vittoria.
Quelle prima di bologna… ancora una vittoria.
Io nn sono un allenatore ma l’ordine in campo lo riconosco e applaudo.
Lettura delle traiettorie… verticalizzazioni veloci… sfruttare il talento del singolo e soprattutto…mai paura!!!
Abbiamo 6 titolari in infermeria… ma non ci lamentiamo come il napoli…
Sbagliero’ ma mi sembra che anche atleticamente la squadra sia + pronta.
A differenza di altri mi sembra che dimarco abbia voluto costruire una squadra anziche’ “frustare” a destra e manca.
Ho seguito la primavera negli ultimi 3 anni e per me sanmarco e’ un ottimo allenatore…
Meglio dei daversa gotti inzaghi (pippo) etc. Etc.
Si dice sempre di non prendere decisioni quando si e’ felici e quando si e’ tristi.
Generalmente sempre meglio far passare 48 ore. Qua dopo una vittoria che per la legge dei grandi numeri doveva arrivare si chiede conferma di Sammarco.
Cioe’ potrebbe anche esserlo non lo discuto ma le scelte sempre meglio farle a “freddo”.
non so, ma vedere la squadra che da due gare corre ed ha idee fino al minuto 95, invece di spegnersi a metà ripresa, fa venire grandi rimpianti…probabilmente è un fuoco di paglia e si retrocederà, ma gran parte della colpa sarà essere rimasti troppo a lungo col mago da Valdagno…
Potrebbe ma in ogni caso deve avere giocatori validi altrimenti ogni discorso decade!
Come aveo sà dito: se penso ai punti buttati via durante l’anno, 3 sicuri coi napoletami, più altri sparsi tra l’88° e el 95° me bien da buttar su.
No digo tanto ma almeno 10 p buttadi, e non sto qua a dar colpe a uno o all’altro, me vien solo da incassarme