Nei servizi dei nostri inviati al Cairo traspare una simpatia palpabile per la folla scesa in piazza ad invocare la cacciata di Mubarak. Esattamente come qualche settimana fa a Tunisi. E non c’è dubbio che venga interpretato il comune sentire della nostra opinione pubblica: perché non si può che gioire vedendo popolazioni che si liberano dei tiranni, dei dittatori.
Tutti (o quasi) gioimmo anche nel 1989 quando crollò il Muro di Berlino e tutta l’Europa dell’Est si liberò della dittatura comunista. Oggi però, vent’anni dopo, si aggiunge una riflessione anche diversa: se per i cittadini di quei Paesi resta un affare essersi liberali del comunismo, possiamo dire che la caduta del Muro lo sia stato anche per noi?
Ci furono due effetti: un’ondata di criminali, liberati dalle galere, si riverso sull’Europa Occidentale e sul nostro Paese, perchè quei dittatori svolgevano una funzione di cani da guardia che cessò con la loro caduta. Dopo di che arrivarono le persone per bene, i lavoratori in cerca di occupazione, di migliori retribuzioni.
L’effetto di questo allargamento del mercato, di questa globalizzazione, fu positivo per le loro retribuzioni ma penalizzante per le nostre. Valga l’esempio dell’autista, mansione pagata molto bene prima che arrivasse la concorrenza dei camionisti slavi…Noi italiani non abbiamo più goduto del benessere che avevamo negli anni Ottanta. Anche perché il sistema comunista teneva bloccato il mondo intero, anche l’Asia anche l’Africa. E l’intero fenomeno epocale dell’immigrazione iniziò proprio alla fine di quel decennio con il crollo del Muro.
Oggi Mubarak in particolare (ma anche Bel Alì’, anche Gheddafi) rappresentano il Muro sull’altra sponda del Mediterraneo. Ed oggi che il raìs egiziano sta crollando vediamo cosa succede. Ce lo racconta La Stampa che a pag.7 titola “Rivoluzioni & barconi Lampedusa ora trema. Riprendono gli sbarchi: senza il pugno dei raiss chi li fermerà?” e spiega che i primi arrivati sull’isola sono proprio i galeotti usciti dal carcere tunisino di Monastir.
Quanto a fermarli, difficile pensare che provvedano quei nostri magistrati per i quali l’obbligatorietà dell’azione penale scatta di fronte ai reati sessuali di cui è accusato il premier, ma non scatta invece di fronte al reato di clandestinità…Clandestini che loro si rifiutano di arrestare invocando una “direttiva europea”. (Ma non dovrebbero applicare le leggi italiane, come recita la Costituzione?)
Dopo di che è chiaro che, oltre ai clandestini, non si ferma neppure la storia. Nessuno sarebbe riuscito allora a puntellare il Muro di Berlino. Nessuno riesce oggi a mantenere al potere i raìss. Ma un conto è prenderne atto; altro conto è gioirne quasi che le sorti fossero sempre “magnifiche e progressive”, e non ci fossero invece cambiamenti dello scenario internazionale destinati a peggiorare la nostra vita.


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