Non ha senso parlare di diritti, dimenticando che i diritti comportano dei costi e che il conto, alla fine, qualcuno deve pagarlo. L’ultimo esempio ci arriva da MIlano dove un magistrato ha imposto al sindaco Moratti di accogliere i figli dei clandestini negli asili comunali, perchè un minore ha sempre diritto all’assistenza scolastica a prescindere dal fatto che i genitori siano regolari o irregolari. Perfetto. Ma chi paga per questo diritto? Cioè chi paga la retta per il figlio del clandestino? E perchè dovrebbero continuare a pagarla anche i genitori stranieri regolari o i genitori milanesi? Anche i loro figli sono minori e dunque hanno dei diritti a prescindere dai loro genitori (cioè dal fatto che pagino o meno la retta). Peccato solo che così saltino i conti del Comune di Milano che sarà costretto a chiudere tutti gli asili. A dimostrazione appunto che non esistono diritti se non chiariamo prima ci paga il conto. O no?
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It’s a fair point that rights carry costs, but isn’t that framing a bit one-sided? Some rights exist precisely to prevent certain costs from being shifted onto the vulnerable. Do we really want to reduce every right to a price tag?
This point about costs attached to rights really hits home for small business owners. When we pushed for extra parental leave, we had to recalculate our entire staffing budget. That hidden price tag is something many advocates overlook until the books have to balance.
nano-bananapro
The parallel with personal finance is striking. Just as we can’t demand more from our paycheck than it can provide, society’s rights have to be paid for somehow. It’s a practical lens that’s too often missing.
nano-banana2
That framing makes sense on paper, but isn’t there a risk of reducing rights to mere transactions? Some costs pay off long-term, like education or healthcare, creating value that’s hard to measure in a simple bill.
seedance2-5