MONTIPO’ 4 Onestamente ci sono poche parole. Non è possibile che ogni volta che una squadra avversaria tiri in porta sia automaticamente gol. Un tiro da 35 metri, non potente, non angolato, non può essere un problema per un portiere che gioca in serie A. Un errore pesantissimo, che manda in malora ogni forma di speranza di salvezza.
NELSSON 6 Con un Genoa soporifero, non è che sia chiamato a fare grandissime cose. Sbroglia abbastanza agevolmente, senza infamia e senza lode, ripeto, al cospetto di attaccanti che dimenticano di esserlo. Gioca bene in anticipo, a volte un po’ irruente, ma comunque tutto sommato efficace.
EDMUNDSSON 6.5 Gioca una partita perfetta, macchiata però dall’errore finale, sulla marcatura di Ostigard che di testa chiude una partita, di fatto, già chiusa dal gol di Vitinha. Peccato, ma una episodio non può comunque rovinare una buona prestazione del faroese, che è l’unico a salvarsi in una squadra che dopo Bologna sembrava essersi ritrovata, ma che è tornata a brancolare nel buio.
VALENTINI 5.5 Insomma, alterna cose discrete a errori banali. Bloccato indietro, a fare il braccetto di sinistra, rispetta le consegne, ma ci mette davvero poco del suo. Bene un paio di diagonali, ma manca soprattutto in impostazione, con quei lanci da dietro che lo scorso anno erano stati un po’ la sua cifra.
OYEGOKE 5.5 Il piglio sembra anche essere buono ed evidentemente la prestazione di Bologna gli ha dato fiducia. Ma si prende subito un cartellino giallo che finisce per condizionarlo. Non spinge tantissimo, e quando è costretto a difendere, cammina sulle uova. Giusto lasciarlo nello spogliatoio dopo la fine del primo tempo.
BELGHALI 4 (dal 1° s.t.) Il suo ritorno è stato atteso come l’arrivo del nuovo Messia. In realtà quello che si è visto in campo è sembrato solo un impostore. Un errore dietro l’altro, a cominciare dal pallone perso a centrocampo, che ha poi portato al gol di Vitinha. Zero assoluto.
AKPA AKPRO 5.5 Inizia bene, meglio degli altri, dimostrando uno stato di forma invidiabile. Bene quando prova a dare coraggio offensivo alla squadra. Ma predica nel deserto e anche lui finisce per scoraggiarsi. Tutti si aspettavano una ripresa alla morte dei gialloblù, con lui in prima fila. Ma, ancora una volta, è la decisione a vincere. Sparisce lentamente dal campo.
GAGLIARDINI 5 Sbaglia una quantità esagerata di palloni. Corre come sempre tanto, ma alla legna, questa volta non accompagna la qualità. Il centrocampo gialloblù soffre e spesso viene scavalcato da palloni lanciati da dietro. Non riesce a far girare la squadra come era successo a Bologna. Finisce per essere inghiottito dal grigiore di un Verona che ha sprecato l’ennesima occasione che gli ha presentato il campionato.
HARROUI 5 Ci si aspettava che dopo Bologna si fosse finalmente ritrovato al 100%. Invece contro il Genoa stecca ancora una volta. Troppo compassato, spera che solo con la tecnica possa lasciare il segno. Ma non è così. Ha poche idee e perlopiù confuse. Gioca sulle punte, quando servirebbe anche un po’ di peso in più.
SUSLOV 5 (dal 20° s.t.) Male, tantissimi errori. Ma non si può chiedere a lui di salvare la baracca.
FRESE 5 Primo tempo molto bloccato sulla difensiva. Pensa più a contenere che a costruire e probabilmente è quello che gli chiede Sammarco. Ma nella ripresa, quando ci si aspetta un altro passo, non è mai capace di dare la scossa. Afflitto da evidenti problemi di continuità di prestazione, come la maggior parte dei suoi compagni.
SARR s.v.(dal 35° s.t.)
ORBAN 4.5 Malissimo. Sempre in ritardo, mai capace di arrivare prima degli avversari sui palloni vaganti. Il suo compagno di reparto Bowie ci prova anche a costruirgli intorno qualcosa, ma lui vaga per il campo con gli occhi bendati. Non ha nemmeno le sue fiammate che, tante volte, ci hanno portato chiudere gli occhi per qualche sua mancanza. Sono un di quelli che pensa che valga quasi sempre la pena tenerlo in campo fino alla fine. Quel quasi, oggi, ha fatto la differenza.
MOSQUERA s.v. (dal 41° s.t.)
BOWIE 5 Mi dispiace bocciarlo, perché almeno ci ha provato, molto più di Orban. Bene nei primi minuti quando riesce ad agganciare un paio di lanci lunghi, che col corpo, e con piedi buoni, difende bene. Ma Orban non esiste e non gli dà mai supporto. E così anche lui finisce per deprimersi. Poi vorrei capire perché sia lui, in più di un’occasione, a ritrovarsi a crossare. Qualcosa non torna.
ALL. SAMMARCO 5 In settimana ha parlato di squadra con una nuova armonia. Ma è il furore che manca a questi ragazzi che si giocano tremendamente male una nuova occasione. Il primo tempo è abbastanza ordinato, ma nella ripresa manca la scossa. Una squadra che deve salvarsi non può finire con zero tiri in porta. Inoltre, gli attaccanti non fanno più gli attaccanti, non vanno mai in area di rigore. Che senso ha Bowie che crossa? Che senso ha mettere Sarr e farlo giocare a quaranta metri dalla porta? Nessuno. Ora, al rimpianto si aggiunge la rabbia per aver costretto il pubblico all’ennesimo scempio di questa stagione.

