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LA CURVA L’E’ BELA

Tra le sensazioni più belle che un essere umano possa provare c’è quella di “sentirsi davvero a casa” quando è in casa propria. Di avvertire che, dentro quelle mura, c’è un luogo in cui può essere completamente sé stesso ed esprimere senza filtri le proprie emozioni, spendendo del tempo di qualità con le persone che condividono la sua stessa filosofia di vita. Finalmente per i tifosi del Padova, dopo tre decenni di sballottamenti vari in settori temporaneamente “presi in affitto”, è giunto il tempo di provare la bellissima e appagante sensazione di avere una curva “di proprietà”. Un luogo in cui poter vivere l’Amore per il Biancoscudo con senso di appartenenza e con l’emozione forte di sentirsi “dentro” la partita, di poterne perfino determinare il destino facendo la propria parte, tifando, gridando, gioendo, abbracciandosi, sventolando le bandiere, intonando cori, soffiando forte sulle vele della passione per quella squadra, per quei colori.

Il 12 aprile del 2026 è una data che resterà impressa, prima che negli annali della storia del Padova, nel cuore e nella mente di chi ha visto Padova-Empoli per la prima volta dalla nuova curva sud. Vivendo la distanza dal campo che si azzera. Sentendo finalmente forte il profumo dei fumogeni, sentendo finalmente sul viso il vento spostato dallo sventolio delle bandiere.

Sono tanti i valori che la giornata ha portato con sé che si sono incastrati perfettamente in quello che è, a tutti gli effetti, l’inizio di una nuova era. Il tifo a Padova è stato messo a durissima prova, ha rischiato seriamente l’estinzione. Intere generazioni di ragazzi, nati dopo la chiusura dell’Appiani e della Fossa dei Leoni, non avevano mai vissuto quel che solo una curva può regalare in termini di esperienza emotiva. Quando hanno varcato la soglia del nuovo settore erano tesi, emozionatissimi, consapevoli che stavano andando ad assaporare qualcosa di inedito per loro. Un sussulto nuovo, estremo, totalizzante.

E un debutto così (che ha avuto i crismi della “prima volta” anche per i tifosi del Padova più “attempati”, visto che, dall’ultima volta in una curva vera, erano passati 32 anni, una vita!) non poteva che vivere il suo compimento con l’”in più” di alcuni momenti in cui a emozione si è aggiunta emozione.

Tanto per cominciare, il risultato sportivo è stato quello sperato: il Padova ha vinto e si è riportato fuori, per ora, dalla zona playout. C’è poi stata la dedica speciale all’allenatore che, fino a tre settimane fa, ha guidato il Biancoscudo, riportandolo l’anno scorso in serie B e contribuendo a rimettere insieme i pezzi di un ambiente deluso, disilluso, arrabbiato. E ora, anche grazie a lui, nuovamente innamorato del Padova. “Prima l’uomo, poi il mister. Matteo Andreoletti per sempre padovano”, hanno scritto gli Ultras in uno striscione di fronte al quale tutto il resto dello stadio si è alzato in piedi ad applaudire. Infine, un nome e un cognome su tutti: Mattia Bortolussi. Non poteva che essere lui il primo giocatore a regalare al pubblico di Padova la gioia dell’esultanza sotto la nuova sud. Non poteva che essere suo il privilegio di segnare per primo “sotto la curva”. Il cerchio si è chiuso magicamente: Mattia è “il bomber coi dati gps di un terzino” da quanto corre per i compagni. Rappresenta la vecchia guardia, quella che con umiltà, impegno e sacrificio ha saputo meritarsi il palcoscenico della B. E ora sta lottando per tenerselo stretto.

Una riflessione finale, ultima ma non ultima, va rivolta anche a Roberto Breda. L’allenatore chiamato a sostituire Matteo Andreoletti non aveva un compito facile nell’inserirsi nel solco profondo lasciato dal suo predecessore. Ha così scelto, dimostrando grande intelligenza, di entrare in questa dinamica in punta di piedi, con un profondo rispetto per Andreoletti (“Se salvo il Padova farò contento anche lui, sarà un traguardo che conquisteremo assieme”, sono state le sue parole nel giorno della presentazione) e senza l’aria di quello che crede di avere la bacchetta magica. Ha così trasmesso alla squadra pochi concetti semplici, sulla scia del lavoro già fatto, pensando soprattutto a imprimerle tranquillità mentale. Ed è così che ha interrotto l’emorragia di risultati. Ora però, come ha detto lui stesso, “si deve pensare alla prossima”. Anzi, “alle prossime”. Ci sono ancora 4 battaglie da combattere con tutti gli strumenti a disposizione. Con una nuova curva pronta a fare, da qui in avanti, sempre e per sempre la sua meravigliosa parte.

9 commenti - 693 visite Commenta

acp

la curva l’è bela penso sia il coro peggiore che facciamo. fa pena. non è nemmeno lingua veneta.

finalmente ho visto un padova ordinato e abbastanza organizzato nonostante le tante assenze. ottima gestione dei cambi. bravo breda. ieri ha fatto la differenza. ora serve vincerne altre due.

dalla curva l’euganeo sembra quasi bello. ottima visuale, ottimo tifo. un settore che piano piano faremo nostro. il meglio a livello di tifo non l’avete ancora visto. poi mi auguro venga data mano libera agli ultras per dipingere l’interno e dategli un bell’impianto audio per i lanciacori come in tutto il mondo.

qualcuno sa perchè i posti sono 3000 e non 3300 come da progetto? perchè mancano seggiolini in alcune file.

bortolussi è un attaccante d’area di rigore, non un musso da soma da lasciare solo davanti come faceva andreoletti. speriamo di recuperare qualcuno per la prossima. tante assenze, veramente tante. un plauso a crisetig, che andrà al suo ritmo, ma ogni pallone mezzo e mezzo diventa nostro e pulito.

moscato mancano 4 partite non 5.

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Flavio

Sottotitoli:
Ea curva xe bea, xe bea … 🙂😉
scusa la battuta ACP …
Cmq, ieri mi sono emozionato e commosso anche perche la tensione è stata tanta per la paura di finire beffati anche stavolta.
Ghe mancava la suspance del VAR …
E con la Reggiana, spesso atteggiamento, anzi ancor di più

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Principe

Complimenti ai nostri premi pulitzer che hanno dipinto la Favelas come il peggior bar di caracas.
Favelas che ricordiamo è l’unico luogo di aggregazione nel raggio di 3 km dalla stadio.
L’unico bar
L’unico bagno
L’unico posto dove mangiare

“Bisogna remare tutti dalla stessa parte per il bene del Padova”

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Andrea

Quindi se uno compra il pack 2 partite spende 10€, altrimenti la partita singola costa 20€.
Da un certo punto di vista capisco che si voglia incentivare la gente ad essere presente in entrambe le occasioni, però forse 20€ per la singola partita è un pò troppo… La prelazione non mi sembra sia andata benissimo.
L’atmosfera di domenica scorsa deve ripetersi tale e quale anche nelle altre due rimanenti, questa cosa è fondamentale. Spero che tutti lo abbiano capito. Questa B la dobbiamo guadagnare tutti insieme

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Paolo

Ciao a tutti, senza togliere niente al tifo organizzato, ci mancherebbe, anzi, ma i TIFOSI sono anche coloro che si trovano anche nelle altre parti dello stadio.

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Flavio

Ora stop con le celebrazioni di domenica. Incombe un’altra partita che può essere decisiva e, forse, più difficile che contro l’Empoli. La Reggiana, che avrei scommesso con un piede in C, ha vinto. Vabbe’ che la Carrarese è apparsa più forte ma troppo accademica. I nostri Ragazzi, tutti quanti, devono interpretare la partita con la stessa determinazione di domenicascorsa, dall’inizio alla fine. Speriamo di non perdere altri pezzi in settimana. Altri 10.000 e più tifosi biancoscudati… i tifosi reggiani saranno ben più degli Empolesi

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