IL PAGELLONE DI VERONA-NAPOLI

MONTIPO’ 5 Male sul gol di Hojlund. Invece di fare uno o due passi verso il palo, prova a saltare, ma senza trovare esplosività. Meglio su Elmas da fuori. Bravo ancora, sull’1-1 a blindare la porta sulla conclusione ravvicinata, ancora di Elmas. Sul gol decisivo di Lukaku è ancora poco reattivo. Il tiro è senza contrasto, è vero, ma anche centrale, lui ci va in maniera goffa e scomposta.

NELSSON 6.5 Con Bella Kotchap al centro dell’area, si sente più tranquillo e gioca con maggior leggerezza. Non avere a che fare con Hojlund, che è uno molto fisico, lo avvantaggia. Non è facile tenere Alisson, ma con mestiere ci riesce. Attento e preciso, come ci aveva abituato nella prima parte di stagione.

BELLA KOTCHAP 6.5 E’ vero che perde di vista Hojlund, libero di colpire di testa, tutto solo, in mezzo all’area di rigore. Ma il più responsabile sembra essere Montipò. Al netto di questa sbavatura, torna ai suoi livelli, altissimi, dopo un infortunio muscolare che lo ha condizionato, non poco. All’attaccante del Napoli rimane poco altro, col tedesco che lo domina. Purtroppo i muscoli, per lui che sembrava fatto d’acciaio, lo tradiscono ancora una volta. Si teme un altro lungo stop e chissà se lo rivedremo ancora con la maglia del Verona.

FRESE 6 (dal 9° s.t.) Attento.

EDMUNDSSON 7 Si da subito ha fatto vedere di essere pronto alla battaglia. Sensazione confermata anche contro il Napoli. Parte lento, ma quando scalda il motore i giri aumentano. Rimango dell’idea che i piedi non siano raffinati, ma dove non arriva con la tecnica, arriva col fisico straripante. Ha dieci polmoni, sto ragazzo, che ha paura di niente. Alla sua partita aggiungiamo un gol salvato sulla linea di porta, a Montipò battuto. Scusate se è poco.

OYEGOKE 5 Partendo dal fatto che la buona volontà non è mai una cosa scontata, lui ce la mette. Ma non è questo il suo problema. I suoi limiti sono proprio tecnici. Che poi, la cosa che non ti spieghi è che sbaglia cose talmente elementari da non crederci. E poi tira fuori un paio di cross che, a conti fatti, sembrano usciti a caso. Ha bisogno di giocare, tanto, ma forse, al momento, non in serie A.

SUSLOV 7 (dal 25° s.t.) A vederlo in campo, con questa volta, con questo attaccamento alla maglia, spinto da una missione impossibile, è inevitabile non pensare che con lui dall’inizio le cose sarebbero potute essere molto diverse per il Verona. Quanto ci sei mancato, Tommasino.

HARROUI 5.5 In una squadra in cui gli infortuni hanno contribuito pesantemente ad abbassare la qualità, lui, che di qualità ne avrebbe, fatica a spiccare, a mettersi in mostra. Nessun lampo, ma tante giocate scolastiche, che poco aggiungono e poco tolgono. L’atteggiamento è più propositivo rispetto alle ultime settimane, ma rimane sempre a metà del guado.

SLOSTSAGER s.v. (dal 37° s.t.)

GAGLIARDINI 6.5 Rientra dopo un infortunio davvero fastidioso, alle costole. Pare un po’ timoroso, pronti e via. Ma lotta come un leone. Alterna giocate deliziose a qualche errore che non ti aspetti. Stringe i denti, nonostante la condizione non ottimale e alla fine è quello che corre di più un campo. E’ un leader, sicuramente più silenzioso rispetto a uno come Duda, ma di certo non si tira mai indietro.

AKPA AKPRO 7 Dopo un primo tempo difficile, col Verona che non riesce a reagire di fronte a un Napoli tutt’altro che irresistibile, prende le misure nella ripresa quando i gialloblù iniziano a crederci. Corre come un dannato e si avventa su ogni pallone gli capiti nei paraggi. Tanta quantità, ma dimostra di saper calciare, pure bene, quando batte Meret per il meritatissimo 1-1. Esce stanchissimo e colpito dai crampi.

NIASSE s.v. (dal 37° s.t.)

BRADARIC 5 Primo tempo brutto, sempre in difficoltà e in soggezione davanti a Politano. E’ sempre costretto a stare indietro ma quelle volte che può attaccare, sbaglia in maniera fanciullesca. Meglio nella ripresa, ma nulla che riesca a riscattare un partita, e un periodo, per niente felice.

SARR 4 Non è in fiducia per fare le cose più basilare, eppure invece di concentrarsi sulle giocate più semplici, prova i colpi di tacco. Con risultati, ovviamente, discutibili. Non si riesce mai a trovare con Bowie, lasciando lo scozzese tutto solo a fare sportellate. Mi domando se gli si stia facendo un favore a farlo giocare in queste condizioni mentali.

MOSQUERA 5 (dal 9° s.t.) Impatto quasi nullo.

BOWIE 5.5 Io lo dico sin da ora, poi magari potrò ricredermi, o rimanere deluso: a me questo ragazzo piace. La tecnica non è il suo forte, ma mette il fisico al servizio della squadra. Tiene su tutto quello che può, si prende falli, fa reparto da solo, abbandonato da Sarr. Ci crede, anche se fatica a tirare verso la porta. Ma non si arrende mai. Sarebbe da 6, ma ha sulla coscienza aver fatto tirare troppo facilmente Lukaku per l’1-2 decisivo.

ALL. SAMMARCO 6 Ritrova Gagliardini e Akpa Akpro, ma non fa in tempo a godersi i rientri che il suo Verona si trova già sotto di un gol. Solite disattenzioni, solito atteggiamento rinunciatario. E’ uno shock dal quale i suoi faticano a riprendersi. Ma passano i minuti e l’impressione è che i gialloblù ci credano, complice anche un Napoli sbadato. E nella ripresa escono gli attributi e la voglia di esserci ancora, fino alla fine. L’Hellas la riprende e sembra quasi poterla ribaltare. Ma la stagione è maledetta, così come questa partita. E tocca ancora capire come sia possibile che sia andata così.

IL PAGELLONE DI SASSUOLO-VERONA

MONTIPO’ 5 Viene tradito dalla leggera deviazione di Frese sul gol di Pinamonti, ma il tiro era tutto sommato centrale. Riesce a parare il rigore di Berardi, col pallone che però finisce ancora una volta sul sinistro dell’attaccante del Sassuolo. Non reattivo sul gol del 3-0 dei padroni di casa, mette insieme poi un paio di uscite da brividi. Sempre insicuro, anche coi piedi.

EDMUNDSSON 5.5 Inizia largo a destra, senza alcun impaccio, trovando qualche lancio interessante. Fisicamente ormai abbiamo capito che può essere un fatto e che dalle sue parti si fa fatica a passare. Alla lunga anche lui si perde e non è certo da lui che ci si aspetta la carica per risalire.

NELSSON 5.5 A dirla tutta, Pinamonti gioca un solo pallone e lo mette dentro. Però il danese riesce a tenerlo quasi sempre. Purtroppo è quel quasi che oggi fa la differenza. Rimane il più grande mistero di questa stagione, nonostante contro il Sassuolo non sia stata la sua prestazione peggiore. Ma rispetto a ciò che abbiamo visto all’inizio della stagione, questa è una controfigura da B-movie.

BELLA KOTCHAP 5 Sbaglia un pallone sanguinoso, che dà il via al gol del Sassuolo. Ma al di là di questo pasticcio non da lui, è tutta la partita che dimostra di essere in difficoltà. Evidentemente la condizione, dopo l’infortunio muscolare, è ancora quella che è, una ciofeca. Glielo concedo un passo falso, visto che finora è sempre stato il migliore di questa squadra scalcinata.

FRESE 5 Parte basso a sinistra, in una difesa a quattro inedita. Ma nel primo tempo spinge, eccome. E infatti crea non poche difficoltà a Coulibaly, che si becca il giallo e viene sostituito da Grosso ancora prima che finisca il primo tempo. Crolla, come tutti gli altri, in un secondo tempo terrificante

BRADARIC 5 Una buona prima mezz’ora, intraprendente e tutta all’attacco. Prova a mettere dentro qualche pallone invitante, ma finisce lettera morta. Quando il Verona va sotto, scompare anche lui. Nella ripresa perde gamba e non la ritrova nemmeno quando tenta di recuperare su Berardi lanciato verso il 3-0.

OYEGOKE 5 (dal 72°) Impatto zero.

NIASSE 3 Fallaccio sciagurato su Berardi, per il più sacrosanto dei calci di rigore. In una situazione, tra l’altro, tutt’altro che pericolosa, con Nelsson in controllo. Un errore imperdonabile, che caccia il Verona fuori dalla partita e, probabilmente, dalla serie A. Non è possibile fare una roba simile in serie A, non è comprensibile.

AL MUSRATI 4.5 Giusto qualche lampo, qualche lancio discreto per gli attaccanti. Ma sta diventando anche lui fastidioso. Non è colpa sua, ma è totalmente fuori contesto, fuori da un centrocampo che comunque è già abbastanza macchinoso. Cammina per il campo senza una logica. E si prende due gialli, uno dietro l’altro, che gli valgono il rosso. Salterà il Napoli e speriamo anche le altre.

HARROUI 5.5 Un buon primo tempo, di personalità. Si va a prendere i palloni per portare su la squadra. Fisicamente sembra girare bene. Il problema è che non dura abbastanza, nel senso che se la squadra cala, e cala, lui non riesce ad alzare nuovamente il ritmo. Secondo tempo non pervenuto, così come il resto dei compagni.

SUSLOV 6 (dal 72°) Un 6 solo perché è bello rivederlo in campo. Uno con la sua grinta è mancato come l’ossigeno a questa squadra.

SARR 4 Mi domando quale sia ancora il senso di farcelo vedere. Continua a danzare invece che giocare a calcio. Tocchetti, finte, tacchi, mille ghirigori per niente. Quando può tirare non tira, quando dovrebbe passarla, tira. Fa tutto il contrario di quello che dovrebbe e non ci mette nemmeno la voglia. Non fa nemmeno finta di avercela, sta voglia. Basta dai.

MOSQUERA 5 (dal 72°) Vedi Oyegoke.

BOWIE 5.5 Tanta lotta, la grinta di lanciarsi su ogni pallone. Tecnicamente non è Van Basten, però tenta anche qualche giocata che non ti aspetti. Si libera sempre bene, facendo a spallate con chiunque. Gli manca però il guizzo giusto. Tira una volta verso la porta, non bene. Poi l’occasione ce l’avrebbe anche, ma il gioco era fermo. Fa quel che può, con quello che ha anche a disposizione, ossia i compagni.

VERMESAN s.v. (dall’81°)

ALL. SAMMARCO 5 Un buon primo tempo, con il Verona che si fa preferire rispetto ai padroni di casa, rimasti sorpresi dall’atteggiamento dei gialloblù. Si gioca la carta della difesa a quattro, mettendoci così del suo, se non altro qualcosa di diverso rispetto a una settimana fa. Eppure i gialloblù finiscono il primo tempo sotto di due gol. E nella ripresa non riescono mai nemmeno a tentare di rientrare in gara. Prova qualche cambio, ma inutile, anche perché guardando la panchina viene da piangere. Forse è il caso di iniziare a buttare dentro qualche giovane che sia pronto a una prossima stagione da far tremare i polsi.

IL PAGELLONE DI PARMA-VERONA

MONTIPO’ 6 Attento su un paio di conclusioni del Parma, attento anche nelle uscite. Bernabè lo supera con un bel tiro da fuori, non potente ma angola e di controbalzo. Nel raddoppio è impossibile fermare Pellegrino che segna un gol facile facile. Forse poteva respingere meglio qualche secondo prima, ma non è una situazione agevole.

BELLA KOTCHAP 7 Quanto è mancato questo giocatore. Leader assoluto, tecnico e morale. Dirige la difesa, a dispetto di un semi addormentato Nelsson che continua a scivolare in basso. Fisicamente rimane una montagna da scalare a piedi nudi, praticamente impossibile. Salva anche un gol, praticamente sulla linea di porta, su Ondrejka. Sempre una garanzia.

NELSSON 5 Sta immobile a guardare Bernabè che segna il gol del vantaggio del Parma. Si rimette un po’ in carreggiata, controllando senza grandi problemi Pellegrino, che all’andato lo aveva fatto diventare matto. Nel momento un cui i padroni di casa torna a soffrire e si fa trovare totalmente fuori posizione proprio sul raddoppio di Pellegrino, che si conferma sua bestia nera. Il copione rimane purtroppo sempre lo stesso.

EDMUNDSSON 6 Dopo il buon debutto contro il Pisa, sembra finire anche lui inghiottito dal grigiore del Verona. Un po’ passivo, sbaglia tanti appoggi facili e anche il linguaggio del corpo confonde. Ma nella ripresa cresce alla distanza e i suoi interventi di testa, in area di rigore, sono spesso determinanti. In area è un fattore non da poco.

BELGHALI s.v. Rimane in campo un quarto d’ora e poi la caviglia sinistra lo tradisce nuovamente. Mah.

AKPA AKPRO 7 (dal 20°) Con Bella Kotchap il migliore del Verona. Al punto che ci si domanda come mai non sia partito dal primo minuto. Grande corsa, grande volontà e innumerevoli tentativi di svegliare la squadra da un torpore infinito. Se in fase offensiva non riesce a incidere, ma più per colpa dell’andazzo generale che per altro, difensivamente è il valore aggiunto. Neutralizza tantissime occasioni dei padroni di casa, con tempismo e precisione. Bravo nei contrasti, si prende un giallo vergognoso da Pairetto.

HARROUI 6 Torna nel campo sul quale ha dato il meglio di sé, per poi, però, spaccarsi il ginocchio. C’è un senso di rivalsa che rimane però un po’ solo nelle intenzione. In un primo tempo col Verona sotto di un gol e di un uomo, fatica a crearsi uno spazio. Ma il suo grande merito è di aver segnato il rigore del pareggio. Nella ripresa ci mette gamba, ma poco altro. Comunque un passo avanti.

SERDAR 5 (dal 79°) Niente da fare.

AL MUSRATI 5.5 L’unica cosa che si salva della sua partita è la corsa. Non da centometrista, sia chiaro, ma più da fondista. E’ quello che macina più chilometri, ma la posizione del corpo mi sembra sempre scomposta. Messo davanti alla difesa, prova a fare schermo, ma viene spesso saltato. In fase di costruzione non c’è, è inutile dire mille cose.

NIASSE 5.5 Un partita di discreta sofferenza, soprattutto nel primo tempo. Pur con un Parma tutt’altro che arrembante, viene costantemente superato dagli avversari. Lento è lento, e lo sappiamo. Ma non è mai in grado di fare qualche blocco. No parliamo del dialogo con Al Musrati, per parlano davvero due lingue diverse. Cresce un po’ nella ripresa, ma le gambe non vanno a pieno regime.

SLOTSAGER 5.5 (dal 79°) Entra discretamente, ma anche lui non difende bene nel raddoppio del Parma.

BRADARIC 5 Preferito a Frese, continua anche lui il periodo nero della sua stagione. La sua forza è sempre stata la velocità, ma l’impressione è che vada a due cilindri. Non salta mai l’uomo, non riesce mai a innestarsi. Ha qualche spiraglio di campo nella ripresa, ma non ci si infila con la giusta determinazione. Poca, poca roba.

ORBAN s.v. Viene cacciato dal campo per un insulto a Pairetto. Arbitro mediocre, indisponente e permaloso oltre ogni logica. Un cartellino giallo sarebbe stato sufficiente e invece questo direttore di gara che in otto partite in A in questo campionato ha tirato fuori tre cartellini rossi diretti.Fate voi.

BOWIE 6 Bravissimo a prendersi un calcio di rigore che avrebbe meritato anche l’espulsione di Circati. E’ un gesto tecnico da attaccante vero e lo aiuta a sbloccarsi. Nella ripresa bene nella gestione di diversi palloni, coi quali aiuta la squadra a sollevarsi. C’è lui anche in un altro episodio sospetto da rigore e anche in quel caso con un bellissimo movimento. A meno che non sia stato lui a chiedere il cambio, la sostituzione ha poco senso.

SARR 5 (dal 62°) Ha giocato?

ALL. SAMMARCO 5 Dopo il Pisa ha avuto una settimana per preparare l’ennesima ultima spiaggia. Piazza Nelsson su Pellegrino, al posto di Bella Kotchap ed è già la prima cosa che fa storcere il naso. Belghali alza bandiera bianca dopo un quarto d’ora e quindi ci si domanda se fosse davvero pronto. Per contro, entra Akpa Akpro, il migliore con Bella Kotchap, che non si capisce perché fosse in panchina. Una volta sotto doveva dare una scossa, cambiare qualcosa. Rimango convinto che mettere Sarr al fianco di Bowie, sacrificando un centrocampista, fosse la scelta giusta. Totalmente sbagliata quella di togliere lo scozzese. Una volta uscito lui, il Parma ha preso campo, l’ha vinta e ha messo un altro chiodo sulla bara dell’Hellas.

IL PAGELLONE DI VERONA-PISA

MONTIPO’ 6.5 Attento sul colpo di testa ravvicinato di Caracciolo, che fa urlare al gol del Pisa. Garelliano su Meister, servito inopinatamente da Edmundsson. Alla fine salva il risultato. Torna titolare e si guadagna abbondantemente la pagnotta.

SLOTSAGER 5.5 Il ragazzino non parte male, ma è meno preciso del solito. La sconfitta di Cagliari ha lasciato delle scorie anche in lui, che ha vent’anni. Un po’ troppo frenetico, sbaglia qualcosa di troppo, anche se poi è sempre bravo nel tentativo di rimediare. Gli attaccanti del Pisa sono davvero poca cosa. Gli va bene più che altro per quello.

NELSSON 6 Peggio di quello che abbiamo visto nell’ultimo mese era francamente difficile farlo. Torna concentrato e pratico. Gioca bene d’anticipo e sbaglia poco, anche se non manca qualche svarione. Tutto sommato, però, non sbraca, anche perché gli attaccanti del Pisa sono tutto tranne che degli attaccanti.

EDMUNDSSON 6 + Ottimo impatto del faroese che, se non altro, dimostra di essere già pronto. I piedi sono di marmo, ma non ha paura di giocare il pallone e quando può prova a spingere. Il primo tempo è di tutto rispetto, nella ripresa cala un pochino, ma sempre meno rispetto a tutto il resto della squadra. Ripeto, i piedi sono quello che sono, ma fisicamente può essere un fattore. E’ il nuovo Torricelli, solo che è biondo albino.

NIASSE 5.5 Sinceramente non me la sento di stroncarlo, sto poveraccio. Costretto a giocare in un ruolo assolutamente non suo, ci mette impegno e buona volontà. Ma è come mettere una lumaca in una gara di formula 1. Non ha passo, non lo ha mai avuto. Rimane a disposizione, ma non è mai in grado di creare superiorità, di dialogare con le punte. Sacrificato per nulla.

LIROLA 5 (dal 25° s.t.) Fermo.

LOVRIC 5 Seconda partita, ma stesse difficoltà. Dopo l’imbarcata di Cagliari, rimane su quella falsariga. Lentissimo anche lui, come tutti gli altri. Non un’idea in grado di accendere il Verona. Si alterna con Al Musrati in una fantomatica costruzione del gioco, ma ha quasi sempre la testa bassa. E sì che dovrebbe essere uno di quelli con qualità. Al momento, però, non pervenuta.

HARROUI s.v. (dal 41° s.t.)

AL MUSRATI 5 Definirlo scolastico è generoso. Fa il compitino davanti alla difesa, ma proprio il minimo sindacale. Se gli si chiede di inventare qualcosa allora c’è da mettersi a piangere. Cioè, non ha alcuna utilità, in questo momento, in una squadra dall’elettroencefalogramma piatto. E’ in campo per disperazione. Ma forse Gagliardini farebbe meglio anche con due costole rotte.

BERNEDE 5.5 Un pochino meglio rispetto alle ultime prestazioni, decisamente sballate. E’ tanto stanco e d’altra parte è uno di quelli che più di tutti ha tirato la carretta, correndo come un matto. Ci prova anche contro il Pisa ma fatica a trovare la posizione. Nel momento in cui sembra crescere, si fa male. E pare non sia propriamente una botta

SERDAR 5 (dal 1° s.t.) Anche per lui, come per Sarr, cominciano a finire i bonus. Capisco che il ginocchio non sia al massimo, ma sta diventando un equivoco grande come il Bentegodi. Non porta nulla, zero. Sbaglia tutto.

FRESE 5.5 Torna largo a sinistra ma il passo non è quello dei giorni migliori. Ci prova a spingere, perché si sente “protetto” da Edmundsson, ma con risultati onestamente discutibili. Sbaglia cross facilini, eh, che meritavano altra qualità. Non sembra essere nelle migliori condizioni possibili e, infatti, Sammarco lo lascia nello spogliatoio a fine primo tempo.

BRADARIC 5 (dal 1° s.t.) Lontani i tempi migliori anche per lui, che va a sbattere contro gli avversari ogni volta che ha il pallone tra i piedi.

ORBAN 6 E’ sua la più grande occasione da gol del Verona, in una pochezza disarmante. Batte una punizione quasi perfetta, che solo il palo sputa fuori dalla porta. Non tantissime altre cose, ma lotta su ogni pallone, cerca di trascinare i compagni, strillando, facendo gesti, ma rimane inascoltato. L’intesa con Bowie non esiste, ma come potrebbe essere il contrario? Spende tutto, esce con la lingua che tocca per terra.

MOSQUERA s.v. (dal 37° s.t.)

BOWIE 5 + Primo tempo di enorme fatica. Non riesce a tenere su mezzo pallone. La distanza tra lui e Orban è siderale, non ci provano nemmeno a trovarsi. Nella ripresa un po’ meglio, se non altro riesce a gestire qualche palla, mettendoci il fisico. E’ il meno colpevole, siamo onesti. Cosa si può chiedere a uno a Verona da tre giorni, in arrivo dal campionato scozzese?

ALL. SAMMARCO 5.5 Eravamo tutti convinti che il cambio di allenatore potesse dare una scossa. Ma l’elettroencefalogramma continua a essere piatto. Sceglie subito Edmundsson e Bowie. Il primo paga, il secondo anche no. Quello che preoccupa è la totale mancanza di voglia, di grinta, di andare oltre qualcosa che ormai è assodato che non ci sia più. Se non si vince con questo Pisa, ci si domanda con chi si possa vincere per evitare una lunga agonia.

IL PAGELLONE DI CAGLIARI-VERONA

PERILLI 4.5 Salva subito su una bella mezza rovesciata dal limite di Mazzitelli. Ma poi è colpevole sia sul gol dello stesso Mazzitelli, che prende sul suo palo, sia sul raddoppio di Kiliçsoy, che gli passa tra le gambe. Si riscatta leggermente nella ripresa su una bella botta da fuori di Luperto. Ma poi non esce sull’angolo che porta al 3-0 di Sulemana. Purtroppo occorre correre ai ripari, per dei portieri che ha il Verona, nessuno dei due si è rivelato una garanzia di spessore.

SLOTSAGER 5 Il ragazzino inizia bene, molto propositivo, con un buon piglio. Finisce però inghiottito dal grigiore di un Verona che non ha né capo né coda. Sui gol appare disorientato, mai messo bene col corpo. Difficile chiedere a lui qualcosa in più in questo scenario desolante.

NELSSON 4 Si conferma in un momento disastroso. Non è più capace di guidare la difesa, non è in grado di dare alcuna sicurezza al reparto. Come Slotasger, che ha vent’anni però, ha un linguaggio del corpo desolante. Non ne becca una, affonda come il Titanic nel gelido mar Atlantico settentrionale.

VALENTINI 4 Si fa fare il tunnel da Palestra all’inizio dell’azione che porta al gol del vantaggio del Cagliari. Un tunnel sanguinoso che è l’emblema di una squadra senza anima e senza voglia di andare oltre la desolazione. Anche in fase di impostazione è la controfigura di sé stesso. Malissimo.

LIROLA 4 Dopo un debutto non male, scolastico ma non in affanno, scende sempre di più verso l’inferno. Non ne azzecca una che sia una. Mai uno spunto, ma la capacità di saltare l’uomo. Gioca sempre all’indietro, appoggiandosi su Slotsager. Dov’è quando Kiliçsoy si inventa il gol in mezza sforbiciata? Una figurina, peraltro stropicciata.

AL MUSRATI 4 (dal 58°) Un disastro come tutti gli altri.

GAGLIARDINI 6 Una cosa si può dire di questo ragazzo: la fortuna non lo aiuta mai. Prende subito un colpo al costato e il dolore viene fuori col passare dei minuti. Fa palesemente fatica a respirare ed è costretto a chiedere il cambio. Peccato perché stava facendo bene.

LOVRIC 5 (dal 28°) Probabilmente si è già pentito di essere arrivato a Verona. Entra a freddo per l’infortunio di Gagliardini e prova a capire cosa debba fare. E’ meno colpevole degli altri, se non altro perché è stato catapultato in una realtà molto, ma molto, complicata.

NIASSE 4 (dall’80°) Entra in campo per guardare Idrissi segnare.

BERNEDE 4 Anche lui conferma una condizione fisica e mentale peccaminosa. Va al metà della sua solita velocità, è inceppato, non riesce mai a inventare qualcosa di decente. Gioca in una posizione di campo che non lo esalta e si deprime lentamente, in una inesorabile agonia.

MOSQUERA 5 (dal 58°) Appena entrato in campo sembra voler dare la scocca. Appunto, sembra.

FRESE 4 E’ la seconda vittima, dopo Valentini, di Palestra, che lo scherza con una facilità sconcertante prima di metterla in mezzo per quello che sarebbe diventato il vantaggio del Cagliari. Sarà che fisicamente non sta bene, ma, santo cielo, è qualcosa di incomprensibile. Incerto sempre e comunque. Nel dubbio, sbaglia.

HARROUI 4 Rispetto a Sarr ha un’attenuante, ossia avere ancora addosso le scorie di un infortunio che è difficile da smaltire. Però anche per lui le occasioni sembrano essere finite. Sembra partire tutto sommato dignitosamente, ma poi si sgretola, così come tutta la squadra. Non si capisce dove giochi, se si renda conto di ciò che deve fare. Vagabonda per il campo senza un senso e una meta.

SERDAR 4 (dal 58°) Anche lui non pervenuto.

ORBAN 5 Non arriva alla sufficienza, ma se non altro, con tutti i suoi limiti tecnici, ce la mette. Almeno corre, prova a disturbare, tenta qualche iniziativa personale. Purtroppo predica nel vuoto cosmico, quello che mette tanta paura. Non si arrende, ma gira che rigira non crea nulla di pericoloso.

SARR 3 I bonus sono finiti, non è più presentabile, dispiace dirlo. Inesistente in avanti, si fa notare solo per una scarpata sulla faccia di Mazzitelli, che gli costa il giallo. E un’altra legnata su Ze Pedro che fa scattare il secondo cartellino e quindi il rosso. Un disastro su ogni fronte. Sarebbe bene, forse anche per lui, che cambiasse aria.

ALL. ZANETTI 4 Sceglie di mandare in campo Harroui, dandogli l’ennesima occasione. E non si capisce come se la sia meritata questa chance, visti i risultati. Il Verona giochicchia e si ritrova sotto di due gol senza nemmeno accorgersene. A un primo tempo sconcertante, segue una ripresa ancora peggiore, aggravata, chiaramente, dall’espulsione di Sarr. Ma è una squadra che non ha più anima, che non lotta, che non sa cosa deve fare. E che ha subito un’involuzione tecnica inspiegabile. Se non altro a inizio campionato il Verona giocava bene. Ora semplicemente non gioca.

IL PAGELLONE DI VERONA-UDINESE

PERILLI 6.5 Molto attento su Zemura nei minuti di recupero del primo tempo. Nella ripresa tiene a galla il Verona parando bene due volte su Atta. Sempre attento, soprattutto nelle uscite. Anche con i piedi gioca bene. Se non fosse stato per lui la scoppola sarebbe stata ben più larga

SLOTSAGER 5.5 Un inizio perfetto per questo ragazzino, che si dimostra super focalizzato. Tanti begli anticipi, sempre ben posizionato. Paga quell’impercettibile, quanto sciagurata, deviazione sul tiro che sembrava tutto sommato innocuo di Atta e che finisce alle spalle di Perilli. Non crolla di testa, ma è una macchia pesante quell’errore di inesperienza.

NELSSON 4 Quello che doveva essere il leader della difesa si sta rivelando l’anello debole. Gli avversari lo scherzano con una facilità disarmante. Sembra essere totalmente sottomesso agli attaccanti dell’Udinese che hanno gioco sin troppo facile. Respinge malissimo nell’azione del secondo gol dell’Udinese, servendo, di fatto, un assist a Zanoli che inventa il gol della giornata. Conferma di essere un problema per questa squadra.

EBOSSE 6 Il migliore della difesa, pur in condizioni non ottimali. Scolastico, è efficace a contenere l’Udinese sulla destra. Di certo non ha la gamba per andare oltre, ma difficile chiedergli qualcosa di più dopo essere uscito azzoppato contro la Cremonese.

LIROLA 5.5 Inizio buono per l’esterno, che parte con buona gamba. Un paio di imbeccate interessanti per Sarr. Qualcosina di più rispetto alla prestazione scolastica vista contro la Cremonese. Ma col passare dei minuti probabilmente è la stanchezza a prendere il sopravvento. Nel terzo gol, l’Udinese trova una prateria proprio dalla sua parte. Dopo tanto tempo fermo, ci sta che la riserva arrivi abbondantemente prima della fine della partita.

NIASSE 5 (dal 23° s.t.) E’ già tanto che riesca a correre.

SERDAR 5 Fa quasi tenerezza vederlo in campo in queste condizioni. Fisicamente e mentalmente non c’è proprio. Gioca con paura di farsi male e ogni volta che viene toccato si teme il peggio. Non riesce a contrastare la forza fisica del centrocampo dell’Udinese che, tra l’altro, ha un passo decisamente diverso rispetto a quello del Verona. Gagliardini è costretto a fare tutto da solo, lasciato orfano dal capitano gialloblù.

HARROUI 5.5 (dal 23° s.t.) Entra a partita già abbondantemente compromessa. Prova qualche ricamo, ma inutile.

GAGLIARDINI 6 Un primo tempo di qualità, in una partita che di qualità ne ha davvero poca, da parte di entrambe le squadre. Gioca come sempre davanti alla difesa, pronto, quando viene supportato, a far ripartire l’azione. Recupera tanti palloni, ma perlopiù predica nel deserto. Nella ripresa anche lui cala, parecchio, però non molla. E va a muso duro contro gli avversari quando la sensazione è che vogliano vincere prendendo in giro i gialloblù. Capitano senza fascia.

BERNEDE 5.5 Solita corsa, soprattutto nel primo tempo. La lucidità è un’altra cosa però. Fa tanta confusione e anche per lui le cose non si mettono per il meglio nella ripresa. Spreca tantissimo e fatica a rimediare agli errori, che commette. E’ uno che ha sempre speso tanto, ora il conto sta arrivando.

KASTANOS s.v. (dal 39° s.t.)

BRADARIC 5 Le gambe non sono quelle dei giorni migliori. E’ uno di quelli in condizioni fisiche peccaminose, ma buttato in campo perché senza alternative. Sempre in ritardo, sempre costretto a rincorrere. In fase offensiva non pervenuto, difensivamente si arrabatta, ma con sofferenze continue.

OYEGOKE s.v. (dal 39° s.t.)

ORBAN 6 Sembra mezzo addormentato quando Manganiello dà il via alla partita. Ma gli basta un pallone per far capire di essere bello sveglio. Segna un gol bellissimo e difficilissimo, arrivando a quota sette. Pur non facendo scintille, tiene in allerta la difesa dell’Udinese. Come Gagliardini, non molla, quando i compagni issano bandiera bianca.

SARR 6 Inizia con tanta voglia, ma anche tanta confusione. Molti errori figli della frenesia di voler dimostrare di poterci davvero stare in questo Verona. Poi, improvvisamente si scuote e inizia a macinare giocate. Ci mette tutta la forza fisica a disposizione per dare fondo a un contropiede preziosissimo. L’assist per Orban è meraviglioso. Purtroppo la squadra non accompagna e nella ripresa di palloni non gliene arriva nemmeno mezzo.

ISAAC 5 (dal 26° s.t.) Bisogna spiegargli subito dove sia la porta avversaria.

ALL. ZANETTI 5 Ancora in grande emergenza, con gli uomini contati e praticamente zero alternative in panchina, si ritrova sotto per un’ingenuità di Slotsager. I gialloblù la rimettono in piedi grazie a una magia di Orban, ma nella ripresa la squadra crolla, soprattutto fisicamente. L’Udinese finisce passeggiando, dando l’impressione di poter disporre del Verona in ogni modo. La pazienza, dimostra la prima vera contestazione del Bentegodi, è finita. Anche la speranza di salvarsi? A oggi la risposta pare drammaticamente scontata.

IL PAGELLONE DI CREMONESE-VERONA

PERILLI 6 Chi lo invoca disperatamente al posto di Montipò viene accontentato. Resta praticamente con le braccia incrociate per tutta la partita, vista la tanta pochezza degli attaccanti della Cremonese. Una sola vera parata su Vandeputte e cartellino timbrato senza scossoni.

SLOTSAGER 6 Dopo essere stato buttato in campo nella ripresa contro il Bologna, conferma personalità da vendere e capacità di giocare facile. Non corre rischi, sembra non aver mai saltato una partita, in questo campionato. Ora sappiamo che nell’emergenza si può contare su di lui. E magari non solo quando la panchina è corta.

NELSSON 6 Tra Vardy e Bonazzoli alla fine a spuntarla è lui. Nonostante un inizio non proprio esaltante, con qualche svarione imprevisto, si rimette subito concentrato e con la testa giusta. Bene nel gioco aereo, qualche piccolo impaccio in più quando la palla resta a terra. Ma meglio rispetto all’ultimo periodo.

EBOSSE 6 Rivede il campo dopo mesi in cui è finito ai margini del progetto. Eppure si fa trovare pronto. Fisicamente forte, è raro che perda un duello con gli avversari. Gioca pulito, senza strafare, ma riuscendo sempre a non farsi sopraffare dai giocatori della Cremonese. Vista la sua lunga lontananza dal campo, il conto arriva quando senti indurirsi il polpaccio.

HARROUI 5.5 (dal 71°) Porta poca roba.

LIROLA 6 Appena arrivato da Marsiglia, viene catapultato in campo praticamente alla cieca. E viene fuori una buona partita, molto diligente, pensata più che altro per rispettare le consegne tattiche di Zanetti. Timidino in fase offensiva, è più brillante quando deve difendere. Ma dà veramente tutto fino a quando ne ha, anche con qualche cross interessante. Si arrende all’acido lattico.

OYEGOKE s.v. (dall’87°)

GAGLIARDINI 6 Con Serdar e Montipò in panchina, gli tocca la fascia di capitano. La onora con la solita dedizione. In una partita che non ha slanci di bel gioco, ci prova a costruire, ma si fa davvero tanta fatica. Con Ebosse che si ferma per problemi fisici viene messo a fare il braccetto di destra e anche lì non sbaglia.

BERNEDE 6 Primo tempo davvero buono, con la solita capacità di correre tanto, ma di tenere alto anche il livello qualitativo. E’ sempre nel vivo dell’attacco gialloblù, nonostante, per esigenze tattiche, Zanetti lo metta a centrocampo. Cala un po’ nella ripresa, ma d’altra parte ha speso tantissimo in questo ultimo periodo. Nonostante questo, va oltre la riserva di benzina.

BRADARIC 5.5 Mi ha dato la sensazione di sentirsi poco sicuro, soprattutto quando deve accompagnare la fase d’attacco. Prova a dialogare con Sarr, ma parlano evidentemente due lingue totalmente diverse, che nemmeno il calcio sembra accomunare. Difende senza grandi grattacapi, ma anche in questa fase non sembra serenissimo, in particolar modo quando deve appoggiare a Perilli. Insomma, così così.

GIOVANE 6 + Pronti e vie e le cose non sembrano essere diverse rispetto agli ultimi due mesi. Sbaglia tantissimo, inciampa sul pallone, batte calci d’angolo inguardabili. Eppure l’unica vera occasione del Verona, nel primo tempo, parte dal suo sinistro. Di lì in avanti cresce, ci crede e rimane il più pericoloso dei suoi. Segnerebbe anche, con una bellissima mezza rovesciata. Peccato per il fuorigioco. Una prestazione dalla quale ripartire.

ORBAN 5.5 La sua prima mezz’ora sembra promettere bene. Si danna l’anima, protesta, richiama i compagni, lotta su ogni pallone. Non è mai pericoloso però. E quando nella ripresa gli manca quel tipo di atteggiamento visto nella prima parte di gara, sparisce un po’ troppo presto. Un po’ più di coraggio contro la difesa, non esaltante, della Cremonese, sarebbe stata cosa gradita.

SARR 5 Più che un attaccante sembra una ballerina. Danza sulla trequarti non riuscendo però a trovare la posizione più adatta al suo gioco. Prova a fare il rifinitore, ma con risultati abbastanza discutibili. Difficile che riesca a vedere la porta. Quando riesce a farlo non la prende. Ancora un’occasione sciupata.

SERDAR 6 (dal 66°) Questa volta entra bene. Appena entrato in campo ci prova con una bella botta da fuori, ma Audero non si addormenta.

ALL. ZANETTI 6 Senza Frese, Bella Kotchap, Valentini, Al Musrati, Nunez, Akpa Akpro (e mettiamoci pure Suslov, dai) è costretto a scelte disperate. Lascia Montipò in panchina e gli preferisce Perilli. Dentro Slotsager ed Ebosse. A destra Lirola dal primo minuto senza manco sapere per chi gioca. La partita è povera qualitativamente, ma il Verona, ai punti, meriterebbe qualcosa in più. Le occasioni migliori sono per i gialloblù, ma la fortuna ancora si è girata dall’altra parte. Un brodino tiepido, niente di più. Ma vista l’emergenza, prendiamo tutto.

IL PAGELLONE DI VERONA-BOLOGNA

MONTIPO’ 6 Tre gol sul groppone, uno più bello dell’altro. Ma, ovviamente, per qualcuno saranno tutti colpa sua. Mi vado a prendere i pop corn.

NUNEZ 4 Inizio incubo per lo spagnolo. Per lui subito un giallo pesantissimo, che lo costringerà a saltare la prossima partita. Di lì in avanti è un calvario, sbaglia tutto. Marcatura allegra su Dominguez in occasione del secondo gol. Gli lascia metri per metterla con tutta facilità in mezzo per Odgaard che segna un rigore in movimento.

SLOTSAGER 7 (dal 1° s.t.) Non sbaglia un pallone. Il migliore in campo insieme a Bernede. Bravo sto ragazzino.

NELSSON 6 Meglio rispetto alle ultime uscite, più attento, più concentrato. Il duello con Castro non è per niente facile e in una di quelle poche occasione che non c’è il danese alle sue costole, l’attaccante del Bologna si inventa un gran gol. Al di là di questo, soffre il giusto, ma mai andando veramente in difficoltà.

VALENTINI 5.5 Senza infamia e senza lode, pur confermando i progressi visti nelle ultime partite. Mollo, però, troppo mollo sul terzo gol del Bologna. Non basta la grinta per raddrizzarla.

NIASSE 5.5 Con Belghali appena tornato ma già ko, viene mandato in campo sulla destra ed è palese il suo disagio per un ruolo che non sarà mai suo. Pensa più che altro a tenere la posizione e raramente si spinge in avanti, alla ricerca di qualche cross per le punte. Sull’impegno non ha nulla da rimproverarsi, ma oltre certi limiti non può, tecnicamente e fisicamente, andare.

CHAM s.v. (dal 32° s.t.)

SERDAR 4 A me pare evidente che la scelta conservativa, ossia non operarlo al ginocchio, non stia pagando. E’ lo spettro del giocatore che dovrebbe fare la differenza, non solo a centrocampo. Passeggia per il campo con la palese paura di farsi ancora male. Timido nei contrasti, non tiene un pallone che sia uno. Inutile gettargli addosso la croce, ci pensa già abbastanza il campo a farlo.

GIOVANE 5 (dal 7° s.t.) Non pervenuto, ancora una volta.

AL MUSRATI 5 + Non gioca una partita infame, pur con tutti i suoi limiti dinamici. Però il pallone lo gestisce sempre discretamente, anche se al di là del compitino non riesce ad andare. Ma va inspiegabilmente in difficoltà sul terzo gol del Bologna. Lì deve metterci il fisico, andare al contrasto, invece è mollo come un caco. Esce arrabbiato, probabilmente un po’ anche con se stesso.

GAGLIARDINI 6 (dal 7° s.t.) Fa sicuramente meglio di Al Musrati, ma non mi sembrava questa grande impresa. Entra con la voglia giusta però, riuscendo a dare più ordine a una squadra in evidente difficoltà, soprattutto emotiva.

BERNEDE 7 E’ bravissimo nel gol del vantaggio dell’Hellas. Conduce il contropiede, attira su di sé un paio di difensori del Bologna per poi scaricare su Orban, che non sbaglia. E’ instancabile e per la mole di km fatti e di palloni giocati, normale che qualcosa la conceda, ma ha un spirito indomito. L’ultimo ad arrendersi e a mantenere una lucidità degna di questo nome.

BRADARIC 6 Buon primo tempo, secondo di maggior sofferenza. Nella prima parte di gara, la catena di sinistra funziona bene, con il grande merito anche di Bernede. Va tante volte sul fondo, mettendo in mezzo qualche gemma non sfruttata a dovere. Cala nella ripresa, ma rimane in campo perché non ce ne sono altri da mandare dentro in quel ruolo.

ORBAN 6.5 Inizia un po’ troppo egoista, non dandola a Bernede, solo davanti a Ravaglia. Ma è un leader perché richiama i suoi al pressing. Gli arriva un assist al bacio da Bernede ed è freddo nel metterla sul primo palo di Ravaglia. Lotta come un leone, sbaglia cose semplici, ma è sempre dentro la partita. Bravo anche a causare l’autogol di Freuler.

SARR 5 Ha una grandissima occasione e ancora una volta la spreca malamente. Teoricamente un attaccante, peraltro con la maglia numero 9 sulla maglia, dovrebbe tirare verso la porta, ogni tanto. Lui se ne dimentica, o quando lo fa sbaglia cose facili. Al di là della mezza rovesciata più bella che efficace, si mangia un gol a un metro da Ravaglia. Robe che forse nemmeno Lasagna avrebbe sbagliato. No dai, questa forse è un po’ troppo esagerata come affermazione. In ogni caso, male.

MOSQUERA s.v. (dal 37° s.t.)

ALL. ZANETTI 5 Nemmeno il tempo di festeggiare il rientro dalla Coppa d’Africa di Belghali, che l’algerino finisce ko. Decide, così, di mettere Niasse a destra, scelta a dir poco disperata. Nel primo tempo il Verona giochicchia, ma al Bologna basta alzare la voce per tre volte per trovarsi sull’1-3. Ci prova nella ripresa coi cambi, ma non pagano, se non per Slotsager. Un punto nelle ultime cinque partite e la salvezza sembra sempre più lontana.

IL PAGELLONE VERONA-LAZIO

MONTIPO’ 6 Chiamato quasi mai a parare, è attento nell’unica occasione della Lazio, peraltro a palla ferma. Respinge bene, infatti, una bella pozione di Marusic, da ottima posizione. Nulla può sulla deviazione sfortunata di Nelsson.

NELSSON 6 Torna dal primo minuto dopo la panchina di Napoli. E, tutto sommato, pare concentrato, sentendosi al sicuro avendo di fianco una garanzia come Bella Kotchap. Cancellieri è un bel peperino, ma ci mette la giusta malizia e la giusta esperienza per domarlo. Purtroppo è vero quando si dice che la fortuna è cieca, mentre la sfiga ci vede benissima. E’ sua la deviazione fatale sul tiro di Lazzari, che costa la sconfitta ai gialloblù.

BELLA KOTCHAP 7 Un professore. Gioca tutta la sua partita con un cartellino (ingiusto) sul groppone. Una sanzione che potrebbe limitarlo, ma che invece lo rende ancora più indistruttibile. Dalle sue parti state pur certi che non si passa. Impressione per la facilità delle giocate e per la pulizia di interventi potenzialmente pericolosi. Ormai rimangono poche parole per esaltare questo ragazzo.

NUNEZ 6 (dal 31° s.t.) Pochi minuti per far vedere di esserci sempre.

VALENTINI 6 – Sembra in miglioramento rispetto alle tante difficoltà della prima parte di stagione. Non fa grandi cose, ma rimane sempre sulla stessa lunghezza d’onda di tutto il reparto difensivo. Ecco, non reattivo al massimo in occasione del gol della Lazio, quando si perde Cancellieri, lasciando una voragine per Lazzari.

BRADARIC 5.5 Si adatta come può a un ruolo non suo. E se a Napoli era sembrato più a suo agio, contro la Lazio si sono evidenziate maggiormente le difficoltà. Mancino puro, rientra ogni volta sul sinistro, perdendo quasi sempre il tempo della giocata. Un esperimento destinato a finire col ritorno a quella fascia di Belghali. A onor del vero, va detto che va vicino al gol con un bel tiro a giro sul quale è pronto Provedel.

NIASSE 5 Si perde clamorosamente Lazzari, fermando l’inseguimento in maniera inspiegabile e lasciando al laziale campo aperto per entrare in area di rigore. Già non aveva fatto faville, questo errore contribuisce a una sconfitta che spezza le gambe al Verona.

AL MUSRATI s.v. (dal 43° s.t.)

GAGLIARDINI 6 Buon primo tempo, ordinato e con il dinamismo giusto. E’ bravo, come spesso succede, ad aiutare dietro, ma rimane sul pezzo anche quando il Verona tenta di ripartire. Nella ripresa, quando tutto il Bentegodi si aspetta di più da tutta la squadra, arriva un po’ di fatica e la lucidità inizia a scarseggiare. Però non perde mai la bussola.

SERDAR 5.5 (dal 31° s.t.) Poco incisivo.

BERNEDE 5.5 Primo tempo di grande difficoltà, nonostante la solita dedizione e la solita facilità di corsa. Ma è tanto impreciso e troppo frettoloso nel trovare la soluzione ideale. Qualcosina meglio nella ripresa, quando la squadra sembra crederci un pochino di più, ma non è mai davvero convincente. Gli manca l’invenzione, il cambio di passo. La continuità continua a non essere il suo forte.

FRESE 5.5 Uno degli eroi di Napoli, questa volta non si esalta. Isaksen lo mette in difficoltà spesso e volentieri e per fermarlo gli servono quasi sempre le cattive. Con un giocatore così offensivo, riesce raramente a spingersi nella metà campo avversaria. Ci prova, ma sono davvero pochi i cross degni di nota. Aggiungiamoci un Bernede non dei giorni migliori e il risultato è questo.

GIOVANE 5 Continua la preoccupante involuzione del brasiliano che non è più capace di creare il guizzo giusto. Fino a qualche settimana fa il pericolo numero uno per le difese avversarie, ora sempre un pulcino bagnato. Sbaglia davvero una quantità esagerata di giocate, anche quelle più banali, per uno che ha qualità, teoricamente, importanti come le sue. Si ritrovi in fretta, perché così non può funzionare la cosa.

MOSQUERA 5 (dal 23° s.t.) Come se non fosse entrato in campo.

ORBAN 5.5 Un po’ meglio rispetto a Giovane, se non altro perché gestisce meglio i palloni che gli arrivano, per pochi che siano. Aiuta la squadra a risalire, ma il problema vero è che la porta la vede da lontanissimo. Vero che si sacrifica in fase difensiva ma, a conti fatti, manca dove serve. Tanta corsa, come sempre, poca concretezza. Ci prova sempre a calciare verso la porta, con risultati rivedibili.

SARR 5 (dal 23° s.t.) Leggi Mosquera.

ALL. ZANETTI 5 Dopo la reazione di Napoli, conferma la squadra, con l’unica eccezione di Giovane dal primo minuto. Scelta che non paga perché il brasiliano è un fantasma. La partita si incanala su un pareggio che sembra accontentare tutto. Non si capisce la sostituzione di Bella Kotchap che, nonostante i crampi, conferma di voler rimanere in campo. Fatalità esce lui e il Verona prende gol. E basta con la sfortuna, è una foglia di fico. Meno male che torna Belghali, unica consolazione di questo periodo nero. Ma tante cose devono cambiare, altrimenti i margini di recupero rimangono pochi.

IL PAGELLONE DI NAPOLI-VERONA

MONTIPO’ 5 Para bene su un tiro ravvicinato di McTominay. Attento anche sul tiro da fuori di Lang, che gli rimbalza davanti al viso. Ma sbaglia le due cose fondamentali, che costano due gol. Primo l’uscita a farfalle sul gol di McTominay, inspiegabile. Poi sul gol di Di Lorenzo, sul suo palo. Di lì in avanti va nel pallone, ha paura di tutto, anche dei palloni più semplici che non riesce a trattenere. Peccato perché il Verona meritava di tornare a casa con l’impresa della stagione. Sprecarla così fa male.

NUNEZ 7 Concede poco o nulla agli attaccanti del Napoli, molto preciso e con sempre la solita attenzione sin dai primi minuti. Bene nel giro palla, si prende mezzo voto in più perché intercetta praticamente un rigore “in movimento” di McTominay. Senza lui a metterci il colpo sarebbe stato probabilmente gol del Napoli.

BELLA KOTCHAP 8 Non ci sono più parole per questo ragazzo, che dove lo metti fa sempre bella figura. E’ incredibile la facilità con la quale gioca, mai in difficoltà, sempre in anticipo sull’avversario, sempre nella giusta posizione. Qualità, qualità, qualità. E capacità di rendere tutto semplice. Spero vivamente che la società non si azzardi a darlo via, perché sarebbe un delitto.

VALENTINI 7 E’ tornato il giocatore tutta grinta, personalità e qualità. Parte fortissimo, attacca con rabbia gli avversari, andando a prenderli alti. Bene anche quando deve impostare il gioco da dietro. Ha certamente bisogno di continuità. Giocando così non potrà non trovarla.

BRADARIC 7 Messo inaspettatamente sulla destra, è capace di calarsi in un ruolo che non è affatto suo, se non altro perché è un mancino puro, ma non paragonabile, per caratteristiche tecniche, a giocatori come Politano, che lo fanno di mestiere l’attaccante esterno. Gioca con estrema attenzione e sapienza nel gestire i palloni. Prova ne sia il tempismo col quale serve Niasse, che a sua volta impacchetta l’assist per il gol dello 0-1 di Frese.

NELSSON 6 (dal 73°) Entra bene.

NIASSE 7.5 La sua miglior partita da quando è a Verona. E’ ovunque, recupera una quantità inimmaginabile di palloni, sporca il gioco del Napoli e fisicamente è semplicemente devastante. Spicca, soprattutto nella fase difensiva, ma è bravissimo ad accompagnare le ripartenze dell’Hellas. Semplicemente perfetto. Suo l’assist per lo 0-1 di Frese.

SERDAR s.v. (dall’87°)

GAGLIARDINI 7.5 A guardare il primo tempo sembra che abbia vent’anni dalla facilità che ha di correre. E infatti alla fine è uno di quello che ha fatto più km. Nulla da togliere ad Al Musrati, che può essere un’alternativa, ottima, ma la sua qualità vale qualcosa di più. Tantissimi palloni giocati, altrettanti recuperati. Difende che è un piacere e con la stessa lucidità fa ripartire la squadra.

BERNEDE 7 Un altro che è sembrato inesauribile. Gioca a supporto delle due punte, sembra una pallina magica, che schizza a destra e sinistra, senza che gli avversari riescano a marcarlo. Si butta su ogni pallone e anche quelli che sembrano persi, tornano in vita. Corre come un dannato e c’è anche lui nell’azione del vantaggio dell’Hellas. Sceglie il tempo giusto del passaggio, il resto è poesia.

FRESE 7 Dopo il passo falso contro il Torino, una prestazione di grande personalità per il danese che inizia subito spingendo forte sulla fascia. Spinge talmente tanto che il Napoli se lo dimentica nel gol dello 0-1. E che gol. Poteva segnare solo così, di tacco, entrando di diritti tra le reti più belle della storia gialloblù. Questo gli dà enorme fiducia e si vede. Mette tutto quello che ha, cattiveria, senso tattico e grande voglia.

ORBAN 7 Basterebbe guardare come ha calciato il rigore del momentaneo 0-2 per giudicare la sua partita. Di fronte a un portiere che li para praticamente tutti, rimane freddo, lo guarda fino alla fine e ha ragione lui. Ma oltre questo c’è tanto di più. Ci sono umiltà, sacrificio, voglia di andare sempre oltre e di essere leader. Quando ha il pallone tra i piedi, ci prova. Ma è meno egoista del solito e gioca bene anche in fraseggio coi compagni. Ci mette lo zampino anche sul gol dello 0-1, andandosi a prendere il pallone del vantaggio a centrocampo.

MOSQUERA 5 (dall’87°) Non puoi entrare in campo, sapere che al massimo giocherai dieci minuti, e camminare. Inaccettabile.

SARR 6.5 Una partita di enorme sacrificio per l’attaccante svedese che capisce di dover lottare come un leone per tenere anche solo un pallone. Sportellate e randellate, prese e date, senza puzza sotto al naso. Serviva un segnale ed è arrivato, nella partita più difficile che poteva capitare al Verona. Si è speso per la squadra fino all’ultimo secondo in cui è rimasto in campo.

GIOVANE 5 (dal 64°) Tocca quattro palloni, ne sbaglia cinque. Sbaglia il gol del 2-3 in maniera quasi fastidiosa. Malissimo.

ALL. ZANETTI 7 Tanti cambi rispetto al disastro col Torino, con Bradaric inaspettatamente a destra. Tutti si aspettavano un Napoli travolgente e invece l’unica cosa capace di travolgere l’avversario è proprio il Verona. Che gioca la partita perfetta, sorprendente, visto lo scempio visto solo un paio di giorni prima. I suoi vanno avanti addirittura 0-2, senza praticamente mai correre pericoli. La stella polare rimane quella, giocare a calcio, ragionando, senza andare all’arrembaggio. Un punto d’oro, con tanti rimpianti. Ma vabbè, tenere questo passo è l’unica cosa che conta.