25
ott 2020
AUTORE giovanni.vitacchio
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IL PAGELLONE DI JUVENTUS-VERONA

SILVESTRI 7.5 Determinante nel momento decisivo della partita, quando la Juve riversa sul campo ogni goccia di sudore alla ricerca del pareggio. Negli ultimi due minuti, due miracoli, prima su Morata, poi su Cuadrado. Semplicemente esaltante, anche perché per lunghi tratti ha rischiato di addormentarsi per l’inoperosità della squadra di Pirlo.

CECCHERINI 6.5 Deve controllare Bernardeschi, sulla carta un gran brutto cliente. Ma le cose si ribaltano ed è l’esterno della Juve a non capirci nulla. Bravo, pratico, non spettacolare, ma molto efficace. Ha determinazione nel recupero delle seconde palle. Prova a spingersi anche in avanti, ma i piedi non lo assistono come dovrebbero. Esce, purtroppo, per un problema muscolare.

MAGNANI (dal 9′ s.t.) 6.5 Entra nel momento in cui bisogna soffrire per tenere il risultato e si fa trovare pronto. Bello il duello con Morata, che mi sento di dire che abbia vinto. Un paio di chiusure eccellenti in area di rigore.

LOVATO 7 Juric più di una volta ha detto che non è il nuovo Kumbulla. Credo che sia un modo per tutelarlo, per non mettergli pressione, perché questo ragazzo dimostra di avere eccezionali qualità. Supera l’esame Juventus di slancio, perdendo di vista Morata solo in occasione del gol, poi annullato. Prestanza fisica, corsa e sicurezza nelle giocate. Il futuro è nelle sue mani.

EMPEREUR 6.5 Anche lui come Ceccherini non è appariscente, ma è una costante conferma. A dire il vero, quella gialloblù non sembra nemmeno una difesa in emergenza. Controlla Dybala come se fosse uno qualsiasi. Quanto si vede su di lui la mano di mister Juric. Perchè ricordate, questo è lo stesso giocatore che con Grosso sembrava un fantasma.

FARAONI 7 Un giocatore di un’intelligenza tattica paurosa, con una capacità cambiare modalità da offensiva a difensiva quasi con un “click”. Quando il Verona sembra essere troppo sbilanciato in avanti, sbuca lui a rimettere le cose a posto, con diagonali e chiusure da manuale. Ribadisco ciò che ho già detto in passato: meriterebbe maggior considerazione da parte del c.t. della nazionale italiana. E’ uno degli esterni più completi del campionato.

VIEIRA 6.5 Con Tameze forma un duetto di centrocampo perfettamente assortito. Lui è quello che deve fare legna, recuperare i palloni persi, quelli sporchi. Fisicamente è una garanzia ed è uno di quelli che finisce ancora con la giusta energia nelle gambe.

TAMEZE 6.5 Tiene la testa alta di fronte al centrocampo della Juve, che non è quello del Real Fucecchio. Gioca una partita fisica, di grande sacrificio, correndo come un ossesso e riuscendo anche a proporre gioco. Esce senza più fiato, ma conferma di essere una garanzia, in qualsiasi posizione Juric lo piazzi.

ILIC (dal 5′ s.t.) 6 Non è uomo da battaglia e quindi soffre un po’ nella lotta. Ma stringe i denti e aiuta la squadra a portare a casa un punto storico.

LAZOVIC 6.5 Partenza lenta, lentissima. Al punto tale che mi sorge il dubbio che senta ancora gli strascichi dell’infortunio al ginocchio. E invece, passano i minuti e finalmente entra in partita, accendendosi come solo lui sa fare. Un paio di accelerazioni, bei cross, fraseggi con Zaccagni. Se poteva esserci qualche dubbio, Darko li ha spazzati via, facendo intravvedere il campione che ci ha deliziato lo scorso campionato.

COLLEY 7 Come un tuono. Inizia in maniera impressionante con una corsa incontenibile mettendo in apprensione la difesa bianconera. Quando il Verona prova a rendersi pericoloso, lui c’è sempre. Ci prova a trovare il gol, è coraggioso, ma non fortunato. Nella secondo parte della ripresa si accende la spia della riserva, ma nonostante questo resiste stoicamente. Non male il bambino…

ZACCAGNI 7.5 Che partita Zac! Immenso. Non una giocata banale, sprecata, mai senza logica. Bonucci e compagnia cantante non hanno strumenti per fermarlo, se non il fallo sistematico. Ma lui è più forte anche di questo. Stratosferico l’assist per Favilli, che ringrazia e segna il secondo gol stagionale. In un Verona stremato, gli ultimi 15 minuti li gioca su tutto il fronte d’attacco. E’ ovunque.

KALINIC 7 Grande qualità, movimenti da punta vera, ancora alla ricerca della condizione di una volta. Ma fa vedere di essere una spanna sopra rispetto ai compagni di reparto. Si prende una quantità indefinita di scarpate e altrettanti falli che mantengono costantemente il Verona in attacco. Gli manca solo il gol, ma arriverà presto, non può essere diversamente.

FAVILLI (dal 9′ s.t.) 7 Credo che non si sia mai vista una cosa simile: entra in campo, segna un gol bellissimo e nell’occasione si stira il flessore della coscia sinistra. Si chiama “sfiga”, non giriamoci intorno. Costretto a lasciare il posto a Barak.

BARAK (dal 18′ s.t.) 6 Non era facile per lui rientrare dopo lo stop forzato causa covid 19. Però aiuta a fare legna e a prendersi qualche fallo prezioso che fa respirare i gialloblù.

ALL. JURIC 8 Una lezione di calcio ad Andrea Pirlo che per settanta minuti, fino a quando il Verona ha avuto una punta vera in campo, non ci ha capito nulla. Chi si aspettava una squadra attendista non ha capito nulla della filosofia del tecnico croato, che giocherebbe allo stesso modo anche di fronte al Bayern Monaco. Dimostra, se mai che ce ne fosse bisogno, che le sue idee di calcio vengono prima dei giocatori che le interpretano. Se pensate che all’Hellas manchi il fuoriclasse, vi sbagliate. E’ lui.

19
ott 2020
AUTORE giovanni.vitacchio
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IL PAGELLONE DI VERONA-GENOA

SILVESTRI 7 Un miracolo su Pandev che, quasi a botta sicura, si fa ipnotizzare dal portierone azzurro. Un paio di belle parate e in generale una prestazione di grande sicurezza. Si trova davanti una difesa del tutto inedita ed è bravo, con i suoi consigli da fratello maggiore, ad accompagnare soprattutto Lovato. Che non sbaglia un colpo.

CECCHERINI 6 Prima con la maglia del Verona, prima da titolare. Se la cava bene, senza grandi problemi e sempre bravo a controllare gli attaccanti del Genoa. C’era un pizzico di timore, alla vigilia, per l’intesa con i compagni di reparto, e invece tutto è filato liscio. Bene anche quando la difesa è passata a quattro.

LOVATO 7 Mah, non so cosa ne pensiate voi, ma secondo me questo è un gran bel giocatore. Per lunghi tratti segue Pandev a uomo e questo, per citare Flavio Tranquillo, paga i giusti dividendi. Non ricordo un pallone che sia uno giocato male o con sufficienza. Coi piedi o di testa, sono tutte sue. Fondamentale la fiducia che sente da parte di Juric. Così crescono i giovani, così diventano patrimonio del Verona. Possibilmente non da svendere alla prima offerta.

EMPEREUR 6 Rientrava da un problemino fisico, che è parso completamente superato. Non è costretto quasi mai a forza, controlla con disinvoltura e in un paio di occasioni è provvidenziale in chiusura. Spettacolare una diagonale in scivolata, che ha evitato che la situazione si surriscaldasse in area di rigore. Un battibecco con Scamacca lo innervosisce, così Juric lo richiama in panchina.

DIMARCO (dal 21′ s.t.) 6 Un paio di palloni giocati con poca determinazione, ma nel complesso aiuta la squadra in impostazione.

FARAONI 7 Per corsa, sapienza tattica, generosità e qualità, in questo momento è l’unico che sembra veramente insostituibile in questi Verona. Ha una forza che impressione quando prova a inserirsi nelle più pericolose azioni d’attacco. Fisicamente è un monolite instancabile. Forse il ct Mancini dovrebbe dare un’occhiata anche a lui e non solo a Silvestri.

VIEIRA 6.5 Mi è piaciuto. Magari non sempre preciso però si è fatto trovare in tutte le azioni di costruzione di gioco. Fisicamente non è un colosso, ma gli avversari fanno fatica a togliergli il pallone dai piedi e a spostarlo. Contando che era la prima, direi promosso senza riserva. Gli serve tempo per entrare perfettamente nelle dinamiche gialloblù.

ILIC 6 Parte timidi, quasi nascosto tra le linee, poi col passare dei minuti prende confidenza e comincia a giocare tantissimi palloni. Di questi, però, ne perde un paio sanguinosi e senza grande pressione avversaria. Meglio potrebbe fare anche sui calci d’angolo, ma sto pallone fa davvero fatica a tirarlo su. Stanchissimo, finisce in debito d’ossigeno.

LAZOVIC 6- Qualche fiammata delle sue e una bellissima “trivela” nel primo tempo sulla quale non arriva in tempo Faraoni. Però è ancora lontano dal giocatore che lo scorso campionato ci ha fatto venire gli occhi a cuore. La condizione è ancora lontana, ma solo giocando potrà tornare quello di una volta. Rimane fondamentale per la filosofia di questa squadra.

TAMEZE 6 La qualità non gli manca, ma in questo caso secondo me fa un po’ fatica a trovare la giusta posizione in campo. Juric comincia mettendolo alto, nei due dietro la punta, ma poi lo fa indietreggiare più vicino alla metà campo, dove si sente più a suo agio. Ecco, diciamo che quando ha vicino Veloso, anche lui ne beneficia.

SALCEDO (dal 36′ s.t.) 6 Sale in cielo per il colpo di testa che fa urlare al gol, ma c’è Perin a rovinare la festa.

COLLEY 7 A tratti è devastante. Quando riparte non c’è giocatore del Genoa in grado di stargli dietro. Da cineteca una galoppata alla mezz’ora del primo tempo che non si trasforma in gol solo perché Perin, con le unghie, riesce a metterla in angolo. Una personalità da “senior” e tanta qualità. Ci farà divertire, tanto anche.

ZACCAGNI (dal 36′ s.t.) s.v.

FAVILLI 5.5 Non che di palloni gliene arrivino tanti, ma quelli che si ritrova tra i piedi e sul capoccione non sempre li gestisce bene. Zapata non è un bel cliente e il bomber gialloblù paga un po’ in esperienza. Fisicamente sembra ancora un po’ indietro, per cui mi aspetto che lavori ancora tanto durante la settimana e che, quindi, riesca a trovare la condizione ideale per entrare finalmente nel meccanismo di Juric.

KALINIC (dal 15′ s.t.) 6 Con lui in campo la squadra sembra girare meglio. I compagni si appoggiano bene e lui è bravo a non tenerla troppo tra i piedi. Indietro fisicamente, mette minuti preziosi nelle gambe.

ALL. JURIC 6.5 Inventa una difesa tutta nuova e, a conti fatti, è il miglior reparto della serata, con un Lovato eccezionale, che prolunga la tradizione vista con Kumbulla. Insiste con Favilli perché le alternative serie (in fatto di minuti giocabili) al momento non ci sono. Però, pur nelle difficoltà e nelle rimasticature, la sua squadra ha sempre una precisa idea di gioco, alla quale non rinuncia mai. Forse qualcosina in più la meritava, ma onestamente il Genoa, in grave emergenza, è uscito decisamente a testa alta dal campo.

04
ott 2020
AUTORE giovanni.vitacchio
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IL PAGELLONE DI PARMA-VERONA

SILVESTRI 7 Due paratissime, su Karamoh e Brugman che contengono la sconfitta, se non altro numericamente. Sul gol di Kurtic non è colpevole. Festeggia la convocazione in nazionale con una sconfitta che il Verona non meritava. Ma ha confermato, se mai ce ne fosse bisogno, di meritare la chiamata di Mancini.

CETIN 6 Buco clamoroso, dopo soli trenta secondi dal fischio d’inizio, su Kurtic che,  tutto solo davanti alla porta, batte facilmente Silvestri. Un errore che, a conti fatti, pesa in maniera decisiva sul risultato, ma che non rovina del tutto la sua prestazione. Perché comunque poi difende bene, con palla a terra o nel gioco aereo. Questo per dire che non è uno che rimane sugli errori, ma ha la forza per rialzare la testa. Deve avere la stessa concentrazione dall’inizio alla fine, però.

TUPTA (dal 40′ s.t.) s.v.

GUNTER 7 Il migliore della difesa, dal suo capoccione passa anche un pallone che con un po’ di fortuna in più si sarebbe potuto trasformare nel gol del pareggio. E’ un pilastro per la retroguardia del Verona, sempre attento. Lo scorso anno qualche disattenzione aveva rovinato le sue partite. Oggi la mentalità sembra essere migliorata esponenzialmente.

LOVATO 6 Dopo il primo sbandamento di tutta la difesa si registra e rialza la testa insieme ai compagni. Rispetto a Roma e Udinese trova anche il coraggio per spingersi in avanti e supportare Dimarco e Lazovic. Costretto ad uscire per un problema muscolare, l’ennesimo in questo inizio di campionato per il Verona.

LAZOVIC (dal 45′ p.t) 5.5 Fisicamente ancora tremendamente indietro, ma non poteva essere diversamente visto che rientrava da un infortunio al ginocchio. Non ha il passo per poter saltare lui, sua caratteristica principale. Deve lavorare molto, mettere benzina nel motore e alla ripresa sarà tirato a lucido.

FARAONI 6 Ha una grandissima occasione, che poteva gestire meglio. Calcio a botta quasi sicura ma si inceppa su Dermaku che la mette in angolo e salva la porta di Sepe. Non è arrembante come al solito, ma il suo lo fa sempre. Mi auguro che non sia stato condizionato troppo dalle voci di mercato. E soprattutto spero che rimanga al Verona.

TAMEZE 5.5 Va a corrente alternata. A volte delizia gli occhi con giocate di fino, altre incappa in errori che non si possono accettare da un giocatore di serie A. Non è possibile che aspetti che il pallone gli arrivi sempre sui piedi. Deve metterci qualcosa di più, sennò partite come queste lo travolgono. Anche lui fisicamente deve lavorare per trovare la migliore condizione.

ILIC 6.5 E’ lento, lentissimo. Ma ha piedi educati, molto educati. Non ricordo un pallone sciupato in malo modo. Con passo compassato riesce a manovrare con disinvoltura e grazie al fisico vince la lotta di centrocampo, zona sulla quale, va detto, il Parma non investe, visti i reiterati lanci lungi per le punte esterne. Un’altra nota positiva deriva dal fatto che cresce col passare dei minuti, l’unico, onestamente dei gialloblù a farlo.

DIMARCO 5.5 Oggi non mi è piaciuto, affatto. Si fa bruciare da Karamoh nel gol che decide la partita. Da lui passano tantissimi palloni e molti li spreca malamente con passaggi imprecisi e cross inconcludenti. E’ un ragazzo che ha qualità e tiro preciso, oggi, però, non pervenuti. Costretto nel secondo tempo a fare il terzo di difesa, rimane più bloccato, impegnato più a controllare che attaccare.

ZACCAGNI 6- Parte bene, con grande voglia e, forse, anche con la consapevolezza di avere grande responsabilità. Si muove con agilità e spesso gli avversari per fermarlo ricorrono al fallaccio sistematico. Ciò nonostante rimane una spina nel fianco, nonostante la brillantezza non sia dei giorni migliori. Non trova in Dimarco un supporto valido. Esce nei primi minuti del secondo tempo, forse in debito di ossigeno.

COLLEY (dal 12′ s.t.) 6- Ho letto giudizi esaltati ed esaltanti sul ragazzino e francamente non ne capisco il senso. Se non può essere lui a salvare capra e cavoli, ci si aspetta almeno che entri con un altro impatto. Bello il pallone che Favilli sciupa clamorosamente, ma da un 18enne mi aspetto che spacchi la partita, anche sbagliando, ma entrando con più voglia. Sono convinto che farà vedere cose interessanti, magari dalla prossima.

BARAK 5 Troppa fatica a trovare il passo e la posizione corretta in campo. Non ha il dinamismo che serve ad una mezza punta per creare scompiglio. Qualche inserimento e qualche tentativo di innescare la superiorità, ma poca roba. Fisicamente una leggera involuzione. E infatti nel secondo tempo dura poco più di dieci minuti.

SALCEDO (dal 12′ s.t.) 5.5 Per lui vale lo stesso discorso fatto per Colley, magari anche con un pizzico di severità in più. Perché conosce già la categoria, conosce già il gioco del Verona e sa cosa voglia Juric da lui. Atteggiamento un po’ troppo passivo. Deve capire che questo sarà il suo ruolo quest’anno: partire dalla panchina per entrare in corsa ed essere letale. Prima lo capisce, meglio è, per lui e per la squadra.

FAVILLI 5 Generoso e coraggioso nel buttarsi su ogni pallone. Fino al 75° lotta con grande caparbietà. Ma è proprio al trentesimo che si ritrova sui piedi un pallone che deve solo spingere in porta, a trenta centimetri dalla linea, a Sepe battuto. Occasioni così non puoi permetterti di sbagliarle, perché determinano il risultato finale. Ora, non venga flagellato dalla pubblica piazza. E’ un errore e ci sta. Merita fiducia e il tempo per crescere.

ALL. JURIC 6 Difficile chiedere di più al mister che, tra l’altro, deve rinunciare già nel primo tempo a Lovato per un problema muscolare. Nonostante gli uomini siano contati, nel primo tempo in campo (gol a parte, mica poco, lo so) c’è solo una squadra meritevole di questo nome. Le idee sono sempre quelle. Nella ripresa i suoi calano e non riescono a trovare la forza per riacciuffare la partita. Innegabile il suo malumore, consapevole di non avere ancora la squadra giusta. Tutto dipendere dal mercato, vero crocevia per la stagione del Verona.

27
set 2020
AUTORE giovanni.vitacchio
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IL PAGELLONE DI VERONA-UDINESE

SILVESTRI 6.5 Come sempre una sicurezza tra i pali: un paio di belle parate distendendosi a terra. Evita un autogol clamoroso di Gunter che aveva creato una pericolosa pimpinella a due passi dalla porta. Qualche brivido sulle uscite apparentemente facili da addomesticare. Ma è la solita garanzia.

CETIN 7 Notevoli passi avanti per il turco, apparso in crescita soprattutto da un punto di vista fisico. Vince tutti i duelli aerei, e anche con palla a terra non teme gli attaccanti dell’Udinese. Spettacolare una chiusura in area di rigore, dopo aver poco prima perso un pallone sanguinoso. Come detto la settimana scorsa, ha caratteristiche diverse rispetto a chi c’era prima, ma la qualità non gli manca affatto.

GUNTER 6.5 Meno vistosa rispetto a sabato scorso, la sua partita. Ma la sostanza non cambia. Attento e concentrato, i palloni in area di rigore sono quasi tutti suoi. Non facile aver a che fare con Lasagna e Okaka, ma la bilancia pende indubbiamente dalla sua parte. Brividi per un “tentativo” di autogol sventato da Silvestri.

LOVATO 6.5 Qualche sbavatura, figlia soprattutto di un po’ di ansia da prestazione, gliela concediamo a questo ragazzo che dopo la Roma ha confermato di essere un profilo interessante. Sciupa un paio di palloni con leggerezza, ma poi si mette a posto e accetta la sfida a sportellate con Lasagna. I piedi sono buono, il tempismo delle giocate anche. Juric ha avuto una conferma in più.

FARAONI 6.5 La sensazione è che stia giocando ancora al 70% delle sue possibilità. Vuoi per i carichi di lavoro, vuoi per la necessità di trovare i meccanismi con i nuovi arrivati. Ma anche con le marce ridotte, l’esterno fa sempre sentire il suo peso, che si tratti di difendere, o di attaccare. Per questo Verona è una garanzia sulla quale non si deve mettere le mani. Insomma, guai a pensare di venderlo negli ultimi giorni di mercato.

TAMEZE 7 Ha il passo felpato, non certo il dinamismo di Amrabat. Ma da un punto di vista qualitativo c’è ed è sempre sul pezzo. Cresce l’intesa con il suo vicino più prossimo, Veloso. Fisicamente sta crescendo e ogni tanto si lascia anche andare a qualche giocata virtuosa. Juric lo accompagna spesso coi suggerimenti e lui, diligentemente, esegue. Una bella scoperta, niente da dire.

DAWIDOWICZ (dal 45′ s.t.) s.v.

VELOSO 6.5 Sono passati otto giorni dal debutto al Bentegodi contro la Roma e si vedono tutti. Perché il professore torna al passato e si riprende con decisione il centrocampo. E’ bravo a impostare, e non mi pare sta gran novità. E’ sapiente nel contenere, lavoro in più rispetto al passato, quando a proteggerlo c’era Amrabat. Ma in Tameze trova davvero un valido alleato. I due si cercano molto, nelle giocate e con le parole.

DIMARCO 6.5 Sarà difficile metterlo in panchina quando tornerà in campo Lazovic (oggi in panchina dopo l’infortunio subito con la nazionale). Pensa più a difendere, ma questo non gli impedisce di cercare fortuna anche nella metà campo avversaria. Tenta anche un paio di conclusioni, un po’ “ciabattate”. E se in realtà Juric trovasse un modo per tenerlo in campo anche al rientro del serbo? Magari mettendolo nei tre di difesa? Io non mi meraviglierei.

BARAK 7 Per caratteristiche fisiche, è il tipo di giocatore che mancava a questo Verona. Possente e difficile da contrastare. Se ne va al piccolo trotto, concedendosi qualche fiammata. Meravigliosa l’imbucata, nel primo tempo, per Zaccagni che si ritrova solo davanti a Musso ma che non riesce a trovare la porta. Cresce nel secondo tempo, con un Verona chiamato a soffrire. Ci teneva a fare bene contro la sua ex squadra. Missione compiuta.

ZACCAGNI 6 Parte a missile, palla al piede, puntando qualsiasi cosa gli capiti a tiro. Un’intuizione di Barak lo piazza a tu per tu con Musso, ma calcia male, e la palla finisce fuori, seppure non di molto. Gli manca il passo dei giorni migliori, così come la condizione fisica, che può trovare solo giocando. Esce con la lingua fuori dalla bocca.

COLLEY (dal 31′ s.t.) 6 Una cannonata di destro che finisce di poco fuori alla sinistra di Musso. Sfruttando le praterie lasciate dall’Udinese, si lancia in un paio di sgroppate che mandano in confusione la difesa bianconera. Juric gli ha subito fatto capire di credere in lui.

DI CARMINE 5.5 In condizioni fisiche non ottimali, come sempre prova a far salire la squadra, a prendersi qualche fallo utile, ma non riesce mai a rendersi pericoloso sotto porta. Lascia il campo poco prima della fine del primo tempo per un infortunio.

FAVILLI (dal 39′ p.t.) 7 Gli basta poco per trovare il primo gol in serie A, e che gol, tutt’altro che semplice da fare. Una gioia incredibile, che regala i tre punti al Verona che potrebbe finalmente veder sbocciare questo talento, fisicamente sfortunato, che nel modo di correre ricorda un certo Nico Penzo. Fisicamente non lo sposti. Un diamante grezzo che nelle mani di Juric può cominciare a splendere.

ALL. JURIC 7 Una partita mica facile contro l’Udinese, squadra fisicamente impressionante e ben organizzata. Butta dentro Barak dal primo minuto e viene ripagato dal ceco. Costretto a sostituire Di Carmine per infortunio, trova in Favilli il match winner. Sei punti dopo due partite sono un inizio insperato, ma sono anche figli di tutto quello che il mister ha costruito lo scorso campionato. Alla salvezza ne mancano 34… Avanti così.

P.S. Dimenticavo: il Verona è primo in classifica. Buona domenica, butei.

19
set 2020
AUTORE giovanni.vitacchio
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IL PAGELLONE DI VERONA-ROMA

SILVESTRI 6.5 Un po’ indeciso quando deve accorciare verso il pallone: in un paio di occasioni rimane bloccato a difesa della porta mentre avrebbe forse dovuto aiutare il compagno di difesa. Tra i pali, nel primo tempo, gestisce bene tre parate. Nella ripresa, al 28′ un miracolo sul Pellegrini che mira l’angolino basso a sinistra. E’ fortunato al 40′ quando la traversa respinge la bomba da fuori di Spinazzola.

CETIN 6 Dei tre dietro sembra quello un po’ più indietro fisicamente. Dimenticatevi Rrahmani, e fatelo velocemente. Fatica in un paio di situazione a risalire e questo in un’occasione rischia di regalare un gol alla Roma, con Mkhitaryan che si involta verso Silvestri, ma incespica quel tanto che basta per sbagliare. E’ bloccato dietro, probabilmente su indicazione di Juric. Immagino che il problema sia solo fisico. Meglio nel secondo tempo quando si mette centrale puro. Ma deve ancora macinare tanti allenamenti. Le potenzialità comunque, secondo me, ci sono.

GUNTER 7+ Il migliore in assoluto. Tre, quattro interventi determinanti che hanno sbrogliato situazioni potenzialmente esplosive. Bravo a braccare Mkhitayan lanciato verso la porta del Verona, riesce a mettere una toppa all’errore di Cetin, che aveva tenuto in gioco l’armeno giallorosso. Di testa sono tutte sue, non si scappa. Considerando che gioca con due compagni di reparto “inediti”, mezzo voto in più è tutto guadagnato. Esce stremato.

RÜEGG (dal 21′ s.t.) 6 Aiuta la manovra con una bella corsa.

EMPEREUR s.v.

LOVATO (dal 18′ p.t.) 7 Che partita del classe 2000. Entra a freddo al posto di Empereur e non mostra mai un’incertezza, mai un attimo di paura.E’ determinante in un paio di situazioni calde in area di rigore del Verona. Lui c’è e riporta tutto alla calma. Juric ha detto che deve crescere lentamente. Se questa è la base di partenza, il futuro di questo ragazzo, e dell’Hellas, promette bene.

FARAONI 6.5 Primo tempo un po’ col freno a mano tirato, si vede solo in una volata stupenda che ha meno fortuna di quella che avrebbe meritato. Cresce nella ripresa, inizialmente nella sua tradizionale posizione, largo a destra. Poi quando è costretto a fare il terzo di difesa. Una grande giocata al decimo del secondo tempo: quasi dalla linea di fondo rischia di trovare un gol assurdo, a Mirante battuto. Gli manca un pizzico di fortuna per centrare la porta.

TAMEZE 6 Magari mezzo voto in più se lo meriterebbe pure, ma nel primo tempo sciupa un’occasione gigantesca. Passi l’istinto miracoloso di Mirante, che in contro tempo riesce a deviarla, ma il centrocampista ha la posta spalancata e calcia troppo centralmente. Peccato, perché di occasioni così difficilmente una grande squadra te le concede. Per il resto, ha buona qualità, ma fisicamente deve lavorare ancora molto. Bellissimo l’assist che Di Carmine sciupa a due passi da Mirante.

BARAK (dal 21′ s.t.) s.v.

VELOSO 6 Lo scorso campionato, alla prima, il professore deliziò il pubblico gialloblù con la punizione che mise in pari le cose con il Bologna. Oggi meno appariscente, meno “professore”, ma comunque importantissimo per questa squadra, che dai suoi piedi e le sue geometrie non può prescindere. Da brividi il calcio piazzato che rischia di ingannare Mirante. Il portiere della Roma è bravo a salvare il risultato.

DIMARCO 6.5 Finisce dove ha iniziato. Anzi, meglio. La crescita di questo ragazzo continua e grazie al lavoro di Juric si è guadagnato un ruolo importantissimo in questa squadra. Bene in fase di spinta, altrettanto bene quando deve difendere. Gli scorsi sei mesi danno i frutti sperati. La strada è decisamente quella giusta per Federico. Sfiora un gol capolavoro con una palombella che si stampa prima sulla traversa e poi sul palo.

DANZI 6 Non è facile giocare una partita così per lui, l’anno scorso condizionato da un problema alla caviglia. Juric lo mette dentro per disperazione, ma non vuole questa essere una “diminutio” nei suoi confronti. Perché ce la mette tutta, lascia il cuore in campo, e anche il flessore della coscia destra, che lo lascia a piedi nel finale. Segue spesso Veretout come se fosse un’ombra e questo gli toglie tantissima energia in fase di impostazione.

TUPTA 5.5 Evidentemente è sceso in campo a stomaco vuoto, perché si è divorato un gol facile facile, un rigore in movimento, come dicono quelli che raccontano il calcio con linguaggio barocco. Per carità, non gli manca la buona volontà, così come la corsa. Ma certi errori pesano nel giudizio finale. Non esce dallo spogliatoio dopo l’intervallo.

ZACCAGNI (dal 1′ s.t.) 6 Lontano anni luce dalla condizione migliore, è comunque molto più vivace di Tupta e anche più pungente. Quando punta sulla sinistra crea qualche imbarazzo alla difesa della Roma. Mette minuti nelle gambe, per essere pronto per domenica prossima, quando al Bentegodi arriverà l’Udinese.

DI CARMINE 5.5 Non può non influire nel giudizio finale l’occasione ciclopica che cicca clamorosamente. Solo, a mezzo metro da Mirante, con un pallone solo da buttare dentro di testa, la spara alta. Un errore grave per un attaccante, che vanifica il lavoro che Samuele ha fatto per la squadra. Tanto sacrificio e tante sportellate, che lui sa di dover mettere in conto. Ma non può dimenticarsi di segnare.

ILIC (dal 32′ s.t.) s.v.

ALL. JURIC 7.5 (dalla tribuna stampa) Non ce ne voglia Paro, che era in panchina, al posto del tecnico di Spalato, squalificato. Ma Ivan regala uno spettacolo autentico, in piedi, tra i banchi di noi giornalisti. Urla, strepita, conduce come un direttore d’orchestra i suoi, che regalano una prestazione gigantesca. Buona nel primo tempo, quasi dominante nel secondo. Il Verona conclude con due traverse e in totale tre occasioni clamorose. Avrebbe meritato la vittoria. E pensare che alla vigilia del debutto in campionato, si era detto disperato, il vecchio volpone croato. Che inizio, ragazzi!

29
lug 2020
AUTORE giovanni.vitacchio
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IL PAGELLONE DI VERONA-SPAL

RADUNOVIC 6 Due parate nel giro di venti secondi a dieci minuti dalla fine. Si fa trovare pronto, in una partita nella quale non viene praticamente mai chiamato in causa dagli attaccanti della Spal. Addormentarsi sarebbe stato un attimo eh.

FARAONI 7 Ruolo inedito quest’anno per lui, nei tre centrali di difesa. Una passeggiata di salute, come se avesse sempre giocato lì. Riesce anche a segnare il quinto gol stagionale, che lo conferma tra i migliori esterni del campionato. Impressionante la facilità con la quale lo si vede sia nelle fasi d’attacco, sia in quelle di difesa. Un altro che ha fatto una crescita spaziale e non può essere un caso che il salto di qualità lo abbia fatto con Juric in panchina. Va blindato.

GUNTER 7 Mentre qualche tifoso pensa che uno come Petagna potrebbe essere l’attaccante ideale del Verona del futuro, lui, che se lo trova davanti, gli impartisce una dura lezione. Lo annulla, non facendogli mai vedere palla. Elegante in uscita, efficace nelle chiusure. Un altro di quelli sui quali Juric vuole costruire qualcosa per il futuro. A ragion veduta, aggiungerei.

DIMARCO 7 Mamma mia che partita!!! Gioca da terzo centrale di difesa, ma si ritrova spesso ad essere attaccante aggiunto, con una qualità finora mai vista prima da lui. L’assist per la doppietta di Di Carmine è suo, ma al di la di questo, entra tantissime volte in area di rigore e va anche vicino al gol con un sinistro che non prende il giro giusto. E se fosse lui il centrale della prossima stagione?

BORINI 6.5 Gli uomini contati costringono Juric a metterlo sulla fascia destra, ruolo che ha già masticato, al Liverpool e al Milan. Certo, in queste settimane la condizione è quello che è, e complice anche il grande caldo non ha la gamba per fare tutta la fascia. Per lui, però, una grande occasione e un paio di infilate in area di rigore. Oltre all’eccezionale voglia di mettersi a totale disposizione della squadra. Pare che sia vicino al rinnovo. Sarebbe cosa buona e giusta.

ZACCAGNI (dal 32′ s.t.) 6 Gli bastano pochi minuti per andare vicino al gol. Peccato.

AMRABAT 7 Gioca la sua ultima partita con la maglia del Verona, al Bentegodi, con la stessa forza vista durante tutta la stagione. Si mette davanti alla difesa, a proteggerla e dalle sue parti non passa nessuno. Solita corsa, solita capacità di prendersi sul groppone i compagni. Salutiamo la più grande sorpresa di questa stagione. Un giocatore arrivato per tappare il buco lasciato da Badu, fermato la scorsa estate da una micro embolia, e diventato già alla seconda giornata insostituibile. Sarà dura sostituirlo…

BADU (dal 43′ s.t.)

VELOSO 6.5 Il professore si trova di fronte Valdifiori, che negli di Sarri sembrava essere il nuovo Iniesta italiano. Un abbaglio, ovviamente. Miguel, dall’alto dei suoi 34 anni vince lo scontro, senza nemmeno far troppa fatica. Tiene la barra dritta e gestisce le forze fino al 94esimo.

LAZOVIC 7 Forse il suo miglior primo tempo della stagione. E’ parso letteralmente indemoniato. Nei primi 45 minuti tutte le azioni più pericolose del Verona sono passate dalla sua fascia e dai suoi piedi. Contro la Spal è arrivato il settimo assist stagionale, per quello che, non dimentichiamolo mai, la scorsa estate era senza contratto. E anche lui, come Faraoni, è diventato uno dei migliori esterni della serie A.

EYSSERIC 6.5 Mi è piaciuto. Sempre in movimento, è parte fondamentale nel meccanismo che porta al secondo gol del Verona. A sinistra, dietro la punta, è decisamente a suo agio e, tra giocate di fisico e altre di fino, lascia il segno sulla partita. Vicino al gol con una bella botta di destro nel secondo tempo. Lo abbiamo visto col contagocce, chissà se lo vedremo ancora in futuro.

SALCEDO (dal 43′ s.t.)

PESSINA 7 Forse l’ho già detto altre volte: dove lo metti, sta. Con la Lazio Juric lo mette a centrocampo, con la Spal dietro la punta. E lui si appella alla solita qualità e alla solita intelligenza tattica. Galleggia tra le linee, noncurante della mattonella sulla quale muoversi. Libero da briglie tattiche, si esalta nel lungo come nello stretto. Anche lui saluta il Bentegodi. Quanto vorrei che fosse solo un arrivederci.

DI CARMINE 7 Due gol, altre due grandissime occasioni che, con un pizzico di cattiveria in più avrebbero fatto lievitare il suo bottino personale e quello del Verona. Ottava rete stagionale, che fa di lui il bomber dei gialloblù. Una doppietta con la quale spera di entrare nella rosa dei giocatori che Juric ritiene fondamentali per il prossimo futuro dell’Hellas. Non è cosa scontata, ma lui ci prova.

PAZZINI (dal 29′ s.t.) s.v. Sarebbe stato perfetto concludere con un suo gol…

ALL. JURIC 7 Per capire il suo Verona, qualora qualcuno si fosse perso per strada, bisogna riguardare gli ultimi cinque minuti di partita. I suoi, avanti 3-0, stremati dopo aver corso in lungo e in largo con 35 gradi e l’80% di umidità, vanno a pressare la Spal all’altezza della sua area di rigore. Questo è lo spirito del Verona, questo è il dna che il tecnico di Spalato è riuscito a modificare nei colori gialloblù. Un capolavoro su gambe quest’uomo. Mi auguro che Setti faccia il possibile, e anche di più, per accontentarlo. Da lì passa il destino del Verona.

26
lug 2020
AUTORE giovanni.vitacchio
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IL PAGELLONE DI VERONA-LAZIO

RADUNOVIC 5 Gioca la prima da titolare e se ne torna a casa con cinque gol sul groppone. Sbaglia sopratutto in occasione del rigore che porterà al quinto gol della Lazio. Esce sbagliando totalmente il tempo e travolge Immobile. Fallo che non si discute. Peccato, davvero, perché nel primo tempo si era comportato discretamente.

RRAHMANI 6 La Lazio ne fa cinque e mi sto ancora domandando come abbia fatto. Sembra una barzelletta ma il kosovaro, in particolar modo nel primo tempo, ci mette del suo nel limitare gli attaccanti, senza grande fatica, tra l’altro. E’ sfortunato in occasione del gol di Correa: frana a terra, incespicando su un ciuffo d’erba e spalanca la strada alla vittoria biancoceleste.

GUNTER 6.5 Per lui vale lo stesso discorso fatto per Rrahmani. Un primo tempo autorevole, senza sbavature. Partita giocata bene, questa volta senza alcuna leggerezza. Anche nell’azione che porta al rigore per la Lazio controlla bene Immobile, che viene però steso da Lazovic. Io sono convinto che debba essere un elemento sul quale puntare ancora nel Verona che verrà.

VELOSO 6 Costretto a fare l’alchimista, Juric lo mette a fare il terzo di difesa, sul centro sinistra. Un’idea non scellerata, visto che ha piedi buoni per far partire l’azione da dietro. Tra l’altro, non rinuncia a cercare fortuna in avanti: bello il suo destro che Strakosha mette in angolo non senza difficoltà. Insomma, può essere una soluzione per il tecnico di Spalato. Purché sia davvero in emergenza, però.

FELIPE (dal 41′ s.t.) s.v.

FARAONI 6.5 Polmoni a mantice per il romano. Tanti bei cross che però non riescono mai a trovare qualcuno in area di rigore, perché il Verona, di fatto, gioca senza una vera prima punta. Quando gli riesce diventa attaccante aggiunto, senza la stessa fortuna avuta in altre occasioni in questa stagione. Esce stremato a dieci minuti dalla fine.

DIMARCO (dal 34′ s.t.) s.v.

AMRABAT 6.5 E’ ovunque, come sempre: difesa, centrocampo, attacco. Quello che colpisce è la lucidità con la quale gestisce le sue forze nel corso della partita. Meno esplosivo rispetto al solito, rimane però pilastro fondamentale della squadra. Non voglio dire insostituibile, perché bisogna pensare subito a come rimpiazzarlo, in vista della prossima stagione. Segna il suo primo gol stagionale, su rigore. Bellissima la felicità negli occhi di Juric dopo la rete.

PESSINA 6.5 Sarà che sono condizionato, perché secondo me questo ragazzo è un piccolo fenomeno, ma anche oggi gioca una partita di livello. A me rimangono negli occhi un lancio da trenta metri senza nemmeno guardare e il bellissimo assist per Lazovic che poi colpisce il palo. E’ prezioso, come sempre nel tenere uniti centrocampo e attacco. Si muove tra le linee con grandi qualità e sapienza calcistica.

LAZOVIC 6 Meriterebbe forse mezzo voto in più, perché gioca bene, ed è anche sfortunato quando al quinto del secondo tempo prende un palo, a Strakosha praticamente battuto. Però è ingenuo nell’azione che porta al primo rigore per la Lazio. Entra troppo scomposto e a quel punto non riesce ad evitare Immobile, che appena arriva un soffio di venta stramazza a terra.

EYSSERIC 6 Una cosa si può dire di questo ragazzo, non ha paura di niente. Si butta su ogni pallone, affronta tutti i contrasti senza tirare mai indietro la gamba. Ecco, non è una punta, questo mi pare evidente e qualcosa di meglio per quello che riguarda la qualità deve farlo. E’ anche vero che non è facile fare una partita quasi intera dopo mesi e mesi.

STEPINSKI (dal 41′ s.t.) s.v.

ZACCAGNI 6.5 Inizia la partita con un tacco “no look” che manda Lazovic sul fondo a crossare. Una serie innumerevole di giocate belle e utili. E’ bravo a mandare in confusione Luis Felipe, più di una volta, soprattutto quando il difensore della Lazio pensa bene di stenderlo in area di rigore durante un’azione praticamente morta. Conferma il grande scatto mentale, che lo ha fatto diventare uno dei leader di questa squadra.

SALCEDO (dal 22′ s.t.) 5 Di testa, si mangia un gol fatto a mezzo metro da Strakosha. Lì bisogna fare solo una cosa: segnare.

BORINI 6 Una fiammata nel secondo tempo quando chiama Strakosha ad una bella parata sulla sua bomba di destro. In generale cerca di fare ciò che può, senza dimenticare una condizione fisica non eccellente. La testa, probabilmente, è anche al futuro. Nei prossimi giorni capiremo se dopo la conferma di Juric arriverà anche la sua. Non sarebbe male.

DI CARMINE (dal 22′ s.t.) s.v.

ALL. JURIC 6 Il risultato più bugiardo di questa stagione stratosferica. E’ davvero difficile trovare una spiegazione a questa sconfitta se non nella maggior qualità della Lazio che ha avuto cinque occasioni e ha fatto cinque gol. Lui è costretto a fare le nozze coi fichi secchi. Ma più di tanto non è che possa inventarsi. A questo punto della stagione, con tanti infortunati in infermeria, ha tutte le attenuanti del caso.

23
lug 2020
AUTORE giovanni.vitacchio
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IL PAGELLONE DI TORINO-VERONA

SILVESTRI 6 Un primo tempo nel quale rischia clamorosamente di addormentarsi. Zaza e Belotti sembrano spaesati come due cinesi per la prima volta a Roma. Nella ripresa le cose cambiano un pochino e il Toro cerca di scuotersi. Sul gol di Zaza, onestamente, non può fare nulla.

RRAHMANI 7 Fa sparire Belotti per lunghi tratti della partita. Non c’è contrasto che perda, palla a terra o aereo. Domina la sua zona di campo con grande facilità e aiuta le ripartenze del Verona. Prezioso, come sempre, anche il suo contributo in fase offensiva ma, purtroppo per lui, il primo gol stagionale proprio non ne vuole sapere di arrivare.

GUNTER 5.5 Succede un po’ quello che è successo sabato scorso contro l’Atalanta. In quell’occasione aveva rovinato tutto con una papera clamorosa, tentando di far ripartire l’azione del Verona. Contro il Toro tiene a bada Zaza e Belotti per tutto il primo tempo, ma nella ripresa, alla prima vera occasione dei granata, latita e perde Zaza, che pareggia. Un’unica disattenzione che macchia una prestazione, fin lì, impeccabile.

EMPEREUR 6.5 Il post lockdown ha trasformato il brasiliano, spesso elogiato da mister Juric ed evidentemente condizionato in positivo dalla stima del tecnico. Anche contro il Toro non un errore e un duello tutto sommato vinto con Zaza, che pur segna. Sarà anche un gregario, ma un gregario di qualità, sul quale il Verona potrà ancora fare affidamento.

FARAONI 6.5 Produce il solito grande lavoro, attento dietro e propositivo in fase offensiva. Qualche cross pregevole che non sortisce, però, gli effetti desiderati. E’ un ingranaggio perfetto per il gioco di Juric, al quale il Verona non deve rinunciare. E’ uno di quelli da blindare, per mettere a tacere interessi di mercato vari ed eventuali.

PESSINA 6.5 Dove lo metti, sta. Juric lo piazza di fianco a Veloso per tappare il buco lasciato da Amrabat, squalificato. Pensate che per lui possa aver fatto differenza cambiare ruolo? Ovviamente no. Solite qualità e intelligenza tattica, impreziosite dal suo marchio di fabbrica: non sprecare un pallone che sia uno.

VELOSO “Orfano” di Amrabat, con Pessina forma però una coppia centrale di centrocampo di enorme qualità. Per lui vale lo stesso discorso fatto per il talento di proprietà dell’Atalanta: gestisce la manovra gialloblù con la solita visione illuminante. E corre, corre come un matto. Una risposta a chi, in questa fase finale, lo aveva piazzata sul carrello dei bolliti.

LAZOVIC 6+ Qualche azione delle sue, su tutte quella sgroppata sulla sinistra, con assist da manuale per Verre, che si divora un’occasione clamorosa. Certo, non sembra più essere travolgente, ma potrebbe davvero esserlo ancora dopo la stagione che ha fatto? Dopo tutto quello che ha dato a questo Verona? Umano che stia un po’ rifiatando.

DIMARCO (dal 33′ s.t.) s.v.

VERRE 5.5 Ah Valè, quei gol lì bisogna farli, mannaggia. Si divora un rigore in movimento, forse per mancanza di convinzione. Quella convinzione che potrebbe fargli fare il salto di qualità che ancora manca. Perché ha i colpi, ha i numeri per diventare importante per questa squadra. A volte sembra essere indolente, ma voglio credere che sia solo un’impressione.

EYSSERIC (dal 5′ s.t.) 6 Si fa notare per un paio di cross super, formando un bel tandem con Faraoni.

BORINI 7 Il migliore in campo. Quando ha gamba e sta bene fisicamente conferma di poter fare la differenza. I difensori del Toro faticano a stargli dietro. Non ci riescono con le buone, ci pensa Nkoulou con le cattive, rifilandogli una gomitata che gli costa rigore e giallo (ma era da rosso). Va sul dischetto e senza batter ciglio manda pallone da una parte e Sirigu dall’altra.

STEPINSKI (dal 33′ s.t.) s.v.

SALCEDO 6 Sullo slancio dell’ottima prestazione contro l’Atalanta, Juric lo mette dentro dal primo minuto. Tante buone intenzioni che rimangono, però, idee a metà. Dovrebbe essere il terminale d’attacco, ma a lui piace muoversi liberamente. E questo atteggiamento non ha pagato dividendi come avrebbe sperato.

ZACCAGNI (dal 19′ s.t.) 6 Porta un po’ di aria frizzante in attacco.

ALL. JURIC 6.5 I suoi ragazzi trovano motivazioni in una partita che non avrebbe nel rinnovo triennale del tecnico di Spalato. Un primo tempo dominato, con il Torino quasi incapace di superare la linea di centrocampo. Nella ripresa si avvicina al colpo del ko, ma i granata, pur passeggiando, si risollevano e nel primo pallone toccato da Zaza trovano il pareggio. Veloso e compagni provano ancora a vincerla, fino alla fine, rendendo omaggio al dna del loro allenatore.

18
lug 2020
AUTORE giovanni.vitacchio
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IL PAGELLONE DI VERONA-ATALANTA

SILVESTRI 7.5 Due super parate nel primo tempo, una su Pasalic, l’altra su Zapata. In particolare quella sul centrocampista croato ha scosso il Verona che da quel punto in avanti è uscito dal guscio, mettendo in difficoltà l’Atalanta. Fenomenale nel secondo tempo quando nel giro di cinque secondi salva prima su Gomez poi su Zapata. Dopo qualche prestazione così così, si è ritrovato splendidamente.

RRAHMANI 6.5 In palla, cerca più del solito gloria in attacco. Questo, però, non gli fa perdere lucidità quando si tratta di difendere, anche perché di fronte si trova il Papu Gomez. Determinante nel gol del pareggio dell’Hellas. Tira una cannonata che Gollini non riesce a trattenere e lì, quatto quatto, chi c’è? Pessina…

GUNTER 5 Butta via un primo tempo praticamente perfetto con una papera clamorosa, impossibile da spiegare. Inciampa sul pallone e di tacco serve un assist al bacio a Zapata che non se lo fa dire due volte e la mette dentro. Tutte le altre valutazioni, ahimè, si annullano. Fortunatamente la sua topica non incide sul risultato.

LOVATO (dal 36′ s.t.) 6 Che personalità il ragazzo. Entra in un momento caldo e non si fa prendere dall’emozione per il suo debutto in serie A.

EMPEREUR 6.5 Attento fino all’ultimo secondo, dell’ultimo tempo. Preziosa una sua chiusura a due dalla fine, con Muriel in agguato a due passi da Silvestri. Bada al sodo, senza tanti fronzoli. Fa quello che deve e gli riesce bene. Malinovskyi ci prova soprattutto da fuori, e non gli va bene. Nell’uno contro uno va sistematicamente a sbattere contro il brasiliano.

FARAONI 6.5 Si ritrova sul testone una gran bella opportunità per pareggiare, ma invece che il palo lontano mira quello più facile da coprire per Gollini. Forse poteva fare meglio. Detto questo, gioca una buonissima partita, tornando ai livelli pre covid. Tanta corsa e tanta qualità. E’ uno di quelli che bisogna assolutamente blindare, tra i migliori esterni di tutto il campionato.

AMRABAT 7 Qualcuno lo ha bocciato dopo la sconfitta di Roma, colpevole di aver dato il “la” al secondo gol dei giallorossi. Una tesi che io non ho condiviso. E per tagliare la testa al toro, contro l’Atalanta, il centrocampista dai mille polmoni è tornato ad essere il migliore in campo oltre ogni ragionevole dubbio. Decine e decine di palloni recuperati, chilometri macinati nonostante gli oltre trenta gradi. Inesauribile.

VELOSO 6.5 Sembra aver perso il tocco magico sui calci piazzati. Quello che non perde, però, è la qualità con la quale gestisce la metà campo. Dai suoi piedi passano tutte le azioni del Verona. Dispensa palloni col contagiri e dimostra anche di stare bene fisicamente, nonostante il grande caldo e le 34 primavere.

LAZOVIC 5.5 Non al 100% della condizione fisica, non riesce ad accendersi come solo lui sa fare. Non prova nemmeno le sue tipiche giocate, capaci di creare in attacco la tanto bramata superiorità numerica. Pensa più che altro a rispettare le consegue difensive, finché Paro lo richiama in panchina, che raggiunge zoppicante

DIMARCO (dal 27′ s.t.) s.v.

PESSINA 7 Sette come i suoi gol stagionali, che altro non fanno che aumentare il valore di questo ragazzo, nuovo trend topic del calciomercato. Su di lui Roma e Milan. Gioca, come sempre, una partita di grande intelligenza tecnica e tattica, con un paio di perle sublimi. E se poi continui a segnare, non puoi decisamente chiedere di più.

ZACCAGNI 6+ Meno dirompente rispetto alle ultime partite, in particolare la trasferta di Roma. Ciò nonostante, conferma di stare bene, sia fisicamente, sia mentalmente. Un paio di inserimenti interessanti e giocate nello stretto utili alla manovra della squadra in fase offensivo. Paro decide di farlo rifiatare non facendolo tornare in campo dopo l’intervallo.

BORINI (dal 1′ s.t.) 6 Si mette in mostra un paio di volte e in generale aiuta la squadra a spostare il baricentro del suo gioco verso la porta di Gollini.

SALCEDO 7 Sciupa una grandissima opportunità, nel primo tempo, quando si trova tutto solo in area di rigore dell’Atalanta, libero di colpire di testa. La mira, però, è un’altra roba. Non si perde d’animo e nella ripresa diventa il giocatore più pericoloso dei gialloblù. Due occasionissime nel giro di tre minuti spaventano l’Atalanta, che non riesce a contenerlo. Si muove su tutto il fronte d’attacco con gran leggerezza. Paro, per me inspiegabilmente, lo toglie nel suo momento migliore. E lui non sembra gradire.

DI CARMINE (dal 27′ s.t.) s.v.

ALL. PARO 7 Il suo Verona riesce a fermare la squadra più in forma di tutto il campionato. Dopo la ripresa l’Atalanta le ha vinte tutte, tra quelle contro Juventus e, appunto, Verona. Chiaramente la mano è quella di Juric, ma, come detto già in occasione dell’altra sua presenza come “primo”, porta le sue idee. Gestisce bene i cambi. Forse l’unico che mi ha convinto poco è stato quello di Salcedo, ma alla fine ha avuto ragione lui. Bravo.

16
lug 2020
AUTORE giovanni.vitacchio
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IL PAGELLONE DI ROMA-VERONA

SILVESTRI 6 Non colpevole sui gol della Roma, qualche incertezza su cose meno determinanti. Diciamo che non brilla della stessa luce che ha emanato per lunga parte del campionato. Ma per tutto quello che ha fatto quest’anno, si conferma uno dei migliori portieri della categoria.

KUMBULLA s.v. La coscia destra lo tradisce. Speriamo che non finisca qui la sua stagione, anche se il timore c’è.

DIMARCO (dal 18′ p.t.) 6+ Il suo ingresso in campo scombina le carte e manda in confusione la Roma. Lui entra bene, con tanta voglia e la giusta lucidità. Qualche bell’inserimento, mentre qualcosa di meglio, secondo me, deve fare in materia di cross.

GUNTER 6.5 Mezzo voto in meno perché, ahimè, si perde Dzeko (con la complicità di Empereur) in occasione del raddoppio della Roma. Peccato, perché gioca con grandissima sicurezza e pulizia in ogni suo intervento. Tantissimi gli anticipi decisivi, dentro e fuori dall’area di rigore. Con Kumbulla fuori dai giochi per un problema muscolare, non soffre il ruolo di leader della difesa.

EMPEREUR 6+ Anche per lui mezzo voto in meno, per le stesse motivazioni di Gunter. Ma la sua prova conferma una grande crescita tecnica e motivazionale. Sente la fiducia del mister e la ripaga ogni volta che viene messo in campo. Ingiustamente punito da Maresca che vede un rigore dove invece c’è un anticipo clamoroso sull’avversario.

FARAONI 6.5 Dopo l’uscita di Kumbulla, va a fare il quarto di difesa, con licenza di contenere più che spingere. Eppure non riesce a contenersi, perché sta bene e le gambe hanno ripreso a girare come prima dello stop per covid. Solito stantuffo al quale Juric non potrebbe mai rinunciare. Anche perché con Adjapong fuori per stiramento di alternative non ce ne sono.

AMRABAT 7 Forse la miglior partita di coppia insieme a Veloso, quest’anno. Dove non arriva lui, arriva il suo compagno di reparto, e viceversa. Una gara in crescendo, col pallone che tra i suoi piedi è più al sicuro che nel caveau di Sotheby’s. Ha la forza per distruggere il gioco della Roma e costruire quello del Verona, dimostrando una nuova dote di suggeritore per gli attaccanti.

BADU (dal 37′ s.t.) s.v.

VELOSO 7+ Dopo un paio di partite in difficoltà, i soliti sapientoni hanno storto il naso per il suo rinnovo di contratto, alla veneranda (?) età di 34 anni. Chissà cosa diranno dopo la sua prestazione all’Olimpico. Il professore è tornato in cattedra, con buona pace dei supplenti. Inventa calcio in lungo e in largo. Da guardare e riguardare un’apertura a 30 metri che fa per Zaccagni nel primo tempo. Poesia.

STEPINSKI (dal 37′ s.t.) s.v.

LAZOVIC 6 Meno ispirato del solito, questa è una delle notizie più clamorose della serata. Per colpa dell’infortunio di Kumbulla, torna al suo ruolo originario, largo a destra, sulla linea del centrocampo. Tenta le sue solite giocate e alcune gli riescono anche, ma in generale fa meno paura rispetto alle ultime da fenomeno. Salva un gol sulla linea, a porta spalancata.

PESSINA 8 Un’altra partita sontuosa per il prodotto del vivaio del Monza. Si muove come un ghepardo tra le linee, creando attacchi di labirintite ai giallorossi. A memoria non ricordo un pallone scialacquato, o comunque giocato senza una logica. Una crescita continua che mi auguro possa proseguire a Verona almeno per un’altra stagione. Ah scusate, quasi dimenticavo, segna un gol da fenomeno vero, di tacco, come in passato ha fatto gente come Bettega, Del Piero, Crespo, Mancini… e Di Carmine.

ZACCAGNI 7.5 Devastante, ha trovato il suo ruolo e, probabilmente, ha anche trovato se stesso quest’anno. Merito di Juric, che ha creduto in lui, ma merito soprattutto suo, che ci ha messo la testa, lavorando sulla continuità. A sinistra salta sistematicamente l’avversario. Travolgente l’azione che lo porta a servire l’assist per il gol capolavoro di Pessina. E’ uno di quelli che non sembra stia giocando ogni tre giorni. Incontenibile.

SALCEDO (dal 18′ s.t.) 6 Parte un po’ “intorpidito”, ma col passare dei minuti si accende e crea scompiglio nella difesa della Roma che sembra stare in piedi con lo sputo. Il campo gli manca da tanto tempo e spezzoni di questo tipo possono aiutarlo a ritrovarsi.

VERRE 6- Nello stadio che lo ha visto giocare proprio con la maglia della Roma, non gli riesce di lasciare il segno come vorrebbe. Gioca da “falso” nove e fatica non poco a trovare la sua posizione. Sbaglia cose tutto sommato semplici e non sempre sembra reattivo sulle seconde palle concesse dalla Roma.

EYSSERIC (dal 18′ s.t.) s.v.

ALL. JURIC 8 Questa squadra non ha più nulla da dire, se guardiamo alla classifica, ma contro la Roma stupisce nuovamente tutti noi, con una delle migliori partite della stagione. Un risultato clamorosamente bugiardo, condizionato da un arbitro evidentemente non all’altezza che tra l’altro, per una parola di troppo di Juric, incazzato per il rigore dato alla Roma, ha fatto l’offeso cacciandolo fuori. Con gli uomini contati, il tecnico croato dà una lezione di calcio a Fonseca. Il Verona “calcio champagne”, la Roma “calcio Tavernello”.

MARESCA 3 Concede un rigore inesistente alla Roma. Non concede un rigore clamoroso al Verona, per un fallo di mano di Dzeko su tiro di Zaccagni. Non va a vedere al Var un altro potenziale rigore per un contrasto da Pau Lopez e Zaccagni. Può bastare?