09
apr 2019
AUTORE giovanni.vitacchio
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IL PAGELLONE DI PALERMO-VERONA

SILVESTRI 6.5 E’ lui il motivo di un risultato fin troppo bugiardo. A svantaggio del Palermo, sia chiaro. Un paio di parate fondamentali danno al Verona l’illusione di rimanere in partita fino all’ultimo secondo. Ma illusione era e illusione è rimasta.

BIANCHETTI 5 Male in fase difensiva, inesistente in quella offensiva. Sbaglia tantissimi posizionamenti quando il Palermo attacca ed è dalla sua parte che arrivano le giocate più pericolose dei siciliani. E’ in calo anche fisicamente, visto che già al 60° le impietose telecamere di Dazn lo beccano a boccheggiare, in debito di ossigeno.

DAWIDOWICZ 5.5 Nel primo tempo, nonostante i tanti tiri da fuori del Palermo, non soffre più di tanto, perché i siciliani entrano poco in area. Nei secondi 45 minuti va in bambola e confeziona un paio di giocate horror. Una su tutte un tentato stop di petto con pallone praticamente rasoterra. Si becca anche un giallo del tutto inutile su altrettanto inutile ripartenza dei rosanero.

EMPEREUR 5 Come per il compagno di reparto, il primo tempo riesce quantomeno a tenere fuori dall’area “pericolosa” gli attaccanti del Palermo. Ma pronti e via e al 46° si dimentica che in campo ci sia anche Nestorovski che si infila tra lui e Balkovec per il più facile dei gol. Troppo nervoso.

BALKOVEC 5 Un paio di cross interessanti e poco altro. Quanto al gol che decide la partita, leggere qui sopra.

FARAONI 5 Si capisce subito che non viva la sua miglior serata, perché gli mancano spunto, corsa e quei tempi di inserimento che ultimamente ci aveva fatto vedere. Per carità, ci sta, dopo aver tirato la carretta per un paio di mesi. Certo, se manca lui, che è uno dei migliori, sono “volatili per diabetici”, come diceva Lino Banfi in “Fracchia la Belva umana”.

GUSTAFSON 5 Da lui dovrebbe passare il gioco del Verona. Dovrebbe, ma non succede e se succede nessuno se ne accorge. Lento, lento, lento, non tanto di gambe, ma di testa. Anche lui pare essere in preoccupante debito d’ossigeno.

ZACCAGNI 5 Per lui vale lo stesso discorso fatto per Faraoni, non è serata. Manca di precisione e lucidità nei momenti decisivi e non riesce mai a trovare l’ultimo passaggio, per quanto non è che davanti si sgomitino per dettare il passaggio. Prova la botta da fuori solo in un’occasione e il risultato è disastroso. Gli si perdona una battuta d’arresto. Perché confidiamo che sia solo quello, ovviamente.

LEE 4.5 Indisponente come poche altre volte. Vagabonda per il campo senza una logica e per lunghi tratti non ci si accorge nemmeno che sia in campo. Non c’è veramente altro da aggiungere se non che c’è anche chi, non molto tempo addietro, lo ha addirittura definito “genio”. Maddeché.

DI CARMINE 4.5 Al secondo minuto, dopo una bella combinazione con Faraoni, riesce a farsi largo in area di rigore ma, braccato da Bellusci, stramazza al suolo. Reclama il calcio di rigore, ma riguardando il replay sembra semmai più colpevole per non aver provato a tirare da posizione invidiabile. Il rigore non ci sta, mentre l’occasione sprecata è colossale. Per il resto ancora una prova non degna di quello che doveva essere l’acquisto di lusso dell’estate gialloblù 2018.

DI GAUDIO 4.5 Arrivato a gennaio (per sostituire l’infortunato Ragusa) doveva dare quella vivacità fino a quel momento sconosciuta al Verona. Ebbene, siamo ad aprile e finora i risultati non gli danno ragione perché non è mai in grado di far “svoltare” la partita. Inoltre, si mangia un gol clamoroso, solo davanti a Brignoli, sparando in curva.

HENDERSON 5.5 Entra in campo troppo nervoso, forse arrabbiato per essere nuovamente tornato ai margini della squadra. Si becca in più di un’occasione con gli avversari e questo gli impedisce di essere lucido. Se ci aggiungiamo il fatto che i compagni sono già sull’orlo di una crisi di nervi…

PAZZINI 5.5 Sostituisce Di Carmine e dopo trenta secondi si becca un cartellino giallo per una gomitata su Bellusci. Anche lui, come Henderson, non entra tranquillo e si vede. Trova una buona occasione in area di rigore, a dieci dalla fine, ma spara alla luna.

MATOS 6 Entra bene e va anche vicino al gol. E’ sicuramente mancato a questa squadra, ma ora sembra tardi perché anche lui possa svegliare dal torpore i suoi compagni.

GROSSO 4 Dovevano essere otto partite da giocare come delle finalissime. Il Verona ne pareggia due e ne perde una e buonanotte alle illusioni, alle speranze che solo da tifosi rincoglioniti dal troppo amore ci eravamo fatti. I suoi giocano bene i primi sei minuti (SEI MINUTI), poi spariscono dal campo. Assurdo che Pazzini finisca ancora una volta in panca a intristirsi. I play off sono sempre più vicini e il minimo che si possa raggiungere, per poter poi fare qualche calcolo a proprio favore, è il terzo posto. Così magari, poi, qualcuno in società penserà anche di aver fatto una figata e centrato l’impresa del decennio.

03
apr 2019
AUTORE giovanni.vitacchio
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IL PAGELLONE DI VERONA-BRESCIA

SILVESTRI 8 Fa almeno quattro miracoli nel primo tempo, tra cui quello sulla deviazione fortuita di Lee che rischia l’autogollonzo, ed, eccezionale, quello su Spalek, dopo il siluro dell’1-2 di Martella. Andare sotto 1-3 sarebbe stata una sciagura. Ma lui ha tenuto su la baracca come spesso fatto quest’anno.

BIANCHETTI 6- Gli sfugge Torregrossa nel gol del vantaggio bresciano, complice anche un blocco su Empereur. Perde un po’ di quella sicurezza che aveva fatto vedere nei primi minuti di partita quando stava dialogando bene con Lee in fase offensiva. Cerca di mantenere la calma e si barcamena tra le folate del Brescia. Forse paga un po’ di stanchezza.

DAWIDOWICZ 7 Mi è piaciuto! Ha sbagliato pochissimi palloni e ha giocato spesso d’anticipo sugli avanti bresciani. Pulito nei contrasti e bravo a leggere i movimenti di Torregrossa e Donnarumma, soprattutto di quest’ultimo, arrivato al Bentegodi come il più grande spauracchio e uscito dal campo come una mesta comparsa.

EMPEREUR 6+ Sul gol di Torregrossa subisce un blocco da “pick and roll”, valido nel basket, al limite nel calcio. Va a terra forse in maniera un po’ troppo goffa e questo non fa accendere la spia di allerta nel cervello dell’arbitro. Con Dawidowicz, comunque, forma una coppia sempre più collaudata e lui ripaga la fiducia che Grosso ultimamente gli sta concedendo con frequenza.

BALKOVEC 6.5 Tanta qualità quando offende, tanta attenzione quando difende. Dalla sua parte arrivano tantissimi cross succulenti, ma spesso, non per colpa sua, finiscono nel vuoto. Non è uno appariscente, ma quello che deve fare lo fa bene, eccome.

FARAONI 7.5 Scusate, ma non era in condizioni precarie? Alla faccia… La partita più bella da quando è a Verona e di certo non solo per i due gol, peraltro bellissimi. Grosso gli cuce addosso il vestito del battitore libero. Parte largo, si accentra, torna largo, va a disturbare i giocatori del Brescia quando provano ad imbastire un’azione. Ruba una marea di palloni e corre come un matto. Strepitoso.

GUSTAFSON 6+ Troppo brutto il Gustafson di Cremona per essere vero e così contro la squadra di Corini si rivedono geometrie, sicurezza di palleggio e un pizzico in più di corsa rispetto alle ultime uscite. Manca ancora qualcosa in fase offensiva, ma, tutto sommato, lì in mezzo il suo lo fa.

ZACCAGNI 7 Faraoni per sdebitarsi dovrà pagargli una bella cena. Da una sua sgroppata sulla sinistra arriva il gol dell’1-0. Da una sua sventagliata da stropicciarsi gli occhi, il 2-2. E poi tanta corsa, inserimenti e qualità a mazzi. Questo ragazzo è determinante per questa squadra, spesso in difetto di “garra”. Imprescindibile.

LEE 6.5 Parte con piglio. Evidentemente saltare la Cremonese gli ha fatto venire una voglia matta. Pare anche meno frenetico del solito, dialoga bene con i compagni e corre nel verso giusto del campo e non a caso. Certo, se a cinque minuti dalla fine del primo tempo non sparasse in curva un’occasione facile facile sarebbe meglio. Ma se fosse perfetto, statene certi, non sarebbe a Verona, in serie B.

PAZZINI 6 Gli attaccanti si misurano, giustamente, sui gol che fanno. Però c’è un però, perché il capitano lavora tanto per la squadra, usa l’esperienza quando servono falli che devono far rifiatare i compagni. E soprattutto fa vedere di poter giocare senza problemi in coppia con Di Carmine. Opzione che resterà sempre “extrema ratio” per Grosso, eternamente (e incomprensibilmente) allergico a questa soluzione.

DI GAUDIO 5 Sui suoi piedi passano due occasioni ciclopiche per il Verona, una più facile dell’altra. Entrambe finiscono sugli spalti, tra i “moccoli” dei tifosi gialloblù. Per carità non è mai stato un bomber, ma a tutto c’è un limite. Si ritrovi alla svelta perché c’è bisogno anche di lui.

DI CARMINE 6 Credo che firmerebbe per giocare ogni partita al fianco di Pazzini. Fa bene a lui e al capitano. Si cercano e si trovano e lui, probabilmente, si alleggerisce di quella pressione che tante volte ha rischiato di schiacciarlo.

DANZI 6 Entra in una mischia che potrebbe pesare sulla sua giovane età, ma la carta d’identità non è certo un problema per questo ragazzino che fa il suo dovere, senza sbavature

LARIBI s.v.

GROSSO 6.5 Sale la qualità dell’avversario e sale il suo Verona che si scuote dopo le pessime figura con l’Ascoli e la Cremonese. Faraoni, nato come una scommessa a centrocampo, si sta rivelando una giusta intuizione, al di là dei due gol segnati dal ragazzo. Ci sta pareggiare contro la prima della classe. E’ meno accettabile aver sprecato punti clamorosi contro Crotone, Padova, Cosenza, Cremonese, Ascoli, ecc, ecc…. Il campionato del Verona rischia di schiantarsi proprio lì, contro le cosiddette “piccole”.

30
mar 2019
AUTORE giovanni.vitacchio
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IL PAGELLONE DI CREMONESE-VERONA

SILVESTRI 6 Impotente sul gol, gli tocca comunque darsi da fare ben di più rispetto al suo omologo cremonese, Agazzi. Per carità, non gli arrivano missile terra-terra, ma si fa sempre trovare pronto.

BIANCHETTI 5.5 Per l’ennesima volta viene relegato a fare il terzino destro e questo giro accusa il colpo. Colpevole come il resto della difesa nella dormita colossale che regala il gol alla Cremonese. Non spinge come visto recentemente e dietro si lascia andare a qualche incertezza di troppo, non aiutato da colleghi di reparto che, se possibile, hanno fatto peggio di lui. Non ha nemmeno la forza di proporsi sotto porta, sfruttando calci d’angolo e punizioni.

DAWIDOWICZ 5 Anche lui sembra preso da labirintite in occasione del vantaggio di Mogos. Più lento del solito, si fa spesso anticipare da Carretta e Strizzolo. Quest’ultimo, in particolare, lo brucia spesso negli scontri aerei. Nel secondo tempo il suo testone rischia di spedire il pallone nella porta sbagliata, per il più clamoroso degli autogol.

EMPEREUR 5 Non è serata pure per il brasiliano dal cognome roboante. Una cosa potrebbe fare meglio di Dawidowicz, ossia impostare l’azione da dietro. E invece l’incombenza non se la prende praticamente mai. Si fa ammonire durante un contropiede della Cremonese. Fortunatamente a “coprirlo” c’è Dawidowicz, altrimenti sarebbe andato sotto la doccia anzitempo.

VITALE 5- E’ il più colpevole di tutti sul gol di Mogos. Primo perché sembra in posizione sbagliata, perdendosi proprio Mogos. Secondo perché il pallone messo dentro da Migliore gli passa a cinque centimetri dai piedi e lui pensa bene di scansarsi, sperando nella provvidenza. Che però non premia la sua eccessiva fiducia.

FARARONI 5.5 Ecco un altro che gioca fuori ruolo. Primo tempo da dimenticare, secondo un po’ meglio. Se non altro confeziona qualche cross degno di tale nome, che però finisce sempre nel deserto dell’area cremonese, dove gli avanti gialloblù latitano clamorosamente. Finisce alto a destra, sempre più lontano dalla “maglia” di terzino.

GUSTAFSON 5 Nelle ultime partite aveva dimostrato di avere misure, passo, e giocate intuitive. Tutto scomparso in questa gara, ci auguriamo solo per una serie di sfortunati eventi. Tra tutti sembra quello che paga maggiormente una condizione non eccellente. Strano, però, vista la sosta del campionato che avrebbe dovuto ricaricare le batterie a tutti.

ZACCAGNI 6- Nel grigiore del Verona, lui è quello che, se non altro, regala qualche fiammata. Infatti, si procura il calcio di rigore del pareggio e cerca anche qualche giocata che faccia la differenza. Esce al 63′, lui si stanco, anche perché rientrava da un infortunio che lo aveva tenuto fuori qualche settimana. Normale che manchino i novanta minuti nelle gambe

LARIBI 5 Un tiro in porta e poco più. Da inizio campionato diciamo che da lui ci aspettiamo qualche giocata d’effetto, il colpo di genio che in partite simili potrebbe sbrogliare le cose. Da inizio campionato, però, non veniamo mai accontentati. E ormai ne mancano solo sette alla fine.

DI CARMINE 5+ Il “più” lo merita per il rigore segnato, che regala qualche tiepida speranza ai suoi. Ma poi, il buon Samuel non incide mai. E dispiace, francamente, perché non so quante colpe abbia realmente questo ragazzo, che comunque si sbatte per fare qualcosa. Non è una prima punta e non ne ha i movimenti. In più, i compagni non lo cercano nella maniera corretta. Forse con Pazzini di fianco…

DI GAUDIO 5 Parte bene e sembra poter dare quella velocità che pare così sconosciuta a questo Verona. Col passare dei minuti, però, si sgonfia e fa una gran fatica, come d’altra parte tutta la squadra.

DANZI s.v.

HENDERSON s.v.

PAZZINI 6 Entra in campo e lui sì che fa vedere un movimento da vero bomber da area di rigore: una bella girata di testa che non esce di molto. Gioca la miseria di dodici minuti e tanti bastano per non finire dietro la lavagna come quasi la maggioranza dei suoi compagni.

GROSSO 5 La prima delle ultime otto finali è un tonfo clamoroso, perché se questo è l’atteggiamento del Verona, non è lecito aspettarsi di meglio quando arriveranno avversari ben più blasonati. Il possesso palla è sfiancante e, soprattutto, inutile. Ancora una volta sono tantissimi i giocatori fuori ruolo, in maniera, secondo il mio modesto punto di vista, del tutto forzata. Che non veda Pazzini e Di Carmine insieme è una delle poche certezze di questa vita difficile, ma che al Pazzo “regali” appena una manciata di minuti fa a pugni con tutta questa presunta voglia di vincere. Che rimane, ahimè, solo nelle parole di conferenze stampa “copia e incolla”. Serve altro mister, ne mancano solo sette.

16
mar 2019
AUTORE giovanni.vitacchio
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IL PAGELLONE DI VERONA-ASCOLI

SILVESTRI 6,5 Il suo lo fà sempre e lo conferma anche contro l’Ascoli che non è certamente venuto a Verona per tirare indietro il piede. Due paratone per tempo, la prima su Addae, la seconda su Beretta, evitano guai seri a lui e ai compagni.

BIANCHETTI 6+ Meno pimpante rispetto a Perugia, ancora una volta relegato a destra. Per tutto il primo tempo ha comunque energia per spingere sulla fascia e per cercare ancora gloria sottoporta. Le batterie, come per tutta la squadra, sembrano poco resistenti per arrivare fino alla fine. Ma per lui, che non ha giocato per tanto tempo, le attenuanti ci sono tutte.

MARRONE 5 Dopo l’acciacco fisico che lo ha lasciato fuori qualche gara, non appare in condizione per reggere il centro della difesa insieme a Empereur. Fa un fallaccio da rosso incandescente su Rossetti (costretto a lasciare il campo azzoppato) e in generale non riesce mai a trovare il passo giusto. Anche in fase di impostazione, nonostante i piedi educati, non incide mai.

EMPEREUR 6 Senza infamia e senza lode, il brasiliano. Nelle ultime uscite ha dimostrato sicurezza, sensazione tutto sommato confermata anche oggi, anche perché gli avanti dell’Ascoli non è che gli facciano vedere i sorci verde. Non lo aiuta lo spostamento, a partita in corso, sulla sinistra.

BALKOVEC 6+ Tanti cross arrivano dal suo mancino, e pure di buona fattura. Ha licenza di offendere perché la fase difensiva non sembrava oggi una gran priorità, complici gli avversari, si intende. Sta trovando un po’ di continuità e magari anche un po’ di fiducia.

FARAONI 6 Meno brillante rispetto al solito. Parte interno di centrocampo, ma si allarga bene sulla destra. Non è sempre preciso, nonostante faccia sempre il possibile per rimediare ai suoi errori. Corre, tanto. Ma regala meno qualità del solito. Finisce la partita come esterno basso di destra e sparisce un po’ come tutti i compagni.

GUSTAFSON 5,5 Fa fatica a trovare il ritmo, il passo e paradossalmente anche la posizione in campo. Tocca meno palloni rispetto al solito e pare poco sicuro. Quando il Verona prova a cambiare l’andatura lui non riesce a salire di giri. Sarà stanco, quindi… benedetta sosta.

HENDERSON 5,5 Anche per Braveheart un passo indietro. Non tanto per l’impegno, quanto per la precisione, questa sconosciuta in questi 95 minuti. Corre tanto, ma un po’ a vuoto e fatica a trovarsi con Balkovec prima e con Di Gaudio poi.

LARIBI 5,5 Ho sempre l’impressione che sia sul punto di spiccare il volo, finalmente. Anche perché a ridosso della fine del campionato, sarebbe ora. E invece Karim rimane ancora un’incompiuta. Capace di caparbietà in alcuni momenti, ma anche di indolenza in altri.

PAZZINI 6,5 Fin dalle prime battute dimostra di stare bene, di avere le gambe che girano. Scende verso i compagni a cercare il pallone, a dettare il passaggio e al 5° “rischia” di trovare l’euro-gol con una bella girata ravvicinata. E’ il terminale che non sbaglia in una delle azioni più belle del Verona, che sembra dare il “la” al ribaltone sull’Ascoli, ma che resterà solo un desiderio non esaudito.

LEE 6,5 (prima dell’espulsione) Per gli avversari è fastidioso come la mosca tse tse. Corre come un matto e va a disturbarli tutti quando tentano, spesso invano, di dare il via all’azione. E’ bravo a servire Pazzini al momento giusto, nel gol dell’1-1. Se capisse anche che ogni tanto non sarebbe male tirare in porta, il Verona (e i tifosi) gliene sarebbero grati.

LEE 4 (dopo l’espulsione) Ma come si fa a rovinare una discreta partita con un fallo così assurdo, insensato e inopportuno? Nel momento in cui i gialloblù fanno appello ad ogni minino residuo di energia per cercare una vittoria preziosissima per distaccare chi sta dietro in classifica. E’ imperdonabile, nonostante Grosso a fine partita tenti di riabilitarlo.

DI GAUDIO 5 Uno come lui, che ha lo scatto, le capacità tecniche e anche la freschezza necessari dovrebbe entrare e spaccare il mondo. Soprattutto se di fronte non hai la Juventus. Invece si incaponisce con la solita finta e va sempre a sbattere contro gli avversari. Si becca anche un giallo per simulazione. Decisamente non la sua serata

DANZI s.v.

DI CARMINE s.v.

GROSSO 5,5 Per carità, nel primo tempo qualcosa di buono si vede, ma nei secondi 45 minuti il Verona non tira praticamente mai in porta. E i cambi non danno la scossa che servirebbe. In settimana il suo ex allenatore Serse Cosmi lo ha definito eccessivamente integralista. Effettivamente anche contro l’Ascoli non ha abdicato alle sue idee non facendo giocare insieme, in un colpo solo, Pazzini e Di Carmine, che in una partita così potevano quantomeno spaventare i marchigiani. Meno male che arriva la sosta per rifiatare e riorganizzare le idee.

ARBITRO PILLITTERI 4 Disastroso. Permette per tutta la partita le continue sceneggiate dei giocatori dell’Ascoli, che al minimo soffio di vento stramazzano a terra, fulminati. Non da’ mai la sensazione di avere la situazione saldamente in mano. Malissimo.

09
mar 2019
AUTORE giovanni.vitacchio
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IL PAGELLONE DI PERUGIA-VERONA

SILVESTRI 7 Anche oggi, come contro il Venezia, è quasi sempre spettatore. Non è quindi facile farsi trovare pronti quando di parate devi farne solo una. Regala il miracolo all’85° su zampata ravvicinata di Carraro. Non può nulla sul gol di Verre.

BIANCHETTI 7,5 Due infortuni strani, quanto gravi, sembravano mettere a rischio la sua carriera. Ma Matteo, con tanto lavoro e sacrificio, è tornato e si è ripreso il Verona. Dal suo rientro la difesa è diventata un bunker, che giochi da centrale o da esterno. Impreziosisce la gara con un gol di testa/spalla, da calcio d’angolo, a lungo seguito nelle partite precedenti. Impossibile farne a meno.

DAWIDOWICZ 7 Annulla con disinvoltura tutto l’attacco del Perugia. Sempre attento, fisicamente è devastante, quasi da incutere timore agli avversari. Tenta anche qualche sortita offensiva sui calci piazzati, ma non gli va bene. Reclama un calcio di rigore, ma l’arbitro Di Martino, giustamente, non lo accontenta.

EMPEREUR 7 Della coppia di centrali lui è quello coi piedi più buoni ed è più reattivo. Alti o bassi, i palloni si fermano tutti davanti a lui, ottimo in più di una chiusura in area di rigore. Dopo quella contro il Venezia, una conferma che promette bene per il finale del campionato.

BALKOVEC 6 I perugini gli lasciano campo più di quello che potrebbe aspettarsi. Alterna qualche cross interessante a qualche incertezza. Comunque tiene a bada gli avversari senza patemi d’animo.

FARAONI 6.5 Torna a centrocampo e lo fa con grandissima disinvoltura. Inizia molto largo a destra e spinge da subito in fase offensiva. Ha tanta gamba e buona qualità e si conferma forse l’acquisto più azzeccato e interessante del mercato di riparazione. Prova anche la botta da fuori che quasi quasi, complice un balbettante Gabriel, sblocca la partita. Bravo.

GUSTAFSON 6.5 Anche lui è ormai una conferma. Per lunghi tratti del campionato è stato oggetto estraneo in questa rosa, poi, dallo Spezia, ha tirato fuori le palle e si è preso il centrocampo. Gioca tantissimi palloni, tutti con grande logica. Non sarà appariscente, ma tanto efficace, sì.

HENDERSON 7 Contro il Venezia era stato il migliore in campo, a mio parere. Oggi si ripete e fa ancora meglio segnando il gol dello 0-2, che gonfia l’autostima dei suoi. Non si ferma mai e non perde mai lucidità, nonostante i chilometri macinati. Il periodo buio è ormai alle spalle, Braveheart è pronto alla battaglia finale.

LEE 6- Insomma, sei stiracchiato, perché corre tanto, ma conclude poco e non riesce quasi mai a saltare gli avversari. Paradossalmente fa meglio dal 22° del secondo tempo quando entra in campo Han, in un tanto attesto scontro tra le due Coree. Duello che vince lui. Con buona pace di Kim Jong-un.

DI CARMINE 6- Non è una prima punta, questo non me lo toglie nessuno dalla testa. Piovono diversi cross in area, ma lui non si fa mai trovare al posto giusto nel momento giusto. Però non molla, si batte, sgomita contro la sua ex squadra. Con Pazzini di fianco sentirebbe forse meno responsabilità e potrebbe trovare quei movimenti che più gli appartengono. Però…

LARIBI 6+ Avevo concluso la sua pagella, dopo il Venezia, con un incitamento “provaci ancora Karim”. Ci ha riprovato e ci è riuscito perché ha dimostrato che le gambe ci sono e la testa anche. Suo l’assist ad Henderson per lo 0-2. Meglio quando occupa zone più centrali della trequarti gialloblù.

DANZI 6 Già vederlo in campo rende felici. Si getta nella mischia e non perde la testa nei minuti finali, quando la palla sembra fatta di lava.

PAZZINI s.v.

TUPTA 5.5 Mi dispiace, ma per l’ennesima volta non riesce ad acciuffare il 6. Al 93°, col Perugia che soffia sul collo dei gialloblù, si mangia il campo in un bellissimo contropiede ma sciupa tutto con l’ultimo passaggio che non arriva a Pazzini, solo davanti alla porta. Peccato.

GROSSO 7 Sarà il confronto avuto tra squadra e tifosi dopo la sconfitta di Lecce, sarà la condizione fisica, a dispetto dei tanti infortunati,  in grande crescita, “sarà perché ti amo”, come cantavano i Ricchi e Poveri, fatto sta che il Verona imbrocca la quarta vittoria nelle ultime cinque partite. E la sua mano si vede. Due cose sono cambiate: la fase difensiva è finalmente quasi perfetta, e una volta che si va in vantaggio non ci si accontenta, ma si cerca di ammazzare la partita. Se tanto mi dà tanto, quando si svuoterà la farmacia le cose non potranno che migliorare.

04
mar 2019
AUTORE giovanni.vitacchio
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IL PAGELLONE DI VERONA-VENEZIA

SILVESTRI 6.5 Nella domenica in cui gli attaccanti del Venezia giocano a “ciapa no”, lui si fa trovare pronto nell’unica vera occasione da gol degli ospiti. Al 38° del primo tempo vola sulla bella conclusione di Lombardi ed evita che una pratica facile-facile si trasformi in una brutta serata. Sicurezza.

FARAONI 6+ Dalle sue parti non è che si dannino l’anima per impensierirlo e così si concede una serata di ordinaria amministrazione, quasi senza sudare la maglietta. Ma si conferma acquisto importante per questa squadra, perché ha qualità e quantità. Dopo Silvestri, sicurezza-bis.

BIANCHETTI 7 Cresce, cresce eccome il vice capitano, che ha una voglia matta di far capire, una volta per tutte, che il peggio è alle spalle. Non sbaglia praticamente nulla e dimostra una gran bella intesa con il compagno di reparto Empereur. Cerca anche più di una volta il gol di capoccia, sui tanti calci d’angolo del Verona, ma non gli va bene. Bravo Matteo, bentornato!

EMPEREUR 6.5 Il Venezia finisce una marea di volte in fuorigioco, merito suo e di Bianchetti che si muovono come se fossero una cosa sola. Anche lui concede davvero nulla ai lagunari. Fisico e piedi in una serata non difficile, ma che si sarebbe potuta complicare abbassando la guardia anche solo per mezzo secondo.

BALKOVEC 6 Viene buttato in campo all’ultimo secondo a causa del risentimento muscolare di Vitale, titolare della fascia sinistra. Senza infamia e senza lode, fa il suo dovere senza problemi e regala anche qualche bel cross che però i suoi compagni non riescono a sfruttare.

LARIBI 6 Primo tempo così così, secondo tempo meglio. Il che vuol dire che la condizione fisica sta crescendo. Però gli manca ancora il lampo di genio che da uno con la sua qualità sarebbe legittimo aspettarsi. Provaci ancora, Karim.

GUSTAFSON 6.5 Nessun effetto speciale, nessun fuoco d’artificio, però Samuel tocca una caterva di palloni e di questi ne sbaglia davvero pochissimi. Grande senso della posizione e facilità di giocare con entrambi i piedi. Ha saldamente in mano il centrocampo gialloblù e la sensazione è che possa ancora crescere tanto.

HENDERSON 7 “Chi l’aveva visto?”… Per quasi due mesi finito nei file segreti della Cia alla voce “Ufo”, lo scozzese torna in campo e, guarda un po’, si aggiudica il titolo di mvp. “Ha avuto un periodo di appannamento” ha detto Grosso in conferenza stampa. Sembra ora solo un lontano ricordo perché ha personalità, voglia, qualità e lucidità da vendere. Adesso non mollare, Braveheart.

LEE 6 Meriterebbe 8 se al 29°, invece di beccare la traversa, segnasse, se al 38° non perdesse un pallone sanguinoso che regala al Venezia l’unica vera palla gol con Lombardi, se al 4° del secondo tempo non sparasse in curva un tiro di sinistro da ottima posizione, se a cinque minuti dalla fine non confezionasse una conclusione sbilenca che meritava ben altra sorte. Se, se, se, se…

PAZZINI 5.5 Quando non segna, viste le sue qualità da cecchino, in una serie B di livello bassissimo, è già una notizia. Quando sbaglia un calcio di rigore, evento rarissimo lungo tutta la sua carriera, vuol dire che non è la sua serata. Capita anche ai campioni. E lui lo è. Il Bentegodi lo perdona senza pensarci due volte.

DI GAUDIO 6.5 Meglio rispetto alle ultime uscite. Il gol gli dà chiaramente fiducia e così prova con più convinzione quelle giocate che danno velocità al Verona. Va a fiammate, ma sono fiammate che fanno male e che, in più di un’occasione, mandano in difficoltà un Venezia già suonato come un pugile che aspetta solo il gong per andare all’angolo.

COLOMBATTO 6 Entra bene in campo, aiuta i compagni quando le energie cominciano a vacillare e quando il rischio del “braccino” era appena dietro l’angolo.

TUPTA 5 Non capisco, entra in campo, questa volta nel suo ruolo, attaccante centrale, e dopo una manciata di secondi si becca il cartellino giallo. Non mi pare il modo migliore per aiutare la squadra e per mettere in mostra le sue qualità. Ok, è giovane, però…

TRAORE’ 6. Velocità e forza fisica. Teniamo d’occhio questo ragazzino.

GROSSO 6.5 Dopo un periodo nerissimo, porta a casa nove punti su dodici a disposizione nelle ultime quattro partite. E’ in emergenza (dodici giocatori fuori) e comunque manda in campo una formazione logica e centrata. La squadra ha creato tanto e ha dato dimostrazione di essere gruppo compatto. E’ stato onesto, in conferenza stampa, dicendo come la mancanza di continuità sia un evidente limite del Verona. Però, a conti fatti, è a tre punti dalla promozione diretta. Ora la continuità è fondamentale e Perugia è una tappa da non ciccare assolutamente.

ARBITRO PISCOPO 6.5 Partita semplice da arbitrare, non sbaglia la decisione più importante, ossia quelle che porta al rigore poi sbagliato da Pazzini. Recrimina il Venezia per un episodio dubbio in area gialloblù, ma lo stesso Zenga sembra crederci poco.

27
feb 2019
AUTORE giovanni.vitacchio
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IL PAGELLONE DI LECCE-VERONA

SILVESTRI 6 Il suo lo fa, come sempre. Non si fa sorprendere da La Mantia al 2o°, ma è costretto a capitolare di li a poco, al 33° quando il solito La Mantia mangia gli gnocchi in testa a Vitale e segna l’1-0. Impotente anche sul 2-0 di Lucioni, evita un passivo ben più pesante.

ALMICI 4.5 Il Lecce sulle fasce è devastante e Almici, che torna in campo dopo una vita, deve sottomettersi a questa legge. Calderoni e Falco fanno il bello e il cattivo tempo, nel primo tempo entrano a piacimento e scodellano cross a ripetizione. Quello del vantaggio leccese arriva proprio da li e Almici nulla può. Certo, è dura rientrare dopo tutto questo tempo, in un contesto, tra l’altro, non esaltante.

BIANCHETTI 5.5 Che lui sia generoso, nessuno può negarlo. Anche perché nel finale, quando il Verona prova un timido assalto, fa il centravanti aggiunto. Però La Mantia ha imperversato in area di rigore e il buon Matteo, che pur qualche buona chiusura l’ha fatta, è affondato insieme ai compagni.

DAWIDOWICZ 5 Più incerto di Bianchetti e insolitamente nervoso. Sbraita, forse giustamente, contro l’arbitro Sacchi che gli avrebbe negato un calcio di rigore nel primo tempo. Macchinoso, e questa non è una novità, sbaglia anche cose semplici, passaggi a due metri. Non bene.

VITALE 4.5 Male dietro, male davanti. Il gol di La Mantia è tutto sulla sua coscienza. Cerca di riorganizzare le idee ma quando prova ad attaccare non riesce a farlo con efficacia. Però qui bisogna cercare di chiarire l’equivoco, perché Vitale non pare essere un esterno basso di difesa, ma un buon esterno in un centrocampo a cinque, o in una difesa a cinque, se preferite. Così, i suoi limiti, soprattutto in difesa, vengono spiattellati brutalmente.

FARAONI 5.5 Non arriva al 6 perché sul 2-0 del Lecce è lui a tenere in gioco Lucioni, che ringrazia. Un errore imperdonabile. Però si destreggia bene come interno di centrocampo (anche se non si capisce perché debba giocare lì) e nel suo ruolo naturale di esterno basso di destra, dove torna nel secondo tempo. Sfiora anche il colpo grosso in avanti quando non riesce ad agganciare un assist al bacio che lo avrebbe messo solo davanti a Vigorito.

GUSTAFSON 5 Se dopo lo Spezia, contro la Salernitana, aveva fatto mezzo passo indietro, oggi ne ha fatti due a mo’ di gambero. Non gli riescono le giocate illuminanti delle ultime due gare e anche fisicamente soffre il centrocampo leccese che lo va a cercare alto, al limite dell’area gialloblù.

LARIBI 5+ il “più” è esclusivamente frutto del gol che rende la sconfitta meno pesante, da un punto di vista numerico. Per il resto vaga per il campo con poca convinzione e con le marce che non vanno mai oltre la seconda. Per me, continua a giocare fuori ruolo. Ma forse sono io che non ci capisco una mazza.

LEE 4.5 La Gazzetta dello Sport lo ha addirittura definito “genietto” e “nuovo re”. Capisco che in tempi di vacche magre basti poco per esaltarsi, però, ragazzi, non scherziamo. Io ho sempre detto che se non altro è un tipo che corre. Oggi non fa nemmeno quello. L’unica cosa veramente bella è il dribbling secco al limite dell’area del Lecce, che però spreca sbagliando il passaggio facile facile per Di Gaudio, che si sarebbe trovato solo soletto davanti a Vigorito.

PAZZINI 5.5 Questa volta il Pazzo non toglie le castagne dal fuoco e quindi i problemi del Verona tornano nuovamente sotto gli occhi di tutti. Bella la girata di testa sul cross di Laribi, fa parte del repertorio. Ma la giornata è storta. Protesta per un presunto rigore non dato.

DI GAUDIO 5 Mai visto. Non trova il cambio di passo, non da velocità, non crea superiorità numerica. Insomma, non fa ciò che dovrebbe fare.

TUPTA 5 A due passi da Vigorito, sbaglia un’occasione colossale che avrebbe dato coraggio al Verona nell’assalto finale. E’ vero, forse si aspettava che la prendesse Pazzini, ma in area di rigore devi essere pronto a tutto, non puoi dormire.

HENDERSON s.v.

TRAORE’ s.v.

GROSSO 5 Perché Faraoni a centrocampo, con un paio di giocatori di ruolo in panchina? Perché Almici dal primo minuto dopo tutto questo tempo? E perché mettere dentro così tardi Henderson, per rimettere Faraoni nel suo ruolo naturale? Il mister continua con scelte che sembrano poco logiche e i risultati sono sconcertanti. Dopo aver illuso con le ultime due vittorie, il Verona ha ripreso a giochicchiare a due all’ora. Vero, ha pesato tanto l’assenza di Zaccagni, ma non può bastare come scusa, visto che Grosso considera tutti i giocatori allo stesso modo. L’amarezza è ancora più logorante guardando i risultati di Palermo e Brescia.

ARBITRO SACCHI 5. Rimangono forti dubbi su due presunti rigori non concessi, nel primo tempo su Dawidowicz e nella seconda frazione, nei minuti finali, su Pazzini. Quest’ultimo sembrava starci. E invece…

23
feb 2019
AUTORE giovanni.vitacchio
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IL PAGELLONE DI VERONA-SALERNITANA

SILVESTRI 6 Una serata praticamente da sbadigli per il numero uno gialloblù, che non viene mai impensierito dagli attaccanti della Salernitana. Qualche piccola incomprensione, qua e là, con i compagni di difesa, ma nulla di irreparabile.

FARAONI 6.5 Un primo tempo in gran spolvero fatto di tanta corsa, buone ripartenze e cross degni di questo nome. Interessante, finalmente, l’intesa con Lee. Nei secondi quarantacinque minuti tira un po’ il fiato, ma porta a casa la pagnotta senza sudare la maglia. Bravo.

BIANCHETTI 6.5 Allora, diciamo che il primo tempo qualche piccola sbavatura c’è stata, qualche imperfezione e soprattutto quella sensazione che il pallone somigliasse di più ad una bomba a miccia corta. Paura, di fatto, ingiustificata, vista la confusione della Salernitana. Spreca anche una golosissima occasione di testa. Ma nel secondo tempo sale in cattedra e gli avanti campani non vedono più un pallone. E Silvestri ringrazia.

DAWIDOWICZ 6.5 Per lui vale lo stesso discorso fatto per Bianchetti. Primo tempo in chiaroscuro, e un mezzo pasticcio in area di rigore che rischia di mandare nel panico il Verona. Seconda frazione molta più disinvolta. Basta spostarlo però. Deve fare il centrale e basta.

VITALE 5.5 Così così. Sarà stata l’emozione di giocare contro i suoi ex compagni, sarà stato chissà cosa, fatto sta che non è mai riuscito a lasciare il segno. Si è creato una gran bella occasione per trovare addirittura il gol in cooperazione con Pazzini, ma l’ha sprecata malamente sul più bello.

GUSTAFSON 6.5 Mezzo passo indietro rispetto alla prova sontuosa di La Spezia. Però, è suo il primo vero tiro in porta del Verona, al 39° del primo tempo e in generale dà finalmente l’impressione di essere dentro gli schemi e le idee di gioco di Grosso. Propone e non si limita a giochicchiare. Brucia, però, il gol facile facile, divorato all’inizio della ripresa.

COLOMBATTO 5.5 Ripeto quanto detto nelle ultime partite. Lontano da ciò che aveva fatto intravvedere a inizio stagione. Non si capisce se sia una questione fisica  o se sia solo un discorso di poca autostima. Peccato perché il piede sinistro è capace di cose interessanti.

ZACCAGNI 6.5 E’ in grandissima fiducia e gli va tutto bene. Trova anche un tunnel ai danni di un avversario che magari altre volte non avrebbe nemmeno pensato. E’ imprescindibile per questo Verona che ha ripreso a lottare, ma che ha ancora bisogno di tanta qualità. Compagni di squadra, imitatelo.

LEE 6+ “In Spagna si pensa ad attaccare, qui in Italia c’è tanta tattica”. Così parlò Lee, in un italiano sorprendente. Che abbia finalmente capito che ha poco senso correre tanto e senza una meta precisa? A guardarlo contro la Salernitana la risposta sarebbe sì. Ma per accenderla, come ci consiglierebbe Gerry Scotti, ci prendiamo ancora un po’ di tempo. Intanto, bravo Lee.

PAZZINI 7.5 Cosa dire del Capitano, di questo “giovanotto” di 34 anni? Quando c’è segna praticamente sembra e quindi non ci si spiega come mai non sia sempre in campo. Segna di carambola, ma segna perché c’è, è lì, al posto giusto nel momento giusto. Nove gol e ancora tanti altri da fare. L’unico per cui i tifosi del Verona, ogni volta, si spellano le mani. Ci sarà un motivo…

LARIBI 5+ Eh, mica è facile tornare in campo con la naftalina ancora negli scarpini. Fatica a trovare il passo in un ruolo che sembra non amare tanto, l’esterno d’attacco. Qualcosa meglio la fa vedere come interno destro di centrocampo, ma non basta per tornare in linea di galleggiamento. Merita però un’altra occasione. Rimetterlo dietro la lavagna sarebbe una mazzata dura da digerire.

DI GAUDIO 6 Entra bene in partita, dopo una settimana passata in parte in infermeria. Tenta qualche guizzo e tutto sommato non gli va male.

TUPTA s.v.

EMPEREUR 4 Si becca il rosso alla velocità della luce, pochi minuti dopo il suo ingresso in campo. Rischia di complicare le cose ai suoi compagni, ma fortunatamente la partita finisce da lì a poco.

GROSSO 6.5 Dopo lo Spezia, che significava “vivere o morire”, rinsalda una volta in più la sua panchina, a dir poco traballante fino a meno di una settimana fa. Le scelte sono finalmente logiche e la squadra finisce in crescendo, dopo aver creato tante occasioni da gol, con tanti giocatori. Questo, però, visto solo l’1-0, significa anche che bisogna concretizzare di più per chiudere partite che possono inopinatamente essere riaperte.

ARBITRO SERRA 5 Nove giocatori tra ammoniti ed espulsi e nonostante questo la sensazione è che qualcosa gli sfugga di mano.

18
feb 2019
AUTORE giovanni.vitacchio
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IL PAGELLONE DI SPEZIA-VERONA

SILVESTRI 5.5 La sua partita non inizia affatto bene e quell’uscita al quarto minuto fa più danni che altro. Perché se pensava di aver liberato bene, probabilmente non si aspettava la giocata da funambolo di Mora che la mette dentro. Infatti i tempi di reazione prima di tornare tra i pali sono infiniti. Si riscatta con qualche bella parata, tra cui quella al 95esimo, per carità non difficilissima, su Galabinov.

BIANCHETTI 6 Dopo aver giocato centrale contro il Crotone, se ne torna bellamente a fare l’esterno basso di destra che, lo abbiamo detto a ripetizione, non è il suo ruolo. Lui ci mette lo stesso impegno di sempre e in alcuni frangenti riesce anche a farsi vedere in fase offensiva. Quando il Verona sta vincendo, però, perde inopinatamente di vista Galabinov, che per miracolo decide di sbagliare il gol più facile della storia. E Bianchetti ringrazia.

DAWIDOWICZ 6.5 E’ vero, quando le squadre avversarie aggrediscono il Verona, la difesa soffre, in particolare, vista la sua struttura fisica, la velocità degli avversari. Ma lui oggi è abbastanza quadrato e se sa che non può metterla sullo sprint, la mette sulla prestanza fisica e sull’anticipo. Una buona prova dopo tanti punti interrogativi.

MARRONE 6- La sintonia con il compagno di reparto sembra crescere, seppur con la velocità di un bradipo. I piedi sono buoni e a lui non mancano i tempi per dettare il gioco da dietro, ma rimane troppo lento e dà spesso la sensazione di non riuscire a stare dietro agli attaccanti avversari. Impressione che diventa realtà in più di una giocata di Galabinov.

VITALE 6.5 Più bravo ad attaccare che a difendere, si dice di lui. E forse è anche vero, dimostra di essere più predisposto ad offendere che a contenere. Però oggi le cose migliori le fa proprio dietro: al 91esimo con una diagonale da manuale che gli permette di spazzare l’area di rigore ed evitare grossi guai per Silvestri e qualche secondo dopo quando, con intelligenza, trasforma una piccola spinta di Galabinov in area in un fallo a proprio favore. Bravo.

FARAONI 6+ Premessa: gioca fuori ruolo, è l’esperimento di giornata di Grosso. Beh, non se la cava affatto male, nonostante i primi minuti horror che gli costano un cartellino giallo che potrebbe condizionare il resto della sua partita. Non succede e macina chilometri mettendoci anche qualità. Esce dal campo smoccolando contro il mister, perché evidentemente sentiva di averne ancora.

GUSTAFSON 7 Ma siamo sicuri che sia lo stesso Gustafson visto contro il Crotone? No perché non sembrerebbero nemmeno lontani parenti. In partita fin dai primi secondi, tocca una marea di palloni e non è mai banale. Non si limita a dispensare gioco in orizzontale, cerca anche l’imbeccata in verticale, e lo fa bene. Il sigillo di garanzia arriva grazie al gol che regala i tre punti al Verona. Dottor Jekyll è decisamente meglio di Mister Hyde.

ZACCAGNI 7 Qualità, tanta. Quantità, tanta. Talento, tanto. E’ il vero leader del Verona, ruolo che in pochi avrebbero pensato potesse appartenergli ma che lui interpreta con una grandissima naturalezza. Oltre al gol che riporta l’Hellas in linea di galleggiamento, regala giocate pregevoli e anche sacrificio al servizio della squadra. Un gioiellino dal quale Setti, ahimè, potrà ricavare bei soldini.

LEE 5 Semplicemente non pervenuto. Perché se è vero che corre, è altrettanto vero, e lo abbiamo detto in tutte le lingue, che lo fa spesso a vuoto. Non crea nulla di pericoloso e della sua presunta qualità nemmeno una piccola traccia. In una partita in cui il Verona sembra leggermente ritrovarsi, lui rimane un corpo estraneo.

DI CARMINE 5+ Per impegno e corsa meriterebbe sicuramente di più, ma ad un attaccante si chiede ovviamente di segnare e di cercare la zampata giusta al momento giusto. Lui non ci riesce mai e quando ha l’occasione buona, all’81esimo, sciabatta maldestramente. Non sembra giocare sereno, leggero. Lui stesso ha detto di soffrire il fiato sul collo di Pazzini. Che però continua a sbadigliare in panchina.

DI GAUDIO 5.5 Al momento non è molto di più della solita finta “ti punto e rientro sul destro”. Ci prova tante volte, ci riesce quasi mai. E quella volta che libera il tiro, un bel tiro, è Lamanna a negargli la gioia del gol. Esce per fare spazio a Tupta.

TUPTA 5 Entra e dopo trenta secondi si becca un cartellino giallo. La sua partita verrà ricordata solo per questo. Per il resto non riesce a creare nulla in avanti e non riesce ad alleggerire la pressione dello Spezia nel disperato forcing (?) finale.

COLOMBATTO, LARIBI S.V.

GROSSO 6+ “Non siamo obbligati a vincere” diceva alla vigilia della partita. Fatto sta che la vince e salva la panchina, tutti gli altri discorsi sono aria fritta. Azzecca la mossa di Faraoni, per il resto è il solito Verona, che fa possesso palla innocuo e addormenta giustamente la partita quando lo Spezia prova a uscire dal letargo. Ma sia chiaro, di strada da fare ce n’è ancora tanta. Anche perché la vittoria mancava dal 27 dicembre. Ma l’importante, una settimana fa, era dire che nelle ultime dieci l’Hellas aveva perso solo una volta.

ARBITRO PEZZUTO 6.5 Decide di usare il pugno duro e nel giro di pochi minuti tira fuori tre cartellini gialli. A conti fatti, una scelta giusta, visto che la partita rimane corretta. Aiutato anche dai ritmi non certo elevati delle due squadre.

11
feb 2019
AUTORE giovanni.vitacchio
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IL PAGELLONE DI VERONA-CROTONE

SILVESTRI 6. Non è che quelli del Crotone lo bombardino a destra e sinistra. Nel primo tempo si fa trovare pronto sull’unico tiro degno di nota dei calabresi e regala una bella parata, spettacolare, di quelle che fanno felici i fotografi appollaiati dietro la porta. Sul gol non può nulla e deve semplicemente constatare l’ennesima dormita della sua difesa.

FARAONI 5,5. In qualche occasione è bravo a chiudere gli avversari e a ripartire. Ha gamba, e questo pare evidente. Quello che ancora gli manca è la lucidità proprio nella ripartenza, quando può distendersi. Certo, i compagni non lo aiutano, soprattutto Matos col quale, pare anche normale, l’intesa è ancora da trovare.

BIANCHETTI 5. Torna al suo ruolo naturale, al centro della difesa, in una coppia comunque inedita con Marrone. Sbaglia sul gol di Pettinari, così come sbaglia il suo compagno di reparto. In generale non appare mai sicuro. Da un capitano ci si aspetta molto di più. Soprattutto se gioca dove vorrebbe e non relegato a fare il terzino destro.

MARRONE 4.5. Per lui “idem con patate” sul gol. Con Bianchetti si perde misteriosamente Pettinari. Il mezzo voto in meno se lo “guadagna” perché va sempre in affanno nell’uno contro uno, rincorre invece di anticipare e questa è una costante dall’inizio del campionato. Inoltre, di testa, si divora un gol già fatto, quando salta solo soletto in mezzo all’area del Crotone per colpire un angolo al bacio di Vitale.

VITALE 5. Per non far soffrire di solitudine i compagni nell’errore sul gol, ci si mette anche lui a non migliorare le cose, perdendo la marcatura. Un passo indietro rispetto a qualche spunto interessante visto a Carpi. Manca totalmente la sincronia di movimenti col il compagno che forma la catena di sinistra, Di Gaudio. La nota positiva, credo, sia la qualità dei cross. Però deve trovare molto altro, quello non basta.

GUSTAFSON 4,5. C’è poco da dire, non si rende mai utile, non entra in partita, non brilla per corsa e agonismo. Ma fin qui, ci può anche stare una partita storta. Non ci sta che da trenta centimetri da Cordaz non metta dentro il gol del 2-1. Proprio uno di quei casi in cui era più difficile sbagliarlo che segnarlo. Mah.

MUNARI s.v. Grosso lo getta nella mischia dal primo minuto e gli affida le chiavi del centrocampo. E’ sfortunato perché dopo una manciata si fa male al ginocchio.

COLOMBATTO 5. Per cortesia, restituiteci il talentino che nella prima parte del campionato ci aveva fatto sperare in qualcosa di più. Mai dentro il gioco, non riesce a dettare i tempi, non riesce ad innescare chi gli sta lontano un paio di metri, figuriamoci gli attaccanti. Involuzione preoccupante. Non a caso era partito dalla panca.

ZACCAGNI 6. Per distacco è il migliore dei suoi, per qualità delle giocate, perché si butta sempre dentro, perché prova a creare qualcosa nel piattume più totale. Però quella capocciata scellerata, a Cordaz battuto, quando la lancetta dell’orologio è partita da pochi secondi, è imperdonabile. Lui non si è fatto condizionare dall’errore. Ma la partita lo è stata, eccome.

MATOS 5. Si, qualche sgroppata sulla destra, si qualche effetto speciale, ma tutto sommato poca roba. Non riesce a dialogare con Faraoni ed è costretto ad uscire prima del dovuto, per un malanno, anche lui al ginocchio come Munari.

DI CARMINE 6. Per lunghi tratti sembra quasi che giochi a nascondino, ma non per paura. Più che altro per la difficoltà ad azzeccare i movimenti giusti, in armonia con gli schemi offensivi. Cambia tutto, ma guarda un po’, quando in campo entra Pazzini. Forse la pressione della quale aveva parlato in settimana un po’ si allenta e sull’unico vero movimento da bomber, imbeccato perfettamente da Faraoni, segna e illude il Verona. Ma perché non può giocare dal primo minuto con Pazzini?

DI GAUDIO 5. Anche lui fa un passo indietro rispetto a Carpi. Entra meno nel gioco e le sue tipiche azioni “ti punto e poi rientro sul destro” si inceppano subito. Come per la fascia destra, anche in questo caso il feeling con Vitale è al momento non pervenuto.

TUPTA 5,5. Se uno come lui gioca da esterno è anche normale che non incida. La buona volontà non basta per rivitalizzare l’attacco gialloblù.

PAZZINI 6. Il “sei” è frutto di quello che fa vedere come leader, come vero capitano che incita i compagni, uno ad uno, provando a scuoterli. La sua presenza in campo aiuta anche Di Carmine, lo fa giocare più spensierato, lo deresponsabilizza. Vi pare poco?

GROSSO 4,5. Talmente trasformista nelle scelte iniziali, da far sembrare il bravissimo Arturo Brachetti un novellino. Continua a cambiare le formazioni, impedendo così ai suoi ragazzi di trovare la continuità necessaria, i meccanismi. Il problema è che non siamo alla terza giornata di campionato, abbiamo abbondantemente superato il giro di boa. Cosa stia cercando ancora, non si sa. Di sicuro, visti i risultati (quattro punti nelle ultime cinque partite, di cui quattro con le squadre più in difficoltà della cadetteria e nove gol subiti) non l’ha ancora trovato.

D’AMICO 2 (di incoraggiamento). Il direttore sportivo, finora rimasto nell’ombra, viene in sala stampa caldo come una stufa, determinato a far sapere a Verona e provincia che lui è un duro, uno che non le manda a dire. Grosso è afono e quindi ci pensa lui a farla “grossa”, la voce. Tre, due, uno, comincia ad attaccare e insultare me (sottolineo che con questa persona non avevo mai scambiato mezza parola, al punto che, prima del mio tentativo di fare una domanda, mi sono educatamente presentato), il mio responsabile Gianluca Vighini (sì direttore, si chiama così, VI-GHI-NI, e non “come cazzo si chiama”), Telenuovo (no direttore, non è Tele Vicenza). Mi sono bastati 30 secondi per restituire il microfono e rinunciare al “piacere” di partecipare allo spettacolo. Mi piace il confronto con gli altri, la dialettica, sono il sale della vita. Mi piacciono un po’ meno le persone che sbraitano, che provano a sovrastare gli altri, alzando la voce. Direttore, cito Vighini, che a sua volta ha citato Renzi (lo so, lo perdoni per la fonte di ispirazione): stia sereno. E ricordi che Telenuovo è al suo posto da quasi 40 anni, con la schiena dritta. Lei, domani, sarà solo uno dei tanti del quale magari non sentiremo nemmeno la mancanza. Coraggio.

ARBITRO PICCININI 6. I calabresi vorrebbero l’espulsione di Di Carmine per l’entrata “scomposta” su Vaisanen, che viene sostituito con la testa ricoperta di sangue, ma sarebbe stata una punizione decisamente esagerata. Per il resto fa il suo.