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LE ELITE RUSSOFOBE E UCROFILE

La dichiarazione è dell’ambasciatore di Mosca e mi pare inappuntabile: nessun dubbio che le nostre élite siano schierate contro la Russia e a favore dell’Ucraina.

Quando parli coi cittadini comuni il quadro si fa più variegato

Il problema di fondo mi sembra l’incomparabile spessore politico di Putin rispetto a Zelensky.

Un po’ come se a capo della Russia ci fosse Mario’56 e a capo dell’Ucraina io…

Anche qui c’è un contesto storico. Tutto inizia quando l’Ucraina decide di perseguitare gli abitanti russofili di alcune regioni. La soluzione poteva essere quella di concedere l’autonomia a queste regioni. Ma non fu scelta.

Dopo di che la reazione di Putin può essere ed è spropositata. Ma prendiamo anche qui atto della storia: Hitler non fu vinto con una trattativa di pace ma con la sua totale sconfitta. Piaccia o no succede così in tutte le guerre.

Auguri agli ucraini che hanno un leader impegnato anzitutto a destituire la propria classe dirigente per rimanere al potere.

Lo salveranno i grandi, costanti, abbracci di Meloni e degli altri leader occidentali?

13 commenti - 361 visite Commenta

Silvestro

ore 10:15
ZWIRNER ha deciso senza indugi di fomentare la bagarre politica.
Il problema di fondo non è “…l’incomparabile spessore politico di Putin rispetto a Zelensky”; il problema di fondo è l’aggressione militare dell’Ucraina; e non è vero che “Tutto inizia quando l’Ucraina decide di perseguitare gli abitanti russofili di alcune regioni” perché fin dal primo giorno Putin ha tentato di prendere Kiev (vedi massacro di Buca). Tutto inizia con l’occupazione e l’annessione della Crimea nel 2014.

L’alzheimer incombe.

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Poro can

L’incomparabile spessore politico di un dittatore impunito (finora) mandante di assassini e castratore del suo stesso popolo non è spessore politico ma fascismo.
Lasciare scrivere ancora Zwirner, invece, è accanimento terapeutico.
Davvero il Gruppo Editoriale Telenuovo non ha nessun altro da mettere al suo posto?

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Mario56

Io sono convinto che Zwirner o per età o per il caldo ci stia a piglia’ un pochino per il di dietro.
Probabilmente vedendo che le sue stampelle, gaton e martello non riescono più per RINCOGLIONIMENTO, difendere le sue aberranti posizioni di estrema destra, ha deciso di scendere in campo personalmente.
Le figuracce sono quindi assicurate!
Magari domani dirà quello che pensa da una vita: la strage di Bologna e di Brescia NON SONO STRAGI FASCISTE ma di centri sociali, magari c’era Casarini!!
12:48

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Michele

Incredibile. Non ho mai commentato qui ma spendo (o spreco) 1 minuto di tempo per segnalare che forse “follow the rubli” può essere l’unico motivo comprensibile per la pubblicazione di post di questo genere. A mio avviso per toccare con mano l’incomparabile spessore politico Swirner potrebbe andare a Maidan con un cartello con scritto Zelesnky asshole e poi sulla pizza rossa con un cartello con scritto Putin asshole e sono convinto che potrebbe facilmente testare uno spessore in qualche orifizio corporeo

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Gatón

…e tu saresti quello che non offende ?
Nemmeno evitando di commentare si possono evitare le tue offese ?
Se fosse come dici tu ti rimarrebbero ancora 5 anni di sanità mentale, vedi di sfruttarli meglio.
E non venirmi a dire che hai fatto questo per stanarm, altrimenti comincio ad offendere anch’io.

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martello carlo

@Gatón Agosto 5th, 2025
GATON. non capisco il tuo modo di reagire allo scemo del villaggio/blog: oltre che capire poco anche le cose più elementari ( si può definire un eterodiretto ignorante funzionale ) è anche schizofrenico in quanto vede cose inesistenti: io per lo meno non sono a priori dalla parte di ZWIRNER: semplicemente lo sostengo e lo apprezzo in quanto editore di questo blog che lascia la massima libertà a tutti, anche di dire minchiate a raffica come lo scemo del villaggio che certamente contribuisce alle prospettive della destra anche per il dopo ’27. 😂😂 😎
16:45

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El Giara

Ho trovato questo articolo su Gaza e ho pensato di proporlo qui:

La macchina della menzogna. Hamas scrive, l’ONU timbra, l’Occidente riporta

di Luigi Giliberti

Hamas scrive, l’ONU timbra, l’Occidente ripete: viaggio nella più colossale operazione di disinformazione del nostro tempo

Non serve scavare troppo per scoprire che la realtà che ci raccontano su Gaza è costruita a tavolino. Ma serve coraggio per dirlo.

Perché non è un errore. Non è una svista. È una strategia di guerra, e funziona alla perfezione.

Fase uno: Hamas inventa
Il cuore del sistema è Hamas. Un’organizzazione terroristica secondo mezzo mondo, ma a Gaza è lo Stato. O meglio, una dittatura islamista armata che controlla tutto: sanità, scuole, media, ONG locali.

È Hamas che decide chi vive e chi muore, ma soprattutto chi è “civile” e chi no. E lo fa attraverso il suo Ministero della Salute: la fonte “ufficiale” di tutti i bilanci delle vittime, citata ogni giorno da giornali e TV occidentali come fosse un istituto imparziale.

Ma è solo una maschera con il Kalashnikov sotto. Non distingue tra miliziani e civili, non verifica nulla, non pubblica liste complete. E soprattutto: non ammette mai che un razzo di Hamas possa aver ucciso qualcuno a Gaza, anche se i video lo mostrano chiaramente.

Fase due: UNRWA legittima
L’ONU entra in scena, con il suo braccio storico in Medio Oriente: l’UNRWA. L’agenzia che dovrebbe occuparsi dei rifugiati palestinesi è in realtà una gigantesca centrale di assunzione per Hamas: 13.000 dipendenti solo a Gaza, il 90% dei quali palestinesi.

Tra questi, documenti alla mano, decine hanno partecipato al massacro del 7 ottobre. Altri insegnano ai bambini che Israele va cancellato. Eppure, UNRWA rilancia ogni giorno i numeri del Ministero della Salute senza fiatare. Nessuna verifica. Nessun dubbio. E se qualcuno chiede conto? Silenzio. O accusa di razzismo.

Fase tre: i giornalisti embedded (con Hamas)
La stampa locale a Gaza è libera quanto un pesce rosso in boccia. Ogni fotografo, ogni cameraman, ogni stringer lavora sotto il controllo diretto di Hamas. Se mostra un razzo sparato da una scuola, sparisce. Se filma un tunnel sotto un ospedale, sparisce. Se chiede troppo, sparisce.

Eppure i grandi media occidentali – da Reuters a CNN, da AFP a Al Jazeera – si affidano a questi operatori come fossero testimoni imparziali. Risultato? Tutti i contenuti prodotti a Gaza sono filtrati, selezionati, pilotati, quando non apertamente inscenati. Scene di panico, bambini feriti, donne che urlano: sempre il momento dopo l’attacco, mai prima, mai durante, mai un solo miliziano armato a fianco dei “civili”.

Fase quattro: le ONG blindano la narrazione
A chi tocca “certificare” la verità? Alle ONG dei diritti umani – o meglio, dei diritti “a senso unico”.

Amnesty International, Human Rights Watch, B’Tselem: tutte incollano i dati di Hamas sui loro report come fossero Vangelo. Scrivono di “genocidio”, “massacri indiscriminati”, “deliberata fame dei bambini” senza una sola indagine indipendente in loco.

Non parlano mai di scudi umani, né di tunnel sotto le scuole, né di ospedali usati come basi operative. E chi osa contestare la narrativa? È complice del crimine.

Fase cinque: i megafoni dell’Occidente
Infine, entra in gioco la macchina dell’indignazione globale: giornalisti embedded nel conformismo, attivisti travestiti da analisti, influencer ben pasciuti dalla guerra mediatica.

La sinistra radical chic europea si beve tutto. La stampa progressista rilancia. Le università fanno eco. E così la verità sparisce, soffocata da un’onda perfetta di menzogne, emotività e moralismo tossico.

Risultato? Il delitto perfetto.

Un’organizzazione terroristica:

controlla le fonti sanitarie,
gestisce i giornalisti,
condiziona le agenzie ONU,
manipola le ONG,
viene ripulita da media e accademia,
e si presenta come vittima innocente.
Nel frattempo, usa bambini come scudi, tunnel sotto gli ospedali, ambulanze per trasportare armi. Ma nessuno lo vede. Nessuno lo vuole vedere.

Ecco la verità più scomoda: Gaza non è solo un campo di battaglia. È un laboratorio avanzato di propaganda ibrida.

E noi – media, governi, cittadini – ne siamo stati le cavie perfette.

https://inoltreblog.com/la-macchina-della-menzogna-hamas-scrive-lonu-timbra-loccidente-riporta/

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Poro can

A parte il fatto che sei un pochino fuori tema essendo una discussione su Ucraina e Russia, non riesco a non commentare solo con: embé? Probabilmente è proprio così ma di cosa ti stupisci? Chi ha mai insegnato a chi che Hamas sono i buoni e sono ingenui? Hamas da trent’anni esercita un controllo del territorio che la ‘ndrangheta a Gioia Tauro se lo sogna: conosco imprenditori di Tel Aviv che prima avevano dipendenti di Gaza (quando potevano passare) perché a Gaza fai quello che vuole Hamas e basta, incluso chiudere aziende non allineate.
Però dimentichi di scrivere che Hamas è l’ennesima invenzione di un regime “democratico” per indebolire i rivali politici accreditati, come fecero gli USA inventando i Talebani contro l’URSS senza supporre che se dai un mitra a un animale, quello non si ferma a terrorizzare il suo popolo ma te lo scarica addosso alla prima occasione.
Io proprio non capisco come noi esseri umani scegliamo sistematicamente l’opzione peggiore, salvo poi ravvederci solo dopo infiniti lutti e disumanizzazioni: non c’era migliore opzione di Lenin e Stalin allo zarismo? O di Hitler all’umiliazione della Germania dopo il ‘18 in cui si moriva di fame per strada? O di Mussolini, o della Bomba, o dei Colonnelli, Pinochet, Pol Pot, l’apartheid, il Rwanda… e giu fino a questi dittatorucoli mascherati (e nemmeno tanto) Trump, Putin, Zelensky (giovane apprendista) Erdogan, Netanyahu?
E te lo ripeto: infiniti lutti che porteranno tra una generazione ad altri infiniti lutti, a meno che i parenti dei (secondo te) due o tre ultra-novantenni, unici morti (secondo te) a Gaza in questi ultimi due anni (e senz’altro per cause naturali) non dicano “Vabbè, pazienza, tutti dobbiamo morire, vi perdoniamo“

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Mario56

Magari per evitare “TUTTE QUESTE BUFALE DI HAMAS” gli Israeliani dovrebbero permettere ai giornalisti di entrare a Gaza.
Perché l’esercito israeliano non permette a nessuno di andare a Gaza e documentare?
Poi c’è il giornalista di destra alla Zwirner, anzi estrema destra, che racconterà in un modo, e il giornalista di sinistra in un altro modo, ma entrambi racconteranno perché sono lì. Ed invece questa guerra non è documentata da nessuno
PERCHÉ ISRAELE SA E SI VERGOGNA DI AVER DISTRUTTO TUTTO A GAZA, DAGLI OSPEDALI, ALLE SCUOLE ALLE CASE CIVILI.
INOLTRE ISRAELE NON VUOLE FAR VEDERE UNA POPOLAZIONE STREMATA, AFFAMATA, COI BIMBI CHE MUOIONO DI FAME.
La Norvegia ieri ha ritirato il suo fondo, uno dei più grandi al mondo, che indirettamente finanziava la guerra brutale contro i palestinesi.
La Francia e la Gran Bretagna riconoscono lo stato di Palestina, persino l’esercito israeliano si rifiuta di proseguire lo sterminio a Gaza …
… LA MUSICA POTREBBE CAMBIARE, CARO EL GIARA, che vai a fare il copia incolla di scritti altrui per povertà di idee proprie.
09:30

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Mario56

@ per la coppia STAMPELLE DI ZWIRNER, GATON E MARTELLO
quando parlate di scemo del villaggio vi riferite immagino ad uno di voi. Magari a martello??
Scemo infatti lo puoi dire pe te!!!
E dovresti darci un taglio alle offese. Io vi ho definito solo due rincoglioniti, ma non è una offesa.
09:53

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