09
nov 2019
AUTORE giovanni.vitacchio
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IL PAGELLONE DI INTER-VERONA

SILVESTRI 7 Almeno quattro super parate, di cui una miracolosa sul tiro ravvicinato di Vecino, che lui è bravo a non far andare oltre la linea di porta. Incolpevole sui due gol dell’Inter, si conferma una grande sentenza per questo Verona.

RRAHMANI 6 Fisicamente non ha nulla da temere davanti a Lukaku e infatti vince tanti scontri diretti col belga. Gestisce bene anche Lautaro, che è abituato a partire da più lontano. Il suo rendimento continua a rimanere una certezza per Juric. Anche lui arriva stremato al 95′, ma questo non gli impedisce di unirsi ai compagni nel sussulto finale alla ricerca del pari.

GUNTER 5.5 Ha l’ingrato compito di prendere il posto di Kumbulla, che ha saputo diventare il leader della difesa. Regge fin che può l’urto degli attaccanti dell’Inter, ma cede soprattutto in occasione del gol del pareggio nerazzurro. Salta a vuoto, lasciando Vecino solo soletto davanti a Silvestri.

EMPEREUR 6 Anche lui ingaggia tanti duelli corpo a corpo con Lukaku, duri, molto fisici. Non si lascia mai sopraffare dal belga, che fisicamente è straripante. Non abbassa la guardia e quando sbroglia dietro è anche bravo a impostare, spesso con il lancio lungo, che è nelle sue corde.

FARAONI 6 Ha a che fare con Biraghi e, tutto sommato, il confronto finisce in pareggio. Anzi, è Davide a fare qualcosina in più. Più concentrato dietro che predisposto a fare male in avanti. Un paio di interventi risolutori in fase difensiva, uno eccellente su Lautaro nel primo tempo.

AMRABAT 6 Meno costante rispetto al solito. Alterna grandi fiammate, quegli strappi che lo stanno facendo conoscere anche fuori Verona, a momenti di apnea. E d’altra parte, sta tirando la carretta praticamente dall’inizio, senza mai fermarsi. Nonostante la fatica, ha la forza di farsi vedere a tutto campo fino al 95′.

PESSINA 6- Dispiace, perché fino al gol del pareggio mette insieme una partita strepitosa per sacrificio, voglia di combattere. Abdica alle sue doti di costruttore di gioco per restare appiccicato a Vecino e marcarlo a uomo in lungo e in largo. Lo perde solo in un’occasione, quando l’uruguaiano segna di testa in “terzo tempo”. Peccato davvero.

LAZOVIC 6 Un primo tempo di livello, in linea con le sue ultime prestazioni. E’ suo l’assist per Zaccagni che poi viene steso da Handanovic per il rigore in favore del Verona. Nei secondi 45 minuti soffre come tutta la squadra, ma fino alla fine tenta la giocata.

VERRE 6 Quanto pesa quel pallone che piazza sul dischetto, davanti al “pararigori” Handanovic. Nessuna strategia, spara una mina centrale e ha ragione lui. Oltre alla freddezza dagli undici metri, è il più presente, nel primo tempo, nelle ripartenze del Verona. Esce dal campo senza più ossigeno nei polmoni.

HENDERSON (dal 20′ s.t.) 5.5 Non riesce a far respirare la squadra nel momento di maggior difficoltà.

ZACCAGNI 5.5 Luci e ombre per Zac che, come Pessina, accetta una partita di grande sforzo difensivo, primo difensore tra gli attaccanti. Non pochi errori banali, però, di appoggio e di intuizione in fase offensiva. Ha qualità per fare meglio nell’ultimo passaggio. Lui deve sicuramente crescere, ma forse avrebbe anche bisogno di meno carichi nel ripiegare.

TUTINO (dal 5′ s.t.) 5.5 Qualche sgambata nel tentativo di alleggerire la pressione dell’Inter. Oltre a questo, però, c’è poco. Se nelle idee di Juric doveva dare qualcosa in più rispetto a Zaccagni, le aspettative sono andate deluse.

SALCEDO 6- Parte con grande coraggio e intraprendenza, buttandosi su ogni pallone gli capiti a tiro. Anche di testa non ha paura di confrontarsi con colossi come Skriniar e De Vrij. Un paio di conclusioni, una parata da Handanovic, l’altra deviata in angolo, non gli bastano per arrivare al 6 pieno.

STEPINSKI (dal 37′ s.t) 5.5 Ha sul sinistro un buon pallone per agganciare il pareggio, ma la spara sul primo anello di San Siro.

JURIC 6- Un primo tempo sontuoso, seppur l’Inter cerchi in qualche occasione di reagire. La squadra “sopporta” la pressione dei nerazzurri giocando a calcio, senza mai lasciarsi andare alla filosofia “palla lunga e pedalare”. Nel secondo tempo i suoi vanno in grande difficoltà e lui non riesce a cambiarla dalla panchina. Cosa che, finora, gli era quasi sempre riuscita.

03
nov 2019
AUTORE giovanni.vitacchio
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IL PAGELLONE DI VERONA-BRESCIA

SILVESTRI 7 Preciso nelle uscite, alte o basse che siano, e tra i pali. Quando non ci arriva lui (sulla bellissima punizione di Balotelli) ci pensa il palo a proteggerlo. Una crescita costante e, soprattutto, un adattamento che più naturale non si può con la serie A.

RRAHMANI 7 Che sia Donnarumma o Balotelli, il kosovaro non guarda in faccia nessuno. Nonostante Mario lo colpisca duramente durante uno scontro di gioco. Con Kumbulla costretto ad uscire, diventa lui il senatore della difesa. Pensate che il ruolo gli sia pesato? Mancava solo che si accendesse una cicca, vista la disinvoltura dimostrata.

KUMBULLA s.v. Esce per un problema muscolare. Con la speranza che non sia qualcosa di eccessivamente grave.

DAWIDOWICZ (dal 16′ p.t.) 6.5 Entra senza un minimo di riscaldamento e prende il posto dell’infortunato Kumbulla. Mai in affanno, mai fuori posizione. Detta i tempi di salita della retroguardia e tiene a bada gli attaccanti del Brescia con grande personalità.

EMPEREUR 6.5. Inizia con un po’ di timore, in un paio di azioni si fa saltare, si becca anche un giallo. Nulla di promettente. E invece ricompone le idee, rialza la testa e confeziona una gran bella prestazione. Bravo anche quando bisogna uscire palla al piedi. Ma lui quelle qualità lì le ha tutte.

FARAONI 6.5 Timbra il cartellino con la calma di un ragioniere mai in ritardo sul posto di lavoro. Vanga la fascia con la solita tenacia, senza perdere la sua proverbiale lucidità. Qualcuno ha dato il suo numero di telefono al commissario tecnico della Nazionale Mancini?

AMRABAT 7 Si rassegni, continuando così non avrà mai un momento di respiro, una giornata di riposo. Impossibile per Juric pensare di tenerlo fuori. Anche quando qualcuno pensa che sia in debito di ossigeno. Ogni volta ci si aspetta un calo e lui risponde con la solita prestazione da fenomeno. Si illude di poter segnare quando si trova solo davanti alla porta del Brescia, nei minuti finali. Peccato che Stepinski non gliela passi…

VELOSO 6.5 Il solito prezioso crocevia del Verona, catalizzatore di palloni. Da fermo, poi, è la solita sentenza. Anche oggi l’assist per il gol è suo. Con quel piede lì potrebbe fare qualsiasi cosa. Mi espongo: secondo me entro la fine della stagione farà gol direttamente da calcio d’angolo.

PESSINA (dall’8′ s.t.) 7 Abbiamo capito, i gol che contano per lui sono quelli più difficili. Due ne ha fatti in questo campionato e conti alla mano hanno portato sei punti al Verona. Mi piace come accarezza il pallone con quel sinistro fatato. Ha qualità da vendere. Quando inizierà a diventare ancora più cattivo sotto porta, sarà un piccolo fenomeno. Bravo.

LAZOVIC 6.5 Si accende a fiammate e quando lo fa regala giocate strappa applausi. Che poi, parliamo sempre di lui in chiave offensiva, ma si tralascia spesso il gran lavoro che riserva alla copertura, all’aiuto ai compagni di retroguardia. Si sacrifica con grande umiltà e disponibilità verso il mister e verso la squadra.

VERRE 6 In almeno due, tre occasioni, fa smoccolare i tifosi del Verona. Impreciso nell’ultimo passaggio, compensa con una grande intensità, senza mai nascondersi nelle pieghe del gioco. Ci prova, non sempre ci riesce, ma certamente non si tira mai indietro. Qualcosa in più da lui, comunque, è legittimo aspettarselo.

ZACCAGNI 6.5 Lampi di Zaccagni visto nelle prime partite. Corre come un dannato e affianca con decisione le giocate di Salcedo. Fino alla fine si getta su ogni pallone gli capiti a tiro. E questo, pensando alla condizione, è una gran bella notizia.

SALCEDO 7.5 A Parma a Juric non era piaciuto. Non poteva buttare al cesso anche questa. E infatti ha pensato bene di ripagare il mister con il primo gol in serie A e con una prestazione mostruosa. Secondo me, Mangraviti se lo sognerà per qualche notte e forse anche nei suoi peggiori incubi non riuscirà a fermarlo. Gioca con la testa libera, beata gioventù…

STEPINSKI (dal 28 s.t.) 5.5 Tra i piedi gli capito due palloni per altrettante occasioni che avrebbero ucciso la partita. Le ha gestite entrambe nella maniera più sbagliato, rischiando di vanificare quanto di buono fatto dai compagni fino a quel momento. Poi è innegabile che si dia un gran da fare e che nei pochi minuti a disposizione cerchi di spaccare il mondo.

JURIC 7 Una dichiarazione d’intenti ancora prima che le squadre entrino in campo. Nemmeno convocato Di Carmine per scelta tecnica, in panchina Stepinski Butta ancora dentro Salcedo, che aveva bastonato dopo 45 minuti di Parma. Alla fine ha ragione lui, come sempre ha avuto in questo inizio di stagione. La squadra non lo molla un secondo e continua a pendere dalle sue labbra. Essere a 15 punti, dopo questo primo scorcio di campionato, sono convinto non fosse nemmeno nei suoi sogni più pruriginosi.

29
ott 2019
AUTORE giovanni.vitacchio
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IL PAGELLONE DI PARMA-VERONA

SILVESTRI 7 Eccolo qui il portiere che è diventato una garanzia per questo Verona. Vola sulla bomba di Gervinho, e non lo fa certo per compiacere i fotografi. Ancora un paio di interventi fondamentali e uscite sempre precise. Commette un piccolo errore su un tiro da fuori non particolarmente velenoso: non la trattiene, ma ha il riflesso per metterla immediatamente in angolo.

RRAHMANI 7 Ha di fronte l’avversario più temibile del Parma, non fosse altro per la velocità. Gervinho gli scappa via praticamente solo in un’occasione e centra la traversa. Per il resto, il kosovaro è un muro invalicabile e vince il duello con l’ivoriano. Sbroglia tante situazioni pericolose e aiuta anche in fase offensiva. Tanta roba.

KUMBULLA 7+ Un crescendo continuo per il nazionale albanese che parte con le marce ridotte, per poi finire a pieno regime. Nemmeno un cartellino giallo appioppatogli da Manganiello lo condiziona. Mantiene calma, sicurezza ed eleganza. Le sue giocate d’anticipo stanno diventando un marchio da registrare all’ufficio brevetti.

GUNTER 7 La sua miglior partita da quando veste la maglia del Verona. Se nelle scorse gare almeno in un paio di occasioni si dimostrava incerto, a Parma non sbaglia nulla. Mai un pallone giocato a caso, mai un’intervento fuori luogo. Prezioso non solo in fase di contenimento, ma anche come play di difesa, in impostazione di gioco.

FARAONI 7.5 Parliamo sempre dei più chiacchierati: Amrabat, Kumbulla, Veloso. Giustamente, sia inteso. Ma si dà poca importanza al campionato che sta facendo questo ragazzo. E’ semplicemente perfetto. Non solo snocciola cross a ripetizione, ma sono praticamente tutti meravigliosi. Peccato che nessuno li sfrutti come Dio comanda. Ci domandavamo come potesse essere finito ai margini del calcio che conta. Guardandolo il mistero rimane irrisolto. Fondamentale.

AMRABAT 7 Ma veramente si può correre tanto quanto lui? No perché il marocchino dovrebbe essere studiato da un team di scienziati. Quando la squadra va in affanno, lui è l’unico trottolino che non molla di un millimetro. Una gara in crescendo costante, impreziosita da giocate di classe in mezzo al campo. Meno male che era stanco…

VELOSO 6.5 Non averlo in campo per una partita ci ha fatto capire, semmai ce ne fosse davvero bisogno, quanto sia importante per il Verona. In particolare per quell’arma suprema della quale parla sempre Juric: i calci piazzati. Quando li batte, mette gli avversari sistematicamente in apprensione. Dai suoi piedi passano “millemila” palloni, che lui gestisce con la solita sapienza tattica.

DANZI (dal 45′ s.t.) s.v.

LAZOVIC 7 Oh là. Aspettavamo che si bloccasse, anche perché in più di un’occasione ci era andato davvero vicino. E come decide di rompere il ghiaccio? Con un gol da cineteca. In palla fin dai primi minuti, nel secondo tempo si ritrova tra i piedi altre due grandi occasioni per lo 0-2. Una in particolare, il pallone colpito al volo su cross di Faraoni, uscita di un nulla.

VERRE 6 Juric gli affida un compito tutt’altro che fantasioso: la marcatura sistematica sul portatore di palla del Parma. Questo gli toglie estro e possibilità di costruire. Quando ne ha l’occasione, a dire il vero, non ci riesce al meglio, rallentando un po’ il gioco offensivo del Verona. Nel complesso, meglio da “primo difensore” che da suggeritore delle punte.

PESSINA (dal 17′ s.t.) 6 Aiuta la squadra a resistere durante il forcing del Parma.

SALCEDO 6- A me non è dispiaciuto. Juric è stato di parere contrario al mio, visto che dopo il primo tempo lo ha mandato sotto la doccia. Però Eddie si è costruito qualche buona occasione, sfruttando anche la vena di Lazovic. E’ vero, qualcosa gli manca. Ma ha 18 anni. Deve imparare a dare una mano ai compagni quando sono gli avversari a fare la partita.

ZACCAGNI (dal 1′ s.t.) 6 Anche lui come Pessina, aiuta ad alleggerire la pressione dei padroni di casa. Bellissima l’imbucata per Lazovic che dopo una galoppata non riesce a trovare il gol dello 0-2.

STEPINSKI 6 Che banalità, la punta deve fare gol. E lui, al momento, sembra non essere davvero in grado di farlo, perché gli manca ancora qualche movimento da punta vera, tipo il taglio sul primo palo. Ma lavora in maniera impeccabile quando c’è da far salire la squadra, quando bisogna prendersi qualche fallo per far respirare i compagni. Noi tutti ci aspettiamo di più, Juric per primo. Di sicuro ha bisogno di una cosa: continuità. Non può giocare due partite e poi stare fuori. Ne faccia dieci di fila, e poi si vedrà.

JURIC 7 Che spettacolo sentirlo parlare in conferenza stampa. Mai banale, ammette di aver ottenuto qualcosa in più rispetto a quanto meritato. E fin qui potevamo arrivarci tutti. Quello che merita gli sia riconosciuto è di aver dato un’anima ad una squadra che dopo la sconfitta col Sassuolo poteva smarrirsi. Invece questi ragazzi hanno dimostrato di saper soffrire quando necessario, insieme, di gruppo. Poi, se vogliamo ricordarlo, ha fatto del Verona la meno battuta della serie A. Ma vi ricordate le carrettate di gol che ci siamo presi nelle ultime due stagioni di A?

26
ott 2019
AUTORE giovanni.vitacchio
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IL PAGELLONE DI VERONA-SASSUOLO

SILVESTRI 6.5 Due paratissime, una su Boga, l’altra sulla punizione chirurgica di Berardi. La pagnotta se la porta a casa, eccome. Non può nulla sulla bomba di Djuricic, imprendibile. Il palo lo aiuta, nei minuti finali, a evitare lo 0-2

RRAHMANI 6 Boga è un gran brutto cliente, un autentico furetto. Lui soffre chiaramente la velocità, ma di fisico riesce a mettere qualche toppa qua e là. Cerca di far male anche in avanti, dimostrazione che le gambe non lo mollano, nonostante il tour de force da inizio stagione.

KUMBULLA 6 Si prende un giallo nei primi minuti e questo non può che condizionarlo. Eppure, senza fare grandi cose, tiene a bada Defrel, che è un vecchio volpone, talento e velocità. Ogni tanto anticipa troppo le uscite, rischiando di mandare in difficoltà i compagni di reparto.

STEPINSKI (dal 37′ s.t.) s.v.

GUNTER 5.5 Dopo dieci minuti prende un giallo, onestamente, esagerato, come tanti altri tirati fuori da Pairetto per i nostri. Questo lo condiziona non poco, davanti ad un avversario forte come Berardi che in più di un’occasione lo punta e gli va via. Soffre e con la difesa a rischio espulsione lui è il primo ad essere sacrificato nella girandola dei cambi.

DAWIDOWICZ (dal 10′ s.t.) 6 Entra in campo col piglio giusto. Disinnesca un bel contropiede di Berardi, che si sarebbe trovato tutto solo, “vis a vis” con Silvestri. Prezioso.

FARAONI 6.5 Esempio di giocatore che si trova più a suo agio in serie A, che in serie B. Altra ottima partita in difesa e anche in fase offensiva. Nel primo tempo è Consigli a negargli il gol. Nella seconda frazione ci pensa il palo a rovinargli la serata. Ma il ragazzo è una garanzia. Equilibrato in campo e nelle parole dopo la seconda sconfitta consecutiva.

AMRABAT 6+ Orfano di Veloso, fatica, all’inizio a trovare il bandolo della matassa. Pare spaesato, corre senza meta. Col passare dei minuti, soprattutto nel secondo tempo, si rivedono sprazzi di quel giocatore che abbiamo imparato ad amare e finisce in crescendo. Una notizia incoraggiante. Il serbatoio è ancora bello pieno.

PESSINA 5.5 Non è Veloso, e questo mi pare assodato. La sensazione è che il ruolo di regista, in un centrocampo a quattro non sia proprio il suo, nonostante abbia le qualità tecniche per giocare tanti palloni. Di questi, però, ne sbaglia parecchi e, soprattutto, fatica a trovare il tempo giusto della giocata. “Cicca” una grande occasione per pareggiare e in occasione del gol del Sassuolo è in ritardo nella pressione su Djuricic.

LAZOVIC 6- Dalla sua parte nascono azioni interessanti, è capace di creare apprensione alla difesa del Sassuolo. Gli manca, però, l’istinto killer, la voglia di puntare l’avversario nell’uno contro uno. Avesse anche quello diventerebbe davvero un valore aggiunto per questa squadra.

VERRE 5.5 Quanta confusione! Juric, in più di un’occasione, si è lasciato andare a grandi commenti su questo ragazzo. A conti fatti, però, tutto il bene di cui si è parlato non lo ha ancora fatto vedere. Dispiace, perché dà la sensazione di esplodere. Ma la miccia sembra ancora bagnata.

SALCEDO (dal 27 s.t.) 6 Porta un po’ di scompiglio nella difesa del Sassuolo procurandosi qualche calcio d’angolo nel momento in cui il Verona cerca tutte le energie rimaste per raggiungere il pareggio. Avesse puntato gli avversari qualche volta in più…

ZACCAGNI 5.5 Primo tempo “no”, secondo tempo “ni”. Qualcosa di meglio, è innegabile, ma rimane poco preciso nell’ultimo passaggio e nei tempi di inserimento. Senza Veloso toccano a lui i calci d’angolo, con risultati non sempre eccellenti. Aspettiamo che torni ai suoi livelli.

DI CARMINE 5,5 Apprezzo la voglia che ci mette. E apprezzo il fatto che vada a destra e sinistra, alla ricerca della sua “strada”. Però crea davvero poco di pericoloso, viene quasi sempre anticipato dai difensori nero-verdi. Pesa il gol che non arriva, per lui e per tutto il Verona. Juric lo coccola in conferenza stampa, ma questo non basta per tranquillizzarlo. A sua difesa, il fatto che rientrava dal primo minuto dopo un bel po’ di tempo.

JURIC 6 Bene o male è sempre lo stesso Verona, che cerca trame di gioco in velocità, crea tante occasioni e, come sempre, non segna. Non ha la bacchetta magica per cambiare questa cosa. Forse ha tentennato un po’ troppo coi cambi. Una cosa poco consueta per uno che ha sinora dimostrato grande decisione nel pescare dalla panchina. Me lo immagino recitare dei rosari nella speranza che martedì torni Veloso, imprescindibile per il suo Verona.

19
ott 2019
AUTORE giovanni.vitacchio
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IL PAGELLONE DI NAPOLI-VERONA

SILVESTRI 5.5 Rivedendo i gol una decina di volte l’uno, la mia sensazione è che non sia particolarmente reattivo. In occasione della prima rete di Milik, il cross che arriva nell’area piccola è abbastanza semplice da leggere, ma lui non ha l’istinto di tentare l’uscita. Recupera con altre parate importanti, ma i buoi sono già scappati.

RRAHMANI 6.5 Impegnato con la nazionale kosovara, doveva essere uno di quelli bolliti, col fiato corto. Invece regala una prestazione sontuosa, tutta muscoli e qualità. Anche quando Juric lo francobolla al folletto Insigne. Nulla può sul secondo gol di Milik. Va vicino vicino alla rete con uno stacco di testa imperioso. Sempre una garanzia.

KUMBULLA 6 Gioca in uno stadio tutt’altro che facile da affrontare e, come già mostrato in altre occasioni quest’anno, non si fa prendere dall’ansia. Davanti si trova Milik, non Pippo, Pluto e Paperino. Difficile saltarlo, si trova sempre al posto giusto, nel momento giusto.

GUNTER 5.5 Si fa beffare sul vantaggio del Napoli, con Milik che lo brucia di quel mezzo passo che basta per metterla dentro. Dei tre dietro è quello che dimostra maggiori difficoltà. Ma è sempre bene ricordare che è adattato al centro sinistra.

FARAONI 6 Meno brillante del solito, si trova di fronte Di Lorenzo, che sembra essere un bel talento, ma che non è che abbia fatto ste grandi cose davanti al nostro Davide. Diverso il discorso quando devi fare i conti con Insigne che anche non facendo sfaceli, mette sempre in apprensione. Meglio davanti che dietro.

AMRABAT 6 Col marocchino ci siamo fatti la bocca buona, buonissima. Ci ha deliziato di partita in partita. E capita così che una prestazione “normale” rischi di far storcere il naso. Non deve essere così perché lotta alla pari con gente del livello di Allan e Ruiz. Gli capita qualche pallone buono al limite dell’area partenopea, ma se avesse anche il tiro, probabilmente, giocherebbe nel Barcellona.

TUTINO (dal 35′ s.t.) s.v.

VELOSO 6 Ancelotti a fine gara, in conferenza stampa, sottolinea come il portoghese sia uno dei migliori in serie A nei calci piazzati. Anche oggi, infatti, batte un’infinità di corner e di punizioni potenzialmente micidiali. Ad un certo punto prova quello che gli è andato bene contro la Samp. Ma stavolta a liberare c’è Koulibaly, non Murru.

LAZOVIC 6+ Sembrava destinato a soffrire le incursioni di Malcuit e invece, alla fine, è stato proprio il francese ad avere qualche grattacapo in più. Si crea una grandissima occasione che solo la bravura di Meret non trasforma in gol. Tante le puntate sulla sua fascia, che dimostrano una condizione in decisa crescita.

ZACCAGNI 5.5 Non è lo Zac che siamo abituati a vedere. Perché quando incanti per lunghi tratti di questo avvio di campionato, va da se che le aspettative si facciano più pressanti. Non riesce ad incidere e sbaglia troppe scelte offensive. Non ritrova la capacità di entrare in area e creare scompiglio nelle difese avversarie.

SALCEDO (dal 7′ s.t.) 5.5 No, questa volta Eddie non è entrato bene. Se su quattro palloni che ti passano tra i piedi ne sbagli tre, significa che non ci sei. Ha una buona occasione in attacco, ma si fa ingolosire e tenta un tiro improbabile, disinnescando i suoi compagni. Ci sta, ha solo 18 anni. Sono convinto che ne farà vedere delle belle.

PESSINA 6+ Mi piace sempre di più, anche se a volte stenta a trovare la posizione in campo. Ma quando la trova, fatalità, il Verona gioca meravigliosamente. E’ successo anche oggi quando il Napoli, per una ventina di minuti non ci ha capito più niente. Gli capita sullo zuccone il pallone del vantaggio gialloblù, ma Meret è di un altro parere. Bravo il portiere azzurro o poco deciso lui? Per me la seconda…

STEPINSKI 5 Dispiace bocciarlo, ma non ci sono elementi per dire il contrario. Troppo macchinoso, lento, sbaglia passaggi semplici e stop banali. Voglio pensare che siano carichi di lavoro che ha dovuto subire più tardi rispetto ai compagni. Si impegna, ma un attaccante deve segnare, viene giudicato soprattutto per quello. E lui deve sbloccarsi velocemente.

DI CARMINE (dal 14′ s.t.) 5.5 Non riesce a rendersi pericoloso, non viene servito a dovere e si innervosisce un po’. Ha voglia di spaccare il mondo, ma non era certo oggi la sua giornata.

JURIC 6 Il suo Verona ci ha abituati fin troppo bene, ci sta facendo sognare e, forse, ci sta facendo un po’ perdere di vista l’obiettivo. Salvarsi, se necessario anche all’ultima giornata. Dimenticare questa cosa sarebbe un errore e ci farebbe perdere di vista la realtà. Poi, è ovvio, a lui il compito di trovare soluzioni ad una squadra che fatica a segnare. Perché qui non è solo Stepinski ad essere inceppato, ma un po’ tutti. Ecco, lì deve lavorare di più e sono straconvinto che riuscirà a trovare l’idea giusta.

 

05
ott 2019
AUTORE giovanni.vitacchio
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IL PAGELLONE DI VERONA-SAMPDORIA

SILVESTRI 7 Diciamoci la verità, ha rischiato di addormentarsi fino al 23′ del secondo tempo, quando un gran bel tiro di Caprari, che ha visto spuntare all’ultimo, lo ha svegliato di soprassalto. Tempo un paio di minuti e si è ripetuto su Quagliarella. Questa vittoria ha anche la sua gigantesca firma.

RRAHMANI 6 Partita di ordinaria amministrazione, senza particolari pensieri. Qualche rogna in più gli è capitata con l’ingresso in campo di Caprari, che ha provato a svegliare i  suoi da un inquietante stato di torpore. Ha comunque gestito con sapienza.

KUMBULLA 8 Un gigante!!! Il Verona ha trovato un talento che deve essere bravo a non far scappare con troppa leggerezza. Potente, elegante, sempre sicuro di sé. Ha la capacità di leggere in anticipo le giocate degli avversari, quasi come se prevedesse il futuro. Una delizia il gol, una delizia tutto, dal primo al 93′. Ripeto, non si commetta l’errore di svenderlo a gennaio per due noccioline, come già capitato con Jorginho. E’ un tesoro che va tutelato.

GUNTER 6 Per lui vale lo stesso discorso fatto con Rrahmani. Non patisce le pene dell’inferno davanti a Quagliarella, che non è proprio un pirla. Un po’ meno brillante su Bonazzoli, l’unico, nel primo tempo, che prova a darsi da fare nella Samp. In ogni caso, non molla di un centimetro.

FARAONI 7 Continua a stupire e la cifra del suo campionato sta tutta nel fatto che pare fare meglio in A piuttosto che in B. Spinge come un forsennato ed è bravo a rinculare quando gli avversari provano ad uscire dal guscio. Ha tanta qualità e tanta corsa. Sa giocare di fioretto, ma anche di sciabola. Se c’è da buttarsi nella mischia, non ha certo paura di sporcarsi la faccia.

AMRABAT 7.5 Ragazzi, sono in seria difficoltà. Sono finite le parole per descrivere questo ragazzo che, ricordiamolo, ha 23 anni, è giovanissimo. E’ imperiale in ogni sua giocata. Resterà negli occhi per tanto tempo la cavalcata a fine primo tempo che Stepinski non è bravo a concretizzare. Corre come un matto e incredibilmente non perde mai la lucidità. Non lo buttano giù nemmeno in tre, è un pilastro piantato nel campo. Il Bentegodi lo ama. Impossibile il contrario. DEVASTANTE

VELOSO 8 E’ un’arma di creazione di calcio, sempre carica. Dai suoi piedi parte l’assist per il gol di Kumbulla. E sempre dal suo sinistro nasce l’autogol di Murru. Un artista del pallone, capace di produrre arte applicata al football. La cosa che sorprende, oltre la sua qualità sopraffina, sono la fisicità e la capacità di correre senza mai fermarsi. Siamo sicuri che abbia 33 anni? Ma va là dai…

LAZOVIC 6.5 La sua miglior partita da quando veste la maglia del Verona. Parte fortissimo con un paio di incursioni che De Paoli non riesce mai a contenere. Tanti e belli i palloni che mette dentro, nonostante il sinistro, è sempre bene ricordarlo, non sia il suo piede naturale. Stanco per il tour de force al quale  stato costretto dall’inizio del campionato, viene sostituito da Juric dopo una manciata di minuti del secondo tempo.

VITALE (dal 12′ s.t) 6 Entra quando la Samp prova a svegliarsi e lui ci mette il suo per aiutare i compagni.

SALCEDO 6.5 La bellezza di aver appena compiuto 18 anni. Gioca con leggerezza, non curandosi di poter commettere qualche errore. Ma se questi ogni tanto si vedono, la bilancia pende decisamente dalla parte delle cose ben fatte. Velocità, tecnica e sprazzi di qualcosa che sarà. Speriamo che il Verona, questo “sarà”, faccia in tempo a vederlo. Bravo.

VERRE (dal 24′ s.t.) 6 Ha il compito di colpire gli spazi che la Samp lascia liberi, alla ricerca del gol del pareggio. Si prende qualche buon fallo in attacco, capare di far respirare i compagni.

PESSINA 6.5 Bene, davvero bene. Mi piace come accarezza il pallone con quel sinistro fatato. Dietro le due punte è libero di svariare, e lo fa bene, con tocchi deliziosi e imbucate improvvise. Fisicamente può solo crescere. Non mi meraviglierei di vederlo fare bene anche in cabina di regia. Ma al momento, Dio salvi Veloso…

HENDERSON (dal 40′ s.t.)

STEPINSKI 6 Premessa: a me piace, anche da un punto di vista umano, perché non si sottrae alle critiche (guardate l’intervista nel dopo gara). L’impegno è da 8, ma sotto porta deve migliorare tanto. In conferenza stampa, a fine partita, Juric ha parlato benissimo di lui, dicendo che se il Verona non prende gol è anche merito suo. Ne sono convinto, ma l’attaccante vive per il gol. Questo Mariusz lo sa. E questo gol lo pretende. Così come lo richiede l’investimento milionario fatto da Setti.

JURIC 7 E’ significativo l’abbraccio che gli regala tutta la squadra, panchina compresa, al gol di Veloso. Fa pensare a quanto Juric sia riuscito a costruire. Dalle incertezze estive, fino ad un gruppo a sua immagine e somiglianza. E’ l’emblema della semplicità di questo sport, dove i calciatori vengono messi in campo nei loro ruoli naturali. In questo ricorda Bagnoli, che non trasformava un attaccante in difensore. Perché in fondo il calcio non è che sia una misteriosa arte oscura…

29
set 2019
AUTORE giovanni.vitacchio
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IL PAGELLONE DI CAGLIARI-VERONA

SILVESTRI 6 Incerto sul gol di Castro. Rimane nella terra di nessuno, non esce verso il pallone, tutt’altro che minaccioso, e si ritrova così a raccoglierlo dalla rete. Si riscatta però con un paio di parate degne del suo nome e di quella sicurezza che da un paio di partite si è leggermente appannata. Ma su di lui, dubbi zero.

RRAHMANI 6.5 Finora ha fatto vedere soprattutto il suo strapotere fisico. A Cagliari, così come in casa contro l’Udinese, ha messo in mostra anche un lato atletico sorprendente. Tante le sovrapposizioni con Faraoni e molte volte è proprio lui ad andare sul fondo e a mettere il pallone in mezzo. Anche in Sardegna cerca gloria sotto porta, ma la gioia del gol è per ora rimandata.

DAWIDOWICZ 6 Gli scappa Joao Pedro nel gol del vantaggio sardo, sebbene alla fine la rete sia stata assegnata a Castro. Cerca poi di riordinare le idee e alla fine ci riesce. Certo, un leggero passo indietro rispetto alla bella partita contro l’Udinese c’è stato, ma mi sento di dire che si sia finalmente ritrovato dopo l’inizio shock con il Bologna.

GUNTER 6 Diligente, gioca con più tranquillità rispetto alle ultime uscite dove il pallone sembrava gli bruciasse tra i piedi. Pensa a fare il minimo sindacale e questo gli basta per non andare in affanno davanti agli attaccanti del Cagliari.

FARAONI 7+ Premiata la sua tenacia in occasione del gol che assicura un punto preziosissimo ai suoi. Mette pressione a Pisacane che stramazza al suolo e gli regala un babà da mettere dentro. Ma oltre a questo c’è molto di più. Va su e giù per la sua fascia allo sfinimento e mette in mezzo un numero considerevole di palloni che, ma non è certo colpa sua, non vengono sfruttati al meglio.

AMRABAT 7.5 Per assurdo, forse è il caso che cominci a ciccare qualche partita, altrimenti a gennaio ce lo portano via. No dai, non accadrà, anche perché il Verona a fine stagione potrà (deve) esercitare il diritto di riscatto. Un’altra gara immensa per il marocchino, anche questa volta in ogni parte del campo, mai in affanno ma anzi sempre con la lucidità che gli permette giocate giuste al momento giusto. Infinito.

VELOSO 6.5 Mezzo voto in meno per quella clamorosa occasione che spreca nel primo tempo, con Olsen praticamente battuto. Ma, visto come è andata a finire, un errore che gli si può perdonare. Anche perché il livello delle sue giocate rimane nello standard che ci ha fatto vedere fino ad oggi.

LAZOVIC 5.5 Mi dispiace che non arrivi alla sufficienza, perché impegno e dedizione non mancano. Però troppi errori, mancanza di precisione non solo nell’ultimo passaggio, ma anche nelle giocate più semplici. Per me continua a valere il fatto che giochi in una posizione del campo a lui non naturale. La fascia destra gli manca, ma Faraoni da lì non lo sposta nessuno.

VERRE 5 L’investitura che arriva da Juric nella conferenza di fine gara (“stravedo per lui”) merita prestazioni migliori rispetto a quella di Cagliari. Perché se è vero che nelle scorse partite ha fatto intravvedere lampi di classe, è altrettanto vero che deve trovare continuità e forse maggiore consapevolezza nei propri mezzi. Che, sentendo il mister, sono da piccolo campione.

SALCEDO (dal 17′ s.t.) 6.5 Ah però!!! Che sorpresa per questo ragazzino che non ha ancora l’età per prendere la patente. 17 anni di talento e classe e anche fiuto per la porta. Si crea un paio di occasioni da gol che in quasi tutta la partita Stepinski non riesce a procurarsi. A partita in corso può fare molto male agli avversari.

ZACCAGNI 5 Si divora non uno ma due gol clamorosi. Il primo, facile che più facile non si può. Il secondo anche, ma cerca la mezza rovesciata che in una giornata storta come quella di Cagliari, secondo me, non ci stava. Poco lucido, probabilmente è quello che ha risentito maggiormente delle tre partite in otto giorni.

PESSINA (dal 29′ s.t.) 6 E’ una sostituzione che dà garanzie e Juric. Quando entra in campo rispetta le consegne del mister e aiuta i compagni a tirare il fiato.

STEPINSKI 5.5 Ancora non ci siamo. Pare in ritardo di condizione. Certamente essere arrivato l’ultimo secondo del calcio mercato non lo sta aiutando ad inserirsi negli schemi di Juric. Si dà da fare, ma con troppa confusione e non riesce praticamente mai a rendersi pericoloso. Però, e c’è un però, credo gli vada data fiducia perché ha le potenzialità per sbloccarsi e fare bene.

PAZZINI (dal 43′ s.t.) s.v.

JURIC 7 Rimane lui il vero valore aggiunto di questa squadra. Uno che senza compromessi riesce a far giocare a calcio la sua squadra. Bene, soprattutto. Ha la logica che non hanno avuto i suoi predecessori e convince in ogni scelta: ognuno nel suo ruolo, all’insegna della continuità. Sta “tirando il collo” ai suoi, e fino a questo momento la strategia paga. Bello vedere questo Verona, bello sentirlo parlare durante le conferenze stampa. I tempi delle “supercazzole” sono finalmente finiti.

24
set 2019
AUTORE giovanni.vitacchio
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IL PAGELLONE DI VERONA-UDINESE

SILVESTRI 6- Una delle notizie della giornata è la sua inconsueta incertezza. In più di un’occasione non dimostra tutta la sicurezza alla quale ci ha abituati. Nel primo tempo viene graziato da Lasagna, a due metri dalla porta. Poi qualche uscita ritardata e un po’ di brividi lungo la schiena sugli spalti.

RRAHMANI 7 Cresce di partita in partita, con una progressione impressionante. Dalle sue parti non si passa, manco per fare due passi. A dispetto della mole fisica ha agilità da scattista e contro l’Udinese, in più di un’occasione si fa vedere anche nella metà campo avversaria. Insostituibile.

DAWIDOWICZ 7 Negli occhi dei tifosi c’era ancora quel fallo da rosso su Orsolini, durante la prima di campionato, in casa, contro il Bologna. Costò al Verona non solo la sua espulsione, ma anche il rigore trasformato da Sansone. Senza mai voltarsi a guardare ciò che è stato, il polacco regala una prestazione coi fiochi, sbagliando praticamente nulla. Ottimo in anticipo, altrettanto quando gli udinesi si fanno pericolosi in area. Promosso a pieni voti.

GUNTER 6- Si vede che gioca un po’ frenato dopo gli ultimi episodi che lo hanno visto particolarmente sfortunato. Così incappa in qualche errore di troppo in fase di impostazione, sparando un po’ troppi palloni a casaccio. Viene però fuori alla distanza, sostenendo la squadra nella ricerca del gol.

FARAONI 6.5 Così così nel primo tempo, scatenato nel secondo. Un crescendo fisico per Davide che sforna cross a ripetizione. Solca la fascia destra con grande forza, abile, dopo aver offeso, a ripiegare in tutta fretta.

AMRABAT 7 E’ lui oggi la perla del centrocampo, l’uomo ovunque di questo Verona. Un portento al quale l’Udinese non riesce in alcun modo a porre rimedio. Se imparerà a trovare i tempi di inserimento in avanti, cercando così gloria sotto porta, beh, ci sarà da divertirsi. L’aggettivo di oggi per lui è: roboante.

VELOSO 6.5 Meno brillante rispetto alla gara con la Juve, e d’altra parte non è più un ragazzino. Le sue giocate, però, sono irrinunciabili per Juric e per il Verona. In mezzo al campo la palla passa sempre dai suoi piedi ed è raro che faccia una brutta fine.

LAZOVIC 6 Anche contro l’Udinese, così come contro la Juve, va vicino al gol, sempre con un bel tiro al volo. Si impegna e non poco e infatti finisce la benzina anzitempo, costringendo Juric al cambio. Devo dire che per uno abituato ad attaccare, è davvero apprezzabile l’aiuto che dà in fase difensiva.

VITALE (dal 38′ s.t.) s.v.

PESSINA 6 Leggero nel fisico, ma veloce nelle giocate. Svaria senza grandi restrizioni tecniche ed è un piacere vedere come accarezza il pallone col mancino. Deve trovare un po’ di sostanza, ma le premesse non mancano.

ZACCAGNI 6- E’ uno di quelli che ha maggiormente pagato il doppio impegno in tre giorni. Non è brillante come al suo solito e le giocate che contano stentano ad arrivare. Capaci di spuntare l’uomo e saltarlo, oggi si ferma un po’ prima. Fondamentale che recuperi le energie per la trasferta di Cagliari.

VERRE (dal 16′ s.t.) 6 Entra bene e la sua freschezza mette in difficoltà un’Udinese stremata fisicamente. Destra o sinistra poco conta per questo giovanotto che sta facendo intravvedere colpi notevoli. Ricordate il Milan…

DI CARMINE s.v.

STEPINSKI (dal 29′ p.t.) 5.5 Un po’ goffo nei primi minuti, dopo aver preso il posto di Di Carmine. Forse i carichi di lavoro non lo aiutano. Però con i minuti che passano inizia a sciogliersi e aiuta parecchio la squadra a guadagnare metri. Si divora un gol già fatto, a due metri dalla porta. Solo, solo, con quel capoccione, non riesce a fare di meglio che farsela parare da Musso. Mannaggia.

JURIC 6.5 Forse ci si poteva aspettare un po’ di turnover in più, però la squadra ha finito in crescendo, quindi, tutto sommato, ha avuto ragione lui. Giusta la scelta di mettere Di Carmine dal primo minuto. Mettendolo in panchina, dopo il rigore sbagliato a Torino, forse lo avrebbe perso mentalmente. Rimane il problema del gol, questo sconosciuto. Però dietro ha costruito, finora, un capolavoro.

21
set 2019
AUTORE giovanni.vitacchio
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IL PAGELLONE DI JUVENTUS-VERONA

SILVESTRI 6 Non è chiamato a grandissimi interventi, i suoi compagni fanno il possibile per evitarglieli. E’ sfortunato in occasione del gol di Ramsey. La deviazione di Gunter basta per rendere il pallone imprendibile. Nove volte su dieci il rigore calciato da Ronaldo è imparabile.

RRAHMANI 6.5 Quando vedo giocare l’albanese mi sembra di vedere uno degli spartani del film 300, fedele soldato di Leonida. E’ una potenza fisica, ma i piedi li sa usare eccome. Si becca un giallo, ma non cala mai di intensità.

KUMBULLA 6.5 “Sporca” la sua partita con quel secondo giallo, e quindi l’espulsione, a pochi secondi dalla fine. Ma anche di fronte ad una delle squadre più forti al mondo non perde la tranquillità che ci ha fatto vedere fino ad oggi. Peccato non aver per la gara di martedì sera contro l’Udinese il vero leader della difesa.

GUNTER 5 Sul gol di Ramsey è sfortunatissimo: devia con le unghie un pallone che probabilmente Silvestri avrebbe parato senza grande impaccio. Inconcepibile, però, il fallo su Cuadrado, che consegna a Cristiano Ronaldo un calcio di rigore evitabile. Poco sicuro durante tutta la partita, è stato l’anello debole della retroguardia, soffrendo tremendamente un Cuadrado in stato di grazia.

FARAONI 6 Bel primo tempo, di corsa e di testa. Tantissimi palloni messi in mezzo dalla sua fascia. Non ha paura di fronte ad Alex Sandro e anzi, forse è proprio il brasiliano a giocare con le marce ridotte. Cala un po’ nei secondi 45 minuti e quando il Verona tenta il tutto per tutto perde un po’ di lucidità nell’ultimo passaggio.

AMRABAT 7.5 Siamo solo alla quarta di andata e qui il rischio è di finire gli aggettivi da usare col marocchino. E’ straripante, travolgente, dotato anche del dono dell’ubiquità, visto che lo trovi in ogni zona del campo, costantemente. Una grandissimo giocatore che fa sfigurare anche Cristiano Ronaldo in occasione del gol del vantaggio gialloblù. E’ lui, infatti, a strappargli il pallone dai piedi per dare il via all’azione del vantaggio.

PAZZINI (dal 40′ s.t.) S.V.

VELOSO 7.5 Volete dire che non basta il gol a giustificare il voto? Per me sarebbe sufficiente, ma la sua partita non si ferma affatto al pallone che ha tolto la ragnatela dalla porta di Buffon. No. Delizia per tutti i 95 minuti con giocate di qualità sopraffina. Un vero professore in mezzo al campo che ha in Amrabat, tutto corsa e dinamismo, il suo miglior alter ego.

LAZOVIC 6 Nei minuti finali ha un’occasione colossale per regalare al Verona un pareggio forse anche un po’ stretto. Decide di tirare al volo, e secondo me fa bene. Ma la colpisce in maniera anche troppo pulita e così Buffon dimostra di poterci ancora stare tra i pali. Bravo nel primo tempo, un po’ meno continuo nella ripresa.

VERRE 5.5 Non riesce ad entrare pienamente in partita. Gli manca il passo e non riesce mai a trovare la giocata “geniale”. Un passo indietro rispetto alla gara sontuosa contro il Milan.

PESSINA (dal 14′ s.t.) 6 Porta la freschezza persa da Verre e cerca di fare il suo nel momento di massimo sforzo del Verona.

DI CARMINE 6 Ha due grandi occasioni: il calcio di rigore, che tira bene, ma che per semplice sfiga finisce sul palo; e il tiro ravvicinato che si stampa sulle chiappe di Bonucci. La fortuna non lo ha aiutato e quindi adesso tutti a gettargli addosso la croce. Io non lo boccio, perché se la Juve per quasi tutta la partita ci capisce ben poco, è anche per merito suo che va a pressare come un disperato. E’ vero, gli attaccanti devono segnare. Ma ha dato l’anima e questo mi basta per non massacrarlo con un’insufficienza.

ZACCAGNI 6.5 Ancora una partita di livello per Mattia, che si conferma a suo agio in quella posizione, alle spalle della punta. Scalda i guantoni di Buffon e accarezza la gioia di un gol allo Stadium. Esce ad un quarto d’ora dalla fine, forse anche perché martedì sera dovrà essere fresco e smagliante per affrontare l’Udinese al Bentegodi.

TUTINO (dal 28′ s.t.) S.V.

JURIC 7 Conferma di aver plasmato una creatura che molti di noi, alla vigilia della prima di campionato, pensavano fosse una sorta di Frankenstein. Il Verona che domina la Juventus è una meraviglia insperata, una gioia per gli occhi dei tifosi, ma anche per gli amanti del pallone che hanno capito che con le idee tutto è possibile. Meritava i tre punti, poche storie. Adesso deve essere bravo a mantenere alta la carica nervosa dei suoi ragazzi.

16
set 2019
AUTORE giovanni.vitacchio
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IL PAGELLONE DI VERONA-MILAN

SILVESTRI 6.5 L’unica piccola sbavatura, peraltro recuperata, quando si fa sfuggire il tiro di Calhanoglu. Si rituffa immediatamente sul pallone e subisce la carica di Piatek che segna lo 0-2 poi annullato da Manganiello, dopo aver consulato il Var. Non che il Milan lo chiami a fare gli straordinari, ma in ogni caso lui si fa sempre trovare presente all’appello.

RRAHMANI 6.5 Concede poco o nulla agli attaccanti del Milan, mantiene bene la posizione, in grande sintonia con i compagni di reparto. Consolida quanto di buono sta facendo vedere ormai da diverse settimane. Portargli via il posto sarà impresa ardua per chi ora siede in panca.

TUTINO (dal 34′ s.t.) 6 Entra bene e prova disperatamente a rompere le scatole ai difensori del Milan. Si butta con generosità su ogni pallone. Chissà che a Torino, contro la Juve, non tocchi ancora a lui giocarsi il ruolo di “falso nueve”.

KUMBULLA 6.5 Mezzo voto in meno perché in occasione del fallo di mano di Gunter, che porta al calcio di rigore del Milan, esce troppo frettolosamente dall’area per cercare l’anticipo e lascia sguarnita una zona cruciale del campo. Ma questo ragazzo è davvero forte. Elegante, non dà mai l’impressione di andare in difficoltà. Gioca con una naturalezza impensabile per la sua età. E con quella malizia da furbastro. Piatek trova il gol solo dal dischetto, perché Marash ci ha messo del suo per eclissarlo.

GUNTER 6 Qualcuno diceva che “se la fortuna è cieca, la sfiga ci vede benissimo”. La palla gli arriva sul braccio e il calcio di rigore è inevitabile. Peccato perché anche lui, come Rrahmani e Kumbulla, sbaglia poco o niente. Quel poco, però, è decisivo. Mannaggia.

FARAONI 6.5 Che bello vederlo finalmente vangare quella fascia destra come solo lui sa fare. Dopo aver vagabondato per il campo, vittima dei deliri tattici di Grosso, Faraoni ha trovato la sua strada. Che porta a tanta corsa, ma anche a buona qualità e cross succulenti per gli “avanti” gialloblù. Sta crescendo di partita in partita. Bene così.

AMRABAT 7 E’ già idolo della Curva Sud che, alla lettura iniziale delle formazioni, lo accoglie con giubilo. E ci sarà un motivo se è già nel cuore del popolo gialloblù. Ci mette l’anima fino all’ultimo secondo. Corre come un matto. Lo vedi a difendere e trenta secondi dopo sta andando a cercare gloria dalle parti di Donnarumma. Fondamentale per l’idea di calcio di Juric.

VELOSO 6 Questa volta il regista dal sinistro d’oro non brilla come al suo solito. Meno geniale nelle giocate, si limita al compitino e quello lo fa in abito da sera. Sicuramente essere rimasti in dieci non gli ha dato una mano nei rifornimenti verso chi era già andato sotto la doccia.

LAZOVIC 6 Parte benissimo facendo vedere i sorci verdi a Calabria che fatica a stargli dietro. Un paio di spunti bellissimi che, purtroppo, non si concretizzano a dovere. Come Veloso, paga l’espulsione di Stepinski e da quel punto in poi gli tocca fare il difensore e badare a Suso. Finisce addirittura esterno basso. Cosa gli si può chiedere di più?

VERRE 7 “Rischia” di fare un gol da cineteca: stop acrobatico su un lancio da trenta metri e tiro al volo che finisce alto non di molto. Che meraviglia. Ma la sua partita è molto di più rispetto a questa giocata. Tanta, tantissima qualità. Praticamente da solo tiene a galla l’attacco del Verona dopo il rosso al polacco. Costretto a lasciare il campo con i crampi. Ma che bello aver trovato un talento così.

PESSINA (dal 20′ s.t.) S.V.

ZACCAGNI 6.5 Un altro che non smette di stupire. Sapete perché? Perché oltre all’aspetto tecnico-tattico, in campo mette anche le palle. Non abbassa mai la testa, non tira mai indietro la gamba. E se c’è da andare a muso duro con Calhanoglu, lui ci va. Personalità da vendere. Fondamentale nel sostenere Verre in avanti.

DI CARMINE (dal 34′ s.t.) S.V.

STEPINSKI 5 A parti invertite avrei invocato il calcio di rigore? Sì, sono sincero. Ma solo dopo averlo visto alla moviola. Perché a velocità normale, in diretta, sembrava sì un brutto fallo, ma non così violento. Se vai a vedere il Var, però, fai fatica a non cacciarlo. Forse un po’ zelante Manganiello (comunque mediocre) ma non la trovo una decisione scandalosa. Del resto lui mi è parso un po’ impacciato, magari emozionato per il debutto. Con quella smania addosso di voler fare grandi cose, che poi, però, lo ha fregato.

JURIC 7 L’errore più grande che si possa commettere nel commentare il suo Verona è dire che giochi solo con cuore, grinta e determinazione. E’ una mezza verità. Perché il suo Verona gioca un gran bel calcio. Veloce, compatto, con i giocatori che sanno esattamente cosa fare e quando farlo. E’ riuscito in un paio di mesi a dare un’identità precisa ai suoi e soprattutto a creare un gruppo solidissimo. Da anni non si vedeva il Verona uscire dal campo tra gli applausi nonostante un ko. Bravo mister, avanti tutta, senza paura. Anche a Torino, contro la Juventus dei fantastiliardi.