IL PAGELLONE DI VERONA-CARRARESE

PERILLI 7 Il brivido iniziale gela il Bentegodi. Ma passata la paura, è sempre attento e para bene. Va detto, l’attacco carrarino è poca roba, ma quando Rubino colpisce da distanza ravvicinata lui c’è, eccome. Idem su Cissè. Sempre più sicuro di se stesso e della maglia da titolare.

ZAPPA 6 Lo sapete, sono molto esigente con questo ragazzo, ma solo ed esclusivamente perché ha potenziale per essere un crack in serie B. Piccoli passi verso una condizione ottimale. Un primo tempo in fiducia, un secondo più in controllo che altro. Però dà la giusta sicurezza e si adatta in ogni situazione.

SLOTSAGER 6.5 Si è preso la maglia da titolare in silenzio, diligentemente e dopo qualche inciampo iniziale sta dimostrando qualità non scontate per un ragazzo così giovane. Bene la coppia con Edmundsson, si vede da come si parlano e da come si completano. Se non ci arriva l’uno, sta sicuro che c’è dietro l’altro. Grande personalità e sicurezza dei propri mezzi.

EDMUNDSSON 6.5 Mi pare di poter dire che il peggio sia passato per il capitano gialloblù. Ha fatto fatica ad adattarsi a un modulo nuovo per lui, la difesa a quattro. Ma il rodaggio è finito. Centrato, ha sempre nel mirino gli attaccanti carrarini. E quando serve mena eh, ma sempre con grande aplomb faroese. Bravo.

FRESE 6 Tatticamente un ragazzo molto intelligente, non direi un lusso per la B, ma ci andiamo vicino. Perché sa quello che sa e sa come deve farlo. Rispetta le consegne di mister Baroni e l’affiatamento con Sarr, che sta qualche metro più avanti, si vede soprattutto in occasione del gol dello svedese. Mette benzina nelle gambe, minuto dopo minuto.

CHAM s.v. (dal 75°)

BERNEDE 6.5 Ho letto giudizi impietosi dopo la partita di Castellammare. Ma si sa, il calcio non è una scienza esatta, ognuno si sente libero di dire la sua, più o meno giustamente. Contro la Carrarese fa sempre la cosa giusta, non per l’estetica delle cose, ma l’efficacia del gesto, andando al sodo, più che al ricamo. In cabina di regia, ha meno qualità di Le Borgne, ma è bravo a prendere una fetta di campo e farla sua. Nella ripresa, quando la Carrarese molla, fa un po’ di accademia, quella, sì, bella da vedere. Anche fisicamente mi sembra in crescita.

LE BORGNE 7.5 In tanti avevano invocato un suo posizionamento in campo più avanzato, giusto una ventina decina di metri oltre il ruolo di regista. Baroni ha risposto avanzandolo di quel tanto da farlo diventare straripante. Gioca tra centrocampo e attacco ed è impressionante la facilità con la quale sta in campo. Qualità da senatore, forza da sbarbato che non ha paura di nulla, compresi i contrasti più ruvidi. Che gioiello che abbiamo, godiamocelo finché possiamo.

HARROUI 7 Si è guadagnato la maglia da titolare dopo il gol partita segnato contro la Juve Stabia. E per ripagare la fiducia di mister Baroni segna la seconda rete di fila. Ma al di là di questo, è dentro la partita dall’inizio alla fine, con continuità, gambe che girano a meraviglia e visione di gioco nitida. Ha piedi che parlano, si centri mentalmente e farà grandi cose quest’anno.

IANNONI s.v. (dal 75°)

SEZONIENKO 6+ Mi pare un grande equilibratore del gioco offensivo del Verona. Non è esageratamente appariscente, ma davvero sbaglia poco e legge bene tutte le situazioni della partita. Non è che si debba sempre strafare per lasciare il segno e probabilmente questa è la sua filosofia di gioco. Prova anche a segnare, ma ha poca fortuna.

LIVRAMENTO 6 (dal 46°) Ci prova a seminare scompiglio e tutto sommato gli dice bene.

MOSQUERA 7.5 Altra grande partita del bufalo che segna la sua settima rete stagionale. Prima di arrivare al gol si costruisce una prestazione di grande sacrificio e di grande aiuto per la squadra. Si abbassa spesso e volentieri per agevolare la manovra, per oliare i meccanismi, diciamo così. Ha più qualità di quello che tutti noi abbiamo sempre pensato. Poi, quando Reale si impappina, lui è lì come un rapace, altroché bufalo, e ne approfitta. Spettacolare la sgroppata che si fa nel secondo tempo, dall’area del Verona, a quella della Carrarese per portarsi a casa anche solo un calcio d’angolo. Insostituibile.

MULATTIERI s.v. (dall’85°)

SARR 6.5 Sento gente che lo critica per il linguaggio del corpo, per qualcuno troppo remissivo. Ma cerchiamo di valutarlo per le qualità, indiscutibili, che ha. Poi è vero che ogni tanto vada a corrente alternata. Non succede contro la Carrarese, perché ogni volta che ha il pallone tra i piedi dà l’impressione di poter inventare qualcosa. E quel qualcosa è un destro che secca Pizzignacco. Credo che quando capirà davvero lo sue qualità, fino in fondo, potrà diventare un leader di questa squadra. E magari fare anche qualche gol in più.

EKUBAN s.v. (dal 75°)

ALL. BARONI 7 Seconda vittoria consecutiva, dopo quella vitale contro la Juve Stabia. Rimette Mosquera al centro del villaggio e il colombiano ripaga, manco a dirlo. Il Verona sbriga la pratica in 45 minuti, facendo vedere sicuramente individualità interessanti (che sogno Le Borgne), ma anche un’idea di gioco che inizia a delinearsi più nitidamente. Sono tante le partite da qui alla fine, e centrare qualche vittoria di fila cambia prospettiva. A Mantova, sabato prossimo, la prova del nove.

IL PAGELLONE DI JUVE STABIA – VERONA

PERILLI 6.5 Conferma di essere in fiducia, dopo la buona prestazione contro il Pisa. Para bene e trasmette sicurezza a tutta la difesa. Fa valere il fisico nelle uscite e rimane sempre concentrato, anche quando il Verona ha qualche problemino a rinculare. La domanda non è “Leali è stato bocciato?”. Semmai dovrebbe essere “è lui il titolare?”. A questo punto la risposta pare scontata.

ZAPPA 6 Un passo avanti rispetto alle ultime. Si vede che non è ancora il giocatore in grado di fare la differenza, ma a Castellammare fa vedere di essere più dentro il gioco. Un filo più in difficoltà quando deve difendere, sicuramente più disinvolto quando mette il naso nella metà campo avversaria.

SLOTSAGER 6.5 Bene il ragazzino. Sempre attento, ha coraggio e non ha paura di sbagliare. Un paio di toppe provvidenziali e anche con Edmundsson l’intesa sembra crescere. 

EDMUNDSSON 6.5 Il capitano gioca la miglior partita della sua stagione. Torna arrembante e prepotente quando la partita si mette sul piano fisico. Sempre più sicuro quando punta dritto sull’avversario. Se lascia un po’ di margine gli capita di dover rincorrere. Ma rincorre bene. Tante diagonali impeccabili, mentre i piedi, se si tratta di impostare il gioco, rimangono quello che sono.

FRESE 6 In grande difficoltà contro il Pisa, sembra un altro giocatore. E lo fa capire sin dai primi minuti anche col linguaggio del corpo. Chiamo costantemente il pallone e quando gli arriva, testa bassa e parte. Il timore era la tenuta fisica, ma le paure sono state fugate. Aveva bisogno di minuti e minuti ha avuto.

SEZONIENKO 6 Grande equilibratore del gioco del Verona. Non fa cose scintillanti, non mi pare un interprete sfavillante. Ma sbaglia davvero poco. Gioca a uno, massimo due tocchi e anche fisicamente può essere un fattore. Deve migliorare qualcosa nella decisione finale, nel passaggio che rifinisce, ma ha qualità per poterlo fare.

DAWIDOWICZ s.v. (dal 92°)

IANNONI 6.5 Una certezza, ormai. Corre tantissimo, sin dal minuto uno. Copre una quantità di campo impressionante e quello che colpisce è la facilità con la quale si muove. Ci mette il fisico e rischia qualcosa di troppo, ma alla fine il suo atteggiamento paga sempre. Anche quando si avvicina alla porta avversaria sa essere pericoloso. Finora uno degli acquisti più azzeccati.

LE BORGNE s.v. (dall’81°)

BERNEDE 6.5 Sapete che sono stato molto critico, ultimamente, col centrocampista francese. Ma nulla di pretestuoso, perché contro la Juve Stabia torna a fare la differenza. Dopo il piccolo problema alla caviglia, subito prima del Pisa, pare star bene fisicamente e il tandem con Iannoni funziona. C’è lui nel gol del Verona, perché invece di allontanare il pallone alla disperata, fa partire l’azione che porta al gol di Harroui. Meno ballerino, più lottatore.

LIVRAMENTO 6  Anche lui, finalmente si scuote da un torpore che sembrava non avere fine. Messo a sinistra, punta spesso e volentieri gli avversari. Magari non va via sempre, ma crea apprensione. Questo gli si chiede, iniziativa e qualità. Cose che potrebbe avere sempre se solo non gli mancasse la continuità.

HARROUI 7 (dall’81°) Praticamente tocca solo un pallone. Un pallone che vale ora, tre punti che fanno respirare il Verona. Mi arrabbio perché secondo me è uno che ha tanta qualità. Ma per un motivo o per l’altro l’abbiamo vista davvero poco. Prenda ispirazione da questa serata, può solo migliorare.

EKUBAN 6 A me è piaciuto. Spirito da lottatore indomito, un po’ come Mosquera, se la cava bene dopo un lungo tempo lontano dal campo. Si fionda su ogni pallone e ha due occasioni importanti per segnare, una di testa, nel primo tempo, una da distanza ravvicinata da Vukovic, che para d’istinto. Ora forse è solo un’alternativa al bufalo, ma tempo al tempo, il Verona avrà bisogno di lui.

SARR 7 (dal 72°) Metà del gol di Harroui, forse anche trequarti, ha il suo nome. Porta avanti il pallone magistralmente e azzecca spiraglio e velocità giusta per un cioccolatino da tre punti.

MULATTIERI 6 Si spende tanto, ma non è una partita semplice per lui. Cerca di raccordare il gioco tra attacco e centrocampo e questo lo costringe ad abbassarsi un po’ troppo, perdendo di vista la porta avversaria. Però ha una gran voglia e lo fa vedere, recuperando tanti palloni apparentemente persi. Deve ritrovare fiducia e solo il campo può ridargliela. E Baroni, ovviamente.

MOSQUERA 6 (dal 72°) Una ventina di minuti, un gol annullato, peraltro bellissimo.

ALL. BARONI 7 In emergenza per gli infortuni e la squalifica di Lella, ridisegna il Verona con un 4-4-2 che, almeno in questo momento, sembra stare meglio sui suoi ragazzi. I gialloblù per lunghi tratti dominano, ma non riescono a trovare il guizzo giusto. E quindi, questa volta, è bravo a deciderla coi cambi, buttando nella mischia Sarr e Harroui. Deve avere la forza e la lucidità di non tornare indietro. Questa squadra sta meglio in campo con le due punte. Oggi lo ha detto il campo, quindi perché non insistere?

IL PAGELLONE DI VERONA-PISA

PERILLI 6.5 Bravo su Zanon, nel primo tempo, quasi a botta sicura. Attento anche su Primasso che di testa, da due passi, si fa imbambolare dai riflessi del portiere gialloblù. Sembra essere sempre più sicuro dei suoi mezzi, sul gol del pareggio, onestamente, non poteva davvero fare altro.

ZAPPA 5 Evidentemente una rondine non fa primavera. Mi ero esaltato per un paio di prestazioni che mi avevano illuso. Ma qui mi pare che la storia sia un’altra. Siamo d’accordo che dovrebbe essere uno in grado di fare la differenza? E invece niente, non una giocata che abbia senso, non una sgroppata. Sbaglia cose facili e Rao lo fa diventare matto. Sempre in sofferenza, incapace di rendersi utile alla causa.

EDMUNDSSON 6 Finalmente nessuna sbavatura, torna sicuro di se stesso. Gioca sempre in anticipo sull’uomo e difficilmente gli si va via. Buona anche l’intesa con Slotsager e la cosa poteva non essere scontato. Bravo a salvare su Rao, sostituendosi a Perilli.

SLOTSAGER 6 Per lui vale lo stesso discorso fatto per Edmundsson. Partita diligente, senza strafare.

DE BATTISTI s.v. Esce per un infortunio al ginocchio sinistro. Basta chiamarla sfortuna?

FRESE 5.5 (dal 22°) Entra in corsa e la sensazione, fin da subito, è che la condizione fisica sia critica. Cerca di camuffare, ma i giochi di prestigio non sono il suo forte. Spingere non spinge, si limita a contenere e non sempre gli riesce nel migliore dei modi.

IANNONI 7 Lui sta diventando una certezza, al contrario di altri con più pedigree. Solita corsa inesauribile e la capacità di occupare gli spazi con enorme disinvoltura. Accompagna bene l’azione offensiva, ma è lucido anche quando bisogna ripiegare. E’ lui a illudere il Verona, con una spizzata impercettibile che fa scattare il Bentegodi. Peccato che tutto venga vanificato dal solito calo della squadra.

LE BORGNE 7 Vale per lui lo stesso discorso che avete appena letto di Iannoni. Tanta qualità, grande capacità di correre lungo tutto il campo. Baroni gli affida la cabina di regia e nonostante non sia un costruttore naturale di gioco, se la cava alla grande. Probabilmente ancora meglio farebbe venti metri più avanti, ma vista la pochezza generale, è costretto a cantare e a portare la croce.

KASTANOS 5 Non riesce a invertire la rotta della sua esperienza da sempre negativa col Verona. Ha l’occasione di partire dal primo minuto ma non incide. Gioca a destra nei tre di centrocampo, prova ad accentrarsi, nella speranza di saltare l’avversario, ma sbatte sempre contro il muro del Pisa. Non si accende la miccia, e a sto punto viene da pensare che sia bagnata.

SUSLOV 6 (dal 46°) Porta energia, tanta di scuotere i compagni. Un paio di belle fiammate, poi si blocca.

LELLA 4 (dal 79°) Si becca il rosso diretto. Giustissimo tra l’altro.

LIVRAMENTO 5 Filosoficamente il Verona ha un’impostazione offensiva. Il problema, però, nasce quando gli attaccanti non “offendono”. Raramente riesce a saltare il diretto avversario. O gli sbatte contro o se la allunga troppo. In entrambi i casi il risultato è a dir poco evanescente. Negli anni ’80 si diceva “impalpabile”. Ecco.

EKUBAN 5.5 (dal 69°) Non dà nulla di rilevante.

MOSQUERA 6 Parte forte, con due potenziali occasioni, che non gli dicono bene. Non segna e di sti tempi è una notizia, però si batte come un dannato. Difende una marea di pallone, sgomita come un ossesso e si abbassa per tentare di far manovrare la squadra. Spende tantissimo e lascia tutto sul campo. Non gli si può davvero dire nulla.

SARR 6 Si guadagna una sufficienza stiracchiata grazie al solito assist gol, questa volta per Iannoni. Ma anche lui, come Livramento, deve fare molto di più. Ci prova, eh, è sicuramente un po’ più intraprendente, ma non vorrei che fosse tornato in quella fase di poca convinzione che ne condiziona poi le prestazioni. Ci deve credere di più, osare e, quando può, puntare gli avversari.

DAWIDOWICZ 5.5 (dal 69°) Non evita il ritorno del Pisa.

ALL. BARONI 5 Ok gli infortuni, non si possono negare. Però non possono bastare per giustificare l’ennesima partita scialba del Verona. L’impostazione è offensiva, ma il gioco non vale la candela perché in avanti i gialloblù fanno male raramente. E infatti il gol arriva su calcio piazzato. Aggiungiamo un Le Borgne sacrificato in un ruolo che interpreta bene, ma che potrebbe essere più prezioso proiettato. E non si può nascondere una condizione atletica raccapricciante. La lunga sosta ha tagliato le gambe invece che ricaricarle. I fischi di tutto il Bentegodi sono un segnale evidente.

IL PAGELLONE DI VERONA-CATANZARO

PERILLI 6 Spettatore non pagante. Non deve praticamente mai parare. Non può farlo sul vantaggio di Candela. Un’impresa sarebbe stata parare il rigore di Pecorino. Una serata senza pensieri personali dopo le difficoltà di Modena.

ZAPPA 5.5 Sarò severo, ma io mi aspetto molto di più da sto ragazzo, che potrebbe tranquillamente essere in serie A. E’ abbastanza solido, ma spinge poco, non sfrutta la forza fisica, che di certo non gli manca. Serve di più, bisogna fare la differenza, altrimenti il palco crolla.

CALABRESE 5 Il Catanzaro in attacco è davvero poca roba e se la sbriga senza grattacapi. Tutto questo fino al 75° quando stende sciaguratamente Pafundi in area di rigore. Un errore pesante, ingenuo, di poca esperienza. Peccato perché fino a lì aveva seguito alla perfezione la strada indicata da capitan Pawel.

SLOTSAGER s.v. (dal 77°)

DAWIDOWICZ 6 Voglio dire, il Catanzaro davanti è nulla e infatti la difesa gialloblù non è che corra chissà quali rischi. Gioca una partita scolastica, senza errori. Ma una sensazione me la dà, ossia che non abbia più quella furia agonistica di due anni fa. Spero di sbagliare, perché voglio ancora dare fiducia a Pawel che deve però essere più leader in campo, a maggior ragione quando ha sul braccio la fascia di capitano.

DE BATTISTI 6 Unica macchia di una prestazione diligente, essersi dimenticato Candela, tutto libero di calciare per il vantaggio dei calabresi. Il resto dice che è un giocatore ordinato, che non ha paura di spingere quando ha strada per farlo. Tanti cross, ma non pochi sbagliati in tutta comodità.

CERBONE s.v. (dal 77°) Entra (troppo tardi) e si fa subito male. Sfiga.

IANNONI 6 + Nella prima parte di gara ha una buona occasione per segnare, ma il sinistro in area di rigore non è preciso. E’ però bravo a recuperare tantissimi palloni e a portare sempre pressione a chi è incaricato, nel Catanzaro, a costruire gioco. Corre bene, mai a vuoto e anche fisicamente è uno di quelli che sta meglio, se non il migliore in assoluto.

BERNEDE 5.5 Vediamo se riesco a farvi capire cosa penso della partita di Bernede. L’insalata, quella classica, è saporita? Al mio palato, direi proprio di no. Ecco. Gioca una partita insipida, che non sa di niente. Magari un po’ meglio rispetto ai disastri precedenti. Ma dovrebbe essere uno di quelli capaci di fare la differenza in B? Boh, a me non pare, sono sincero.

LE BORGNE 6 + Conferma quanto fatto finora. Tanta corsa, tanta qualità. E’ giovane, ma non gli manca di certo la personalità. Con Bernede a fare il regista è più libero di svariare sulla trequarti e si vede che è la zona del campo dove si sente meglio. Punto fermo di questa formazione.

HARROUI s.v. (dal 77°)

LIVRAMENTO 6 L’inizio sembra un po’ al rallentatore. Poi si scuote e inizia a spingere e, soprattutto, a puntare l’area di rigore. Tanti cross in area, magari non tutti impeccabili, ma è un martello. Ed è proprio da lui che nasce l’assist per il pari di Mosquera. Ora serve continuità di prestazioni e impegno, non gli si chiede la luna.

AKALE’5 (dal 62°) Mi dispiace, ma non si vede mai.

MOSQUERA 8 Segna sempre lui. Sei gol in tre partite e il fiuto di un vero rapace. Prima un tap in sottoporta, poi, nella ripresa, un colpo di testa millimetrico. Ma oltre il gol c’è di più, perché è bravo a manovrare al limite dell’area per far salire la squadra. Inoltre è sempre più evidente che non sia solo un giocatore da gol facili, ma che abbia anche doti tecniche. E forse abbiamo faticato a riconoscerle fino ad oggi. Panterone, idolo.

SARR 6 + Leggo e sento troppe volte giudizi pre confezionati, molto prevenuti, contro questo ragazzo. Secondo me ha giocato una buona partita, non scintillante, ma se non altro concentrata, attenta, anche quando bisognava ripiegare. Non si nasconde più come una volta dietro gli avversari, ora ci mette la faccia. Gioca tanti palloni e conferma di essere l’uomo assist preferito (su calcio d’angolo) per Mosquerone.

FRESE 6 (dal 66°) La sufficienza è solo perché torna in campo dopo un lungo infortunio. Bentornato.

ALL. BARONI 5 Allora, alla vigilia della partita col Catanzaro ha detto di non essere preoccupato. Beh, mister, io comincio a esserlo, perché dopo queste prime giornata i segnali non sono buoni. La squadra va subito sotto, fatica a risalire e quando la rimedia, si fa acciuffare da un Catanzaro onestamente debole. Si crea tanto, ma si concretizza poco. Assurdo tirare cento volte verso la porta e prenderla praticamente mai. Vero che in campo ci vanno i giocatori, ma allora perché mettere dentro Akalè prima di Cerbone. Questa cosa non si spiega. Il tempo passa ma i risultati rimangono scadenti. Io sono preoccupato, non so voi.

IL PAGELLONE DI MODENA – VERONA

PERILLI 4.5 In campo al posto del “titolare” Leali si fa trovare impreparato sul gol del vantaggio dei padroni di casa. Poi, qualche parata di routine, ma nulla di trascendentale. Quando il Modena mette tutto per la vittoria, lui si scioglie con un’uscita sconsiderata (è vero c’è anche una deviazione di Slotsager) che spalanca la porta a Belotti.

ZAPPA 5 Soffre Caso manco fosse Garrincha. L’esterno del Modena gli crea una marea di problemi e lui non riesce nemmeno a metterci quella qualità che da uno come lui aspettarsela è cosa legittima. Nella ripresa sembra andare meglio, ma anche lui dal 60° sparisce letteralmente dal campo.

DAWIDOWICZ 5 Diciamocelo, al di là delle apparenze e della fascia sul braccio, è lui il vero capitano di questa squadra, se non altro per carisma. Ma, al momento, di quanto fatto vedere nei giorni più gloriosi in gialloblù non c’è traccia. Con Edmundsson si prendono tanto quanto facevano Peppone e Don Camillo. Acqua e olio. Non ne azzeccano una. Salta a vuoto sul 2-2 del Modena, manco avesse le zavorre ai piedi.

EDMUNDSSON 4 Duole dirlo ma ormai è diventato un problema per il Verona. E’ da inizio stagione che soffre tremendamente e la partita di Modena è solo l’ultima di una serie di figuracce che deve essere fermata. Viene saltato sistematicamente. Non regge fisicamente, non regge tecnicamente. Al posto dei piedi ha due ferri da stiro e ogni rilancio non resta che farsi il segno della croce. Aggiungiamoci un’espulsione (secondo giallo) per un fallo di mano imbarazzante, costringendo la squadra a una sofferenza indicibile, e il finale horror è garantito. Fortunatamente si ferma per una giornata. Se serve prolunghiamo la cosa, per cortesia

DE BATTISTI 5.5 Un buon primo tempo, coronato da una traversa su cucchiaio dalla distanza, sulla quale si fionda Mosquera per la rete dell’illusione gialloblù. Ha personalità, nessun timore reverenziale e non si sottrae quando è il momento di farsi sentire. Purtroppo nella ripresa la benzina finisce quando il viaggio è ancora lungo e di distributori non se ne vedono. Ma potrà dare soddisfazioni.

BRADARIC s.v. (dal 67°) Si fa male ed esce subito.

CALABRESE 6 (dal 75°) Ci mette se non altro la buona volontà.

IANNONI 5.5 Un primo tempo di enorme lavoro, spesso silenzioso, ma non per questo meno prezioso. Corre tantissimo, con logica funzionale alla squadra e anche coi compagni di reparto sembra interagire alla perfezione. Lento calo, inesorabile, nella ripresa, ma è uno degli ultimi ad arrendersi

LE BORGNE 6.5 Nettamente il migliore in campo dopo Mosquera, al cui va il premio di MVP per la doppietta delle illusioni. Ha qualità preziose e una gran forza fisica, nonostante non sia un colosso. Fa meno il regista del solito e preferisce bazzicare la trequarti. Ma è utile anche quando c’è da difendere. E anche quando il Verona non ne ha più ed è pronto per il ko, è l’unico in grado di andare a rompere le scatole ai giocatori del Modena.

LELLA 5 A me, onestamente, non è affatto dispiaciuto nel primo tempo. Si mette a fare lo schermo davanti alla difesa dell’Hellas e recupera tantissimi palloni. Fa il classico lavoro sporco, ma lo fa sembrare qualcosa da prima classe. E’ inspiegabile, però, il crollo nella ripresa. Alza bandiera bianca quando sono passati solo dieci minuti del secondo tempo e per uno come lui, che basa tanto il suo gioco sulla corsa, è un handicap evidente.

BERNEDE 4 (dal 67°) Vi prego, basta, non se ne può più di vederlo in campo. Non è possibile che passeggi sulle punte dei piedi, manco fosse al teatro Bolshoi di Mosca. Inutile, indisponente, senza fame, senza senso di appartenenza. E’ tempo che cambi aria, sperando gennaio arrivi preso. Fino ad allora, lasciamolo in panchina, per cortesia.

LIVRAMENTO 4.5 In un attacco che si dà da fare e che confeziona due gol, lui è la nota stonata. Non uno spunto, non un tentativo riuscito di saltare l’uomo. Ha un’occasione grande come un grattacielo e non riesce nemmeno a centrare la porta. Non ha l’atteggiamento indolente di Bernede, ma il risultato è bene o male lo stesso. Non gli getto addosso la croce, però se gli capitano occasioni del genere, nel senso la possibilità di giocare dal primo minuto, veda di sfruttarle meglio, dai.

SEZONIENKO s.v. (dal 67°) Ingiudicabile.

MOSQUERA 7.5 Il panterone è in stato di grazia, tutto quello che tocca diventa un gol. La pareggia di ginocchio, la ribalta con un tap in facile facile, ma la differenza tra lui e gli altri è che lui è sempre al posto giusto, quando serve. Ha fiuto e grande generosità. Peccato che il suo entusiasmo venga mandato in malora da tutto il resto della squadra, ma il colombiano, in due partite, si è conquistato le stimate del titolare.

SLOTSAGER 5 (dal 79°) Sarà sfortuna, o forse solo scompostezza, fatto sta che la sua deviazione, nel gol di Belotti, manda fuorigiri Perilli di quel tanto che basta per rovinare la festa dei tifosi dell’Hellas.

SARR 6 – Non lo promuovo a pieni voti, ma nemmeno voglio bastonarlo. Perché a me nel primo tempo Sarr è piaciuto. Propositivo, c’è il suo zampino del pareggio dell’Hellas, con quel tiro che manda in confusione Chichizola. Ma poi si sacrifica anche parecchio in fase difensiva e questo la dice lunga sul suo atteggiamento rispetto alle passate stagione. Il calo nella ripresa è evidente, ma non passeggia mai per il campo.

ALL. BARONI 5 Perché questa squadra ha sempre bisogno di uno schiaffone prima di svegliarsi? Perché al 60° avevano tutti la lingua per terra? Perché si continua con una difesa a quattro che è palesemente inadeguata per i giocatori a disposizione? Io capisco le convinzioni, sono sacrosante per un allenatore. Ma l’integralismo non porta da nessuna parte, qualche riflessione è giusto farla. Il suo Verona non è ancora una squadra e non ha ancora capito in che campionato stia giocando. Mi pare in leggero ritardo, viste le partite giocate finora. Servono scelte drastiche, anche di giocatori. Chi entra a partita in corso deve dare qualcosa, altrimenti quella è la porta. Davanti corrono, il Verona si guarda le spalle e rimane a metà del guado. Prospettiva molto pericolosa.

IL PAGELLONE DI VERONA-VICENZA

LEALI 6 Viene graziato nel secondo tempo, ma nel giro di pochi minuti il Vicenza lo castiga con Rauti, sul quale non può nulla. Para bene su Valoti dopo il pari dell’Hellas.

ZAPPA 6 E’ un giocatore di categoria superiore, su questo mi pare che siamo tutti d’accordo. Fisico straripante, corre tanto, ma crossa poco, almeno oggi. Però è molto concentrato sul contenere i seppur pochi attacchi degli ospiti. Per atteggiamento a me piace tanto e ha solo possibilità di crescere ulteriormente. Una certezza.

KORAC s.v. Si fa male dopo dieci minuti. Peccato perché ci stava mettendo la grinta giusta.

EDMUNDSSON 6 (dal 10°) Questa volta c’è con la testa e con le gambe. Individua l’attaccante da marcare e non lo molla un secondo. Fisicamente si fa sentire ed è una sentenza. Anche quando deve fare giro palla sembra più sicuro di una settimana fa. Ci vuole costanza e mentalità, deve continuare su questa strada.

DAWIDOWICZ 5.5 Dal primo minuto, un po’ inaspettatamente, sembra non aver perso lo smalto dei giorni passati. Sapete che è uno che bada spesso al sodo, senza tanti fronzoli. Gioca in maniera elementare e i risultati sono dalla sua. Sul gol del Vicenza, però, è troppo passivo, osserva senza intervenire e questa basta per fare il danno.

SLOTSAGER 6 (dal 58°) Si affida alla giornata positiva di Edmundsson e lo imita con successo. Difende bene, senza paura nell’arrembaggio finale del Vicenza.

DE BATTISTI 6 Veronese di nascita e anche di formazione calcistica. Non accusa l’emozione del derby, anzi, parte subito forte, con voglia di spingere. Vero che qualcosina la sbaglia, ma ha il coraggio di provare, senza mai andare in panico. Ha gambe per correre fino in fondo, ma poi gli manca l’idea finale. Il buongiorno, comunque, è interessante

MOSQUERA 8 (dal 67°) Eccolo qui l’eroe del derby. Un attaccante vero, finalmente. Entra in campo a quasi venti dalla fine e la vince lui con due gol bellissimi. Uno al volo dal centro dell’area, l’altro di tacco, come quelle magie che ci facevano vedere Mancini o Crespo (vado a memoria). Una doppietta da neo papà che fa finalmente sorridere il Verona. Ci affanniamo a trovare il vero centravanti, ma se fosse lui la risposta???

LELLA 6 Ho un po’ faticato a capire la sua partita. Mi ha fatto storcere il naso per lunghi tratti, poi mi sono accorto che era sempre dentro l’azione del Verona, sempre pronto a farsi dare la palla. Ecco, non velocissimo magari, ma presente a se stesso. Finisce coi crampi e nonostante questo non si arrende mai. Ha un bell’animo da lottatore. Va anche vicino al gol nei primi minuti di partita.

LE BORGNE 6.5 Forse mezzo voto in più, lo ammetto, ma a me piace tanto sto ragazzino. Baroni lo fa giocare da regista e la cosa mi sembra non pesargli affatto. Fa sempre la cosa giusta e la fa bene. Ha grande facilità di corsa e la personalità giusta per guidare l’azione gialloblù. E’ bravo anche a stringere i denti quando non ne ha più, contribuendo a respingere l’assalto finale dei vicentini.

IANNONI 6 Anche lui è uno che mi piace, poco appariscente ma sempre dentro l’azione. Non si fa notare tantissimo, ma è difficile che sbagli. Anche per lui i margini di miglioramento sono ampissimi.

SUSLOV 4 Voleva andare via da Verona. E già questo a me basta. E’ rimasto contro ogni pronostico. E’ stato fatto un po’ purgare. Poco, dico io. Perché se questo è Suslov, dio ci scampi. E’ inutile, non dà nulla, se non nervosismo. Non capisce che ormai i piccoli falletti non vengono più fischiati, quindi è sempre per terra, si impermalosisce, protesta e si becca il giallo. Boh, non ne capisco l’utilità, francamente.

CERBONE 6 (dal 46°) Meglio di Suslov, non si discute, ma di questi tempi non è una gran fatica. Gli serve un po’ più di voglia di sacrificarsi quando bisogna difendere e soffrire per portare a casa la vittoria. Ma quando ha la palla tra i piedi sembra sempre possa inventarsi qualcosa.

MULATTIERI 4 A me pare evidente che si senta fuori posto a giocare come punta. Non ha la fisicità, e questa non è una colpa, ma non trovo mai nemmeno il guizzo del rapace. Troppo solo, si schianta sistematicamente contro la difesa vicentina. Sono sempre più convinto che dovrebbe giocare con un compagno più vicino, idealmente Sarr.

LIVRAMENTO 6 (dal 46°) Bellissimo assist per la doppietta magica di Mosquera.

SARR 5 Dopo averci fatto ricredere sulle tante critiche che non gli abbiamo risparmiato, un triplice passo all’indietro. Corre a vuoto, lezioso, con poca determinazione. Arriva spesso sul pallone dopo gli avversari. Di occasioni per segnare di fatto solo una, nella ripresa. Un colpo di testa, tutto sommato comodo, che consegna tra le braccia di Gagno. Male stavolta. Unica cosa positiva l’assist per il gol di Mosquera.

ALL. BARONI 7 Alla fine il jolly lo ha azzeccato, quel Mosquera che era ormai finito fuori da tutti i dibattiti sulla tanto ricercata punta del Verona. Una scelta vincente, non una botta di culo, come dirà qualcuno. Cambia tanto sin dal principio, con poca fortuna, perché i suoi girano poco. L’Hellas va sotto e, come spesso succede, ha proprio bisogno dello schiaffone per svegliarsi. I cambi sono azzeccati. Su tutte le altre valutazioni di gioco e attitudine nello stare in campo ci sarà tempo per riflettere. Intanto siamo tornati a vincere il derby, per almeno tre settimane possiamo dormire sereni.

IL PAGELLONE DI BENEVENTO-VERONA

LEALI 5.5 Benché non responsabile sui gol del Benevento, se ne torna a casa con tre pere in saccoccia. Qualche sbavatura, sì, sul gioco coi piedi, non propriamente il suo forte. Insomma, non una grandissima serata, rattoppata qua e là.

ZAPPA 6 Un grande primo tempo, da stropicciarsi gli occhi. I padroni di casa faticano a contenerlo e lui non se lo fa dire due volte e spinge forte. Piedi educati, corsa disinvolta, si trova anche a tu per tu con Vannucchi, addirittura lo supera ma non centra la porta. Nel secondo tempo cala, e non poco.

KORAC 6 Indubbiamente tra i due centrali è quello che se la cava meglio. Pochi fronzoli, va dritto al punto. Sarà scolastico, ma è efficace. Sicuramente più del suo capitano che non ne imbrocca una.

EDMUNDSSON 4 Appunto, non ne imbrocca una. L’avvio di campionato del difensore faroese è da incubo. Investito dei gradi di capitano da Baroni va in ansia da prestazione. Sbaglia tutto quello che è possibile, non un lancio lungo azzeccato. Il pallone tra i suoi piedi sembra una bomba pronta ad esplodere. Serata da incubo.

BRADARIC 5.5 Parte un po’ ingolfato, come tutta la squadra, d’altronde. Ma dopo la pappina del vantaggio del Benevento anche lui si sveglia e inizia a carburare. E’ bravo a spingere, ma diligente anche in fase di copertura con un paio di chiusure interessanti. Nella ripresa finisce nell’apatia generale, pur tentando qualche volta di mettere la testina fuori dalla metà campo gialloblù.

IANNONI 5.5 Anche lui fa vedere 25 minuti ad alto livello, dimenticandosi che le partite di minuti ne durano 95. Bene nel momento in cui la squadra gira che è una bellezza. Male quando gli equilibri scricchiolano fino a sfaldarsi.

CERBONE 5 (dall’83°) Ha pochi minuti per farsi vedere e decide di sprecarli con una simulazione in area di rigore. Provaci ancora, Cerb.

LEBORGNE 6.5 Il migliore del Verona. Non è un regista e infatti lascia quell’incombenza a Bernede. Lui svaria di più è decisamente più mobile, gioca tra le linee. Meraviglioso l’assist per il gol del momentaneo pareggio di Sarr. Anche nella ripresa sembra quello più in palla e inspiegabilmente Baroni lo toglie dopo una galoppata da stropicciarsi gli occhi. Non era al meglio, dice il tecnico a fine partita. Non sembrava affatto.

HARROUI 4 (dal 60°) Indolente a dir poco.

BERNEDE 5 Fa il regista, senza il minimo successo. Corricchia per il campo, danzando sulle punte, come al solito. Non ha sostanza e non crea gioco. Chiede il cambio a fine primo tempo. Per fortuna.

KASTANOS 4 (dal 46°) Non indolente come Harroui, ma comunque nullo.

COMPAGNON 4.5 Gioca da solo, per quanto giochi. Anche nel momento migliore del Verona lui pare il classico pesce fuor d’acqua. Non ne prende una nei primi 45 e, anzi, sbaglia un gol facile facile davanti al portiere del Benevento. Un’altra occasione nella ripresa, ma poca roba.

SUSLOV 5 (dal 60°) Artefice della vittoria contro l’Arezzo, questa volta non riesce nell’impresa di indirizzare la squadra. Si incaponisce come spesso succede tenendo troppo la palla tra i piedi con risultati discutibili.

MULATTIERI 4.5 Fa tanta fatica come punta centrale, non ha i movimenti da attaccante da area di rigore. Non gli arrivano palloni giocabili e lui fatica ad andarseli a prendere. In grande difficoltà, non è mai capace di lottare, pur non risparmiandosi, questo gli va riconosciuto.

SARR 6 Davvero un bel primo tempo per l’attaccante svedese che pare finalmente aver sfoderato non solo le sue doti tecniche ma anche di personalità. Si vede che gioca con più leggerezza, più convinto delle proprie possibilità. Segna un gol bellissimo, addomesticando di petto l’assist di Le Borgne che fa esplodere in un bel destro. Ma se la squadra si incarta lui non è ancora capace di scuoterla. Questo l’ultimo scattino che deve fare.

LIVRAMENTO 4 (dal 69°) Inutile alla causa.

ALL. BARONI 5 Decide di cambiare il modulo, passando al 4-3-3, rinforzando il centrocampo e affidando la cabina di regia a Le Borgne. Se, inizialmente, la scelta si può comprendere, a giochi fatti non paga. Perché il Verona parte malissimo, poi si ripiglia, ma entra in campo nella ripresa con la stessa flemma del primo tempo. Poco comprensibili i cambi, soprattutto l’ingresso troppo tardivo di Suslov e la sostituzione di Le Borgne. Ora non cominci a cambiare il modulo, ma rimanga saldo sull’idea originaria. E’ una lezione che può, anzi deve servire. Domenica prossima c’è il derby col Vicenza e non si può sbagliare. Poi, sia chiaro, la personalità a una squadra non la si può comprare al supermercato, ma serve trovare l’equilibrio giusto.

IL PAGELLONE DI FINE ANNO DELL’HELLAS VERONA

MONTIPO’ 5 Che si dica che il Verona sia retrocesso soprattutto per sue responsabilità lo trovo illogico. Attribuire in gran parte a un solo giocatore un fallimento del genere mi pare poco onesto. Detto ciò, è stata la sua peggior stagione da quando veste la maglia del Verona. Tanti, tantissimi errori, pure goffi. Ha fatto vedere che quando è in giornata può fare la differenza. Ma in questa disgraziata stagione, di giornate ne azzeccate forse una o due. E’ tempo, per il bene suo, del Verona e dei tifosi, che cerchi fortuna altrove.

PERILLI 5 Invocato come un “mammasantissima” al posto di Montipò, conferma i motivi per cui sia il portiere di riserva del Verona. A un certo punto della stagione Zanetti gli consegna i gradi da titolare, evidentemente convinto di pareggiare, per importanza, la rivoluzione copernicana. La scelta gli dice male, perché Perilli, pur con qualche lampo, conferma gli stessi limiti visti con Montipò. E così, quando Zanetti viene cacciato, ci pensa Sammarco a ristabilire le gerarchie, a torto o a ragione, decidetelo voi. Non penso che con Perilli in porta il Verona si sarebbe salvato.

OYEGOKE 5.5 La sua è stata una partenza shock. Mandato in campo nelle poche volte in cui doveva sostituire Belghali, ha fatto tremendamente fatica. Poi, piano piano, è venuto fuori e ha fatto vedere qualcosa di interessante. Probabilmente la serie B lo aiuterà a crescere, ma al momento non ha dimostrato di essere all’altezza della massima categoria.

FRESE 5.5 Anche per lui stagione dai mille volti. Una cosa gli è mancata, la continuità di prestazioni. Ha alternato cose positive, a dormite colossali. Non ha mai sbracato, questo gli va riconosciuto, ma difficilmente è andato oltre i compitini tattici che gli sono stati appioppati. Nel finale di stagione ha sofferto parecchio.

EDMUNDSSON 7 Arrivato durante il calcio mercato invernale, è stata la più bella scoperta di questa stagione. Ha dimostrato sin da subito di poterci stare eccome in serie A, facendo vedere qualità fisiche impressionanti, ma anche doti tecniche ai più (me compreso) sconosciute. E’ diventato il leader della difesa gialloblù, con grande personalità e il suo arrivo ha rivitalizzato anche Nelsson, che si è smarrito per buona parte della stagione. E’ il Torricelli delle Isole Faroe. Dovrebbe essere un punto fermo del Verona del futuro, ma di sti tempi c’è poco da star tranquilli.

VALENTINI 5 Quando è tornato in prestito, la scorsa estate, salutavamo il suo rientro in gialloblù con grande soddisfazione. Ma le attese sono state abbondantemente deluse. Complici i tanti infortuni che lo hanno spesso relegato in un angolino, fuori dalla competizione. Trovare un posto, quando poi sembrava recuperato, non è stato affatto semplice. E anche quando il campo lo ha visto, non ha lasciato grandi tracce. Peccato perché Verona poteva essere una bella svolta per lui, ma lo è stato solo in negativo.

BELGHALI 6 Il voto è una media di quello che ha fatto vedere nel girone d’andata e quello che ci siamo sorbiti una volta tornato dalla Coppa d’Africa. Strabordante nella prima parte di stagione, tutto tecnica, corsa, piedi buoni e grande fame. Doti che ci avevano fatto gridare all’ennesima scoperta di un piccolo talento sbucato dal nulla. Ma la Coppa d’Africa e l’infortunio alla caviglia hanno mandato all’aria tutto. Non è mai più riuscito ad avvicinarsi a quegli iniziali livelli scintillanti. Personalmente ho avuto spesso la sensazione che abbia tirato indietro la gamba, evitando così di correre rischi per il suo futuro, sicuramente lontano da Verona.

BRADARIC 5.5 Anche per lui vale le stesso discorso fatto per Frese. Poco continuo, mai veramente capace di lasciare il segno. Tanta dedizione, tanta corsa, ma anche altrettanta confusione. Oltre il compitino non è mai riuscito ad andare. Chissà che la B non lo aiuti, in questo senso.

LIROLA 4 Una meteora della quale non sentiremo la mancanza.

NELSSON 5.5 Doveva essere l’ammiraglio della difesa del Verona. Arrivato in gialloblù con un cognome di spessore, un profilo internazionale, doveva essere il vero punto fermo della retroguardia. E lo è stato per una buona prima parte di stagione. Poi, inspiegabilmente, ha messo uno dietro l’altro una serie di cappelle memorabili che, a conti fatti, sono costate punti preziosi al Verona. Smarrito, incapace di rialzarsi, sembrava un dilettante allo sbaraglio. Solo l’arrivo in gennaio di Edmudsson lo ha riportato tra noi, forse spogliato di responsabilità che non è riuscito a reggere. Una delle più grandi delusioni di questa stagione da incubo.

SLOTSAGER 6 Buttato in campo allo sbaraglio, quando di difensori c’era una moria preoccupante, ha risposto comunque positivamente. Certo, non sono mancate delle sviste anche da parte sua. Ma ricordiamoci che è un ragazzino che ha comunque dimostrato di saperci stare bene in campo. Aggiungiamoci il fatto che pare essere un ragazzino con la testa ben piantata sulle spalle e credo che sia un giocatore sul quale puntare con decisione per il futuro.

BELLA KOTCHAP 6 Se dovessi giudicare solo ed esclusivamente le sue prestazioni, sarebbe di gran lungo il migliore di questa scalcinata squadra. L’unico, forse, in grado di potersi confrontare con campionati ben più complicati delle serie A. La sensazione che avevo io vedendolo giocare era di uno pronto per la Champions, misteriosamente relegato a una squadra costretta a salvarsi. Ma poi la sua fragilità fisica ha svelato tutto ciò che prima non eravamo riusciti a vedere. Tanto è imponente, tanto è delicato. Ha saltato buona parte del campionato per guai che sembravano sempre più difficili da superare. Ultimo l’infortunio alla spalla, che nemmeno lui sa come si sia fatto. Profilo tecnico da 10, ma fisico da 4, ahimè.

CHAM 4 Oddio, ragazzi, la serie A è dura è. E lui ha fatto tutta la fatica di sto mondo.

LOVRIC 5 Difficile giudicarlo, anche perché appena arrivato e subito si è accomodato in infermeria. Sparito per mesi, è tornato alla fine, facendo anche vedere spunti interessanti. Troppo poco, però, per definirlo una scommessa vincente.

SERDAR 5 Ha l’attenuante di un ginocchio distrutto per il quale ha scelto, inizialmente, la via conservativa. Ma ogni volta che lo abbiamo visto in campo non ha mai dato la sensazione di esserci veramente. Era una presenza totalmente scollegata dal resto della squadra. Troppo brutto per essere vero, impaurito di fracassarselo del tutto quel ginocchio già martoriato. Costretto ad alzare bandiera bianca ha scelto la strada dell’intervento, forse un po’ troppo tardivamente. L’unica consolazione è che in queste condizioni nessuno lo porterà via da Verona. Speriamo, quindi, che si rimetta presto in piedi.

SUSLOV 5.5 Fuori per la gran parte della stagione per l’infortunio della scorsa estate al ginocchio, ha rimesso piede in campo quando ormai i giochi erano fatti. La tempra non gli è mai mancata, e anche il senso di appartenenza che molti in questa squadra si sognano. Ma oltre a questo, poca roba. Sempre lo stesso tema tattico: palla al piede, testa bassa, fino a quando non andava a sbattere contro gli avversari. Deve capire cosa vuole fare da grande. A Verona servono solo giocatori con voglia di restare. Sul senso di appartenenza, come dicevo prima, poco da dire. Ma che possa bastare?

AKPA AKPRO 6 Uno dei pochi a salvarsi. Per carità, non è uno di quelli che ti fa stropicciare gli occhi per le giocate funamboliche, però è uno molto pratico, che corre per due e che la gamba non la toglie mai. Subito in sintonia con la maglia, ha capito dove stava giocando e ha interpretato bene le richieste della piazza: mai mollare. Anche su di lui occorrerebbe costruire il Verona del futuro, non mi pare che sia una richiesta folle. Poi, a onor del vero, bisogna capire anche le sue di intenzioni.

HARROUI 4 Il giocatore più “aspettato” della storia recente del Verona. “Deve recuperare al 100% dall’infortunio al ginocchio”, ci dicevamo. Ok, aspettalo una, due, tre, quattro, fai anche cinque volte. Ma poi basta. Un disastro su tutti i fronti. E la rabbia è tanta perché a livello qualitativo non ha niente da invidiare a tanti altri giocatori che in serie A ci stanno eccome. Ma l’atteggiamento ha veramente fatto venire i nervi. Mollo, demotivato, solo per citare il mitico Malesani. Da sfinimento.

BERNEDE 6 Lo salvo, perché nel pattume generale ha fatto vedere qualcosa in più di tanti. Sono sincero, non ho mai avuto un debole per il francese, che in campo sembra un po’ una ballerina, corre sulle punte. Tante ghirigori, tante sterzate, più appariscente che altro, se si pensa alla concretezza. Ma è sicuramente uno che si spende per la causa, che corre come un matto e che è capace di diventare una mina vagante, là davanti. Si è spento lentamente, con il serbatoio quasi a secco. Dalle sue parole di fine stagione, dubito che sia interessato a rimanere a Verona.

NIASSE 4 Delusione, delusione, delusione. Lo hanno messo a giocare un po’ dappertutto, anche sulla fascia, con risultati discutibili. Qualche piccolo sprazzo, ma mai qualcosa che potesse sembrare dare fiducia. Vent’anni fa avrebbe fatto fatica a giocare in serie B, senza cattiveria, sia inteso.

GAGLIARDINI 5.5 Anche lui fisicamente è stato tanto sfortunato, tantissimo. Si è bloccato spesso sul più bello, quando la stagione poteva prendere un’altra piega. Nelle enormi difficoltà del centrocampo, si è però ritrovato a essere un punto fermo, un po’ anche a sua insaputa. Doveva essere una buona alternativa e invece si è preso sulle spalle incarichi forse più pesanti di lui. Che non è più un giovanotto, ma che che comunque non si è mai tirato indietro, lasciando sempre tutto sul campo.

AL MUSRATI 4 Arrivato a Verona con un cognome pesante, come Nelsson, si è fermato solo a quello. E’ vero che in serie A non è che si vada a mille all’ora però, santo cielo, nemmeno alla moviola. Un peso per questa squadra che non lo ha mai riconosciuto come perno del centrocampo. Come si diceva per Lirola, arrivato comunque in un contesto già abbondantemente compromesso, una meteora della quale nessuno a Verona sentirà la mancanza. Bye bye.

SARR 4 Svelo una cosa: ho parlato qualche volte con Lazovic, che mi ha descritto l’attaccante svedese non solo come un bravo ragazzo, ma anche come un giocatore di enorme talento. Ora, dando per assodato che Darko di calcio sia un intenditore, viene da domandarsi dove abbia messo tutto questo talento. Perché se l’anno scorso almeno qualche lampo lo ha regalato, quest’anno è stato un incubo. Sempre ai margini, mai in grado di prendersi una maglia da titolare, ha visto i sorci verdi ogni volta che è stato mandato in campo. Un investimento che, al momento, non paga. Ha richieste dalla Svezia e se arriverà quella giusta, sarà destinato a salutare. Resterà, quindi, una grande incompiuta.

ORBAN 4 Il miglior marcatore del Verona (sette gol) ma anche quello che di occasioni ne ha mandate in malora a valanga. Ha quasi sempre dato l’impressione di giocare da solo, come se il calcio fosse uno sport individuale. Mai in sintonia con i compagni di squadra, ha infastidito non poco per l’atteggiamento. A qualche è piaciuto, però, per quella fame di arrivare che comunque gli va riconosciuta. Potenzialmente un crack. Effettivamente il crack lo ha fatto solo quando ha messo le mani addosso a un tifoso, durante una rissa nel parcheggio fuori dallo stadio, dopo Verona – Milan. Una follia che gli è costata il posto il squadra e il futuro in gialloblù. Io non ne sentirò sinceramente la mancanza.

BOWIE 7 Eccolo qui il bomber del quale il Verona aveva bisogno. Scoperto nel campionato scozzese, ha fatto quattro gol da gennaio in poi. Ma è l’atteggiamento che è piaciuto sin da subito, di grande dedizione e sacrificio. Questo i tifosi lo hanno capito subito e lo hanno adottato con affetto. Grande fisico, ma anche piedi educati. Tatticamente utile, si è trovato un po’ troppo spesso a fare battaglia a solo, ma senza aver paura. Presidio non ceda alla solita tentazione dell’ennesima plus valenza e gli dia un ruolo di prim’ordine in gialloblù.

MOSQUERA 4 Non si è praticamente mai visto e ci ha pensato anche un infortunio al ginocchio a farlo fuori.

SAMMARCO 5 Chiamato a un’impresa quasi disperata, non ha centrato l’obiettivo. “Ha avuto poco tempo”, ha detto qualcuno. Sicuramente non tanto quello che ha avuto a disposizione Zanetti, che ha sbagliato troppe scelte, facendosi travolgere emotivamente (5). Però aveva la possibilità di incidere di più e per sua stessa ammissione è entrato nello spogliatoio troppo in punta di piedi. Non è stato in grado di ricompattare un gruppo che col passare dei mesi è andato in frantumi, facendo emergere solo tanti ego. Qua e là si è intravvisto qualcosa, ma non ha mai dato la sensazione di avere in pugno la squadra. Troppo grande la sfida per lui, di fronte a un’esperienza che, evidentemente, non poteva rifiutare. Ma la colpa è anche della società che, mettendogli addosso l’etichetta “ad interim” ha fatto di tutto tranne che proteggerlo. Ora inizierà una nuova avventura a Lumezzane. Un enorme in bocca al lupo.

ISAAC s.v.

AJAYI s.v.

IL PAGELLONE DI VERONA-ROMA

MONTIPO’ 7.5 Nel primo tempo vola sulla bella punizione di Dybala. Si ripete anche nella ripresa sempre su calcio piazzato, questa volta calciato da Soulè. E’ ispiratissimo e infatti para anche il rigore di Malen, ma poi sulla respinta il pallone arriva ancora sui piedi dell’attaccante della Roma che non può sbagliare, solo davanti alla linea di porta. Miracolo “garelliano”, poi, sempre su Dybala. Averlo avuto così tutta la stagione non sarebbe stato male eh…

NELSSON 6 E’ definitivamente tornato sulla strada persa per tutta la parte centrale della stagione, quando aveva fatto rimpiangere il suo arrivo a Verona. Frutto della vicinanza di Edmundsson, che gli ha tolto i gradi di ammiraglio, relegandolo a ruolo di mozzo che, comunque, dalla comparsa del faroese, ha fatto bene.

EDMUNDSSON 6 Se la deve vedere con quello che è, al momento, il miglior attaccante della serie A, Malen. E il risultato è che lo costringe a segnare di straforo, dopo aver sbagliato il calcio di rigore. E’ arrivato a Verona un po’ “grezzo”, ma è poi cresciuto sia tatticamente, sia tecnicamente. Fisicamente indiscutibile.

VALENTINI 5.5 Gioca una partita abbastanza ordinata e di vigore. Anche troppo, verrebbe da dire. Spalma su due tempi due cartellini gialli onestamente evitabili. Forse un po’ esagerato il secondo su Dybala che, appena sente un soffio di vento, vola a terra stramazzando come se fosse appena stato impallinato. Conclude, quindi, con un rosso la sua avventura a Verona.

BELGHALI 5 Ha giocato?

VERMESAN s.v. (dal 41° s.t.)

AKPA AKPRO 6 Grande volontà, non gli è mai mancata, ma il serbatoio segna riserva. Va a fiammate, ogni tanto si accende, ma poi con la stessa velocità si appisola inspiegabilmente. Ha comunque speso tanto quest’anno e rimane un di quelli che non ha sfigurato, in una stagione disgraziata.

LOVRIC 6 Siamo sinceri, gioca solo perché Gagliardini è squalificato. E la domanda è: perché non prima? Sembra più a suo agio lì in mezzo al campo rispetto all’ex centrocampista di Atalanta e Inter. Porta quello che manca un po’ a Gagliardini, il dinamismo. Sbroglia anche giocate non semplici, con estrema disinvoltura. Dopo l’espulsione di Valentini, Sammarco lo richiama in panchina e la domanda è simile a quella di prima: perché?

AL MUSRATI 5.5 (dal 13° s.t.) Andamento lento.

HARROUI 5 Veramente non ne azzecca una che sia una. Sbaglia una marea di palloni, passaggi a due metri, di una facilità imbarazzante. E’ il giocatore più “aspettato” nella storia del Verona. “Eh ma vedrete che prima o poi farà vedere il suo valore”, diceva qualcuno. Che topica clamorosa.

SARR 5 (dal 25°s.t.) Andamento lentissimo.

FRESE 6 Partita scolastica, senza infamia e senza lode. Non si esalta ma nemmeno sbraca. Anche se dalla sua parte Dybala, pur non splendente, mette sempre paura. Ma, tutto sommato, il suo lo fa.

BRADARIC 5.5 (dal 25° s.t.) Non incide come si potrebbe sperare.

SUSLOV 5.5 Parte fortissimo con un paio di fiammate brucianti che sorprendono i giocatori della Roma. Pare ispirato e la sensazione la alimenta per buona parte del primo tempo. Poi, però, va piano piano spegnendosi e incappando sempre nei suoi soliti limiti: palla al piede, testa bassa e tutto il resto non esiste. L’espulsione di Valentini lo “costringe” a lasciare il campo prima della fine.

BELLA KOTCHAP 6 (dal 13° s.t.) Se fosse integro fisicamente sarebbe un fuoriclasse. Se.

BOWIE 6 Pronti, via e parte subito con una bella bordata di sinistro. Grandissima occasione, poi, davanti a Svilar, ma all’ultimo si fa ipnotizzare dal portiere della Roma. Pur in una partita sicuramente giocata poco all’attacco dal Verona, prova a metterci lo zampino. Il timore è che possa essere una grande plus valenza, l’ennesima di questa società.

ALL. SAMMARCO 6 Un Verona che si difende bene nel primo tempo e che riesce anche a creasi qualche buona occasione. L’espulsione (soprattutto) e poi il gol della Roma spengono le residue forze dei suoi. Anche se i gialloblù lottano fino alla fine, senza mai arrendersi, onorando così il campionato. Fortunatamente è finita questa agonia. Mister Sammarco ha le sue responsabilità, avrebbe potuto incidere di più. Ma è quello che ha meno colpe di tutti.

IL PAGELLONE DI INTER-VERONA

MONTIPO’ 6 Parata di puro istinto su Mkhitaryan, che non sfrutta un ottimo contropiede dell’Inter. Un po’ incerto sulle uscite, ma non è una gran novità. Nessuna responsabilità sul gol dei nerazzurri.

NELSSON 6 E’ forse il migliore della difesa, con una partita davvero attenta. Bravo a sporcare le trame fitte dell’Inter che arriva spesso in area di rigore, creando comunque non tantissime preoccupazioni. Bene nel controllo delle palle a terra, ma anche di testa respinge con precisione.

EDMUNDSSON 5.5 Rovina una partita giocata senza infamia e senza lode, attenta ma non scintillante, con un autogol sfortunato, quando sciagurato. Va scomposto su un pallone che doveva essere facile da gestire. Si riscatta però parzialmente con un grande salvataggio sulla linea di porta.

VALENTINI 6 Anche per lui una buona prestazione, per quanto l’Inter ci provi. Ma dalla sua parte i nerazzurri fanno più fatica a sfondare. Bada al sodo, senza fronzoli. Clamoroso un rigore che l’arbitro Calzavara non gli concede per una spinta clamorosa in area.

BELGHALI 5 Gli mancano il costume, la sdraio e l’ombrellone per sentirsi già al mare. Non serve a nulla, purtroppo. Ci sono due versioni di questo giocatore, prima e dopo la Coppa d’Africa. Esaltante il primo, inutile il secondo. La sensazione è che la testa sia già molto lontana da Verona.

AKPA AKPRO 5.5 (dal 61°) Anche per lui serbatoio in riserva.

LOVRIC 6 Ha fatto capire quanto sia mancato un giocatore di ordine come lui. Bravo a far viaggiare il pallone, ma abile anche a inserirsi in fase offensiva. Sbroglia tante situazioni in mezzo al campo ed è il primo che tenta di far ripartire la squadra. Peccato averlo ritrovato solo in questo inutile finale di stagione.

VERMESAN s.v. (dall’84°)

GAGLIARDINI 6 Tanta corsa, tanta generosità, in quello che è stato il suo stadio per tanti anni. Rimane attaccato alla partita con orgoglio, senza mollare un centimetro. Corre, corre tantissimo, anche se pochi se ne accorgono. Di certo è uno di quelli che moralmente non indietreggia mai.

BERNEDE 5 Benzina finita. Non inizia male, pare essere in giornata, ma l’illusione dura poco. Si incaponisce in ghirigori che servono a niente, vaga per il campo senza una meta da raggiungere. Qualcuno dice che bisognerebbe ripartire da lui. Io ho i miei dubbi che possa calarsi con la testa giusta nella realtà della serie B.

HARROUI 6 (dal 46°) Questa volta il piglio è quello giusto, pur non facendo faville.

FRESE 6 Fa il suo, senza farci stropicciare gli occhi. Ma in una partita di fine stagione come questa, è già una buona notizia che rimanga sul pezzo fino alla fine.

BRADARIC s.v. (dall’84°)

SUSLOV 5 Questa volta male male. Non è possibile che si impunti sempre con la stessa azione. Ogni volta che si ritrova il pallone tra i piedi, parte a testa bassa senza guarda chi ha di fronte. Nove volte su dieci i difensori avversari. Senza contare che non si accorge nemmeno dei compagni vicini. E’ uno che fisicamente ce la mette sempre, ma questa volta ogni a ogni minimo contatto va a terra. Mollo.

SARR 6 (dal 61°) Si crea una gran bella occasione, con un destro a giro che impegna Sommer.

BOWIE 6.5 Ribadisco il mio amore sportivo per questo ragazzone scozzese che lotta davvero come un gladiatore. Ma sarebbe un errore ridurre tutto all’agonismo, perché ha anche piedi buoni e intelligenza tattica. Tutto quello che fa è utile alla squadra e dimostra di saper giocare anche di fino. L’esempio più lampante è il gol, il quarto della sua stagione in gialloblù. Una stoccata millimetrica che gela Di Gennaro. Avanti tutta.

ALL. SAMMARCO 6 Nel primo tempo l’atteggiamento è fin troppo rinunciatario, sembra di essere tornati ai tempi di Mandorlini e del suo 6-3-1. L’Inter spinge, ma crea poco. E per passare trova il solito autogol (ricordate l’andata?). I suoi allora si svegliano e, seppur nel finale, trovano un pareggio tutto sommato meritato. Inutile fare considerazioni tattiche, a questo punto della stagione. Importante dire che comunque questa squadra non ha sbracato, ma ha tenuto alto l’orgoglio.