IL PAGELLONE DI FINE ANNO DELL’HELLAS VERONA

MONTIPO’ 5 Che si dica che il Verona sia retrocesso soprattutto per sue responsabilità lo trovo illogico. Attribuire in gran parte a un solo giocatore un fallimento del genere mi pare poco onesto. Detto ciò, è stata la sua peggior stagione da quando veste la maglia del Verona. Tanti, tantissimi errori, pure goffi. Ha fatto vedere che quando è in giornata può fare la differenza. Ma in questa disgraziata stagione, di giornate ne azzeccate forse una o due. E’ tempo, per il bene suo, del Verona e dei tifosi, che cerchi fortuna altrove.

PERILLI 5 Invocato come un “mammasantissima” al posto di Montipò, conferma i motivi per cui sia il portiere di riserva del Verona. A un certo punto della stagione Zanetti gli consegna i gradi da titolare, evidentemente convinto di pareggiare, per importanza, la rivoluzione copernicana. La scelta gli dice male, perché Perilli, pur con qualche lampo, conferma gli stessi limiti visti con Montipò. E così, quando Zanetti viene cacciato, ci pensa Sammarco a ristabilire le gerarchie, a torto o a ragione, decidetelo voi. Non penso che con Perilli in porta il Verona si sarebbe salvato.

OYEGOKE 5.5 La sua è stata una partenza shock. Mandato in campo nelle poche volte in cui doveva sostituire Belghali, ha fatto tremendamente fatica. Poi, piano piano, è venuto fuori e ha fatto vedere qualcosa di interessante. Probabilmente la serie B lo aiuterà a crescere, ma al momento non ha dimostrato di essere all’altezza della massima categoria.

FRESE 5.5 Anche per lui stagione dai mille volti. Una cosa gli è mancata, la continuità di prestazioni. Ha alternato cose positive, a dormite colossali. Non ha mai sbracato, questo gli va riconosciuto, ma difficilmente è andato oltre i compitini tattici che gli sono stati appioppati. Nel finale di stagione ha sofferto parecchio.

EDMUNDSSON 7 Arrivato durante il calcio mercato invernale, è stata la più bella scoperta di questa stagione. Ha dimostrato sin da subito di poterci stare eccome in serie A, facendo vedere qualità fisiche impressionanti, ma anche doti tecniche ai più (me compreso) sconosciute. E’ diventato il leader della difesa gialloblù, con grande personalità e il suo arrivo ha rivitalizzato anche Nelsson, che si è smarrito per buona parte della stagione. E’ il Torricelli delle Isole Faroe. Dovrebbe essere un punto fermo del Verona del futuro, ma di sti tempi c’è poco da star tranquilli.

VALENTINI 5 Quando è tornato in prestito, la scorsa estate, salutavamo il suo rientro in gialloblù con grande soddisfazione. Ma le attese sono state abbondantemente deluse. Complici i tanti infortuni che lo hanno spesso relegato in un angolino, fuori dalla competizione. Trovare un posto, quando poi sembrava recuperato, non è stato affatto semplice. E anche quando il campo lo ha visto, non ha lasciato grandi tracce. Peccato perché Verona poteva essere una bella svolta per lui, ma lo è stato solo in negativo.

BELGHALI 6 Il voto è una media di quello che ha fatto vedere nel girone d’andata e quello che ci siamo sorbiti una volta tornato dalla Coppa d’Africa. Strabordante nella prima parte di stagione, tutto tecnica, corsa, piedi buoni e grande fame. Doti che ci avevano fatto gridare all’ennesima scoperta di un piccolo talento sbucato dal nulla. Ma la Coppa d’Africa e l’infortunio alla caviglia hanno mandato all’aria tutto. Non è mai più riuscito ad avvicinarsi a quegli iniziali livelli scintillanti. Personalmente ho avuto spesso la sensazione che abbia tirato indietro la gamba, evitando così di correre rischi per il suo futuro, sicuramente lontano da Verona.

BRADARIC 5.5 Anche per lui vale le stesso discorso fatto per Frese. Poco continuo, mai veramente capace di lasciare il segno. Tanta dedizione, tanta corsa, ma anche altrettanta confusione. Oltre il compitino non è mai riuscito ad andare. Chissà che la B non lo aiuti, in questo senso.

LIROLA 4 Una meteora della quale non sentiremo la mancanza.

NELSSON 5.5 Doveva essere l’ammiraglio della difesa del Verona. Arrivato in gialloblù con un cognome di spessore, un profilo internazionale, doveva essere il vero punto fermo della retroguardia. E lo è stato per una buona prima parte di stagione. Poi, inspiegabilmente, ha messo uno dietro l’altro una serie di cappelle memorabili che, a conti fatti, sono costate punti preziosi al Verona. Smarrito, incapace di rialzarsi, sembrava un dilettante allo sbaraglio. Solo l’arrivo in gennaio di Edmudsson lo ha riportato tra noi, forse spogliato di responsabilità che non è riuscito a reggere. Una delle più grandi delusioni di questa stagione da incubo.

SLOTSAGER 6 Buttato in campo allo sbaraglio, quando di difensori c’era una moria preoccupante, ha risposto comunque positivamente. Certo, non sono mancate delle sviste anche da parte sua. Ma ricordiamoci che è un ragazzino che ha comunque dimostrato di saperci stare bene in campo. Aggiungiamoci il fatto che pare essere un ragazzino con la testa ben piantata sulle spalle e credo che sia un giocatore sul quale puntare con decisione per il futuro.

BELLA KOTCHAP 6 Se dovessi giudicare solo ed esclusivamente le sue prestazioni, sarebbe di gran lungo il migliore di questa scalcinata squadra. L’unico, forse, in grado di potersi confrontare con campionati ben più complicati delle serie A. La sensazione che avevo io vedendolo giocare era di uno pronto per la Champions, misteriosamente relegato a una squadra costretta a salvarsi. Ma poi la sua fragilità fisica ha svelato tutto ciò che prima non eravamo riusciti a vedere. Tanto è imponente, tanto è delicato. Ha saltato buona parte del campionato per guai che sembravano sempre più difficili da superare. Ultimo l’infortunio alla spalla, che nemmeno lui sa come si sia fatto. Profilo tecnico da 10, ma fisico da 4, ahimè.

CHAM 4 Oddio, ragazzi, la serie A è dura è. E lui ha fatto tutta la fatica di sto mondo.

LOVRIC 5 Difficile giudicarlo, anche perché appena arrivato e subito si è accomodato in infermeria. Sparito per mesi, è tornato alla fine, facendo anche vedere spunti interessanti. Troppo poco, però, per definirlo una scommessa vincente.

SERDAR 5 Ha l’attenuante di un ginocchio distrutto per il quale ha scelto, inizialmente, la via conservativa. Ma ogni volta che lo abbiamo visto in campo non ha mai dato la sensazione di esserci veramente. Era una presenza totalmente scollegata dal resto della squadra. Troppo brutto per essere vero, impaurito di fracassarselo del tutto quel ginocchio già martoriato. Costretto ad alzare bandiera bianca ha scelto la strada dell’intervento, forse un po’ troppo tardivamente. L’unica consolazione è che in queste condizioni nessuno lo porterà via da Verona. Speriamo, quindi, che si rimetta presto in piedi.

SUSLOV 5.5 Fuori per la gran parte della stagione per l’infortunio della scorsa estate al ginocchio, ha rimesso piede in campo quando ormai i giochi erano fatti. La tempra non gli è mai mancata, e anche il senso di appartenenza che molti in questa squadra si sognano. Ma oltre a questo, poca roba. Sempre lo stesso tema tattico: palla al piede, testa bassa, fino a quando non andava a sbattere contro gli avversari. Deve capire cosa vuole fare da grande. A Verona servono solo giocatori con voglia di restare. Sul senso di appartenenza, come dicevo prima, poco da dire. Ma che possa bastare?

AKPA AKPRO 6 Uno dei pochi a salvarsi. Per carità, non è uno di quelli che ti fa stropicciare gli occhi per le giocate funamboliche, però è uno molto pratico, che corre per due e che la gamba non la toglie mai. Subito in sintonia con la maglia, ha capito dove stava giocando e ha interpretato bene le richieste della piazza: mai mollare. Anche su di lui occorrerebbe costruire il Verona del futuro, non mi pare che sia una richiesta folle. Poi, a onor del vero, bisogna capire anche le sue di intenzioni.

HARROUI 4 Il giocatore più “aspettato” della storia recente del Verona. “Deve recuperare al 100% dall’infortunio al ginocchio”, ci dicevamo. Ok, aspettalo una, due, tre, quattro, fai anche cinque volte. Ma poi basta. Un disastro su tutti i fronti. E la rabbia è tanta perché a livello qualitativo non ha niente da invidiare a tanti altri giocatori che in serie A ci stanno eccome. Ma l’atteggiamento ha veramente fatto venire i nervi. Mollo, demotivato, solo per citare il mitico Malesani. Da sfinimento.

BERNEDE 6 Lo salvo, perché nel pattume generale ha fatto vedere qualcosa in più di tanti. Sono sincero, non ho mai avuto un debole per il francese, che in campo sembra un po’ una ballerina, corre sulle punte. Tante ghirigori, tante sterzate, più appariscente che altro, se si pensa alla concretezza. Ma è sicuramente uno che si spende per la causa, che corre come un matto e che è capace di diventare una mina vagante, là davanti. Si è spento lentamente, con il serbatoio quasi a secco. Dalle sue parole di fine stagione, dubito che sia interessato a rimanere a Verona.

NIASSE 4 Delusione, delusione, delusione. Lo hanno messo a giocare un po’ dappertutto, anche sulla fascia, con risultati discutibili. Qualche piccolo sprazzo, ma mai qualcosa che potesse sembrare dare fiducia. Vent’anni fa avrebbe fatto fatica a giocare in serie B, senza cattiveria, sia inteso.

GAGLIARDINI 5.5 Anche lui fisicamente è stato tanto sfortunato, tantissimo. Si è bloccato spesso sul più bello, quando la stagione poteva prendere un’altra piega. Nelle enormi difficoltà del centrocampo, si è però ritrovato a essere un punto fermo, un po’ anche a sua insaputa. Doveva essere una buona alternativa e invece si è preso sulle spalle incarichi forse più pesanti di lui. Che non è più un giovanotto, ma che che comunque non si è mai tirato indietro, lasciando sempre tutto sul campo.

AL MUSRATI 4 Arrivato a Verona con un cognome pesante, come Nelsson, si è fermato solo a quello. E’ vero che in serie A non è che si vada a mille all’ora però, santo cielo, nemmeno alla moviola. Un peso per questa squadra che non lo ha mai riconosciuto come perno del centrocampo. Come si diceva per Lirola, arrivato comunque in un contesto già abbondantemente compromesso, una meteora della quale nessuno a Verona sentirà la mancanza. Bye bye.

SARR 4 Svelo una cosa: ho parlato qualche volte con Lazovic, che mi ha descritto l’attaccante svedese non solo come un bravo ragazzo, ma anche come un giocatore di enorme talento. Ora, dando per assodato che Darko di calcio sia un intenditore, viene da domandarsi dove abbia messo tutto questo talento. Perché se l’anno scorso almeno qualche lampo lo ha regalato, quest’anno è stato un incubo. Sempre ai margini, mai in grado di prendersi una maglia da titolare, ha visto i sorci verdi ogni volta che è stato mandato in campo. Un investimento che, al momento, non paga. Ha richieste dalla Svezia e se arriverà quella giusta, sarà destinato a salutare. Resterà, quindi, una grande incompiuta.

ORBAN 4 Il miglior marcatore del Verona (sette gol) ma anche quello che di occasioni ne ha mandate in malora a valanga. Ha quasi sempre dato l’impressione di giocare da solo, come se il calcio fosse uno sport individuale. Mai in sintonia con i compagni di squadra, ha infastidito non poco per l’atteggiamento. A qualche è piaciuto, però, per quella fame di arrivare che comunque gli va riconosciuta. Potenzialmente un crack. Effettivamente il crack lo ha fatto solo quando ha messo le mani addosso a un tifoso, durante una rissa nel parcheggio fuori dallo stadio, dopo Verona – Milan. Una follia che gli è costata il posto il squadra e il futuro in gialloblù. Io non ne sentirò sinceramente la mancanza.

BOWIE 7 Eccolo qui il bomber del quale il Verona aveva bisogno. Scoperto nel campionato scozzese, ha fatto quattro gol da gennaio in poi. Ma è l’atteggiamento che è piaciuto sin da subito, di grande dedizione e sacrificio. Questo i tifosi lo hanno capito subito e lo hanno adottato con affetto. Grande fisico, ma anche piedi educati. Tatticamente utile, si è trovato un po’ troppo spesso a fare battaglia a solo, ma senza aver paura. Presidio non ceda alla solita tentazione dell’ennesima plus valenza e gli dia un ruolo di prim’ordine in gialloblù.

MOSQUERA 4 Non si è praticamente mai visto e ci ha pensato anche un infortunio al ginocchio a farlo fuori.

SAMMARCO 5 Chiamato a un’impresa quasi disperata, non ha centrato l’obiettivo. “Ha avuto poco tempo”, ha detto qualcuno. Sicuramente non tanto quello che ha avuto a disposizione Zanetti, che ha sbagliato troppe scelte, facendosi travolgere emotivamente (5). Però aveva la possibilità di incidere di più e per sua stessa ammissione è entrato nello spogliatoio troppo in punta di piedi. Non è stato in grado di ricompattare un gruppo che col passare dei mesi è andato in frantumi, facendo emergere solo tanti ego. Qua e là si è intravvisto qualcosa, ma non ha mai dato la sensazione di avere in pugno la squadra. Troppo grande la sfida per lui, di fronte a un’esperienza che, evidentemente, non poteva rifiutare. Ma la colpa è anche della società che, mettendogli addosso l’etichetta “ad interim” ha fatto di tutto tranne che proteggerlo. Ora inizierà una nuova avventura a Lumezzane. Un enorme in bocca al lupo.

ISAAC s.v.

AJAYI s.v.

IL PAGELLONE DI VERONA-ROMA

MONTIPO’ 7.5 Nel primo tempo vola sulla bella punizione di Dybala. Si ripete anche nella ripresa sempre su calcio piazzato, questa volta calciato da Soulè. E’ ispiratissimo e infatti para anche il rigore di Malen, ma poi sulla respinta il pallone arriva ancora sui piedi dell’attaccante della Roma che non può sbagliare, solo davanti alla linea di porta. Miracolo “garelliano”, poi, sempre su Dybala. Averlo avuto così tutta la stagione non sarebbe stato male eh…

NELSSON 6 E’ definitivamente tornato sulla strada persa per tutta la parte centrale della stagione, quando aveva fatto rimpiangere il suo arrivo a Verona. Frutto della vicinanza di Edmundsson, che gli ha tolto i gradi di ammiraglio, relegandolo a ruolo di mozzo che, comunque, dalla comparsa del faroese, ha fatto bene.

EDMUNDSSON 6 Se la deve vedere con quello che è, al momento, il miglior attaccante della serie A, Malen. E il risultato è che lo costringe a segnare di straforo, dopo aver sbagliato il calcio di rigore. E’ arrivato a Verona un po’ “grezzo”, ma è poi cresciuto sia tatticamente, sia tecnicamente. Fisicamente indiscutibile.

VALENTINI 5.5 Gioca una partita abbastanza ordinata e di vigore. Anche troppo, verrebbe da dire. Spalma su due tempi due cartellini gialli onestamente evitabili. Forse un po’ esagerato il secondo su Dybala che, appena sente un soffio di vento, vola a terra stramazzando come se fosse appena stato impallinato. Conclude, quindi, con un rosso la sua avventura a Verona.

BELGHALI 5 Ha giocato?

VERMESAN s.v. (dal 41° s.t.)

AKPA AKPRO 6 Grande volontà, non gli è mai mancata, ma il serbatoio segna riserva. Va a fiammate, ogni tanto si accende, ma poi con la stessa velocità si appisola inspiegabilmente. Ha comunque speso tanto quest’anno e rimane un di quelli che non ha sfigurato, in una stagione disgraziata.

LOVRIC 6 Siamo sinceri, gioca solo perché Gagliardini è squalificato. E la domanda è: perché non prima? Sembra più a suo agio lì in mezzo al campo rispetto all’ex centrocampista di Atalanta e Inter. Porta quello che manca un po’ a Gagliardini, il dinamismo. Sbroglia anche giocate non semplici, con estrema disinvoltura. Dopo l’espulsione di Valentini, Sammarco lo richiama in panchina e la domanda è simile a quella di prima: perché?

AL MUSRATI 5.5 (dal 13° s.t.) Andamento lento.

HARROUI 5 Veramente non ne azzecca una che sia una. Sbaglia una marea di palloni, passaggi a due metri, di una facilità imbarazzante. E’ il giocatore più “aspettato” nella storia del Verona. “Eh ma vedrete che prima o poi farà vedere il suo valore”, diceva qualcuno. Che topica clamorosa.

SARR 5 (dal 25°s.t.) Andamento lentissimo.

FRESE 6 Partita scolastica, senza infamia e senza lode. Non si esalta ma nemmeno sbraca. Anche se dalla sua parte Dybala, pur non splendente, mette sempre paura. Ma, tutto sommato, il suo lo fa.

BRADARIC 5.5 (dal 25° s.t.) Non incide come si potrebbe sperare.

SUSLOV 5.5 Parte fortissimo con un paio di fiammate brucianti che sorprendono i giocatori della Roma. Pare ispirato e la sensazione la alimenta per buona parte del primo tempo. Poi, però, va piano piano spegnendosi e incappando sempre nei suoi soliti limiti: palla al piede, testa bassa e tutto il resto non esiste. L’espulsione di Valentini lo “costringe” a lasciare il campo prima della fine.

BELLA KOTCHAP 6 (dal 13° s.t.) Se fosse integro fisicamente sarebbe un fuoriclasse. Se.

BOWIE 6 Pronti, via e parte subito con una bella bordata di sinistro. Grandissima occasione, poi, davanti a Svilar, ma all’ultimo si fa ipnotizzare dal portiere della Roma. Pur in una partita sicuramente giocata poco all’attacco dal Verona, prova a metterci lo zampino. Il timore è che possa essere una grande plus valenza, l’ennesima di questa società.

ALL. SAMMARCO 6 Un Verona che si difende bene nel primo tempo e che riesce anche a creasi qualche buona occasione. L’espulsione (soprattutto) e poi il gol della Roma spengono le residue forze dei suoi. Anche se i gialloblù lottano fino alla fine, senza mai arrendersi, onorando così il campionato. Fortunatamente è finita questa agonia. Mister Sammarco ha le sue responsabilità, avrebbe potuto incidere di più. Ma è quello che ha meno colpe di tutti.

IL PAGELLONE DI INTER-VERONA

MONTIPO’ 6 Parata di puro istinto su Mkhitaryan, che non sfrutta un ottimo contropiede dell’Inter. Un po’ incerto sulle uscite, ma non è una gran novità. Nessuna responsabilità sul gol dei nerazzurri.

NELSSON 6 E’ forse il migliore della difesa, con una partita davvero attenta. Bravo a sporcare le trame fitte dell’Inter che arriva spesso in area di rigore, creando comunque non tantissime preoccupazioni. Bene nel controllo delle palle a terra, ma anche di testa respinge con precisione.

EDMUNDSSON 5.5 Rovina una partita giocata senza infamia e senza lode, attenta ma non scintillante, con un autogol sfortunato, quando sciagurato. Va scomposto su un pallone che doveva essere facile da gestire. Si riscatta però parzialmente con un grande salvataggio sulla linea di porta.

VALENTINI 6 Anche per lui una buona prestazione, per quanto l’Inter ci provi. Ma dalla sua parte i nerazzurri fanno più fatica a sfondare. Bada al sodo, senza fronzoli. Clamoroso un rigore che l’arbitro Calzavara non gli concede per una spinta clamorosa in area.

BELGHALI 5 Gli mancano il costume, la sdraio e l’ombrellone per sentirsi già al mare. Non serve a nulla, purtroppo. Ci sono due versioni di questo giocatore, prima e dopo la Coppa d’Africa. Esaltante il primo, inutile il secondo. La sensazione è che la testa sia già molto lontana da Verona.

AKPA AKPRO 5.5 (dal 61°) Anche per lui serbatoio in riserva.

LOVRIC 6 Ha fatto capire quanto sia mancato un giocatore di ordine come lui. Bravo a far viaggiare il pallone, ma abile anche a inserirsi in fase offensiva. Sbroglia tante situazioni in mezzo al campo ed è il primo che tenta di far ripartire la squadra. Peccato averlo ritrovato solo in questo inutile finale di stagione.

VERMESAN s.v. (dall’84°)

GAGLIARDINI 6 Tanta corsa, tanta generosità, in quello che è stato il suo stadio per tanti anni. Rimane attaccato alla partita con orgoglio, senza mollare un centimetro. Corre, corre tantissimo, anche se pochi se ne accorgono. Di certo è uno di quelli che moralmente non indietreggia mai.

BERNEDE 5 Benzina finita. Non inizia male, pare essere in giornata, ma l’illusione dura poco. Si incaponisce in ghirigori che servono a niente, vaga per il campo senza una meta da raggiungere. Qualcuno dice che bisognerebbe ripartire da lui. Io ho i miei dubbi che possa calarsi con la testa giusta nella realtà della serie B.

HARROUI 6 (dal 46°) Questa volta il piglio è quello giusto, pur non facendo faville.

FRESE 6 Fa il suo, senza farci stropicciare gli occhi. Ma in una partita di fine stagione come questa, è già una buona notizia che rimanga sul pezzo fino alla fine.

BRADARIC s.v. (dall’84°)

SUSLOV 5 Questa volta male male. Non è possibile che si impunti sempre con la stessa azione. Ogni volta che si ritrova il pallone tra i piedi, parte a testa bassa senza guarda chi ha di fronte. Nove volte su dieci i difensori avversari. Senza contare che non si accorge nemmeno dei compagni vicini. E’ uno che fisicamente ce la mette sempre, ma questa volta ogni a ogni minimo contatto va a terra. Mollo.

SARR 6 (dal 61°) Si crea una gran bella occasione, con un destro a giro che impegna Sommer.

BOWIE 6.5 Ribadisco il mio amore sportivo per questo ragazzone scozzese che lotta davvero come un gladiatore. Ma sarebbe un errore ridurre tutto all’agonismo, perché ha anche piedi buoni e intelligenza tattica. Tutto quello che fa è utile alla squadra e dimostra di saper giocare anche di fino. L’esempio più lampante è il gol, il quarto della sua stagione in gialloblù. Una stoccata millimetrica che gela Di Gennaro. Avanti tutta.

ALL. SAMMARCO 6 Nel primo tempo l’atteggiamento è fin troppo rinunciatario, sembra di essere tornati ai tempi di Mandorlini e del suo 6-3-1. L’Inter spinge, ma crea poco. E per passare trova il solito autogol (ricordate l’andata?). I suoi allora si svegliano e, seppur nel finale, trovano un pareggio tutto sommato meritato. Inutile fare considerazioni tattiche, a questo punto della stagione. Importante dire che comunque questa squadra non ha sbracato, ma ha tenuto alto l’orgoglio.

IL PAGELLONE DI VERONA-COMO

MONTIPO’ 6 Era lecito aspettarsi un Como dirompente, bravisso ad assaltare quasi sempre l’area di rigore avversaria. E invece, soprattutto nel primo tempo, osserva quasi assonnato, di fronte ai compagni messi decisamente meglio in campo rispetto ai lariani. Quando viene sollecitato, c’è. Magari in qualche frangente potrebbe essere più sicuro, ma non incappa in topiche.

NELSSON 6 E’ in striscia positiva di prestazioni. Non che sia tornato ai livelli di inizio stagione, quando era, di diritto, diventato leader della difesa. Ma è evidente che giocare di fianco al colosso di Edmundsson gli dia una certa tranquillità. E’ sicuro e sempre ben posizionato. Gioca bene in anticipo, con buona prestanza fisica.

EDMUNDSSON 6 Gioca la solita ottima partita, lasciando pochissimo agli attaccanti del Como. Fisicamente è straripante e anche quando è chiamato a usare i piedi, resta concentrato e sempre concreto. Una sola sbavatura, ahimè determinante, sul gol di Douvikas. Bisogna anche capire, però, dove inizi la colpa del difensore faroese e cominci la bravura dell’attaccante del Como. La sbavatura la si può discutere, rimane una prestazione complessivamente positiva.

VALENTINI 6 Attento e senza tanti fronzoli. Fisicamente sembra a posto e questo si riflette, inevitabilmente anche nella sua prestazione.

BELGHALI 5.5 Una giocata interessante in tutta la partita. Da quello che tutti noi, me compreso, abbiamo definito un fenomeno, colui che abbiamo rimpianto con dolore durante l’infortunio, mi pare lecito aspettarsi molto di più. E invece a me pare che giochi in modalità risparmio energetico, come se non volesse arrivare spremuto alla fine. Non dico che dia l’impressione di tirare indietro la gamba, ma il sospetto mi viene. Dovrebbe capire anche lui che per trovare un’altra squadra bisognerebbe mettere in mostro le migliori qualità. Queste sconosciute.

VERMESAN s.v. (dal 36° s.t.)

AKPA AKPRO 6 Motorino inesauribile, sbaglia qualcosina di troppo, ma è sempre bravo a tornare sui suoi passi per tentare di rimediare ai propri errori. Questa volta meglio in fase di contenimento che offensivamente. Accompagna poco l’azione in avanti, ma rimane in ogni caso dentro la partita finché le gambe lo sostengono.

ISAAC s.v. (dal 36° s.t.)

GAGLIARDINI 6 A meno che non sbrachi clamorosamente, io non mi sentirò mai di buttare giù dalla rupe Tarpea il centrocampista gialloblù. Perché comunque dà sempre il massimo. Che magari per qualcuno non è abbastanza, ma è tutto ciò che ha. Anche contro il Como si mette a fare il filtro, e gli riesce bene a fasi alterne. Ma non dà mai la sensazione di sparire dalla partita.

BERNEDE 5 Se non è la sua peggior partita da quando gioca al Verona, poco ci manca. Un disastro sotto ogni punto di vista. E’ impressionante il numero di palloni che manda in malora, che sia pressato dagli avversari o in totale controllo. Mai un fraseggio coi compagni, gira come un bullone spanato. Emblematico un tiro da cento metri che finisce in Curva Sud. Signore, pietà.

LOVRIC 6 Dal 18° s.t.) Indubbiamente più ordinato e centrato di Bernede.

FRESE 6 Prestazione scolastica, non nell’accezione più negativa del termine. Rispetta le consegne, più di controllo che di iniziativa personale in avanti. Buono nelle trame difensive, azzecca gli anticipi giusti, al momento giusto. Decisivo quando sporca quel tanto che basta l’incursione in area piccola di Da Cunha per evitare il vantaggio del Como.

SUSLOV 6 Allora, partiamo dall’assunto che è difficile rinunciare a uno come lui. Se non altro perché dimostra sempre un attaccamento ai colori che i compagni dovrebbero imparare. Detto ciò, è tanto fumoso nel primo tempo, tanto precipitoso nelle scelte. Mi pare poco lucido. Nella ripresa meglio, quando riesce finalmente a rompere il fiato. E’ sempre dentro il gioco gialloblù, si prende tantissimi falli, con enorme generosità. Ha anche una grande occasione di sinistro ma annullata dal guizzo di Butez.

BOWIE 6 Questa volta vede poco la porta, ma anche perché di palloni ghiotti gliene arrivano gran pochi. Ciò nonostante, non dispera e si abbassa per cercare di cucire il gioco con la trequarti. Svaria molto su tutto il fronte, perdendo però di vista il target. L’impressione è che manchi ancora qualche meccanismo coi compagni e non per colpa mia. Si batte davvero come un leone e anche tatticamente è impeccabile.

ALL. SAMMARCO 6 Primo tempo vinto tatticamente sul tanto osannato Como e sul plurivenerato Fabregas, dai più definito il nuovo messia del calcio. Il modesto Verona mette lì i lariani, ancora lanciati nella corsa Champions. I suoi giocano bene, fisicamente girano e tengono il campo a testa alta. Poi a punire c’è un solo errore, che inchioda i gialloblù all’ennesima sconfitta immeritata. Peccato, ma ormai siamo in dirittura d’arrivo.

IL PAGELLONE DI JUVE-VERONA

MONTIPO’ 6.5 Nonostante la Juve attacchi a testa bassa, nel primo tempo non è chiamato a grandissime parate. Sbaglia, però, nella ripresa sul gol su punizione di Vlahovic. La barriera non sembra essere messa benissimo e lui subisce sul suo palo. Poi si riscatta sulla conclusione a due passi dalla linea di porta di Conceicao e quindi con una parata stellare sulla rasoiata di Zhegrova, che con le unghie manda sul palo. Alla fine salva il risultato.

NELSSON 6 Sulla carta il duello con Yildiz potrebbe vederlo soccombere mestamente. E invece il danese si mette di buzzo buono, attento, ordinato e focalizzato sul fare le cose più semplici. Bene la postura, precisi gli anticipi. Avere di fianco questo Edmundsson lo rilassa e, probabilmente, lo alleggerisce da responsabilità che non è stato in grado di prendersi fino in fondo per tutto il campionato.

EDMUNDSSON 7 L’imperativo della società deve essere tenere a tutti i costi il difensore faroese. Anche contro la Juve è il migliore in campo, sbagliando nulla. Di testa è impressionante per potenza e tempismo, ma anche quando si ritrova il pallone coi piedi non va mai in sbattimento. David non ne becca una e Vlahovic, quando entra, deve accontentarsi di segnare solo su calcio piazzato. E’ il leader silenzioso della difesa e non solo. Blindarlo, per cortesia.

FRESE 5.5 Come leggerete più avanti per Bradaric, soffre dannatamente Conceiçao, che ha un passo devastante sul breve. Non ha mezzi fisici e tecnici per porre rimedio, deve limitarsi a non fare danni. Anche con Zhegrova le cose non migliorano: emblematico il tunnel subito dallo juventino, che sembra addirittura tramortirlo. Poi ci mette il corpo su una delle tante conclusione finali dei bianconeri verso la porta di Montipò.

BELGHALI 5.5 Dispiace, ma da quando è tornato mezzo rotto dalla Coppa d’Africa, non è più riuscito a mettersi a posto. Qualche sprazzo, qua e là, in qualche partita, ma mai abbastanza per riavvicinarlo al gran bel giocatore visto nella prima parte della stagione. Anche contro la Juve non pare capirci tanto, poche occasioni per mettersi in mostra e quelle poche le gestisce con troppa leggerezza. Si sposta anche a sinistra, ma le cose non migliorano.

AKPA AKPRO 6 Fisicamente ha speso tanto da quando è arrivato, ma dimostra di stare comunque bene. Corre tantissimo e aiuta Gagliardini in fase di copertura. Ma quando ha l’occasione riparte con efficacia.

GAGLIARDINI 6 All’ex Inter si può dire qualsiasi cosa, ma non che non ce la metta tutta, sempre e comunque, fino alla fine. Contro la Juve la differenza la fa l’attitudine difensiva, quella voglia di sacrificarsi per un risultato che non dice più nulla, in chiave classifica, ma che conta per la dignità. E’ un muro, chiude tantissime situazioni pericolose e corre, corre senza risparmiarsi.

BERNEDE 6 Non parte bene, secondo me. Un po’ addormentato. Non aiuta su quella fascia sinistra nella quale Conceiçao domina. Si scuote col passare dei minuti, entrando più nel vivo della partita. E riesce anche a mettere in mostra quella tecnica che dovrebbe sempre fare la differenza in una squadra come il Verona. Cala nella ripresa.

HARROUI 5.5 (dall’80°) Ha subito una buona occasione con una ripartenza, ma si spegne immediatamente. Si becca anche un giallo, per quanto ingiusto.

BRADARIC 5.5 Negli anni ’80 i nostri sogni erano tormentati da Freddy Kruger. Dopo questa partita credo che gli incubi di Bradaric avranno per protagonista Conceiçao. Non lo tiene nemmeno mezza volta, è impressionante. Lo soverchia a ogni scatto, con una facilità assurda. Da mesi pare ormai col fiato corto. Bravo, però, a dare l’assist a Bowie per il gol dello 0-1.

SLOTSAGER 6 (dal 71°) Fa il suo.

SUSLOV 5.5 Un primo tempo volitivo, per usare uno di quegli aggettivi che andavano tanto di moda qualche decennio fa. Gran lotta, gran corsa, uno spiritello fastidioso, che si ostina, con successo, a sporcare il gioco degli avversari. E’ evidente che la condizione non sia ottimale, ma ci mette altro. Lo stesso altro che, però, nella ripresa si annacqua un po’, complice l’ossigeno nel inizia a scarseggiare. Sbaglia tanti palloni, facili, e quindi Sammarco altro non può che richiamarlo in panchina.

LOVRIC 6 (dal 71°) Entra bene, badando al sodo.

BOWIE 7 Terzo gol per l’attaccante scozzese che approfitta, questa volta, di una dormita colossale della difensa bianconera. E’ bravo a battere sul tempo Di Gregorio, che subisce il gol sul suo palo. Pochi secondi dopo e va vicino alla doppietta. Fa a gomitate con tutti ed è bravissimo nella difesa del pallone. Lo ripeto, forte non solo fisicamente, ma anche coi piedi. Come per Edmundsson, deve essere uno dei pilastri della prossima stagione.

ALL. SAMMARCO 6 Il Verona ormai retrocesso mette insieme una prestazione di grande sofferenza, ma anche di enorme orgoglio. Già dai primi minuti il risultato sembra cosa scontata e invece i suoi si trovano avanti, sorprendentemente, grazie a Bowie. I gialloblù difendono compatti, lasciando pochi spazi alla Juve che, infatti, pareggia solo su calcio piazzato. L’unica cosa che ci si domanda è perché questa voglia di soffrire, di andare oltre, che non era riuscito a trasmettere fino ad ora, sia arrivata solo adesso, a B “conquistata”. Peccato, davvero.

IL PAGELLONE DI VERONA-LECCE

MONTIPO’ 6 Attento sull’unico tiro del Lecce, che in realtà è più un cross sbagliato di Banda. E’ bravo a mettere in angolo. Reattivo su un’altra situazione pericolosa a dieci dalla fine. Per il resto, rischia di addormentarsi tanta è la pochezza degli avversari.

NELSSON 5.5 Per niente facile dover sbrigare la pratica Banda. Il passo dell’esterno del Lecce è decisamente diverso rispetto a quello del danese che, più di una volta, è costretto a rincorrere. Perlopiù riesce a recuperare ma sempre con un po’ troppo affanno. Finché rimane in campo regge, ma poi senza il tedesco come riferimento, vacilla.

BELLA KOTCHAP 6 Pur non dovendo fare grandi cose, è evidente quanto sia mancato a questa squadra. La sua presenza dà una grande sicurezza a tutta la difesa. Dalle sue parti non si passa, è un muro contro il quale gli attaccanti del Lecce vanno sistematicamente a schiantarsi. Il suo grande limite, altrimenti starebbe già giocando in Champions, è il suo fisico, tanto imponente, quanto fragile. Questa volta è la spalla a tradirlo e a costringerlo a lasciare il campo in lacrime.

VALENTINI 5.5 (dal 5° s.t.) Sicuramente non all’altezza di Bella Kotchap, sia per tecnica, sia per forza fisica. Rischia il calcio di rigore, scampandolo solo per una questione di centimetri.

EDMUNDSSON 6 Col ritorno in campo dal primo minuto di Bella Kotchap viene nuovamente dirottato a fare il braccetto di sinistra. E non ha imbarazzo a giocare con quello che non sarebbe proprio il suo piede naturale. Imposta da dietro, con fortune alterne. Qualche svarione, ma nulla che il Lecce riesca a sfruttare. Ci mette fisico e concentrazione, senza dover sudare la maglia.

BELGHALI 5.5 Le azione d’attacco del Verona passato sistematicamente dai suoi piedi, perché è l’unico in grado di inventare qualcosa. Ma non gli riesce, questo è ciò che rimane. Tanti buoni propositi, che però rimangono tali. Crossetti senza senso, che spesso “muoiono” dove non c’è mezzo compagno. Insomma, il solito tanto fumo e poco arrosto dell’ultimo periodo.

LIROLA s.v. (dal 42° s.t.)

AKPA AKPRO 5 Secondo partita di fila non eccezionale per il centrocampista, lui che nell’ultimo periodo si era spesso dimostrato tra i migliori. Non entra in partita, sbaglia tanto quei pochi palloni che si ritrova tra i piedi. Si prende anche un cartellino che evidentemente condiziona la scelta di Sammarco di richiamarlo in panchina.

SARR 5 (dal 17° s.t.) Non c’è niente da fare, non tira verso la porta, non è una cosa sua. Mi domando perché abbia quindi scelto di fare l’attaccante.

GAGLIARDINI 5.5 Non sono così severo come alcuni che gli sparano addosso in maniera impietosa. Ha i suoi limiti, dati da un fisico non più integro e da un’età non più così verde. Ma ci rendiamo conto chi ha al suo fianco??? Il nulla oggi, perché i compagni di reparto lo lasciano solo a cantare (non bene) e a portare la croce. Insomma, se non lo si aiuta, ovvio che vada in crisi anche lui.

BERNEDE 5 Contro il Milan è stato disastroso, contro il Lecce quasi disastroso. Non ne azzecca davvero una, signori. Corre senza il minimo senso, senza capire dove debba andare. Fa un casino che la metà basterebbe, senza cavarne fuori niente. Perde mille palloni e sulla sua fascia, quando difende, viene spesso sbertucciato da Banda. Finale di stagione angosciante per il francese.

VERMESAN s.v. (dal 42° s.t.)

FRESE 5 Un altro che sta veramente facendo vedere il peggio. Tanti appoggi sbagliati, uno su tutti su Montipò che però è reattivo per annullare l’errore del compagno. In velocità lo sverniciano con una facilità disarmante. Non spinge mai, non un cross degno di questo nome, tutte robe dalla trequarti che non servono a nulla.

SUSLOV 5.5 Per la voglia che ha meriterebbe dieci, ma probabilmente paga proprio questa grande smania di risolvere le cose da solo. Alla fine si ritrova a strafare, ma a combinare poco o niente. Quando ha il pallone tra i piedi parte come un treno, dritto per dritto, ma va spesso a sbattere contro gli avversari. Insomma, un’incompiuta. Però i compagni dovrebbero guardare a lui come un esempio.

LOVRIC 5 (dal 17° s.t.) Non riesce a svegliare una squadra morta e sepolta.

BOWIE 5.5 Un primo tempo di lotta. E’ bravo ad addomesticare anche i palloni più difficili. Si sbatte come pochi altri compagni, ma anche lui è troppo isolato, perché Suslov non gli sta così vicino come servirebbe. Secondo tempo più complicato, con il Verona che ha poche idee e perlopiù confuse.

ALL. SAMMARCO 5 Ritrova Bella Kotchap e Suslov dal primo minuto e davanti rientra Bowie. Primo tempo leggermente superiore al Lecce, ma che fatica ragazzi. Questa squadra ha smesso di crederci da un pezzo e non sarà certo uno stadio sempre presente a far cambiare le cose. Non c’è più nulla e speriamo che finisca tutto presto perché cominciamo a non poterne più, ogni volta, di questo spettacolo senza capo né coda. Signore, pietà.

IL PAGELLONE DI VERONA-MILAN

MONTIPO’ 6 Questa volta attento nelle uscite e sulle palle alte. Viene bucato da una dormita della squadra, ma anche dalla bravura del Milan, che costruisce una bella azione in velocità.

NELSSON 6 Non costretto a grandi cose contro un Milan nefando, che trova un gol in maniera inspiegabile, a sua insaputa. Abbastanza scolastico, ma comunque non in difficoltà.

EDMUNDSSON 6.5 Dopo il passo falso di Torino, si rimette in bolla con una buona prestazione, attenta e precisa. Sovrasta Leao che è un di quelli che ti fanno venire il nervoso solo a vederlo camminare. Il colosso faroese non si fa impietosire e lo pialla senza sensi di colpa. Prova una bella conclusione da fuori ma i giri sono sbagliati. Cerca gloria di testa sui calci d’angolo, ma senza fortuna.

VALENTINI 6 Leggi Nelsson.

OYEGOKE s.v. Finisce ko per una botta al ginocchio. Peccato, stava davvero facendo bene.

LIROLA 4 (dal 21° p.t.) Scusate, non ero nemmeno accorto che fosse entrato in campo.

AKPA AKPRO 5 Vi ricordate il film “La Storia Infinita”. Il grande nemico è il “Nulla”, una forza oscura che divora il regno di Fantasia. Ebbene, anche lui viene divorato dalla pochezza di una partita dai contenuti tecnici imbarazzanti. Questa volta non riesce nemmeno a metterci la sua solita vivacità, quella corsa che gli permetteva di andare oltre. Inghiottito dalla mediocrità di due formazioni senza arte né parte.

AL MUSRATI 5 (dal 19° s.t.) Non aggiunge nulla a una squadra che non ha più nulla da dare. La sua avventura a Verona si avvicina lentamente alla conclusione. Per fortuna.

GAGLIARDINI 5 Ovvio che il paragone non si possa fare con un fuoriclasse come Modric, che anche a 40 anni gioca a occhi chiusi. Questo per dire che pur non essendo un fulmine, il croato fa viaggiare il pallone con la testa, non solo coi piedi. Gagliardini ce la mette, ma è costretto davvero, spesso, a fare tutto da solo, abbandonato da Bernede e Akpa Akpro. Insomma, ha colpa, ma da condividere coi compagni.

LOVRIC s.v. (dal 37° s.t.)

BRADARIC 4 E’ uno che una buona parte di campionato aveva sempre dato qualcosa, magari non sempre in gran spolvero, ma comunque dentro. In questo momento è in grave difficoltà, fatica proprio a correre, non ha lo spunto e sbaglia davvero una quantità discutibile di giocate. Non voglio pensare che abbia tirato i remi in barca, perché non lo credo, ma così non serve a nulla.

VERMESAN 6 (da1° s.t.) Nel giro di pochi minuti, un bel tiro da fuori che complica la vita a Maignan. E un’altra bella botta fuori non di molto. Almeno ci prova il ragazzino.

BELGHALI 5.5 Dà l’impressione di poter sempre inventare qualcosa, con quelle gambe che sembrano intorcolarsi tra loro, ma che invece poi scivolano leggere sul campo. Però si perde sempre sul più bello. Vedi la clamorosa occasione che sciupa solo soletto davanti a Maignan. Decide il tiro rasoterra, quando avrebbe avuto più senso provare a metterla sotto al sette. Vabbè, un alibi ce l’ha, ossia aver giocato ancora una volta in un ruolo non suo. Cercando comunque di cavarne fuori qualcosa di positivo.

BERNEDE 4 La fotografia della sua partita è quando Gagliardini, con ampi gesti, lo invita a darsi una mossa. E’ piantato per terra e solo raramente si ricorda di non essere una bella statuina. Quando si sveglia, però, perde i palloni come uno scolapasta che non riesce a trattenere l’acqua. Dice che deve capire se resterà a Verona anche in serie B. Se è questo, la porta è da quella parte…

ISAAC s.v. (dal 37° s.t.)

ORBAN 4.5 Allora, se gli arrivano palloni lunghi non ne becca uno. Ma, poveraccio, non è il miglior modo per aiutarlo. Il punto è che anche quando si trova ad attaccare la porta frontalmente non ne tira fuori niente di buono. Soverchiato dalla difesa colossale del Milan, sembra un bambino bullizzato. Che per ribellione, però, tira fuori quell’indolenza che fa solo innervosire. Perde tantissimi palloni senza quasi preoccuparsene. Per lui vale lo stesso discorso fatto per Bernede.

ALL. SAMMARCO 5 Avere fuori contemporaneamente Suslov, Sarr, Mosquera e Bowie di certo non aiuta. Ma le scelte non convincono del tutto, soprattutto ancora una volta Belghali fuori posizione. Il primo tempo è terrificante, senza un minimo di ardore, verrebbe da dire amor proprio. Qualcosina in più nella ripresa, ma sempre sotto il minimo sindacale. L’agonia continua, inesorabile e le colpe sono anche sue. Non condivido il parere di chi dice che lui sia esente da responsabilità. Ovvio, ha preso in mano una situazione già abbondantemente compromessa. Però di tempo ne ha avuto a disposizione.

IL PAGELLONE DI TORINO-VERONA

MONTIPO’ 6 Prende due gol per due errori fantozziani della difesa. Il primo a freddo, il secondo con la squadra rimasta nello spogliatoio. Non viene mai chiamato a qualche parata degna di questo nome. Sarebbe quasi da “s.v.”.

NELSSON 6 Il migliore della difesa titolare. Bada al sodo, senza voler strafare. Costretto a mettere più di una pezza alle incertezze di Edmundsson. Non male le giocate in anticipo, bene sulle palle alte. Insomma, ordinaria amministrazione, senza infamia e senza lode.

EDMUNDSSON 5 Scivola goffamente davanti a Simeone che ringrazia e segna. Si becca un giallo dopo che Vlasic lo salta come un birillo. Perennemente in difficoltà, sembra la brutta copia di se stesso. Simeone gli va via una volta sì e l’altra pure, lasciandogli solo la possibilità di prendergli la targa. Per pietà, Sammarco lo richiama in panchina.

VALENTINI 6 (dal 60°) Dà sicuramente qualcosa in più rispetto a chi è partito dal primo minuto.

FRESE 4 Assurdo come lasci solo soletto Casadei che non può fare altro che segnare, a due passi da Montipò. Ma al di là dell’errore, pur pesantissimo, è tutta la prestazione disastrosa. Solo il var, che becca il fuorigioco di Simeone, evita di piazzargli sulla coscienza il terzo gol del Torino. Ne fa una più di Bertoldo.

MOSQUERA s.v. (dall’ 81°)

OYEGOKE 5.5 Sammarco lo conferma a destra, dirottando Belghali a sinistra. Alterna cose buone ad altre meno positive. Spinge con la forza fisica, ma poco lucidamente. Spessa va a sbattere contro il muro granata. Però ce la mette tutta, sia chiaro, pur con i suoi limiti, sui quali sta comunque cercando di lavorare. Con risultati non malvagi rispetto all’inizio della stagione.

AKPA AKPRO 6 Pur non facendo cose eclatanti, il suo lo porta sempre a casa, se non altro per l’intensità che ci mette. Che, per carità, può anche non essere la migliore della sua stagione in gialloblù, ma comunque meno peggio di tante altre cose viste finora. E’ un motorino che non si ferma mai. Gli manca il piglio sulla trequarti, che potrebbe fare la differenza.

GAGLIARDINI 5 Questa volta la corsa non combacia assolutamente con la qualità della partita. Sbaglia tantissimo, spreca palloni a nastro e quando nella ripresa il Toro alza il ritmo sembra sempre un passo indietro rispetto agli avversari. Non riesce a respirare quando arriva la pressione. Troppe scelte sbagliate. Sfortunato quando con un bel colpo di testa prende la traversa piena.

BERNEDE 5 Brutta partita, interpretata male, e con il fiato corto. Non corre sciolto, sembra avere una lavastoviglie sulle spalle. Non riesce a trovare la posizione ideale, galleggiando tra centrocampo e trequarti. Non gioca tanti palloni, più che altro li rincorre senza senso. Ha una grande occasione per segnare il 2-1 del Verona, ma sciabatta sciaguratamente.

BRADARIC 6 (dal 68°) Subito in partita con attenzione e voglia di spingere.

BELGHALI 5 Dopo la buona partita contro la Fiorentina, parte ancora largo a sinistra. Non una bestemmia calcistica, ma la seconda non va per niente bene. Non ha spunto, fa sempre lo stesso movimento, sempre la stessa finta. Se nel primo tempo galleggia, nella ripresa affonda, anche perché Sammarco lo sposta ancora una volta, a ridosso di Bowie, creandogli ulteriore confusione.

SARR s.v. (dall’81°)

HARROUI 4 Non credo che ci sia un giocatore del Verona al quale siano state date più occasioni per far ricredere tutta la piazza. E, come successo le altre volte, il centrocampista delude tutti. Non si capisce se faccia la seconda punta, oppure il trequartista, oppure un pensionato che si ferma a guardare i cantieri. Non ne azzecca una. Per favore, pietà.

ORBAN 6 (dal 60°) Parte inaspettatamente della panchina. Entra con una grandissima voglia di rivalsa. Si rende utile e viene da domandarsi perché non buttarlo in campo prima.

BOWIE 6.5 Segna. E già questa è una buonissima cosa. E’ il secondo gol dal suo arrivo a Verona. Unica punta, deve davvero spaccare in dieci per trovare un pallone giocabile e quelli che gli arrivano li gestisce davvero bene. Oltre a segnare un gol, che si crea da solo, mette Bernede da solo davanti a Paleari. Il compagno sbaglia scioccamente. Un grande lottatore che, secondo me, ha anche buoni qualità tecniche. Insomma, non è lo scarpone che tutti dicono sia.

ALL. SAMMARCO 5 Sorprende tutti e lascia in panchina Orban, con Bowie unica punta. Conferma Oyoegoke a destra e Belghali a sinistra. E punta ancora su Harroui. Sembra quasi una scelta conservativa che, vista la classifica, ha poco senso. Il Verona parte ad handicap, in svantaggio dopo pochi minuti. I gialloblù piano piano risalgono la china, pareggiando e meritando anche qualcosa in più. Nella ripresa, però, il primo quarto d’ora è disastroso e il Verona crolla. Interviene con troppo ritardo dalla panchina per raddrizzare le cose. Incomprensibile poi la scelta di buttare in campo quattro punte dopo aver cominciato col solo Bowie dal primo minuto. O tutto, o niente. Poca lucidità e intanto l’agonia continua.

IL PAGELLONE DI VERONA-FIORENTINA

MONTIPO’ 6 Spettatore per tutta la partita, al cospetto di una Fiorentina raccapricciante. Viene bucato da un gran gol di Fagioli, sul quale nemmeno Superman potrebbe arrivare.

NELSSON 6.5 Torna sui suoi livelli, giocando una partita pressoché perfetta. Bravo su lanci lungi della Fiorentina. I palloni alti sono tutti suoi, senza grandi patemi d’animo. Buona l’intesa con Edmunsson che dà grande sicurezza a tutto il reparto. Finalmente sicuro, dopo mesi da incubo.

MOSQUERA s.v. (dal 45° s.t.)

EDMUNDSSON 7 Gladiatore della difesa, annulla quasi sbadigliando Moise Kean, che viene letteralmente annichilito. Conferma strapotere fisico, ma anche tecnico. Azzecca un paio di lanci lunghi millimetrici. Comanda la difesa con la personalità di un senior. Lui sì che è uno di quelli sui quali puntare la prossima stagione. Convinto che resterebbe senza pensarci.

FRESE 6 Gioca in maniera ordinata, senza voler strafare. Quando capisce che la Fiorentina può essere attaccata, prende coraggio e spinge, non sempre con risultati significativi. Ma è attento e soprattutto in fase difensiva non lascia passare un brutto cliente come Gudmunsson.

OYEGOKE 6.5 Nonostante un inizio agghiacciante da parte di entrambe le formazioni, lui parte col piglio giusto e con la voglia di spingere. Gli riesce bene. Va spesso e volentieri sul fondo, mettendo dentro cross interessanti. Quando è in fiducia dimostra qualità comunque interessanti. Sicuramente un altro giocatore rispetto a quello di inizio stagione. Va anche vicino al gol con una cannonata da fuori che De Gea manda in angolo non senza grattacapi.

BRADARIC s.v. (dal 30° s.t.)

AKPA AKPRO 6 Parte lento, meno brillante del solito, ma anche lui, come il resto dei compagni, si scuote quando capisce di avere di fronte un avversario tutt’altro che proibitivo. Prende iniziative, non sempre concrete, ma spesso i palloni passano dai suoi piedi. Gli manca la furia dei giorni migliori, ma questo non toglie i gradi a una prestazione comunque positiva.

GAGLIARDINI 6 Tocca sempre ripetermi, ma leggo spesso commenti lunari. Non è mai stato Usain Bolt, quindi quelli che si aspettano giocate alla velocità della luce devono cercare altrove. E’ ordinato, invece, non brillantissimo, ma sono pochi i palloni che perde. Su uno concede una sbavatura, che sarà fatale. Ma questa partita il Verona non la perde certo per Gagliardini. Ci siamo capiti.

BERNEDE 6 Rientra dal primo minuto dopo l’infortunio. Si vede che c’è un po’ di ruggine, ovviamente, ma è dentro al gioco e al centro di quasi tutte le trame offensive del Verona. Concede qualcosa sbagliando passaggi semplici, ma nonostante questo è sempre bravo a tentare di mettere una pezza ai propri errori. Tiene finché ne ha, con grande volontà, ma poi la benzina finisce.

SUSLOV s.v. (dal 30° s.t.) Il cartellino rosso che si prende è diretta conseguenza delle scelte sballate di Guida.

BELGHALI 6.5 Bagliori del giocatore che ci ha fatto impazzire prima dell’infortunio alla caviglia. Predica nel deserto per i primi 25 minuti di partita, cercando di scuotere i suoi. Ci riesce, col passare dei minuti, prendendosi sul groppone praticamente ogni azione offensiva del Verona. I guizzi sono quelli dei giorni migliori, magari un po’ troppo ricamati, ma oggi abbiamo capito quanto ci è mancato questa versione di Belghali.

ORBAN 5.5 Gioca un primo tempo in maniera talmente indisponente da far venire nervoso a tutto il Bentegodi. I compagni nemmeno li vede, fa tutto da solo, sbaglia passaggi a due metri. E quando solo gli altri a incepparsi non perde occasioni di farlo notare. Ha una grande occasione, che spreca. Qualcosa meglio nella ripresa quando inizia a dialogare con i compagni. Un po’ più centrato, ma ancora non perfetto. Sammarco decide di toglierlo, secondo me giustamente, accenna una protesta senza senso, che viene subito smorzata.

SARR 5.5 (dal 22° s.t.) Non riesce a incidere.

BOWIE 5.5 Sicuramente più dentro alla partita rispetto a Orban, che vaga per il campo senza senso. Lotta come al solito come un leone, cercando di proteggere ogni pallone che gli arrivi a tiro. Ma il lavoro che gli fa fare Sammarco spesso lo allontana dalla porta, portandolo a defilarsi. Non la condizione migliore per una prima punta come lui. Ma sull’impegno, poco da dire.

ALL. SAMMARCO 6.5 Sceglie di puntare nuovamente su Bernede, rimettendo in panchina Harroui, deludente nelle ultime partite. L’inizio è da film horror, per colpa di entrambe le formazioni, ma quando il Verona capisce di potercela fare, la partita cambia. I suoi vanno più volte vicini al vantaggio. E’ forse la miglior versione della sua gestione. E pare una bestemmia che la Fiorentina riesca a trovare il gol vittoria nell’unico tiro in porta del secondo tempo. Risultato bugiardo, bugiardissimo. Al quale contribuisce l’errore clamoroso di Guida sulla scenata di Fagioli. Non parlo mai di arbitri, ma questa volta il Verona la perde per colpa della gestione sciagurata del direttore di gara. Buona pasqua di resurrezione.

IL PAGELLONE DI ATALANTA-VERONA

MONTIPO’ 5.5 Parata efficace, ma più per compiacere i fotografi, sul bel colpo di testa di Krstovic, viene poi colpito e affondato da Zappacosta, che beneficia anche di una deviazione. Ma come spesso accade, da troppo tempo a questa parte, al primo tiro gli avversari segnano. Non tranquillo, pare sempre terrorizzato appena il pallone arriva dalle sue parti e questa insicurezza si riflette, ovviamente, sui compagni di squadra.

NELSSON 5.5 A poche partite dalla fine del campionato, direi che ormai possiamo tranquillamente dire che questo sia Nelsson, e non il difensore attento e chirurgico della prima parte di stagione. Non che contro l’Atalanta faccia disastri, ma è sempre incerto, baltebba come un debuttante al Bernabeu. Stilisticamente sempre più goffo, ce la fa con un po’ di mestiere, ma che fatica, ragazzi.

EDMUNDSSON 5.5 Meno perentorio del solito, un po’ balbettante su cose che solitamente fa a occhi chiusi. In più il cartellino giallo, che si prende nel primo tempo, lo condiziona non poco. Rischia in un paio di occasioni la seconda ammonizione e quindi il rosso, ma Ayroldi lo grazia. Il duello con Krstovic sarebbe dalla sua, se fosse lotta greco-romana, ma visto che parliamo di calcio…

VALENTINI 5.5 Tante sbracciate, a richiamare i compagni, ma stringi stringi di sostanza ce n’è poca. Un primo tempo davvero brutto, con tantissimi errori, banali. Ripresa migliore, ma fare peggio era davvero difficile. Rimane anche lui lontano parente del lottatore che si era fatto apprezzare nella seconda parte della scorsa stagione.

BELGHALI 5 Ancora una volta il “messia” non si è fatto trovare pronto. Torna al primo minuto, ma in campo vagabonda senza senso, incapace di tornare ai suoi livelli. Non salta un avversario che sia uno, non riesce mai a creare superiorità nella metà campo atalantina. Un po’ meglio nella ripresa, quando Sammarco lo mette a sinistra. Sia chiaro, nulla di trascendentale, ma appena superiore al torpore del primo tempo. L’unica giustificazione, che comunque non è da poco, è una condizione fisica ancora ballerina, dopo un infortunio decisamente pesante alla caviglia.

AKPA AKPRO 6 E’ l’unico che si salva, a mani basse. Ha confermato, per l’ennesima volta, di star meglio di tutti fisicamente, ma di avere non solo tanto fiato, ma anche piedi buoni. Si danna l’anima, a tutto campo. Clamoroso il salvataggio su un gol praticamente già fatto di Ederson. Dovrebbe essere il primo sul quale puntare per il futuro. Ma temo che non sarà così.

BERNEDE s.v. (dall’87°)

GAGLIARDINI 5.5 Allora, una cosa non capisco. Chi si aspettava che fosse Flash, lo aveva mai visto giocare prima??? No perché mi pare che la velocità non sia mai stato il suo forte. Se poi diciamo che non ha più il piglio dei giorni migliori, la capacità di far girare la squadra come ai vecchi tempi, possiamo anche essere d’accordo. Eppure è sempre dentro al gioco, cerca di sporcare quello dei padroni di casa e corre, non come Bolt, ma come Schwazer. Lo dicono le statistiche. Poi il giallo costringe Sammarco a richiamarlo in panchina.

AL MUSRATI 6 (dal 66°) Lento ma ordinato. Sbaglia poco.

HARROUI 4 Ci aveva illuso a Bologna e come tale, l’illusione è durata come un unico dolce venticello in una giornata afosa di agosto. Per poi lasciare spazio, ancora una volta, al caldo maledetto. Ditemi una sola occasione in cui fa qualcosa di giusto. Mai. Totalmente inefficace, è piantato per terra, pesante come un bulldozer. Mai capace di saltare gli avversari, mai in grado di dialogare a soli due metri coi compagni di squadra. Inutile.

SUSLOV 6 (dal 66°) Prova a saltare qualche avversario, qua e là. Cuore gialloblù.

FRESE 5 Si prende una bella arata da Zappacosta che non dimostra alcuna pietà. Viene sempre saltato con una facilità disarmante. Le prova tutte, buone e cattive, ma non gli riesce mai di fermare l’esterno dell’Atalanta che segna pure il gol che sblocca il match. Che sia una condizione fisica discutibile o semplice enorme divario tecnico tattico poco importa. Il risultato è disastroso.

OYEGOKE 5.5 (dal 46°) Non che ci si possa aspettare i miracoli da lui. Di certo fa poco per far ricredere gli scettici.

ORBAN 5 In questi mesi ci ha fatto capire che il suo modo ideale di giocare è guardando la porta, riuscendo a calciare appena gli si spalanca la visuale. Ma ultimante è sempre di spalle rispetto al portiere avversario. Torna spesso a difendere, risultando poi inutile in avanti. Sbaglia davvero troppo, però riesce a crearsi un paio di occasioni interessanti, da sfruttare decisamente meglio. Insomma, come Bowie, ha responsabilità, ma se non li mette nelle migliori condizioni, le sue colpe arrivano fino alla pagina due del libro. Poi sono altri che devono rispondere.

BOWIE 5 Impossibile salvarlo perché fa tutto tranne che l’attaccante. Gioca quasi sempre sulla linea di centrocampo, a volte costretto addirittura a fare il terzino. Inspiegabilmente si ritrova a crossare in un’area senza alcun attaccante gialloblù. Ovvio che, nel momento in cui viene chiamato ad attaccare non abbia nemmeno il fiato per esserci. E infatti si mangia un gol clamoroso, solo davanti a Carnesecchi, arrivando del tutto scoordinato. Insomma, ha le sue colpe, ma l’allenatore non lo mette nelle condizione di poter far male.

SARR s.v. (dal 78°)

ALL. SAMMARCO 5 Ritrova Belghali dal primo minuto. Per fargli fare il difensore. Così come fa fare il difensore anche a Bowie e Orban, sull’altare di un equilibrio che non ha alcun senso. Questa dovrebbe essere una squadra che dovrebbe ormai andare spavalda su ogni campo. Invece gioca per contenere, per strappare il punticino. L’Atalanta non brilla, ma il Verona fa ancora peggio. Non concordo con chi dice che non abbia responsabilità su questa annata disgraziata. Ha avuto il tempo per salvare la baracca, ma non ci è riuscito. Non ha dato la scossa e anche da un punto di vista tattico non si è visto alcun miglioramento. Anzi.