31
gen 2021
AUTORE giovanni.vitacchio
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IL PAGELLONE DI ROMA-VERONA

SILVESTRI 5+ Un paio di interventi che evitano l’imbarcata totale non gli bastano per salvare una partita condizionata da due errori su due dei tre gol della Roma, secondo e terzo. Anche sull’1-0 di Mancini non mi è sembrato particolarmente reattivo, ma lì ad ingannarlo ci si è messo anche Ceccherini, con lo svarione decisivo.

DAWIDOWICZ 5 Soffre dannatamente la velocità di Mkhitarian, non riesce mai a tenerlo. Il primo tempo è davvero da incubo, ed esce malconcio anche da un corpo a corpo con Borja Mayoral (fatalità i padroni di casa la sbloccano quando lui è momentaneamente fuori). Nella ripresa un po’ meglio, anche perché la Roma rallenta. Ma quando accelera, sono sempre dolori.

GUNTER 4.5 Subito due palloni in disimpegno sparati in fallo laterale in maniera del tutto scriteriata, senza avversari in pressione. Poi, sotto di un gol, con la squadra ancora incredula, tiene in gioco Borja Mayoral che dà il “la” al raddoppio della Roma. In confusione totale, non riesce a riprendersi e rimane a rimuginare sugli errori che hanno inevitabilmente condizionato il risultato.

CECCHERINI 5 Nel colpo di testa di Mancini, che sblocca il risultato, potrebbe respingere il pallone sulla linea di porta, ma lo cicca clamorosamente. Falloso, troppo falloso. Ed esageratamente frenetico nelle giocate. Non mi è piaciuto. Pellegrini lo mette in difficoltà, anticipandolo spesso e lui, fisicamente non al 100% arranca tentando di recuperare. Nel disastro totale del primo tempo non riesce a limitare i danni.

UDOGIE s.v. (dal 35′ s.t.)

FARAONI 5 Mi fa un certo effetto dargli un’insufficienza, perché anche nelle giornate storte della squadra, lui ha sempre portato a casa la pagnotta. E invece incappa nella sua prima topica stagionale. Dalla sua parte c’è Mkhitaryan che sembra un ossesso e lui ci capisce davvero poco. Finisce sotto la doccia molto prima rispetto a suoi standard, considerano che Juric non lo cambia praticamente mai.

DIMARCO 6 (dall’11′ s.t.) Aveva probabilmente bisogno di rifiatare, ed evidentemente gli sono bastati 45 minuti in panchina, perché quando è entrato ha fatto bene.

TAMEZE 6.5 E’ l’unico, soprattutto nel primo tempo, che non va in confusione e a tentare di dare una parvenza di squadra ai suoi compagni, che non hanno invece alcuna forma. Corre anche per gli altri nove ma non basta ad evitare la figuraccia. Anche nella ripresa, con i nuovi innesti, si arrende solo quando il discutibile arbitro Piccinini fischia la fine.

ILIC 5 In mezzo al campo i giallorossi entrano come il classico coltello caldo nel burro. Paga la grande velocità di gioco della Roma, lui che non è certo uno agile nel breve. Ma nemmeno nel lungo. Dovrebbe far ragionare la squadra, ma lui è il primo a non essere lucido. Anche difensivamente gli vanno via abbastanza in scioltezza.

BESSA 6.5 (dall’11′ s.t.) Il gol di Colley è per la metà suo. Bellissimo, infatti, il pallone che mette sulla testa del giovane attaccante gialloblù. Ma non si è fermato lì, perché ha fatto vedere altre belle giocate e ha dimostrato di trovarsi bene coi compagni (che lo cercano tantissimo). Juric non ha un giocatore con le sue caratteristiche, vero regista offensivo, capace anche di vedere la porta. Sono convinto che nel momento in cui troverà la condizione fisica ideale, potrà mettere in difficoltà il mister nelle scelte.

LAZOVIC 6 A sinistra ha sofferto, o comunque sia, non ha brillato come al suo solito. Discorso completamente diverso nella ripresa quando Juric lo ha riportato nel suo ruolo naturale. Buona l’intesa con l’ispiratissimo Bessa. La cosa che preme maggiormente è che ritrovi la stessa condizione della scorsa stagione.

BARAK 5.5 Primo tempo praticamente nullo. Secondo meglio, quando Juric lo abbassa, mettendolo al posto di Ilic. Non ha gli spunti visti contro il Napoli e quindi ci mette il fisico che di certo non gli manca. Ecco, in certe partite, sono convinto che il suo ruolo sia in mezzo al campo. Il graduale inserimento di Bessa potrebbe agevolare questa soluzione.

ZACCAGNI 5 Sotto gli occhi del c.t. della Nazionale, Roberto Mancini, stecca la partita. I difensori giallorossi gli preparano il comitato di benvenuto con la clava in mano e lui non fa nulla per giocare con “astuzia”. Ci prova anche a tentare qualche giocata delle sue, ma le buone intenzioni non si trasformano in concretezza. Colley prende il suo posto. E segna.

COLLEY 6+ (dall’11′ s.t.) Entra in campo indemoniato. Trova il gol subito, poi un’altra grande occasione, sparata però alta. Non gestisce al meglio un contropiede che avrebbe potuto riaprire la partita. Ma non condivido le critiche esagerate che ho sentito su di lui. Sono il primo a chiedergli sempre la voglia di fare il diavolo a quattro. Oggi l’ha fatta vedere. Spiegatemi voi cosa avrebbe dovuto fare di più di così…

KALINIC 4.5 A fondo lui, come a fondo tutta la squadra nel primo tempo. Gli arriva qualche pallone, per carità, nulla di clamoroso, ma lui pur con quel poco che gli arriva combina nulla. Lo cercano sempre col lancio lungo e sistematicamente finisce di sbattere contro la difesa della Roma. Rimane negli spogliatoi dopo l’intervallo.

LASAGNA 6+ (dal 1′ s.t.) Vince lui il “confronto” con Kalinic, ma, lungi da me creare una lotta intestina. E’ innegabile, però, che abbia fatto meglio rispetto al croato. Si crea un paio di occasioni, una buona, che finisce sul fondo solo per una deviazione giallorossa. Acquisto che permette finalmente a Juric di avere più opzioni dalle quali pescare.

ALL. JURIC 6 Io non lo boccio, perché quei dieci minuti di delirio della squadra non sono prevedibili, assolutamente. La formazione che manda in campo non è sbagliata. Forse un appunto solo su Dawidowicz a uomo su Mkhitaryan. Nella ripresa, però, prova a cambiarla e la squadra dà segni di vita che nel primo tempo aveva dato solo nei primi venti minuti. Insista su Bessa perché uno così, con quel tipo di caratteristiche non ce l’ha in rosa.

24
gen 2021
AUTORE giovanni.vitacchio
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IL PAGELLONE DI VERONA-NAPOLI

SIVESTRI 6.5 Un miracolo nel primo tempo su Demme, che da due passi non riesce a superarlo. Per il resto non è che il Napoli lo impensierisca. Si limita all’ordinaria amministrazione con la solita grande personalità.

DAWIDOWICZ 6.5 Ad un certo punto si è fatto prendere la mano e sembrava la reincarnazione di Garrincha: un dribbling di qua, uno di la e via sul fondo per crossare. Lo dico sempre, non sarà bello da vedere quando gioca, ma se è in giornata sia fisicamente, sia mentalmente, non sbaglia mai prestazione.

GUNTER 6.5 Non è per niente facile tenere a bada un sacramento come Petagna, che gioca tanto di fisico, appoggiandosi all’avversario. Lui ci riesce benissimo, venendo anche spesso fuori con la palla al piede. Bene anche nel gioco aereo, quando il Napoli prova il lancio lungo, a scavalcare il centrocampo. Esce un po’ azzoppato, ma pare nulla di serio

LOVATO 6 (dal 30′ s.t.) Prezioso nei momenti concitati (pochi) in cui il Napoli prova a raddrizzarla.

DIMARCO 6 Inizio shock con un errore fantozziano che spalanca la strada verso la porta di Silvestri a Lozano, che non perdona. Sembra rimanere su quel buco per lunghi tratti del primo tempo, fino a quando è proprio lui, con un bellissimo inserimento, a rimettere le cose in bolla. Certo, quando lo attacca l’esterno partenopeo, corrono i brividi lungo la schiena, ma lui rimane sempre concentrato

MAGNANI 6 (dal 10′ s.t.) Muso duro e bareta fracà, entra nella lotta con determinazione. Forse anche un po’ troppa perché si becca il giallo che lo farà stare fuori la prossima, contro la Roma. Però bene.

FARAONI 7 Sapete chi mi sembra Faraoni? Come quell’amico che se lo inviti ad una festa con cento persone, magari non lo noti. Ma se non viene, senti la sua mancanza. Ecco, ci sono momenti della partita in cui sembra quasi di non vederlo. E invece ti rendi conto che è sempre al posto giusto, nel momento giusto. Segue Insigne a uomo, ma poi si smarca e comincia a prendere fiducia anche quando c’è da attaccare. Tanta, tantissima roba il Capitano.

TAMEZE 7.5  Tanto era mancato a Bologna e tanto bene ha fatto oggi, in perfetta interazione con Ilic. Lavoro sporco, sporchissimo, a recuperare palloni in mezzo al campo e, quando serve, in difesa. Corre tantissimo, senza mai perdere lucidità. Fondamentale nel centrocampo di questo Verona che è un po’ sciabola e un po’ fioretto. Finisce addirittura in crescendo, sollecitando le ripartenze gialloblù. La sua migliore partita da quando veste la maglia dell’Hellas.

ILIC 7 A Bologna mi era sembrato timidino, limitato a fare il compitino. Contro il Napoli dimostra grande maturità e voglia di prendersi il centrocampo sulle spalle. Si propone, propone e corre con gran disinvoltura. E’ un bambino, Juric lo dice sempre, ma è la strada giusta perché diventi un uomo vero.

LAZOVIC 7 Si è rivisto, per lunghi tratti, il Lazovic bello ed efficace della passata stagione. Convinto di poter saltare l’uomo, non si fa pregare e parte. Si divora un gol facile facile nel primo tempo, solo davanti alla porta, ma si fa perdonare nell’azione del 3-1, con un assist perfetto che Zaccagni non deve fare altro che trasformare in gol. Adesso, avanti così, Darko.

BARAK 7.5 Un gol stupendo, gentilmente suggerito da un assist meraviglioso di Zaccagni. Grande forza fisica, e questa era cosa nota. Ma anche grande capacita di coprire la trequarti di campo di sua competenza. Abile negli inserimenti, oggi ne abbiamo avuto un’ulteriore riprova: quando entra in area sa essere devastante. Altra partita di grande presenza e solidità, mai banale e gestita alla perfezione in entrambe le fasi.

ZACCAGNI 7.5 Primo tempo con le marce ridotte, alla ricerca dell’intesa non sempre perfetta quest’anno con Lazovic. Nella ripresa diventa devastante e ogni volta che punta i giocatori di Gattuso, o lo stendono, o se ne va via in scioltezza. L’assist per il 2-1 di Barak è una “Gioconda”. Il gol è la definitiva liberazione in una partita che il Verona ha strameritato di vincere.

BESSA s.v. (dal 38′ s.t.)

KALINIC 5.5 Non ho ancora capito se sia lui a non aver capito il gioco della squadra o la squadra a non capire quali siano le sue caratteristiche da esaltare. Fatto sta che la chimica deve ancora sbocciare e lui fa poco per incentivarla. Schiacciato tra Koulibaly e Maksimovic non riesce quasi mai a tenere su un pallone che aiuti i compagni a salire. Ma come dicevo, forse la colpa non è solo sua.

DI CARMINE 6 (dal 10′ s.t.) Partecipa all’azione del terzo gol. Si dà da fare e non è una gran novità.

ALL. JURIC 8 Dopo una partenza quando meno terrificante, che ha lasciato qualche scoria fino a metà del primo tempo, i suoi ragazzi si destano e prendono in mano la partita. Nella ripresa sembra il Verona la grande squadra. Il Napoli non riesce a capirci un granché e i gialloblù, come lo squalo quando sente l’odore del sangue, azzannano la preda per finirla. Conclude il girono d’andata a 30 punti. Esatto, 30 punti. Qualcosa di pazzesco. E, secondo me, il bello deve ancora venire.

16
gen 2021
AUTORE giovanni.vitacchio
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IL PAGELLONE DI BOLOGNA-VERONA

SILVESTRI 6 Un po’ troppo frettoloso in occasione dell’azione che porta al rigore del Bologna. Arriva lungo su Soriano, che non fa ovviamente nulla per restare in piedi. Forse avrebbe dovuto accompagnarlo sul fondo. Ma dirlo seduto davanti ad un computer non conta nulla. Poi due autentici miracoli, nel secondo tempo, prima su Barrow, poi su Orsolini.

DAWIDOWICZ 5.5 Come tutta la difesa, soffre tremendamente la pressione dei tre trequartisti che stanno dietro a Barrow. Fatica tremendamente a liberare quando ha il pallone tra i piedi. Cresce nella ripresa quando Juric lo sposta sul centro sinistra. Ma non quanto basta per raddrizzare la partita sua e quella del Verona.

BESSA 6 (dall’88′) Il suo è solo un voto di incoraggiamento, perché sono convinto che potrebbe tornare utile alla causa gialloblù. Sono contento di averlo rivisto in campo.

GUNTER 5.5 Barrow è davvero un brutto cliente e infatti gli va via in più di un’occasione. La mette sull’anticipo, ma spesso arriva in ritardo. Vero, c’è anche qualche chiusura preziosa, ma in generale è sembrato poco sicuro dei suoi mezzi, al pari dei compagni di reparto.

MAGNANI 5.5 Juric sceglie di metterlo a sinistra, nei tre di difesa e questo gli toglie più di una certezza. Anche perché da centrale puro, finora, aveva dominato in lungo e in largo. E invece oggi ha sofferto. Meglio quando il mister lo ha spostato a destra, nella ripresa. Qualche timido tentativo di farsi vedere in avanti, con risultati però non positivi. Un pizzico di stanchezza è normale che lo limiti.

FARAONI 6 Difficile davvero che sbagli partita. Anche in un contesto non positivo, lui il suo lo fa, e lo fa bene. Certo, non scintillante come sempre, ma non si tira mai indietro, dietro e in attacco. Prova dialogare spesso con Barak, un altro che si è salvato, per mettere in pensiero il Bologna. Un piccolo messaggio al c.t. Mancini, in tribuna.

LAZOVIC 5 Mettendolo in mezzo al campo, Juric proprio non lo aiuta. Fa impressione vederlo così spaesato, incapace di trovare la giusta posizione a centrocampo. Non riesce a costruire e non riesce nemmeno a difendere. Fisicamente non c’è, ed è comprensibile visto che rientrava dopo un piccolo problema fisico. L’unica cosa buona la fa nei secondi finale di gara quando, tornato al suo ruolo, salta l’uomo e mette un ottimo pallone per Di Carmine.

ILIC 5.5 Primo tempo davvero sottotono, a velocità blanda. Non lo aiuta Lazovic, che lascia a lui tutto il lavoro sporco. Nella ripresa qualcosa di meglio e soprattutto più voglia di lottare sui palloni che gli arrivano a tiro. Ha pagato il centrocampo muscolare della squadra bolognese.

DIMARCO 5 Capita anche a lui, che sta mettendo insieme una grande stagione, di sbagliare una partita. Sbaglia sul taglio di Orsolini ed è lì che nasce l’azione che porterà al rigore per il Bologna. Ma oltre a questo, tanti altri piccoli errori, di attenzione e pochi cross degni del suo nome. Questa partita non è proprio andata la famosa “catena” di sinistra.

COLLEY 5.5 (dal 73′) Tanti palloni toccati in rapporto ai minuti giocati. Quasi tutti gestiti malissimo però. Continua il suo personale sali e scendi stagionale.

BARAK 6 L’unico che salvo senza ripensamenti insieme a Faraoni. Corre e corre tanto, andando ad aiutare qualche compagno visibilmente in difficoltà, soprattutto Lazovic. Si abbassa quando il Verona prova a partire e dimostra lucidità nei momenti più duri. Fisicamente non soccombe davanti ad un Bologna che di fisico ne ha tanto.

ZACCAGNI 5.5 Di suo non ha brillato, ma c’è anche da dire che i giocatori del Bologna lo hanno tartassato dal primo all’ultimo minuto. D’altra parte il campionato che sta facendo parla per lui e quindi gli avversari, che lo temono, non gli stendono certamente il tappeto rosso. Ha tirato il fiato, tutto sommato comprensibile.

KALINIC 5 Da uno come lui non ti aspetti un errore come quello che commette attorno al 63′ quando, tutto solo, spara addosso a Skorupski. Se fosse stato Di Carmine a commettere una topica simile, lo avremmo massacrato. Più difficile sbagliarlo che segnarlo un gol così. Ma oltre a questo, in generale, poca roba, pochi palloni giocati degnamente.

DI CARMINE 6 (dal 68′) Una gran bella occasione, su assist di Lazovic, che per poco non si trasforma in gol. Solita grande voglia di aiutare la squadra quando entra in campo.

ALL. JURIC 5.5 A conti fatti, l’esperimento di Lazovic a centrocampo è stato un fallimento. Mi ha sorpreso che ci abbia impiegato così tanto per rimetterlo largo a sinistra. Squadra visibilmente stanca, ma la cosa non è che mi sorprenda, visto quanto di buono ha fatto finora la squadra. Ciò nonostante crea due occasioni clamorose con Lazovic e, soprattutto, Kalinic. Il Bologna ha meritato, ma il pareggio non sarebbe stato un furto.

10
gen 2021
AUTORE giovanni.vitacchio
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IL PAGELLONE DI VERONA-CROTONE

SILVESTRI 6 Un’unica parata vera nel primo tempo su Messias, poi si limita a controllare e a far sentire la sua presenza quando il Crotone comincia a spingere, ma senza concludere qualcosa di realmente pericoloso. Impossibile per lui fare qualcosa sul gol di Messias.

LOVATO 6 Primo tempo in giacca e cravatta, quasi da spettatore. Nella ripresa, quando si trova davanti Simy, le cose si complicano un pochino, perché l’attaccante calabrese ha fisico e grande voglia. L’esperienza gli manca, è vero, ma gestisce e tampona bene fino alla fine.

MAGNANI 7 E’ sempre più Ministro della Difesa. Fin dai primi minuti fa capire agli attaccanti del Crotone chi comanda. Di testa sono tutte sue. Nel gioco a terra, quasi. L’arbitro Massimi gli fischia tantissimi falli contro, talvolta inspiegabilmente. Ma rimane lucido e conferma quanto di buono fatto finora. Esce un po’ acciaccato, speriamo che sia poca cosa.

GUNTER 6 (dal 17′ s.t.) Non è facile doversela vedere con Simy, che risveglia il Crotone dal torpore. Ci riesce con esperienza, sgomitando quanto basta.

CECCHERINI 6.5 Visto che il calcio non è assimilabile al circolo del cucito, tra lui e Messias non mancano le scintille e qualche contatto al limite della lealtà. A dire il vero lui rimedia anche un taglio nella zona dell’occhio che però non lo limita, anzi. Una partita attenta, giocata con forza e grande tempismo negli interventi.

DAWIDOWICZ 6 (dal 1′ s.t.) Un paio di svarioni da brivido, ma poi si registra e tiene sempre la testa alta e la schiena dritta davanti agli avversari.

FARAONI 7 Per me lui è un vero fenomeno. Non mi fraintendete, certo che non lo accosto ai grandi campioni. Ma ha un’intelligenza calcistica sopraffina. Sono convinto che tra tutti, lui è l’unico al quale Juric non rinuncerebbe mai. E’ davvero fondamentale in ogni zona di quella fascia destra, che è di sua legittima proprietà.

TAMEZE 7 Grande partita del francesce. E’ letteralmente dappertutto, corre come un ossesso, sopperendo anche le mancanze del compagno di reparto, Ilic. Distrugge quando c’è da distruggere, costruisce quando c’è da costruire, sempre con grande intelligenza e padronanza dei propri mezzi. Seppur stremato, nei minuti finali tenta l’arrembaggio, da grande leader.

ILIC 6 Così così, dai. Si limita a giocate scolastiche, facendo sentire un po’ la mancanza di Veloso. Però ce la mette tutta, anche quando si tratta di scarpinare e, lo sappiamo, la corsa non è che sia proprio la sua più importante dote. Bene nell’azione del raddoppio gialloblù.

DIMARCO 6.5 Mezzo voto in meno per l’errore, sulla linea di porta, che permette al Crotone di riaprire una partita che sembrava in ghiaccio, come la temperatura al Bentegodi. Fortunatamente non è stato determinante il liscio. Ed è merito suo, in fin dei conti, se il Verona vince questa gara, perché mette dentro il secondo gol in due partite, anche questo di grande tecnica.

BARAK 6.5 Assist per il primo gol in gialloblù di Kalinic e una partenza, nella prima mezz’ora, impressionante. Uno strapotere fisico, ma anche tecnico che nella ripresa un po’ si annacqua, per poi tornare nei momenti decisivi, quando la squadra è chiamata a soffrire. Ha sui piedi un pallone facile facile per il terzo gol gialloblù, ma lo manda in una deserta Curva Sud.

ZACCAGNI 6.5 Nel primo tempo vederlo giocare è uno spettacolo. Non sembra che corra sul prato, ma che fluttui come lo skate board di Ritorno al Futuro 2. Si vede che è in grande fiducia perché crede in ogni giocata che sceglie. Meraviglioso l’assist per il gol del momentaneo 2-0 di Dimarco. Nel secondo tempo cala la squadra e lui fatica a prenderla per mano. Esce stanco e fa posto a Colley.

COLLEY 7 (dal 30′ s.t.) Dà una grande mano in un momento di estrema difficoltà per la squadra. Si procura anche due clamorose occasioni da gol, una delle quali, bellissima, si stampa contro l’incrocio dei pali. Una meraviglia. Ecco, lui questo deve essere, quello che manda in confusione gli avversari, nei seppur pochi minuti che rimane in campo. Prezioso come l’aria che si respira.

KALINIC 6.5 Una grande occasione, un gol. Questo deve fare, buttarla dentro, quante più volte possibili. Oltre alla sua prima rete in gialloblù, tanto movimento e qualche palla che poteva gestire meglio. Ma la strada è quella giusta. Servono i minuti nelle gambe per percorrerla tutta.

DI CARMINE 6 (dal 17′s.t.) Subito spavaldo e frizzante nel modo di correre e sacrificarsi, ma questa è una dota che ha pochi eguali tra gli attaccanti gialloblù. Cerca di far salire la squadra quando l’ossigeno segna “rosso”.

ALL. JURIC 7 Un primo tempo dominato dai suoi, che finiscono 2-o, risultato che sarebbe potuto essere anche più largo. Nella ripresa il Verona soffre l’intraprendenza del Crotone, ma i suoi tengono, eccezion fatta per la sbavatura sul gol di Messias. A 27 punti in classifica sta migliorando il capolavoro fatto vedere la scorsa stagione. Speriamo che la società non gli rompa questo giocattolo “quasi” perfetto.

06
gen 2021
AUTORE giovanni.vitacchio
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IL PAGELLONE DI TORINO-VERONA

SILVESTRI 6 Una parata, facile facile nel primo tempo su Belotti. Ecco, da rivedere in occasione del pareggio di Bremer. Doveva uscire in presa alta? Era sua in area piccola, o era un rischio lasciare la porta? I dubbi rimangono, ma forse ci voleva un po’ più di decisione. Era una partita nella partita tra lui e Sirigu, in ottica nazionale. Finita anche questa in pareggio.

DAWIDOWICZ 6 Buona partita, attenta, nonostante i primi minuti da incubo, in cui prende una testata da Belotti e una pallonata in pieno viso. Resiste, stoicamente, ma alza bandiera bianca nel momento in cui va nello spogliatoio per l’intervallo. Juric gli concede un po’ di riposo.

LOVATO 6- (dal 1′ s.t.) Non particolarmente reattivo in occasione del pareggio del Torino: Bremer arriva prima di lui e la mette dentro. E’ una macchia in un secondo tempo giocato sufficientemente bene.

GUNTER 6.5 Bello il duello con Belotti, mi sento di dire, vinto dal difensore gialloblù. Nel primo tempo è uno dei migliori della squadra di Juric, poi gestisce con classe ed esperienza. Da lui passano i palloni quando il Verona decide di ripartire da dietro. E raramente si vedono giocate a caso.

CECCHERINI 6 Un po’ più falloso del solito, e infatti si becca anche il giallo. Ma l’efficacia rimane alta. Concede poco o nulla a Singo, che spinge molto, ma con poco successo. Fisicamente bene, prova anche a ripartire, non sempre in maniera impeccabile.

FARAONI 6.5 Sfortunato in occasione del pareggio del Toro. La sensazione è che aspetti l’uscita di Silvestri, ma alla fine si vede arrivare addosso il pallone e allora non può fare più nulla. Per il resto è il solito, solido, Faraoni, un martello costante, sempre presente e lucido in difesa e in attacco.

TAMEZE 6.5 Buonissima partita del francese che tiene in piedi il centrocampo, soprattutto quando il Verona è costretto a rinunciare alle geometrie di Veloso. Tanta corsa e tanti palloni recuperati, con grande determinazione. Sempre più certezza nei meccanismi di Juric.

RUEGG s.v. (dal 36′ s.t.)

VELOSO s.v. Ahi, un altro problema muscolare. Brutta notizia per il Verona.

ILIC 5.5 (dal 25′ p.t.) Così così. Fatica tanto quando entra in campo (a freddo) a trovare il passo giusto e in un paio di occasioni i granata lo infilano in velocità, non la sua dote principale. Un po’ meglio nella ripresa quando prova a far circolare velocemente il pallone. Ma in generale un po’ in affanno.

DIMARCO 7.5 E’ la garanzia di sempre. Che giochi nei tre di difesa o nei quattro di centrocampo e non è facile adattarsi continuamente. Trova un gol clamoroso, di una bellezza oggi seconda solo al gioiello di La Spezia di Zaccagni. Davvero tanta roba.

BARAK 6 La continuità, questa sconosciuta. Parte fortissimo, recuperando quattro palloni e impostando la ripartenza dei gialloblù. Poi, piano piano si spegne. Per riaccendersi a sprazzi nella ripresa, facendo vedere gran belle giocate, ma anche momenti di inspiegabile black out. Continua ad essere un po’ un’incompiuta.Quando farà lo scatto mentale, potrà diventare devastante.

ZACCAGNI 7 Un primo tempo senza infamia e senza lode, con qualche timida puntata verso l’area granata. Nella ripresa quando si accende lui, si accende tutto il Verona. Se ne va alla velocità della luce soprattutto a Izzo e poi azzecca l’assist al bacio per Dimarco che ringrazia e confezione un capolavoro balistico. Leader incontrastato.

MAGNANI s.v. (dal 36′ s.t.)

KALINIC 6 L’unica vera occasione da gol nel primo tempo del Verona ha la sua firma: un bel movimento in area, ma un tiro non altrettanto brillante. Oltre a questo, tanti bei movimenti che certificano una condizione sempre migliore. Il gol manca, è fin troppo ovvio. Ma queste sono le premesse affinché torni velocemente.

DI CARMINE 6 (dall’11′ s.t.) Entra in campo e sciupa malamente una potenziale azione da gol. Ma non rimane su quell’errore, abbassa la testa e comincia a lavorare come piace a Juric, soprattutto quando c’è da aiutare in difesa. Solito grande lavoro di sacrificio e corsa.

ALL. JURIC 6.5 Fino a pochi minuti dalla fine il Verona accarezza il sogno di una vittoria pesantissima a Torino. Sarebbero stati tre punti pazzeschi, tutto sommato meritati, anche perché il gol dei granata, i gialloblù se lo sono un po’ fatti da solo. Il pareggio è un risultato ottimo in trasferta, ma sono sicuro che un po’ gli dia tornare a Verona con un solo punto. Anche perché, ancora una volta, ha avuto risposte importanti da suoi, che hanno dimostrato sempre più chi sono. Ora vietato sbagliare domenica prossima, al Bentegodi, contro il Crotone

03
gen 2021
AUTORE giovanni.vitacchio
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IL PAGELLONE DI SPEZIA-VERONA

SILVESTRI 6.5 Una grandissima parata su Pobega, nell’unica vera fiammata dello Spezia. Il primo tempo lo passa da spettatore ed è quindi ancora più difficile farsi trovare pronto nell’unica vera conclusione che arriva verso la tua porta. Dopo Donnarumma, secondo me, è il miglior portiere italiano.

DAWIDOWICZ 6 Un retro passaggio che spalanca la strada a Nzola verso la porta di Silvestri fa presagire una partita simile a quelle che ci faceva vedere un paio di stagioni fa. E invece si riprende e conduce la nave in porto, nonostante qualche scossone del mare di La Spezia.

MAGNANI 7 Sempre più leader di questa difesa. Bello il duello con Nzola, che è giovane e lotta con lo spirito di un leone. Ma “Magno” lo doma con grande classe, sovrastandolo in lungo e in largo. Fisicamente un portento. Il miglior acquisto durante la scorsa sessione di calcio mercato.

DIMARCO 7 Una partita perfetta soprattutto in fase difensiva. Juric gli chiede grande sacrificio e, soprattutto, la protezione delle fascia sinistra, dove viene concessa più libertà a Lazovic. Fondamentale in occasione di un paio di chiusure quando lo Spezia prova a fare male al Verona.

CECCHERINI 6.5 (dal 30′ s.t.) Una grande chiusura nei minuti finale della partita, evita problemi seri ai gialloblù.

FARAONI 7 Io continuo imperterrito a sottolineare l’importanza tattica di questo giocatore, sempre troppo sottovalutato, anche nei grandi salotti televisivi che dibattono di calcio. Ha una forza fisica capace di supportare il grande sforzo difensivo e la spinta perpetua in attacco. Suo l’assist per la meraviglia che ci ha regalato Zaccagni. Un altro che merita la Nazionale.

TAMEZE 6.5 Inesauribile, soprattutto nel primo tempo, quando riempie anche qualche buco lasciato da Veloso. E’ lui, in più di un’occasione a far ripartire l’azione, prendendosi anche una vagonata di scarpate. Cresce continuamente, ripagando la fiducia di Juric che su di lui ha puntato prima per necessità e poi per convinzione.

VELOSO 6+ Una gara di grande lotta, di sacrificio, magari non adatta ai suoi piedi raffinati. Il campo è pesante e lui questo lo soffre, ma ha grande perspicacia e sapienza nel cercare la giocata più muscolare che artistica. E’ lui ad avviare l’azione che porta al gol decisivo di Zaccagni. Finisce stremato.

LAZOVIC 6.5 Lampi di classe, che ci riportano alla mente quanto fatto vedere la scorsa stagione. Le gambe sembrano girare come ai vecchi tempi e anche la confidenza nelle “sue” giocate si vede, eccome. Con Zaccagni si trova a occhi chiusi ed è su quella certezza che costruisce la partita. Una grandissima occasione nel secondo tempo: una conclusione “a giro” che esce di un amen…

BARAK 6 Al rientro dopo le due giornate di squalifica, fatica a trovare la posizione e la continuità nelle giocate. Secondo me farebbe meglio da interno di centrocampo, perché mi sembra che abbia nelle sue corde la progressione, più che il lampo nel corto di pochi metri. Importante, comunque, che ci sia, perché fisicamente dà un grande peso alla squadra.

ZACCAGNI 9 Pelé, nel film “Fuga per la Vittoria”, pareggia la partita contro i nazisti con una rovesciata talmente bella contro anche il gerarca del führer si alza ad applaudirlo. Il gol di Zaccagni è in fotocopia, anzi, ancora più difficile, perché se la aggiusta col petto di quel tanto che basta per trovare l’impatto perfetto. E soprattutto, questo non era un film, ma la realtà. E’ diventato un vero fenomeno. Con questo gioiello sale la quotazione. Setti si sfrega le mani.

SALCEDO s.v. (dal 42′ s.t.)

KALINIC 5.5 Prendo per buone le attenuanti che derivano dal rientro in campo dopo tantissimi giorni di stop per infortunio. L’impegno c’è, ma quando gli capita l’occasione d’oro, la sciupa maldestramente, a pochi centimetri da Provedel. Finisce quattro volte in fuorigioco e non di poco. Vero, i meccanismi li trovi giocando, ma se pensiamo all’occasione singola, doveva fare meglio.

COLLEY 5.5 (dal 7′ s.t.) Un’occasione clamorosa, sbagliata di almeno cinque metri. Da solo, a pochi centimetri da Provedel, doveva quantomeno centrare la porta.

ALL. JURIC 7 Una partita accompagnata da qualche dichiarazione non proprio serena da parte del tecnico spalatino. Ma quando è il campo a dover parlare, lui non delude mai. Nel primo tempo i suoi dominano la partita, creando occasioni su occasioni. Non è certo colpa sua se si arriva all’intervallo ancora 0-0. Nella ripresa qualche piccola sofferenza in più, ma da grande squadra, Veloso e compagni vanno a prendersi la vittoria nel momento in cui lo Spezia, rimasto in dieci, inizia a barcollare in attesa del montante che lo manda k.o.

23
dic 2020
AUTORE giovanni.vitacchio
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IL PAGELLONE DI VERONA-INTER

SILVESTRI 6.5 Super parata, nel primo tempo, su Perisic. In generale sempre attento alle incursioni nerazzurre, non trascendentali comunque. Sicuro nelle uscite alte e a terra. Tenga la testa sul pezzo. Il calcio mercato non lo distragga, per cortesia.

DAWIDOWICZ 6 Bene nella mezz’ora in cui riesce a restare in campo. Poi il muscolo della coscia fa “strap”.

LOVATO 6- (dal 30′ p.t.) Solo un “meno” per il gol di Martinez, che ha il grandissimo merito di aver azzeccato una giocata clamorosa. Per il resto, gara sufficiente. Non so voi, ma a me turbano particolarmente i suoi continui infortuni. Mi auguro per lui che non diventino una costante di questa stagione.

GUNTER 6 (dal 14′ s.t.) Attento a non concedere ad un attacco forte, fortissimo. Entra a freddo, cosa non facile, e pericolosa, ma non si fa spaventare dagli eventi.

MAGNANI 7 La pantera Lukaku, davanti a lui, diventa un micio spaesato, impaurito di ogni cosa. Partita impeccabile, dal primo all’ultimo secondo. Eccezionale nel gioco aereo, non ha paura nemmeno dei corpo a corpo in velocità col belga. Finisce in evidente debito d’ossigeno e mezzo azzoppato.

CECCHERINI 6.5 Questa volta gli tocca Perisic. Lo segue come un’ombra, disinnescandolo uno dei giocatori più talentuosi della squadra di Conte. Sempre sul pezzo, concentrato e dritto all’obiettivo. Come detto altre volte, non ama i ghirigori. Cosa che, peraltro, apprezzo.

FARAONI 6.5 E’ il suo cross a incasinare i pensieri di Handanovic che, cincischiando con Skriniar, serve a Ilic il pallone del momentaneo pareggio. Colpisce la costanza di questo ragazzo, che ha grande capacità di leggere le azioni avversarie una frazione di secondo prima degli altri. In copertura sempre presente. In fase offensiva, idem con patate.

TAMEZE 6 Mezzo voto in meno perché è lui a perdersi Skriniar in occasione del secondo gol. Salta in ritardo, all’indietro e la frittata è fatta. Salva, però, una grandissima occasione di Martinez, lanciato a rete. Peccato davvero per quella sbavatura, perché ha giocato una buona partita.

VELOSO 6- Un po’ compassato, si affida ai piedi buoni, che ovviamente non gli mancano. Spunti da Veloso, ma anche qualche leggerezza di troppo, su tutte quella che spalanca il campo a Martinez, poi frenato da Tameze. Il tour de forçe si è fatto sentire anche per lui, che non è più una matricola.

DIMARCO 6 Grandissima generosità, soprattutto quando non ha più la forza per correre come si deve. Juric, infatti, gli fa finire la partita da mezza punta, retrocedendo Lazovic. Grande corsa per 80 minuti, senza mai risparmiarsi. Davanti ha una brutta bestia come Hakimi e l’imperativo è contenere. Sfiora il gol del pareggio con una punizione che esce davvero di un amen.

 ZACCAGNI 6 E’ stanco, e lo aveva fatto capire Juric durante la conferenza stampa della vigilia. Non la solita brillantezza, però in canna ha un paio delle sue giocate che creano superiorità numerica. Forse oggi più di questo non gli si poteva chiedere e infatti Juric lo richiama in panchina dopo il gol di Martinez.

LAZOVIC 5 (dal 7′ s.t.) Non c’è, purtroppo. E’ la pallida controfigura di chi in realtà è. E sapendo questo, fa ancora peggio vederlo così. Bisogna aspettarlo, lo continua a ripetere Juric, e sono convinto che sia la strada giusta. Però siamo ancora tanto lontani dalla passata stagione.

COLLEY 6- Alterna cose interessanti a passaggi a vuoti probabilmente tipici dell’età. Ha la spavalderia giusta in alcuni momenti e forse insistendo un pelo di più potrebbe davvero fare male. Il processo di crescita è questo. Il tempo gli serve come il pane.

RUEGG 5.5 (dal 7′ s.t.) Era entrato molto meglio a Firenze. Oggi, poca cosa, se non qualche timida accelerazione senza palla a cercarsi lo spazio.

SALCEDO 5.5 E’ durissima quando davanti hai una difesa così forte fisicamente. Prova e riprova, ma fa tanta fatica a tenere su i palloni, cosa che Juric gli chiede a perdifiato. Prende anche un sacco di scarpate, va detto, e l’arbitro spesso gira la testa dall’altra parte. Finisce il primo tempo malconcio, con un taglio alla testa.

ILIC 6.5 (dal 1′ s.t.) Gioca da falso nove e si ritrova sui piedi un cioccolatino gentilmente regalato dalla premiata ditta Handanovic-Skriniar, che non deve fare altro che mettere in gol. Grande sacrificio per la causa, in una posizione che comunque interpreta bene, andando a fare sportellate con tutti.

ALL. JURIC 6 Per 60 minuti, con una squadra incerottata e costretto al cambio di Dawidowicz, riesce a tenere testa all’Inter, creando anche una buona occasione dal gol con Dimarco. Poi, la grande qualità dei nerazzurri emerge, seppur non in maniera così schiacciante. Più di così credo non potesse fare. Preoccupano tantissimo gli infortuni. Fino ad oggi aggirati in qualche modo, ma solo oggi sono due i difensori usciti malconci, con problemi che sembrano seri.

19
dic 2020
AUTORE giovanni.vitacchio
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IL PAGELLONE FIORENTINA-VERONA

SILVESTRI 6 Le due squadre si fanno male soprattutto a centrocampo, con poche occasioni da gol, da una parte e dall’altra. Lui resta vigile, attento che non venga fuori qualche pallone sporco nei paraggi della sua porta. Brivido su un colpo di testa di Milenkovic, nei minuti finali, uscito di poco, ma sembrava esserci.

DAWIDOWICZ 6 Davanti si trova Ribery, che non sarà più un ragazzino, ma ha ancora i colpi e le intuizioni del campione. Scomposto come sempre, riesce però a tenere la barra dritta, senza grandi affanni. Il suo rendimento è costante, ormai, e sempre più prezioso per questa squadra e le idee difensive di mister Juric.

GUNTER 6 Un rientro senza infamia e senza lode, perché la Fiorentina, fin quando è lui in campo, non si rende praticamente mai pericolosa. Protagonista suo malgrado in occasione del calcio di rigore fischiato da Forneau per un fallo molto, molto dubbio su Vlahovic. Esce dopo i primi cinque minuti della ripresa. Benzina finita.

MAGNANI 6 (dal 5′ s.t.) Se fisicamente è in condizioni impeccabili, non teme confronti. Perfetto nel gioco aereo, ha anche la furbizia giusta per fermare gli avversari usando bene il corpo. Un acquisto azzeccato, non c’è che dire.

CECCHERINI 6.5 Davanti alla sua ex squadra, aveva tanta voglia di far bene. E ci è riuscito. Ha ingaggiato un duello rusticano con Bonaventura, che di tutta risposta lo ha preso a gomitate in faccia, salvandosi da un’espulsione sacrosanta. La sua forza è l’agonismo e la gran voglia di vincere. Poi, per carità, mica sempre ci si riesce.

FARAONI 6 Si vede poco, ma quando lo noti ti rendi conto che fa la cosa giusta. Più dietro che davanti, perché quando i gialloblù provano a ripartire lui è non è  preciso come sempre. Insomma, una gara normale, in un contesto difficile. La stanchezza si fa sentire e il tour de forçe non è ancora finito.

TAMEZE 6- Il centrocampo sembra una tonnara. La partita si gioca tutta lì, con tantissimi corpo a corpo e qualche colpo proibito. Come si diceva negli anni ottanta, lui si mette a fare tanta legno. E’ poco prezioso in fase propositiva, ma riesca a fare da filtro quando la Fiorentina prova ad andare in velocità.

ILIC 6 (dal 25′ s.t.) Sul pezzo, in una partita brutta, spezzettata, dove la qualità potrebbe faticare. Invece lui ci mette anche il fisico e aiuta la squadra a prendere un punto preziosissimo.

VELOSO 6 Più che una partita, una battaglia tra gladiatori, sporca e in alcuni frangenti troppo nervoso. Non il suo ambiente ideale. Fatica a far correre il pallone per la grande aggressività del centrocampo viola e anche coi lanci lunghi le cose non vanno meglio.

DIMARCO 6 Arriva a Verona come difensore “attaccante”, bravo soprattutto nella metà campo avversaria. Sta invece imparando un nuovo modo di giocare, di grande attenzione dietro. Difficile trovarle disattento, chiude con tante diagonali dal tempismo impeccabile. Ecco, lo ripeto ancora una volta, gli manca l’ultimo passaggio. Tanti cross, poco precisi.

ZACCAGNI 6 Anche i più forti rifiatano. Ma pur non essendo la sua miglior partita di sempre, fa vedere di avere gli spunti e i colpi di maggior qualità di tutta la squadra. Al momento è il riferimento per la fase offensiva del Verona e quando accelera salta l’avversario senza problemi. Ecco, quando lo salta, punti senza paura verso la porta, perché non è certo il tiro a mancargli.

YEBOAH s.v. (dal 33′ s.t.)

LAZOVIC 5.5 Forse la sua peggior partita da quando veste la maglia del Verona. Solo un cross nel primo tempo e nemmeno così invitante. Prima di uscire sciupa un’occasione clamorosa, solo davanti a Dragowski. Poteva fare tutto quello che voleva e invece sceglie la soluzione peggiore. Il Verona ha bisogna tremendamente delle sue giocate. Si ritrovi velocemente, per favore.

RUEGG 6.5 (dal 25′ s.t.) Una gran bella sorpresa. Entra da subito in partita e snocciola un paio di progressioni fulminanti che lasciano sulle ginocchia i giocatori della Fiorentina. E’ veloce e forte fisicamente, nonostante non sia un colosso. Avanti di questo passo, può mettere in difficoltà Juric nelle scelte iniziali.

SALCEDO 5.5 Stritolato tra i tre difensori della Fiorentina, fa una fatica tremenda a giocare palloni decenti. Ottimo lo spunto che porta al calcio di rigore, ma per il resto non riesce a incidere, non solo per colpa sua. I compagni lo cercano sempre col lancio lungo, soluzione ideale per i tre armadi della difesa viola.

COLLEY 6 (dal 1′ s.t.) Aggressivo alla ricerca dei palloni giusti per far male agli avversari. Si mette in mostra in un paio di accelerate che fanno parte del repertorio.

ALL. JURIC 6.5 L’emergenza infortuni continua a mordere ma quelli che vanno in campo fanno di tutto per dargli le risposte giuste. Dietro i suoi rischiano pochissimo e a centrocampo lottano come leoni. Davanti qualche problema in più, ma con Kalinic, Favilli e Di Carmine rotti cosa si può chiedere di più? Pareggio giusto, ma se il Verona avesse vinto non avrebbe rubato nulla.

16
dic 2020
AUTORE giovanni.vitacchio
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IL PAGELLONE DI VERONA-SAMPDORIA

SILVESTRI 5.5 Forse non reattivo al massimo sul pur bellissimo gol di Ekdal. Bene invece sul colpo di testa fulmine di La Gumina, messo in calcio d’angolo. Non brillantissimo, come del resto tutta la squadra.

FARAONI 5.5 Un po’ sacrificato nei tre di difesa, rinuncia alla sua solita spinta per proteggere la porta di Silvestri. Eppure qualche volta prova a farsi vedere, ma le gambe non girano come al solito. Capisce che la serata è quella che è e cerca quindi di limitare i danni.

DAWIDOWICZ 6- Vero, il gol del vantaggio doriano arriva dopo un suo rilancio un po’ superficiale, che finisce direttamente sui piedi di Ekdal. Vero anche che in pratica sia l’unica sbavatura che si concede in una gara comunque tutto sommato attenta. Non concordo con i giudizi troppo duri di qualche tifoso, che non gli lascia mai passare nulla.

GUNTER s.v. (dal 42′ s.t.)

CECCHERINI 6 Stava giocando una buona partita, come sempre molto fisica e concreta. L’ennesimo guaio fisico lo costringe a lasciare il campo a circa cinque minuti dalla fine del primo tempo.

LOVATO 5 (dal 39′ p.t.) Da una sua indecisione incomprensibile nasce l’azione che si conclude con il raddoppio della Sampdoria, firmato Verre. Non il Lovato spensierato, ma al tempo stesso sempre sul pezzo di questo avvio di stagione. Troppe sbavature. Gli manca ancora la personalità (e l’età) per essere un leader nei momenti difficili.

LAZOVIC 5 Un unico spunto degno del suo nome, nel primo tempo, quando è bravo ad andare via alla difesa blucerchiata ma si perde poi nell’ultimo passaggio. Ancora lontano dallo strabiliante giocatore che ci ha incantato la scorsa stagione e che finora abbiamo visto solo a sprazzi.

RUEGG 6 (dal 16′ s.t.) Si procura il calcio di rigore che dà un po’ di speranza al Verona, in una serata da dimenticare. Un paio di guizzi per una scossa alla partita che però rimane un’illusione.

BARAK 4 Imperdonabile la sciocchezza che si concede nei minuti finale, scalciando oscenamente La Gumina, per terra e inerme. Un’espulsione che costerà cara a lui (rosso diretto, due giornate di squalifica?) e al Verona. Eppure era stato uno di quelli che meglio aveva fatto, nel grigiore gialloblù. Si faccia un bell’esame di coscienza.

VELOSO 5.5 Anche per lui un serata storta, in un campo osceno che di certo non esalta le sue qualità. Fatica a trovare il ritmo e, va detto, compagni propositivi che si facciano vedere. L’andamento è compassato e questo incide pesantemente sullo sviluppo della manovra, al rallentatore rispetto alle velocità schizofreniche del Verona.

TAMEZE 5.5 (dal 16′ s.t.) A Roma ha incantato, stasera è passato inosservato. Speriamo che a Firenze, se giocherà, gli dica meglio.

DIMARCO 5.5 Continuo a ribadire che la qualità non gli manchi. Anzi, forse è uno dei più dotati di questa squadra. Però troppa imprecisione oggi, tanti cross, ancora una volta, fuori calibro. Ci aspettavamo di vederlo nei tre di difesa. Va invece largo a centrocampo, ma questa volta non incide.

SALCEDO 5 Il suo percorso di crescita va a fiammate: a volte bene, vedi la partita di Roma contro la Lazio, a volte male, come stasera. Probabilmente così deve essere e quello che gli manca è lo scatto mentale. E’ giovane, deve capirlo e non pensare che sia tutto regalato solo perché ha qualità nei piedi.

ZACCAGNI 6 Segna il rigore che ci illudiamo possa regalare un’impresa al Verona. Prova a completare l’opera con un bel tiro praticamente dalla linea di fondo, ma Audero non si fa fregare e mette in angolo. Non pimpante, ma quanto meno non arrendevole, al contrario della maggior parte dei suoi compagni.

DI CARMINE 4.5 Cerco sempre nei meandri della partita ogni tipo di attenuante generica che possa salvare la prestazione di questo giocatore, che però oggi ha fatto di tutto per non essere salvato. A parte le volte che si fa trovare in fuorigioco (situazione che Juric non tollera), spreca goffamente una grande occasione, da solo in area di rigore. Non è lucido quando deve esserlo. A conti fatti, tutti i sacrifici, correndo di qua e di la, non lo aiutano quando la deve buttare dentro.

COLLEY 5 (dal 16′ s.t.) Ci risiamo. Un altro ingresso in campo evanescente, senza sostanza. Se questo deve essere il contributo, meglio che rimanga in panchina. Mi dispiace, ma deve dare di più.

ALL. JURIC 5.5 Lo dice sempre, a mo’ di cantilena: se questa squadra non va sempre a 200 all’ora rischia di perdere con chiunque. Le gambe non girano, e così la testa. Lui cambia qualche interprete di troppo forse. Non capisco come mai Faraoni nei tre dietro. Ma comunque, un passo falso ci sta, assolutamente. E’ andata, testa già a Firenze, ancora uno scontro diretto alla ricerca di punti salvezza.

12
dic 2020
AUTORE giovanni.vitacchio
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IL PAGELLONE DI LAZIO-VERONA

SILVESTRI 7.5 Inoperoso nel primo tempo, se non per qualche uscita efficace, nella ripresa è attento in un paio di occasioni della Lazio, fondamentale su un colpo di testa di Milinkovic Savic velenosissimo. Clamorosa la parata di piede, in contro tempo, sul tiro deviato di Pereira.  Incolpevole sul gol di Caicedo, che la mette proprio nell’angolino. Credo che sia il caso che Mancini riveda le gerarchie dei suoi portieri, considerando anche la stagione finora disgraziata di Sirigu.

LOVATO 7 Il “bambino” di Juric gioca da 35enne in uno stadio che, seppur senza pubblico, mette soggezione. Nel primo tempo segue come un’ombra Milinkovic Savic lasciandogli le briciole. Questo però non gli toglie attenzioni quando deve essere attento dietro all’arrembaggio della Lazio, alla disperata ricerca del pareggio. Ci ha fatto vedere una serie di chiusure, anche funamboliche, da pelle d’oca.

MAGNANI 7.5 Immobile probabilmente è tornato negli spogliatoi piangendo, o protestando ancora per chissà che cosa con Abisso. Magnani lo cancella dal campo, per 96 ininterrotti minuti di gioco. E’ dominante, coi piedi e con la testa. E, sorpresa per me, anche in velocità. Ha lo spunto che non ti aspetti da uno della sua stazza. Miglior partita da quando è a Verona, in assoluto.

DAWIDOWICZ 7 Il brutto anatroccolo è definitivamente diventato cigno. Perché non sarà elegantissimo da vedere, tutto quello che volete, ma vi sembra ancora lo stesso giocatore di due stagioni fa, o anche più semplicemente dell’anno scorso? Ogni tanto si perdeva in errori clamorosi. Non succede più, perché la testa giusta. E quando la testa va, le gambe non possono fare altro che seguire, senza fatica.

FARAONI 7 Cosa vuoi dire a uno che gioca così. E’ fondamentale per l’equilibrio di questa squadra, che si parli di fase offensiva o difensiva. Suo l’assist nel gol di Dimarco (in realtà autogol di Lazzari) va sul fondo a ripetizione. E senza soluzione di continuità te lo trovi a fare la diagonale difensiva sul malcapitato attaccante laziale.

BARAK 7 In mezzo al campo a fare legna, di fianco al maestro Veloso. Una bella coppia, complementare, che compensa l’uno l’eventuale mancanza dell’altro. Secondo me questo è il suo ruolo, perché qui fa sentire tanto il fisico, crea una diga quando il Verona è chiamato a soffrire.

VELOSO 7 E’ il classico giocatore del quale ti accorgi quando c’è. Mi spiego. Con lui in campo il Verona è un’altra cosa, la manovra più fluida, più bella da vedere. E poi quando scala in difesa per prendere il pallone per far partire l’azione è una meraviglia per gli occhi. D’altra parte la qualità la conosciamo bene. Avevo (sbagliando) ancora dubbi sulla condizione fisica. Ma, giustamente, mi ha spernacchiato.

DIMARCO 6.5 Sono contento per lui, perché al di là della buona partita, ha avuto il merito di sbloccarla, seppur con l’aiuto determinante di Lazzari. E’ uno di quelli che dove lo metti rimane, senza problemi, pronto al sacrificio. Ha qualità, tanta. Ne voglio vedere ancora di più sui cross. Ma arriverà, ne sono certo.

SALCEDO 6.5 A fiammate nella prima parte di gara, si nasconde un po’ forse pregustando quanto avrebbe fatto nella ripresa. Perché quello che si vede in campo nel secondo tempo è un altro giocatore, determinato, dentro ogni azione di attacco. Lotta come un leone ed è lui a crederci quando va rubare il pallone a Radu per l’assist a Tameze, che aggira Reina e la mette dentro.

COLLEY 6 (dal 31′ s.t.) E’ un ghiacciolo corroborante nel caldo torrido degli ultimi minuti di partita.

ZACCAGNI 7 E’ in stato di grazia e lo fa vedere in ogni giocata della sua partita. Perché non è solo pratico ed efficace, ma è anche bello da vedere, con un paio di veroniche e agganci al volo da campione. Si mette una volta in più al servizio della squadra e quando serve diventa il primo difensore. Una crescita che non accenna a rallentare.

LAZOVIC s.v. (dal 43′ s.t.)

TAMEZE 7.5 Stratosferico, tarantolato, per il Verona (e per Juric) probabilmente si lancerebbe anche dalla rupe Tarpea. Due partite fa, contro l’Atalanta, ha chiuso facendo il terzo di difesa. Oggi ha giocato da falso nove, creando non poco scompiglio nella difesa laziale. Spizza di testa il pallone di quel poco per mettere Zaccagni solo davanti a Reina, ma il fantasista gialloblù spreca. Lascia il campo al 23′. Ah scusate, prima segna il grandissimo gol dell’1-2.

FAVILLI s.v. (dal 23′ s.t.)

ALL. JURIC 9 A tutti gli osservatori più superficiali: smettetela di dire che questo Verona sia solo corsa, marcature a uomo e grinta. I gialloblù sono “anche” questo. Ma è una squadra che gioca a calcio come poche altre formazioni in questo campionato. Totale, di qualità e di una maturità quasi inattesa. Sì perché i suoi sanno attaccare quando serve e sanno soffrire quando la partita lo richiede. Si inventa Tameze attaccante e piazza Barak a fare legna in mezzo al campo. Sono i giocatori che determinano il risultato, è vero. Ma fanno esclusivamente quello che dice loro questo eccezionale condottiero.